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Amatrice, terremoto dell’Ottobre 1639

Come descritto in “Nuoua, e vera relatione del terribile, e spauentoso terremoto successo nella citta della Matrice, e suo stato, con patimento ancora di Accumulo, e luoghi circonuicini, sotto li 7. del presente mese di Ottobre 1639. Con la morte compassioneuole di molte persone, la perdita di bestiami d’ogni sorte, e con tutto il danno seguito fino al corrente giorno. Con ogni diligenza, e certezza descritta da Carlo Tiberij romano … ” – di Carlo Tiberij Romano – Marciani 1639 (nei manoscritti rari della Biblioteca Casanatense di Roma coll. Bibl. Misc. 367/16)
Una delle cause di mancanza di dati storici in loco, circa l’avo Giustiniano Giustiniani morto a Roccapassa nel 1735 e precedenti, è anche data dal terribile terremoto dell’ottobre 1639 (del 7 grado della scala Mercalli) che distrusse l’intero abitato e probabilmente anche i vecchi registri ecclesiastici.
Ciò è anche documentato da una antica relazione sull’evento che per l’appunto dice “La Rocca distrutta”.
Dopo un evocazione di preghiera, il testimone oculare della tragedia parla di questo terribile terremoto, avventuo nella notte (le nove) del sette ottobre 1639: “… alcuni fuggono, altri si rifuggiano nella Chiesa di S.Domenico presso l’esercito del S.S. Rosario per invocare la protezione della Beata Vergine”. I Signori Alessandro Orsini e consorte, principi di Amatrice, furono costretti a lasciare il loro palazzo e fuggire nella loro villa di campagna della Santa Iusta.
Il relatore stima i danni in 400.000 scudi dell’epoca.
Molti furono i morti sepolti sotto le rovine, il relatore comunque ne cita ufficialmente 35. Anche se narra che la più parte sono rimasti sepolti ed il fetore ed il puzzo è insopportabile.
La scossa più forte durò un quarto d’ora. I danni per le varie frazioni sono elencati nel seguente modo:
Campo Tosto rovinato in parte, S.Martino tutto, Collalto mal tenuto, Pinaca parte, Filetta e Svevocaia tutte, L’abbazia di S. Lorenzo sotto il Vescovado di Ascoli quasi tutta (salvi tutti i frati sottolinea il relatore), Padarga in parte, Cantone Villa solo una casa in piedi, Corva distrutta, Forcella tutta, Capriccio buona parte, Leila poco.
Il 14 ottobre del 1639 alla stessa ora ci fu probabilmente una seconda scossa. Il relatore riporta un nuovo elenco di paesi danneggiati:
Saletta poco, Corsenito quasi tutto, Casale tutto, La Rocca distrutta, Torreto neppure un legno, Colle Baffo solo una casa in piedi, Palsciano buona parte, Santo Iorio tutto sfracassato, Colle Moresco tutto. <brLa Chiesa dei Padri Francescani, La Rocca dei Salli è tutta rovinata. A Cancello dopo Montereale il palazzo del Signorotto locale Ludovico Cerasi e del Digor Gio Paolo Ricci sono completamente distrutti.
L’andamento temporale dei terremoti più forti nell’Appennino umbro-marchigiano è abbastanza irregolare. Ai terremoti distruttivi del 1279, con area epicentrale vicina o addirittura coincidente con quella dei terremoti attuali, si ebbero poi quelli del 1328, 1352 e 1389 in Alta Val Nerina, sono seguiti, secondo i cataloghi, un periodo di attività più ridotta, con pochi terremoti distruttivi: 1458, Alta Val Tiberina, 1599 Cascia ed infine quello di Amatrice dell’ottobre 1639.

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