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Archive for July 24, 2012

Mira Nair

July 24, 2012 Leave a comment

Cineasta simbolo del cinema indiano degli ultimi venticinque anni, la regista e sceneggiatrice indiana Mira Nair ha saputo imporsi da subito sulla scena internazionale. Il film d’esordio, Salaam Bombay! (1988), è un grande successo internazionale di critica e pubblico. È candidato agli Academy Awards come miglior film straniero, vince un BAFTA e la Caméra d’or al Festival di Cannes del 1988. Il suo secondo film, Mississippi Masala (1991), è presentato in concorso alla 48. Mostra del cinema di Venezia, e narra la storia di una ragazza indiana che si innamora di un afro-americano del Mississippi. La famiglia Perez (1995) è la storia di una ex-prostituta cubana emigrata negli Stati Uniti dove, sfruttando la grande diffusione del cognome Perez tra gli emigrati cubani, decide di crearsi una “finta” famiglia a tavolino. Nel 1996 Nair realizza Kama Sutra, la storia di due donne nell’India del XVI° secolo, e nel 1998 My Own Country. Nel 2001 è in concorso a Venezia con Monsoon Wedding – Matrimonio indiano, storia di un matrimonio combinato tra due importanti famiglie borghesi indiane. Il film si aggiudica il Leone d’oro come miglior film e viene in seguito distribuito in tutti i principali paesi europei, dove ottiene un importante successo di pubblico e critica. Il film è inoltre candidato ai Golden Globe e ai BAFTA. Nel 2002 la Nair ha realizzato il film per la HBO Gli occhi della vita, film con cui l’attrice Uma Thurman vince un Golden Globe come miglior interprete, mentre Gena Rowlands e Ben Gazzarra ottengono l’Emmy Award come migliori attori non protagonisti. Nel 2004 la regista dirige Reese Witherspoon nel ruolo di Becky Sharp nell’adattamento per la Focus Features de La fiera della vanità di Thackeray, presentato in concorso alla 61. Mostra del cinema di Venezia. L’anno seguente adatta per il grande schermo il romanzo best-seller L’omonimo di Jhumpa Lahiri, col titolo The Namesake – Il destino nel nome. La regista ha diretto inoltre sei cortometraggi, tutti inclusi nella collana Criterion Collection. Dopo l’11 settembre 2011, Mira Nair ha partecipato alla realizzazione di un film sui tragici eventi di quel giorno, dirigendo un episodio che racconta la storia vera di una madre in cerca del figlio che non sarebbe mai più tornato a casa. Il film dal titolo 11′ 09″ 01 – September 11 è stato presentato come evento speciale alla Mostra del cinema di Venezia nel 2002. Nel 2007 la sua società, Mirabai Films di New York, ha prodotto Aids Jaago, una serie di quattro cortometraggi realizzati da celebri registi e attori indiani. La serie, destinata ad accrescere la consapevolezza del pubblico sull’epidemia di AIDS in India, è stata vista da oltre due milioni di spettatori in tutto il mondo. Nair ha inoltre diretto un segmento del film collettivo 8, a cui hanno partecipato otto registi, diverso obiettivo di sviluppo per il nuovo millennio. L’episodio da lei diretto, How Can It Be, parla dell’uguaglianza tra uomini e donne. Nel 2009 partecipa ad un altro film collettivo dal titolo New York, I Love You, dirigendo uno dei segmenti, interpretato da Natalie Portman e Irrfan Khan. Sempre nel 2009 porta sullo schermo Amelia, film biografico sulla vita della famosa aviatrice Amelia Earhart, interpretata dal due volte Premio Oscar Hilary Swank, da una sceneggiatura di Ronald Bass ispirata a varie biografie realizzate sulla Earhart.
Mira Nair è da sempre attenta alle questioni sociali e divide le proprie energie tra il lavoro cinematografico e le due organizzazioni non-profit che ha fondato. Nel 1988 ha destinato i profitti di Salaam Bombay! alla creazione del Salaam Baalak Trust, che ha avuto un impatto diretto sulla politica del governo nei confronti dei bambini di strada in India. Dopo vent’anni l’organizzazione conta venticinque centri che, ogni anno, offrono un ambiente accogliente e sicuro a 5000 bambini di strada. Nel 2005 la Nair ha istituito il Maisha, un laboratorio annuale di cinematografia in Africa orientale che offre una formazione nei mestieri del cinema a centinaia di studenti provenienti dall’Uganda, dal Kenya, dal Rwanda e dalla Tanzania.

