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Archive for February 13, 2012

Udine, presunto incontro ravvicinato sulla strada Napoleonica

February 13, 2012 Leave a comment

Parlare di avvistamenti alieni, specialmente di “incontri ravvicinati del terzo tipo“, è sempre qualcosa di delicato e scivoloso. Il rischio è di prendere solo cantonate. Eppure quello successo a Mortegliano, provicina di Udine, avrebbe il supporto di molte testimonianze che coincidono.
I fatti: la sera di sabato 11 febbraio 2012 diversi automobilisti di transito sulla strada Napoleonica raccontano di aver avvistato una misteriosa creatura, alta più di quattro metri, camminare sul ciglio della carreggiata. Il caso è riportato anche sul Gazzettino.it
Il mostruoso gigante, secondo il racconto dei testiomi oculari, aveva pelle grigia, gambe lunghissime e ricurve ed una testa tondeggiante terminante in una forma conica.
Molte macchine si sono fermate pensando a un incidente, altri presenti alla scena sarebbero andati nel panico. Una madre avrebbe nascosto i figli sotto i sedili posteriori, e in molti avrebbero tentato di mettersi in contatto telefonico con le forze dell’ordine senza riuscirci però, in quanto i cellulari sarebbero stati totalmente muti. Una storia incredibile, se risultasse vera.
Tra i testimoni oculari, Leonard D’Andrea, operaio della Caffaro, racconta: “Ero alla guida della mia auto quando, mentre percorrevo la Napoleonica all’altezza della nuova rotonda di Mortegliano, sono stato costretto a fermarmi  perché davanti a me c’erano altre macchine ferme. Mi sono accodato”prosegue D’Andrea “sul momento pensavo a un incidente. Ma quando sono sceso, ho notato che davanti a tre macchine c’era una strana creatura che camminava lungo la strada. Era alta circa quattro metri ed era silenziosa”.
Sia l’operaio sia altre persone, tra cui due ragazze che spaventate volevano chiamare il 113, avrebbero tentato di far uso dei telefoni cellulari, non riuscendoci per la totale assenza di campo. La strana creatura avrebbe proseguito nel proprio cammino, incurante delle persone e delle auto ferme, ancora per diversi minuti, prima di sfuggire alla vista degli increduli astanti ma dando a Leonard il tempo di prendere una torcia e servirsene per osservarne meglio le fattezze. D’Andrea racconta come l’alieno fosse apparentemente nudo, dalle gambe lunghissime e leggermente ricurve e con una testa tondeggiante terminante in una forma conica.
Del caso si sta occupando Antonio Chiumiento, esperto di fenomeni UFO. Il dubbio che si tratti di uno riuscitissimo scherzo di carnevale però è dietro l’angolo. I trampoli di legno e un buon costume possono aver ingannato molti presenti ? Tutti però giurano che non poteva trattarsi di un costume, ne di un uomo.
Si attendono sviluppi.

Fonte: Ufoonline

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Andrea Bocelli, brano come tributo per Whitney Houston

February 13, 2012 Leave a comment

“Ieri abbiamo perso una delle più grandi voci del nostro tempo. Vorrei dedicare il prossimo brano, una bellissima preghiera, a Whitney Houston”. Con queste parole Andrea Bocelli, durante un concerto a Orlando in Florida, dove si trova per il suo tour statunitense, ha ricordato l’amica e collega trovata morta sabato in un hotel di Beverly Hills.
Il tenore italiano ha dedicato alla Houston un’emozionante versione di “Amazing Grace”, inno cristiano protestante in lingua inglese. Nel gremito Amway Centern, un caloroso applauso ha accompagnato tutto il brano mentre il pubblico, commosso, ha tributato alla canzone una standing ovation.
Bocelli, reduce dal successo mondiale del suo album “Concerto: One Night in Central Park” e in attesa di fare il suo debutto nel ruolo di Romeo, il prossimo 24 febbraio, al Carlo Felice di Genova in “Roméo et Juliette”, è impegnato in questi giorni in un tour dedicato alla giornata di San Valentino che si concluderà proprio il 14 febbraio al Bank Atlantic Center di Fort Lauderdale.

