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Archive for June 25, 2012

Maya, inizio del Mondo del Quinto Sole

June 25, 2012 Leave a comment

“Oggi ci troviamo in un periodo nel quale il braccio destro del mondo materialista sta scomparendo, lentamente ma inesorabilmente. Siamo all’apice di un’era nella quale inizierà la pace e la gente vivrà in armonia con la Madre Terra; non ci troviamo più nel Mondo del Quarto Sole, ma non siamo ancora nel Mondo del Quinto Sole: questo è il periodo di mezzo, quello della transizione.”

In un articolo di Steven McFadden riportato in italia dalla rivista Nexus, si parla degli interessanti studi di Carlos Barrios sui significati originali del calendario Maya in correlazione con il 2012. Agli inizi dell’autunno 2002, Carlos Barrios ha viaggiato diretto a nord dalla sua casa in Guatemala sino all’estremo bordo orientale dei Four Corners. A Santa Fe, in New Mexico, in corrispondenza del fondo della dorsale delle Montagne Rocciose, Barrios ha parlato in modo divulgativo della tradizione e dei leggendari calendari dei Maya. Di questi tempi i calendari riscuotono un forte interesse da parte di migliaia di persone, in quanto evidenziano la data spartiacque del 21 dicembre 2012; si dice che da allora in poi tutto cambierà. Carlos Barrios è nato in una famiglia spagnola su El Altiplano, la regione montuosa del Guatemala, precisamente a Huehuetenango, territorio di insediamento della tribù Maya Mam. I Mam, come altri Maya ed altri custodi della tradizione indigena, preservano parte dell’antico retaggio dell’Isola della Tartaruga; essi sono i custodi del tempo, esperti degli straordinari, antichi, eleganti e notevoli calendari. Barrios è storico, antropologo e ricercatore. Dopo aver studiato per 25 anni con gli anziani, iniziando all’età di 19, è diventato anche un Ajq’ij Maya, sacerdote officiante e guida spirituale del clan dell’Aquila.
Anni fa Carlos iniziò insieme al fratello Gerardo una ricerca sui diversi calendari Maya; studiò con molti maestri e dice che, per ampliare l’ambito delle loro conoscenze, Gerardo intervistò più di 600 anziani Maya. Barrios ha affermato: “Gli antropologi visitano i templi, leggono steli ed iscrizioni e confezionano storie sui Maya, tuttavia non interpretano i segni in modo corretto, lavorano solo di immaginazione… Altri scrivono delle profezie nel nome dei Maya; dicono che il mondo finirà nel dicembre del 2012. Gli anziani Maya sono furibondi per questo; il mondo non finirà, sarà trasformato. Sono gli indigeni – non altri – a possedere i calendari ed a sapere come interpretarli correttamente”. Oggi, dice Barrios, ci troviamo in un periodo nel quale il braccio destro del mondo materialista sta scomparendo, lentamente ma inesorabilmente. Siamo all’apice di un’era nella quale inizierà la pace e la gente vivrà in armonia con la Madre Terra; non ci troviamo più nel Mondo del Quarto Sole, ma non siamo ancora nel Mondo del Quinto Sole: questo è il periodo di mezzo, quello della transizione. In concomitanza con tale transizione si verificherà una colossale e globale convergenza di distruzione ambientale, caos sociale, guerre e cambiamenti terrestri. Tutto questo, dice Barrios, fu previsto con l’ausilio della semplice matematica spiroidale dei calendari Maya. Barrios ha osservato: “Cambierà, tutto cambierà.” Egli ha detto che i Custodi del Tempo Maya considerano la data del 21 dicembre 2012 come una rinascita, l’inizio del Mondo del Quinto Sole. Sarà l’avvio di una nuova era, derivante e contraddistinta dal meridiano solare che intersecherà l’equatore galattico e dalla Terra che si allineerà con il centro della galassia.
All’alba del 21 dicembre 2012 – per la prima volta dopo 26.000 anni – il Sole nascente coinciderà con l’intersezione della Via Lattea e del piano dell’eclittica; questa intersezione cosmica viene considerata l’espressione del Sacro Albero, l’Albero della Vita – un albero presente in tutte le tradizioni spirituali del mondo. Alcuni osservatori sostengono che nel 2012 questo allineamento con il centro della galassia aprirà un canale che farà fluire energia cosmica attraverso la Terra, purificando il pianeta e tutti i suoi abitanti, portando tutto ad un più elevato livello di vibrazione. Secondo Barrios questo processo ha già avuto inizio, ed ha aggiunto: “Il cambiamento è in fase di accelerazione, e continuerà ad accelerare.” Se la popolazione terrestre, dice Barrios, riuscirà ad arrivare al 2012 in buona forma, senza aver distrutto troppo la Terra, saliremo ad un nuovo livello superiore ma, per giungervi, dovremo trasformare forze potentissime che cercano di bloccarci la strada. A questo punto un importante compito è quello di apprendere a percepire ed individuare l’energia di ogni individuo e di ogni cosa: persone, piante animali. Questo diviene sempre più importante man mano che ci avviciniamo al Mondo del Quinto Sole, in quanto esso è associato all’elemento etere – il regno in cui l’energia vive e si dipana.
Secondo Barrios, quello attuale è un momento di cruciale importanza per l’umanità e per il pianeta. “Ognuno di noi è importante. Se vi siete incarnati in quest’epoca, avete del lavoro spirituale da fare per dare equilibrio al pianeta. Gli anziani hanno aperto le porte in modo che altre razze possano giungere nel mondo Maya ed assorbirne la tradizione. I Maya da lungo tempo apprezzano e rispettano il fatto che esistono molti altri colori, razze e sistemi spirituali. Sanno che il destino del mondo dei Maya è legato al destino del mondo intero.”
Dunque, diverze forze, nuove e antiche, luminose e oscure, sembrano mettersi in movimento per quella che appare una sorta di resa dei conti, un esame in cui l’umanità dovrà dimostrarsi abbastanza matura e consapevole se vorrà davvero passare a un livello successivo di evoluzione, in cui potrà entrare in risonanza con tutto ciò che ci circonda, con la forza vivente dell’universo che i nativi americani chiamavano “Wakan Tanka “, il Grande Spirito, il Mistero Supremo. Altrimenti, se manchiamo all’appuntamento, se la nostra umanità sceglierà di passare dai fumi del petrolio ai fuochi del nucleare, dal più desolato materialismo del 1900 al nichilismo spirituale e all’edonismo hightech dell’era digitale, allora avremo fallito lo scopo di 10.500 anni di lunga, sofferta e durissima evoluzione karmica planetaria.
L’antica profezia Maya difatti termina con le seguenti parole d’avvertimento: “…..se entro questo termine (il 2012) l’umanità non avrà raggiunto un certo grado di evoluzione, sarà sostituita”.