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Biennale di Venezia, film di apertura della 69. Mostra con “The Reluctant Fundamentalist” di Mira Nair

July 24, 2012 Leave a comment

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la Biennale di Venezia /69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair con Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber, Martin Donovan, Om Puri e Shabana Azmi è il film di apertura della 69. Mostra
The Reluctant Fundamentalist, il nuovo film diretto dalla regista indiana Mira Nair, è il film di apertura – fuori Concorso – della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2012), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
The Reluctant Fundamentalist è prodotto da Lydia Dean Pilcher e finanziato dal Doha Film Institute. Tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid, bestseller internazionale tradotto in 25 lingue,  è un thriller politico che racconta la storia di un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta a seguito dell’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. Si ritrova così coinvolto in un conflitto tra il suo personale “sogno americano”, una crisi internazionale e il richiamo perenne della patria e della sua famiglia.
Il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “La Mostra di Venezia è lieta di ospitare nella serata d’apertura un film che propone numerosi spunti di riflessione. E’ una scelta che sottolinea il ruolo crescente della creatività femminile in tutti gli ambiti della cultura e della società contemporanea. Mira Nair ha realizzato un’esemplare trasposizione cinematografica di un romanzo che affronta il tema, di grande attualità, dei fondamentalismi di ogni ispirazione e natura. Con sensibilità, acutezza e notevole senso dello spettacolo, la regista persegue una difficile scelta di campo, ispirata da profonde motivazioni etiche e morali che, pur scegliendo di confrontarsi con la realtà, ne rifiutano i compromessi  e le aberrazioni”.
The Reluctant Fundamentalist è interpretato da Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber, Martin Donovan, Om Puri, Shabana Azmi, Haluk Bilginer e Meesha Shafi. The Reluctant Fundamentalist sarà proiettato in prima mondiale la sera del 29 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, a seguire la cerimonia di apertura. Adattato da Bill Wheeler, Mohsin Hamid e Ami Boghani e prodotto da Lydia Dean Pilcher, The Reluctant Fundamentalist, finanziato dal Doha Film Institute, è una produzione Mirabai Films e Cine Mosaic. Il film è girato a Lahore, Delhi, Istanbul, New York e Atlanta.
La direzione della fotografia è di Declan Quinn, le scenografie sono di Michael Carlin, i costumi di Arjun Bhasin e il montaggio di Shimit Amin. Le musiche includono melodie pachistane vecchie e nuove, con la colonna sonora di Michael Andrews e una nuova originale canzone di Peter Gabriel. K5 International possiede i diritti internazionali del film con Hal Sadoff per il Doha Film Institute, e Bart Walker di Cinetic possiede quelli per il Nord America.
Mira Nair, Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 2001 con Monsoon Wedding, torna così al Lido per la quinta volta, dopo aver partecipato nel 1991 in Concorso con Mississippi Masala, nel 2002 Fuori Concorso con l’episodio India del film collettivo 11’09’01-September 11, e nel 2004 in Concorso con La fiera della vanità (Vanity Fair).
La 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si terrà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre 2012. E’ possibile chiedere informazioni sulla biglietteria della 69. Mostra a biglietteria.cinema@labiennale.org o per telefono allo 041/2726624 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.

