Archive

Archive for February 22, 2012

Piramidi Bosniache, la storia del mondo secondo Dr.sci. Sam Semir Osmanagich

February 22, 2012 Leave a comment

Quasi tutto quello che ci viene insegnato sulla storia antica è sbagliato: l’origine dell’uomo, delle civilizzazioni e delle piramidi. L’Homo Sapiens Sapiens non è risultato dell’evoluzione e i biologi non troveranno mai l'”anello mancante”, perchè l’uomo intelligente è prodotto dell’ingegneria genetica. I Sumeri non sono l’inizio dell’uomo civilizzato, ma piuttosto l’inizio di un altro ciclo dell’umanità. Infine, le piramidi originali, le più eccellenti e antiche, sono state costruite da costruttori esperti che conoscevano l’energia, l’astronomia e la costruzione, meglio di noi.
Per poter capire i monumenti antichi, è necessario vederli attraverso tre reami: il fisico, l’energetico e lo spirituale. I nostri strumenti scientifici semplicemente non sono sufficienti a spiegare il proposito delle piramidi più antiche, per esempio. Gli scienziati convenzionali, gli archeologi, gli storici e gli antropologi, spesso sono l’ostacolo principale al progresso scientifico.
Il divario tra scienza spirituale e fisica dev’essere colmato se vogliamo comprendere a pieno il passato. Milleduecento tonnellate di blocchi di pietra a Baalbeck (Libano) necessitano di spiegazione. Chi riuscì a plasmare, muovere e installare blocchi megalitici quattro volte superiori alle nostre possibilità del 21° secolo? I monumenti megalitici di Yonaguni (Giappone) appartengono al ciclo precedente dell’umanità. Sono prova innegabile, sul fondo del Pacifico, a 80 metri sotto il livello dell’oceano, che nell’area visse una cultura avanzata più di 12000 anni fa, prima che enormi quantità di ghiaccio si sciogliessero alzando il livello dell’oceano per 80 metri. Machu Picchu (Perù) ci racconta la storia di quattro distinte civiltà e diversi stili di costruzione, dove la prima di esse appare la più avanzata. Allo stesso tempo, tutti i libri di storia raccontano degli Inkas come dei costruttori del “ritiro reale” in tempi recenti. Nuova datazione delle piramidi Peruviane, Messicane, Cinesi ed Egizie, ci porteranno molto più indietro di quanto riconosciuto dalla storia. Le piramidi Cinesi ed Egizie più antiche sono molto superiori di quelle nate in seguito, come repliche scadenti. Le più antiche sono fatte di granito e arenaria, le più recenti sono di dimensioni inferiori e fatte di mattoni e fango. Tracce di esseri più avanzati sono ovunque attorno a noi. Nel frattempo gli scienziati convenzionali cercano di incastrare questi monumenti nelle loro coordinate temporali, falsificando la verità.
Duecento piramidi Cahokia mostrano una conoscenza astronomica di costruttori che hanno spostato materiali per milioni di tonnellate e che conoscevano la differenza tra nord magnetico e nord cosmico. Il mondo Maya è un esempio della conoscenza dell’Universo. Il nostro sistema solare orbita nella Via Lattea e questo ciclo di 26000 anni (“calendario del lungo computo”) influenza tutta la vita sul nostro Pianeta. Gli Anasazi, antenati degli Indiani Pueblo, non avevano bisogno di alfabeto o comunicazione fisica per riconoscere il pericolo in diverse dimensioni dalle profondità dell’Universo. Finchè stanno nella scatola, gli archeologi convenzionali non saranno in grado di spiegare la strumentazione e la logica necessaria per costruire le teste di pietra nell’Isola di Pasqua, i blocchi di granito del complesso di piramidi di Akapana in Bolivia o per creare le camere delle piramidi di Giza. Le sfere di pietra del Messico occidentale, nel sud della Costa Rica, l’Isola di Pasqua o 20 luoghi nella Bosnia-Herzegovina, sono prove ovvie della conoscenza e manipolazione di forme ed energia nel passato distante. In cima a tutto questo, la scoperta della Valle Bosniaca delle Piramidi ci dice che non conosciamo il nostro Pianeta. Possiamo andare sulla Luna (temporaneamente, finchè non è minaccia), ma dobbiamo ancora esplorare la nostra Madre Terra. Altri segreti attendono di essere scoperti, assieme alla conoscenza antica che ci aiuterà a riguadagnare il nostro equilibrio.
Il significato della scoperta della piramide bosniaca
Nell’aprile 2005 ho prima viaggiato a Visoko, a 20 miglia nord-ovest da Sarajevo, la capitale della Bosnia-Herzegovina. La mia attenzione è stata catturata da due colline dalla forma regolare, che poi ho chiamato Piramidi Bosniache del Sole e della Luna. Per migliaia di anni la gente del posto ha considerato quelle colline come fenomeno naturale, perchè erano coperte di terra e vegetazione. Quando ho visto le loro facce triangolari, angoli ovvi e l’orientamento verso punti cardinali, ho capito che non dovevano essere formazioni naturali. Dato che avevo indagato sulle piramidi per decenni, sapevo che le piramidi scoperte in Cina, Messico, Guatemala e El Salvador, avevano quella copertura di terreno e vegetazione. Nel 2005 è iniziato il lavoro su questo progetto e le compagnie di costruzione e i geologi, venivano pagati (di tasca mia) per gli scavi e le analisi geo-morfologiche. Quindi abbiamo annunciato al mondo, in una conferenza stampa, che le prime piramidi in Europa erano state scoperte.
Poco dopo abbiamo formato la Fondazione no-profit Archaeological Park: Bosnian Pyramid of the Sun e da quel momento le indagini sulla piramide in Bosnia sono divenute il progetto archeologico inter-disciplinare più grande al mondo. Abbiamo speso più di 340000 ore-uomo in scavi archeologici, analisi di campioni e datazione al radiocarbonio nel periodo dal 2005 al 2011. Abbiamo determinato che la Valle Bosniaca delle Piramidi consiste in cinque piramidi scoperte ad oggi che ho chiamato: Le Piramidi Bosniache del Sole, della Luna, del Dragone, di Madre Terra e dell’Amore. Il sito include anche un complesso di tumuli e un enorme labirinto sotterraneo.
La scoperta è storica e cambia la conoscenza della prima storia Europea per diverse ragioni:
1. Queste sono le prime piramidi scoperte in Europa.
2. Il sito include la più grande struttura piramidale del mondo, la Piramide Bosniaca del Sole con la sua altezza di 220 metri, molto superiore alla Grande Piramide d’Egitto (147 metri).
3. La Piramide Bosniaca del Sole, secono il Bosnian Institute for Geodesy, mostra l’orientamento più preciso verso il nord cosmico, con un errore di 0°, 0′ e 12”.
4. La Piramide Bosniaca del Sole è completamente coperta da blocchi di cemento rettangolari. Le proprietà del cemento, inclusa l’estrema durezza (fino a 133 MPs) e il basso assorbimento di acqua (attorno all’1%), secondo le istituzioni scientifiche in Bosnia, Italia e Francia, sono molto superiori ai materiali moderni.
5. Le piramidi sono ricoperte di terreno, che secondo L’Istituto Statale di Agro-pedologia, è vecchio di circa 12.000 anni. La datazione al radiocarbonio del terrazzo pavimentato sulla Piramide Bosniaca della Luna, eseguita dall’Istituto di Fisica del Silesian Institute of Technology a Gliwice (Polonia), ha confermato che il terrazzo è stato costruito 10.350 anni fa (+/- 50 anni). Questa scoperta conferma che le piramidi della Bosnia sono anche le piramidi più antiche conosciute sul pianeta.
6. Sotto la Valle Bosniaca delle Piramidi c’è un tunnel esteso e una rete di camere che continua per più di dieci miglia.
7. Sculture in ceramica sono state scoperte nel labirinto sotterraneo e arrivano ad una massa che supera 20000 libbre e questo le rende le più grandi mai scoperte.
La lista delle meraviglie nell’archeologia Bosniaca non finisce qua. In vicinanza abbiamo scoperto il tumulo più alto al mondo: 61 metri. Il suo concorrente più diretto, Silbury Hill in Inghilterra, è alto 60 metri. Il tumulo Bosniaco consiste di due terrazzi megalitici a doppio strato, strati in argilla e in cemento artificiale.
Un gruppo di fisici ha misurato un fascio di energia che parte dalla cima della Piramide Bosniaca del Sole. Il raggio del fascio è 4.5 metri e ha una frequenza di 28 khz. Il fascio è continuo e la sua forza cresce nel salire e allontanarsi dalla piramide. Questo fenomeno contraddice le leggi conosciute della fisica e della tecnologia. Questa è la prima prova di tecnologia non-hertziana sul Pianeta. Sembra che i costruttori delle piramidi abbiano creato una macchina a moto perpetuo molto tempo fa e questa “macchina energetica” funziona ancora. Nel labirinto sotterraneo, nel 2010, abbiamo scoperto tre camere e un piccolo lago blu. Le misurazioni mostrano che il livello di ionizzazione è di 43 volte superiore alla concentrazione media esterna, questo rende le camere sotterranee delle “stanze di guarigione”.
Ulteriori misurazioni elettromagnetiche nel 2011 hanno confermato che livelli di radiazione negativa lungo le griglie di Hartman, Curry e Schneider si riducono a zero nei tunnel. Non c’era radiazione tecnica (da linee elettriche e/o tecnologie) nei tunnel e nemmeno radioattività cosmica.
Le sculture in ceramica sono posizionate sui flussi d’acqua sotterranei e l’energia negativa viene trasformata in positiva. Tutti questi esperimenti indicano che il labirinto sotterraneo è una delle costruzioni più sicure al mondo e questo lo rende un posto ideale per la rigenerazione del corpo.
I cento anni di Egittologia non hanno prodotto una risposta soddisfacente alla domanda sul proposito reale delle piramidi più antiche. In soli sei anni, la nostra ricerca in Bosnia ha applicato metodi scientifici interdisciplinari, per studiare questo complesso attraverso le dimensioni fisiche, energetiche e spirituali. Abbiamo ottenuto risultati pioneristici che influenzano l’intera sfera della conoscenza e la Scienza sulle Piramidi. La nostra storia sta cambiando con ogni nuova scoperta. Forse cambiando i nostri inizi o apprendendo meglio sui nostri inizi, possiamo anche cambiare il nostro presente e il nostro futuro in meglio.
Dr.sci. Sam Semir Osmanagich
Membro dell’Accademia Russa di Scienze Naturali. Professore in Antropologia presso l’American University in Bosnia-Herzegovina. Fonte: Bosnian Pyramid

