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Archive for April 7, 2012

“Colazione con Klimt”, colazione domenicale allo Spazio Oberdan di Milano

April 7, 2012 Leave a comment

Milano – da domenica 26 febbraio e, per tutte le domeniche successive fino al 6 maggio, partirà l’appuntamento “Colazione con Klimt”. Ogni domenica dalle 10.00 alle 11.30 a tutti i visitatori della mostra Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven in corso allo Spazio Oberdan di Milano, verrà offerta gratuitamente la colazione: croissants freschi e una degustazione di caffè proposta da Bialetti, tasting partner dell’iniziativa. Un’occasione per festeggiare il 150° compleanno di Klimt, artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, e per ammirare 40 opere tra disegni del grande Maestro austriaco, manifesti secessionisti e fascicoli della rivista Ver Sacrum. Cuore dell’esposizione diciotto disegni di forte impatto emotivo provenienti da New York: i fogli indagano la figura della donna e della musica attraverso il conflitto tra Eros e Thanatos, tematiche ricorrenti nelle opere del maestro austriaco e nucleo fondante del Fregio di Beethoven, famoso affresco concepito come omaggio al compositore tedesco, riprodotto in scala 1:1 da un team di scenografi e decoratori. Le forze ostili e Questo bacio al mondo intero, seconda e terza parte della maestosa allegoria realizzata da Klimt, sono ricostruite scenograficamente in una sala in cui risuonano le note della Nona Sinfonia di Beethoven per offrire al visitatore un’esperienza di arte totale. Il percorso espositivo si completa con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba e alcuni numeri della celebre rivista “Ver sacrum”. Catalogo edito da Skira
GUSTAV KLIMT. Disegni intorno al fregio di Beethoven Milano. Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto 2) dal 4 febbraio al 6 maggio 2012. Orari mostra: martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30 (la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura). Chiuso il lunedì.
Colazione con Klimt: tutte le domeniche (esclusa la Domenica di Pasqua) fino al 6 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 11.30; Ingressi: intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €.

Triangolo delle Bermuda, consapevolezza del fenomeno sui diari di Cristoforo Colombo

April 7, 2012 Leave a comment

 

