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Archive for April 6, 2012

“La città perduta dei templari” di C.M. Palov, Newton Compton Editori

April 6, 2012 Leave a comment

La città perduta dei templari
C.M. Palov
ISBN 978-88-541-3672-4
Pagine 432
Euro 9,90 (ebook Euro 4,99)
Un grande thriller di C.M. Palov
Nei sotterranei di un’antica chiesa si nasconde un segreto che non avrebbe mai dovuto essere svelato.
Dopo aver ritrovato il leggendario medaglione Montségur in un’antica cappella siriana, il sergente Finn McGuire resta coinvolto in una serie di omicidi. Le vittime sono i suoi commilitoni e i mandanti appartengono a un gruppo di discendenti delle SS, conosciuti come i Sette, intenzionati a raggiungere a ogni costo l’obiettivo: recuperare il prezioso reperto, indispensabile per realizzare il folle piano di resuscitare il Terzo Reich. McGuire è disposto a tutto pur di vendicare i suoi amici, anche a coinvolgere nella rischiosa missione la sua collega al Pentagono Kate Bauer. Cædmon Aisquith è un ex membro del MI5, i servizi segreti inglesi, ma è anche un profondo conoscitore dei Cavalieri Templari e del Graal. Sa con certezza che i Sette mirano a impossessarsi del medaglione. Per questo, quando Finn si rivolge a lui su consiglio di Kate, Cædmon non esita a lanciarsi in una pericolosa avventura che porterà i tre dal Louvre fino alla cittadella fortificata di Montségur, ultima roccaforte dei Catari nel cuore dei Pirenei. La posta in gioco è alta. In caso di fallimento, le sorti dell’intera umanità sono a rischio…
Una leggendaria reliquia.
Un sentiero sepolto per secoli.
Il Terzo Reich sta per rinascere.
Il Santo Graal non deve essere ritrovato.
Hanno scritto dei romanzi di C.M. Palov:
«Antichi misteri, azione frenetica, suspense mozzafiato: un vero gioiello.»
James Rollins, autore di La chiave dell’Apocalisse
«Una trama dal ritmo incalzante, un intreccio che si snoda a folle velocità per arrivare a un finale esplosivo. Vibra di tensione dalla prima all’ultima pagina.»
Steve Berry, autore di Il terzo segreto
«Combinando I predatori dell’arca perduta e Il codice da Vinci, questo romanzo possiede tutta l’azione di un grande thriller e penetra nei misteri di una delle più discusse reliquie di ogni tempo. L’azione comincia sin dall’inizio e non si estingue fino al drammatico finale.»
Suspense Magazine
«Azione serrata e una trama intelligente per questo appassionante esordio. Palov rende intrigante e accessibile a chiunque anche il più arcano sapere biblico, anche la storia e la mitologia. I fan di Dan Brown e Steve Berry ne saranno affascinati.»
Publishers Weekly
«Un’iniezione di adrenalina. Seguire gli affascinanti personaggi per trovare un antico tesoro risveglia lo spirito d’avventura che è in ognuno di noi.»
RT Book Reviews

C.M. Palov si è laureata alla George Mason University in storia dell’arte. Ha lavorato come guida nei musei, ha insegnato inglese a Seul e diretto una libreria. Il suo interesse per l’arte e per i misteri ha ispirato i suoi thriller esoterici. Attualmente vive in Virginia. I suoi libri sono sempre ai vertici delle classifiche americane e inglesi.

Fonte: Newton Compton Editori

The Space Cinema presenta EXTRA, nuova esperienza cinematografica al cinema Odeon di Milano

