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“Parlami di me – Luoghi Comuni”, reading “Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini” a Padova

June 11, 2012 Leave a comment

Si chiude domenica 10 giugno alle 21.30 a Padova, al circolo Carichi Sospesi (vicolo del Portello 12) la rassegna teatrale di  “PARLAMI DI ME – LUOGHI COMUNI” con il reading “Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Ultimo appuntamento per la rassegna teatrale di “Parlami di me – Luoghi comuni”: domenica 10 giugno alle 21.30 presso il circolo Carichi Sospesi (vicolo del Portello 12) “Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini”, reading di Silvio Barbiero dei Carichi Sospesi per la regia di Marco Caldiron (ingresso libero e gratuito). Il festival, giunto all’ottava edizione, è dedicato al tema dell’integrazione e dell’inclusione sociale ed è promosso da Arci Padova con la collaborazione del Comune di Padova – Unità di Progetto Accoglienza e Immigrazione e del circolo Carichi Sospesi.
Al centro del reading, tratto dall’omonimo libro dell’inviato dell’Espresso Fabrizio Gatti, la storia vera di Bilal, nome falso usato dall’autore per svolgere la sua inchiesta giornalistica, camuffato tra coloro che dal Sud del mondo si mettono in marcia alla conquista di una vita migliore su un’altra sponda del Mediterraneo. Così Fabrizio/Bilal ha attraversato il Sahara sui camion che trasportano i clandestini, ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli, ha superato indenne le frontiere (il 12% delle persone che partono dalle cose libiche o tunisine non arriva in Europa). E ancora, si è infiltrato in organizzazioni criminali africane e nelle aziende che sfruttano la tratta dei “nuovi schiavi”; si è fatto arrestare come immigrato ed è stato rinchiuso nei centri di permanenza temporanea.
Un libro intenso, perché è letteratura ma parla di cruda realtà: «“Bilal” è la cronaca della più grande avventura del Terzo Millennio vissuta in prima persona dall’autore. Un viaggio nell’impero di chi si arricchisce commerciando carne umana, raccontato con un linguaggio teso che avvince il lettore come in un thriller. Un resoconto lucido e spietato, perché “approdare vivi a Lampedusa è come sopravvivere a un incidente aereo”».
A pieno titolo quest’ultimo spettacolo si inserisce in “Parlami di me”, progetto che si propone di valorizzare – attraverso il linguaggio del teatro – la ricchezza della diversità di cultura, cittadinanza, genere e religione per una convivenza basata sul dialogo e sulla pace. In questo momento di crisi e di preoccupazioni economiche, la società è sempre più attraversata da individualismo e solitudini che possono generare conflittualità e intolleranze verso il “diverso”. Ecco perché la necessità di contrastare la propaganda di luoghi comuni utilizzati per generare paura, pregiudizio e discriminazione e attivare nuovi “luoghi comuni”, intesi come spazi di confronto e di socialità per condividere il tempo.
Il progetto “Parlami di me” continuerà nei prossimi mesi con molte altre iniziative: incontri in università, aperitivi multietnici, giornate in piazza e il cineforum “Luoghi Comuni”.
Per informazioni: Associazione Arci Padova – tel 049 8805533 – 347 1658472 – 347 4214400 email padova@arci.it; carichisospesi@gmail.comhttp://www.arcipadova.org. Per prenotazioni: inviare un sms con nome e cognome al numero 346/5052493.

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Settembre Musica 2012, torna aria di MITO in città

June 11, 2012 Leave a comment

Torna aria di MITO in città. E insieme a essa torna la proposta musicale diffusa e trasversale realizzata dalla collaborazione fra Torino e Milano, città che da anni lavorano insieme a questa manifestazione perché la musica possa essere sintonia e linguaggio universale, comunione e tramite culturale, e insieme offerta per tutti. Per noi tutti MITO SettembreMusica è la prova che la collaborazione tra grandi città consente di produrre innovazione e diffusione della conoscenza artistica e musicale, non più patrimonio elitario di pochi, ma beneficio di molti. Ma oltre ad aver avuto il merito indiscusso di provocare una fusione “non fredda” fra le città coinvolte, rendendole teatri di appuntamenti di grande musica, MITO SettembreMusica ha saputo diventare un appuntamento importante, atteso, programmato nei calendari di chi fa musica e di chi di musica è cultore e appassionato. Oggi MITO SettembreMusica appare evento culturale forte e consolidato e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, attivando forme di mecenatismo civico e di partnership che consentono di sopperire alle minori risorse pubbliche disponibili. Anche quest’anno MITO avrà un cartellone di eccellenza e i cittadini potranno constatare come la varietà e la diversificazione dell’offerta musicale proposte dal Festival non subiscano danno. Grazie a una programmazione attenta, di grande qualità e pensata per attrarre un vasto pubblico, si offriranno grandi e continue opportunità di incontro con la musica. Plaudiamo quindi alla sesta edizione di MITO SettembreMusica. Certamente essa saprà attrarre nelle nostre città chi, interessato alla musica, potrà apprezzare anche storia, architettura, svago e arte: conoscere per apprezzare il cambiamento di città che negli anni hanno saputo trasformarsi, facendo dell’investimento culturale la cifra di un modello di sviluppo alto e qualificato.
MITO forever con i suoi Sindaci
Al sesto anno di vita MITO consolida e raffina la sua identità, quella di un’impresa di conquista alla musica di un pubblico nuovo e più grande, di un motore di cultura, di un incontro di massa con l’educazione musicale. L’impresa milan-torinese (o torin-milanese, fa lo stesso) si fa più solida grazie ai risultati accumulati, grazie alla fiducia acquisita da parte dei cittadini, al credito internazionale garantito da un Settembre musicale congiunto, dal Po ai Navigli, che si colloca ai primissimi posti in Europa, pur costando la minima parte di iniziative consimili, e pur offrendo gratuiti metà degli spettacoli. E metà è il contributo finanziario privato. L’intrattenimento, il divertimento e la gioia di ascoltare musica insieme, senza snobismi ed esclusivismi, al di là delle barriere della tradizione borghese d’antan e abbattendo il muro di prezzi proibitivi, sono un aspetto rilevante e innovativo di MITO, che difenderemo con accanimento, ma ancor di più lo è l’aspetto educativo nel senso più elementare della fecondazione musicale attraverso il coinvolgimento delle scuole, dei licei, delle università. Le guide all’ascolto, i colloqui con i musicisti, gli incontri preparatori nelle scuole, la grande attenzione ai bambini, anche ai piccolissimi, la diffusione nelle periferie di bei suoni e cultura musicale sono un aspetto di MITO tanto significativo quanto le grandi aperture a Torino e Milano dell’Orchestre National de France e Daniele Gatti, con Debussy e Ravel. Lo sforzo che abbiamo fatto è in piena sintonia con la fase che il nostro paese attraversa e con il suo enorme bisogno di rigore e taglio degli sprechi, ma anche con l’energia e l’ottimismo necessari per investire sul nostro futuro. La cultura musicale, insieme a tutte le istituzioni culturali, quelle educative e quelle conservative del nostro patrimonio, sarà pienamente parte dello scenario che ci vedrà emergere, se ne saremo capaci, più forti. Ma la salvezza non verrà dal versare fondi (che non ci sono più) dentro istituzioni anchilosate da gestioni dispendiose, non competitive, spesso improduttive e compiacenti verso pigrizie e incrostazioni corporative deprecabili e ormai insostenibili. L’esempio di MITO nell’introdurre una svolta nella gestione, leggera, capace di raccogliere e mobilitare sostegni privati, contiene un insegnamento che andrebbe meglio sfruttato, una occasione cui le istituzioni musicali coinvolte potrebbero utilmente agganciarsi, una esperienza da cui le amministrazioni pubbliche potrebbero ispirarsi per sviluppare altre sinergie, per moltiplicare le occasioni di collegamenti con l’estero, di incremento dei benefici turistici che si potrebbero incanalare verso Torino e Milano. Le forme di coordinamento, in corso allo stato incipiente, potrebbero diventare sistematiche, dar vita a reti di collegamento permanenti, e far crescere i benefici di MITO SettembreMusica, creando anche altre occasioni di promozione culturale, sul modello di quelle “segreterie culturali” che in Germania raccordano gli sforzi delle aree urbane più impegnate nella vita culturale: come Musikland Niedersachsen di Hannover o il premio Förderpreis für Musikvermittlung per la promozione e diffusione della musica a livello regionale. Mi fa bene sperare in questa direzione che i sindaci di Milano e Torino assumano la carica di presidenti congiunti di MITO, lasciando a chi vi scrive la carica di vicepresidente e la presidenza del Comitato di coordinamento che realizza il Festival. L’impegno diretto dei primi cittadini sancisce la natura di istituzione che MITO si è ormai conquistato nel cammino di questi anni e pone le premesse per un maggiore intreccio delle amministrazioni comunali, con tutto il ventaglio delle loro competenze, con la crescita dell’iniziativa culturale del nostro Settembre.