Ci sono posti nel mondo che sconcertano gli studiosi e gli scienziati da anni. Chi ha visitato questi siti misteriosi racconta di strane energie, sparizioni inspiegabili e fenomeni soprannaturali. Forse il più famoso, o famigerato, dei posti misteriosi del mondo è il Triangolo delle Bermuda. Da decenni, questa striscia di oceano che si estende per quasi 1,3 milioni di chilometri quadrati, che si estende tra Miami, Porto Rico e Bermuda, lascia perplessi scienziati, marinai esperti e perfino investigastori dell’esercito. Si racconta di aerei che scompaiono misteriosamente, avvistamenti di strane luci, navi ritrovate completamente vuote con l’equipaggio svanito nel nulla e molte altre stranezze che convergono tutte in questo angolo di oceano Atlantico. E’ un fenomeno complesso e ampiamente documentato. Ma che cosa ha causato la sparizione di navi e aerei senza lasciare traccia? Perchè l’equipaggio e la strumentazione hanno smesso di funzionare?
I documenti marittimi storici mostrano che i misteri del triangolo delle Bermuda sono molto più antichi di quanto si immagini. Fin dagli inizi delle esplorazioni oceaniche, i marinai hanno riportato strani avvistamenti. Si può dire che la consapevolezza del triangolo delle Bermuda sia iniziata con Cristoforo Colombo, il quale, essendo un navigatore esoterico ed un bravo marinaio, teneva un diario di bordo molto accurato delle sue traversate verso il mondo nuovo.
A quanto pare, appena Cristoforo Colombo entro nella zona di oceano conosciuta come il Triangolo delle Bermuda riportò problemi alla bussola. La notte seguente vide una grande sfera di fuoco inabbisarsi nell’oceano. Inoltre Colombo riporta l’apparizione di strane luci e di curiosi fenomeni metereologici.
Queste testimonianze storiche rendono evidente il fatto che quello del Triangolo delle Bermuda non è solo un mito moderno o una leggenda metropolitana nata alle soglie del ventunesimo secolo. Questi fenomeni sono antichi almeno quanto i primi navigatori che si avventurarono in quella zona.
Circa quattrocentocinquanta anni dopo Cristoforo Colombo, il 5 dicembre 1945, l’esercito degli Stati uniti visse direttamente il più sconcertante mistero del triangolo delle Bermuda. Alle due del pomeriggio, cinque bombardieri della marina statunitense decollarono da una base navale di Fort Lauderdale in Florida per una esercitazione di routine. Ma dopo appena due ore di volo, tutti e cinque gli aerei scomparvero all’improvviso.
Il mistero si infittì ulteriormente quando la marina inviò un aereo di soccorso e anch’esso scomparve. Sei aerei guidati da piloti esperti risultarono svaniti nel nulla. Tutti rimasero molto sconcertati. Nonostante ci si trovasse nell’epoca moderna con i radar e le radio, fu impossibile localizzare gli aerei scomparsi.
La domanda è: dove sono andati a finire? Sembrerebbe che i velovoli siano scomparsi dal nostro spazio-tempo per essere trasportati in qualche altro luogo, in qualche altro tempo o qualche altra dimensione. Questo è il grande mistero del triangolo della Bermuda.
Nel 1970, il pilota americano Bruce Gernon stava volando con suo padre ed un socio d’affari dalle Bahamas alla Florida. Gernon raccontò di aver visto una strana nube proprio davanti al suo aereo. Più si avvicinavano, più la nube assumeva la forma di un vortice a spirale.
Questo il racconto di Gernon: «All’inizio il tunnel era enorme, ma poi cominciò a diventare rapidamente più piccolo. Quando entrammo nel tunnel successe una cosa incredibile: si formarono delle linee. Era come guardare nella canna di un fucile, perchè le linee si avvolgevano lentamente a spirale in senso antiorario. Incontrammo un’intensa elettricità. Vedevamo dei flash che andavano e venivano, e intorno eravamo circondati da una strana nebbia giallo-grigia, che io chiamo “nebbia elettrica”. Gli strumenti non funzionavano e allo stesso tempo provavamo una sensazione incredibile».
Gernon afferma che una volta usciti dalla nebbia chiamarono il controllo aereo di Miami, ma nessuno riuscì a trovare il loro aereo sullo schermo del radar. «Circa tre minuti dopo, il controllore radar tornò alla radio tutto contento. Ci aveva individuato sopra Miami. Non riuscivamo a crederci perchè eravamo in volo soltanto da trenta minuti, mentre avremmo dovuto metterci più di un’ora per giungere a destinazione».
Si possono davvero verificare questi balzi di tempo e di spazio? È possibile che gli extraterrestri usino questi passaggi per raggiungere la Terra? Secondo la Teoria della Relatività di Einstein è possibile! Secondo la teoria dello scienziato tedesco, è possibile curvare lo spazio utilizzando una spinta gravitazionale, fino a creare un passaggio nello spazio-tempo che permetta di percorrere grandi distanze in tempi minimi.
Dato che i tunnel gravitazionali, in teoria, si possono trovare in tutto l’universo, forse questi stessi passaggi si trovano in aree più piccole della terra. Se è così, forse sono gli strani livelli elettromagnetici la chiave per scovarli. È possibile che il Triangolo delle Bermuda sia esattamente un passaggio interdimensionale usato dagli alieni e che questo portale funzioni in entrambi le direzioni. Questo spiegherebbe la sparizione degli aerei e delle navi, ma anche l’apparizione di oggetti UFO nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico.
Se, come affermano i teorici degli Antichi Astronauti, i visitatori extraterresti lo usano per venire sulla Terra fin dall’antichità, forse un giorno potremo anche noi usare questa scorciatoia per andare da loro, e se davvero esiste un portale interdimensionale nel mare aperto del Triangolo delle Bermuda, forse ce ne sono altri sulla terra ferma come la “Porta degli dei” in Perù.

