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Archive for April 14, 2012

Fattacci e Carrocci, Bossi’s Family ruba e altri pagano

Grandi manovre di pulizie primaverili all’interno del partito della Lega Nord. Il tornado di vergogna e ruberia che li ha travolti ultimamente deve davvero aver fatto dei danni rilevanti, scoprendo così vizi e viziacci di figli e figliocci. Vien fuori che il buon Renzo Von Trota e family affina, s’intascavano a man bassa i soldini derivanti dai finanziamenti pubblici del partito godendo di una vita agiata oltre che ben pagata anche dalla carica di consigliere regionale della Lombardia del primogenito. Lo scandalo messo in atto dalle ammissioni dell’ex tesoriere padano, Lusi, dell’autista della Bossi’s family che fungeva da corriere del denaro per il figliol poco prodigo ma assolutamente ben remunerato del Senatur, hanno travolto i guerrieri padani in un insolito destino di vergogna reale prima e di finto riscatto poi. E dunque la corrente marron-padana che incalzava negli ultimi anni affinché gli venisse assegnato uno strapotere fino a quel momento relegato al patron Umberto, ne ha approfittato con lo stile e la classe tipica del suo leader emergente e scalpitante. È iniziata dunque la caccia alle streghe e la prima a cadere nella rete e forse sarà anche l’unica, è stata la vice senatrice Rosi Mauro, rea, secondo la Lega ‘ripulita’, di aver intascato dei soldi non suoi. In realtà i quattrini devoluti all’unica donna di potere della Lega, non erano stati intascati da lei personalmente ma erano delle devoluzioni che evidentemente il partito aveva elargito per finanziare il sindacato padano da lei stessa voluto. Ma la Rosi Mauro con altrettanta evidenza, dava fastidio a qualcuno, poi se ci si aggiunge che è una donna e per lo più che ha un potere e poi è una persona con natali ‘terroni’, ecco lì che il gioco è fatto. Chi meglio di lei poteva rappresentare il volto della strega infamante e malefica nella Lega nord? Partito che fra l’altro è sempre stato noto per le sue posizioni maciste e maschiliste, basta ricordare che ‘la Lega ce l’ha duro’ la quale Lega ovviamente non poteva continuare a tollerare che una donna come la Mauro che detiene quella attribuzione di potere non lecita ad una signora. Fortunatamente per lei, Rosi Mauro è una donna oltre che sensibile, anche intelligente e non ha ceduto al ricatto delle dimissioni forzate ordinate dai ladron chiunque essi siano. All’inizio tutto sembrava volgere alle disonoranti dimissioni della famiglia Bossi dalla Lega, come peraltro forse era giusto che fosse, ma poi un colpo di coda di buonismo e perdono da parte della corrente marron-reggente ha graziato la famiglia fondante e individuato volti e nomi altri da tacciare come ladroni. Non valgono a nulla le dimissioni del buon Renzo dalla carica di consigliere regionale, non bastano a lavare l’onta di sofferenza che è stata addotta a colei in particolare che poco e nulla c’entrava con le smodate ricchezze di una sola famiglia. All’alba del giorno dopo, a seguito di un congresso ri-organizzativo fatto da lacrime, sangue ed insane quanto insensate ingiurie, tutto torna normale, come il sole dopo la tempesta, come in una casa in cui si son fatte le pulizie di primavera. Questo è ciò che si vuol far apparire dall’interno della Lega quando invece in realtà tutti, tutti gli italiani terroni e padani, che abbiano ancora la proprietà intellettuale di pensare ancora con la propria testa, si sono accorti del gioco sporco ed infame nonché truffaldino che è stato architettato per salvare capre, cavoli, senatur e famiglia reggente. Anche il giornalista Gad Lerner, dal suo blog esprime la propria opinione in merito, sottolineando il giogo padano ai danni della Mauro e di tutti coloro che sono e saranno tacciati come le ‘mele marce’ da espellere dal partito degli onesti. Lerner ribadisce con forza il suo pensiero nel mini editoriale che cita testualmente: “Il malloppo lo ha intascato Umberto Bossi – Possono girarci intorno finché vogliono, là in via Bellerio. Espellere Belsito e mandare al rogo Rosi Mauro, graziare Renzo Bossi e chiudere un occhio su Calderoli, fingere un repulisti che in verità è solo la vendetta della corrente fino a ieri minoritaria (ma non esclusa dalla pappatoia generalizzata). Possono girarci intorno finché vogliono, ma in cuor loro i leghisti lo sanno benissimo che il maggiore beneficiario di denaro pubblico illegalmente adibito a portafoglio privato, si chiama Umberto Bossi. Bossi è l’unico parlamentare della Lega che non risulti aver versato alcun contributo al suo partito. Ha mantenuto nel lusso i figli mal educati, probabilmente ha rubato un’eredità (l’appartamento di via Mugello a Milano) su cui non fornisce ancora spiegazioni. Il vecchio slogan del fascista Pisanò, “si scrive leader, si dice lader”, sembra confezionato su misura per il fondatore della Lega. State pur tranquilli che la cittadinanza ne è consapevole”.

L’editoriale di Lerner è visibile integralmente al seguente link:http://www.gadlerner.it/2012/04/13/il-malloppo-lo-ha-intascato-umberto-bossi.html

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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Giovanni Gastel

April 14, 2012 Leave a comment

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli.
Nel 1967, all’età di dodici anni, Gastel inizia a mostrare la sua vocazione artistica, entrando a far parte di compagnie di teatro sperimentale, per le quali recita fino all’età di diciassette anni. Parallelamente, coltiva la passione per la poesia e a sedici anni pubblica, per l’editore Cortina, una raccolta intitolata Casbah.
Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato durante il quale fotografa matrimoni, esegue ritratti, piccoli still-life e qualche servizio di moda per bambini, mentre un’occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982. Inizia a collaborare con Vogue Italia e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste Mondo Uomo e Donna.
Da questo momento, la sua attività professionale s’intensifica e inizia a collaborare con le più prestigiose testate di moda sia in Italia che all’estero, soprattutto a Parigi.
Elabora proprio in questi anni d’intenso impegno professionale il suo stile inconfondibile, caratterizzato da una poetica ironia, mentre la sua passione per l’arte lo porta ad introdurre nelle fotografie il gusto per una composizione equilibrata. I suoi riferimenti sono, per gli still-life, la Pop Art, che ebbe modo di vedere in mostra alla Rotonda della Besana sin dai primi anni Settanta, e l’opera fotografica di Irving Penn. Traendo ispirazione anche dallo studio dell’arte rinascimentale, Gastel si rifà costantemente ad un’ideale di eleganza, che ha respirato sin dall’infanzia, soprattutto grazie alla madre.
Intorno alla metà degli anni Ottanta, fonda la Gastel&Associati con Angelo Annibalini e Uberto Frigerio, con la quale intende promuovere l’inserimento nel mondo professionale di giovani fotografi, sia cresciuti nel suo studio, che incontrati durante numerosi workshop.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. Da allora ne è presidente onorario. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d’arte contemporanea, Germano Celant, in cui vengono presentate circa 200 fotografie, testimonianza della sua lunga e prolifica carriera. Gastel utilizza le tecniche “old mix”, quelle a incrocio, le rielaborazioni pittoriche, gli sdoppiamenti e le stratificazioni, fino al ritocco digitale.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avendon, Annie Lebowitz, Mario Testino e Jurgen Teller.
Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l’Oscar per la fotografia.
Presidente onorario dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia – l’ultima raccolta ha per titolo Cinquanta – e per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.

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Jody Brown, architettura in grafici

April 14, 2012 Leave a comment

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Sono molto per addetti ai lavori, ma quando ho visto questi grafici me ne sono subito innamorato, oltre ad averci fatto sopra delle grosse risate; quindi ho pensato di condividerli con voi subito. L’autore di questa meraviglia è Jody Brown, curatore del sito Coffee with an architect.

Fonte: Linea Di Sezione

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