Fonte: Altro Giornale

Trattato di Velsen, concordato sconosciuto di Eurogendfor

February 22, 2012 Leave a comment

Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA. Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie. Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3). Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali. Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto. Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano. La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti. Fonte: YouTube

Fonte: AGS Cosmo

Silene Stenophylla, pianta preistorica scoperta fra i ghiacci della Siberia

February 22, 2012 Leave a comment

Pianta resuscitata in Russia. – Riportare alla vita un antico essere vivente. Oltre ai miracoli, c’è la mano della scienza. Un team di ricercatori dell’Accademia delle Scienze Russa ha letteralmente resuscitato dal permafrost siberiano una pianta vissuta circa 30mila anni fa, la cosiddetta Silene stenophylla.
La specie, molto diffusa all’epoca del Pleistocene, è di nuovo viva e vegeta. Dopo aver ritrovato i semi della Silene, a 38 metri di profondità in mezzo ai ghiacci suberiani, nella zonda nord orientale, gli studiosi russi hanno tentato di procedere alla loro rigenerazione, riuscendo nell’impresa.
Ma il merito non è solo degli studiosi russi. Prima ancora, dobbiamo ringraziare un operoso scoiattolodell’era glaciale visto che ha scavato una sorta di camera del tesoro dove ha nascosto i semi, che molto probabilmente servivano al suo sostentamento.
Tali sementi sono rimaste nascoste nel permafrost siberiano fino ad oggi. I sedimenti sono stati saldamente cementati insieme nel ghiaccio, rendendo impossibile qualsiasi infiltrazione d’acqua, come se si fosse creata naturalmente una camera di congelamento completamente isolata dalla superficie. Dai loro tessuti, gli scienziati russi sono riusciti a resuscitare la pianta in un esperimento pionieristico che apre la strada alla rinascita di altre specie.
Si tratta della più antica pianta mai rigenerata” hanno spiegato i ricercatori al Guardian “ed è fertile e produce fiori bianchi e semi vitali”. L’esperimento dimostra che il permafrost è servito come deposito naturale per le forme di vita antiche.
Svetlana Yashina dell’Istituto di Biofisica dell’Accademia Russa delle Scienze, che ha guidato i lavori ha spiegato inoltre che la pianta sembra molto simile alla sua versione moderna, che cresce ancora nella stessa zona nel nord-est della Siberia. “È una pianta molto vitale, e si adatta molto bene“. La sua speranza adesso è che insieme al suo team possa continuare il lavoro e rigenerare altre specie vegetali.
Riteniamo indispensabile proseguire gli studi del permafrost alla ricerca di un pool genetico antico, quello della vita pre-esistente, che ipoteticamente è da tempo scomparsa dalla superficie della terra” hanno spiegato gli scienziati russi coinvolti nell’esperimento.
Il prossimo passo sarà la resurrezione dei mammut?
La ricerca è stata pubblicata su Proceedings of National Academy of Sciences.