Fonte: Il Navigatore Curioso

“I Cavalli di Ugo Guidi nel Centenario della Nascita”, mostra al Museo Ugo Guidi (MUG) di Forte dei Marmi

April 7, 2012 Leave a comment

Forte dei Marmi – sabato 31 Marzo, alle ore 17 presso il Museo Ugo Guidi” (MUG), sarà inaugurata la mostra “I Cavalli di Ugo Guidi nel Centenario della Nascita” che comprende sculture, dipinti e disegni. “In occasione del centenario della nascita di Ugo Guidi (14.9.1912 – 10.7.1977) è messo in evidenza, tra le molte opere contenute nella sua casa-museo, il tema del Cavallo, uno dei soggetti più amati dallo scultore toscano, che viene proposto in mostra attraverso sculture in marmo, pietra, terracotta, disegni e tempere. Il cavallo, che è presente in tutta la sua produzione artistica, è oggetto di continua analisi e progressiva semplificazione delle forme nell’evolversi della sua arte: morbido flessuoso ed elegante nelle opere della gioventù, nel proseguire dell’analisi si spoglia mano a mano di particolari e riferimenti anatomici specifici per approdare a pure forme geometrico-spaziali in una costante ricerca scultorea.” (critico d’arte: Lodovico Gierut).
Luoghi espositivo:“Museo Ugo Guidi” (MUG) di Forte dei Marmi, Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana, e presso il Logos Hotel – Via Mazzini 153 Forte dei Marmi; Durata: la mostra durerà fino al 3 Maggio 2012; Inaugurazione: sabato 31 Marzo alle ore 17 presso il MUG; Orari: visite, al MUG, in altri giorni solo su appuntamento al 348-3020538; al Logos Hotel tutti i giorni con orario 10-23; Info: museougoguidi@gmail.com

“In Toscana all’alba del XX secolo. Una collezione privata”, selezione di dipinti toscani a Viareggio

April 7, 2012 Leave a comment

Viareggio – La Società di Belle Arti presenta, dal 7 aprile al 3 giugno, nella sede di Viareggio, una preziosa selezione di circa quaranta dipinti toscani tra otto e novecento, provenienti da una nota raccolta costituitasi nel secondo dopoguerra.
Con questa mostra, curata da Francesco Palminteri, la storia della pittura in Toscana all’alba del Novecento, si dipana attraverso alcune tappe fondamentali: dalla dirompente lezione fattoriana, magnificamente riassunta nella Strada bianca, al divisionismo di Nomellini e all’ardita sperimentazione di Ghiglia al tempo della rivista “Il Leonardo”, fino all’Avanguardia futurista di Rosai e al “richiamo all’ordine” di Soffici, per giungere, infine, all’espressionismo di Viani e alla moderna ed eclettica classicità di Ram.
Per i pittori toscani di estrazione macchiaiola, nascere nell’ultimo quarto del secolo, quando l’unificazione del Paese è oramai un fatto compiuto, ha significato trovarsi in bilico tra un passato vissuto all’insegna del nuovo e un futuro che, proprio da quel passato, avrebbe tratto le premesse per l’affermazione di un’originale identità culturale. Per questa generazione di artisti, le idee si sono definite in un momento di transizione, di profondi mutamenti estetici oltre che sociali. Sulla loro formazione ha fortemente inciso da un lato il condizionamento di una personalità egemone come Fattori, dall’altro lo sconcerto di fronte alla rutilante modernità che, di lì a breve, avrebbe aperto la strada al Novecento. Ai pittori più prossimi all’alveo del maestro livornese, quali Adolfo e Lodovico Tommasi, Cecconi, Ulvi Liegi, Nomellini, Puccini, Oscar Ghiglia etc., va il merito di aver seguito l’invito del maestro – “Fate qualcosa in arte che urti noi vecchi” – divenendo interpreti di un gusto a metà tra la lezione della “macchia” e la progressiva evoluzione in soluzioni sperimentali delle avanguardie, destinate a divenire emblematiche. Tra le più eclatanti, appunto, il potente espressionismo di Lorenzo Viani, il frantumato formalismo futurista di Rosai e il rivendicato “richiamo all’ordine” di Soffici.
Da qui l’idea della mostra che, attraverso le principali tappe di questo entusiasmante periplo verso quello che di lì a breve sarebbe stato il modernismo più dichiarato, offre al visitatore un esauriente spaccato della fertile quanto singolare realtà pittorica nel triangolo Firenze-Livorno-Viareggio tra il 1880 e 1930, confermando la centralità della Toscana in un’epoca così fortemente segnata da profondi mutamenti estetico-sociali.
“In Toscana all’alba del XX secolo. Una collezione privata”
Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio 28. 7 aprile – 3 giugno 2012.
Orari: da giovedì a domenica 10.00-13.00/ 15.30-19.30
Mostra prodotta dalla Società di Belle Arti srl
Ideazione e progetto di Francesco Palminteri
Catalogo edito da Società di Belle Arti
Info: tel. 0584 52030; fax 0584 54977 info@sba.it http://www.sba.it

