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Chiesa, pagamento IMU per i luoghi non di culto

I cittadini italiani faranno meno sacrifici
“Se vuoi esser perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri”
Anche la Chiesa pagherà l’Imu (Imposta Municipale Unica).
Quando il governo Berlusconi era impegnato nella discussione di una nuova manovra finanziaria nel tentativo di rimettere a posto i conti, diversi parlamentari segnalarono il fatto che si elencassero le numerose proprietà immobiliari della Chiesa e i suoi privilegi economici. La spinosa questione che la Chiesa possa godere di favori che costano molti soldi agli italiani, si potrebbe risolvere disciplinando la loro abrogazione chiedendo così meno sacrifici ai cittadini.
Tutti gli stabili di proprietà della Chiesa, fatto salvo quelli a fine di culto, dovranno pagare la tassa. Così si applica ai bar degli oratori, ai negozi di souvenir all’interno dei santuari, agli ospedali, alle numerose cliniche private, convenzionate o no e a tutte le scuole e asili privati religiosi.
Ma non è finito. Il patrimonio immobiliare che possiede la Chiesa, è estremamente esteso. Comprende infatti svariati appartamenti, palazzi storici e moderni, attività commerciali come librerie o alberghi.
Ma non è ancora finito. La manovra del governo Monti, come scrive Il Sole 24 Ore, comprende fra i suoi parlamentari numerosi ministri, già dirigenti cattolici, e questi hanno fatto in modo di non far rivalutare la rendita catastale degli immobili di proprietà della Chiesa. Il mancato introito per le casse pubbliche derivante dalla decisione ammonterebbe, sostiene sempre il quotidiano economico/finanziario, a circa quattrocento milioni di euro.
Quando vengono sollevate gravi questioni di sopravvivenza delle proprie attività come quelle scolastiche per arrivare ad affermazioni come “l’Imu ci obbliga alla chiusura” ci si chiede se l’asserzione è di certo realistica.
Se consideriamo ad esempio l’ordine dei Salesiani con le loro strutture d’istruzione privata risulta, per l’anno scolastico 2010 – 2011, con i loro 25.173 iscritti con rette per le medie di € 3.363,00 e di € 3.495 per i licei, ad un incasso annuale medio di € 86.318.217,00 senza contare le rette per gli asili, le scuole primarie e le mense. L’affermazione può solo far sorridere per un’impresa, di per se stessa sana e con le spalle coperte dallo I.O.R. (Istituto per le Opere di Religione) e comunemente conosciuto come Banca Vaticana.
La Chiesa, rappresentante di Dio sulla terra, dovrebbe forse ricordare meglio alcuni passi dei Vangeli:

  • Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo…(Mat.6:19,20)
  • Io vi dico in verità: “è più facile ad un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio” (Mat.19:23,24; Mar.10:23-25; Luca 18:24,25)
  • Se vuoi esser perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nei cieli: poi, vieni e seguimi (Mat.19:21; Mar.10:21; Luca 18:22)

Alex Ricci

Fonte: MondoRaro

 

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