Fonte: GreenMe

Museo del Prado, esposizione Gioconda gemella a Madrid

February 22, 2012 1 comment


La copia viene attribuita a uno degli allievi di Leonardo, creata parallelamente, come confermano anche le stesse correzioni apportate sul dipinto.
Da ieri è esposta al pubblico nella Sala 49 del Museo del Prado a Madrid la ormai celebre Gioconda «gemella« riscoperta nelle ultime settimane dopo un sorprendente lavoro di restauro che ha rivelato come sia stata dipinta da un discepolo sotto gli occhi dello stesso Leonardo mentre il maestro nella bottega di Milano creava l’opera originale, oggi icona mondiale e «regina» del Louvre.
La «gemella» spagnola, attribuita dagli esperti del Prado a uno dei due allievi preferiti di Leonardo, Andrea Salaino, che poi divenne l’amante del maestro, o Francesco Melzi, ha subito attirato una folla non minore di quella che circonda la gemella «francese». Decine di persone hanno stretto d’assedio la tela, al centro della Sala 49 del museo madrileno, spinte dalla fortissima curiosità suscitata dalla notizia della spettacolare riscoperta, che in pochi minuti il primo febbraio ha fatto il giro del mondo.
La «copia» del Prado è nota da secoli. Ma tutto lo sfondo della tela, attorno alla figura della Monna Lisa, era coperto da una vernice scura, probabilmente aggiunta verso il XVIII secolo. E’ stato effettuando uno studio su richiesta del Louvre, che la chiedeva in prestito per la mostra leonardiana dedicata all’ultima opera del maestro, La «Santa Anna» prevista dal 29 marzo prossimo, che gli esperti del Prado hanno scoperto, grazie agli infrarossi, che sotto la brutta vernice c’era esattamente lo stesso sfondo di montagne e laghi dell’originale. Rivelata l’opera nella versione originale, esami chimici, stilistici e riflettografici hanno permesso di determinare che è stata creata con ogni probabilità nella bottega di Leonardo, in contemporanea con il capolavoro del maestro. «Non e’ una copia posteriore» spiega il vicedirettore del Prado Gabriele Finaldi, » è un quadro dipinto mentre Leonardo dipingeva il suo, con le stesse correzioni in opera. E’ una esecuzione parallela, sincronica, probabilmente realizzata sul cavalletto a fianco di quello del maestro».
Alcuni esperti italiani non hanno escluso che l’autore della «copia in opera» sia stato un allievo spagnolo di Leonardo, forse Fernando Yanez de la Almedina, che pure si trovava a Milano al momento della creazione della Gioconda verso il 1503-1505. Molti dettagli, letti agli infrarossi, secondo la restauratrice Ana Gonzalez Mozo confermano la creazione parallela delle due opere. Gli stessi tratti di matita in nero o in rosso per la bozza, le stesse correzioni in opera, la testa ‘abbassata’ prima da Leonardo poi dall’allievo, il seno e la scollatura «corretti» nello stesso modo. Il restauro della Gioconda del Prado mostra, pensano al Prado, come sarebbe l’originale del Louvre se fosse restaurato. Una decisione che pero’ nessuno al momento prevede di prendere. Finaldi ha citato l’esempio della treccia, apparsa ora sul lato destro del volto della Monna Lisa spagnola dopo il restauro. ‘«Su quella del Louvre non si vede, non perche’ non c’e’, ma perche’ e’ coperta da strati di vernice ossidata’». Insomma, perche’ la ‘vera’ Gioconda, dopo mezzo millennio di viaggi e peripezie forse e’ ‘sporca’. Fra un mese le due gemelle saranno di nuovo riunite, a pochi metri una dall’altra al Louvre.