April 6, 2012 Leave a comment

Giovedì 29 Marzo, presso il cinema Odeon di Milano, The Space Cinema ha presentato EXTRA, un progetto che mira a creare un vero e proprio palinsesto pensato per il grande schermo cinematografico. L’idea è quella di aprire il cinema, è proprio il caso di dirlo, a nuovi contenuti che non siano più solo e unicamente i film. Se i Mondiali di Calcio del 2010 sono stati quelli che hanno dato il via a un modo nuovo di vivere i grandi eventi (come scrivevo ai tempi qui) coinvolgendo il web e in modo importante anche le sale cinematografiche (Sony investì molto per proporre tutte le partite in 3D), è forse giunta l’ora di offrire nei cinema altri contenuti in maniera più costante. E’ quello in cui crede The Space Cinema che ha deciso di investire in questo senso andando ad annunciare quello che è, come detto, un vero e proprio palinsesto pensato per i cinema della propria catena.
I dati snocciolati durante la conferenza hanno messo in mostra come l’Italia sia uno dei paesi europei dove il mercato cinematografico fattura meno e per un periodo di tempo minore, complice certamente una crisi che non rende facile la spesa per le famiglie. La nostra stagione cinematografica va sostanzialmente da settembre ad aprile, mentre il periodo primaverile/estivo vede un forte calo. Sull’arco settimanale si confermano i giorni del weekend di maggiore frequenza, bassa affluenza invece durante la settimana.
A fronte di tutto questo, The Space ha deciso quindi di investire nella direzione di un’offerta di nuovi contenuti che possano attirare gli spettatori per vivere esperienze nuove o rendere migliore l’abituale frequentazione delle sale. Da una parte contenuti che vadano a riempire diversamente quelli che sono gli spazi tipici d’attesa pre-film, al posto del normale flusso di pubblicità e trailer, dall’altra invece una vera e propria programmazione affiancata a quella dei film che riesca a dare un sapore e una vita nuovi al formato dello schermo cinematografico.
Ma quali sono questi contenuti? Innanzitutto, come citato prima, lo sport e in particolare il calcio. Per cominciare, la prossima finale di Coppa Italia che si disputerà tra Juventus e Napoli e che verrà trasmessa in 3D. L’idea è quella quindi di spingere sul fronte dello sport, in quanto è un fenomeno certamente di massa capace di attirare molte persone a vivere l’esperienza collettiva sfruttando la grandezza dello schermo e l’esperienza del 3D che sa valorizzare al massimo lo sport. Chiunque abbia provato a vedere una partita di calcio in 3D e al cinema sa che non c’è paragone dal salotto di casa sia per una questione puramente di spettacolarità tecnica che, dall’altra, del coinvolgimento e partecipazione col resto del pubblico così come può essere in piazza, al bar o allo stadio. Ho chiesto se c’è qualcosa in programma per i prossimi Europei di Calcio e le Olimpiadi, ma ancora è presto per avere risposte certe anche se stanno lavorando in quella direzione e mi sento di dire che non dovrebbero mancare proposte per questi due grandi eventi dell’estate.
Sempre sul fronte sportivo il 19 aprile verrà trasmesso in diretta dalla Sala Odeon 2 di Milano il grande evento Opera On Ice, dove le stelle del pattinaggio su ghiaccio si muoveranno sulle note delle più importanti opere liriche, con la partecipazione speciale di Carolina Kostner.
Altro nuovo contenuto la musica, ovvero la possibilità di trasmettere concerti live o in replica, a partire dall’evento che si terrà a partire dal 16 aprile per presentare in anteprima e in diretta il nuovo album di Biagio Antonacci “Sapessi dire no“. Dalla musica al teatro il passo è breve e quindi verranno offerti anche spettacoli teatrali come la Madame Butterfly 3D che verrà trasmessa dal 3 maggio.
Verrà dato poi ampio spazio a documentari e film di minore distribuzione su larga scala sul nostro territorio, ma di grande importanza e spessore internazionale, che vanno a toccare i più diversi ambiti. Questa l’offerta di lancio: Marina Abramovic: The Artist is Present, documentario sulla famosa artista; I Am Bruce Lee, che racconta la storia di uno dei personaggi più pop e importanti della storia del cinema; If a Tree Falls, dove si raccontano le gesta del movimento ambientalista Earth Liberation Front definiti eco-terroristi dall’FBI; Klitschko, la storia dei fratelli pugili ucraini che hanno dominato la scena dei pesi massimi di boxe degli ultimi anni; L’economia della felicità, documentario sulla crisi economica che apre a possibili e positive prospettive future; Diana Vreeland: the eye has to travel, un racconto della vita privata e professionale di questa figura emblematica del mondo della moda.
