Archive

Archive for June 13, 2012

Udin&Jazz 2012, festival internazionale nel cuore del Friuli

June 13, 2012 Leave a comment

Conto alla rovescia per Udin&Jazz 2012, il festival internazionale che, prima di approdare in città, attraverserà anche quest’anno il cuore del Friuli: mercoledì 20 giugno taglierà il nastro a Cervignano, con il quartetto di Claudio Fasoli, poi, giovedì 21, si sposterà a San Giorgio di Nogaro, con il quartetto di Matteo Sacilotto, quindi, venerdì 22, toccherà Palmanova, con il settetto di Graziella Vendramin, e infine, domenica 24, porterà a Fagagna un doppio set: quello con il quintetto di Francesco Bertolini (special guest Ellade Bandini!) e quello della Copernico Jazz Band. Ma osserviamo, brevemente, da vicino i singoli appuntamenti.
Il noto sassofonista Claudio Fasoli (ex Perigeo) si misurerà con Avenir, un lavoro elegante, aperto nei ritmi, sfumato nei colori, dilatato nelle ambientazioni: originali paesaggi sonori capaci di spaziare dagli echi balcanici alle suggestioni nordiche. Matteo Sacilotto affronterà invece, assieme a Nevio Zaninotto, Simone Serafini e Santiago Colomer, le partiture di un autentico mostro sacro, Nino Rota, cercando di configurarle come «vero jazz».
La cantante Graziella Vendramin, spalleggiata da alcuni tra i migliori musicisti del Friuli Venezia Giulia e affiancata da Maurizio Cepparo al trombone, proporrà il suo affascinante ritorno alle radici: Regreso al Sur, un viaggio artistico e biografico verso Sud, un Sud dove Modugno incontra Jobim e dove Bruno Martino incontra Piazzolla. Francesco Bertolini, per concludere, regalerà al pubblico Los dias del Viaje, i suoi acquerelli jazz «che profumano di sole e di Sudamerica». Sul palco anche la Copernico Jazz Band, formata interamente da studenti.
Udin&Jazz, che quest’anno soffia sulla ventiduesima candelina, è organizzato come sempre da Euritmica – Associazione Culturale di Udine e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Udine (il festival è inserito nel programma di UdinEstate), dalla fondazione CRUP, dai Comuni di Cervignano del Friuli, San Giorgio di Nogaro e Palmanova, con il contributo di Reale Mutua Udine, Friuladria, Prontoauto & Tecnoauto e Centro Commerciale Città Fiera, con la collaborazione di Ascom/Confcommercio Udine e nuovamente in sinergia con l’Home Page Art/Music Festival, The Groove Factory e il Centro Culturale Chei de Vile di Fagagna, attivissime realtà giovanili dell’udinese.
Tra concerti e attività collaterali, il festival offre un cartellone particolarmente dinamico e articolato dove trovano spazio, onorando il ground zero del sottotitolo, tutte le linee espressive della contemporaneità: dalle dense esplorazioni acustiche di Chris Cornell (25 giugno), che tutti conosciamo come icona grunge, alle geometrie vocali di Nina Zilli (30 giugno), che trasforma il vintage in lingua del futuro, passando per l’hip hop di Marracash (10 luglio) che, nel suo afflato libertario e allergico alle regole, incarna perfettamente l’essenza del jazz.

Categories: Musica Eventi Tags:

“Green Blood – Artists contribute to stop the loss of nature’s blood”, mostra collettiva alla Dorothy Circus Gallery di Roma

June 13, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Artists contribute to stop the loss of nature’s blood
Charity Group Show for Greenpeace
A cura di Alexandra Mazzanti e Tara McPherson
14 Giugno – 20 Luglio 2012 / inaugurazione 14 Giugno alle 19:00
Il sangue verde della natura differisce dal nostro solo per un atomo, il magnesio al posto del ferro. Gemelli degli alberi e dipendenti gli uni dagli altri.
Un legame atavico da cui nasce il fulcro dell’elaborazione delle dottrine mistiche riguardanti l’aspetto segreto del creato.
L’albero ricorre da sempre quale sim¬bolo della vita.
Nella cabalà è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mon¬di; è il cammino di discesa lungo la quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro forma attuale.
Esso è anche il sentiero di risalita, attraverso cui l’intero creato può ritornare al traguardo cui tutto anela: l’unità del “grembo del Creatore”.
L’“Albero della Vita” è la “scala di Giacobbe” (vedi Genesi 28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima tocca il cielo. Agli alberi, memori dell’antico patto di sangue, alle crea¬ture dal sangue verde si ispirano gli artisti della mostra Green Blood, coinvolgendo la natura nella sua totalità e rappresentan¬done le sue entità attraverso una pittura surrealistica.
Alla mostra Green Blood curata dalla gallerista Alexandra Mazzanti assieme all’artista newyorkese Tara McPherson, hanno aderito ventisei artisti esponenti della corrente Neo Surrealista internazionale.
Tara McPherson, Jeff Soto, Martin Wittfooth, Travis Louie, Lola, Brandi Milne, Leila Ataya, Nicoletta Ceccoli, Roland Tamayo, Ana Bagayan, Scott Musgrove, Yosuke Ueno, Sergio Mora, Dave Coo¬per, Paolo Guido, Afan, Alessia Iannet¬ti, Anastasia Kurakina, Kathie Olivas, Brandt Peters, Chris Ryniak, Ixie Dar¬konn, Amanda Spayd, Mr Klevra and Corine Perier.
Gli artisti parteciperanno all’espo¬sizione che si terrà il 14 Giugno alla Dorothy Circus Gallery di Roma ciascuno con un’opera inedita composta appositamente sul tema.
Il 50% del ricavato delle vendite verrà devoluto all’Associazione Greenpeace
‘To be able to collaborate on ideas and join forces within the concept of the ‘Green Blood’ of nature is a very special opportunity for us as artists.
To show, along with the visual allure, how powerful our con¬tent and message can be within our art works.
To support our planet and those who are working to make it a better safer place, and to charities with wonderful causes.
These are the reasons I am so excited to be a part of this exhi¬bition. I feel it’s a very important aspect, even a responsibility, of being an artist; to have a voice that speaks positively to the public and to give back to the planet for important causes. I am so happy to be working along side you for this great show.’
Tara McPherson
Testo a cura di Alexandra Mazzanti