Questo passaggio era necessario e utile dopo che, negli anni, sono stati investiti milioni di euro pubblici e privati nella promozione e produzione di musica di qualità, producendo anche una ricaduta economica positiva sulle stesse istituzioni milanesi e torinesi e animando la vita culturale delle due città, delle aree metropolitane e delle due regioni.
Il programma lo potete consultare nelle pagine che seguono; ne sottolineo qui, insieme al direttore artistico Enzo Restagno, il carattere aperto a ogni tipo di musica, «classica, “crossover”, popolare, contemporanea , “world music”, jazz, elettronica , antica… », risultato di una precisa scelta culturale, il carattere sociale che porterà le nostre iniziative nelle università, negli ospedali, nel rinascente San Raffaele, nelle carceri, il carattere internazionale, polietnico, multiculturale: ospiti d’onore saranno la Romania e il Marocco, due paesi dalla ricchissima tradizione musicale, due paesi che rappresentano le prime due comunità, per dimensione, di immigrati in Italia.
Non so voi, ma io cercherò di non perdermi niente, e non solo per l’affetto che un fondatore prova per la sua creatura, dalle canzoni di De Gregori alla versione restaurata di «Luci della città» di Chaplin con la musica originale dal vivo, dalle prime note di Debussy alla grande festa di chiusura nel Palazzo della Regione. Ci vediamo in sala.
Assieme al grande pubblico di MITO desidero rivolgere un ringraziamento caloroso al team di giovani che, con passione e professionalità, sostengono l’organizzazione della macchina complessa del Festival ed esprimo la massima gratitudine ai Partner e agli Sponsor che si affiancano agli Assessorati alla Cultura di Milano e Torino nell’affrontare l’onere per la realizzazione di questa sesta edizione di MITO SettembreMusica: Regione Lombardia e Regione Piemonte, Provincia di Milano; i Partner Istituzionali Camera di Commercio
di Milano e Camera di Commercio di Torino, i Partner Intesa Sanpaolo, ATM Azienda Trasporti Milanesi, Eni, Compagnia di San Paolo; gli Sponsor Enel, Pirelli, Trenord, A2A, SEA Aeroporti di Milano, Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A, ASTM e i Media Partner Corriere della Sera, La Stampa, Telelombardia, Radio3, Radiotelevisione Svizzera, gli Sponsor tecnici FAI, Ferrovie dello Stato, GTT, K-Way, The Westin Palace Milano, Tim,
Acqua Panna–San Pellegrino e i tanti sponsor di singoli eventi.
La musica è un’arte molto giovane
In una lettera del 1907 al suo editore Debussy scriveva: “La musica è un’arte molto giovane, sia nei suoi mezzi, sia per la conoscenza che ne abbiamo”. Sono passati più di cento anni da quell’affermazione ed è difficile trovare qualcuno che non si senta di sottoscriverla. Per la varietà dei generi e il fascino che è in grado di sprigionare l’edizione 2012 del Festival MITO SettembreMusica sembra la migliore conferma dell’affermazione di Debussy.
La schiera degli autori contemporanei – due ritratti dedicati allo spagnolo Luis De Pablo e alla finlandese Kaija Saariaho, contornati dalle musiche di Giacomo Manzoni, Sylvano Bussotti, György Kurtag, Claude Vivier, Fabio Vacchi, George Crumb, Filippo del Corno, Gilberto Bosco, Michele Dall’Ongaro, Giulio Castagnoli, Fabio Mengozzi, Stefano Pierini – dimostra nella molteplicità delle invenzioni che i mezzi di cui la musica potrebbe disporre sono solo parzialmente noti, ma l’idea di un’arte in continua espansione la si coglie anche nelle molteplici etichette con le quali cerchiamo di definire gli eventi che affollano il cartellone: classica, crossover, popolare, contemporanea, world music, jazz, elettronica, antica…
La musica come arte della memoria ci induce a far rivivere, a quattrocento anni di distanza, una delle più straordinarie esperienze di musica e architettura con i componimenti di Giovanni Gabrieli attraverso le voci dei cori e degli strumenti che s’incrociano all’interno degli spazi basilicali.
È però a Debussy che MITO 2012 rivolge la massima attenzione in occasione del suo centocinquantesimo compleanno. L’Orchestre National de France con la direzione di Daniele Gatti dedicherà al Maestro francese il concerto inaugurale in entrambe le città; opere sinfoniche più rare, la musica da camera, le liriche e l’intera produzione pianistica attraverseranno come una corrente benefica l’intero Festival. L’Orchestra di San Pietroburgo, quella della Scala e Philharmonia ci offriranno con Prokof’ev, Brahms e Beethoven serate grandiose e, se è lecito offrire ai nostri numerosi ascoltatori qualche consiglio, suggerirei di non perdere Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce di Haydn con la direzione di Jordi Savall, la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach e La Creazione di Haydn con la Bachakademie di Helmuth Rilling.
A questo punto mi accorgo di essere totalmente in preda all’imbarazzo della scelta: come perdere Colin Davis che dirige Schubert e Mendelssohn? il Monteverdi di Rinaldo Alessandrini? la polifonia fiamminga dei Tallis Scholars o la Messe solennelle di Berlioz che quasi nessuno ha mai ascoltato, essendo questa grandiosa opera giovanile stata riscoperta solo da pochi anni? Naturalmente vorrei anche trovare il tempo per ascoltare Tania Maria, Paolo Conte, Francesco De Gregori, il jazz di Paolo Fresu e Uri Caine e le Variazioni Goldberg con Angela Hewitt; in una parola vorrei vivere fino in fondo quell’atmosfera di eccitazione intellettuale e di curiosità che per alcuni giorni MITO SettembreMusica sparge nelle due città. L’atmosfera è una cosa lieve e impalpabile ma per crearla occorre un lavoro duro e tenace che consiste nel superare mille difficoltà e garantire difficili equilibri. Non potrei mai compiere un’impresa così ardua se non fossi assistito in entrambe le città dai consigli e dall’intelligenza di Francesca Colombo, di Claudio Merlo e da una équipe di collaboratori dei quali non potrei mai lodare abbastanza la sensibilità e la generosità.

Luca Zaia, albergatori veneti acquistano il parmigiano delle zone terremotate

June 11, 2012 Leave a comment

ALBERGATORI VENETI ACQUISTANO 8 TONNELLATE PARMIGIANO DA ZONE TERREMOTATE. IL PLAUSO DI ZAIA
“Voglio ringraziare gli albergatori dei nostri litorali di Jesolo, Caorle e Bibione. Mi auguro che il loro esempio venga seguito anche da altri, perché questo è il momento di una solidarietà vera, che deve vederci a fianco di quanti sono stati più colpiti dal terremoto”. Così il presidente del Veneto Luca Zaia commenta la notizia dell’acquisto di 8 tonnellate di Parmigiano Reggiano DOP nei caseifici emiliani danneggiati dal sisma da parte degli imprenditori dell’ospitalità veneta, che hanno risposto positivamente e concretamente all’invito dei rispettivi Consorzi di Promozione Turistiche e all’appello di Coldiretti.
“E’ un momento drammatico per le zone colpite, tra le quali anche alcune aree del Veneto – ha ribadito Zaia – e un’azione come questa rappresenta un sostegno immediato ad un settore di qualità certificata colpito da un evento che non ha precedenti e che in molti casi è impossibilitato a proseguire nelle normali operazioni di stagionatura e stoccaggio di un prodotto di grande valore. Lo sforzo per il rilancio dell’economia disastrata parte anche da qui, da una solidarietà che fa bene a tutti e che mantiene alto il “Made in Italy” e le produzioni agricole tipiche e di qualità nel loro complesso”.

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Edgar Cayce, profezie di un veggente singolare

June 11, 2012 Leave a comment


Le sette profezie avveratesi di Edgar Cayce
1. Cayce prevede il Crollo delle Quotazioni di Borsa del 1929
Nel febbraio 1925, durante una lettura sulle vite passate per un medico ventiseienne, Cayce dichiarò che il giovane dottore si sarebbe presto trovato in possesso di una grande quantità di denaro. La lettura consigliò all’individuo di usare cautela e discrezione nel pensare alla sua ricchezza particolarmente davanti alle ”forze ostili che verranno poi nel 1929” (2723-1). In un’altra occasione nel marzo 1929, sei mesi prima del crollo delle quotazioni di borsa, un operatore di borsa di New York ricevette un grave avvertimento dell’imminente “forte disturbo nei circoli finanziari” che stava per aver luogo (900-425). Cayce dichiarò: “possiamo aspettarci un NOTEVOLE cambiamento e un mercato al ribasso, chiaro? Questo problema esisterà tra quelli della riserva delle nazioni e gli INDIVIDUI e causerà – a meno che un’altra delle condizioni bancarie più SOLIDE non arrivino in soccorso – forti perturbazioni nei circoli finanziari. Questo avvertimento è stato dato, chiaro?”
2. La Seconda Guerra Mondiale
Nel 1935, in una dimostrazione sbalorditiva di percezione precognitiva, Edgar Cayce mise in guardia un ventinovenne agente di noli da eventi catastrofici che si stavano sviluppando nella comunità internazionale. In risposta ad una domanda riguardante gli affari globali, le letture descrissero un mondo intero in guerra. Pur non considerando la situazione come un destino necessariamente immutabile, Cayce avvertì che “le tendenze nei cuori e nelle anime degli uomini sono tali” che queste condizioni avrebbero potuto esserne le conseguenze: Edgar Cayce: … per ciò che riguarda gli affari di genere internazionale, troviamo che questi creano grande ansia a molti, non solo come individui ma come nazioni.
E le attività che sono già iniziate hanno assunto tali proporzioni che dovrà esserci il tentativo di penalizzare parte di certi gruppi, o di consentire a certe categorie di gruppi di portarle avanti. Ciò porterà allo schierarsi, per così dire, di vari gruppi o paesi o governi. Questo sarà opportuno per austriaci, tedeschi e più tardi per i giapponesi che si uniranno alla loro influenza; sarà invisibile e si espanderà gradualmente sfociando in affari che diventeranno, per così dire, quasi un’opposizione diretta a ciò che è stato il TEMA dei nazisti (gli ariani). Perché questi porteranno via via a crescenti animosità. E a meno che non ci sarà un’interferenza da parte di ciò che molti chiamerebbero le forze e le influenze SOPRANNATURALI, che sono attive negli affari di nazioni e popoli, al MONDO intero – per così dire – sarà dato fuoco da parte dei gruppi militaristici e da quelli che in tali categorie sono “per” il potere e l’espansione.
3. Lo Spostamento dei Poli Terrestri (predizione di Edgar Cayce del 1936)
“Domanda: quale grande cambiamento o l’inizio di quale cambiamento, se ce ne sarà, dovrà aver luogo sulla Terra nell’anno 2000 o 2001? Risposta: quando ci sarà uno spostamento dei poli; o inizia un nuovo ciclo.” (826-8 – 11 agosto 1936). NOVA, il programma televisivo PBS, annunciò scoperte sorprendenti su poli e campi elettromagnetici del nostro pianeta. Il programma era intitolato “Tempesta magnetica” ed era stato scritto e prodotto da David Sington. Il motivo per cui questo ci interessa è che Edgar Cayce predisse che l’inizio della Nuova Era avrebbe coinciso con l’inizio di uno spostamento dei poli. In questo programma gli scienziati spiegarono: “A 2000 miglia sotto i nostri piedi si trova il nucleo fuso della Terra. Qui un vasto oceano di ferro liquido genera una forza invisibile, il campo magnetico della Terra. E’ ciò che fa puntare le nostre bussole verso nord. Ma fa molto di più: aiuta a mantenere la Terra un pianeta vivente. I nostri vicini, Venere e Marte, avendo solo deboli campo magnetici, sono senza difese dalla radiazione micidiale che si estende in tutto il sistema solare. La Terra, d’altra parte, esiste all’interno di un vasto involucro magnetico, un campo di forza che per milioni di anni ci ha protetto nel nostro viaggio nello spazio.” Ora gli scienziati hanno fatto una scoperta sorprendente: sembra che nelle profondità della Terra si stia preparando una tempesta che sta indebolendo il nostro scudo magnetico vitale. Peter Olson della Johns Hopkins University spiegò che “il campo magnetico della Terra è stato il nostro protettore per millenni, ed ora pare che stia per andarsene.” Nella lettura 826-1 Cayce indicò che lo spostamento dei poli sarebbe diventato evidente nel 2000 o nel 2001. Il programma della NOVA rivelò che lo spostamento ha davvero cominciato nella regione dell’Oceano Atlantico meridionale, fra l’Africa e il Sud America. Qui la polarità nord-sud sta fluttuando avanti e indietro, indebolendo lo scudo contro la radiazione solare. Durante il processo di spostamento dei poli, lo scudo elettromagnetico del pianeta non convoglierà più i venti solari verso i nostri poli attuali dove vivono poche persone. Le luci del nord e del sud sono il risultato della radiazione che si muove verso i poli. Siccome la radiazione causa molti problemi, l’indebolimento dello scudo è un problema. Uno scudo magnetico debole significa anche che le luci del nord e del sud saranno visibili su tutto il pianeta, persino lungo l’equatore. Può essere un momento bello, meraviglioso, visionario per la Terra, ma non è un momento salubre per molti dei suoi abitanti.
4. Convergenza delle Compagnie di Comunicazioni
La seguente è una lettura interessante del 1929 sulla convergenza di grandi compagnie di comunicazioni. Queste fusioni sono davvero accadute. Inoltre si è avverata la descrizione di Cayce di come vari canali di comunicazioni avrebbero lavorato in modo più cooperativo e strutturato.
(D) Avranno luogo le fusioni della compagnia delle comunicazioni come indicato nel 1928, l’American Tel & Tel – Int. Tel & Tel – [vedi 257-30, paragrafi 17-A, 18-A del 24/8/1928.]
(R) Queste unioni nelle forze di comunicazione, come è stato detto, AVRANNO luogo. Quanto al quando e come, considerate le condizioni che impediscono una coalizione al presente. Non solo devono essere cambiate alcune delle leggi in merito, ma molte delle società finanziarie più grandi devono essere persuase anche con la propria rovina. Questi cambiamenti saranno quindi graduali e si verificheranno quasi come i vari servizi di corriere vennero a trovarsi fisicamente sotto la diretta correlazione in un’unica forma. Non che le sole guerre debbano produrli, ma le voci incontrollate su molti di questi, creando la necessità delle comunicazioni nei vari campi di venire sotto un’unica sovrintendenza, formeranno una coalizione fisica. Quanto al momento, nel tempo – possono passare anche degli anni, ma tutti i vari canali di comunicazione coopereranno fra di loro, e così i vari prodotti nei loro vari settori – come è stato detto – offriranno un’opportunità di investimenti nelle società finanziarie; e quanto all’interesse speculativo – sia quelle dell’aria sia quelle del contatto fisico, vale a dire quelle di Telegrafo, Telefono nonché la Radio o le Forze Operative Radiali – incluse International America, Western Union, Westinghouse e Radio. [Nota di Gladys Davis, stenografa: questa profezia si è avverata. Vedi 416-7 rapporti] Lettura 257-36 del 4 aprile 1929.
5. C’era una Comunità di Persone chiamate gli Esseni
Edgar Cayce descrisse gli esseni in dettaglio molti anni prima della scoperta dei rotoli del Mar Morto – testi attribuiti ad una setta allora poco nota chiamata gli esseni. Il primo dei rotoli del mar Morto venne scoperto nel 1947, due anni dopo la morte di Edgar Cayce. Cayce menzionò gli esseni in 171 letture diverse. Ecco alcuni stralci: “Prima di questa troviamo l’entità durante quei periodi in cui c’erano molti disordini nel paese della Giudea, quando venne annunciato il profeta, il nuovo insegnante, e tutta la Giudea era passata a Giovanni. Allora l’entità fece parte degli studenti degli esseni, e fu in contatto diretto con molti che avevano fatto profezie, avevano cercato le testimonianze di o per la venuta della nuova luce a coloro che erano stati tenuti nel’oscurità dalla tradizione e dalle azioni di persone per un fine politico e religioso nel paese.” Lettura 489-1 del 17 gennaio 1934. “In quell’esperienza troviamo che l’entità era un’anima che cercava attraverso quelle associazioni e attività che portavano l’entità nell’ambiente greco-sirofenicio; e nell’attività in Palestina entrò là nella sua maturità di donna – come si direbbe al presente – facente parte della casa del consigliere di quelli che facevano affari con la gente di quel paese. Con l’avvento del dominio romano, le attività di quella gente diventò molto più importante; perché c’era la necessità di mantenere un equilibrio con ebrei, greci e romani. Quando iniziò il ministero del precursore, che di per sé portò nei rapporti personali dell’entità molti di coloro che erano in quella particolare setta di persone a cui l’entità era allora unita – gli esseni. Essa divenne allora un rifugio o posto di accoglienza per coloro che avrebbero potuto diventare gli insegnanti, i ministri di culto per le attività degli esseni o insegnanti di cui il Maestro fu membro durante il soggiorno in Palestina.” Lettura 489-3 del 24 maggio 1934. “Questa fece parte del gruppo degli esseni i quali, guidati da Giudi, fecero le interpretazioni delle attività fatte nell’esperienza egizia, – come il Tempio della Bellezza e il servizio nel Tempio del Sacrificio. Quindi era in questo posto consacrato che questa selezione aveva luogo.” Lettura 1010-17 del 21 giugno 1942
6. Il Sangue come Mezzo Diagnostico
Durante il corso di una lettura fisica fatta per un individuo, la lettura previde dei progressi medici futuri che avrebbero reso possibile la diagnosi con una goccia di sangue. La lettura venne fatta nel 1927, in un periodo in cui la predizione sarebbe stata considerata una creazione della fantascienza: Edgar Cayce: “Perché, come si vede, nel corpo non esiste condizione a cui non si potrebbe risalire in quanto riflessa nel sangue, perché il flusso sanguigno non solo porta al corpo le forze di ricostruzione, esso prende anche le forze usate e le elimina attraverso i canali appropriati nelle varie parti del sistema. Per questo troviamo sangue rosso, sangue bianco e linfa, tutti contenuti nelle vene. Questi sono separati soltanto dalle piccolissime parti che agiscono come costruttori, filtri, distruttori o parti rianimanti del sistema – capisci? Per questo nel flusso sanguigno si vedono sempre i riflessi o segni evidenti di quella condizione che viene portata avanti nel corpo fisico. Arriverà il giorno in cui si potrà prendere una goccia di sangue e diagnosticare la condizione di qualsiasi corpo fisico …” Lettura 283-2
7. L’Effetto della Niña e del Niño
Sorprendentemente, il 28 maggio 1926 nella lettura 195-29, Edgar Cayce fece un collegamento fra i cambiamenti di temperatura nelle correnti oceaniche profonde e i cambiamenti climatici: “Via via che il caldo o il freddo nelle varie parti della Terra viene irradiato e correlato con il riflesso nell’atmosfera terrestre, questo nella sua azione cambia le correnti o i flussi nell’oceano …” Questa lettura riguardava il futuro dei raccolti di grano e degli schemi meteorologici, e i commenti di Cayce erano forse la sua versione di ciò che conosciamo tutti come la Niña e il Niño. Sono degli schemi meteorologici che sono il risultato di cambiamenti di temperatura nelle correnti profonde degli oceani terrestri. Questi cambiamenti nella temperatura delle correnti oceaniche hanno avuto effetti drammatici sul nostro clima, come Cayce previde.
Le Previsioni di Cayce Sembrano Realistiche
In un’esplorazione approfondita delle dichiarazioni di Edgar Cayce sul futuro, nel suo libro Le Predizioni di Edgar Cayce per il XXI Secolo(WePublishBooks) Mark Thurston descrive i temi generali nelle previsioni di Cayce. Si può apprezzare la validità delle sue previsioni costatando, da una parte, come la maggior parte di esse sembrava poco plausibile negli anni ’40; mentre dall’altra, oggi vediamo che molte di esse sono evidenti nei titoli dei giornali di tutti i giorni. I 10 temi scoperti sono:
1) Emergerà una forma nuova di medicina – una specie di guarigione trasformazionale, radicata nell’olismo e che ha a che fare con il corpo come un sistema di energie.
2) La continuità della vita sarà accettata pienamente come fatto incontestabile.
3) Scienza e spiritualità cesseranno di essere antagoniste.
4) Si verificherà una specie di “livellamento” sociale su scala mondiale.
5) Avverranno cambiamenti geografici drammatici, compresi cambiamenti molto significativi negli schemi meteorologici.
6) La leadership sulla scena internazionale si sposterà in oriente, e persino nella Cina centrale.
7) Scoperte archeologiche su civiltà antiche modificheranno radicalmente la storia dell’umanità.
8 Intuizione e capacità psichiche diventeranno la norma. Gli individui avranno una connessione personale e diretta con il mondo spirituale, in modi che permettono che quella connessione venga applicata in modo pratico nella vita quotidiana.
9) Il principio di unità diventerà dominante negli affari umani. L’unità di Dio guiderà tutte le tradizioni religiose, l’unità di ogni energia guiderà la scienza e l’unità di tutta l’umanità dirigerà la politica.
10) Il Cristo ricomparirà direttamente nella vita terrena.

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Marocco, piaga sociale dell’aborto clandestino

June 11, 2012 Leave a comment

Malgrado le piccole conquiste sul piano famigliare, in Marocco un numero considerevole di donne, sovente minorenni, disagiate e senza cultura, continuano ad abortire nella clandestinità essendo l’aborto proibito penalmente per legge. L’aborto clandestino è legato ad altri problemi che toccano da vicino le donne: stupri, matrimoni forzati, lavoro domestico minorile ( 300.000 bambine, secondo le ultime statistiche ufficiali) e molto altro ancora. Il Marocco dunque non fa eccezione nel quadro della condizione della donna in Africa ma, per fortuna, molte voci si stanno facendo sentire per reclamare lo sradicamento di questo flagello sociale in un paese dove una maggioranza della popolazione vive nella povertà e dove l’educazione è in difetto nelle regioni rurali ma anche nella città. Nell’attesa di una legge che autorizzi l’aborto, un congresso nazionale si terrà martedì a Rabat, sotto l’egida dell’Associazione marocchina della lotta contro l’aborto clandestino (AMLAC), presieduta dal Prof. Chafik Chraibi, in presenza del ministro della salute El Hossein el Ouardi e di altri parlamentari. “Quello che succede in Marocco èdrammatico”, afferma il Dr. Chraibi, ginecologo rinomato, in un intervista rilasciata all’AFP, sottolineando gli effetti perversi al livello umano e sociale dell’attuale legislazione. “Chi dice aborto clandestino in primis tra i giovani, dice suicidi, rifiuto della famiglia, marginalizzazione, prostituzione, bambini abbandonati e prigione per i medici”, ha dichiarato il ginecologo. Le cifre sono eloquenti e da brivido: si stima a 600 il numero di aborti quotidiani praticati dai medici e oltre 200 gli aborti non assistiti. L’esempio Tunisia è chiaro; l’aborto è libero e i numeri riportano un netto 30% in meno rispetto al Marocco. Ad oggi, in Marocco, a causa di aver praticato aborti clandestini , una decina di medici sono in prigione, in condizioni estreme. Ci sono in Marocco circa 17.000 bambini abbandonati ogni anno, diretta conseguenza di questo flagello. Se si legalizzasse l’aborto, spiega il Dr. Chraibi, le ricadute sarebbero positive e il messaggio dell’associazione e quello di lavorare sulla prevenzione tenendo conto dei dati delll’OMS che stimano ad un 13% la mortalità infantile causata dall’aborto. L’AMLAC spera in un cambiamento legislativo, i tempi sono maturi, adottando una proposizione di legge votata direttamente dai deputati, o un progetto di legge sottomesso al governo e poi al voto dei parlamentari. Il ministro della Sanità non appartiene, fortunatamente aggiungo io, alla maggioranza islamista e conservatrice del governo attuale che, ad oggi, non lascia trapelare posizioni sull’argomento.  Nelle mire delle ONG femministe marocchine, la ministra islamista della solidarietà, della donna e della famiglia, Bassima Hakkaoui, che è stata recentemente accusata dai suoi antagonisti politici di utilizzare il dossier sulle violenze verso i bambini a fini politici e in maniera negativa, recando gravi danni all’immagine del Marocco all’estero.È ovvio che è difficile avanzare con un governo conservatore ma resta il fatto che una profonda presa di coscienza è in atto nella società civile che presumibilmente riuscirà a smuovere le acque ferme e paludose di un paese che avanza con ritmi serrati verso l’Occidente e la modernizzazione, sognando la globalizzazione e la democrazia senza mezze misure, vera e non ventilata, capace di cambiare in meglio il Marocco.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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