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60° TrentoFilmFestivalI Day By Day, giovedì 3 maggio 2012

60° TRENTOFILMFESTIVAL I DAY BY DAY | giovedì 3 maggio 2012
L’alpinista americano Steve House e l’astrofisica Margherita Hack sono i personaggi di questa giornata al TrentoFilmFestival. Steve House, per la prima volta al TrentoFilmfestival sarà l’atteso protagonista della serata in Auditorium dove racconterà il suo alpinismo sulle pareti più impossibili. Margherita Hack invece racconterà al pubblico il legame che nel corso di una vita ha stretto con il suo mezzo di trasporto preferito, la bicicletta. Tra gli appuntamenti in programma anche il Convegno sulla libertà in alpinismo, condotto da Alessandro Gogna e che coinvolgerà alpinisti come Bernard Amy, giuristi, uomini del soccorso alpino, istruttori del CAI, sul tema delle limitazioni sempre più ricorrenti alle attività in montagna, in estate come in inverno: provvedimenti ragionati o colpi di teatro di amministratori in cerca di visibilità? E alla Sosat l’incontro tradizionale tra le generazioni di alpinisti di ieri e di oggi.
GLI EVENTI
Serata alpinistica | Steve House in “Nanga Parbat and beyond” | ore 21.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67
L’ascensione sul versante Rupal del Nanga Parbat: quindici anni di ricerca per Steve House e una pietra miliare nell’alpinismo. Poi un grave incidente e una nuova prospettiva che si apre. Steve House non ama scalare ottomila, è un cacciatore di pareti, smisurate, verticali, difficili, che si possono fermare a sei o settemila metri, sono sconosciute ai più, sono anche molto isolate e una volta che si incomincia a salirle si può contare solo su se stessi. Nella regione himalayana e nel Karakorum pakistano ve ne sono a migliaia, inviolate, aspettano una generazione di alpinisti che come Steve House hanno scelto uno stile leggero e veloce per affrontarle. Reinhold Messner lo considera l’alpinista americano “ il miglior alpinista di alta quota al mondo” e ne ammira il modo in cui affronta le montagne. Il suo nome è entrato nelle cronache alpinistiche nei primi anni del nuovo millennio, scalate nelle Alpi, nelle catene di Canada e Alaska, in Karakorum e Himalaya. E’ diventato da prima pagina nel 2005, con la salita in stile alpino, lungo una nuova linea diretta, della parete Rupal sul versante sud est Nanga Parbat, la più alta parete del mondo (un dislivello di 4500 metri), insieme a Vince Anderson in soli sette giorni. Questa salita gli è valsa il Piolet d’Or nel 2006, l’Oscar per l’alpinismo. Proprio la salita di questa parete, a coronamento di una ricerca durata 15 anni, oggi considerata una pietra miliare dell’alpinismo moderno è al centro della serata che Steve House proporrà al pubblico del TrentoFilmfestival che lo ospita per la prima volta. Nella seconda parte invece House ripercorre una pagina particolarmente drammatica della sua carriera: la caduta, nel marzo del 2010, durante l’ascensione al Monte Temple una cima delle Canadian Rockies nel Parco nazionale di Banff. Una caduta di 25 metri arrestata da una cengia che avrebbe potuto avere conseguenze mortali. Ma la guarigione ha rappresentato per lui la scoperta di una nuova prospettiva. Un anno dopo l’incidente, nella primavera del 2011 Steve House era ai piedi della parete ovest del Makalu
Emozioni tra le pagine | “La mia vita in bicicletta” di Margherita Hack, Ed. Ediciclo | ore 21.30
Teatro Cuminetti, via Santa Croce
La celebre astrofisica dialoga con Alberto Faustini e con garbata ironia ripercorre la sua vita al ritmo di dolci pedalate.
Margherita Hack
Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettraledi molte categorie di stelle. Conclusi gli studi superiori classici si iscrive nel 1943 alla facoltà di Fisica all’Università di Firenze dove si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili condotta presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale inizia a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca. Nel 1954 ottiene la libera docenza in Astronomia e inizia la sua attività di divulgatrice scientifica. Inizia a collaborare con università straniere: l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l’Università di Città del Messico. Nel 1964 diviene professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l’Istituto di Fisica teorica dell’Università di Trieste. In qualità di professore ordinario assume l’incarico della direzione dell’Osservatorio astronomico. La sua gestione durerà per più di vent’anni, fino al 1987. Ha alternato la stesura di testi scientifici universitari, alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato “Stellar Spettroscopy”, scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista “L’Astronomia” di cui è tuttoggi direttore. Nel 1980 ha ricevuto il premio “Accademia dei Lincei”. Margherita Hack è membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.
GLI INCONTRI
MontagnAmbiente | Cinema Giovani 2012 | ore 8.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67 “
Concorso video di opere realizzate da scuole superiori, università e gruppi giovanili dedicate alla montagna, all’ambiente e all’energia. Organizzato dal Comitato del Trentino U.I.S.P.
Salotto letterario | “Arrampicare nella Valle del Sarca” di Heinz Grill, Ed. Idea Montagna | ore 10.00
Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera
L’esperienza del ritmo dell’arrampicata sulle pareti e sulle rocce della Valle del Sarca. La Valle del Sarca è considerata la “valle del sole”. Grazie al particolare clima, all’esposizione solare delle sue pareti, all’eccellente qualità della sua roccia è frequentatissima dagli arrampicatori di tutto il mondo. Il tedesco Heinz Grill, negli ultimi 10 anni, ha segnato linee che prima non erano state viste nemmeno dagli alpinisti trentini attrezzando le pareti in modo da renderle piacevoli e sicure. La guida, pubblicata in italiano, inglese e tedesco, contiene la relazione di 60 vie. Ma non solo. Ognuna di esse ha una storia, ha un significato, a volte intimo, a volte in armonia con l’ambiente circostante. Una guida quindi da leggere, consultare e… arrampicare.
Heinz Grill è nato in maggio 1960 a Soyen vicino a Wasserburg, presso il Chiemsee. Maestro spirituale e alpinista, ha aperto numerosi tracciati di arrampicata sportiva in Valle del Sarca dove oggi risiede.
Convegno | “Libertà in alpinismo” | ore 15.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Una discussione aperta sul tema della “libertà” nell’alpinismo e nell’arrampicata e sui tentativi di limitarla da parte dei legislatori e degli amministratori locali. La stampa dedica particolare attenzione agli incidenti che accadono nel corso di attività alpinistiche, con valutazioni spesso superficiali e toni critici che hanno una certa presa sull’uomo della strada ed anche sull’opinione di molti amanti della montagna; persino di qualche alpinista un po’ distratto. È così che, a livello parlamentare o di autorità locali, può nascere la tentazione di ridurre la libertà di azione nel campo dell’alpinismo.
Accrescere la propria visibilità e ridurre i fastidi sono le motivazioni più ovvie di queste tentazioni, che hanno facile presa sull’opinione pubblica delle società più sviluppate. Queste sono sempre più lontane dal rapporto con la natura che implica non solo piaceri, ma anche sofferenze, fatiche e rischi. C’è una bella espressione francese per questo tipo di società: la “société sécuritaire”. In questa pullulano gli “esperti di sicurezza”, che fanno leva sulle sue paure. Gli alpinisti debbono reagire, non fosse che per i fondamentali principi di libertà a cui si ispirano le civiltà democratiche. L’Osservatorio per la Libertà in Montagna sarà un gruppo consultivo e operativo, riconosciuto e appoggiato dal CAI, che si occuperà di realizzare una rete di persone, distribuite sul territorio nazionale, che stano all’erta nei confronti di qualsiasi tentativo di limitare la libertà di accesso ai terreni di alpinismo e arrampicata ed la libertà di rischiare, tipicamente effettuati da legislatori e amministratori locali. Gran parte della rete sarà costituita dalle Sezioni del CAI (più di 400). Le informazioni saranno inviate al Comitato di Gestione, che reagirà attraverso i mezzi di informazione, un’azione nei confronti delle autorità pubbliche e di soggetti privati nonché con iniziative politiche ma apartitiche per mezzo del “Gruppo di Amici della Montagna” del nostro Parlamento. Una delle attività principali dell’Osservatorio sarà quella di monitorare l’opinione pubblica riguardo ai problemi della sicurezza e dell’alpinismo e di far giungere alla collettività un’informazione corretta su questi problemi e sui valori dell’alpinismo.
I partecipanti ed i temi che saranno affrontati:
Alessandro Gogna, coordinatore. Carlo Zanantoni. CAAI, la tematica in generale e i suoi aspetti internazionali. È essenziale la rapida costituzione di un Comitato di Gestione snello e agile, che si appoggi ad un reticolo di Delegati designati da varie sezioni del CAI. Primo ovvio compito è quello di capire e far capire: capire che cosa l’uomo della strada pensa del rischio in alpinismo e fargli capire se/dove sbaglia. Poi prepararsi a rintuzzare iniziative lesive della libertà tramite i media e l’attività politica. Maurizio Dalla Libera. Libertà in alpinismo e Scuole di Alpinismo. La montagna deve restare un luogo di libera frequentazione senza norme di legge che regolano i comportamenti e senza obbligo di patenti per chi frequenta le aree non controllate. I responsabili del CAI sono chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti al fine di evitare ogni intervento limitativo nell’uso degli spazi di montagna Carlo Caccia, giornalista. L’eternamente tormentato rapporto tra l’alpinismo e i media (generalisti e non), tra l’avventura vissuta e il suo racconto (o commento) da parte di chi non solo non ne è stato protagonista ma anche, in qualche caso, non è in grado di capirla. Così, agli occhi di molti, l’alpinista (in senso purtroppo lato) resta o un eroe che combatte per un ideale ultraterreno o un pazzo temerario (da legare?) più o meno aspirante al suicidio. Bernard Amy, alpinista. presenterà i lavori compiuti recentemente in Francia in favore delle libertà di accesso alla montagna e del riconoscimento sociale dei valori dell’alpinismo. Gino Comelli. La libertà in alpinismo e il soccorso alpino. Evoluzione del Soccorso Alpino, da quando ci si arrangiava fino al tempo attuale in cui basta digitare tre numeri. Possibilità sempre maggiore che il soccorso alpino da valore ideale venga considerato solamente un “servizio” pubblico. Carlo Bonardi. Libertà di alpinismo e aspetti legali. In particolare, esporrà i fondamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione del diritto e della prassi in Italia negli ultimi decenni, a suo parere negativamente e per influenza del mercato.
Salotto letterario | “Aree protette alpine: ruoli, esperienze, prospettive” di AA.VV., curatore Cesare Lasen, Ed. ETS | 17.00 Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera Panoramica che delinea luci ed ombre dello stato attuale delle aree protette alpine. Partecipano Cesare Lasen e Claudio Ferrari
Cesare Lasen
E’ nato a Feltre (BL), nella frazione omonima, il 13 gennaio 1950. Biologo, il suo interesse preminente è sempre stato rivolto alla botanica, in particolare floristica, fitosociologia, geobotanica. In seguito si è occupato anche di studi ecologici e applicativi, con particolare attenzione ai problemi della tipologia forestale, dei prati e di tutti gli habitat Natura 2000. Membro della Commissione Paritetica per l’istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ne è stato il primo Presidente, dal 1993 al 1998. È stato componente della Giunta della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali con la quale collabora attualmente nell’ambito della segreteria tecnica.
Prima a … Roccabruna | Tor de Géants® | ore 18.00 Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24 La più lunga e spettacolare gara di corsa in montagna ai piedi dei quattro giganti della Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Partecipano Fabrizio Pistoni autore di Elogio del limite, Ed. Ediciclo e Stefano Torrione autore di Il giro dei giganti, Edizioni Sime Books. Modera l’incontro Laura Ciarallo, giornalista del TG5
Fabrizio Pistoni
Fabrizio Pistoni è uno dei 179 concorrenti arrivati al traguardo della prima edizione del Tor des Géants® nel 2010. In questo libro Fabrizio racconta la sua emozionante avventura durata 108 ore, 51 minuti e 49 secondi, per un 20 ° posto finale. Vero racconto di gara, il monologo trasmette i sentimenti e le sensazioni provate dall’autore: la fatica e la sofferenza, ma anche l’emozione data da paesaggi mozzafiato in una montagna a volte aspra ma bellissima. La gara diventa un pretesto per raccontare la fatica e tutte le diverse risorse utilizzate per non mollare fino alla linea del traguardo. Fabrizio Pistoni è di nuovo iscritto al Tor des Géants® del prossimo mese di settembre.
Stefano Torrione
fotografo ufficiale della gara nel 2010 e 2011. Stefano Torrione è il fotografo ufficiale del Tor des Géants® fin dalla sua prima edizione nel 2010. Il suo libro conduce sulle due Alte Vie che con un percorso ad anello percorrono la Valle d’Aosta al ritmo dei trailers, in un viaggio non convenzionale nel cuore di questa splendida regione. 240 pagine di foto, di aneddoti raccontati da Paola Pignatelli e di illustrazioni firmate da Monica Parussolo danno vita, passo dopo passo, alle sue due prime edizioni.
Incontro alpinistico | Cordate nel futuro | ore 18.00 Sede della SOSAT, via Malpaga, 17 Generazioni vecchie e nuove di alpinisti si ritrovano insieme nella sede della Sosat. Il progetto “Cordate nel futuro”, nato nel 1998 come stimolo all’incontro fra vecchie e nuove generazioni nell’universo alpino, e dal 2006 affiancato dal “Chiodo d’oro Sosat”, avrà anche quest’anno il tradizionale spazio all’interno del Filmfestival di Trento. E’ un’occasione che si ripete ormai da tredici anni per richiamare attorno alla Sosat – la Sezione Operaia della SAT – quel mondo alpinistico che sa trasmettere esperienze a chi in questo mondo vuole entrare. Il tutto nello spirito della Sosat che intende la montagna non soltanto come alpinismo, ma anche come cultura, amore per il territorio e per l’ambiente, come solidarietà e spirito collettivo. Della Commissione incaricata di assegnare il Chiodo d’Oro fanno parte le g.a. Maurizio Giordani, Marco Furlani, Andrea Zanetti, Walter Vidi, l’accademico Bruno Menestrina, i giornalisti Fabrizio Torchio e Toni Cembran. Il premio sarà assegnato ad “un alpinista polivalente per attività e passione che siano protratte nel tempo, tali da diventare esempio e insegnamento per i giovani”.
Premiazione | Entra nella storia di Coppa delle Dolomiti… | ore 19.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Premiazione ufficiale della 20a edizione della Coppa e del concorso fotografico per la copertina della ventunesima edizione. La Coppa delle Dolomiti è il più prestigioso circuito scialpinistico italiano, che nel 2012 è giunta alla 20° edizione. Il Comitato organizzatore ha indetto tra tutti gli appassionati un concorso fotografico per individuare l’immagine ufficiale dell’edizione del 2013, ma l’incontro diventerà anche momento ufficiale per la premiazione della 20a edizione della Coppa.
Interviste storiche | Mountain Story | ore 17.00
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ENEL<<REWIND
Kay Rush intervista: Chris Sharma (57° TFF, 2009) Silvia Vidal (56° TFF, 2008) Ermanno Salvaterra (56° TFF, 2008) Su gentile concessione di Mountainetwork – PlanetMountain
Film 58° TrentoFilmfestival | Asgard Jamming | ore 18.30
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ASGARD JAMMING di Sean Villanueva O’Driscoll Belgio, 2009 – 54′ Premio del Pubblico Alpinismo e Premio “Mario Bello” 58° TrentoFilmfestival 2010 v.o. con sottotitoli italiani Cinque grandi arrampicatori con un obiettivo comune: scalare la parete nord-ovest del monte Asgard. Su gentile concessione del Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI
INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA
E’ possibile visionare le interviste realizzate da MOUNTAINBLOG ai protagonisti del 60° TrentoFilmfestival, sull’event blog dedicato all’evento http://www.mountainblog.it/trentofestival/ o sul sito del TrentoFilmfestival http://www.trentofestival.it
L’Ufficio Stampa è a disposizione per concordare interviste ai protagonisti del TrentoFilmfestival presso la Sala Stampa (Foyer Auditorium S. Chiara), previa richiesta a Chiara Caliceti (334/6933176).

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