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Lyuba, cucciolo di mammut centro di nuove attenzioni

Scoperto circa 5 anni fa il cucciolo di Mammut, chiamato Lyuba, è tornato a far parlare di sé. Si tratta di un reperto inestimabile risalente a più di 42000 anni fa di un esemplare di genere femminile. Con tutta probabilità il piccolo scivolò in un pantano di fango e li trovò la sua morte per asfissia, il tutto accadeva nella lontana Era Glaciale. L’esemplare è talmente ben conservato che nel suo stomaco si trovano ancora tracce del latte materno. Il piccolo mammut è stato esposto al Field Museum di Chicago e fino al 10 maggio invece potrà essere visto presso l’IFC Mall di Hong Kong e in seguito farà un vero e proprio tour con tappe in Cina, Indonesia, Singapore e Taiwan. La scoperta di Lyuba è già in sé per sé straordinaria, ma ci sono dei particolari salienti quanto importantissimi di cui tener conto, così come ha spiegato Galina Karzanova, curatrice del Museum Salekhard: “Il tronco del piccolo mammut è completamente intatto, il che è molto raro visto che si tratta delle parte più fragile dell’animale ma anche la pelle e le orecchie risultano ancora quasi del tutto integre. Ma ciò che di più interesse per gli scienziati è che alcuni organi interni come l’intestino sono ben conservati”. Attualmente alcuni ricercatori e maggiori scienziati di fama internazionale tra i quali: Alexei Tikhonov, direttore del Museo Zoologico e Vice Direttore dell’Accademia russa di Scienze Zoologiche prevedono di riportare in vita i mammut inseminando nell’utero di un elefante indiano una cellula recuperata e facendola generare, risalendo cosi non solo alla morfologia del reperto, ma anche all’ambiente dell’Era Glaciale. Se la sperimentazione dovesse aver successo, non si possono prevedere le conseguenze, né per la madre elefantessa e né per il futuro nascituro. Le associazioni animaliste ritengono questo esperimento assolutamente poco entusiasmante.

Loredana Marangi

Fonte: AGS Cosmo

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