“Gli ultimi sei mesi”, leader religioso iraniano diffonde messaggio catastrofico

July 24, 2012 Leave a comment

Le autorità iraniane diffondono tra i militari un biglietto chiamato “Gli ultimi sei mesi”.
In un messaggio agli iraniani, il leader religioso ha esortato i fedeli affinchè aspettino l’arrivo di Mahdi,il dodicesimo imàn che annuncerà la fine del mondo, questo secondo quanto riporta il portale “Interfax Religìon”.
Secondo la tradizione chiì, Mahdi arriverà il giorno del Giudizio Finale per salvare il mondo e stabilire l’ordine islamico sulla Terra.
Il leader spirituale ha dichiarato che adesso il dovere degli iraniani è quello di “prepararsi per la venuta del grande leader e per l’imminente guerra”.
“Sotto la guida di Dio e con il suo appoggio invisibile faremo sì che la civiltà islamica trionfi sull’occidente. E’ il nostro destino”, ha concluso l’ayatollah.
Recentemente le autorità iraniane hanno cominciato a diffondere tra i militari del paese un biglietto chiamato “Gli ultimi sei mesi”, che li incita a prepararsi all’arrivo di un imàn e a combattere contro l’Occidente, che aumenta la sua forza nucleare, questo secondo quanto riportano le tv e i giornali locali.

Fonte: Free Italy

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Milcho Manchevski

July 24, 2012 Leave a comment

Milcho Manchevski (regista, Stati Uniti/Macedonia)
I film diretti da Milcho Manchevski (Before the Rain, Dust, Shadows and Mothers) hanno vinto più di quaranta riconoscimenti internazionali, compreso il Leone d’Oro a Venezia , il premio FIPRESCI, l’Independent Spirit e una nomination per gli Academy Awards. Sono stati inclusi nei corsi di studio di diverse università e sono stati oggetto di due conferenze accademiche (a Firenze e a Leipzig). Il New York Times ha inserito Before the Rain nella lista dei migliori 1000 film mai realizzati. Manchevski ha inoltre diretto più di cinquanta cortometraggi tra cui  1.73,  Tennessee (MTV Award come miglior video rap) e Macedonia Timeless. Ha collaborato come regista per la serie TV The Wire, della HBO. È inoltre autore di libri e saggi, tra cui il libro post-concettualista The Ghost of My Mother e Truth and Fiction: Notes on (Exceptional) Faith in Art, che parla della fede e del rapporto tra realtà e finzione nell’opera d’arte. I suoi due libri di fotografie, Street e Five Drops of Dream, sono stati oggetto di altrettante esposizioni, al Museum of Contemporary Art e alla galleria Miyako Yoshinaga. Manchevski ha inoltre ideato e realizzato diverse performance artistiche, sia come artista solista che in quanto membro fondatore del gruppo 1AM. Vive a New York dal 1985.

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Marco Rossi

July 24, 2012 Leave a comment

Marco Rossi (pianoforte): nato a Milano, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” diplomandosi in Pianoforte e in Clavicembalo con il massimo dei voti. All’intensa attività concertistica come solista e accompagnatore (al pianoforte, clavicembalo e organo) affianca una costante ricerca musicologica. Già organista presso la Basilica dei SS. Apostoli e Nazaro in Milano e organista e consulente musicologico della Cappella Tergestina di Trieste, insegna come docente in ruolo presso il Conservatorio di Como  e collabora con la Scuola del Piccolo Teatro di Milano e come assistente musicale agli spettacoli presso il teatro stesso. Numerose le collaborazioni con i media (Raitre, Cominciamo Bene Prima; Radiodue Svizzera Italiana). È l’ideatore della masterclass «Tutti in classe con l’Operetta» che, nel 2010, ha portato Andrea Binetti al Conservatorio di Como e con il quale ha iniziato una collaborazione nell’ambito della «Piccola Lirica» con approfondimento di aspetti didattico-pratici per l’allestimento di spettacoli di Operetta.

