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Archive for April 23, 2012

“I falò dell’autunno” di Irène Némirovsky, Adelphi Edizioni

April 23, 2012 Leave a comment
Irène Némirovsky
I falò dell’autunno
Traduzione di Laura Frausin Guarino
Biblioteca Adelphi
2012, pp. 238
isbn: 9788845926747
Al centro di questo romanzo c’è un sogno: quello in cui, poche ore prima di morire, la vecchia nonna della protagonista vede se stessa prendere per mano la nipote e insieme a lei attraversare vasti campi in cui ardono dei falò: «“Vedi,” le diceva “sono i falò dell’autunno; purificano la terra, la preparano per nuove semine. Voi siete giovani. Nella vostra vita, questi grandi falò non hanno ancora cominciato ad ardere. Si accenderanno. Devasteranno molte cose …”». Così sarà: come molti altri della sua generazione, dalle atrocità della Grande Guerra il «piccolo eroe» Bernard Jacquelain è stato trasformato in un «lupo» avido di piaceri e di denaro, cinico e disincantato, e unicamente attratto dal mondo luccicante dei faccendieri, degli affaristi, dei politici corrotti. A niente servirà la presenza dolcissima della giovane moglie: lui ha voglia di avventure, e di quella mediocre vita piccoloborghese non ha che farsene. Ma il fuoco di molti incendi verrà a devastare i campi della sua vita: un amore sordido, una débacle finanziaria, un’al­tra guerra, un lutto atroce. Solo allora Bernard capirà che cosa vuole davvero – e saprà che da quel cumulo di ceneri può nascere una vita nuova.

Marrakech, islamisti contro la danza orientale

April 23, 2012 Leave a comment

Il Festival Internazionale di Danza Orientale che doveva tenersi a Marrakech, è stato annullato ieri per ragioni di « sicurezza », dopo molte polemiche dovute alla partecipazione di danzatrici israeliane. “Ho annullato il Festival perchè non ho avuto nessuna autorizzazione e ho avuto paura per la mia sicurezza”, ha dichiarato Simona Guzman (nella foto), produttrice del Festival che era previsto il 10 maggio prossimo, per il secondo anno consecutivo. Questo aut-aut arriva dopo un inizio di mobilizzazione guidato dai deputati del PJD, partito filo-islamico al Governo, e da alcune associazioni pro-palestinesi, contrari al Festival e alle danzatrici israeliane. La produttrice turca ha criticato fortemente “il nuovo modo di accogliere in Marocco”, riferendosi al clima che circonda l’avvenimento ma senza menzionare il governo Benkirane. Già l’anno scorso le associazioni pro-Palestina presenti in Marocco avevano duramente criticato l’edizione ma non era stata annullata. Secondo gli organizzatori la manifestazione sarà spostata in Grecia dove sono previsti oltre 18 paesi partecipanti tra cui la Russia, l’Inghilterra, i Paesi Bassi o ancora il Giappone. La prima edizione, datata 2010, era stata organizzata in Turchia, ad Istambul. Marrakech dunque rinuncerà a questo Festival che ovviamente, manco a dirlo, sarebbe servito ad attirare in città tutti gli appassionati di danza orientale, creando fatturato alberghiero e all’indotto turistico. Grazie ai filo-islamisti e a Mr. Benkirane. Sempre peggio da queste parti.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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“Riflessi di un punto di vista”, personale di Elena Cambria allo Spazioriginale di Milano

April 23, 2012 Leave a comment

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ELENAPARTE
Riflessi di un punto di vista
Vernissage: mercoledì 23 maggio dalle ore 18.30
Orari mostra: da giovedì 24 a sabato 26 maggio h.11.00-18.00
c/o Spazioriginale, via Savona 55/A 20144, Milano
www.spazioriginale.com
L’arte, per essere pura, deve essere libera, ovvero non sottostare a nessun dogma o regola di sorta, in modo da rispecchiare l’anima dell’artista. Elena Cambria, con le sue fotografie, vi riesce alla perfezione.
Le sue immagini sono automatismo psichico puro prive di ogni sorta di fotoritocco. Fotografa seguendo il dettato visivo del suo istinto, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica. Appena “sente” la foto, come presa da un raptus, scatta, cogliendo un particolare che gli altri non noterebbero, pezzi di realtà che, “guardando oltre lo specchio”, il suo terzo occhio riesce a carpire.
Le opere presenti allo Spazioriginale di Milano sono la testimonianza visiva di numerosi viaggi effettuati negli ultimi tre anni. “Catturate” in diverse parti del mondo.
Elena Cambria, attraverso la sua mostra fotografica, vuole offrire a coloro che interverranno il viaggio di un punto di vista. Le persone invitate lasceranno fuori dalla porta d’ingresso ogni preconcetto semiologico, facendosi guidare in un percorso fatto di riflessi e di colori, dove ciò che conta non è il reale, ma l’essenza.
In questa esposizione l’arbitrario si tramuta in razionale, evocando una realtà altra e lasciando un segno nell’immaginario. Con le sue fotografie infatti, Elena Cambria ci comunica ciò che prova nell’istante preciso in cui ferma il mondo in uno scatto fotografico.
Elena Cambria è nata l’11 maggio 1985 a Milano, da origini siciliane, romane ed abruzzesi.
Attratta fin da piccola dal cosmo artistico e comunicativo, è cresciuta con la passione per la poesia, la scrittura ed i viaggi.
Si è laureata in lingue e letterature straniere vivendo tre anni tra Spagna e Portogallo.
Nel 2010 pubblica un libro di poesie, “Ridicola-mente”, con la casa editrice Albatros.
Negli ultimi due anni ha continuato a far scorrere lo spazio, lavorando e viaggiando in America Latina, dove contemplare ed osservare sono divenuti una maniera di alimentarsi.
Quello che era puro istinto è diventato una passione; dal colpo d’occhio, ha imparato ad estrarre un dettaglio dal reale e ad evidenziarlo attraverso il suo punto di vista, fotografando.
“Dipingo con il riflesso della realtà.”
Elena Cambria
Ogni forma d’arte efficace non è quella che si limita ad illustrare, rappresentare l’immediata visibilità del reale, così come appare al puro sguardo. La fotografia di Elena Cambria è autentica espressione poetica – quindi credibile, concreta ed efficace –, in quanto crea in ogni quadro di luce una nuova dimensione di senso a partire dalla realtà contemplata. La verità dell’immagine artistica della Cambria risiede nella partenza continua dal primo grado di visione del mondo. Dunque, Elena parte ad ogni approdo e cambia le carte che serve allo sguardo con l’intento genuino di destare l’occhio, sollecitato a cogliere nuove configurazioni dinamiche, in cui la realtà effettiva si incontra e  si fonde con i suoi stessi riflessi, per generare un nuovo autonomo spettacolo poetico.