Alessia Serafin

Fonte: Strange Days News

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Anne Hathaway, un sogno essere Catwoman

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Da piccola sognava di essere Catwoman, il sogno diventato realtà, infatti la bellissima Anne Hathaway, che ne “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” veste i panni della celebre antagonista di Barman. Personaggio dalle svariate sfumature, tosto ma allo stesso  tempo molto sensuale e femminile…il ricordo del suo primo lavoro cinematografico, “Ho esordito al cinema nei panni di una principessa in ‘Pretty Princess’ – ha dichiarato Anne in un’esclusiva intervista al Sun -. Quando me lo proposero ero molto felice, è stata la mia grande occasione. Tutti mi chiedevano se recitare quel ruolo fosse ciò che avevo sempre desiderato. Io rimanevo spiazzata: la realtà era che io da piccola sognavo tutt’altro – ha aggiunto -, volevo essere Catwoman. Lei è furba, tosta e imprevedibile. Molte donne si sentono così”. La vedremo interpretare nell’ultimo capitolo di Barman, diretto da Christopher Nolan, in uscitanegli Stati Uniti il 20 luglio, in Italia il 29 agosto. “Ho sofferto molto la pressione di recitare un simile ruolo – ha continuato la Hathaway -. Avevo la nausea, stavo male”. In più la preparazione fisica è stata massacrante: “Pensavo che bastasse essere in buona salute per fare certe scene. In realtà mi sono accorta che non era così – ha concluso l’attrice 29enne -. Mi sono allenata tantissimo, ho imparato a dare calci e pugni, e tutto questo con i tacchi! Poi ho una stuntwoman fantastica che ha alzato di livello il personaggio”. Sarà all’altezza delle precedenti Catwoman che in passato sono state interpretate dalle bellissime Michelle Pfeiffer e Halle Berry?

Emilio Di Iorio

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Lana Del Rey, spunta online album d’esordio

Strano ma vero, la cantante Lana Del Rey ha una passione per gli pseudonimi attualmente con alle spalle altri due nomi d’arte in circa nove anni, ne ha cambiati, da Elizabeth Woolridge Grantil suo vero nome a May Jailer … scoperta grazie al sito Spinners, sarebbe disponibile sul canale Youtube l’album d’esordio della nuova stellina della musica pop americana a “tradirla” la foto sulla copertina del cd, all’epoca 17enne. Il cd, intitolato “Sirens” e composto di 15 tracce acustiche, è stato inciso dalla cantante newyorkese con il nome May Jailer. Mentre nel 2010 di nuovo una pubblicazione di un altro disco “Lana Del Ray A.K.A. Lizzy Grant”, con lo pseudonimo appunto di Lizzy Grant, ma non finisce qui nel 2011 di nuovo al vertice delle classiche, grazie  ai video “Blue Jeans” e “Video Games” contenenti nel cd “Born to Die”, che la consacrano nuova icona pop mondiale , ma questa volta con il nome Lana Del Rey, bhe che dire a volte cambiare nome porta fortuna, forse sarà la volta giusta…

Emilio Di Iorio

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Ghisa Art Fusion, progetto di fusione tra arte musica e cibo in provincia di Vicenza

June 25, 2012 Leave a comment

Schio (Vicenza) – Ghisa è un progetto di fusione tra arte, musica e cibo che mira alla valorizzazione delle realtà storiche industriali del territorio scledense, realtà che tutt’oggi conservano testimonianze della produzione legata alla terra in cui queste si insediarono. Fabbriche sì dunque, ma di cultura dove dar vita ad una serie di eventi ambientati in un contesto storico ma attualissimo che si coniuga perfettamente con le espressioni dei vari linguaggi del contemporaneo.
Una “fusione” quindi, intesa come la combinazione di più elementi, che tende a diventare un percorso in grado di portare il pubblico alla riscoperta dei sensi, accompagnandolo ad apprezzare situazioni armonicamente in sintonia tra loro. La commistione tra arte e musica, proposta in quattro distinti appuntamenti a cadenza mensile in orario aperitivo, sarà arricchita dalla degustazione di vini e cibi scelti, proposta da realtà enogastronomiche locali di qualità, con l’intento di creare un rapporto sincretico tra le parti.
DOMENICA 1 LUGLIO 2012 – dalle ore 18.30
Location / Giardino Jacquard, Schio
Visual Art / BastelliMenti + Daniele Cazzola
Music / Carlos Delgado Quartet
Aperitif / Il Birrone + Cantina Colle di Bugano
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Location
GIARDINO JACQUARD, via Pasubio 150, Schio
Di fronte alla cosiddetta Fabbrica Alta (lo stabilimento “Francesco Rossi 1817”) sorge il Giardino del Lanificio Rossi, realizzato per volontà di Alessandro Rossi tra il 1859 e il 1878 ad opera dell’architetto Antonio Caregaro Negrin. Il giardino, disposto in parte in pianura ed in parte in pendio, si presenta come un maestoso complesso scenografico all’interno del quale si alternano nuovi edifici che ne cingono il perimetro, il monumento bronzeo che ritrae Alessandro Rossi, una torretta ottagonale, inizialmente collegata con la Tessitura Jacquard, una serra con enormi vetrate, sculture, il tutto distribuito armonicamente all’interno del cospicuo patrimonio botanico che ancora si conserva. I giochi d’acqua e le fontane che decoravano il giardino alla fine dell’Ottocento sono scomparsi a seguito di rimaneggiamenti del progetto originario.
In origine l’area collinare ospitava gli asciugatoi delle lane e gli stenditoi dei panni prodotti nel Lanificio attiguo.
Il pittoresco giardino si inserisce all’interno del programma di rivalutazione urbana attuato dai Rossi intorno alla fine dell’800 (la realizzazione del Nuovo Quartiere Operaio, le villette e nell’ottica del partenariato in stile anglosassone che voleva migliorare la qualità di vita dei propri dipendenti) donando agli operai un luogo nel quale si potessero riposare e svagare. L’ingresso principale al giardino si trova in asse con la porta tuscanica della “Francesco Rossi 1817”, sottolinea l’inevitabile collegamento tra la fabbrica e il suo giardino, pur espressi in stili completamente distinti, ispirati alla vena eclettica tipica dell’epoca. La cancellata in ferro battuto con motivi floreali consente la visione del giardino dalla strada (Via Pasubio). Per le cinte murarie l’arch. Caregaro Negrin impiegò diversi materiali lapidei (pietrame, ciottoli, cotto e pietra di pregio) così da creare eleganti effetti geometrici giocando con la varietà cromatica. Il sistema di grotte artificiali con stalattiti e stalagmiti è una delle maggiori curiosità del giardino.
Visual Art
BASTELLIMENTI
Dal lavoro a quattro mani di Marina Menti e Greta Bastelli, pazientemente orchestrato, come se l’idea provenisse da un’unica mente a guidare una creatività tentacolare, escono delle creazioni eteree, mutevoli, che sanno sorprendere giocando sulla precarietà delle cose, trasformando la materia inerte in opera d’arte. La cura con la quale queste due artiste realizzano le loro visionarie installazioni ha il sapore della consapevolezza dei gesti da sapienti artigiani di un tempo. Land art, light art, arte povera?…difficile inquadrare la vasta produzione che Greta e Marina sono riuscite a mettere assieme pur in pochissimi anni di stretta e proficua collaborazione. Se pare scontata l’associazione con la produzione dadaista dei ready-made, questa vicinanza si emancipa presto, grazie alla capacità, da parte della produzione artistica delle due, di destabilizzare anche le più solide convinzioni, quasi a voler sfidare leggi fisiche, gravitazionali: rendere leggera la fisicità massiccia di oggetti decontestualizzati dal loro “habitat” naturale, dare luogo ad apparati effimeri impiegando pezzi di quotidianità svuotati della loro logica tradizionale funzione d’uso facendo trasparire un nuovo significante, è ciò a cui le due artiste mirano. Un amore nei confronti del riuso e del recupero di materiali che sanno, di volta in volta, trasformare in arte.
Le due artiste, provenienti da percorsi formativi indipendenti legati al mondo accademico, lavorano assieme dal 2010. In occasione della manifestazione Vie d’acqua (Vicenza, 2010) partecipano con l’installazione Messe a fuoco; vincono il concorso De Industria (Urbino, 2010) con la scultura Madre; segnalate al concorso Pulsart (Schio, 2011) con l’opera Tensione contenuta; realizzano l’installazione La préparation presso lo spazio espositivo (Vicenza, 2012).
bastellimenti.blogspot.it
DANIELE CAZZOLA
Grafico e Art Director di professione, creativo inesauribile per natura.
L’arte figurativa è solo una delle molteplici sfaccettature del suo apparato espressivo, forse non ancora approdo finale ma sicuramente tappa essenziale. L’eclettismo che lo pervade lo esorta a cambiare ciclicamente tecnica e supporto: esordisce con la tecnica pittorica, sperimenta l’astrattismo, ma è il digitale che si rivela il mezzo idoneo per dar forma alle sue visioni che solitamente coincidono con ieratiche figure femminili riccamente adornate di simbologie metafisiche. Attinge dall’arte antica, dalla simbologia e dalla storia del costume, trae suggestioni dal cinema e dalla fotografia di moda. Reimpasta tutto e la chiama pittura digitale.
I tradizionalisti della disciplina storcono il naso, i concettuali gli rimproverano la mancanza di significati “obbligatoriamente” profondi. Ma se l’Arte vera si nutre di visioni interiori, le sue opere non ne sono che la più chiara e autentica manifestazione.
http://www.danielecazzola.com
Music
CARLOS DELGADO QUARTET
Carlos Delgado propone al pubblico brani che affrontano temi provenienti dalla cultura del suo paese, la Guinea Bissau. Attraverso suoni e ritmi caratterizzati da una fusione contemporanea, dettati dalla collaborazione nata con artisti di varie nazionalità e provenienze musicali, Delgado porta l’ascoltatore all’interno di un viaggio carico di contenuto e sonorità affascinanti.
Aperitif
IL BIRRONE
Il Birrone, birrificio artigianale di Isola Vicentina, produce sette tipi di birre naturali, non pastorizzate né filtrate. Tutte le birre sono prodotte con le procedure piu’ naturali, senza nessun trattamento chimico. L’anidride carbonica sviluppata naturalmente durante la fermentazione è recuperata per donare alle birre una gasatura morbida e naturale.
http://www.birrone.it
Colle di Bugano
Il Colle di Bugano è da molti secoli la fonte di vita di nobili vitigni che la Cantina di Bugano accoglie nelle sue botti dal XIII secolo.
La villa Righi-Blaas (situata sui Colli Berici, in località Bugano, tra i comuni di Vicenza e Longare) dal 1911 ospita la famiglia Zannini che ha voluto continuare nello sviluppo della viticultura del Colle di Bugano attraverso 5 generazioni, ciascuna con una sua propria caratteristica, ma sempre nel rispetto delle peculiarità del terreno e del microambiente locale. Ha ricevuto premi per il Tocai rosso ed il Pinot Bianco e ha ricevuto un ampio apprezzamento per il Pinot Nero vinificato in bianco e Pinot Grigio Ramaceo.
http://www.colledibugano.com