Fonte: Corriere Fiorentino

Coalition for Marriage, cristiani in rivolta contro nozze gay in Gran Bretagna

February 22, 2012 Leave a comment

Dopo la decisione da parte del governo Cameron di legDopo la decisione da parte del governo Cameron di legalizzare entro il 2015 le nozze tra persone dello stesso sesso, i cristiani cattolici dell’isola britannica hanno deciso di manifestare contro tale provvedimento. Infatti il gruppo cattolico a salvaguardia del matrimonio cristiano fra persone eterosessuali, denominato Coalition for Marriage, invierà 175mila persone in piazza a protestare e a firmare una petizione popolare contro la legge in questione. Questo gruppo cattolico è appoggiato dall’arcivescovo di Canterbury, Lord Carey e dai vari e numerosi altri gruppi cattolici parlamentari conservatori.
Dopo la decisione da parte del governo Cameron di legalizzare entro il 2015 le nozze tra persone dello stesso sesso, i cristiani cattolici dell’isola britannica hanno deciso di manifestare contro tale provvedimento. Infatti il gruppo cattolico a salvaguardia del matrimonio cristiano fra persone eterosessuali, denominato Coalition for Marriage, invierà 175mila persone in piazza a protestare e a firmare una petizione popolare contro la legge in questione. Questo gruppo cattolico è appoggiato dall’arcivescovo di Canterbury, Lord Carey e dai vari e numerosi altri gruppi cattolici parlamentari conservatori.

Fonte: AGS Cosmo

Categories: Civiltade Tags:

“I LIKE DS3 PARTY”, evento Citroën con esclusivo dj set di LMFAO, 23 Febbraio a Roma

February 22, 2012 Leave a comment

LMFAO
IL 23 FEBBRAIO A ROMA
CON UN ESCLUSIVO DJ SET
PER L’EVENTO CITROËN ”I LIKE DS3 PARTY!”
Selezionati i 26 street dancer italiani
che accompagneranno sul palco lo show del duo di L.A.

Cresce l’attesa per l’arrivo in Italia, il prossimo 23 febbraio, degli LMFAO, il travolgente duo californiano che propone un’originale contaminazione tra l’electro e l’hip-hop e che ha scalato le più importanti classifiche musicali internazionali, conquistando premi, nomination e un gran numero di fedelissimi fan. La loro hit “Party Rock Anthem” ha dominato nel 2011 le vette delle classifiche di iTunes in sette paesi e in occasione del Super Bowl dello scorso 5 febbraio gli LMFAO sono stati consacrati come nuovo fenomeno di culto a livello mondiale dalla regina del pop Madonna, il cui nuovo album MDMA viene lanciato da un singolo remixato proprio dal duo.
Tra pochi giorni gli LMFAO arriveranno per la prima volta in Italia e saranno per l’evento targato Citroën “I LIKE DS3 PARTY”, organizzato e prodotto da Artmediamix per festeggiare il secondo anniversario della vettura Citroën DS3.
Per l’occasione, Citroën ha voluto regalare ai suoi fan uno strepitoso doppio DJ set firmato LMFAO, arricchito da uno show che porta sul palco giovani campioni della street dance italiana e ospitato nella sontuosa cornice di Spazionovecento a Roma.
L’amatissimo duo californiano tornerà nei prossimi mesi in Italia per due concerti live.
Grandissima partecipazione ha riscontrato anche il web casting dedicato agli street dancer, per conquistare un posto sul palco con gli LMFAO durante lo show del 23 febbraio. Un’occasione imperdibile per molti aspiranti ballerini, che hanno accettato la sfida mettendosi in gioco con grande entusiasmo. Il contest ha visto emergere giovani talenti e tanta creatività. Sono state infatti 103 le clip video caricate dai concorrenti sull’apposita piattaforma online, tutte sorprendentemente di altissima qualità, con le più diverse performance, individuali o di gruppo, ispirate allo street style degli LMFAO.
E domenica 12 febbraio a Roma si è svolto il casting dal vivo davanti ai giurati Marco Garofalo, Rossella Brescia e Garrison Rochelle. A loro è toccata l’ultima parola che ha definitivamente decretato quali sono i 26 fortunati ballerini che faranno parte della super crew nella grande serata “I LIKE DS3 PARTY”, realizzando il sogno di esibirsi sul palco al fianco di star internazionali come gli LMFAO. Significativa la location scelta per il casting: il Centro Culturale Elsa Morante, nel quartiere Laurentino. Uno spazio modernissimo e polifunzionale a forte vocazione giovanile, simbolo di un recupero virtuoso della periferia che può diventare crocevia di creatività, passioni e talenti.
A condurre il casting di Roma La Pina e Diego, le voci ufficiali di Radio Deejay, che con la loro simpatia hanno contribuito a rendere ancora più divertente una giornata intensa, piena di adrenalina e di emozioni. Tutti i ballerini in concorso, arrivati da ogni parte d’Italia, hanno fatto ricorso alla loro carica di grinta ed energia per convincere i tre giurati, chiamati a un compito davvero difficile. Ma solo in 26 hanno superato la spietata selezione, regalando momenti di autentico spettacolo.
Ecco i nomi dei vincitori: Giorgio Cocco (Cagliari), Riccardo Berretta (Terni), Gianluca Valente (Roma), Flavio Dromì (Roma), Davide Nicoletti (Lecce), Francesco Mottisi (Manduria – Ta), Elia Pacini (Fucecchio – Fi), Gabrio Di Benedetto (Pisa), Arben Kapidani (Modena), Simone Balboni (Modena), Antonio Buonavoglia (Ladispoli – Rm), Lee-J Ramirez (Roma), Youssef Chauqi (Modena), Gabriele Manzo (Salerno), Andrea Marici (Ferrara), Carmela Monetta (Cava Dei Tirreni – Sa), Laura Ferretti (Forlì), Grace De Ocampo (Bologna), Simona Marigliano (Salerno), Jessica Maiello (Napoli), Livia Gianiorio (Roma), Flavia Gianiorio (Roma), Vittoria Giannini (Pesaro), Marianeve Cortesini (Roma), Laura Basso (Asolo – Tv), Nicole Marin (Dolo – Ve).
L’entusiasmo per l’arrivo in Italia degli LMFAO con il loro dj set e la particolarità dell’evento promosso da Citroën hanno subito contagiato la rete e i social network, dove si moltiplicano le curiosità e gli interrogativi su come partecipare all’ambito party del 23 febbraio. “I LIKE DS3 PARTY” sarà infatti un vero evento social con ingresso gratuito ed esclusivamente riservato ai fan di Citroën Italia su Facebook che meglio sapranno utilizzare le loro capacità di social networking. Immediata e inattesa la risposta sulla fanpage dell’evento: sono stati registrati in breve tempo quasi 50 mila nuovi fan, che si contendono a colpi di click il biglietto di ingresso per l’happening.
L’evento del 23 febbraio sarà condotto da La Pina e Diego e vedrà inoltre la partecipazione di Alexis Vinçon, DJ Albertino e Stylophonic (Stefano Fontana).

Categories: Eventi Tags: , ,

Momenti Arcaici, danzare a Pescara tra ricerca e allegria delle tradizioni abruzzesi