Altra proposta molto interessante è quella che apre al cinema indipendente. Uno dei problemi di molti registi indipendenti è quello, una volta girato (spesso faticosamente, è il caso di dirlo) il proprio film, di riuscire a trovarne una distribuzione, cosa che richiede ulteriori investimenti e che molti non sono quindi in grado di fare. The Space ha quindi deciso di accogliere le proposte dei cineasti e di investire offrendo loro una distribuzione interna al proprio circuito. Una iniziativa che trovo veramente coraggiosa e importante, soprattutto nel nostro panorama attuale. La cosa si rivolge non solo alle produzioni italiane ma anche a quelle straniere.
Per quanto riguarda invece i contenuti da proporre nei tipici momenti di attesa pre-film, l’idea è quella di offrire qualcosa di più dei soliti trailer o spot pubblicitari. Per il futuro si pensa di inserire backstage o documenti inerenti al film che verrà proiettato, mentre l’altra idea è quella di recuperare il “cinegiornale” e realizzare il The Space Cine News, un recupero delle origini del cinema dove la sala era anche luogo di informazione. E’ stato proiettato il numero 0 di questa proposta e rappresenta uno spaccato di informazioni e gossip sul mondo dell’entertainment.
Tutto questo rappresenta la proposta iniziale del palinsesto Extra, che troverà un suo preciso calendario e verrà divulgato per offrire agli spettatori precisi punti di riferimento (come la TV ha insegnato). Un progetto a mio avviso molto interessante e che apre a moltissime possibilità future. La sala cinematografica è un luogo unico per fruire i contenuti su schermo, credo non ci sia alcun dubbio in merito e non c’è televisore da casa che tenga, da una parte per la grandezza dello schermo e dall’altra per l’emozione di vivere l’esperienza in un momento partecipato e collettivo ed è per me un’ottima cosa che si apra a nuovi (che poi nuovi non sono, è nuovo il modo di fruirli) contenuti.
Sono molte le idee per il futuro e parlando con Francesco Di Cola (Head of Consumer Marketing di The Space) non ho potuto fare a meno di chiedere in merito alle serie tv che rappresentano di certo una forte attrattiva, ma il problema attuale in merito è sostanzialmente legato ai diritti, dal momento che non sono contenuti nati per essere distribuiti nei cinema e non è semplice trovare i giusti interlocutori soprattutto se si parla di prodotti USA, ma c’è la volontà di andare anche in quella direzione. Vi è comunque la volontà di muoversi su due linee parallele, da una parte quella dei contenuti di massa come i grandi eventi sportivi, certamente di forte interesse per tutti, mentre dall’altra su una scelta di prodotti più ristretti e di nicchia, ma di qualità, in grado quindi di attrarre il pubblico interessato. Ho chiesto poi in merito al 3D, da buon sostenitore di questo formato, e anche qui la risposta è stata che c’è forte interesse in merito purché sia giustificato dal fatto di offrire davvero un qualcosa in più al prodotto, dal momento che il 3D porta sempre con sè un aumento del prezzo del biglietto. Sicuramente lo sport è il contenuto dove il 3D verrà sempre implementato, mentre sugli altri fronti deve poter offrire il giusto “in più” per gli spettatori.
Un’ultima nota sui prezzi del biglietto per questi spettacoli: la cifra dovrebbe oscillare da un minimo di 10€ a un massimo di 14€. La differenza la farà più che altro la ripetibilità di un evento: una partita di calcio, che certamente non può essere riproposta in replica, sarà certo più cara di un documentario presente in sala per diversi giorni/settimane.
Con questo concludo il mio report sull’iniziativa The Space Cinema Extra, confermando il mio entusiasmo per questa nuova vita che sta animando la sala cinematografica che si dimostra essere, oggi più che mai, tutt’altro che morta o morente e che può e deve aprirsi a contenuti che non hanno pari nella fruizione se non in quel contesto, seduti di fronte a uno schermo gigante circondati da qualche centinaio di persone. Dai film a.. tutto il resto. Che ne pensate?

