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Settembre Musica 2012, torna aria di MITO in città

Torna aria di MITO in città. E insieme a essa torna la proposta musicale diffusa e trasversale realizzata dalla collaborazione fra Torino e Milano, città che da anni lavorano insieme a questa manifestazione perché la musica possa essere sintonia e linguaggio universale, comunione e tramite culturale, e insieme offerta per tutti. Per noi tutti MITO SettembreMusica è la prova che la collaborazione tra grandi città consente di produrre innovazione e diffusione della conoscenza artistica e musicale, non più patrimonio elitario di pochi, ma beneficio di molti. Ma oltre ad aver avuto il merito indiscusso di provocare una fusione “non fredda” fra le città coinvolte, rendendole teatri di appuntamenti di grande musica, MITO SettembreMusica ha saputo diventare un appuntamento importante, atteso, programmato nei calendari di chi fa musica e di chi di musica è cultore e appassionato. Oggi MITO SettembreMusica appare evento culturale forte e consolidato e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, attivando forme di mecenatismo civico e di partnership che consentono di sopperire alle minori risorse pubbliche disponibili. Anche quest’anno MITO avrà un cartellone di eccellenza e i cittadini potranno constatare come la varietà e la diversificazione dell’offerta musicale proposte dal Festival non subiscano danno. Grazie a una programmazione attenta, di grande qualità e pensata per attrarre un vasto pubblico, si offriranno grandi e continue opportunità di incontro con la musica. Plaudiamo quindi alla sesta edizione di MITO SettembreMusica. Certamente essa saprà attrarre nelle nostre città chi, interessato alla musica, potrà apprezzare anche storia, architettura, svago e arte: conoscere per apprezzare il cambiamento di città che negli anni hanno saputo trasformarsi, facendo dell’investimento culturale la cifra di un modello di sviluppo alto e qualificato.
MITO forever con i suoi Sindaci
Al sesto anno di vita MITO consolida e raffina la sua identità, quella di un’impresa di conquista alla musica di un pubblico nuovo e più grande, di un motore di cultura, di un incontro di massa con l’educazione musicale. L’impresa milan-torinese (o torin-milanese, fa lo stesso) si fa più solida grazie ai risultati accumulati, grazie alla fiducia acquisita da parte dei cittadini, al credito internazionale garantito da un Settembre musicale congiunto, dal Po ai Navigli, che si colloca ai primissimi posti in Europa, pur costando la minima parte di iniziative consimili, e pur offrendo gratuiti metà degli spettacoli. E metà è il contributo finanziario privato. L’intrattenimento, il divertimento e la gioia di ascoltare musica insieme, senza snobismi ed esclusivismi, al di là delle barriere della tradizione borghese d’antan e abbattendo il muro di prezzi proibitivi, sono un aspetto rilevante e innovativo di MITO, che difenderemo con accanimento, ma ancor di più lo è l’aspetto educativo nel senso più elementare della fecondazione musicale attraverso il coinvolgimento delle scuole, dei licei, delle università. Le guide all’ascolto, i colloqui con i musicisti, gli incontri preparatori nelle scuole, la grande attenzione ai bambini, anche ai piccolissimi, la diffusione nelle periferie di bei suoni e cultura musicale sono un aspetto di MITO tanto significativo quanto le grandi aperture a Torino e Milano dell’Orchestre National de France e Daniele Gatti, con Debussy e Ravel. Lo sforzo che abbiamo fatto è in piena sintonia con la fase che il nostro paese attraversa e con il suo enorme bisogno di rigore e taglio degli sprechi, ma anche con l’energia e l’ottimismo necessari per investire sul nostro futuro. La cultura musicale, insieme a tutte le istituzioni culturali, quelle educative e quelle conservative del nostro patrimonio, sarà pienamente parte dello scenario che ci vedrà emergere, se ne saremo capaci, più forti. Ma la salvezza non verrà dal versare fondi (che non ci sono più) dentro istituzioni anchilosate da gestioni dispendiose, non competitive, spesso improduttive e compiacenti verso pigrizie e incrostazioni corporative deprecabili e ormai insostenibili. L’esempio di MITO nell’introdurre una svolta nella gestione, leggera, capace di raccogliere e mobilitare sostegni privati, contiene un insegnamento che andrebbe meglio sfruttato, una occasione cui le istituzioni musicali coinvolte potrebbero utilmente agganciarsi, una esperienza da cui le amministrazioni pubbliche potrebbero ispirarsi per sviluppare altre sinergie, per moltiplicare le occasioni di collegamenti con l’estero, di incremento dei benefici turistici che si potrebbero incanalare verso Torino e Milano. Le forme di coordinamento, in corso allo stato incipiente, potrebbero diventare sistematiche, dar vita a reti di collegamento permanenti, e far crescere i benefici di MITO SettembreMusica, creando anche altre occasioni di promozione culturale, sul modello di quelle “segreterie culturali” che in Germania raccordano gli sforzi delle aree urbane più impegnate nella vita culturale: come Musikland Niedersachsen di Hannover o il premio Förderpreis für Musikvermittlung per la promozione e diffusione della musica a livello regionale. Mi fa bene sperare in questa direzione che i sindaci di Milano e Torino assumano la carica di presidenti congiunti di MITO, lasciando a chi vi scrive la carica di vicepresidente e la presidenza del Comitato di coordinamento che realizza il Festival. L’impegno diretto dei primi cittadini sancisce la natura di istituzione che MITO si è ormai conquistato nel cammino di questi anni e pone le premesse per un maggiore intreccio delle amministrazioni comunali, con tutto il ventaglio delle loro competenze, con la crescita dell’iniziativa culturale del nostro Settembre.
Questo passaggio era necessario e utile dopo che, negli anni, sono stati investiti milioni di euro pubblici e privati nella promozione e produzione di musica di qualità, producendo anche una ricaduta economica positiva sulle stesse istituzioni milanesi e torinesi e animando la vita culturale delle due città, delle aree metropolitane e delle due regioni.
Il programma lo potete consultare nelle pagine che seguono; ne sottolineo qui, insieme al direttore artistico Enzo Restagno, il carattere aperto a ogni tipo di musica, «classica, “crossover”, popolare, contemporanea , “world music”, jazz, elettronica , antica… », risultato di una precisa scelta culturale, il carattere sociale che porterà le nostre iniziative nelle università, negli ospedali, nel rinascente San Raffaele, nelle carceri, il carattere internazionale, polietnico, multiculturale: ospiti d’onore saranno la Romania e il Marocco, due paesi dalla ricchissima tradizione musicale, due paesi che rappresentano le prime due comunità, per dimensione, di immigrati in Italia.
Non so voi, ma io cercherò di non perdermi niente, e non solo per l’affetto che un fondatore prova per la sua creatura, dalle canzoni di De Gregori alla versione restaurata di «Luci della città» di Chaplin con la musica originale dal vivo, dalle prime note di Debussy alla grande festa di chiusura nel Palazzo della Regione. Ci vediamo in sala.
Assieme al grande pubblico di MITO desidero rivolgere un ringraziamento caloroso al team di giovani che, con passione e professionalità, sostengono l’organizzazione della macchina complessa del Festival ed esprimo la massima gratitudine ai Partner e agli Sponsor che si affiancano agli Assessorati alla Cultura di Milano e Torino nell’affrontare l’onere per la realizzazione di questa sesta edizione di MITO SettembreMusica: Regione Lombardia e Regione Piemonte, Provincia di Milano; i Partner Istituzionali Camera di Commercio
di Milano e Camera di Commercio di Torino, i Partner Intesa Sanpaolo, ATM Azienda Trasporti Milanesi, Eni, Compagnia di San Paolo; gli Sponsor Enel, Pirelli, Trenord, A2A, SEA Aeroporti di Milano, Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A, ASTM e i Media Partner Corriere della Sera, La Stampa, Telelombardia, Radio3, Radiotelevisione Svizzera, gli Sponsor tecnici FAI, Ferrovie dello Stato, GTT, K-Way, The Westin Palace Milano, Tim,
Acqua Panna–San Pellegrino e i tanti sponsor di singoli eventi.
La musica è un’arte molto giovane
In una lettera del 1907 al suo editore Debussy scriveva: “La musica è un’arte molto giovane, sia nei suoi mezzi, sia per la conoscenza che ne abbiamo”. Sono passati più di cento anni da quell’affermazione ed è difficile trovare qualcuno che non si senta di sottoscriverla. Per la varietà dei generi e il fascino che è in grado di sprigionare l’edizione 2012 del Festival MITO SettembreMusica sembra la migliore conferma dell’affermazione di Debussy.
La schiera degli autori contemporanei – due ritratti dedicati allo spagnolo Luis De Pablo e alla finlandese Kaija Saariaho, contornati dalle musiche di Giacomo Manzoni, Sylvano Bussotti, György Kurtag, Claude Vivier, Fabio Vacchi, George Crumb, Filippo del Corno, Gilberto Bosco, Michele Dall’Ongaro, Giulio Castagnoli, Fabio Mengozzi, Stefano Pierini – dimostra nella molteplicità delle invenzioni che i mezzi di cui la musica potrebbe disporre sono solo parzialmente noti, ma l’idea di un’arte in continua espansione la si coglie anche nelle molteplici etichette con le quali cerchiamo di definire gli eventi che affollano il cartellone: classica, crossover, popolare, contemporanea, world music, jazz, elettronica, antica…
La musica come arte della memoria ci induce a far rivivere, a quattrocento anni di distanza, una delle più straordinarie esperienze di musica e architettura con i componimenti di Giovanni Gabrieli attraverso le voci dei cori e degli strumenti che s’incrociano all’interno degli spazi basilicali.
È però a Debussy che MITO 2012 rivolge la massima attenzione in occasione del suo centocinquantesimo compleanno. L’Orchestre National de France con la direzione di Daniele Gatti dedicherà al Maestro francese il concerto inaugurale in entrambe le città; opere sinfoniche più rare, la musica da camera, le liriche e l’intera produzione pianistica attraverseranno come una corrente benefica l’intero Festival. L’Orchestra di San Pietroburgo, quella della Scala e Philharmonia ci offriranno con Prokof’ev, Brahms e Beethoven serate grandiose e, se è lecito offrire ai nostri numerosi ascoltatori qualche consiglio, suggerirei di non perdere Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce di Haydn con la direzione di Jordi Savall, la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach e La Creazione di Haydn con la Bachakademie di Helmuth Rilling.
A questo punto mi accorgo di essere totalmente in preda all’imbarazzo della scelta: come perdere Colin Davis che dirige Schubert e Mendelssohn? il Monteverdi di Rinaldo Alessandrini? la polifonia fiamminga dei Tallis Scholars o la Messe solennelle di Berlioz che quasi nessuno ha mai ascoltato, essendo questa grandiosa opera giovanile stata riscoperta solo da pochi anni? Naturalmente vorrei anche trovare il tempo per ascoltare Tania Maria, Paolo Conte, Francesco De Gregori, il jazz di Paolo Fresu e Uri Caine e le Variazioni Goldberg con Angela Hewitt; in una parola vorrei vivere fino in fondo quell’atmosfera di eccitazione intellettuale e di curiosità che per alcuni giorni MITO SettembreMusica sparge nelle due città. L’atmosfera è una cosa lieve e impalpabile ma per crearla occorre un lavoro duro e tenace che consiste nel superare mille difficoltà e garantire difficili equilibri. Non potrei mai compiere un’impresa così ardua se non fossi assistito in entrambe le città dai consigli e dall’intelligenza di Francesca Colombo, di Claudio Merlo e da una équipe di collaboratori dei quali non potrei mai lodare abbastanza la sensibilità e la generosità.

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