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Archive for February 29, 2012

Renzo Arbore, pubblico italiano di basso livello culturale

February 29, 2012 Leave a comment

“I dati Auditel non sono sinonimo di gradimento”. Parola di Renzo Arbore. Il cantautore, nonché guru della televisione italiana, dice la sua nell’ambito di “WIDG – La tv che vorrei”, un ambizioso progetto che intende raccontare il piccolo schermo da una prospettiva basata non solo sulla considerazione dei dati statistici diffusi dall’Auditel. “Finalmente, da più parti, viene messa in dubbio la tracotanza dell’Auditel, che devo dire a me ha fatto sempre sorridere e sospettare – afferma Arbore -. I dirigenti che si sono avvicendati in questi anni alle direzioni delle reti, venendo anche da altri professioni, come il giornalismo, hanno sempre identificato solamente nell’ascolto il gradimento del pubblico. Non è così”.
Il musicista pugliese, durante la sua pluriennale esperienza in televisione, ha constatato che molte trasmissioni possono aver successo ed essere rilevanti non facendo registrare alti picchi di ascolto: “C’è un termine di misurazione di un programma che non è soltanto basato sull’ascolto ma anche sulla risonanza e sull’affezione – sottolinea Arbore -. I telespettatori cioè che guardano quel dato programma perché a loro piace. Il mio “Quelli della notte”, ad esempio, non aveva un ascolto elevato, ma aveva un’affezione del suo pubblico molto alta, oltre che una risonanza il giorno dopo davvero significativa”.
Insomma, non sta all’Auditel dire quali siano i migliori contenuti trasmessi dalla tv italiana. “E’ da sempliciotti ritenere che l’ascolto sia sinonimo di gradimento, di affezione, di stima al programma – aggiunge Arbore -. L’Auditel è semplicemente un indice di quantità, basato su un campione di italiani che hanno quella macchinetta in casa. Non è un campione fallace, però è un campione che ahimè purtroppo, con mio grande dolore, risponde al grado culturale del pubblico italiano, che nella grande quantità è molto basso. Ecco il motivo del successo dei reality e di certi talk show che vanno solo a cercare la rissa”.

Fonte: TMNews
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Steven Spielberg, approdo della nuova serie tv “The River” su Sky

February 29, 2012 Leave a comment

Dal primo marzo su Sky Uno il nuovo thriller soprannaturale.
Approderà il primo marzo in Italia “The River”, la nuova serie tv prodotta da ABC Studios e dalla Amblin Films di Steven Spielberg, che ne è anche produttore esecutivo. Thriller soprannaturale, già indicato come ‘nuovo Lost’, “The River” ha raccolto quasi 8 milioni di spettatori con il primo episodio pilota. Il debutto è stato programmato in contemporanea con gli Stati Uniti anche in altri otto Paesi. Entro le prossime settimane esordirà in molti altri stati, tra cui l’Italia, dove andrà in onda in esclusiva su Sky UnoHD.
La regia è affidata a Oren Peli, il director israeliano campione d’incassi al botteghino con gli horror low cost “Paranormal Activity”. Lo stile del docu-reality fornisce alla serie quella parvenza di realtà necessaria ad incutere timore e inquietudine nello spettatore. La suspance e l’adrenalina sono gli ingredienti principali di “The River”, amalgamati sapientemente dagli sceneggiatori con elementi di paranormale. Il tutto con la misteriosa e lussureggiante foresta Amazzonica sullo sfondo.

Fonte: TMNews

Cindy Sherman, mille volti in mostra al MoMA di New York

February 29, 2012 Leave a comment

Il MoMA di New York celebra Cindy Sherman con una grande esposizione che copre il lavoro dell’artista-fotografa dagli anni Settanta a oggi. In mostra, nel tempio della contemporaneità, 180 fotografie, tra le quali spiccano i celebri “autoritratti in maschera”, che hanno usato gli stereotipi dell’iconografia maschilista proprio per ribaltare ogni stereotipo discriminatorio. La curatrice dell’esposizione, Eva Respini.”I personaggi che Cindy ha creato nell’arco della sua carriera – spiega la studiosa – vanno davvero da certi tipi femminili ispirati al cinema, come la casalinga annoiata o la vamp, arrivano a ironizzare sulle donne e gli uomini degli antichi dipinti fino ai personaggi più recenti, ispirati a una società ossessionata dalla giovinezza e dallo status sociale, e alle donne che la rappresentano”.Nata nel 1954, Cindy Sherman è diventata lo scorso anno la fotografa più quotata del mondo, con un suo scatto battuto all’asta per quasi quattro milioni di dollari. E nel suo lavoro c’è un’indagine intellettuale molto acuta, sebbene mediata dall’ironia, sulla società contemporanea. “Se pensate alla fama che si acquisisce con Facebook, YouTube o la tv – aggiunge Respini – vedete che questa ansia per il proprio status e il modo in cui noi assumiamo diverse personalità, talvolta nello stesso giorno, è un meccanismo profondo del comportamento umano. E io credo che la cosa più importante del lavoro di Cindy è che lei ha individuato esattamente come la fotografia oggia sia complice nella costruzione delle identità”.La mostra del MoMA, con il suo carico di suggestione e riflessione, resterà aperta al pubblico fino all’11 giugno.

Fonte: TMNews

Carlo Verdone, inizialmente troppo giovane per “Posti in piedi in paradiso” l’attrice Micaela Ramazzotti

February 29, 2012 Leave a comment

Il regista: Poi suo marito Paolo Virzì ha insistito e l’ho scelta.
“All’inizio non volevo Micaela Ramazzotti perché la ritenevo troppo giovane”. Carlo Verdone rivela a Tv, Sorrisi e Canzoni un curioso retroscena sulla scelta della protagonista femminile del suo film, in uscita il prossimo 4 marzo, “Posti in piedi in paradiso”. “Poi – continua – suo marito Paolo Virzì ha insistito e l’ho scelta. Devo dire che aveva ragione lui”.
Il tema della pellicola è quello dei mariti separati ma non c’è spazio per il maschilismo, come afferma il regista e attore romano: “Il film non si schiera dalla parte degli uomini. Per questo motivo abbiamo inserito la Ramazzotti in un personaggio femminile”.
L’attrice interpreterà Gloria: “E’ una disastrata sentimentale ma è dotata di buon senso. Stempera il rischio di rendere tutto al maschile”. Verdone e Virzì sono amici ma il primo non ha avuto alcun imbarazzo nel baciare la consorte del secondo. “Siamo attori – dice – pronti a tutto. Inoltre, è stato proprio Paolo a suggerire Micaela per quel ruolo”.

Fonte: TMNews

Usa, bacio appassionato del marine gay spopola sul web

February 29, 2012 Leave a comment

Il bacio è di quelli da manuale. Una cartolina perfetta. La bandiera a stelle e strisce sullo sfondo, un soldato appena rientrato dal fronte e con ancora indosso la mimetica e un abbraccio a occhi chiusi. Ma nello scatto non c’è nessuna donna. Le labbra che si toccano sono quelle di due uomini.
Lo scatto del bacio tra il marines omosessuale e il suo compagno ha fatto il giro del mondo. Postata nel fine settimana sulla pagina Facebook Gay Marines, ha ricevuto in poche ore circa 35.000 like, vale a dire testimonianze di approvazione, e più di 4.000 commenti. Il sergente Brandon ha ringraziato pubblicamente i suoi sostenitori e ha anche precisato di non aver voluto ostentare i sentimenti verso il suo compagno, Dalan Wells, solo per vivere un momento di fama.
Il bacio, insomma, ha un sapore “politico”, perché dopo quattro anni di discrezione e riservatezza, oggi il sergente Brandon può liberamente saltare addosso (letteralmente) al suo innamorato e baciarlo con la divisa in una base militare come quella delle Hawaii (tra l’altro, location più romantica non avrebbe potuto trovarla). Il presidente Barack Obama ha infatti fortemente voluto la fine della regola aurea Don’t ask don’t tell (Dadt), in base alla quale era vietato ai militari omosessuali dichiarare esplicitamente le loro preferenze sessuali.
Ma “non dire” – per l’appunto – non coincide con il “non essere” e l’esercito Usa, come si può immaginare, conta una folta schiera di gay, di tutti i gradi e a tutti i livelli. “”In quanto veterano dell’esercito e gay questa foto mi ha fatto venire le lacrime agli occhi”. Questo uno dei tanti commenti sulla pagina Facebook Gay Marines. E ancora: “Anche nei miei sogni più folli, non avrei mai creduto di poter vedere una cosa simile prima di morire”.
Ma quello del sergente Brandon non è il primo bacio gay in divisa. A dicembre dello scorso anno due ufficiali lesbiche della Marina statunitense si sono date il primo bacio documentato. Erano su un molo e una delle due era appena tornata da 80 giorni di servizio in mare. Lo scatto, però, curiosamente non ebbe la risonanza di quello tra il marines e il suo compagno.
Insomma, è probabile che presto nel nostro immaginario romantico alla celebre fotografia del bacio parigino di Robert Doisneau, dovremmo affiancare anche quella del sergente Brandon. Forse meno artistica, è vero, ma sicuramente molto efficace.

Anna Mazzone

Fonte: Panorama

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