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Marocco, prostituzione maschile e violenza

Si parla sovente di prostituzione femminile, di turismo sessuale, di pedofilia, ma molto poco di prostituzione maschile che esiste e prospera in Marocco. Un tempo, “il mestiere” si praticava lontano dagli sguardi per ragioni sociali e morali; oggi gli uomini non esitano a camminare sui marciapiedi per vendere il proprio corpo. La prostituzione nelle grandi città del reame e moneta corrente; clienti e gigolò si incontrano frequentemente nei cabarets, nelle discoteche, nei bar o ancora negli hôtels. Per un paese musulmano, è difficile immaginare che anche le strade sono frequentate dai lavoratori del sesso e per giunta uomini. Oramai, questa forma di prostituzione e oggi molto visibile. Casablanca, capitale economica del Marocco, cambia totalmente faccia quando arriva la notte. Il Parco della Lega Araba e il boulevard Rachidi, situati in pieno centro città tra l’Ambasciata di Francia e quella degli Stati Uniti, è il luogo pubblico degli uomini che cercano uomini. A due passi dalla cattedrale del Sacro Cuore, la grande dama bianca della città atlantica e testimone silenziosa di un balletto notturno ogni sera, allo scadere della mezzanotte. A piedi, ci si immerge nel’oscurità del parco della Lega Araba, poco illuminato e poi ci sposta sul boulevard Rachidi e i suoi dintorni.  Tutti questi uomini sono gigolò ma attenti, non tutti sono omosessuali. Ci sono moltissimi eterosessuali, tanti senza fissa dimora, in cerca di un pasto e di una notte calda o ancora drogati senza qaeqoubi, la droga dei poveri, uno psicofarmaco molto pericoloso. Per qualche dirham, tutti soddisfano tutti. Sul boulevard Rachidi ci sono i” presentabili” come li definisce Samir (nome di fantasia), 21 anni e habitué della zona. Anche se tutti i presenti nel boulevard arrivano da luoghi disagiati, alcuni si curano molto e vestono con gusto. I conduttori al volante di belle vetture, alla ricerca di un uomo, preferiscono i “presentabili” ed il prezzo si fissa raramente prima dell’incontro sessuale; ognuno poi ha la sua tecnica. Prostituirsi sulla strada non è senza rischi in Marocco; la polizia pattuglia sovente le zone, a volte con abiti civili e  l’omosessualità è punita dalla legge marocchina con pene che variano dai sei mesi ai cinque anni, senza condizionale. I problemi nascono quando i clienti non vogliono pagare  diventando aggressivi e i rischi possono essere all’ordine del giorno. Alcuni clienti vogliono pagare solo 20 dh (2 euro) quando la media è di 50 dh (5 euro). Anche se la somma sempra un inezia permette per alcuni di pagare un affitto, di nutrirsi o ancora di acquistare un abito nuovo. Il boulevard Rachidi non il solo luogo frequentato, anche i bar a chicas (narghilè) sono frequentati da questa fauna varia e variegata. In estate poi si va tutti al Village (discoteca mitica di Casablanca frequentata principalmente da gay). In questi luoghi si cercano gli  europei che sono gentili e pagano bene.  Un auto che si ferma, qualche dirham, violenze e un pò di speranza nel poter incontrare l’uomo che ti salverà da questo squallore; così è  la vita sul boulevard Rachidi e nel Parco della Lega Araba a Casablanca e in tante città del reame.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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