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Runa Islam

July 24, 2012 1 comment

Runa Islam (video artista, Gran Bretagna/ Bangladesh)
Artista apprezzata a livello internazionale, Runa Islam è nata a Dhaka, in Bangladesh, nel 1970; attualmente vive e lavora a Londra, Regno Unito. Dopo aver frequentato la Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam ha completato i suoi studi con un Master in filosofia al Royal College of Art di Londra. La sua ricerca sulla produzione di linguaggi visivi e concettuali particolari emerge nelle sequenze analitiche e sperimentali che enfatizzano il concetto di verità come limitata e soggettiva. Attraverso la simulazione Runa Islam costruisce condizioni di sottile e complessa ambiguità psicologica. Le sue video installazioni multischermo, i suoi lavori scultorei e architettonici creano un discorso non solo sulle forme di documentazione ma anche un dialogo tra i distinti metodi di riproduzione. Le dicotomie tra abilità e utilità, sorveglianza e percezione solistica e la ricostruzione della memoria e della cultura popolare vengono formalizzate attraverso la produzione visiva di Islam. Da oltre un decennio i suoi lavori vengono esposti in mostre in tutto il mondo. Le mostre più recenti includono Projects 95, Museum of Modern Art, New York, 2011; Runa Islam, MCA Sydney e Musée d’art contemporain di Montréal, 2010; Restless Subject, Kunsthaus Zürich e Museum Folkwang, Essen, 2008-2009; Empty the pond to get the fish, MUMOK, Vienna, 2008; Conditional Probability, Serpentine Gallery, Londra 2006. Numerose anche le partecipazioni a mostre collettive, tra cui The Cinema Effect: Illusion, Reality & The Moving Image, Part II: Realisms, la Caixa Forum, Madrid, 2011 e Hirschhorn, Washington DC, 2008; There is always a cup of sea for man to sail, 29a Biennale di San Paulo 2010; Modernologies, Museo d’Arte Moderna, Varsavia, 2010 e MACBA, Barcellona, 2009; Turner Prize 2008, Tate Britain, Londra, 2008; Principle Hope, Manifesta 7, Rovereto, 2008; Brave New Worlds, Walker Art Centre, Minneapolis, 2007.
Numerosi suoi lavori sono parte di importanti collezioni pubbliche, come la Arts Council Collection, Inghilterra; Kunsthaus Zürich, Zurigo; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Museum of Modern Art, New York; MUMOK Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien, Vienna; Stedelijk Museum, Amsterdam e Tate, Londra. Runa Islam è stata candidata al Turner Prize nel 2008, anno in cui Islam ha anche realizzato il suo contributo filmico per ‘Film Directors for Human Rights’ un’iniziativa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Le prossime personali sono previste all’Arter, Istanbul e alla White Cube, Londra; le sue opere saranno esposte alla 11a Biennale di Sharjah nel 2013.

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“Scatizzi. L’ipotesi della pittura”, personale di Sergio Scatizzi a Lucca