Artists contribute to stop the loss of nature’s blood
Charity Group Show for Greenpeace
Show curated by Alexandra Mazzanti and Tara McPherson
June 14th – July 20th 2012 / opening reception June 14th at 7:00 pm
The green blood of nature differs from ours only for an atom, magnesium inste¬ad of iron.
Twins of the trees and dependent upon each other. One ancestral link led to the development of the core mystical doctrines concerning the se¬cret aspect of creation.
The tree has always been used as a symbol of life.
In the Kabbalah is the program accor¬ding to which there was the creation of the world, and the path of descent along which the souls and creatures have rea¬ched their present form. It is also the path slope, through which the entire creation can return to the goal which we all long: the unity of the “womb of the Creator.” “Tree of Life” is the “Ja¬cob’s Ladder” (Genesis 28), whose base is resting on the ground and its top touches the sky.
By trees, reminiscent of the ancient blood pact, by the green blood creatures, the artists of the Green Blood are inspired, involving the nature in its entirety and representing its entities through a surrealistic painting.
Green Blood show, curated by Alexandra Mazzanti with New York artist Tara McPherson, features twenty-six international artists from the Neo Surrealist scene.
Tara McPherson, Jeff Soto, Martin Wittfooth, Travis Louie, Lola, Brandi Milne, Leila Ataya, Nicoletta Ceccoli, Roland Tamayo, Ana Bagayan, Scott Musgro¬ve, Yosuke Ueno, Sergio Mora, Dave Cooper, Paolo Guido, Afan, Alessia Iannetti, Anastasia Kurakina, Kathie Olivas, Brandt Peters, Chris Ryniak, Ixie Darkonn, Amanda Spayd, Mr Klevra and Corine Perier.
The artists will participate to the exhibition that will take place on June 14th 2012 at Dorothy Circus Gallery in Rome, each with a brand new artwork composed on the Green Blood theme. 50% of the proceeds from sales will be donated to Greenpeace.
‘To be able to collaborate on ideas and join forces within the concept of the ‘Green Blood’ of nature is a very special opportunity for us as artists.
To show, along with the visual allure, how powerful our con¬tent and message can be within our art works.
To support our planet and those who are working to make it a better safer place, and to charities with wonderful causes.
These are the reasons I am so excited to be a part of this exhi¬bition. I feel it’s a very important aspect, even a responsibility, of being an artist; to have a voice that speaks positively to the public and to give back to the planet for important causes. I am so happy to be working along side you for this great show.’
Tara McPherson
Foreword by Alexandra Mazzanti

“Gerry Mulligan portrait”, panorama musicale del Modern Times Sextet al Bebop Jazz club di Roma

June 13, 2012 Leave a comment

Il “Modern Times Sextet” nasce dall’incontro di musicisti provenienti da esperienze musicali diverse, con il desiderio di proporre un repertorio jazz rivisitato appositamente per questa formazione, costituita da tromba, sax tenore, sax baritono e sezione ritmica.
In questa circostanza il Modern Times sextet presenta il “Gerry Mulligan portrait”, una panoramica di composizioni scritte dal famoso sassofonista Gerry Mulligan, specialista del sax baritono, e arrangiate per l’occasione dal sassofonista Maurizio Miotti.
Mario Caporilli – tromba
Maurizio Miotti – sax tenore
Torquato Sdrucia – sax baritono
Edoardo Ravaglia – pianoforte
Paolo Cozzolino – contrabbasso
Gianluca Costa – batteria
Info/Luogo:     Bebop Jazz club
Indirizzo:     Via G. Giulietti, 14 – Roma
Città:     Roma (RM)
Telefono:     06.57.55.582
Sito:     www.moderntimessextet.it

“Città di Padova – presenze dell’arte contemporanea nel Triveneto”, rassegna collettiva alla Galleria la Rinascente di Padova

June 13, 2012 Leave a comment

Padova – La  rassegna  promossa dall’ Assessorato alla Cultura e dall’associazione  artistica “Città di Padova, coordinata da Luigi Marotti, vede la partecipazione di 22 artisti in rappresentanza di Padova,Treviso e Venezia. In un momento di difficoltà e isolamento, la mostra  si propone di poter  aprire  un nuovo fronte dell’ arte contemporanea nel Veneto nel tentativo  di far rinascere con l’apporto delle Istituzioni un percorso nuovo della Triveneta d’Arte che ha visto Padova protagonista dagli anni 20. L’associazione Città di Padova in funzione della sua storicità, ha posto  l’istanza  e  coinvolto la partecipazione degli artisti, trovando motivazione e consenso di adesione:
G. Baldessari,T. Bassato, C. Bellemo, A. Brentel, C.Castellani, F. Cosmi, P. Da Re, F.Galante, O.Mamprin, C. Marconi, L. Marotti, A. Mogavero, C. Murer, G. Negretto, C. Polico, A. Reschiglian, A.Sandoli, G. Sartori, S. Stavla, S.Zanus, A.  Zaramella d’Este, S. Zeminian
Associazione artistica Città di Padova –  www.assartepadova.it
“Città di Padova – presenze dell’arte contemporanea nel Triveneto”
Galleria la Rinascente di Padova, 14 giugno – 25 agosto 2012

Categories: Vernissages e Mostre Tags:

“Jimmy Choo XV” by Tamara Mellon, Rizzoli New York

June 13, 2012 Leave a comment

Jimmy Choo XV
Preface by Tamara Mellon, Foreword by Colin McDowell
Pub Date: February 14, 2012
Format: Hardcover
Category: Design – Fashion
Publisher: Rizzoli
Trim Size: 11 x 14
US Price: $75.00
CAN Price: $80.00
ISBN: 978-0-8478-3748-9
About This Book
Carrie Bradshaw adored them; Beyoncé sang about them; princesses wear them. From the first time a pair of Jimmy Choo shoes graced the red carpet, the brand has been favored by Hollywood stars, British royalty, and the world’s most fashionable women—as well as highly coveted by millions around the world. Founded in 1996 by Tamara Mellon, Jimmy Choo is known for its glamorous, creative, and whimsical designs that have inspired legions of fans worldwide.
Since launching the company, Mellon has been a creative and business visionary, turning out fashion and cultural icons regularly seen on loyal fans such as Reese Witherspoon, Madonna, Halle Berry, and countless other stars. Through red-carpet fashion photography and behind-the-scenes imagery from the company archives, this book gives an inside look at Mellon and the company’s creative inspirations, as well as showcasing the brilliant, colorful, and memorable creations that have already become fashion classics.
About the Author
Jimmy Choo was founded by Tamara Mellon, OBE, in 1996, as a luxury footwear company. Today, Jimmy Choo encompasses a complete luxury brand with women’s shoes, handbags, small leather goods, belts, sunglasses, and eyewear. The brand’s products are available in the growing network of Jimmy Choo freestanding stores as well as in the most prestigious department stores, specialty stores, and duty-free stores worldwide.

MITO SettembreMusica 2012, nuova edizione festival progetto musicale delle Città di Torino e Milano

June 13, 2012 Leave a comment

Per un mese il Festival MITO trasforma il modo di vivere nelle città di Milano e di Torino: un ricco programma di concerti e spettacoli, dalla classica al jazz, rock e pop, dalla musica antica a quella d’avanguardia, fino alle tendenze musicali più innovative, coinvolge il pubblico nella scoperta non solo della grande musica, ma anche dei luoghi più suggestivi e nascosti delle città.
19 giorni di Festival, dal 5 al 23 settembre, 190 appuntamenti nelle due città di cui 156 concerti, più di 4100 artisti coinvolti, avvicinano alla musica un pubblico nuovo e sempre più vasto. Un Festival accessibile a tutti, grazie all’abbattimento dei prezzi e ai tanti concerti offerti gratuitamente, MITO SettembreMusica diventa occasione di intrattenimento e divertimento, di gioia sincera dell’ascolto.
MITO SettembreMusica, fedele alla propria identità, anche per il 2012 rafforza l’impegno per diventare non solo occasione di ascolto, ma anche momento di educazione musicale attraverso il coinvolgimento delle scuole, dei licei, delle università. Le guide all’ascolto, i colloqui con i musicisti, gli incontri preparatori nelle scuole e la diffusione nelle periferie consolidano l’impegno del Festival su questo fronte, accentuato dalla grande attenzione rivolta ai bambini, anche ai piccolissimi.
L’inaugurazione e le grandi orchestre
L’edizione 2012 apre il 5 settembre al Teatro Regio di Torino, con l’Orchestre National de France diretta da Daniele Gatti in un omaggio a Claude Debussy nel centocinquantenario della nascita. Il giorno dopo Orchestra e direttore si spostano a Milano per l’inaugurazione meneghina al Teatro alla Scala. Al compositore francese è dedicato un ampio ciclo di concerti con molte opere sinfoniche, musica da camera e gran parte della produzione pianistica, eseguita da straordinari giovani talenti. Tra le importanti orchestre ed ensemble internazionali che saliranno sul grande palco metropolitano del festival troviamo l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo con Yuri Temirkanov, la English Chamber Orchestra con Colin Davis, la Internationale Bachakademie Stuttgart con Helmuth Rilling, Le Concert des Nations con Jordi Savall, Philharmonia Orchestra con Esa-Pekka Salonen, l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio con Bertrand de Billy, I Filarmonici di Roma con Uto Ughi. Il ritorno della Filarmonica della Scala, il 16 settembre a Milano e il 17 Torino, avviene sotto la guida del giovane italiano Andrea Battistoni. A Milano sarà l’occasione per portare la sinfonica fuori dai teatri d’elite e raccogliere molte migliaia di persone nell’ascolto della musica classica: un evento simbolo che trasforma un palasport in una sala da concerto con le musiche di Brahms e Musorgskij. Al pianoforte Louis Lortie. A Torino l’Orchestre de Chambre de Lausanne eseguirà con Christian Zacharias all’Auditorium Giovanni Agnelli tre concerti per pianoforte di Beethoven.
Focus contemporanea: Luis De Pablo e Kaija Saariaho
Con la London Sinfonietta diretta da David Atherton, la Filarmonica ’900 con José Ramon Encinar e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sotto la guida di Daniel Kawka, MITO conduce il pubblico alla scoperta della musica del nostro tempo con un’ampia rassegna dedicata a due compositori viventi, lo spagnolo Luis De Pablo e la finlandese Kaija Saariaho. In tre concerti, replicati con programma identico a Milano e Torino, viene presentata una selezione rappresentativa dei loro lavori per orchestra o ensemble, con nove prime italiane e un prima esecuzione assoluta. Attorno a loro una schiera di autori contemporanei come Giacomo Manzoni, Sylvano Bussotti, György Kurtag, Claude Vivier, Fabio Vacchi, George Crumb, Filippo Del Corno, Gilberto Bosco, Michele Dall’Ongaro, Giulio Castagnoli, Fabio Mengozzi e Stefano Pierini, dimostra quanto la musica nelle sue molteplici espressioni sia un’arte “giovane” in continua espansione.
Musica sacra, antica, barocca
Una delle iniziative che più valorizza il legame tra musica e territorio è quella dedicata alla musica antica, sacra e barocca: concerti e messe nelle chiese cittadine, quindi in un contesto storico-architettonico che ne valorizza il contenuto e ricrea il legame tra presente e passato. In programma Messe e concerti da Ockeghem e Monteverdi a Bach e a Haydn, con importanti novità che emergono dal passato come la Messe solennelle di Hector Berlioz, creduta perduta e riscoperta solo nel 1991. A Torino Rinaldo Alessandrini con il suo Concerto Italiano esegue per la prima volta in città Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi; a Milano un programma con le Sinfonie e i Madrigali di Monteverdi.
Quest’anno, nel 400° della nascita, MITO dedica un omaggio speciale a Giovanni Gabrieli, l’“inventore del suono stereofonico”: nelle sue composizioni suoni di voci e strumenti si incrociano sotto le arcate delle basiliche per una straordinaria esperienza di musica e architettura.
Omaggio a Giulio Ricordi
Sempre per celebrare un importante anniversario musicale, a Milano MITO SettembreMusica dedica un’intera giornata del cartellone a Giulio Ricordi, illuminato editore, scrittore, poeta e compositore milanese, nel centenario della morte. In programma un convegno e concerti che presentano alcune sue opere, dalla musica pianistica a quella da camera.
Dalla tradizione italiana alle musiche dal mondo
Il Festival si propone come modello per nuovi equilibri e proposte, aprendo il suo palinsesto a contributi e generi diversi. Due anime differenti: da una parte la tradizione italiana, con un filone di concerti dedicati alla canzone d’autore e alla musica popolare, per raccontare e valorizzare territori nostrani, con Ambrogio Sparagna e Francesco De Gregori, Paolo Conte, Peppe Servillo in Memorie di Adriano, Marta sui tubi play Lucio Dalla; dall’altra importanti collaborazioni a livello internazionale, come ad esempio con il metaLAB dell’Università di Harvard, il Montreux Jazz Festival e presenze da mondi lontani con il Gamelan di Sebatu che consentiranno al pubblico di incontrare nuove proposte internazionali, incroci di stili e incontri tra diversi generi.
Tra musica colta e popolare si muovono anche i concerti dedicati alle tradizioni di un Paese lontano: dal Marocco ritmi e canti in collaborazione con il Festival de Fès des Musiques Sacrées du Monde (città legata dal 2010 alla Città di Torino da un accordo di collaborazione), dalla Romania una serie di capolavori di George Enescu, il più europeo dei musicisti rumeni.
Jazz, rock, pop, elettronica e molto altro ancora
Concerti jazz, rock e pop, progetti d’avanguardia e serate di elettronica, che attraversano mondi musicali apparentemente distanti tra loro, offrono al pubblico uno sguardo trasversale sulla musica di oggi. Il trombettista Paolo Fresu torna a MITO con due concerti, a Milano e Torino, insieme a Uri Caine. A Torino un concerto con Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, un recital della nigeriana Layori, due concerti di musica cinese al Museo d’Arte Orientale, AirEffects_atto primo con, tra gli altri, Riccardo Giovinetto e per finire il progetto Musica come estasi in collaborazione con il festival Il Sacro attraverso l’Ordinario.
