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“stART HUB”, progetto di valorizzazione della nuova arte pugliese

April 12, 2012 Leave a comment


“stART HUB”: GIOVANE ARTE IN MOVIMENTO CON UN CONCORSO E UN CICLO DI MOSTRE
Entra nel vivo “stART HUB”, progetto di valorizzazione della nuova arte pugliese promosso dall’Associazione Fabrica Fluxus Lab, vincitore del concorso Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore. 
Fa tappa a Milano il ciclo di mostre itineranti, con dieci artisti protagonisti, che sta girando l’Italia e l’Europa passando per giugno a Bari.
http://www.starthubproject.com
La Puglia è terra d’arte e guarda al futuro, dimostrando una forte vocazione alla valorizzazione della creatività giovanile e dei linguaggi del contemporaneo: ad affermare con forza questo messaggio e a promuoverlo con un ciclo di iniziative a livello nazionale è l’associazione Fabrica Fluxus Lab, promotrice del progetto stART HUB, vincitore del concorso Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore promosso dalla Regione Puglia.
Nell’ambito di stART HUB, dopo la presentazione a Carpi (Mo) la mostra itinerante “Reveries” fa tappa a Milano dal 12 al 15 aprile, in occasione della quarta edizione della fiera d’arte contemporanea Arte Accessibile Milano 2012 (stand 69 / 70 dello Spazio Eventiquattro del gruppo Il Sole 24 Ore in via Monte Rosa 91). La mostra è curata da Fabrica Fluxus Lab, Roberta Fiorito e Nico Murri e presenta opere di Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Giuseppe Paolillo, Christina Calbari, Alessia Cocca, Fernanda Veron e Wallenberg.
IL PROGETTO. Il progetto stART HUB vuole attivare un’innovativa pratica di promozione e diffusione dinamica dell’arte contemporanea che si ispira alle possibilità virtuose della rete. Una rete di spazi reali e virtuali, una rete tessuta fra diverse professionalità che, partendo da una riflessione sulle trasformazioni nell’ambito di produzione, distribuzione e consumo dell’arte contemporanea in un mondo globale e connesso, condividono, lavorano e sperimentano metodi nuovi di collaborazione e cooperazione. L’intento è quello di creare occasioni per scambi di opinioni e prospettive fra artisti, curatori, operatori culturali e pubblico, di incrementare le opportunità di visibilità per gli artisti emergenti e di favorire la contaminazione culturale e creativa a livello nazionale e internazionale.
stART HUB, che entra nel vivo nella primavera del 2012, si articola in tre fasi. La prima fase è consistita in una sorta di mappatura del territorio e di ricerca delle sue eccellenze in ambito artistico. Il 20 febbraio scorso si è concluso l’open call finalizzato alla selezione di sei giovani artisti residenti e operanti nel territorio pugliese, scelti da una giuria qualificata di esperti e operatori culturali. La seconda fase del progetto ha sviluppato l’intervento curatoriale, con la progettazione di una mostra collettiva a partire da un tema con il quale gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi. Con l’intento di fare incontrare la creatività pugliese con le analoghe esperienze di ricerca provenienti da altri contesti territoriali, altri quattro artisti sono stati invitati direttamente dai curatori a contribuire al progetto. La terza fase dell’iniziativa, che entra nel vivo nella primavera del 2012, prevede infine un ricco calendario di eventi, esposizioni itineranti, workshop e incontri che avranno il loro culmine a Bari, in una sorta di ideale ritorno a casa, tra giugno e luglio.