July 24, 2012 Leave a comment

Lucca – Sergio Scatizzi, pittore di dichiarata vocazione informale, eppure risolutamente appassionato agli antichi generi della figura, della natura morta, del paesaggio, sarà il protagonista dal 30 giugno al 4 novembre 2012 della mostra Scatizzi. L’ipotesi della pittura organizzata dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte “Licia e Carlo Ludovico Ragghianti” e curata da Giovanna Uzzani, docente e storica dell´arte contemporanea.
La mostra dedicata a Scatizzi sarà la prima di una serie di esposizioni che la Fondazione dedicherà alla propria collezione di opere d’arte – oltre 600 tra dipinti, sculture, incisioni, disegni, fotografie -, donate dai tanti artisti che, nel corso degli anni, hanno voluto manifestare la loro stima e amicizia alla straordinaria figura di Carlo Ludovico Ragghianti, successivamente a quella di Pier Carlo Santini, primo direttore dell´istituzione; si arriva così alle ultime e più recenti donazioni (come i nuclei Prencipe e Bergonzoni) cedute al Centro Studi a testimonianza di un riconoscimento per il ruolo sempre più importante svolto nell’ambito della promozione culturale ed artistica dall’ istituzione intitolata ai coniugi Ragghianti.
Le oltre 70 opere proposte dalla mostra accompagnano l´intera vicenda artistica di Sergio Scatizzi pittore e appartengono a due collezioni distinte per storia e per scelte.
La prima delle due, esposta nella sua interezza per la prima volta, fa parte delle collezioni d’arte della Fondazione Ragghianti.
La seconda, diversamente, documenta la vicenda di stima e di amicizia che, per oltre un trentennio, ha accompagnato il pittore e un suo affezionatissimo collezionista di Montecatini,Giuliano Innocenti, che nel corso del tempo è riuscito a raccogliere centinaia fra dipinti e disegni del maestro.
Il nucleo scatizziano della collezione Fondazione Ragghianti, sedimentato nel corso degli anni e composto da olii, tempere e disegni, è stata cronologicamente una delle prime donazioni acquisite, oltre ad essere una delle maggiori per numero e qualità; essa testimonia, con opere che vanno dagli anni ‘40 al 1982, oltre quaranta anni di ricerca dell’artista.
Vi appaiono documentate le diverse stagioni e maniere dell’arte di Scatizzi, così come figura un esteso campionario dei temi a lui cari; dalla veduta urbana al nudo in studio, dal paesaggio alla natura morta, in una varietà che ben si addice al temperamento curioso ed apertissimo del critico lucchese.
Il percorso di acquisizioni del nucleo ragghiantiano si chiude con l´anno 1982, quando a Firenze, in Palazzo Strozzi, il critico lucchese realizza la grande mostra antologica e il testo più ricco ed esauriente che egli abbia dedicato al pittore: “Sergio Scatizzi. Opere 1936-1982” ( Edizioni di “Critica d´Arte”).
L’esposizione, permetterà di ammirare la pittura materica di Scatizzi caratterizzata da forti esplosioni cromatiche e, come ebbe a scrivere Carlo Ludovico Ragghianti, “da una natura appassionata e animata da trasporti vitali e fantastici e da irresistibili slanci dionisiaci”.
La mostra segue un filo rosso cronologico scandito in alcune fasi salienti della ricerca pittorica di Scatizzi.
In tal senso l’esposizione è articolata in fasi distinte: dopo una sezione dedicata al primo decennio di attività, segue la prima stagione informale degli anni ´60, la più pura e astratta; dai gorghi materici degli anni ´70 poi si arriva infine alla stagione delle ricapitolazioni esemplificata dai dipinti che arrivano ai primissimi anni ´80.
Le opere delle due collezioni si integrano reciprocamente per ricostruire il percorso dell´artista ma l´allestimento cercherà di mettere comunque in evidenza l´ appartenenza all´uno ed all´altro nucleo. Entrambe le raccolte si concludono infatti nel 1982, anno della precoce scomparsa del collezionista Giuliano Innocenti e dell’ultima donazione del pittore alla Fondazione Ragghianti.
Oltre ai dipinti sarà possibile ammirare anche esempi di grafica, alcuni totalmente inediti, legati all´ occasionalità del rapporto di amicizia tra il pittore e il suo collezionista e non mancherà la testimonianza di due preziose cartelle di opere caratterizzate da una grafica intensa e purissima.
Per l´occasione espositiva è stato realizzato un video, curato con sensibilità da Chiara Ronconi, visibile durante tutto il periodo di apertura della mostra: una sorta di viatico per immagini e contemporaneamente un commento critico diretto e suggestivo alla tecnica pittorica e all´enfasi del colore scatizziano.
Il video ha come sottofondo una pièce musicale originale di 15 minuti composta specificamente dal Maestro Paolo Zampini, compositore e flautista dell´orchestra di Ennio Morricone e docente di flauto traverso del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, da sempre frequentatore del genere della trascrizione musicale delle immagini visive con potenza e suggestione evocativa. Il brano musicale è eseguito dai giovani musicisti Guido Pratesi (flauto traverso),Francesco Zampini (chitarra elettrica) e John Russo (percussioni).
Data: 30 giugno – 4 novembre 2012
Inaugurazione: venerdì 29 giugno ore 18.00
Orari: dal 30 giugno al 30 settembre, compresi, ore 16.00/20.00;
dal 1 ottobre al 4 novembre, ore 10.00/13.00 e ore 15.00/19.00
Giorno di chiusura: lunedì
Sede: Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti,
Complesso di San Micheletto, via San Micheletto 3, 55100 Lucca, Italia
tel. 0583 467205 fax 0583 490325
e-mail: info@fondazioneragghianti.it
sito web: http://www.fondazioneragghianti.it
Mostra a cura di: Giovanna Uzzani
Catalogo edito da: Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’Arte, Lucca
Foto: Uva, 1980, tempera su tavola, Collezione Fondazione Ragghianti

Marocco, tramdena o mramden violenza sintomatica del Ramadan

July 24, 2012 Leave a comment

Durante le ore del digiuno nel Ramadan, le risse fanno furore nelle strade del Marocco. Quest’anno, complice anche il grande caldo anomalo di questi ultimi giorni,  già alcuni omicidi sono avvenuti in diverse zone del paese. Questo fenomeno è conosciuto in Marocco sotto il nome di “tramdena”. Una persona “mramden” è qualcuno di rabbioso e di incontrollabile. “Io sono mramden” (in crisi d’astinenza di sigarette, droga, caffè e alcol), togliti dalla mia strada o “tremden 3lik” (ti macello), e molte altre frasi violente si ascoltano frequentemente sulla strada, nei centri commerciali o ancora nei souks attraverso il Marocco. Anche le amministrazioni sono toccate da questo fenomeno; risse sanguinolente hanno luogo specialmente nei primi giorni del Ramadan, i cui protagonisti sono dei “mramdines”, cioè che sopportano male il digiuno. Attenzione, i “mramdines” si possono incrociare ovunque, negli ospedali, negli uffici pubblici, nelle banche o sull’autobus. Controbattere può essere pericoloso. I sintomi da “tramdena” sono le turbe visive, la voglia folle di fumare, di bere, di drogarsi e di picchiare!. Anche le vittime di questo fenomeno rimpiangono dopo la bagarre  il loro comportamento ed è frequente vedere gli attori di questi risse che dopo essersi massacrati di botte si abbracciano, piangono e si chiedono scusa vicendevolmente, implorando il perdono di Allah per le loro derive ramadanasche.  I “mramdines”, in maggioranza gente ordinaria, si ritrovano dopo la rottura del digiuno nei caffè e nelle mosche, a discutere del mese sacro che è considerato un mese di raccoglimento, di pietà e di sentimento. Quindi, se qualcuno di voi si riconosce in queste descrizioni..di corsa da un medico specialista!

Fonte: My Amazighen

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“The Reluctant Fundamentalist” di Mira Nair (2012)

July 24, 2012 Leave a comment


The Reluctant Fundamentalist, il nuovo film diretto dalla regista indiana Mira Nair, è il film di apertura – fuori Concorso – della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2012), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
The Reluctant Fundamentalist è prodotto da Lydia Dean Pilcher e finanziato dal Doha Film Institute. Tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid, bestseller internazionale tradotto in 25 lingue,  è un thriller politico che racconta la storia di un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta a seguito dell’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. Si ritrova così coinvolto in un conflitto tra il suo personale “sogno americano”, una crisi internazionale e il richiamo perenne della patria e della sua famiglia.
The Reluctant Fundamentalist è interpretato da Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber, Martin Donovan, Om Puri, Shabana Azmi, Haluk Bilginer e Meesha Shafi. Adattato da Bill Wheeler, Mohsin Hamid e Ami Boghani e prodotto da Lydia Dean Pilcher, The Reluctant Fundamentalist, finanziato dal Doha Film Institute, è una produzione Mirabai Films e Cine Mosaic. Il film è girato a Lahore, Delhi, Istanbul, New York e Atlanta.
La direzione della fotografia è di Declan Quinn, le scenografie sono di Michael Carlin, i costumi di Arjun Bhasin e il montaggio di Shimit Amin. Le musiche includono melodie pachistane vecchie e nuove, con la colonna sonora di Michael Andrews e una nuova originale canzone di Peter Gabriel. K5 International possiede i diritti internazionali del film con Hal Sadoff per il Doha Film Institute, e Bart Walker di Cinetic possiede quelli per il Nord America.
Sinossi
Mentre infuriano le proteste studentesche a Lahore, il giovane professore pakistano Changez Khan (Riz Ahmed) e il giornalista Bobby Lincoln (Liev Schreiber) dialogano di fronte a una tazza di tè. Changez, laureato a Princeton, racconta a Lincoln del suo passato come brillante analista finanziario a Wall Street. Gli parla dello sfavillante futuro che vedeva davanti a sé e della meravigliosa e sofisticata Erica (Kate Hudson), con cui stava per condividere la vita. Ma poi l’11 settembre cambia tutto. Le condizioni si trasformano drammaticamente, e il suo stesso nome e il suo viso lo rendono un potenziale sospetto. Tornato al suo paese, dalla sua famiglia a cui è molto legato, accetta l’incarico come docente a contratto presso l’università locale, focolaio del fondamentalismo e del nuovo ambiente universitario militante. Il pretesto dell’incontro di questa improbabile coppia – Changez e Lincoln – in una giornata estiva nella sala da tè di Lahore, lascia lentamente emergere le sue vere ragioni. Un altro docente universitario è stato rapito dagli estremisti e il ticchettio dell’orologio scandisce l’avvicinarsi della sua esecuzione. La famiglia di Changez è stata aggredita e si trova in pericolo. Bobby è lì per ascoltare, con un proprio secondo fine. Quando si scopre che Lincoln ha insospettati legami con la CIA, capiamo che anche lui ha degli interessi personali in ballo. Guidandoci attraverso gli ambienti culturalmente vivaci di New York, Lahore e Istanbul, The Reluctant Fundamentalist è un’esplorazione del pregiudizio e del fenomeno della globalizzazione, al contempo esilarante e profondamente inquietante.

Il Doha Film Institute (DFI) è nato nel 2010. E’ la prima organizzazione culturale indipendente del Qatar che si impegna ad aumentare l’impatto culturale dei film, a migliorare la competenza delle industrie di produzione e a costruire un’industria di film sostenibile in Qatar. Fin dalla sua nascita DFI, ha investito nello sviluppo delle industrie creative e supporta il progetto che vede in Qatar nel 2030 un’economia basata sulla conoscenza. Le co-produzioni di DFI includono Black Gold di Jean Jacques Annaud del 2011, The Reclutant Fundamentalist di Mira Nair e The Prophet ancora in produzione.

Cancro, bicarbonato di sodio come trattamento anticancro

July 24, 2012 Leave a comment

Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. In realtà, il bicarbonato di sodio è una delle cure più efficaci contro malattie acute come influenza e raffreddore, inoltre, se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato diventa una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete e, come detto prima, raffreddore e influenza.
In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato rappresenterebbe un vero e proprio regolatore del pH agendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.
La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare. Tanto più il nostro sangue è acido, tanto più manca ossigeno, elemento fondamentale per il funzionamento delle nostre cellule.
Per farvi un esempio, un lago colpito da piogge acide, vedrà i suoi pesci morire soffocati per non disponibilità di ossigeno. Per riportare il lago in vita, e per portare ossigeno, bisogna alcalinizzare l’acqua. Questo esempio è fondamentale in quanto il cancro è sempre legato ad un ambiente acido (mancante di ossigeno). Un altro esempio è riconducibile all’effetto negativo dello smog e dell’inquinamento. Come sappiamo, l’inquinamento diminuisce l’ossigeno e ben conosciamo come l’inquinamento influisce in modo negativo sul nostro stato di salute. In tutto ciò, per praticare la cura del pH, non bisogna essere medici ma bisogna semplicemente capire qual è il funzionamento della cura e agire di conseguenza.
Quali ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

Fonte: Informare x Resistere