Fonte: TMNews

Vega, grande successo tecnologico italiano

February 13, 2012 Leave a comment

Il lancio dalla base di Kourou (Guyana francese) alle 11 ora italiana. Portati in orbita nove satelliti.Saggese (Asi): ”Si apre un mercato per un valore totale di 1 mld di euro l’anno”.Dordain (Esa): ”E’ andata meglio di quanto sognassi”. Profumo: ”Connubio di ricerca, ingegno e industria italiana”.
Un’ora e mezza circa. Tanto è bastato per far decretare a scienziati e tecnici dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana che il volo di qualifica del lanciatore europeo Vega è stato “un successo”. Lanciato oggi alle 11 ora italiana dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, Vega ha portato in orbita ben nove satelliti di piccole dimensioni con una precisione cronometrica. Aprendo di fatto la strada all’Europa ad una nuova autonomia di accesso allo spazio e ad un nuovo mercato in orbita.
Alto 30 metri con 3 metri di diametro massimo e 137 tonnellate di peso al decollo, Vega, che vede in pole l’Italia insieme ad altri 6 Paesi e coinvolti mille esperti e 40 società industriali coordinate da Elv, è ora pronto a ‘lavorare’ accanto ad Ariane5 e a Soyuz. Consentendo così alla famiglia dei lanciatori spaziali dell’Esa di completare la propria gamma e garantendo l’accesso allo spazio dei payload di medio-piccola dimensione (c.a. 1500 Kg) in orbita bassa (dai 700 ai 1000 Km di altezza), quali i satelliti scientifici o di osservazione della terra. In questo modo Vega aprirà all’Europa nuove opportunità offrendo servizi di lancio a costi contenuti per gli studi scientifici e il monitoraggio ambientale e di sicurezza del nostro pianeta.
Il successo del volo di qualifica di Vega, il lanciatore europeo nato in Italia e che conta una partecipazione del nostro Paese per il 65% dei costi di sviluppo, ha segnato dunque un passo importante per il nostro Paese. “Guardiamo con grande fierezza al lancio di Vega che è un connubio di successo fra ricerca, ingegno e industria italiana” è stato infatti il commento del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo. Vega è un progetto “ad elevata efficienza economica che darà rilevanti ritorni industriali, tecnologici e occupazionali” ha detto il ministro Profumo che, attraverso un videomessaggio fatto arrivare al gotha di Esa e Asi a Kourou, non ha voluto far mancare il plauso del Governo per una missione che parla molto italiano.
L’Agenzia Spaziale Italiana ha svolto e svolge infatti un duplice ruolo. Da un lato finanzia il programma dell’Esa e, dall’altro, attraverso la società Elv, ha consentito la realizzazione industriale del sistema. La società, partecipata al 70% da Avio ed al 30% da Asi, è il Primo Contraente industriale dell’Esa per lo sviluppo ed il volo di qualifica di Vega. Al progetto hanno partecipato numerose aziende italiane: dal principale partner industriale Avio, al contributo di Vitrociset e con la collaborazione di Cira, Cgs, Selex Galileo e Telespazio. Presso il Centro di Kourou hanno poi lavorato le società Peirano, Europropulsion e Regulus.
L’Italia, inoltre, è il maggior finanziatore del programma (65%), seguita da Francia (12,43%), Belgio (5,63%), Spagna (5%), Paesi Bassi (3,5%), Svizzera (1,34%) e Svezia (0,8%). A sottolineare il ruolo chiave svolto dal nostro Paese nel programma Vega è stato anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese. “Il lancio di Vega – ha detto il presidente dell’Asi – rappresenta una sfida tecnologica dell’Europa con l’Italia fondamentale protagonista. Vega è un ambizioso programma di elevato valore industriale che pone il nostro Paese all’attenzione mondiale confermando quel ruolo di eccellenza nel settore spaziale”.
Saggese ha sottolineato anche l’entità del mercato che si apre ora per l’Italia e per l’Europa con Vega. “Si tratta – ha detto – di un mercato valutato in decine di satelliti l’anno per un valore totale di mercato di 1 mld di euro l’anno. E non solo”. “A questo si aggiunge – ha proseguito Saggese – un mercato aggredibile di satelliti in cerca di lanciatori per un valore stimato in 300 mln di euro l’anno. Il business potenziale su cui ci potremmo collocare, inoltre, vale dai 70 ai 150 mln di euro l’anno, con 2-4 lanci l’anno”. Nel programma Vega, costato circa 700mln di euro, l’Italia ha investito 500mln e, ha spiegato il numero uno dell’Asi, “il ritorno previsto per il nostro Paese vale circa il 50% del mercato”. E ad esultare per l’obiettivo raggiunto con Vega sono stati in molti.
“E’ andata persino meglio di quanto sognassi” ha detto il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Jean Jacques Dordain, non appena è stato chiaro che il volo di Vega è stato un successo. “E’ un gran giorno per l’Esa e per Arianespace. Oggi si concretizzano 10 anni di lavoro. Ora Ariane, Soyuz e Vega diventano una bellissima ‘famiglia’ di lanciatori” ha detto ancora Dordain che ha ricordato le figure di Antonio Rodotà e Carlo Buongiorno, due italiani chiave per le attività spaziali nazionali ed europee dell’Esa. Entusiasmo anche da parte dei vertici delle imprese coinvolte nel programma spaziale.
“E’ una bellissima giornata, una grandissima soddisfazione. Un momento di grande orgoglio, che corona lo sforzo e l’impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner” ha commentato Francesco Caio, amministratore delegato di Avio, l’azienda italiana che, nel suo stabilimento di Colleferro, ha realizzato il 65% del giovane lanciatore. “Vega ha collocato con precisione millimetri nove satelliti in orbita, è un successo grandissimo” ha aggiunto Caio. “Siamo entusiasti di quello che sta succedendo sia per l’Italia che per lo sviluppo della nostra impresa e delle imprese che vi hanno partecipato” ha affermato Antonio Bontempi, amministratore delegato di Vitrociset, l’impresa italiana General contractor per l’Esa per il Ground Segment del lanciatore Vega.
Il lanciatore è partito con un carico di nove satelliti, due italiani, Lares dell’Asi ed il micro-satellite AlmaSat-1 dell’Università di Bologna, e sette pico-satelliti forniti dalle Università europee, due di questi, e-St@r e UniCubesat, sono stati realizzati da studenti italiani, a cui si aggiungono Goliat (Romania), MaSat-1 (Ungheria), Pw-Sat (Polonia), Robusta (Francia) e Xatcobeo (Spagna). Il lancio di Vega scandisce un “storia iniziata negli ’60” ha voluto infine ricordare il presidente dell’Inaf ed ex presidente dell’Asi, Giovanni Fabrizio Bignami.

Fonte: IGN Adnkronos

“I Cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati (2001)

February 13, 2012 Leave a comment

I Cavalieri che fecero l’impresa è un film a colori di genere avventura, drammatico, fantastico, guerra della durata di 120 min. diretto da Pupi Avati e interpretato da Raoul Bova, Edward Furlong, Marco Leonardi, Stanislas Merhar, Thomas Kretschmann, F. Murray Abraham, Enzo Andronico, Franco Bagnasco, Lorenzo Balducci,Marco Bocci. Prodotto nel 2001 in Italia, Francia.
L’amicizia, le illusioni della giovinezza, l’incalzare della Storia.
Nel 1271 la settima Crociata è fallita. Nel corso della ritirata le truppe trasportano lungo la penisola le spoglie di re Luigi IX, il Re Santo. Un mondo è finito e cinque ragazzi che non hanno nulla in comune si mettono alla ricerca del luogo dove è stata nascosta la Sacra Sindone, trafugata da alcuni traditori della corte di Francia. Il viaggio li porterà dall’Appennino tosco emiliano fino a Tebe dove la Sacra reliquia è nascosta.
Pupi Avati, come uno dei suoi cinque giovani, entusiasti e un po’ afflitti cavalieri, lancia un pacifico guanto di sfida. A un cinema, quello italiano, poco ambizioso e troppo preso dalle sue abulie e dai suoi equilibri e a se stesso. Sale a cavallo con la sua macchina da presa, sensibile soprattutto ai sommovimenti dell’anima, legata dolcemente alle radici di un territorio, e tenta un’impresa affascinante, in molti momenti molto bella e cruda, con un ottimo lavoro sui luoghi e sullo spazio. Sceglie l’avventura e nell’incalzare dell’azione, nella progressione retorica e figurativa di un genere mai frequentato prima, nella paura, nel coraggio e nella baldanza degli scontri, delle fughe e delle armi, nelle inquietudini dell’errare e della “cerca” ritrova l’aura del sacro (l’icona/reliquia della Sindone è il sacro lenzuolo per il quale si adoperano i ragazzi che vollero essere cavalieri), il senso profondo dell’amicizia, le illusioni della giovinezza, stato anagrafico ed emotivo aurorale, annuncio di un’altra stagione della Storia.

Fonte: Film TV

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Grammy Awards, trionfo musicale album e canzone dell’anno per Adele

February 13, 2012 Leave a comment

Adele ha trionfato ai Grammy Awards, gli Oscar della musica, nella notte dedicata a Whitney Houston, scomparsa alla vigilia dell’evento in un albergo di Los Angeles. La cantante britannica, 23 anni, si è aggiudicata 6 Grammy, tutti quelli per cui era candidata, tra cui quelli più importanti. Solo un’altra donna, Beyoncé, era riuscita a vincerne altrettanti, due anni fa.
Allo Staples Center di Los Angeles, per la 54esima edizione dei Grammy, Adele è tornata per la prima volta sul palco, dopo l’operazione alle corde vocali, e ha cantato la sua canzone più amata, ‘Rolling in the Deep’. Niente parrucche, vestiti succinti, coreografie spaziali, atteggiamenti provocatori: con lei, ci si ricorda che la voce cancella il superfluo, e lo show lascia spazio alla musica.
Album, canzone, performance, registrazione, video: il suo ’21’ è stato premiato sotto tutti i punti di vista. Adele ha cominciato la serata aggiudicandosi il premio come ‘Best Short Form Music Video; poi sono arrivati i riconoscimenti per ‘Best Pop Solo Performance’, ‘Best Pop Vocal Album’, ‘Song of the Year’, ‘Record of the Year’ e ‘Album of the Year’.

Fonte: TMNews

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Le Femen, topless sotto zero contro Gazprom a Mosca

February 13, 2012 Leave a comment

Le Femen, diventate famose per le loro azioni a seno nudo: vogliamo la revisione dei contratti firmati da Tymoshenko.
Con trenta gradi sotto lo zero, le femministe ucraine del gruppo Femen non hanno rinunciato al topless per un’azione di protesta presso il quartier generale di Gazprom, a Mosca, organizzata per denunciare “il terrorismo del gas”, ovvero gli alti prezzi a cui il colosso russo del gas vende metano all’Ucraina. Armate di cartelli con scritto “Stop al ricatto del gas” e “Spegnete Gazprom!”, un piccolo drappello di ragazze a seno nudo ha inizialmente dribblato le guardie davanti alla sede di Gazprom, ma la polizia è intervenuta quando una di loro è riuscita a salire su un tetto dell’edificio, da dove si è smessa a sventolare una bandiera ucraina.
Famose per le loro azioni in topless, e non solo in patria (sono state anche a Roma, per contestare l’allora premier Silvio Berlusconi, e in Vaticano), le giovani di Femen portano le loro proteste ovunque vi siano vicende considerate ingiuste o discriminatorie. Nel caso odierno, hanno chiesto la revisione dei contratti “da furto firmati da Tymoshenko, con prezzi mortali per l’Ucraina”, si legge in una nota. Per gli accordi di fornitura siglati nel 2009 con Vladimir Putin, l’ex premier Yulia Tymoshenko è stata condannata a sette anni di carcer per abuso di ufficio.

Fonte: TMNews

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“Preghiere”, mostra di Anna Paola Pizzocaro allo Shots Gallery di Bergamo

February 13, 2012 Leave a comment

Bergamo – dal 4 febbraio al 20 marzo 2012 si terrà alla Shots Gallery di Bergamo, nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia inaugurato il 24 settembre 2011, la mostra Preghiere non risposte di Anna Paola Pizzocaro. Anna Paola Pizzocaro racconta, con le sue incredibili immagini, una storia che è un onirico viaggio tra realtà e fantasia. Un’esile figura umana si risveglia e, attraverso uno specchio, vede inondarsi violentemente la sua abitazione, come in una sorta di Diluvio Universale, che si riversa sulla Terra come manifestazione dell’ira divina scatenata dalla malvagità umana. In questa dimensione parallela un uomo e una donna si trovano coinvolti in un viaggio-diluvio dove leoni marini, fenicotteri, scimmiette, panda, orsi polari e molte altre specie animali si guardano intorno impauriti, immersi in un mondo reale che viene sempre più inondato da uno virtuale. Attraverso un parallelismo con l’arca di Noè, l’abitazione diventa l’arca, metafora del mondo reale, al cui interno è racchiusa la vita del pianeta. Nel sogno riuscirà a salvarsi solo l’uomo, unico animale che riesce ad adattarsi e sopravvivere a questo mondo da lui creato, ci racconta l’artista. La salvezza per la coppia umana è imparare a volare via, in uno dei mondi paralleli per cercare di porre fine alla frustrante ricerca di fede compiuta nel mondo reale attraverso preghiere non risposte. La fotografia diventa arte quando, come nelle opere di Anna Paola Pizzocaro, non solo emerge un particolare modo di vedere e interpretare la realtà ma anche quando vi si ritrovano una sapiente e raffinata costruzione e post-produzione con aggiustamenti manuali, pittorici, di sovrapposizione o di applicazione di tecniche digitali e, infine, quando la società riconosce in quelle immagini uno strumento per analizzare se stessa innescando un’evoluzione del proprio approccio estetico.L’erudito approccio di Anna Paola Pizzocaro all’uso del linguaggio fotografico consente a ogni spettatore un avvicinamento diversificato e originale con il soggetto dell’opera.