February 22, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

L’associazione “Momenti arcaici” di Pescara, nata nel 1979, riscopre e fa rivivere le tradizioni abruzzesi attraverso corsi di danze folcloristiche
Danze che scandivano i momenti più importanti della giornata, che segnavano cambiamenti, decisioni, eventi: matrimoni, nascite, qualche volta anche funerali. Tutto questo è parte di una tradizione abruzzese dimenticata, che in molti sentono il bisogno di riscoprire e far rivivere attraverso corsi di danze folcloristiche.
L’associazione “Momenti arcaici” di Pescara, nata nel 1979, approfondisce, dagli anni Settanta, lo studio di queste espressioni esclusive della personalità di un popolo “forte e gentile” come il nostro. Il direttore artistico, Luciano Cupido, organizza corsi, dopo aver trascorso anni a registrare, nei paesi e tra le campagne, racconti di antiche tradizioni tramandate di padre in figlio. Un lavoro di ricostruzione storica che è stato affiancato alla cura minuziosa per i dettagli, sfociata poi nella realizzazione di vestiti tipici. Abiti riprodotti prendendo a modello le gouache originali, fatte eseguire su ordine di Ferdinando IV che comandò a pittori di ritrarre tutti i costumi tipici delle sue terre, lasciando così una preziosa e interessante testimonianza per gli studiosi di folclore.
La realtà creata da Cupido, alla quale collaborano i coreografi Fausto Masciarelli e Giada Cupido, si occupa nello specifico di etnodanza e ha già portato i nostri balli tipici in Ungheria, Lussemburgo, Spagna, Svizzera e Grecia, passando anche per Polonia, Francia, Croazia, Portogallo, Turchia, Lettonia e persino per Malta.
L’età di chi frequenta corsi di questo genere va dai 18 anni in su, sono sempre più i giovanissimi che si interessano alle usanze antiche tramandate dai nonni. Le “classi” sono composte da una ventina di persone, completamente a digiuno di danza, che partono da zero e si incontrano una o due volte alla settimana, dopo il lavoro, e apprendono i passi necessari per realizzare spettacoli o saggi, a volte anche per ballare in qualche locale caratteristico.
«Le danze abruzzesi che insegniamo gratuitamente nello spazio di via Piomba, a Pescara, sono principalmente quattro», spiega Luciano Cupido, «la più conosciuta e richiesta è senza dubbio il Saltarello, poi c’è la Cotta, antico ballo di derivazione spagnola, l’Annodo, una coreografia colorata e suggestiva e, infine, il Laccio d’amore e la Quadriglia. Non mancano escursioni nelle danze “ d’autore” come “’A vucchella” di Francesco Paolo Tosti, con il testo di Gabriele D’Annunzio, che portiamo da anni all’Estero». «Forse c’è un ritorno alle cose più semplici, alle cosiddette cose di una volta», continua Cupido «o forse si tratta semplicemente di un meccanismo che scatta in ognuno di noi, un ritorno alle origini, a tutto ciò che facevano i nostri nonni e i nostri bisnonni. All’i nizio di ogni corso, per la verità, c’è sempre un po’ di diffidenza, sono tanti quelli che dicono “non ce la farò mai”, poi, con il passare del tempo, si appassionano e hanno voglia di conoscere tutto, di approfondire l’etnodanza in ogni suo aspetto. Ci si ricorda di termini utilizzati dai nonni, di memorie ormai sbiadite ed è come tuffarsi di nuovo in quegli anni, con grande serietà, amore e partecipazione. Siamo alla perenne ricerca di “ talenti” che abbiano voglia di affrontare queste lezioni speciali», conclude, «trattiamo le danze tradizionali, infatti, senza impostare il loro insegnamento in modo classico. L’obiettivo è continuare a mettere in scena nuovi spettacoli e proseguire la nostra “missione”: far conoscere le antiche tradizioni abruzzesi in Paesi sempre diversi».

foto Federico Deidda

Fonte: Il Centro

Luna storta, coricata, a barchetta, evento imperdibile nel cielo

February 22, 2012 Leave a comment

Non è solo un detto, la Luna storta a falce, Luna coricata o a barchetta come dicono gli Astronomi, poiché dà la sensazione di una barca nei flutti celesti, sarà nettamente visibile, per la mia esperienza in altri simili eventi, è uno dei segni del cambiamento, mi attendo grosse novità per questa primavera 2012, stavolta l’appuntamento per osservare questa particolare Luna è nelle serate da mercoledì 22 febbraio 2012 a venerdì 24 febbraio 2012, ma gli eventi sono appena iniziati, in quanto, nella notte tra domenica 25 febbraio 2012 e lunedì 26 febbraio 2012 vi è prima una congiunzione astronomica tra la Luna e Venere e nelle successive serate la Luna sarà visibile in cielo tra i pianeti Venere e Giove.
Stavolta non mi sono lasciato perdere l’occasione di scriverne, giacché di questi eventi se ne discute tanto nelle campagne, esenti da inquinamento luminoso, quanto nelle città, in questi stessi giorni da me medesimo Gennaro Gelmini percorse.

Fonte: Gennaro-Gelmini

Categories: Curiosità, Eventi Tags: