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Pinterest, social network contestualmente utile (parte 1)

March 15, 2012 Leave a comment

[Questo mio contributo, diviso in due parti distinte, lo devo a Jenni Fuchs. Consulente museale, vive a Berlino ed è fondatrice di Museums140, una piattaforma che promuove l’utilizzo dei social media da parte dei musei mediante progetti concreti. Ho infatti assistito ad una videoconferenza sull’utilizzo di Pinterest in ambito museale promossa da Christiane Henner-Fehr sul suo blog http://kulturmanagement.wordpress.com/, a cui lei é stata invitata come esperta, e che si è rivelata per me illuminante.]
La comunicazione in ambito museale deve fare i conti con la presenza e l’evoluzione dei social networks. La loro principale qualità è che consentono una comunicazione mirata e specifica ad un ampio numero di persone in modo diretto ed immediato. Mentre Facebook e Twitter sono stati ormai adottati come piattaforme comunicative da molti musei in tutto il mondo, é in quest’ultimo mese che si sta dibattendo online, per lo più su siti tedeschi, americani e anglosassoni, sull’uso di Pinterest in ambito culturale.
Cerchiamo di vederci chiaro. Pinterest è un social network che nasce nel marzo del 2010 con l’intento di offrire all’utente la possibilità di raccogliere le immagini reperite sul web o da lui caricate, dividendole per categorie. La nuova funzione “Pin it”, permette di caricare direttamente da un sito internet nella propria bacheca le immagini che si reputino interessanti. Il social network consente poi, per sua natura, di seguire le raccolte di altri utenti, che si possono ricercare per interesse. E´anche possibile commentare le immagini oppure dare il proprio “like”, oppure effettuare il repin sulla propria bacheca delle immagini di proprio gradimento. Il meccanismo è semplice ed immediato, e garantisce all’utente una rapida familiarizzazione con le funzioni di Pinterest.
Pinterest diventa una vera e propria vetrina che l’utente può gestire a suo piacimento; Per visualizzare l’account di Pinterest di un utente non è necessario essere iscritti alla piattaforma, come è invece fondamentale se si desidera commentare o esprimere la propria preferenza per una immagine. Il network funziona al momento su invito: chi desiderasse iscriversi deve richiedere l’invito oppure farsi invitare da un altro iscritto. L’iscrizione avviene in maniera semplice grazie alla possibilitá di effettuare l’accesso al network utilizzando l’account Facebook o Twitter.
La domanda che ci si vuole qui porre è come questo social network possa offrire valore aggiunto in ambito culturale, e nello specifico, come un museo possa impostare un suo progetto comunicativo attraverso questa nuova piattaforma. Una ricerca sul web e la sperimentazione in prima persona delle possibilità del mezzo nel corso della mia collaborazione con lo Schulmuseum di Lipsia mi consentono ora di fornire una prima analisi, frutto delle riflessioni svolte dopo le prime due settimane di utilizzo.
Dopo la fase di iniziazione alla piattaforma sociale, ho visionato i profili Pinterest dei musei che già la utilizzano e che hanno prevalentemente sede negli USA e nel Regno Unito. Il mio fine era, chiaramente, quello di valutare quali potessero essere le potenzialità del mezzo e quali le sue debolezze.
Anche Jenni Fuchs ha svolto lo stesso tipo di analisi, pubblicata nel suo blog “Museum Diary” al seguente link http://jennifuchs.tumblr.com/page/2 .
Ecco i risultati emersi:
I musei utilizzano Pinterest per esporre la loro collezione, o, quantomeno, per enuclearne i temi fondamentali. Ciò permette al visitatore di farsi una idea preventiva dell’offerta museale in modo semplice e diretto, grazie alla grafica accattivante della piattaforma.
Alcuni musei hanno compreso la possibilità commerciale che offre Pinterest e propongono delle immagini dei prodotti che si possono acquistare nello shop del museo.
Altri invece vogliono creare occasioni di dibattito grazie all’utilizzo della funzione di commento alle immagini.
Altri si avvalgono della possibilità di creare delle raccolte ove gli utenti possano collaborare nell’arricchimento della bacheca, e chiamano in causa l’utente e il suo desiderio partecipativo.
Si puó offrire un immagine di contesto del museo: alcuni musei hanno creato delle raccolte con immagini della loro città.
C’è la possibilità di collegarsi tematicamente con altri musei che hanno la loro stessa mission, o una mission simile.
Si possono offrire nuove risorse all’utente, più o meno direttamente legate ai temi trattati dal museo.

(To be continued)

Fonte: Noisymag

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