IL CONTEST E GLI ARTISTI SELEZIONATI. I sei artisti pugliesi vincitori del contest stART HUB sono Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro e Giuseppe Paolillo. A questi si affiancano i quattro artisti invitati dai curatori: Christina Calbari (Grecia), Alessia Cocca (Italia/Germania), Fernanda Veron (Argentina/Italia) e Wallenberg (Svezia). I due gruppi non sono da considerare come compartimenti stagni, ma anzi in osmosi e continuo dialogo fra loro.
La giuria a cui è stato affidato il compito della selezione è composta da Luca Beolchi, direttore del portale Lobodilattice, Giovanni Cervi, curatore indipendente e rappresentante di Blooom Art Fair, Mara Nitti, direttrice della galleria ART core Contemporary art project di Bari, Francesca Pergreffi, curatrice e responsabile della sezione arti visive dello Spazio Meme di Carpi (MO), e Squp, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
LE MOSTRE ITINERANTI. I dieci artisti di stART HUB sono stati invitati a operare in una piena libertà di tecniche espressive, scelte linguistiche e supporti, con l’unico vincolo di dover contenere il loro intervento in una valigia. Le dieci valigie d’artista costituiscono il cuore della mostra itinerante “Reveries”, che percorrerà in lungo e in largo la Penisola, a cura di Fabrica Fluxus Lab, Roberta Fiorito e Nico Murri. La prima tappa dell’ideale viaggio di “Reveries” è stata in Emilia Romagna: dal 24 marzo all’8 aprile la collettiva è stata ospitata dallo Spazio Meme di Carpi (MO). Dal 12 al 15 aprile “Reveries” fa tappa a Milano in occasione di Arte Accessibile. Dopo Carpi e Milano, la mostra sarà allestita a Roma, Cagliari e Monaco, in occasione di fiere e festival, presso spazi no-profit e gallerie d’arte contemporanea, fino ad approdare nel capoluogo pugliese.
IL CONCEPT. “Reveries” è un termine inglese arcaico che indica uno stato di sogno in dormiveglia ed é metafora del sognare a occhi aperti con suggestioni premonitrici. In quanto termine non più in uso di una lingua viva, si fa testimonianza di una realtà passata che parla come eco del tempo che ha conosciuto: è, in un certo qual modo, il fantasma della parola sogno. Partendo da questa suggestione, sono state affidate dieci valigie a dieci artisti, incaricati di farsi portavoce di quello che sarebbe il sentimento “umano” dinanzi a un’ipotetica minaccia di estinzione, fantasticando su cosa si potrebbe riporre in una valigia – simbolo della migrazione verso un destino più favorevole- da lasciare in eredità a un’altra civiltà. La fantasticheria dell’artista diventa prezioso lascito che potrebbe consentire a un’umanità futura di conoscere i nostri sogni, le nostre paure, le nostre ambizioni e i nostri fallimenti.
Il 2012 è, nella vulgata pop di antiche e catastrofiche profezie, l’anno della fine del mondo. Ma lungi dal voler speculare su alcuna delle svariate e spesso strambe teorie apocalittiche sulla scomparsa imminente del nostro pianeta, ne è stato piuttosto considerato il fascino e il significato simbolico quanto mai attuale. Sembra piuttosto evidente che il mondo stia affrontando una rivoluzione e che gli schemi sui quali sembrava poggiarsi stiano drasticamente crollando. Si avverte ora più che mai l’urgenza di un cambiamento su più fronti, da quello politico a quello economico, dalla salvaguardia ambientale a quella sociale. L’arte è la cartina di tornasole di questi momenti critici e all’artista spetta la responsabilità di fornire una testimonianza del suo tempo, anticipando con l’occhio e la mano il racconto della sua epoca.

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Aforisma di Marylin Monroe

“L’imperfezione é bellezza, la pazzia é genialità, ed é meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi”.

Marocco, nuovo codice della strada come segreto di Pulcinella

April 12, 2012 Leave a comment

E’ un segreto di Pulcinella che il nuovo codice della strada non ha mantenuto le sue promesse dopo oltre un anno della sua entrata in vigore. Il numero degli incidenti mortali ha conosciuto un aumento del 2% tra ottobre 2010 e settembre 2011. Ma la cosa più tragica sono le ultime cifre del Ministero dell’Equipaggiamento e dei Trasporti, che dimostrano che la quasi totalità  degli automobilisti non rispetta le segnalazioni e un buon numero di questi non assume comportamenti di sicurezza.   Oltre  il 90% degli automobilisti non rispetta i semafori rossi, mentre il 28% dei conducenti di veicoli leggeri in strade urbane non  indossa la cintura di sicurezza, dati riportati dal Ministero dei Trasporti. Agghiacciante!  Secondo questi dati, consegnati alla stampa lunedì scorso durante un incontro organizzato dal Comitato nazionale sulla previdenza degli incidenti di circolazione (CNPAC), il 21% dei conducenti di motociclette non indossa il casco (ma sono molti, molti di più!!).  Sulle strade urbane, il 9% dei conducenti e il 29% dei motociclisti non si arresta davanti al semaforo rosso. Le strade regionali registrano il più alto numero di contravvenzioni legate al non rispetto della velocità prevista, seguito dalle autostrade (meno del 6%).  Sono statistiche provvisorie quelle degli incidenti di circolazione sull’anno 2011, che parlano di 4.066 morti con un aumento dell’11,61% rispetto all’anno precedente, mentre il numero dei feriti gravi è leggermente aumentato, sono il 13,03% , con un aumento del 1,83% rispetto all’anno precedente. Secondo la stessa fonte, il 7,9% dei morti e il 31,64% dei feriti leggeri non oltrepassa i 24 anni e i rispettivi tassi si attestano al 29,6% e il 39,3%  su strade non protette dei luoghi urbani. Guidare in Marocco e come essere seduti su di una bomba ad orologeria!. Me ne rendo conto quotidianamente, dovendo guidare per circa una cinquantina di kilometri sia su strade urbane che extra urbane. Il disagio è enorme e ogni giorno ho la sensazione di essere seduto su una bomba ad orologeria. Le violazioni sono continue e ripetute e noto con vivo stupore che la polizia, o i vigili, presete con posti di blocco e quant’altro, lascia passare ogn tipo di infrazione possibile ed immaginabile. Scooter 50 CC con a bordo due adulti e due/tre bambini, senza nessun tipo di protezione (vedi casco) e senza fari la notte ( una lampadina costa 2 dh!!). Alcune strade che sono provviste di larghi marciapiedi non vengono assolutamente usati dai pedoni che preferiscono camminare in mezzo alla strade; alle uscite delle scuole il disastro è totale: centinaia di bambini che si riversano letteralmente in mezzo alle strade per giocare o scherzare, senza nessun vigile presente per insegnare a questi bambini/ragazzi un minimo di comportamento civile. Da brividi, credetemi. Amavo guidare ma oggi ho il magone a guidare su queste strade; a volte penso anche  che in Europa certe terribili infrazioni sarebbero punite severamente, in Marocco no. Vedo neonati di 2/3 mesi legati sulla schiena delle mamme sedute posteriormente su scooters che non stanno in strada, il marito/papà che guida (senza casco) e davanti a lui un altro bambino più grande (anche questo senza casco!). In Europa infrazioni simili mettono in campo i servizi sociali e sicuramente i bambini verrebbero portati via ai  genitori (sciagurati!), giustamente. E’ inutile parlare di codice della strada se le forze dell’ordine per prime non si occupano di tutte queste infrazioni (a Marrakech il casco è inesistente, con la scusa che fa troppo caldo!) e lavorano per far rispettare le regole. Sono assolutamente convinto che sarebbe opportuno una bella lezione di civiltà, specialmente  nelle scuole (inesistente!), di rispetto verso gli altri e delle regole (ergo la tanto agognata democrazia). Quanta strada ha ancora da fare il Marocco in questo senso, ma nessuno fa niente, in primis le autorità competenti.  Una vergogna!

Fonte: My Amazighen

 

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