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Archive for May 3, 2012

Dalida, venticinque anni dalla morte suicida

‘La vita mi è insopportabile’, questo fu l’ultimo messaggio della famosa cantante che morì suicida il 3 maggio del 1987, seguendo le tragiche orme del suo amato morto anni prima, anch’egli suicida, Luigi Tenco, con il quale visse un amore burrascoso e sofferto. Prima di quella triste data del 1987, Dalida aveva già provato a suicidarsi nel 1967 a solo un mese di distanza dalla morte di Tenco. Quella di Dalida fu una vita tormentata fra molti altalenamenti divisa fra trionfi, sofferenze affettive e profonda depressione. La bravura, la bellezza e la sensibilità di questa cantante ancor oggi riesce ad emozionare i suoi fan e le nuove generazioni che non ebbero il privilegio di conoscerla.

Fonte: AGS Cosmo

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Marguerite Yourcenar, mito e cultura in Marocco

May 3, 2012 Leave a comment

La grande e irraggiungibile scrittrice belga, Marguerite Yourcenar, resta per me un mito. Ho scritto qualche riga nel post relativo al film che è stato girato un paio di anni fa a Ouarzazate e non ancora uscito nelle sale,  sull’imperatore Adriano e Antinoo. “Memorie di Adriano“, il Libro. Lo conobbi intorno agli anni ’80, grazie ad un erudito amico/collega che rivolgendomi una domanda a proposito della mia conoscenza su questo scritto e ricevendo una negazione come risposta, mi disse:” Non è un libro, è il Libro“. Da quel momento in poi questo splendido diario/romanzo è parte della mia vita, così come tutti gli altri libri della Yourcenar. La sua vita è stata un romanzo, a volte misteriosa e inarrivabile.È da qualche mese che cerco di ripercorrere il suo viaggio in Marocco e le biografie sono veramente scarne di informazioni e a volte incomplete. In tutte si parla di un suo viaggio in Marocco nel 1981, in compagnia del suo ultimo giovane compagno, Jerry Wilson; partirono per questo lungo viaggio il 22 gennaio 1981, qualche giorno dopo il suo ingresso alla Académie Française. Il viaggio si proponeva di visitare l’Algeria, il Marocco, la Spagna e il Portogallo. A Taroudant, tra il 5 e l’11 marzo 1981, la Yourcenar scrisse una postfazione a quel capolavoro che si chiama “Anna, soror..“, nella raccolta “Come l’acqua che scorre“. Mi trovo, quando rileggo questo splendido libro, a fantasticare sulla scrittrice, intenta nella stesura della postfazione, su qualche terrazzo della medina di Taroudant, immersa nella luce e nella atmosfera del Marocco, assorta nei suoi pensieri. Il secondo viaggio in Marocco, nel 1987, anno della sua morte, con Christian Dumais – Lvowski, e il fotografo Saddri Derradji. Nessuna biografia ne fa cenno. E grazie ad alcuni scritti del fotografo Deeradji che si può risalire ai 12 giorni trascorsi in Marocco dalla Yourcenar. La scrittrice visitò diverse città come Taroudant, Essaouira e Féz, uscendo generalmente il mattino presto e la sera, al tramonto del sole, per evitare il grande caldo del pomeriggio. Il fotografo descrive alcuni anedotti di quelle giornate vissute accanto alla scrittrice, come l’ilarità che suscitava quando parlava in un francese da “banlieue” (periferia), come lo definiva la Yourcenar. Il fotografo era di origini algerine, non parlava l’arabo e manteneva una pronuncia francese non propriamente perfetta, e questo faceva sorridere e divertire la scrittrice. O quando, alle porte del deserto incontrarono dei pastori, dei giovani ragazzi che accompagnavano ai miseri pascoli le loro pecore; la Yourcenar si fermò e volle vedere da vicino gli animali, gli accarezzò e ne abbracciò qualcuno. Alla sera poi ebbe un incontro con un signore che le propose di assistere ad una festa religiosa musulmana, una festa segreta, che si svolgeva abitualmente in privato, lontano dagli occhi di sconosciuti. Ovviamente la Yourcenar fu molto attratta da questa proposta ma quando poi il signore gli spiegò che avrebbe “mangiato dell’ottimo montone” allo spiedo la scrittrice, in maniera molto charmant, rispose: “I montoni.., i montoni io gli abbraccio, io non li mangio, signore“.
Molte fotografie vennero scattate durante il suo soggiorno in Marocco; alcune di queste ritraggono la scrittrice che si protegge dal sole e dalla sabbia del deserto con i suoi famosi scialli. Quasi una sorta di touareg traspare da quelle immagini e come sfondo, delle antiche medine. In una di queste medine un giovane marocchino si propose, spontaneamente, di essere la sua guida perchè aveva capito che il gruppo si era perso nei meandri dei vicoli. Una fotografia in particolare è impressa nei ricordi di Derradji e ritrae la scrittrice in compagnia di alcune donne marocchine intente a sistemare dei fiori. Sembrerebbe una fotografia costruita ma non lo è affatto. Nel patio dell’Hotel la Yourcenar appare sorridente e sempre serena. Tutte le immagini di questo viaggio sono racchiuse in un libro di Christian Dumais – Lvowski, “La Promesse du seuil“, dove si restituiscono le circostanze dell’incontro tra la Yourcenar e Lvowski in terra marocchina. Questa recita intimista offre una panoramica attenta della scrittrice nelle sue manifestazioni di vita quotidiana, lavorando al suo ultimo libro, inquieta sui destini del mondo. Lo stesso Lvowski avrebbe dovuto accompagnare la Yourcenar in Asia, alla fine del 1987, ma la morte della scrittrice, il 17 dicembre 1987, pose fine al progetto. Le fotografie di questo libro (disponibile su Amazon.com) sono tutte di Saddri Derradji, ultimo testimone di una grande passione della Yourcenar: il viaggio come scoperta.
“Tutto è già stato vissuto e rivissuto migliaia di volte dagli scomparsi che portiamo dentro le nostre fibre, cosi’ come portiamo in esse le migliaia di esseri che un giorno saranno“.
Marguerite Yourcenar

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“La voce della musica”, esposizione del Museo Tibaldo di Trissino a ViArt