A Milano un susseguirsi di artisti internazionali come il Tania Maria Trio, il giovane gruppo indie-folk islandese Of Monsters and Men, il polistrumentista berlinese Konstantin Gropper alias Get Well Soon, un omaggio al film cult Blade Runner, lo “sperimentale” Ben Frost con Music for Six Guitars, uno spettacolare omaggio al teorico dei media Marshall McLuhan, con la collaborazione del metaLAB@Harvard University, fino alla grande festa di chiusura, con quattro Dj che si divertono a rivestire di nuove e vivaci sonorità i grandi successi degli anni Settanta/Ottanta.
Alle sonorizzazioni e alla musica per film sono dedicati eventi in entrambe le città: a Milano un omaggio a Charlie Chaplin nel 35esimo anniversario della scomparsa con due proiezioni di film e l’esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora originale; a Torino due sonorizzazioni al Museo del Cinema: KTL vs Sunrise di Murnau e Vladislav Delay vs Ho affittato un killer di Kaurismaki.
Mozart e la sindrome di Tourette è il tema di un incontro organizzato da MITO in collaborazione con l’Ospedale Niguarda e l’Istituto Neurologico Carlo Besta, l’Università degli Studi di Milano e l’Università LUdeS di Lugano per approfondire le relazioni tra l’ascolto, la composizione e l’esecuzione della musica e il cervello.
Spettacoli per bambini e ragazzi e il progetto educational
Per i bambini e ragazzi, ogni sabato e domenica pomeriggio, sei concerti-spettacolo a Torino e sette Milano, di cui, per la prima volta nel cartellone milanese, una giocosa rappresentazione musicale sviluppata ad hoc per bambini dai 18 mesi ai tre anni. all’interno del cartellone MITOFringe, il Festival propone, nel mesi di giugno, cinque guide all’ascolto con giovani musicologi. A Settembre si confermano gli incontri con i grandi artisti internazionali presenti al Festival. Per avvicinare i giovani alla comprensione della musica, una sezione del progetto Educational è rivolta agli studenti delle scuole e ai loro insegnanti. A Torino prosegue il fortunato progetto Dentrolamusica, guida telematica all’ascolto e alla lettura della partitura.
MITOFringe e MITO per la città
Le rassegne dei concerti fuori cartellone MITOFringe a Milano e MITO per la città a Torino tornano per il quarto anno nei due capoluoghi.
A Milano si potrà respirare aria di MITO già a partire dal 6 giugno, in occasione dell’apertura della biglietteria del Festival, fino al 7 luglio, con MITOFringe, la rassegna che anticipa il grande MITO di settembre e invade piazze, cortili, parchi, stazioni ferroviarie e della metropolitana, università, biblioteche e tanti altri luoghi ancora, dal centro alle periferie. Un mese di concerti offerti gratuitamente – dalla classica al jazz, rock e pop, dalla musica etnica a quella antica: un regalo alla città e un’occasione per i giovani musicisti emergenti di mettere in gioco il proprio talento.
A Torino, MITO per la città si svolgerà in contemporanea con il Festival e, quest’anno, si arricchirà di 30 concerti dislocati in chiese, teatri, centri di aggregazione e club, toccando tutte le Circoscrizioni, in rapporto stretto con la città e i suoi quartieri, con un’offerta di qualità, in stretta connessione con il cartellone principale, di prevalente matrice classica ma attenta anche a jazz, canzone d’autore e world music. Proseguendo inoltre la positiva esperienza degli ultimi anni, la musica continuerà a raggiungere ospedali, centri di accoglienza, case di riposo e istituti penitenziari, arrivando così a un pubblico che altrimenti non potrebbe goderne.
Da ultimo, ma di grande importanza, il Festival MITO suona green, perché è da sempre impegnato a compensare le emissioni prodotte e a ridurre l’impatto ambientale.
Infine la sesta edizione del Festival Internazionale MITO SettembreMusica si affaccia sul palcoscenico delle città di Milano e Torino con una grande novità che rappresenta per la manifestazione anche un importante riconoscimento a livello istituzionale: la presidenza del Festival, da quest’anno, è stata assunta in modo congiunto dai Sindaci delle due città. “Per tutti noi MITO SettembreMusica è la prova che la collaborazione tra le grandi città consente di produrre innovazione e diffusione della conoscenza artistica e musicale, non più patrimonio di pochi, ma beneficio di molti.”, dichiarano nella loro introduzione al programma il Sindaco di Torino Piero Fassino e il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
L’impegno diretto dei primi cittadini sancisce la natura di istituzione che MITO si è ormai conquistato nel cammino di questi anni”, sottolinea Francesco Micheli, Vicepresidente del Festival, “e pone le premesse per un maggiore intreccio delle amministrazioni comunali, con tutto il ventaglio delle loro competenze, con la crescita dell’iniziativa culturale del nostro Settembre.
La realizzazione del Festival MITO a Milano è affidata all’“Associazione per il Festival Internazionale della Musica”, presieduta e fondata da Francesco Micheli assieme a Alberto Arbasino, Gae Aulenti, Giovanni Bazoli, Roberto Calasso, Francesca Colombo, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Bruno Ermolli, Inge Feltrinelli, Stéphane Lissner, Piergaetano Marchetti, Ermanno Olmi, Sandro Parenzo, Renzo Piano, Arnaldo Pomodoro, Livia Pomodoro, Davide Rampello, Franca Sozzani, Massimo Vitta Zelman e con un Comitato di Patronage di cui fanno parte Louis Andriessen, George Benjamin, Pierre Boulez, Luis Pereira Leal, Franz Xaver Ohnesorg, Ilaria Borletti, Gianfranco Ravasi, Daria Rocca, Umberto Veronesi.
A Torino il Festival è realizzato dalla “Fondazione per le Attività Musicali”, presieduta da Angelo Chianale e fondata dalla Città di Torino, Intesa Sanpaolo e Unione Musicale Onlus, nel cui Consiglio Direttivo sono Leopoldo Furlotti, Alessandra Bazoli, Alfredo Caviglione e Adriano Maestri.
Sul piano operativo le due città sono unite da un Comitato di coordinamento, presieduto da Francesco Micheli, cui partecipano per Milano: l’Assessore alla Cultura, Moda e Design Stefano Boeri, il Direttore Centrale Cultura Giulia Amato e il Direttore Settore Spettacolo, Moda e Design Antonio Calbi.
Per Torino: l’Assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe, il Direttore Centrale Cultura ed Educazione Aldo Garbarini, la Dirigente Spettacolo, Manifestazioni e Formazione Culturale Angela La Rotella. Oltre al Direttore artistico Enzo Restagno, al Segretario generale e coordinatore artistico Francesca Colombo e al Direttore organizzativo e coordinatore artistico Claudio Merlo.
MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano, realizzato dall’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano e dalla Fondazione per le Attività Musicali di Torino con il sostegno di Regione Lombardia e Regione Piemonte, Provincia di Milano. Un ringraziamento va ai Partner Istituzionali Camera di Commercio di Milano e Camera di Commercio di Torino, i Partner Intesa Sanpaolo, ATM Azienda Trasporti Milanesi, Eni, Compagnia di San Paolo; gli Sponsor Enel, Pirelli, Trenord, A2A, SEA Aeroporti di Milano, Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A, ASTM, Risanamento S.p.A., e i Media Partner Corriere della Sera, La Stampa, Telelombardia, Radio3, Radiotelevisione Svizzera, gli Sponsor tecnici FAI, Ferrovie dello Stato, GTT, K-Way, The Westin Palace Milano, Tim, Acqua Panna – S.Pellegrino e i tanti sponsor di singoli eventi.