Fonte: Noisymag

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“Capi d’opera”, mostra d’arte sartoriale presso Palazzo Morando a Milano

April 6, 2012 Leave a comment

Metti una domenica pomeriggio, stranamente nuvolosa e fredda della Milano di questi ultimi giorni, un’amica mi consiglia di andare a vedere una mostra sul ricamo, dove poter vedere delle dimostrazioni pratiche, accetto volentieri! La mostra pare essere in centro, in un bel palazzo in Via Sant’Andrea. Capisco subito che si tratta di Palazzo Morando, che da qualche anno è diventato il museo del Costume e della Moda della città meneghina. Ed eccoci entrate alla mostra, intitolata Capi d’opera: una panoramica sulla cultura del fare d’eccellenza in Lombardia. Capi come pezzi unici, oggetti finemente lavorati dalle mani di sapienti artigiani o abiti splendidamente ricamati. Tanti sono i pezzi unici che si realizzano in botteghe o atelier nel milanese, molto spesso poco conosciuti dai più, ma che sono dei veri e propri gioielli.
La mostra è stata organizzata in occasione delle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, realizzata dalla Fondazione Cologni in collaborazione con Paolo Dalla Sega, purtroppo solo per pochi giorni, 31 Marzo – 2 Aprile. Avete quindi ancora qualche (fino alle 20.00 di stasera) per fare un salto in questo luogo dove potrete osservare il lavoro di una accurata selezione di artigiani e piccole imprese, ognuna nel suo settore, che sono diventati emblemi di eccellenza e tradizione. Dalla liuteria al legno, dalle pipe ai coltelli, dalla seta al pizzo, dalla moda alla ceramica, dai metalli alla pelletteria, dai costumi teatrali alle marionette. E poi i tessuti, la carta, l’argento, il vetro… fino alle declinazioni più sperimentali e innovative.
Ma il bello di questa mostra è che oltre a poter vedere gli oggetti sono stati allestiti quattro piccoli atelier, dove i maestri artigiani dialogano con il pubblico dimostrando quanta passione, abilità e concentrazione siano necessarie per svolgere un mestiere “a regola d’arte”. Ecco quindi che vediamo un piccolo angolo della Civica Scuola di Liuteria di Milano e fondazione Antonio Stradivari, poco più avanti il tavolo dell’ orafo con tutti i suoi preziosi materiali per la Scuola Orafa Ambrosiana, i preziosi articoli di pelletteria di Valextra e poi i ricami d’alta moda di Pino Grasso, dai quali i miei occhi non vorrebbero più staccarsi.
Dalla fine degli anni ’50 in poi, l’atelier milanese del maestro Pino Grasso, oggi affiancato dalla figlia Raffaella, passano i più grandi nomi della moda italiana: Shubert, Fabiani, Maruccelli e in seguito Valentino, Armani, Dolce & Gabbana, Prada, Etro e molti altri ancora. L’intuizione di Pino Grasso, la sua professionalità, l’occhio sempre proiettato verso il futuro e la mano ferma nel ricercare una perfezione assoluta fanno del suo laboratorio uno dei più importanti della moda italiana. Non solo per la realizzazione dei ricami più preziosi, ma anche per la ricerca di soluzioni innovative. Il signor Pino Grasso ama chiacchierare con il pubblico e con i visitatori della mostra, a cui spiega il suo lavoro, le esperienze con i grandi della moda, la minuziosità del lavoro che una delle sue dipendenti, davanti ai nostri occhi realizza con strumenti che non sono cambiati in cinquant’anni di attività. Ovvero un telaio di legno a cui è fissata una stoffa finissima, sopra di essa viene disegnato il motivo da ricamare con un minuscolo uncinetto che buca la stoffa, sul rovescio, per prendere dall’altra parte un filo con una lunga fila di perline, le quali una alla volta vengono fissate alla stoffa con un punto catenella. Uno spettacolo da osservare! Alle spalle del maestro scorre un bellissimo video che mostra alcuni degli abiti più importanti realizzati con i ricami del suo atelier, indossati anche dalla bellissima Benedetta Barzini. Splendidi abiti di Armani o di Prada per cui ci vogliono migliaia di perline e centinaia di ore di minuzioso lavoro. Il maestro ci racconta di essere stato insignito nel 2010 dal Centre de Luxe et de la Creation di Parigi del premio “Talent du luxe et de la Creation” per la categoria “invenzione”. E che in Francia sono rimasti ammirati dal suo lavoro tanto da coinvolgerlo nella realizzazione di alcuni ricami di Givenchy.
Non si può che rimanere ammirati dalla passione e dalla voglia di trasmetterla di un maestro di questa portata, che meriterebbe di essere premiato e riconosciuto in primis nel suo (e nel nostro) paese, che è ricco di tradizioni e di saper fare, che all’estero ci invidiano, ma che spesso non siamo capaci di valorizzare nel migliore dei modi in casa nostra. Questa mostra è un modo per far conoscere questi talenti, ma molto ancora, a mio avviso, si potrebbe fare per valorizzare, aiutare e promuovere la piccola impresa e i mestieri tradizionali nel nostro paese.

Fonte: Noisymag