Aicpe, indagine italiana sulla chirurgia plastica a scopo estetico

April 7, 2012 Leave a comment

I risultati della prima indagine italiana specifica sulla chirurgia plastica a scopo estetico
Chirurgia plastica, dati Aicpe: ecco gli interventi più richiesti in Italia nel 2011
Al primo posto l’aumento del seno, seguito da liposuzione e ringiovanimento dello sguardo. In crescita la medicina estetica, con iniezioni di acido ialuronico e botulino.
Anche con la crisi, gli italiani non rinunciano alla bellezza. È quanto emerge dal sondaggio condotto da Aicpe, Associazione italiana di chirurghi plastici estetici, tra i chirurghi plastici italiani.
«E’ la prima volta in Italia che un’associazione conduce un’indagine su grandi numeri e su larga scala dedicata alla chirurgia estetica – afferma Giovanni Botti, presidente di Aicpe -. Si tratta di elementi importanti per fotografare uno spaccato della nostra società. Il tema della bellezza ha un ruolo sempre maggiore nella vita quotidiana ed è importante monitorare l’andamento di questo settore, per capire in quale direzione si sta andando».
Al questionario a risposta multipla hanno partecipato 347 specialisti in tutta Italia (la regione più rappresentata è l’Emilia Romagna, a seguire Lombardia e Veneto). Gli interventi chirurgici effettuati nel 2011 dagli intervistati sono stati 52.878, mentre quelli non chirurgici, ossia di medicina estetica, oltre 170mila.
L’intervento di chirurgia plastica più praticato nel 2011 è la mastoplastica additiva: 11.300 le operazioni per l’aumento del seno. Segue la liposuzione per togliere il grasso in eccesso (10.267 interventi) e al terzo posto la blefaroplastica per ringiovanire lo sguardo (8.121). Tra gli interventi non chirurgici, l’iniezione di acido ialuronico è la più richiesta (46.909), a seguire la tossina botulinica (40.394) e al terzo posto la laser-depilazione (13.374).
Rispetto all’anno precedente, per il 2011 gli intervistati hanno dichiarato un calo di interventi di chirurgia plastica dell’8-12%, mentre quelli non chirurgici sono aumentati del 7-9%.
«Sono dati molto significativi che ci permettono di fotografare un settore in evoluzione – commenta il presidente di Aicpe -. Innanzitutto, resta elevata l’attenzione in Italia nei confronti del proprio aspetto fisico. Le italiane si confermano amanti del proprio decolleté e non rinunciano a una o due taglie in più di reggiseno. Così come il rimodellamento del corpo, con l’eliminazione del grasso in eccesso, è un indicatore della grande attenzione che viene posta al propri aspetto». La diminuzione degli interventi chirurgici rientra in un trend di medio termine. «Credo possa imputarsi a una minore disponibilità di spesa, anche se il calo non è così marcato come si sarebbe potuto immaginare in un contesto economico a tinte fosche come l’attuale – afferma Botti -. Per gli italiani la cura di sé è prioritaria: a fronte di un budget più limitato, si orientato verso interventi di medicina estetica, meno costosi della chirurgia, come dimostra l’aumento in questo settore». Da sottolineare è l’aumento delle iniezioni di botulino nel viso per spianare le rughe: al momento è al secondo posto dietro un altro iniettabile, l’acido ialuronico, ma è in fortissima crescita.
Un punto resta fermo. «E’ importante che i pazienti si rivolgano a professionisti anche per interventi non chirurgici: la professionalità e l’esperienza sono basilari per evitare spiacevoli effetti collaterali o risultati non soddisfacenti», osserva Botti. «La gente deve identificare nel chirurgo plastico la figura di riferimento per questo tipo di interventi, in quanto sono le persone più qualificate per svolgere questo tipo di attività».

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“La Città Ideale”, mostra utopia del Rinascimento al Palazzo Ducale di Urbino

April 7, 2012 Leave a comment

Urbino (PU) – Il prossimo 6 aprile aprirà al pubblico una importante mostra sul tema della Città ideale partendo dal dipinto urbinate che costituisce uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano. La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Banca Marche, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. L’organizzazione è affidata a Gebart con la collaborazione di Civita.
La mostra, a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, si propone di dimostrare come la tavola dipinta, conosciuta come Città Ideale, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, rappresenti, insieme con i dipinti gemelli –col medesimo soggetto- di Berlino e Baltimora, il compendio della civiltà rinascimentale fiorita ad Urbino e nel Montefeltro, nella seconda metà del Quattrocento, ad opera di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino; il più dotto ed illuminato fra i signori del suo tempo.
Il dipinto, nella perfezione della veduta prospettica che vi si rappresenta, è certamente il risultato di ricerche e speculazioni a tutto campo, sia sotto il profilo specificamente architettonico ed ingegneristico che nel campo filosofico, nonché matematico; tanto da far guadagnare alla civiltà urbinate quattrocentesca l’efficace titolo di capitale del “rinascimento matematico” (André Chastel).
Accanto al dipinto verranno esposte numerose opere, circa 80 fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie, modelli lignei e codici miniati, che intendono illustrare a tutto campo il felicissimo momento rinascimentale vissuto dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra sarà la splendida architettura del Palazzo Ducale di Urbino, nella cui realizzazione vennero implicati gli architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che vengono tutti e tre ritenuti i possibili autori della tavola urbinate.
Verranno presentate opere di Domenico Veneziano, Sassetta, Piero della Francesca, Fra’ Carnevale, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio, Luca Signorelli, Jacopo de Barbari, Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello, accanto a capolavori conclamati –ma circondati di mistero- a cui non riusciamo ancora a dare una paternità certa come appunto le ‘città ideali’ e la celeberrima tavola Strozzi straordinariamente concessa dal Museo di San Martino a Napoli.
Informazioni:
La Città Ideale
L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello
a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
Palazzo Ducale
6 aprile – 8 luglio 2012
La mostra è promossa da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici delle Marche
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche
Regione Marche
Provincia di Pesaro-Urbino
Comune di Urbino
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro
Banca Marche
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Organizzazione e promozione
Gebart in collaborazione con Civita
Catalogo Electa
Ulteriori informazioni e prenotazioni
http://www.mostracittaideale.it
tel. 199.75.75.18
Orari: Dal martedì alla domenica 8.30-19.15 (la biglietteria chiude alle 18.00)
Lunedì 8.30 – 14.00 (la biglietteria chiude alle 12.30)
Biglietti: Intero: € 9,00 – Ridotto: € 7,00
gruppi di oltre 15 persone, maggiori di 65 anni, possessori Carta Musei Marche, universitari con tesserino
Ridotto speciale € 3,00 scuole e minori di 18 anni
Integrato (Mostra + Galleria Nazionale delle Marche): € 10,00
Gratuito: minori di 6 anni, portatori di handicap, due insegnanti per classe, giornalisti con tesserino,
dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con accompagnatore.

Polo Nord, isola per la prima volta nella storia

April 7, 2012 Leave a comment

Il Polo Nord e’ diventato un “isola” per la prima volta nella storia.
Il Polo Nord si sta sciogliendo e sta assumendo l’aspetto di un’isola per la prima volta nella storia umana.Le Sorprendenti immagini satellitari scattate tre giorni fa mostrano che lo scioglimento dei ghiacci ha aperto i passaggi leggendari nel Nord-Ovest e Nord-Est dell ‘artico- che permetteranno di navigare attorno alla calotta polare artica.
L’apertura dei passaggi era molto attesa dalle compagnie di navigazione che speravano di tagliare migliaia di miglia per i loro percorsi nautici..
Ma per gli scienziati il cambiamento climatico è l’ennesimo segno del riscaldamento globale che sta affliggendo il  pianeta.
Mark Serreze, uno specialista di ghiaccio marino, ha descritto le immagini come un ‘evento storico’ – ma ha avvertito che la calotta glaciale artica è entrata in una ‘spirale di morte’.
Le immagini, prodotte dalla Nasa, mostrano per la prima volta dopo almeno 125.000 anni che i due oceani Atlantico e Pacifico collegati tra loro a nord.
l Professore Serreze, degli Stati Uniti, finanziato dal governo nazionale del Neve Ice Data Center, ha detto un giornale Domenica: ‘I passaggi sono aperti. Si tratta di un evento storico.
Le compagnie di navigazione sono pronte a sfruttare le nuove rotte. Il gruppo Beluga, con sede a Brema, in Germania, prevede di inviare la prima nave attraverso il passaggio di Nord-Est il prossimo anno,con il taglio di 4.000 miglia nautiche nel viaggio dalla Germania al Giappone.
Se il ghiaccio continua a sciogliersi al ritmo attuale sarà presto possibile navigare attraverso il Polo Nord.
Molti scienziati ritengono che la massa di ghiaccio che forma un cerchio irregolare attorno al Polo Nord potrebbe scomparire del tutto entro l’estate del 2030.
Quattro settimane fa, alcuni turisti sono stati evacuati da Baffin Island Auyuittuq National Park nel nord del Canada a causa di inondazioni causate dallo scioglimento dei ghiacci.
Il nome del parco significa ‘terra che non si scioglie’.

Fonte: Terra Real Time

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“Bugs, Daffy, Silvestro & Co. I cartoni animati della Warner Bros.”, viaggio alla riscoperta dei cartoon al Museo Nazionale del Cinema di Torino

April 7, 2012 Leave a comment

Si concluderà il 27 maggio la mostra intitolata “Bugs, Daffy, Silvestro & Co. I cartoni animati della Warner Bros.” Una “Prima europea”, che, dopo aver toccato i principali musei statunitensi, a partire dal MoMA di New York, è stata allestita abilmente all’interno del Museo Nazionale del Cinema di Torino; partendo dalla grande Aula del Tempio continuando sulla rampa elicoidale della Mole, che raggiunge più livelli espositivi.
Un appuntamento per chi voglia ammirare i disegni colorati su fogli di acetato, i bozzetti a matita, le stampe, gli storyboard, i documenti e i manifesti dei formidabili personaggi nati dalla fucina d’animazione targata Warner Bros.
Denominate vere e proprie “Stelle” dei Cartoon, i personaggi rivelati dal 1930 al 1969, dal genio di grandissimi animatori, come Fritz Freleng (il padre di Porky Pig, Gatto Silvestro, la Pantera Rosa…) Bob Clampett (il canarino Titti), Chuck Jones, creatore tra gli altri di Beep Beep e Willy il coyote; con le loro trame sfacciate e avventure irriverenti, entrano anc’or oggi quotidianamente nelle nostre case, amati da grandi e piccini a livello nazionale e internazionale.
E fu proprio il mezzo televisivo, negli anni 70′, a farli conoscere in tutto il mondo, facendo leva sull’approccio divertente e spericolato, sempre piu specchio della cultura americana del tempo.
A differenza della Disney, dolce e favoleggiata, i cartoni animati della Warner portarono le loro storie su un immagine più moderna, caratterizzate da un umorismo grottesco, azioni energiche e personaggi contraddistinti anche dalle loro gag esplosive, come il vincente Bugs Bunny e la sua celebre frase :” Ehmm..che succede amico ?! “ (“Eh, what’s up, doc?” nell’originale); frequenze incalzanti e movimento ritmico.
Nel corso degli anni l’officina della Warner ha vinto sei premi Oscar, lo stile della Warner Bros è sintetizzato dalle parole dello sceneggiatore della casa di produzione:
“Scrivevamo cartoni per adulti , ecco il nostro segreto”.
L’imponente quantità di materiale originale proviene in parte dalla collezione privata di Steve Schneider, collezionista e studioso americano che ne ha curato anche l’allestimento.
Una mostra divertente e preparata in modo istruttivo, grazie alla quale si apprende il processo produttivo del cartone animato; in un museo da sempre organizzato in modo affascinante, per il gioco di luci, suoni e immagini che rendono tutte le esposizioni molto suggestive. Una bella esperienza a cui il visitatore, non rimarrà indifferente. Per chi dunque, non abbia ancora mai visitato il museo del cinema più importante a livello nazionale, e per i curiosi e/o amanti dei personaggi storici, ma sempre contemporanei, come quelli della Warner Bros.
And that’s not all folks!
In occasione della mostra, per il mese di aprile, il Museo Nazionale del Cinema di Torino organizzerà degli eventi in collaborazione con il Cinema Massimo propone un’ incursione nell’universo dei Looney Tunes.
Sabato 7 e domenica 8 aprile, alle ore 15.00, verranno replicati, nella Sala Tre del Cinema Massimo, Il meglio di Bugs Bunny e Il meglio di Beep Beep & Wile E. Coyote, una selezione delle migliori storie dei personaggi più popolari della serie.
Il Museo Nazionale del Cinema organizza una serie di iniziative legate al mondo dell’animazione tra Looney Tunes e Merrie Melodies. Per tutti i sabati e le domeniche del mese di aprile, alle ore 15.00, verranno proiettati, nella Sala Tre del Cinema Massimo, i cartoni animati della Warner Bros.
Per questo week-end, in occasione della Pasqua, non saranno attivate le attività di animazione organizzate dai Servizi Educativi del Museo Nazionale del Cinema in abbinamento alle proiezioni del week-end. Le attività riprenderanno regolarmente nei giorni 14 e 15 aprile 2012.

