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Intervista di Marius Creati agli avvocati di Maurizio Iori

Il caso del Dottor Maurizio Iori è una tragica vicenda accaduta lo scorso Luglio 2011 che ha commosso l’Italia poiché la giovane figlia dell’indagato ha trovato la morte.
Di seguito l’intervista gli avvocati difensori del Dott. Maurizio Iori:Dott. Cesare Gualazzini (Foro di Cremona) e Dott. Marco Giusto (Foro di Crema)

M.C.: Secondo la vostra opinione, quanto si è vicini alla verità sul caso di Maurizio Iori?

C.G./M.G.: Il procedimento penale a carico del Dott. Iori, come da me evidenziato sin dal  giorno del suo arresto, si e’ sempre fondato su mere illazioni da parte degli inquirenti a cui non hanno fatto riscontro le prove scientifiche che la Procura ha ricercato a mezzo dei suoi C.T. ma che, anziche’ dare le risposte che quest’ultima si attendeva, hanno portato fondamentali elementi di prova a favore della tesi difensiva.

In particolare la perizia relativa alla cd. Tracce biologiche ha evidenziato che:

la pastiglia di xanax trovata nel lettino della piccola Livia e’ stata da quest’ultima vomitata (i succhi gastrici hanno infatti sciolto”l’involucro”)

sui blister vi sono tracce della Sig.ra Ornesi e non del Dott. Iori

sul quadro elettrico della casa non vi sono tracce del Dott. Iori

sul “rubinetto” della bombola non vi sono tracce del Dott. Iori, mentre vi e’ una traccia “mista” della Ornesi e della figlia: cio’ si spiega perche’ quando la bambina ha vomitato la pastiglia, la madre le ha pulito la bocca dal rigurgito (che era copioso dato che sono serviti ben 3 fazzoletti che hanno le tracce di Livia) e poi, essendosi sporcata le mani, ha trasferito il DNA di Livia anche sulle bombole.

L’assunto secondo il quale il Dott. Iori avrebbe fato in modo di non lasciar tracce e’ falso giacche’ vi sono tracce biologiche sue (oltre che certamente su molti oggetti non esaminati) anche sulle ciabatte (dove vi sono tracce di altri soggetti maschili non identificati) e soprattutto su di una bombola- tracce pero’ si bada miste con quelle della Ornesi, circostanza che prova che anche lei le ha toccate-da questo si desume che Iori non ha ne’ agito per non lasciare tracce, ne’ che si e’ premurato di cancellarle (circostanza questa molto difficile se non impossibile a parere dei C.T. biologici incaricati da accusa e difesa). Anche le perizie medico legale farmacologica del C.T. del P.M. contengono elementi tutti favorevoli alla difesa, mentre nulla porta alla tesi accusatoria la perizia informatica e pertanto non si puo’ che concludere che, allo stato, non e’ emersa alcuna prova da cui si possa sostenere la posizione dell’accusa.

M.C.: Esiste una perizia consegnata al Tribunale di Brescia dal Consulente Tecnico del P.M. che può scagionare il vostro assistito?

C.G./M.G.: Nessuna perizia e’ stata consegnata al Tribunale di Brescia che peraltro si e’ occupato del caso per l’ultima volta nel mese di febbraio u.s.; la perizia biologica del P.M. e’ stata in parte depositata dal Consulente in parte a fine gennaio ed in parte ad inizio maggio e, come ho gia’ detto, le emergenze sono palesemente favorevoli alla difesa; preciso che in questo procedimento come in quasi tutti quelli di questa natura, la prova biologica e’ la vera prova regina su cui si fonda quasi sempre la decisione del Giudicante.

M.C.: Qual è la situazione fisico-emotiva di Maurizio Iori, ad oggi ancora detenuto nel carcere di Cremona?

C.G./M.G.: Il Dott. Iori e’ certamente molto provato dalla lunga detenzione, che egli ritiene ingiusta, che si protrae da quasi 8 mesi, soprattutto perche’ si chiede legittimamente:  perche’ mai , nonostante tutte le prove scientifiche disposte dalla Procura siano risultate a lui favorevoli, devo continuare a rimanere in carcere? E’ chiaro che non intravvedere un certo momento finale contribuisce ad ulteriormente peggiorare la sua situazione emotiva che e’ gia’ stata messa a dura prova dagli eventi e dalla detenzione stessa.

M.C.: Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi?

C.G./M.G.: Nei primissimi mesi e’ prevista per ora soltanto l’udienza inerente alla revoca della custodia cautelare in carcere, prevista vanti la Corte di Cassazione per il 19/07/2012; per quanto concerne il merito, la difesa auspica che, visto che, nonostante quanto sopra evidenziato, non pare esservi intenzione da parte del P.M. di richiedere l’archiviazione, venga fissata quanto prima l’udienza preliminare avanti il G.U.P. del Tribunale di Crema.

M.C.: Come ha preso la notizia della seconda parte della perizia Maurizio Iori?

C.G./M.G.: Come ho gia’ detto il Dott. Iori e’ quasi incredulo di fronte al fatto che, nonostante quanto emerso dalla C.T. del P.M., non giunga “alcun segnale” che lasci presagire la revoca o quantomeno l’attenuazione della misura cautelare  disposta nei suoi confronti.

M.C.: Secondo la vostra analisi, il Tribunale di Brescia che tipo di valutazione ha fatto sulle risultanze delle attività difensive?

C.G./M.G.: E’ evidente che il tribunale di Brescia, in qualita’ di Giudice di Appello non abbia, a mio parere, valutato compiutamente gli elementi che gli sono stati sottoposti; prova di tale assunto e’ la confusione che e’ stata compiuta allorquando e’ stata comparata la perizia relative alle impronte digitali (che non ha rilevato alcunché) con quella relativa alle tracce biologiche, che sono cosa ben diversa rispetto alle prime. Questa, come tutte le altri motivazioni contraddittorie espresse dal tribunale di Brescia, sono state sottoposte al gravame della Cassazione che dovra’ esprimere le proprie valutazioni a riguardo. Non e’ stata inoltre motivata l’esistenza del requisito previsto ex art.274 c.p.p.  lett. C), costituito dal rischio di reiterazione del reato che, nella fattispecie, sin dall’inizio e’ apparso palesemente insussistente, stante che il reato contestato al Dott. Iori e’ un reato che non risulta per sua natura reiterabili, in quanto non vi e’ al mondo alcuna persona che si trovi nelle medesime condizioni della Sig.ra Ornesi.

M.C.: Secondo le indagini sul DNA rinvenuto dai reperti probatori risultano tracce compromettenti che possono indirizzare l’accusa nei confronti di Iori?

C.G./M.G.: Ho gia’ risposto in precedenza a questa domanda: tutte le emergenze riguardanti le prove biologiche spiegano in modo non equivoco che si e’ trattato di un suicidio  e che il Dott. Iori non ha avuto alcuna parte nella causazione della morte della Sig.ra Ornesi e della figlia Livia.

M.C.: Su quali basi si fonda il castello accusatorio a carico del vostro assistito?

C.G./M.G.: Il “castello accusatorio” si fonda su mere illazioni sul conto del Dott. Iori , persona che forse in un piccolo centro come Crema puo’ non apparire simpatico in conseguenza della sua condotta relativa ai suoi rapporti personali con la Sig.ra Ornesi: a riguardo pero’ bisogna ricordare che il procedimento in questione non attiene ad una valutazione dei comportamenti del mio Assistito sotto il profilo della morale popolare, ma bensi’ ha per oggetto la commissione o meno di un delitto in relazione al quale il Dott. Iori risulta chiaramente estraneo. A suo carico vengono evidenziati l’acquisto di bombole e fornelli (acquisto peraltro pacificamente ammesso e concordato con la Sig.ra Ornesi medesima) , evento che non ha pero’ nessuna rilevanza penale (se uno regalo ad un amico un coltello e quest’ultimo lo usa per suicidarsi il primo non verra’ certo condannato per omicidio), e il piu’ volte citato alibi falso che, oltre a non essere processualmente utilizzabile, in quanto reso in assenza del difensore, dimostra solo che il Dott. Iori temeva di dire di essere stato a casa della Ornesi la sera prima perche’ tale circostanza gli avrebbe creato gravi difficolta’ con la attuale moglie e lo avrebbe fatto considerare immediatamente l’autore del tragico evento, cosiccome e’ accaduto poi. Infine si e’ sostenuto che in caso di omicidio-suicidio madre e figlia vengono sempre trovate abbracciate: la difesa poco convinta di fronte a tale assunto ha incaricato una C.T. al fine di farle svolgere un’indagine in proposito: da tale indagine, estesa a tutto il territorio nazionale per il periodo 2000-2011, e’ emerso che, salvo i casi in cui tale vicinanza e’ necessaria (se i soggetti si butano dal balcone o si suicidano all’interno di un automobile)   mai madre e figlia sono state trovate abbracciate: cio’ dimostra che anche alea sunto che era considerato assodato non e’ per nulla rispondente al vero.

M.C.: Per la misura cautelare nei confronti del vostro assistito, secondo la vostra opinione, è possibile richiedere la revoca della misura della custodia in carcere?

C.G./M.G.: Anche in tal caso ho gia’ in precedenza evidenziato come non sussistano nel caso di specie ne’ i gravi indizi di colpevolezza, ne’ il rischio di reiterazione del reato: mi auguro che tali valutazioni vengano condivise dalla Suprema Corte in occasione dell’udienza all’uopo fissata per il 19 di luglio, dove verra’ appunto richiesta la revoca della custodia cautelare in carcere in capo al Dott. Iori.

M.C.: Maurizio Iori, alla luce di tutto ciò che è accaduto, ha piena fiducia nel decorso della giustizia?

C.G./M.G.: Il Dott. Iori ha senz’altro fiducia nella giustizia, nonostante i dinieghi ricevuti a fronte della richiesta di revoca della misura cautelare non abbiamo contribuito a rafforzare questa sua fiducia e gli abbiano ingenerato preoccupazioni a riguardo, proprio a causa della notevole quantita’ di elementi probatori di natura scientifica emersi a suo favore, non comprendendo egli come, in una simile situazione probatoria, egli possa continuare a rimanere in carcere.

M.C.: C’è la possibilità che il procedimento venga celebrato entro la fine del 2012?

C.G./M.G.: La difesa si augura che il procedimento venga celebrato quanto prima, ritenendo di poter, in tale occasione, dimostrare l’innocenza del Dott. Iori. E’ senz’altro auspicabile, non essendovi piu’ alcuna attivita’ di indagine da svolgere che il giudizio venga disposto quanto prima e, considerando che non dovrebbe avere durata particolarmente ampia, stante la convergenza assoluta tra le emergenze scientifiche dell’accusa e quelle della difesa, dovrebbe essere certamente possibile addivenire ad una sentenza entro la fine dell’anno: inutile precisare che tali tempi non sono in alcun modo dettabili dalla difesa e che pertanto quanto da me sopra espresso e’ un auspicio ma non una certezza.

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