“Betibù” di Claudia Pineiro, Feltrinelli

February 13, 2012 Leave a comment

Dopo il successo mondiale di Tua, è uscito nelle librerie italiane, edito da Feltrinelli, Betibù, ultimo libro della scrittrice argentina Claudia Pineiro.
Ci troviamo immersi in una storia non specificamente “gialla”, in quanto gli ingredienti fondamentali del genere sono di fatto strumenti narrativi funzionali per raccontare dell’altro.
Presentiamo i personaggi: Nurit Iscar, detta Betibù per la somiglianza con Betty Boop, scrittrice di gialli in crisi creativa, che viene mandata sul luogo del delitto dal direttore di un quotidiano, con cui ha avuto una relazione, per scriverne la cronaca romanzata; Jaime Brena, decano della redazione, e principe della cronaca nera, ormai relegato dal direttore di cui sopra solo a scrivere insulsi articoli di costume; il nuovo giovane redattore di nera, che di fatto ha tolto il posto a Brena, molto abile con Internet, ma con scarsa esperienza maturata sul campo.
Questa anomala squadra viene catapultata all’interno di un esclusivo country club, La Maravillosa, dove la comunità privilegiata dei residenti è stata scossa dal ritrovamento di un cadavere: Pedro Chazarreta giace morto nella propria villa, con la gola tagliata e un coltello in mano: è un caso di suicidio?
In realtà le indagini dei “nostri” dimostrerà che si è trattato di un omicidio, che addirittura si inserisce in una serie di delitti a catena, scatenati da un crimine abominevole radicato nel passato, con un colpo di scena finale che si presenta come un passaggio ambiguo, anche perchè, ed è questo uno dei messaggi più importanti lanciati dall’autrice, è sempre di fatto ambigua la definizione del concetto di verità e del concetto di colpa.
Non aggiungiamo altro, se non che ci troviamo di fronte ad un bellissimo libro, a tratti ironico, anche esilarante, ma intriso pure di riflessioni molto serie sul crimine, sulla responsabilità etica dei giornalisti, sui rapporti tra i media e il potere.
Un unico difetto: finisce troppo in fretta.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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Danny Ahbulldieum, attivista racconta l’orrore di Homs in Siria

February 13, 2012 Leave a comment

Per mesi questo giovane, Danny Ahbulldieum, è stata la voce della repressione a Homs, e ha mostrato al mondo intero ciò che il regime di Bashar al-Assad ha compiuto nella città siriana. Per questo, Danny ha dovuto lasciare il suo Paese e rifugiarsi a Londra. Ma poi è tornato a Homs, anche a rischio della propria vita. “Non potevo aspettare, e sono tornato, tra la mia gente”. Così, soprattutto negli ultimi mesi, Danny ha mostrato le atrocità del regime nella città di Homs.”Ci attaccano dalle 8 del mattino con bombe e carri armati – racconta il giovane – non smettono mai. Ogni minuto un carro armato spara una bomba in aria e a terra contro palazzi ed edifici”. Questo è l’ospedale di Baba-Amr. Danny mostra i corpi senza vita, buttati a terra. “Guardate – dice – ci sono morti ovunque. Ma non siamo animali, siamo esseri umani. Chiediamo aiuto, se nessuno ci aiuta moriremo tutti, milioni di persone. Per favore aiutateci”.La famiglia di Danny segue le vicende dall’Egitto. È in apprensione. “Come mai il mondo intero non ascolta il grido di queste madri? Non posso più guardare queste atrocità – dice la mamma di Danny – perchè non ascoltano il grido di questa gente che vede morire i propri figli davanti agli occhi”. video

Fonte: TMNews

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World Press Photo 2012, vincitori del concorso

February 13, 2012 Leave a comment

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Le immagini saranno in mostra dal 6 maggio 2012 presso la Galleria Carla Sozzani a Milano – Corso Como 10 -, tuttavia, eccovi un’anticipazione delle foto che si sono aggiudicate il World Press Photo 2012.
L’immagine che si è aggiudicata il premio foto dell’anno 2011 è quella del fotografo spagnolo Samuel Aranda che ritrae una donna che tiene in braccio un parente ferito, all’interno di una moschea utilizzata come ospedale da campo dai manifestanti contro il governo del presidente Ali Abdullah Saleh, durante gli scontri a Sanaa, nello Yemen il 15 ottobre 2011.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s