Fonte: Noisymag

“Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven”, mostra di disegni allo Spazio Oberdan di Milano

April 7, 2012 Leave a comment

Milano – mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven”, in programma allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano fino al 6 maggio 2012.
Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba e alcuni numeri della celebre rivista “Ver sacrum”.
La mostra presenta diciotto disegni di Klimt provenienti da New York: cuore dell’esposizione, i fogli indagano la figura della donna e della musica attraverso il conflitto tra Eros e Thanatos, tematiche ricorrenti nelle opere del maestro austriaco e nucleo fondante del Fregio di Beethoven, famoso affresco concepito come omaggio al compositore tedesco,riprodotto in scala 1:1 da un team di scenografi e decoratori. Le forze ostili e Questo bacio al mondo intero, seconda e terza parte della maestosa allegoria realizzata da Klimt, sono ricostruite scenograficamente in una sala in cui risuonano le note della Nona Sinfonia di Beethoven per offrire al visitatore un’esperienza di arte totale.
Nel 150° anniversario della nascita di Gustav Klimt
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
4 febbraio – 6 maggio 2012
orari: martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30
(la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura)
chiuso il lunedì
ingressi: intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €
catalogo edito da Skira
Informazioni al pubblico:
– Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381;
http://www.provincia.milano.it/cultura
– Alef cultural project management, http://www.klimtmilano.com,
info@klimtmilano.com, tel. +39 02 45496873/4

“Notes on American Performance”, mostra di Calla Henkel e Max Pitegoff al T293 di Napoli

April 7, 2012 Leave a comment

Napoli – dal 5 aprile a 25 maggio 2012 la sede napoletana di T293 ospita un progetto di Calla Henkel e Max Pitegoff, due artisti americani, che lavorando con performance, testi, fotografie rivelano un punto di vista inedito e personale, in tutte le sue sfumature, dalle più sensuali alle più sofferenti rispetto alle questioni sociali a cominciare dalla crisi economica. Il loro lavoro mira a connettere il ruolo dell’artista, con la sua anima e il suo corpo, a quello di intermediatore a servizio di un’industria.
Parte centrale del progetto sono alcune fotografie, scattate ad Atene nel febbraio 2012 che documentano dei corpi su dei balconi, esempi di infrastrutture che marcano una grande distanza, e metafore dell’incapacità di occuparsi del presente piuttosto che del passato. Acrilico, resina e cocktails di vetro saranno presenti insieme con sei testi dal titolo Notes on American Performance 2012 stampati su sculture in alluminio e sparsi per la galleria.
Con le mani nella vernice fresca, Joe Kay e Matthew Lutz-Kinoy appenderanno una dozzina di fotografie di Calla Henkel e Max Pitegoff. La performance che avrà luogo dopo pranzo, per un pubblico invitato dagli artisti, per lo staff della galleria, e per alcuni amici. Joe Kay terrà il trapano tra le gambe, una matita in bocca e con entrambe le braccia sosterrà una cornice. Matthew Lutz-Kinoy starà dietro con la mano sul fianco, con l’altra terrà una livella, dicendo ad alta voce “in basso a destra”.
Inaugurazione: 5 Aprile, ore 19; Luogo espositivo: T293 Via Tribunali 293, Napoli; Durata: dal 5 aprile al 25 maggio 2012; Info: 081 295882 .