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Etimos Foundation, polemica raccolta fondi sms/terremoto Emilia Romagna

POLEMICA RACCOLTA FONDI SMS/TERREMOTO EMILIA ROMAGNA.
Sulla destinazione dei fondi per “Microcredito per l’Abruzzo” interviene il presidente di Etimos Foundation Marco Santori: «Polemica del tutto fuori luogo. Il microcredito in aiuto alle piccole imprese: per sua natura un intervento di sostegno post emergenza».
La polemica montata in questi giorni sulla raccolta fondi tramite sms per l’emergenza terremoto in Emilia Romagna, con l’aggancio immediato a quella precedente in occasione del terremoto in Abruzzo del 2009, ha tirato in ballo – del tutto a sproposito – la gestione del progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, a tutt’oggi in capo a Etimos Foundation. Una mossa mediatica che si è distinta per superficialità e non poche inesattezze, e che, puntando alla pancia degli italiani, è riuscita purtroppo ad alimentare una spirale di disinformazione rimbalzata in breve tempo su blog e siti vari. Ciò obbliga Etimos Foundation a chiarire i termini della questione, limitatamente a quel che le compete e la riguarda. Tra i dubbi più gravi instillati dall’azione di “controinformazione” sottesa alla polemica, che i fondi raccolti dalla Protezione civile per l’Abruzzo siano stati interamente utilizzati per erogare prestiti anziché essere utilizzati per l’emergenza, paventando che lo stesso possa accadere con il sisma dell’Emilia Romagna.
Ecco dunque alcune doverose precisazioni
Innanzitutto: “Microcredito per l’Abruzzo” (www.etimedia.org/Microcredito-Abruzzo) è un intervento di sostegno post emergenza, che dunque risponde a priorità differenti rispetto a quelle dell’immediatezza: in primo luogo di ricostruzione di un tessuto economico e produttivo profondamente ferito. È un progetto coordinato da Etimos Foundation onlus, in partnership con Consorzio Etimos, Abi-Associazione bancaria italiana, Federazione delle BCC di Abruzzo e Molise, Associazione Qualità e Servizi, Caritas diocesana dell’Aquila. Conta su un fondo patrimoniale di 4 milioni e 530mila euro progressivamente impiegato a garanzia dei finanziamenti (erogati da banche locali con risorse proprie), fondo che ha la sua origine nel più ampio flusso di donazioni degli italiani post terremoto (63 milioni) canalizzate attraverso il Dipartimento di Protezione civile. Etimos Foundation è stata nominata gestore dei fondi relativi al progetto, individuato dal Comitato dei Garanti come iniziativa prioritaria nel post emergenza a completamento di iniziative primarie attivate nella prima fase.
I risultati ottenuti dal progetto, la policy di trasparenza, il ruolo di garante di Etimos Foundation
Grazie al progetto, che ha una prospettiva temporale di almeno nove anni, in Abruzzo sono stati erogati crediti per 5.046.500 euro da gennaio 2011 ad oggi, per un totale di 248 finanziamenti che hanno permesso l’accesso al credito a soggetti che altrimenti ne sarebbero stati esclusi (famiglie, cooperative, piccole e micro imprese), perché incapaci di offrire le garanzie patrimoniali o personali normalmente richieste dalle banche. Etimos Foundation dunque, oltre che ideatore e coordinatore del progetto, funge da garante (non da soggetto erogatore dei prestiti!). Ben il 90% dell’ammontare finanziato è stato erogato a sostegno della microimpresa, con un’attenzione particolare al segmento delle start-up (pari al 39% delle realtà finanziate). Grazie a una policy molto severa in materia di trasparenza, sono pubblicati online quotidianamente gli aggiornamenti di tutti i dati sulle erogazioni (www.etimedia.org/Microcredito-Abruzzo/Utilizzo-fondi).
«La polemica nata in questi giorni intorno a “Microcredito per l’Abruzzo” è del tutto fuori luogo, ma anche fuori tempo rispetto a un progetto che, operativo ormai da oltre un anno e mezzo, sta dimostrando – numeri alla mano – tutta la propria efficacia sul territorio: abbiamo voluto misurare ogni risultato, compreso il livello di impatto sociale sui beneficiari con un monitoraggio specifico i cui dati saranno resi noti a breve» commenta il presidente di Etimos Foundation Marco Santori, precisando ancora: «Consideriamo il microcredito un autentico strumento di welfare, crescita e sviluppo, lontano da logiche assistenziali e fondamentale non solo in funzione post emergenza, ma anche come sostegno e supporto per affrontare la crisi economica e la stretta del credito. Per questo ci amareggia ancor di più constatare la facilità con cui da parte di alcuni si è messa in dubbio la trasparenza della gestione del nostro progetto: non è stata fatta la minima verifica delle fonti delle informazioni, né si è fatta alcuna distinzione, come sarebbe stato doveroso fare, rispetto alle diverse destinazioni delle risorse in fase di emergenza e post emergenza. È quindi evidente in questa polemica l’intento di strumentalizzare il progetto “Microcredito per l’Abruzzo”. Ringraziamo i pochi che hanno fatto lo sforzo di mettere un po’ d’ordine e si sono curati di fare chiarezza sul progetto e sul microcredito: strumento rispetto al quale – come appare con grande evidenza – c’è ancora tanto bisogno di fare informazione e cultura in Italia».

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