In occasione del festival Vicenza Jazz, un viaggio all’interno della storia dei mezzi della comunicazione audio, video e musicale
Fino al 13 maggio a ViArt
Da una grande passione per il collezionismo nasce il Museo Tibaldo. Una passione coltivata da Giancarlo Tibaldo, che in oltre quarant’anni ha messo insieme un tesoro fatto di oltre 10.000 pezzi perfettamente funzionanti, della storia dei mezzi della comunicazione audio – video – musicale, della scienza e della tecnica.
In tutti questi anni ha raccolto e custodito con cura un patrimonio di portata internazionale, che spiega l’evoluzione della comunicazione in oltre 200 anni di storia. L’industria per la costruzione dei piani a cilindro nasce nel Novarese e si espande via via in molte altre parti del paese.
Fra i primi nomi di particolare evidenza furono: i Fratelli Ottina Pellandi di Novara; De Vecchi di San Michele (VR); Martelletti di Casale Monferrato, ecc.
Agli inizi furono costruiti i piani a sedia con caratteristiche simili ai piani a coda, pesavano circa 45 Kg ed erano trasportati a tracolla dai suonatori ambulanti assieme ad un cavalletto sul quale venivano appoggiati. Questi strumenti a seconda delle varie regioni prendevano definizioni diverse: ad esempio a Napoli erano chiamati “pianini”, in Lombardia e Francia “organetti da barberia”, nel Veneto “verticali”, in altri luoghi semplicemente “organi” o “pianole”.
Si passò presto alla costruzione dei piani a cilindro verticali, dotati di leva a mano e successivamente di motore a manovella.
Per il cambio dei brani musicali in un primo momento si ricorreva ad un perno che nel 1970 circa venne sostituito da una leva che comandava una camme a volte chiamata lumaca. Il nuovo sistema consentiva di poter scegliere con una certa rapidità, attraverso l’indicazione di un numero, il brano musicale che si desiderava ascoltare.
Contemporaneamente in Germania ed in Austria si cercavano soluzioni alternative in direzione di organi a cilindro o ad armadio funzionanti con sistema a pesi o a molla. Nei primi anni del 1900 i cilindri vennero completati con l’aggiunta del suono delle campane, della batteria, delle nacchere e dei mandolini. Strumenti così complessi venivano noleggiati o venduti ai gestori di locali pubblici.
Questo genere di industria continuò a svilupparsi fino ai primi anni ’20 ma a partire dal 1877 con l’invenzione del fonografo e successivamente del grammofono, il destino di uno dei più romantici degli strumenti musicali, attorno al quale oltre un secolo di vita sociale era trascorsa, era praticamente segnato.
Orari di apertura:
Martedì, giovedì, sabato e domenica: 10:00-12:30; 15:00-19:00
Mercoledì, venerdì: 15:00-19:00
ingresso libero

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“Ornitologia Italiana” di Pierandrea Brichetti, Gruppo Perdisa Editore

Pierandrea Brichetti
ORNITOLOGIA ITALIANA
Atlante fotografico
Prezzo euro 40,00 // Pagg. 360
Isbn 978-88-8372-586-9
630 immagini a colori
Uscita Luglio 2012
Durante la fiera sarà possibile prenotare il nuovo volume della collana di Ornitologia Italiana a euro 32,00 anzichè euro 40,00.
Il libro
Una panoramica di straordinaria completezza delle più belle immagini scattate dai fotografi italiani maggiormente accreditati che doveva chiudere la collana di Ornitologia Italiana, ma che a gran richiesta viene pubblicata ora, a precedere i volumi 8, in corso di pubblicazione, e 9 in preparazione.
Un compendio prestigioso, indispensabile e di grande fascino all’opera in dieci volumi che costituisce la summa dell’Ornitologia italiana. Oltre 600 scatti preziosi in gran parte inediti che testimoniano la vita degli uccelli nei loro ambienti naturali, suddivisi nelle sezioni: voli, interazioni, atmosfere, alimentazione, curiosità.
Un libro imperdibile per gli ornitologi ed i birdwatchers che conoscono Ornitologia Italiana, ma anche per gli appassionati della natura e della fotografia.
L’autore
Pierandrea Brichetti, bresciano, è ornitologo di professione. Autore di oltre 200 lavori scientifici su riviste italiane e estere, e di numerosi libri e manuali, è stato membro del Progetto Atlante Italiano, direttore del Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO), coordinatore del Gruppo Ricerche Avifauna (GRA),. Segretario della Commissione Ornitologica Italiana. Numerose le sue collaborazioni a programmi televisivi.
I fotografi
Nello Alberti, Svetlana Aleksandrova, Lorenzo Angelini, Giovanni Aquaro, Adriano Balanzoni, Fabio Ballanti, Saverio Barchiesi, Antonio Barisani, Marco Basso, Enrico Benussi, Maurizio Bonora, Armando Bottelli, Luca Bracci, Roberto Brembilla, Pierandrea Brichetti, Alberto Canobbio, Stefania Capelli, Andrea Ciaccio, Roberto Cobianchi, Marco Colombo, Gianni Conca, Carlo Alberto Conti, Roberta Corsi, Davide D’Amico, Giangaetano Dalle Vedove, Mirco Dalprà, Fabio Damiani, Fabio Damonte, Adriano De Faveri, Bruno Dentesani, Valerio Desideri, Matteo Di Nicola, Alberto Fantoni, Luca Fantoni, Carlo Fietta, Giuseppe Fiorella, Marco Fortunato, Franco Fratini, Carlo Galliani, Fabio Gardosi, Saverio Gatto, Giuliano Gerra, Alain Ghignone, Giulio Giuffra, Nunzio Grattini, Francesco Grazioli, Antonio Iannibelli, Juza, Michele Lamberti, Stefano Laurenti, Roberto Lerco, Cristiano Liuzzi, Nicola Maraspini, Mi lko Marchetti, Daniele Marini, Fabrizio Moglia, Alessandra Morgillo, Attilio Mutti, Moreno Nalin, Stefano Nanni, Gaetano Nava, Lodovico Oldani, Marco Pagani, Roberto Parmiggiani, Giuseppe Passacantando, Guido Perdisa, Paolo Piazza, Luigi Piccirillo, Fabrizio Polinelli, Danilo Porta, Roberto Ragno, Maurizio Ravasini, Gianfranco Sala, Roberto Savioli, Chiara Scandolara, Luigi Sebastiani, Maurizio Sighele, Francesco Sottile, Emanuele Stival, Sandro Tessoni, Aldo Tonelli, Rosalino Torretta, Antonello Turri, Giuseppe Varano, Glauco Vicario, Edoardo Viganò, Michele Viganò, William Vivarelli, Franca Zagnoli, Andrea Zampatti, Roberto Zappaterra.

deSidera Teatro&Territorio 2012, X Edizione 29 aprile-13 ottobre 2012

deSidera Teatro&Territorio 2012
in memoria di Benvenuto Cuminetti
X Edizione 29 aprile-13 ottobre 2012
deSidera compie dieci anni.
Appare utile volgere lo sguardo e la memoria ai primi passi della rassegna e ricordare come Benvenuto Cuminetti, mosso dalla volontà – che aveva il sapore della scommessa – di restituire la dimensione del sacro al mondo del teatro, decise di promuovere in città e in provincia un piccolo Festival dedicato proprio al teatro sacro.
Se deSidera ha avuto successo in questi anni è stato proprio grazie al suo rapporto intenso con il territorio a cui da sempre si rivolge, fatto di parrocchie e di amministrazioni che, spesso unendo le forze, promuovono gli eventi nel proprio Comune.
La relazione con il territorio in dieci anni si è trasformata: non più solo spettacoli che la Fondazione Bernareggi propone alla comunità ma veri e propri progetti teatrali che comuni o parrocchie sempre più spesso chiedono di costruire, insieme alla direzione del Festival, per valorizzare alcuni momenti forti della vita, religiosa ma anche civile, della loro comunità.
Non è un caso che deSidera si sia presentato per il 2012 con una preziosa anticipazione dedicata al tempo di Quaresima: un percorso sulla Passione di Cristo ambientato nelle chiese dedicate al martirio di sant’Alessandro, proprio nell’intento di restituire alla città una riflessione sul dolore di Cristo e della Madonna, che possa prendere avvio dai luoghi cari alla devozione bergamasca.
Numerosi gli altri progetti speciali previsti per l’edizione 2012: tra gli altri, quello dedicato al Santuario della Cornabusa, luogo per eccellenza della devozione mariana, alle cui vicende è ispirato lo spettacolo Per quell’acerbo dolore in cui le storie di fede dei “piccoli uomini” si intrecciano alla grande storia della grotta della Cornabusa.
Gran parte degli spettacoli di deSidera 2012 sono i vincitori del Festival di Lucca I Teatri del Sacro (2011), come La storia di Ruth, in scena il 24 giugno a Clusone, che narra con grazia le vicende di Noemi e di Ruth, suocera e nuora che provano sulla loro pelle la difficile condizione dell’essere straniero.
Come ogni anno, nel Festival c’è posto anche per il teatro comico: Lazzaro vieni fuori e Parabole di un clown, anch’essi spettacoli vincitori de I Teatri del Sacro.
deSidera è orgoglioso di ospitare ancora una volta Lucilla Giagnoni che porta a Bergamo la chiusura della sua trilogia dedicata alla “spiritualità”: dopo Vergine Madre (deSidera 2010) e Big Bang (deSidera 2011), Apocalisse indaga sul vero significato della Fine.
Quest’anno la Fondazione Bernareggi si occupa anche del pubblico. Grazie al Progetto MyDrama-azione di formazione del pubblico teatrale, di cui la Fondazione Bernareggi è partner insieme all’Università di Bergamo e al Teatro Donizetti, verranno promosse alcune attività sul territorio finalizzate a presentare lo spettacolo e a far incontrare gli attori con il pubblico.

“In Sudafrica: Round About Township”, sintesi fotografica di Pino Ninfa al ViArt

Dal 27 aprile al 13 maggio, al piano nobile di ViArt, in contra’ del Monte, Pino Ninfa presenta una sintesi fotografica molto efficace del suo lungo rapportarsi con il mondo del jazz ma soprattutto di quello che lui stesso definisce come il progetto di “raccontare la musica”.
La fotografia e la pittura hanno un diverso rapporto con l’ambiente che ci circonda: la prima può riprodurlo esattamente, la seconda lo imita o addirittura sceglie altri territori, quelli dell’immaginario, della trasformazione del reale in simbolico, della pura astrazione dalle forme, della semantica del colore. Ma cosa succede quando il fotografo sceglie di seguire, almeno in parte, il pensiero pittorico? La risposta ci arriva da  queste immagini di Pino Ninfa, nelle quali emergono in filigrana diverse suggestioni provenienti dal mondo della pittura, che indirizzano la sua ricerca verso una concezione dell’immagine assolutamente singolare e poetica. Proprio l’ultimo aspetto, lo porta a trasformare lo scatto in azione artistica, in poesia visiva, persino quando la fotografia è pensata come un prezioso documento di costume. In sostanza, dagli scatti riceviamo un racconto generale coniugato alla storia personale dell’autore, alla sua sensibilità, che diventano la guida interiore di un intreccio narrativo in cui le storie degli altri passano attraverso il filtro di una visone esterna, di una soggettività di pensiero che, appunto, è particolarmente legata al mondo della pittura. Non stupisce così di incontrare la memoria di Caravaggio nell’uso della luce, che rende nobili e maestose povere case e miseri sobborghi, o il gusto per le scene di vita quotidiana così vicino al realismo ottocentesco. E colpisce anche l’astrazione di alcuni scatti chiaramente legati all’idea cromatica della pittura di Rothko, nel quale il reale svanisce pur essendo minuziosamente evidenziato. Fotografia e pittura, racconto e poesia, oggettivo e soggettivo trovano dunque un loro incontro nel lavoro di Pino Ninfa, ricordandoci che la fotografia è un’autentica arte visiva.
Maurizio Franco
Ogni viaggio è un tentativo di approdo, un salire e scendere da qualche parte, un volgere lo sguardo e a volte trovare una storia che ti viene incontro per essere catturata o si allontana perché non hai energie giuste per affrontarla.
Incontri tra i quali preferisco quelli silenziosi dove uno sguardo incontra un altro senza bisogno di parole, dove si sente il passare del tempo furtivo lungo il tramonto delle township, dove al calar della sera le ombre sono le compagne preferite delle luci delle case.
E allora il suono del vento di insidia attraverso le baracche, interrotto qui e là da musiche assordanti e da televisori squillanti. Le persone si aggirano fra le case avvolte da un nero che le rende silouette contro un cielo dal blu infinito, dove il giorno lascia il posto alla notte.
Storie all’insegna di note misteriose che viaggiano con i ritmi del cuore.
Insieme alle township la città segue il suo ritmo, pare essere avvolta da una mantra (Capetown) o da una frenesia simile al free jazz (Johannesburg).
Io attraverso passando da un estremo all’altro e raccolgo le storie che incontro.
Pino Ninfa
Orari di apertura:
Martedì, giovedì, sabato e domenica: 10:00-12:30; 15:00-19:00
Mercoledì, venerdì: 15:00-19:00 
ingresso libero
Domenica 6 maggio 
ViArt, ore 18
Dire poesia: la poetessa Natalia Molebatsi (Sudafrica)
incontra la fotografia di Pino Ninfa. Con Simone Serafini (basso)
 

“Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”, 17° Edizione Vicenza Jazz… concerti di venerdì 4 maggio

17° Edizione
4-12 maggio 2012
“Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”
COMUNICATO STAMPA
Concerti di venerdì 4 maggio
Teatro Olimpico, ore 21
Reijseger-Fraanje-Sylla Trio
Ernst Reijseger (violoncello), Mola Sylla (voce, xalam, kalimba),
Harmen Fraanje (pianoforte)
Trilok Gurtu Band
Trilok Gurtu (batteria, percussioni, voce), Roland Cabezas (chitarra),
Carlo Cantini (violino, melodica tastiera), Andy Suzuki (sax, flauto, tastiera),
Johann Berby (basso el.), Mukti Shri (kathak, danza, voce)
Panic Jazz Cafè Trivellato, Basilica Palladiana
ore 21:30
Gallucci-Tondo-Fongaro-Cogo Quartet
Antonio Gallucci (sax), Emanuele Tondo (pianoforte),
Alessando Fongaro (contrabbasso), Massimo Cogo (batteria)
ore 22:30
Marco Tamburini Trio
Marco Tamburini (tromba, live electronics), Stefano Onorati (pianoforte, sintetizzatore, live electronics), Stefano Paolini (batteria, live electronics)
The Jazz Travellers
Pietro Tonolo (sax), Paolo Birro (pianoforte),
Lorenzo Conte (contrabbasso), Emanuele Maniscalco (batteria)
La diciassettesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz esordisce venerdì 4 maggio con un poker di concerti: due eventi principali al Teatro Olimpico e altri due negli spazi della Basilica Palladiana dove quest’anno è allestito il Panic Jazz Cafè Trivellato, la zona jazz club del festival. Un avvio a pieno ritmo per il festival vicentino, che proseguirà poi sino al 12 maggio con la programmazione principale e ancora sino al 15 maggio con gli epiloghi del Panic Jazz Cafè Trivellato, proponendo al pubblico cittadino e ai numerosi visitatori oltre un centinaio di concerti.
Il Teatro Olimpico è dunque la cornice per l’inaugurazione di Vicenza Jazz 2012. Qui (con inizio alle ore 21) si esibiranno il trio formato da Ernst Reijseger (violoncello), Mola Sylla (voce, xalam, kalimba) e Harmen Fraanje (pianoforte) e quindi, a seguire, l’attesa band di uno dei più celebri percussionisti a livello mondiale, l’indiano Trilok Gurtu. Con Gurtu, che ci trasporterà direttamente nel cuore di uno dei temi caratterizzanti del festival, la musica improvvisata dell’estremo oriente, suoneranno Roland Cabezas (chitarra), Carlo Cantini (violino, melodica tastiera), Andy Suzuki (sax, flauto, tastiera), Johann Berby (basso el.) e Mukti Shri (kathak, danza, voce).
Al Panic, il Gallucci-Tondo-Fongaro-Cogo Quartet farà da apertura della serata (ore 21:30), in attesa delle esibizioni principali. A partire dalle ore 22:30 sul palco nella Basilica Palladiana saliranno infatti il trio ‘elettronico’ del trombettista Marco Tamburini (col pianista Stefano Onorati e il batterista Stefano Paolini) e i Jazz Travellers, ovvero Pietro Tonolo (sax), Paolo Birro (pianoforte), Lorenzo Conte (contrabbasso) ed Emanuele Maniscalco (batteria).
Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2012 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, con il concorso della Fondazione Cariverona, con la partecipazione dell’associazione Panic Jazz Club, il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Confcommercio Vicenza e molti altri sponsor fra i quali Aquila Corde.
Il trio che riunisce Ernst Reijseger, Mola Sylla e Harmen Fraanje si è formato nel 2008. Il repertorio del concerto comprende canzoni africane, cantate in wolof, la lingua nativa del cantante senegalese Mola Sylla, e composizioni di Ernst Reijseger e Harmen Fraanje, create per i due ultimi film del celebre regista Werner Herzog: My Son, My Son, What Have You Done e Cave of Forgotten Dreams.
Ernst Reijseger (nato nel 1954) vantava ormai una carriera ultraventennale quando registrò il disco in solo Colla Parte (Winter & Winter, 1998): fu l’inizio di una lunga e proficua collaborazione con l’etichetta tedesca, i cui risultati hanno decisamente contribuito a dare notevole visibilità internazionale a Reijseger. In bilico tra jazz d’avanguardia e musica contemporanea, il violoncellista olandese riesce ad avvincere l’ascoltatore con le sinuose linee del suo strumento e con sonorità di arcana bellezza.
Le collaborazioni principali di Reijseger la dicono lunga sul suo approccio futurista alla musica: Derek Bailey, Michael Moore, Gerry Hemingway, Misha Mengelberg e l’ICP Orchestra. Numerosi i trii di cui ha fatto parte, dall’Amsterdam String Trio all’Arcado String Trio. Ma probabilmente quello più memorabile rimane il Trio Clusone con Moore e Han Bennink.
L’apertura stilistica di Reijseger gli ha permesso di suonare in contesti trasversali, coinvolgendo artisti classici (come Yo-Yo Ma) o più legati alle musiche etniche (come Trilok Gurtu e Mola Sylla). Si è dedicato spesso anche alla musica per il cinema, realizzando tra l’altro colonne sonore anche per due film di Werner Herzog.
A Trilok Gurtu bastano le tabla per portarvi in giro per il mondo con il suo vorticare di ritmi. Se poi gli concedete un intero set di percussioni, allora vi farà allibire con il suo travolgente virtuosismo.
Nato a Bombay nel 1951, Gurtu ha sviluppato la più incredibile tecnica percussiva e l’ha poi condivisa con artisti di ogni provenienza geografica ed estrazione stilistica. Il suo esuberante colorismo ritmico è un vero marchio di fabbrica nelle situazioni musicali più vicine alla sua formazione indiana. La musica di Gurtu è un punto di incontro tra cultura orientale e occidentale: la world music pare l’habitat più naturale per il percussionista, che comunque non si tira indietro davanti al jazz, il rock, il pop. Fu John McLaughlin a metterne per primo in risalto il talento. Poi, arrivarono innumerevoli altri artisti desiderosi di incrociare i propri assolo coi beat poliritmici di Gurtu: Don Cherry, Jan Garbarek, Joe Zawinul, Pat Metheny, Ralph Towner, Andy Summers dei Police, Larry Coryell, Gilberto Gil… Gurtu vanta anche diverse collaborazioni con celebri cantanti italiani: Ivano Fossati, Marina Rei e, recentemente, Adriano Celentano.
Il trio di Marco Tamburini esplora le molteplici possibilità di contaminazione tra il linguaggio jazzistico e un repertorio che fagocita la world music, il pop internazionale, la musica colta contemporanea. Ma l’elemento più caratterizzante è l’ampio sfruttamento delle risorse dell’elettronica. Per Tamburini è un vero balzo fuori dalla sua identità più nota, quella di trombettista nel solco della tradizione hard-bop. Ma le sue abituali frequentazioni del trombettista in ambito pop e classico dovrebbero averci insegnato quanto sappia essere versatile. Al suo fianco, in questa inusuale formazione priva di basso, troviamo l’affiatata coppia ritmica formata dal pianista Stefano Onorati e dal batterista Stefano Paolini.
Il trio si esibisce spesso anche affiancato da un quartetto d’archi, situazione che esalta la componente colta e contemporanea della musica.
I Jazz Travellers traggono la loro forza dalla profonda conoscenza reciproca che lega i componenti della band, accomunati dalla passione per la più genuina tradizione jazzistica e il repertorio che la rappresenta.
Paolo Birro e Pietro Tonolo suonano in duo da diversi anni; la loro collaborazione è documentata dai dischi Simbiosi (Splasc(h), 1995) e Autunno (Egea, 2001). Assieme a Lorenzo Conte, Birro ha avuto modo di accompagnare importanti jazzisti italiani e stranieri in innumerevoli occasioni: insieme hanno suonato fra l’altro nel CD Spring Jazz Trio con Eliot Zigmund e nei due CD realizzati dal gruppo Jazz Breakers. Completa il quartetto Emanuele Maniscalco, musicista che sa esprimere il proprio straordinario talento sia nel ruolo di pianista sia, come in questo caso, in quello di batterista.
Il repertorio dei Jazz Travellers comprende brani originali e la rivisitazione di alcuni standard.
INFORMAZIONI:
Assessorato alla Cultura – Ufficio Festival
Palazzo del Territorio, Levà degli Angeli, 11 Vicenza
Tel.: 0444 221541 – 0444 222101
Fax: 0444 222155
e-mail: info@vicenzajazz.org
web: http://www.vicenzajazz.org
Direzione artistica festival: Riccardo Brazzale
Direzione artistica Panic Jazz Cafè Trivellato: Luca Berton
Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217 e-mail: dancecchini@hotmail.com
BIGLIETTI:
concerto al Teatro Olimpico
intero: 25,00 euro + d.p.
ridotto: 20,00 euro + d.p.
ABBONAMENTI:
ABBONAMENTO A TUTTI I CONCERTI AL TEATRO OLIMPICO
intero: 75 euro
ridotto: 60 euro
ABBONAMENTO A TUTTI I CONCERTI AL TEATRO COMUNALE
intero: 60,00 euro
ridotto: 45,00 euro
ABBONAMENTO A TUTTI GLI SPETTACOLI (Teatro Comunale + Teatro Olimpico)
intero: 120 euro
ridotto: 95 euro
Riduzioni valide per giovani fino ai 30 anni, over 60, associazioni culturali musicali, Touring Club Italiano, dipendenti Comune di Vicenza, dipendenti AIM
PREVENDITE:
Biglietteria del Teatro Comunale
viale Mazzini, 39 – Vicenza – tel. 0444.324442 – fax 0444.236336
dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; il martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13.00
On-line: http://www.tcvi.it
Sportelli della Banca Popolare di Vicenza
Giorno dello spettacolo: alla biglietteria del teatro da un’ora prima dell’inizio della rappresentazione (senza diritto di prevendita)
INGRESSO LIBERO
– concerti Panic Jazz Cafè Trivellato

30^ Bellaria Film Festival, inaugurazione con “Confessions of an Eco-Terrorist” di Peter Jay Brown

L’ANTEPRIMA ITALIANA DI “CONFESSIONS OF AN ECO-TERRORIST” DI PETER JAY BROWN INAUGURA LA 30^ EDIZIONE DEL BELLARIA FILM FESTIVAL
Il film è presentato insieme al Biografilm Festival di Bologna.
L’anteprima italiana di “Confessions of an Eco-Terrorist” dell’attivista americano Peter Jay Brown inaugura la 30^ edizione del Bellaria Film Festival. La proiezione è presentata insieme al Biografilm Festival di Bologna e sancisce l’inizio della collaborazione tra le due manifestazioni emiliano-romagnole.
La proiezione fa parte della rassegna “Panorama internazionale” curata in partnership dalle due kermesse. In programma ci sono sei documentari di produzione internazionale, tra cui molti in anteprima italiana: film incentrati su temi universali, come la pena di morte, l’ambiente e i diritti umani, che saranno proiettati prima a Bellaria e poi a Bologna.
“Confessions of an Eco-Terrorist “non è un tipico documentario sull’ambiente.
Peter Jay Brown offre allo spettatore una prospettiva, spesso ironica, talvolta comica, della vita a bordo della nave del capitano Paul Watson e della sua organizzazione, la Sea Shepherd Conservation Society.
Un’associazione di veri e propri ribelli del mare che si autodefiniscono “terroristi ecologici”, dediti alla salvaguardia della fauna marina. Fondata nel 1977, la Sea Sherphed Conservation Society ha contribuito alla creazione del movimento verde.
Tutte le informazioni sono scaricabili dal sito http://www.bellariafilmfestival.org
Il Bellaria Film Festival è promosso dal Comune di Bellaria Igea Marina con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini.
Media partner: Il Ruggito del Coniglio, RaiRadioDue, RaiRadioTre, Audiodoc, Cinemaitaliano.info, Movieplayer.it, Comingsoon TV, Luce Cinecittà, Fred Film Radio.

Bellaria Film Festival, seconda edizione del concorso Cortoconiglio

 BELLARIA FILM FESTIVAL: IL CONIGLIO TORNA A RUGGIRE

“Un pensiero d’amore” il tema della seconda edizione del concorso Cortoconiglio
Per la trentesima edizione del Bellaria Film Festival, che si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno 2012, torna la popolarissima trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 Il Ruggito del Coniglio.
Antonello Dose e Marco Presta condurranno la puntata mattutina del 1 giugno in diretta dal Cinema Teatro Astra di Bellaria. Protagonista sarà il pubblico del festival che parteciperà alla diretta radiofonica.
A grande richiesta dopo il successo dello scorso anno ritorna a Bellaria anche CORTOCONIGLIO, concorso curato dalla redazione de Il Ruggito del Coniglio che sarà dedicato a cortometraggi della durata massima di 3 minuti sul tema “Un pensiero d’amore”. I corti dovranno pervenire in formato dvd entro e non oltre il 18 maggio 2012 al seguente indirizzo:
Concorso Cortoconiglio – Bellaria Film Festival
c/o Biblioteca Comunale A. Panzini
Viale Paolo Guidi 108 (Isola dei Platani)
47814 Bellaria Igea Marina (RN)
Una selezione dei corti che meglio interpretano lo spirito del concorso verranno presentati durante la serata di inaugurazione del festival, giovedì 31 maggio, dove Antonello Dose e Marco Presta assegneranno, insieme ad una giuria popolare, il premio CORTOCONIGLIO 2012. Il corto vincitore verrà pubblicato anche sulla pagina rai.tv.
l Ruggito del coniglio, al suo diciassettesimo anno di programmazione, continua ad ispirarsi agli avvenimenti politici, di cronaca e di costume offerti dall’attualità.
I due conduttori, con la loro sottile ironia, tracciano un quadro satirico e divertente dei nostri tempi coadiuvati, nel loro intento, dalla curatrice del programma Angelica Scianò e dagli artisti Max Paiella, Attilio Di Giovanni e Giancarlo Ratti con i loro amati personaggi.
Dal lunedì al venerdì, rigorosamente in diretta, i microfoni si aprono alle storie di vita quotidiana del pubblico, invitato a raccontarsi e mettersi in gioco rispondendo ai temi legati ai fatti del giorno.
Un intimo confessionale – un milione circa di ascoltatori al giorno e più di 100mila fan su Facebook – in cui emergono vizi e virtù degli italiani.
Il Bellaria Film Festival è promosso dal Comune di Bellaria Igea Marina con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini.
Media partner: Il Ruggito del Coniglio, RaiRadioDue, RaiRadioTre, Audiodoc, Cinemaitaliano.info, Movieplayer.it, Comingsoon TV, Luce Cinecittà, Fred Film Radio.
Il bando di concorso è visibile e scaricabile dal sito http://www.bellariafilmfestival.org

60° TrentoFilmFestivalI Day By Day, giovedì 3 maggio 2012

60° TRENTOFILMFESTIVAL I DAY BY DAY | giovedì 3 maggio 2012
L’alpinista americano Steve House e l’astrofisica Margherita Hack sono i personaggi di questa giornata al TrentoFilmFestival. Steve House, per la prima volta al TrentoFilmfestival sarà l’atteso protagonista della serata in Auditorium dove racconterà il suo alpinismo sulle pareti più impossibili. Margherita Hack invece racconterà al pubblico il legame che nel corso di una vita ha stretto con il suo mezzo di trasporto preferito, la bicicletta. Tra gli appuntamenti in programma anche il Convegno sulla libertà in alpinismo, condotto da Alessandro Gogna e che coinvolgerà alpinisti come Bernard Amy, giuristi, uomini del soccorso alpino, istruttori del CAI, sul tema delle limitazioni sempre più ricorrenti alle attività in montagna, in estate come in inverno: provvedimenti ragionati o colpi di teatro di amministratori in cerca di visibilità? E alla Sosat l’incontro tradizionale tra le generazioni di alpinisti di ieri e di oggi.
GLI EVENTI
Serata alpinistica | Steve House in “Nanga Parbat and beyond” | ore 21.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67
L’ascensione sul versante Rupal del Nanga Parbat: quindici anni di ricerca per Steve House e una pietra miliare nell’alpinismo. Poi un grave incidente e una nuova prospettiva che si apre. Steve House non ama scalare ottomila, è un cacciatore di pareti, smisurate, verticali, difficili, che si possono fermare a sei o settemila metri, sono sconosciute ai più, sono anche molto isolate e una volta che si incomincia a salirle si può contare solo su se stessi. Nella regione himalayana e nel Karakorum pakistano ve ne sono a migliaia, inviolate, aspettano una generazione di alpinisti che come Steve House hanno scelto uno stile leggero e veloce per affrontarle. Reinhold Messner lo considera l’alpinista americano “ il miglior alpinista di alta quota al mondo” e ne ammira il modo in cui affronta le montagne. Il suo nome è entrato nelle cronache alpinistiche nei primi anni del nuovo millennio, scalate nelle Alpi, nelle catene di Canada e Alaska, in Karakorum e Himalaya. E’ diventato da prima pagina nel 2005, con la salita in stile alpino, lungo una nuova linea diretta, della parete Rupal sul versante sud est Nanga Parbat, la più alta parete del mondo (un dislivello di 4500 metri), insieme a Vince Anderson in soli sette giorni. Questa salita gli è valsa il Piolet d’Or nel 2006, l’Oscar per l’alpinismo. Proprio la salita di questa parete, a coronamento di una ricerca durata 15 anni, oggi considerata una pietra miliare dell’alpinismo moderno è al centro della serata che Steve House proporrà al pubblico del TrentoFilmfestival che lo ospita per la prima volta. Nella seconda parte invece House ripercorre una pagina particolarmente drammatica della sua carriera: la caduta, nel marzo del 2010, durante l’ascensione al Monte Temple una cima delle Canadian Rockies nel Parco nazionale di Banff. Una caduta di 25 metri arrestata da una cengia che avrebbe potuto avere conseguenze mortali. Ma la guarigione ha rappresentato per lui la scoperta di una nuova prospettiva. Un anno dopo l’incidente, nella primavera del 2011 Steve House era ai piedi della parete ovest del Makalu
Emozioni tra le pagine | “La mia vita in bicicletta” di Margherita Hack, Ed. Ediciclo | ore 21.30
Teatro Cuminetti, via Santa Croce
La celebre astrofisica dialoga con Alberto Faustini e con garbata ironia ripercorre la sua vita al ritmo di dolci pedalate.
Margherita Hack
Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettraledi molte categorie di stelle. Conclusi gli studi superiori classici si iscrive nel 1943 alla facoltà di Fisica all’Università di Firenze dove si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili condotta presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale inizia a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca. Nel 1954 ottiene la libera docenza in Astronomia e inizia la sua attività di divulgatrice scientifica. Inizia a collaborare con università straniere: l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l’Università di Città del Messico. Nel 1964 diviene professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l’Istituto di Fisica teorica dell’Università di Trieste. In qualità di professore ordinario assume l’incarico della direzione dell’Osservatorio astronomico. La sua gestione durerà per più di vent’anni, fino al 1987. Ha alternato la stesura di testi scientifici universitari, alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato “Stellar Spettroscopy”, scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista “L’Astronomia” di cui è tuttoggi direttore. Nel 1980 ha ricevuto il premio “Accademia dei Lincei”. Margherita Hack è membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.
GLI INCONTRI
MontagnAmbiente | Cinema Giovani 2012 | ore 8.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67 “
Concorso video di opere realizzate da scuole superiori, università e gruppi giovanili dedicate alla montagna, all’ambiente e all’energia. Organizzato dal Comitato del Trentino U.I.S.P.
Salotto letterario | “Arrampicare nella Valle del Sarca” di Heinz Grill, Ed. Idea Montagna | ore 10.00
Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera
L’esperienza del ritmo dell’arrampicata sulle pareti e sulle rocce della Valle del Sarca. La Valle del Sarca è considerata la “valle del sole”. Grazie al particolare clima, all’esposizione solare delle sue pareti, all’eccellente qualità della sua roccia è frequentatissima dagli arrampicatori di tutto il mondo. Il tedesco Heinz Grill, negli ultimi 10 anni, ha segnato linee che prima non erano state viste nemmeno dagli alpinisti trentini attrezzando le pareti in modo da renderle piacevoli e sicure. La guida, pubblicata in italiano, inglese e tedesco, contiene la relazione di 60 vie. Ma non solo. Ognuna di esse ha una storia, ha un significato, a volte intimo, a volte in armonia con l’ambiente circostante. Una guida quindi da leggere, consultare e… arrampicare.
Heinz Grill è nato in maggio 1960 a Soyen vicino a Wasserburg, presso il Chiemsee. Maestro spirituale e alpinista, ha aperto numerosi tracciati di arrampicata sportiva in Valle del Sarca dove oggi risiede.
Convegno | “Libertà in alpinismo” | ore 15.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Una discussione aperta sul tema della “libertà” nell’alpinismo e nell’arrampicata e sui tentativi di limitarla da parte dei legislatori e degli amministratori locali. La stampa dedica particolare attenzione agli incidenti che accadono nel corso di attività alpinistiche, con valutazioni spesso superficiali e toni critici che hanno una certa presa sull’uomo della strada ed anche sull’opinione di molti amanti della montagna; persino di qualche alpinista un po’ distratto. È così che, a livello parlamentare o di autorità locali, può nascere la tentazione di ridurre la libertà di azione nel campo dell’alpinismo.
Accrescere la propria visibilità e ridurre i fastidi sono le motivazioni più ovvie di queste tentazioni, che hanno facile presa sull’opinione pubblica delle società più sviluppate. Queste sono sempre più lontane dal rapporto con la natura che implica non solo piaceri, ma anche sofferenze, fatiche e rischi. C’è una bella espressione francese per questo tipo di società: la “société sécuritaire”. In questa pullulano gli “esperti di sicurezza”, che fanno leva sulle sue paure. Gli alpinisti debbono reagire, non fosse che per i fondamentali principi di libertà a cui si ispirano le civiltà democratiche. L’Osservatorio per la Libertà in Montagna sarà un gruppo consultivo e operativo, riconosciuto e appoggiato dal CAI, che si occuperà di realizzare una rete di persone, distribuite sul territorio nazionale, che stano all’erta nei confronti di qualsiasi tentativo di limitare la libertà di accesso ai terreni di alpinismo e arrampicata ed la libertà di rischiare, tipicamente effettuati da legislatori e amministratori locali. Gran parte della rete sarà costituita dalle Sezioni del CAI (più di 400). Le informazioni saranno inviate al Comitato di Gestione, che reagirà attraverso i mezzi di informazione, un’azione nei confronti delle autorità pubbliche e di soggetti privati nonché con iniziative politiche ma apartitiche per mezzo del “Gruppo di Amici della Montagna” del nostro Parlamento. Una delle attività principali dell’Osservatorio sarà quella di monitorare l’opinione pubblica riguardo ai problemi della sicurezza e dell’alpinismo e di far giungere alla collettività un’informazione corretta su questi problemi e sui valori dell’alpinismo.
I partecipanti ed i temi che saranno affrontati:
Alessandro Gogna, coordinatore. Carlo Zanantoni. CAAI, la tematica in generale e i suoi aspetti internazionali. È essenziale la rapida costituzione di un Comitato di Gestione snello e agile, che si appoggi ad un reticolo di Delegati designati da varie sezioni del CAI. Primo ovvio compito è quello di capire e far capire: capire che cosa l’uomo della strada pensa del rischio in alpinismo e fargli capire se/dove sbaglia. Poi prepararsi a rintuzzare iniziative lesive della libertà tramite i media e l’attività politica. Maurizio Dalla Libera. Libertà in alpinismo e Scuole di Alpinismo. La montagna deve restare un luogo di libera frequentazione senza norme di legge che regolano i comportamenti e senza obbligo di patenti per chi frequenta le aree non controllate. I responsabili del CAI sono chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti al fine di evitare ogni intervento limitativo nell’uso degli spazi di montagna Carlo Caccia, giornalista. L’eternamente tormentato rapporto tra l’alpinismo e i media (generalisti e non), tra l’avventura vissuta e il suo racconto (o commento) da parte di chi non solo non ne è stato protagonista ma anche, in qualche caso, non è in grado di capirla. Così, agli occhi di molti, l’alpinista (in senso purtroppo lato) resta o un eroe che combatte per un ideale ultraterreno o un pazzo temerario (da legare?) più o meno aspirante al suicidio. Bernard Amy, alpinista. presenterà i lavori compiuti recentemente in Francia in favore delle libertà di accesso alla montagna e del riconoscimento sociale dei valori dell’alpinismo. Gino Comelli. La libertà in alpinismo e il soccorso alpino. Evoluzione del Soccorso Alpino, da quando ci si arrangiava fino al tempo attuale in cui basta digitare tre numeri. Possibilità sempre maggiore che il soccorso alpino da valore ideale venga considerato solamente un “servizio” pubblico. Carlo Bonardi. Libertà di alpinismo e aspetti legali. In particolare, esporrà i fondamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione del diritto e della prassi in Italia negli ultimi decenni, a suo parere negativamente e per influenza del mercato.
Salotto letterario | “Aree protette alpine: ruoli, esperienze, prospettive” di AA.VV., curatore Cesare Lasen, Ed. ETS | 17.00 Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera Panoramica che delinea luci ed ombre dello stato attuale delle aree protette alpine. Partecipano Cesare Lasen e Claudio Ferrari
Cesare Lasen
E’ nato a Feltre (BL), nella frazione omonima, il 13 gennaio 1950. Biologo, il suo interesse preminente è sempre stato rivolto alla botanica, in particolare floristica, fitosociologia, geobotanica. In seguito si è occupato anche di studi ecologici e applicativi, con particolare attenzione ai problemi della tipologia forestale, dei prati e di tutti gli habitat Natura 2000. Membro della Commissione Paritetica per l’istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ne è stato il primo Presidente, dal 1993 al 1998. È stato componente della Giunta della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali con la quale collabora attualmente nell’ambito della segreteria tecnica.
Prima a … Roccabruna | Tor de Géants® | ore 18.00 Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24 La più lunga e spettacolare gara di corsa in montagna ai piedi dei quattro giganti della Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Partecipano Fabrizio Pistoni autore di Elogio del limite, Ed. Ediciclo e Stefano Torrione autore di Il giro dei giganti, Edizioni Sime Books. Modera l’incontro Laura Ciarallo, giornalista del TG5
Fabrizio Pistoni
Fabrizio Pistoni è uno dei 179 concorrenti arrivati al traguardo della prima edizione del Tor des Géants® nel 2010. In questo libro Fabrizio racconta la sua emozionante avventura durata 108 ore, 51 minuti e 49 secondi, per un 20 ° posto finale. Vero racconto di gara, il monologo trasmette i sentimenti e le sensazioni provate dall’autore: la fatica e la sofferenza, ma anche l’emozione data da paesaggi mozzafiato in una montagna a volte aspra ma bellissima. La gara diventa un pretesto per raccontare la fatica e tutte le diverse risorse utilizzate per non mollare fino alla linea del traguardo. Fabrizio Pistoni è di nuovo iscritto al Tor des Géants® del prossimo mese di settembre.
Stefano Torrione
fotografo ufficiale della gara nel 2010 e 2011. Stefano Torrione è il fotografo ufficiale del Tor des Géants® fin dalla sua prima edizione nel 2010. Il suo libro conduce sulle due Alte Vie che con un percorso ad anello percorrono la Valle d’Aosta al ritmo dei trailers, in un viaggio non convenzionale nel cuore di questa splendida regione. 240 pagine di foto, di aneddoti raccontati da Paola Pignatelli e di illustrazioni firmate da Monica Parussolo danno vita, passo dopo passo, alle sue due prime edizioni.
Incontro alpinistico | Cordate nel futuro | ore 18.00 Sede della SOSAT, via Malpaga, 17 Generazioni vecchie e nuove di alpinisti si ritrovano insieme nella sede della Sosat. Il progetto “Cordate nel futuro”, nato nel 1998 come stimolo all’incontro fra vecchie e nuove generazioni nell’universo alpino, e dal 2006 affiancato dal “Chiodo d’oro Sosat”, avrà anche quest’anno il tradizionale spazio all’interno del Filmfestival di Trento. E’ un’occasione che si ripete ormai da tredici anni per richiamare attorno alla Sosat – la Sezione Operaia della SAT – quel mondo alpinistico che sa trasmettere esperienze a chi in questo mondo vuole entrare. Il tutto nello spirito della Sosat che intende la montagna non soltanto come alpinismo, ma anche come cultura, amore per il territorio e per l’ambiente, come solidarietà e spirito collettivo. Della Commissione incaricata di assegnare il Chiodo d’Oro fanno parte le g.a. Maurizio Giordani, Marco Furlani, Andrea Zanetti, Walter Vidi, l’accademico Bruno Menestrina, i giornalisti Fabrizio Torchio e Toni Cembran. Il premio sarà assegnato ad “un alpinista polivalente per attività e passione che siano protratte nel tempo, tali da diventare esempio e insegnamento per i giovani”.
Premiazione | Entra nella storia di Coppa delle Dolomiti… | ore 19.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Premiazione ufficiale della 20a edizione della Coppa e del concorso fotografico per la copertina della ventunesima edizione. La Coppa delle Dolomiti è il più prestigioso circuito scialpinistico italiano, che nel 2012 è giunta alla 20° edizione. Il Comitato organizzatore ha indetto tra tutti gli appassionati un concorso fotografico per individuare l’immagine ufficiale dell’edizione del 2013, ma l’incontro diventerà anche momento ufficiale per la premiazione della 20a edizione della Coppa.
Interviste storiche | Mountain Story | ore 17.00
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ENEL<<REWIND
Kay Rush intervista: Chris Sharma (57° TFF, 2009) Silvia Vidal (56° TFF, 2008) Ermanno Salvaterra (56° TFF, 2008) Su gentile concessione di Mountainetwork – PlanetMountain
Film 58° TrentoFilmfestival | Asgard Jamming | ore 18.30
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ASGARD JAMMING di Sean Villanueva O’Driscoll Belgio, 2009 – 54′ Premio del Pubblico Alpinismo e Premio “Mario Bello” 58° TrentoFilmfestival 2010 v.o. con sottotitoli italiani Cinque grandi arrampicatori con un obiettivo comune: scalare la parete nord-ovest del monte Asgard. Su gentile concessione del Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI
INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA
E’ possibile visionare le interviste realizzate da MOUNTAINBLOG ai protagonisti del 60° TrentoFilmfestival, sull’event blog dedicato all’evento http://www.mountainblog.it/trentofestival/ o sul sito del TrentoFilmfestival http://www.trentofestival.it
L’Ufficio Stampa è a disposizione per concordare interviste ai protagonisti del TrentoFilmfestival presso la Sala Stampa (Foyer Auditorium S. Chiara), previa richiesta a Chiara Caliceti (334/6933176).