Medioriente, spirale UFO apparsa improvvisamente nel cielo

June 13, 2012 Leave a comment

Migliaia di persone in Israele, Turchia e Giordania hanno vissuto un grande spavento ieri, mentre gurdavano una spirale UFO apparsa nel cielo. I centralini della polizia di questi paesi, come anche a Cipro e in Libano, sono stati letteralmente inondati di telefonate di cittadini in preda al panico, causata dalla misteriosa luce scintillante visibile nell’alta atmosfera.
Si sprecano le toerie sulla natura del misterioso fenomeno: dal fallito test missilistico alla caduta di un satellite nella nostra atmosfera; dall’apertura di un tunnel spaziale alla scia di un’astronave aliena. L’ipotesi più plausibile è che si tratti dell’effetto secondario di qualche tecnologia di origine terrestre, anche se al momento manca ancora una dichiarazione ufficiale da parte dei governi del vasto territorio interessato dal fenomeno.
La spirale è comparsa intorno alle 20:45, e dopo poche ore di panico, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che un razzo di prova era stato lanciato appena sei minuti prima di quell’ora. Secondo la versione ufficiale, nel video si vedrebbe chiaramente l’inizio del fallimento del lancio. La spirale di luce nel cielo sarebbe causata dalla fuoriuscita del carburante che, incendiandosi ad alta quota, genererebbe queste forme geocentriche sorprendenti.
Anche il dott. Yigal Pat-El, presidente dell’Israeli Astronomical Association crede si tratti di un test missilistico fallito: “E’ molto probabile che un missile sia andato fuori controllo. Quello che la gente ha visto è causato dalla perdita di carburante. Il missile ha raggiunto un’altitudine di 200-300 chilometri ed è per questo che il fenomeno è stato osservato da tanti luoghi così distanti”.
Un testimone ha dichiarato: “Non siamo stati in grado di vedere la fonte della luce. La scia luminosa era immensa. E’ stato veramente uno spettacolo insolito. Pochi istanti dopo abbiamo visto il movimento a spirale e il punto da cui proveniva la luce”.
Il comunicato del ministero della Difesa riporta che il paese ha lanciato un missile balistico intercontinentale di tipo “Topol”. Il lancio è avvenuto nella regione di Astrakhan, in Russia, in una zona di prova in Kazakhstan, a circa 2 mila miglia dal confine settentrionale di Israele (un po distante a dire il vero! N.d.r.).
Il fenomeno è molto simile a quello apparso nei cieli della Norvegia nel 2009 a seguito di un altro test missilistico russo, anch’esso fallito. La spirale fu avvistata a Tromso e anche in quella occasione, il ministero della DIfesa russo comunicò il fallito lancio di prova di un missile tipo “Bulava”.

1) Perchè la Russia continua a eseguire test missilistici su tutto il pianeta? 2) Non è che la tecnologia missilistica russa sià così efficace; 3) tutta questa faccenda ha il sapore di un maldestro cover-up!

Fonte: Il Navigatore Curioso

Categories: Mysterium Tags: ,

“Colori, Materie, Segni”, mostra collettiva alla Galleria Metamorfosi di Reggio Emilia

June 13, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Reggio Emilia – Sabato 9 giugno 2012 si inaugura alle ore 18.00 presso la galleria Metamorfosi, in Piazza Fontanesi 5/A a Reggio Emilia la mostra collettiva Colori, materie, segni. Artisti partecipanti: Andrea Boldrini, Sergio Cardone Alberini, Laris Conti, Linda D’Arrigo, Filippo Guicciardi, Simone Nocetti, Ofelia, Elisabetta Pogliani, Saro Puma, Titti Romeo, Stefano Sorrentino.
L’esposizione esplora l’utilizzo dei principali strumenti del lavoro artistico.
Soqquadro & Metamorfosi
Presentano
Colori, Materie, Segni
Mostra collettiva
DURATA: dal 9 al 23 giugno 2012
INAUGURAZIONE: sabato 9 giugno 2012 ore 18.00
ORARI: martedì, mercoledì, venerdì e sabato 10.00/13.00 – 16.00/20.00
LUOGO: Galleria Metamorfosi, Piazza Fontanesi 5/A – Reggio Emilia
CURATRICE: Marina Zatta
COLLABORATRICE: Alessandra Parrella
INFO: cell. 333.7330045, tel. 0522 1530876
@mail: soqquadro@interfree.it  www.soqquadro.eu,galleria@artemetamorfosi.it
Soqquadro propone con Colori, Materie, Segni, una mostra che esplora l’utilizzo dei principali strumenti del lavoro artistico. Nell’esposizione sono presenti artisti che lavorano su diversi stilemi artistici, dal figurativo alla pop art, dall’informale all’astratto, molte delle principali correnti culturali dell’arte sono rappresentate in questa esposizione. Lo scopo è un’esplorazione sull’uso del colore, della materia pittorica e del segno grafico a 360 gradi. Nei secoli, qualsiasi sia stato il soggetto e lo stile della narrazione pittorica, alcuni elementi sono sempre stati la strumentazione utilizzata dagli artisti per ideare un’opera d’arte. L’uso del Colore, evidenziato dalla luce, la scelta della Materia sia essa impalpabile o densa, e il Segno in tutte le sue varianti, sono più del pennello e della tavolozza gli arnesi di composizione dell’opera. Con questa mostra Soqquadro vuole lasciare spazio espressivo agli artisti per esplorare un più ampio spettro di ricerche artistiche sia sul piano dell’ideazione che su quello della realizzazione del lavoro d’arte.
Metamorfosi Arte è una galleria, ampia, ariosa e molto curata, posizionata in una delle più belle, centrali e attive piazze di Reggio Emilia, molto vissuta dalla cittadinanza. La gallerista, Anna Paglia, oltre ad essere una valente artista  ha creato con gli anni un’attiva frequentazione nel suo spazio sia di intellettuali reggiani, che di collezionisti della zona che si affidano a lei per le sue conoscenza del mondo dell’arte.

Mario Caporilli

June 13, 2012 Leave a comment

Inizia l’attività musicale nel 1988 frequentando il corso di tromba presso il conservatorio di “Santa Cecilia” in Roma. Collabora con i più grandi jazzisti italiani C. Santucci, F. Bosso, C. Corvini, M. Corvini, M. Nunzi, D. Rea, A. Gravic, E. Pierannunzi, S. Stivali M. Moriconi, A. Vannucchi, G. Munari, G.Oddi, D. Scannapieco e molti altri. Ha una serie molto nutrita di collaborazioni con vari gruppi, tri i più significativi, Buscaja, Choiba, Chirimia, Maggiolina jazz Urkesta di R. Spadoni, Tankio Band di R. Fassi. Partecipa a varie trasmissioni televisive “I Cervelloni”, “Faccia Tosta”, “Domenica in“, “Suonare stella”, “Amici” ed altre.Suona nei più importanti teatri italiani in musical con C. De Sica (Un Americano a Parigi), Amii Stewart (Lady Day), con G..Ingrassia e R. Laganà sotto la regia di Proietti (Ful Monty) e ne “La febbre del sabato sera”, “Insegnami a sognare” con P. Insegno e “Vieni avanti cretino” con P. Insegno e R. Ciufoli, “Sette” con N. Brilli. Partecipa al “Premio città di Recanati” con Salomon Burke e a Roma con Jenny B e la “Gerardo Di Lella big band” e in varie band come i Baraonna, orchestra del M° Gianni Mazza, Big Band di Franco Micalizzi, i Blues Willies con Greg & Lillo, PMJO diretta dal M° G. Ferrio. Ha lavorato con i maestri: P. Vessicchio, G. Lombardi, P. Caruso (Concerti con Ornella Vanoni, Giorgia, Mario Biondi nell’ambito del festival “Musica per i borghi”). Negli ultimi registra dischi con Mario Biondi, Samuele Bersani e vari cantautori e partecipa alle più note rassegne jazz con il M° Massimo Nunzi “la grande storia Jazz” e con la Iasl Jazz big band diretta da Gianni Oddi. Partecipa ad Ascona Jazz Festival 2010 con Attilio Troiano. Nel 2011 è con in tournee con Nancy Brilli e con “La bella e la bestia”. Suona con la “P.F.M.” e Roberto Vecchioni. Si diploma in tromba presso il Conservatorio di Musica “Francesco Morlacchi” di Perugia.

Categories: Ritratti Tags:

Il cavallo berbero, dal Maghreb nell’Occidente

June 13, 2012 Leave a comment

L’avvenire del cavallo berbero è assicurato, ha sottolineato il giornalista Jean-Louis Gouraud, enciclopedista del cavallo e dell’equitazione. Gouraud ha animato una conferenza dal titolo:” Le sette vite del cavallo arabo“, nel quadro delle conferenze scientifiche al Salone del Cavallo di El Jadida, ribadendo che dopo anni di declino il cavallo berbero è oggi in buona salute nel Marocco e ovunque nel mondo. In Marocco l’allevamento del cavallo berbero costituisce un obiettivo prioritario nel programma di sviluppo dell’allevamento equino nazionale, ha indicato l’esperto francese, sottolineando che questa volontà del Reame per preservare questa razza oltrepassa le frontiere perchè il Marocco, ha ribadito, ha offerto in questi ultimi anni alle Haras nazionali francesi uno stallone  di razza berbera, per sostituire un altro cavallo della stessa razza, offerto dall’Algeria e deceduto ultimamente.  La storia del cavallo berbero è antica ed è originaria dell‘Africa del nord, su di un territorio che si estende dalla Libia al Marocco. E tradizionalmente associato al popolo berbero del Maghreb. Questo cavallo, è stato stabilito da alcuni ricercatori in Algeria, ha avuto origine circa 4.000 anni fa. In tutti i casi, in Africa del nord, il cavallo è parte integrante della vita degli uomini, in tutta la sua storia. Il cavallo berbero è una razza pura e autoctona del Maghreb (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia). Queste conferme sono basate su degli studi paleontologici e su analisi di DNA e questa origine è rafforzata dalle incisioni, pitture rupestri e da alcuni monumenti che esistono sul suolo africano del nord, dalla Libia al Marocco. Queste iscrizioni rappresentano l’addomesticamento di cavalli aventi le caratteristiche morfologiche del cavallo berbero attuale. Il cavallo berbero è allevato dall’antichità per la caccia, la guerra, le parate e il lavoro ed è compagno da sempre dei nomadi e degli allevatori dell’Atlas e degli alti plateaux montagnosi del Marocco.

Questo cavallo venne menzionato già ai tempi dei romani come cavallo della Barbaria. Un gran numero di loro vennero importati  in Europa a partire dal VII° secolo dove diventarono cavalli da guerra, specialmente in Gran Bretagna. Il cavallo berbero ha influenzato numerose razze nel mondo come la razza spagnola e i suoi vicini, i lusitani, cosi come i Criollo argentini e i Mustang, discendenti dei cavalli berberi e iberici ritornati allo stato selvaggio. Uno stallone, si presume berbero, Godolphin Arabian, fece parte dei tre stalloni fondatori della razza purosangue inglese. Ci sono diversi tipi di cavalli berberi secondo la zona di origine,  ma in comune tutti hanno la testa allungata, profilo robusto, orecchie medie. Le membra sono secche ma solide, le spalle piatte e i piedi sono forti. La coda è piazzata bassa su di una groppa avvallata e le crine sono abbondanti. L’altezza  di questo cavallo antico è all’incira di 1,55 al garrese. La particolarità di questo cavallo e che possiede 5 vertebre lombari anzichè sei. Questa è una qualità che si sta cercando di mantenere nella razza e i veterinari osteopatologisti precisano che i lombi sono il punto fragile della colonna vertebrale degli equini perchè sono i soli che fluttuano come un ponte sospeso tenuti solo dai muscoli. Avere cinque vertebre lombari defatiga i muscoli sospensori. Questa particolarità spiegherebbe la resistenza che si riconosce al cavallo berbero senza peraltro limitare la dolcezza della sua cavalcata. Il berbero è un cavallo docile e rustico con grandi polivalenze. Nella resistenza ottiene dei risultati eccezionali. La sua velocità è attestata dalla scelta di questa razza per creare cavalli da corsa più veloci, come il purosangue inglese ed è quindi un cavallo che unisce resistenza e velocità, ideale per tutti gli sports equestri. Se attualmente, in Africa del nord, il cavallo berbero resta associato  a delle attività culturali come la Fantasia, queste qualità fanno di lui il cavallo ideale per numerose attività sportive moderne come il dressage, l’apprendistato dell’equitazione, l’endurance, il polo, i circuiti equestri turistici ecc.. Essendo di una dolcezza incontestabile necessità di un facile dressage e possiede tutte le attitudini che non chiedono altro di essere sviluppate come la sobrietà, la rusticità, la resistenza, la dolcezza, la pazienza, l’agilità e il fatto di essere infaticabile. Possiede inoltre, memore di antichi passati, una resistenza alle intemperie, alla fame e alle privazioni, a dir poco rara in un cavallo. Una celebre   frase su questo nobile cavallo antico dice: “Sente la fame, sente la sete, sente il freddo e  soffre per il caldo, ma non è mai stanco !“. Questo è il cavallo berbero.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Araba Tags: