Archive

Archive for June 3, 2012

“L’arte del piccione”, personale di Giuseppe Fortunato a Sarnano

June 3, 2012 Leave a comment

Sarnano (Macerata) – Mostra personale a cura di YUKI POTENZA & FRANCESCO PIERONI presso lo Space Art the Grottino
Sarnano Italy, Plaza Perfetti,2 . 31 May – 10 June .2012
patronage: Town hall of Sarnano  and  M.M.National Sarnano
you deliver: 3383957 – 3485611975
Giuseppe Fortunato  ( Notaresco, 05 Novembre 1956)
Biografia
Giuseppe Fortunato, pittore scultore designer, inizia la sua carriera artistica nei primi anni ottanta a Notaresco in provincia di Teramo ( suo paese nativo).  Frequenta alcuni artisti Abruzzesi con cui fonda nell’ottantacinque il gruppo Immages, tra questi: Astolfi, Di Febo, Javazzo, Di Monte, Guerrieri. A metà anni novanta si trasferisce con la famiglia nelle Marche in provincia di Macerata dove attualmente vive e lavora, dopo tre decenni di attività artistica dedicati  soprattutto alla ricerca tecnica e stilistica; fino all’opera digitale a cui ha dedicato almeno sei anni di lavoro ( di questo periodo si ricorda nelle sue opere “I Sarchiaponi” ) in questi ultimi tempi ritrova l’Assempaforismo,(che sta per: Assemblaggio emendativo pittorico apodittico fortunato)  un’espressione concettuale basata sull’analisi del rapporto tra materiali, spazi, colori, che aveva segnato il suo lavoro già negli anni ottanta. La sua produzione è stata caratterizzata da vari c
icli, dal primo figurativo dal sapore surreale alle primavere quasi astratte dei primi anni novanta agli allestimenti e alle performance puramente concettuali, in questi ultimi lavori che suggeriscono il suo punto di arrivo, prevalgono “le colate”, colature di smalti su ampi spazi piatti.
Collegamenti esterni
Sito ufficiale  http://www.giuseppefortunato.it
Sito della fondazione http://www.fondazionegiuseppefortunato.it

Allah, la creazione dei deserti

June 3, 2012 Leave a comment

Molti secoli fa, che ci crediate o no, la terra era verde e fresca, migliaia di ruscelli la percorrevano, gli alberi erano ricchi di ogni genere di frutta e gli uomini, che ignoravano il male, vivevano felici senza farsi la guerra. Allah aveva detto agli uomini: “Questo bel giardino è vostro e vostri sono i suoi frutti, dovete però sempre agire con giustizia, altrimenti lascerò cadere un granello di sabbia sulla terra per ogni vostra azione malvagia e un giorno tutto questo verde e tutta questa frescura potrebbero anche sparire“. Per molto tempo tutti si ricordarono di questo monito, ma un brutto giorno due uomini litigarono per il possesso di un cammello e appena la prima parolaccia fu pronunziata, Allah fece cadere sulla terra un granello di sabbia così minuscolo che nessuno se ne accorse. Ben presto i due litiganti dopo le male parole vennero alle mani e gli uomini si accorsero che un mucchietto di sabbia stava crescendo lentamente. Chiesero allora ad Allah di cosa si trattasse e Allah rispose che era il frutto della loro cattiveria e che ogni volta si fosse verificata una cattiva azione, un granello di sabbia sarebbe sceso ad aggiungersi agli altri e forse, un giorno, la sabbia avrebbe coperto la terra. Gli uomini si misero a ridere e pensarono: “Anche se fossimo estremamente malvagi occorrebbero milioni e milioni di anni prima che questa polvere leggera copra la nostra terra e ci possa danneggiare“. Così iniziarono a combattersi gli uni contro gli altri, tribù contro tribù, finchè la sabbia seppellì campi e pascoli, cancellò i ruscelli e spinse le bestie lontano, in cerca di cibo. In questo modo fu creato il deserto e da allora le tribù andarono vagando tra le dune, vivendo in tende, aiutate solo dai cammelli per i lunghi spostamenti, e si portarono nel cuore l’immagine della terra perduta. Anzi, perchè non dimenticassero, Allah volle che ogni tanto si presentasse ai loro occhi l’immagine delle piante e delle acque scomparse. Per questo ogni tanto chi cammina nel deserto, vede cose che non ci sono, tende le braccia per toccarle, ma la visione subito svanisce. Sono come i sogni ad occhi aperti e la gente li chiama Miraggi. Solo dove gli uomini hanno osservato la Legge di Dio ci sono ancora ruscelli e palmeti, e la sabbia non può cancellarli ma li circonda come il mare l’isola. Questi luoghi si chiamano Oasi e gli uomini si fermano per trovare acqua, cibo e riposo, ricordando ogni volta le parole di Allah: “Non trasformate il mio mondo verde in un deserto infinito“.

Favola Araba

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen