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Archive for January 24, 2012

Venus, possibile presenza di vita su Venere secondo Leonid Ksanfomaliti

January 24, 2012 Leave a comment

Un articolo, pubblicato nella rivista Solar System Research, riferisce che diverse figure, simili ad esseri viventi, sono stati rilevate su alcune foto, fatte da una sonda russa atterrata su Venere nel 1982, durante una missione spaziale.
Leonid Ksanfomaliti dello Space Research Institute dell’Accademia russa delle Scienze ricerche ha analizzato le foto pubblicate della missione sovietica Venus, la Venera-13, nel 1982.
Nelle foto sono visibili alcuni “oggetti”, che secondo Ksanfomaliti sembravano “un disco”, “un granchio” e “uno scorpione.” Tutti “emergono improvvisamente, fluttuano e scompaiono”, ha detto lo scienziato, riferendosi alla loro posizione ed alle tracce sul terreno che cambia nelle fotografie fatte in sequenza.
“Se ci dimentichiamo per un momento delle attuali teorie sulla non esistenza di vita su Venere, le immagini suggeriscono che dalle caratteristiche morfologiche degli oggetti  ‘si potrebbe affermare che sono vivi”, ha affermato il ricercatore Ksanfomaliti.
Allo stato attuale nessun dato prova dell’esistenza di vita su Venere, dove la temperatura del terreno è 464 gradi Celsius (867 gradi Fahrenheit).

Fonte: Express News

Londra, imperante Big Ben sprofonda nel Tamigi

January 24, 2012 Leave a comment

Il leggendario simbolo di Londra, insieme al palazzo di Westminster, si sta pericolosamente inclinando sotto il peso degli anni. Serve un miliardo di sterline per la ristrutturazione. Come recuperarlo? Gravare sul popolo britannico o vendere tutto?
Il Big Ben di Londra come la nostra torre di Pisa? In realtà non è proprio esatto, in quanto se da una parte il celebre monumento di Piazza dei Miracoli si mantiene in equilibro nonostante la pendenza, la famosa Clock Tower, simbolo più emblematico di Londra, rischia addirittura di sprofondare nel Tamigi con l’adiacente palazzo di Westminster, sede del Parlamento inglese.
La torre dell’orologio di Londra, infatti, si sta pericolosamente inclinando sotto il peso degli anni, 150, e soprattutto del blocco campanario, 13,5 tonnellate. Al momento la pendenza è di circa un quarto di grado verso nord ovest – 18 pollici (circa 46 cm). Per la ristrutturazione dell’intero edificio – Big Ben incluso – servono circa un miliardo di sterline. Come se non bastasse la struttura è a rischio esplosione, a causa della presenza di alcune caldaie vecchie quasi quanto la torre stessa, la cui manutenzione è da escludere. Nel palazzo, tra l’altro, sono presenti elevatissime quantità di amianto.
Vendiamo il Big Ben ai cinesi o ai Russi!
Urge dunque una ristrutturazione. Un investimento che  però molti considerano eccessivo, considerati i problemi economici che attanagliano il Regno Unito, fomentati anche dal recente strappo in occasione del vertice dell’Unione Europea. Peraltro le operazioni sarebbero tutt’altro che veloci: cinque anni di lavori, con la stessa Camera dei comuni chiusa per almeno due anni e i deputati costretti a i trasferirsi in uffici temporanei per un lungo periodo.
Gli stessi parlamentari della Houses of Parliament, secondo quanto scrive il tabloid Mail on Sunday, tramite il portavoce dei Comuni John Bercow ,hanno fatto notare che «secondo i contabili è illogico spendere un miliardo di sterline per un complesso che vale un miliardo. Ma l’amara scelta sarebbe dunque o spendere questi soldi e fare la figura degli stravaganti o abbandonare uno dei palazzi più famosi al mondo e venderlo ai russi o ai cinesi».
La terza ipotesi
Una decisione non semplice da prendere. Gravare sul popolo il costo della ristrutturazione oppure far finire un edificio d’immensa importanza storica per i cittadini britannici nelle mani di un altro Paese? Ma c’è anche la terza ipotesi, avanzata dallo stesso Bercow «lavarsene le mani, vendere tutto per un miliardo di sterline e costruire un nuovo Parlamento, più funzionale, per 500 milioni. Con buona pace della storia».

Fonte: Fanpage

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“Britannia Mews” di Margery Sharp, Astoria Edizioni

January 24, 2012 Leave a comment

Margery Sharp
Britannia Mews
traduzione di Bettina Cristiani
13,5 x 19 cm, 384 pp.
euro 18,00
ISBN 978-88-96919-26-2

Ipotizziamo di prendere una ragazza viziata di buona famiglia, con una carattere fatto tutto a modo suo, non una ribelle, semplicemente una fanciulla che segue i propri istinti, e di buttarla in un quartiere povero e degradato, senza lasciarle vie di fuga.
Se ambientiamo il tutto nel 1875 a Londra e chiamiamo il personaggio Adelaide, ci troveremo di fronte a Britannia Mews, uno dei più importanti romanzi di Margery Sharp, pubblicato nel 1946.

Il romanzo è ambientato a Britannia Mews, un quartiere di Londra nato per ospitare gli stallieri e i cavalli delle ville che davano sull’elegante Albion Place, diventato poi nel corso di mezzo secolo quartiere misero e degradato, poi bohemienne, poi alla moda, ma sempre con una fama poco raccomandabile per i borghesi di Londra.
Viverci diventa un segno esistenziale, un giudizio sulle scelte di vita della protagonista, Adelaide Culver. Ragazzina di buona famiglia, da subito poco incline ad accettare le convenzioni sociali con le loro regole e, in un certo senso, il loro vuoto, si innamora del maestro di disegno e contro il parere della famiglia, lo sposa. Questo ovviamente determinerà tutto il corso della sua vita e l’allontanamento dalla famiglia, dagli zii, dalla cugina Alice, dal fratello Treff e da tutto il suo mondo.
Presto il marito si rivela essere un alcolizzato e i due vivono grazie a una piccola rendita di lei. Passano alcuni anni e, forse involontariamente forse no, Adelaide causa la morte del marito. L’inchiesta la proscioglie, ma una vecchia orribile, soprannominata la Scrofa, la ricatta e le impedisce di realizzare il suo sogno: tornare a casa.
Adelaide è prigioniera, di sé e dei suoi sogni infranti prima ancora che della ricattatrice. Un giorno, per caso, incontra Gilbert, un gentiluomo che come lei è fuori del proprio ambiente sociale ma non sembra dispiacersene troppo. Gilbert, di cui Adelaide si innamora e con cui condividerà l’esistenza, le dimostra che il ricatto che sta subendo è inconsistente: a questo punto la nostra eroina potrebbe tornare a casa, ma d’un tratto si scopre orgogliosa della propria vita, strana e fuori delle convenzioni, certo, ma più interessante.
I due creano un Teatro delle marionette, perché l’unica cosa davvero straordinaria che avesse fatto il marito di Adelaide era stato costruire, durante un soggiorno in Francia, delle marionette bellissime e questo regalerà loro una certa agiatezza economica, che però non li farà traslocare da Britannia Mews.

Margery Sharp (1905-1991) nacque in Inghilterra ma trascorse gran parte della propria infanzia a Malta. Cominciò a scrivere molto giovane per Punch, Saturday Evening Post, Harper’s, Ladies’ Home Journal e quest’attività le permise, all’epoca in cui divideva un appartamento a Londra con altre ragazze facendo la dattilografa, di guadagnare un po’ più di soldi (la pubblicazione di un racconto al mese le faceva guadagnare 12 sterline) e di potersi permettere di scrivere un romanzo. La presenza di altri non la distraeva, e per tutta la vita scrisse del tutto a proprio agio in mezzo al caos quotidiano. Britannia Mews fu scritto quasi tutto in alberghi, mentre viaggiava durante la guerra dando lezioni ai membri dell’esercito.
Sebbene non avesse mai dubitato di voler diventare scrittrice, le sarebbe piaciuto molto anche fare la cameriera a causa “della sua passione per i lavori domestici, i pettegolezzi e le tazze di tè.” Ed è proprio il suo approccio leggero e un po’ pettegolo alla natura umana che le ha permesso di creare personaggi deliziosi che danzano attraverso le pagine.
Pubblicata in modo diffuso anche in Italia dopo la guerra, oggi di lei sono presenti sul mercato solo i libri della serie Bianca e Bernie. Da alcuni suoi libri vennero tratti film: nel 1949 venne filmato Britannia Mews col titolo The Forbidden Street con Maureen O’Hara e Dana Andrews, nel 1946 venne tratto un film da Cluny Brown(di prossima pubblicazione presso astoria) con Charles Boyer e Jennifer Jones, del 1962 è L’affittacamere con Kim Novak e Jack Lemmon, tratto da un suo racconto.

Fonte: Astoria Edizioni

Albuquerque, prove UFO crash individuate in New Mexico

Durante una serie di rilevamenti nella zona, alcuni archeologi dell’Università locale, avrebbero trovato quelle che sono le prove inconfutabili dell’UFO crash avvenuto nel 1947, di cui si è sempre tanto parlato anche a scapito delle autorità statunitensi che avrebbero costantemente mentito negli anni. Uno dei reperti più interessanti è rappresentato da quello che è stato definito un autentico teschio alieno. Il ritrovamento è stato effettuato dal professor Bill Doleman che ha condotto la spedizione.

Fonte: AGS Cosmo

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“Amori e malintesi” di Ada Leverson, Astoria Edizioni

January 24, 2012 Leave a comment

Ada Leverson
Amori e malintesi
traduzione di Marcella Bonsanti
13,9 x 19 cm, 264 pp.
euro 16,00
ISBN 978-88-96919-07-1
Un ritratto divertito e sapiente di un matrimonio mal assortito, di un marito tra i più irritanti e noiosi della letteratura inglese e di amori non corrisposti.
Londra, primi anni del ’900. Bruce ed Edith Ottley vivono in un appartamento molto nuovo, molto piccolo, molto bianco. Uguali a molti altri, anche nel desiderio di Bruce di far parte dell’alta società. E anche nella noia sempre più profonda che prova Edith, consapevole che forse non ha sposato l’uomo giusto. Nonostante riesca a trattarlo con il rispetto che Bruce, uomo vano e pomposo, pensa tutti gli debbano, talvolta fa fatica a non dirsi ad alta voce quanto trovi il marito irritante e inutile, e cerca i propri spazi altrove. La sua esistenza è ravvivata dall’amicizia con Hyacinth, una bellissima giovane donna, al centro di una complicata rete amorosa: lei ama Cecil, che ama l’elusiva signora Raymond, che s’innamora dello zio di Cecil. E forse anche Bruce e Lord Cannon, il suo tutore, sono innamorati di lei. Narrate a capitoli alterni, la storia di Edith e Bruce e quella di Hyacinth s’intrecciano di continuo, dando vita a una commedia brillante, opera di una scrittrice che ci offre uno sguardo accattivante sulle cose grottesche che facciamo per amore e sui misteri e le assurdità della vita coniugale.
Ada Leverson (1862-1933) nacque a Londra in una famiglia ebrea colta, liberale e assimilata. Sposatasi molto giovane, il matrimonio si rivelò ben presto un fallimento ed è possibile che il marito, un donnaiolo e giocatore, sia stato fonte d’ispirazione per i terribili ritratti di mariti all’interno dei suoi romanzi. Amica di Oscar Wilde, che la chiamava la Sfinge per la sua capacità di tenere riservati i segreti e le confidenze degli amici, di Somerset Maugham, di Gorge Bernard Shaw (di cui prese il posto come critica teatrale sul “Saturday Review”) e T.S. Eliot, Leverson lavorava per diverse riviste, tra cui “Punch”.Scrisse numerosi romanzi, caratterizzati da dialoghi scintillanti e da una satira sociale divertente e appuntita. Oscar Wilde la definì “la donna più divertente al mondo”.

Fonte: Astoria Edizioni

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ARCHIZINES, mostra per pubblicazioni di architettura all’avanguardia presso SpazioFMGperl’Architettura di Milano

January 24, 2012 Leave a comment

Dal 27 gennaio al 23 febbraio SpazioFMGperl’Architettura di Iris Ceramica e FMG Fabbica Marmi e Graniti ospita a Milano ARCHIZINES. Una mostra ma anche un progetto di ricerca che raccoglie le pubblicazioni di architettura pi all’avanguardia a livello internazionale. Testate indipendenti e alternative, low cost (fotocopiate o stampate su richiesta) come Another Pamphlet, Scapegoat e Preston is My Paris ma anche ‘preziose’ come San Rocco, Spam e PIN-UP.
La raccolta, creata dalla passione di Elias Redston, curatore e critico britannico, approda a Milano da Londra dove stata esposta fino allo scorso 14 dicembre negli spazi della Architectural Association School of Architecture, che ha contribuito anche alla realizzazione della mostra.
I 60 titoli esposti – tra giornali, riviste rilegate e fanzine – provengono da 20 paesi e hanno la qualit di inquadrare la relazione tra l’uomo e l’ambiente costruito, portando la critica e l’analisi fuori dai suoi confini canonici per trasferirla alla vita quotidiana. Le testate selezionate rappresentano quindi una piattaforma di ricerca e dibattito in relazione all’architettura ma sono anche la dimostrazione che l’amore per la parola e la carta stampata persiste. In mostra ogni titolo presentato con una videointervista all’editore, allo scopo di fornire al visitatore le informazioni per apprenderne lo stile, il taglio redazionale e quindi il modo di ciascuno di interpretare il giornalismo di architettura.
Per approfondire al meglio questo tema SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA, in concomitanza con il finissage della mostra, organizza la conferenza ARCHIZINES LIVES.  L’appuntamento con Elias Reditone (critico e curatore di Archizines), Luca Molinari (critico e curatore di SpazioFMGperl’Architetura), Joseph Grima (Diretore di Domus),  insieme ad altri invitati italiani e stranieri, è giovedì 23 febbraio prima in mostra e a seguire presso 121+LIBRERIA EXTEMPORANEA in Via Savona 17/5.
ARCHIZINES nasce dalla collezione personale di Elias Redstone. Il critico e curatore prima di sviluppare la mostra ha trasferito il concept nel portale http://www.archizines.com affidandone la direzione artistica allo studio Folch di Barcellona. Il sito, mettendo in connessione tra loro testate, lettori ed editori ha poi fatto si che la collezione si sviluppasse.  La mostra una rappresentazione di questo originale progetto  e offre la possibilit al pubblico di conoscere nuove riviste – alcune delle quali hanno una distribuzione internazionale molto limitata, con lo scopo di incoraggiare nuovi talenti editoriali a farsi avanti ed emergere.
“Sono stato ispirato dall’incredibile attività editoriale che in ogni parte del mondo viene dedicata alla celebrazione dell’architettura e a come questa si riflette sulle persone. Molte di queste pubblicazioni sono ancora ai loro primi numeri. Nonostante la crescente predominanza di internet, evidentemente esiste il desiderio da parte di architetti, artisti, studenti – e non solo-, di esprimersi attraverso la carta stampata. Dalle  fanzine alle testate accademiche o pi  professionalmente orientate, le pubblicazioni in mostra offrono un contributo importante e spesso profondo ai temi dell’architettura” spiega Elias Redstone.
Al temrmine della mostra la collezione sar trasferita al nelle sale della National Art Library del Victoria & Albert Museum di Londra. Qui stata infatti definita la sede permanente di questa raccolta correlata al progetto di ricerca ARCHIZINES che, resa disponibile alla consultazione pubblica, diventa una preziosa risorsa per le prossime generazioni.
Il catalogo, edito da Bedford Press, offre un ulteriore approfondimento della relazione tra architettura ed editoria grazie ai contributi di  Pedro Gadanho (Beyond), Iker Gil (MAS Context), Adam Murray (Preston is my Paris), Rob Wilson (Block), Mimi Zeiger (Maximum Maxim MMX/loudpaper) e altri. Il catalogo affronta inoltre tematiche quali la rappresentazione dell’architettura nella scrittura creativa, nella fotografia, nei giornali e nelle fanzine e approfondisce il ruolo dell’editoria sia in ambito accademico che nella pratica architettonica.
Elenco delle pubblicazioni in mostra
1.      America Deserta Revisted, from London, UK
2.      Another Pamphlet, from New York City, USA
3.      Apartamento, from Barcelona, Spain
4.      Archinect News Digest, from Los Angeles, USA
5.      Beyond, from Amsterdam, Netherlands
6.      Block, from London, UK
7.      Bracket, from Toronto, Canada
8.      Camenzind, from Zurich, Switzerland
9.      Candide, from Aachen, Germany
10.  Civic City Cahier, from London, UK
11.  Conditions, from Oslo, Norway
12.  Cornell Journal of Architecture, from Ithaca, New York, USA
13.  Criticat, from Paris, France
14.  Club Donny, from Amsterdam, Netherlands
15.  drive, from Vienna, Austria
16.  Ein Magazin ber Orte, from Berlin, Germany
17.  engawa, from Barcelona, Spain
18.  Evil People in Modern Homes in Popular Films, from New York City, USA
19.  face b, from Paris, France
20.  Foreign Architects Switzerland, from Zurich, Switzerland
21.  Friendly Fire, from Porto, Portugal
22.  Generalist, from Frankfurt, Germany
23.  Horizonte, from Weimar, Germany
24.  Junk Jet, from Stuttgart, Germany
25.  Kerb, from Melbourne, Australia
26.  Le Journal Spciale’Z, from Paris, France
27.  Log, from New York City, USA
28.  MAP, from Copenhagen, Denmark
29.  Mark, from Amsterdam, Netherlands
30.  MAS Context, from Chicago, USA
31.  matzine, from Dublin / London / Dundee, Ireland / UK
32.  Maximum Maxim MMX, from New York City, USA
33.  Megawords, from New York City, USA
34.  mono.kultur, from Berlin, Germany
35.  Monu, from Rotterdam, Netherlands
36.  no now, from New York City, USA
37.  OASE , from Rotterdam, Netherlands
38.  One:Twelve, from Columbus, Ohio, USA
39.  P.E.A.R., from London, UK
40.  Pablo Internacional, from Mexico City / London, Mexico / UK
41.  PIDGIN, from Princeton, New Jersey, USA
42.  PIN-UP, from New York City, USA
43.  PLAT, from Houston, Texas, USA
44.  PLOT, from Buenos Aires, Argentina
45.  Preston is my Paris, from Preston / London, UK
46.  Public Library, from Santiago, Chile
47.  San Rocco, from Venice, Italy
48.  Scapegoat, from Toronto, Canada
49.  scopio, from Porto, Portugal
50.  SOILED, from Chicago, USA
51.  SPAM, from Santiago, Chile
52.  The Modernist, from Manchester, UK
53.  The Weather Ring, from Perth, Australia
54.  Thresholds, from Cambridge, Massachusetts, USA
55.  TOO MUCH, from Tokyo, Japan
56.  Touching on Architecture, from London, UK
57.  UP, from Antwerp / Brussels, Belgium
58.  UR, from Buenos Aires, Argentina
59.  VOLUME, from Amsterdam, Netherlands
60.  What About It?, from Beijing, China
RECENSIONI ARCHIZINES IN LONDON (ARCHITECTURAL ASSOCIATION, 5 NOV– 14 DEC 2011)
“The exhibition is passionate and well-presented; it’s thoughtful, carefully curated and expertly crafted.” Building Design
“Upon entering ARCHIZINES, it is instantly clear that Redstone has anticipated every detail of an exhibition that works on many levels… The exhibition provides a comprehensive and current snapshot of this niche world but also highlights more universal themes surrounding fanzine culture and independent publishing.” Design Bureau
“An important cohesive resource for the design world.” Archdaily
“The ultimate confluence of coolness” Design Crack
“This is a fantastic forum for an exchange of ideas and thoughts covering all aspects of the architectural realm. It sometimes takes an online platform like ARCHIZINES to demonstrate that the printed international architecture press is very much alive and kicking.” Felix Burrichter, Editor/Creative Director, PIN-UP
“In an increasingly profit-driven, uncritical, image-ruled, and meaningless world, an initiative such as ARCHIZINES can never be valued highly enough.” Bernd Upmeyer, Editor-in-chief, MONU
“After a few shows and historical recollections, finally there is an ongoing archive of those little magazines that, in architecture as in other cultural areas, are still popping up to reveal today’s creative energy beyond an increasingly boring mainstream. For all reasons, ARCHIZINES is a project that Beyond is proud to support.” Pedro Gadanho, Editor of Beyond and Shrapnel Contemporary
“In a context where most mainstream architecture magazines do mainly mainstream architecture, publications which question the profession and the way we experience buildings and cities open up windows to other sources of thought and inspiration which can enrich the field.” Pablo Lon de la Barra, Editor, Pablo Internacional Magazine

ARCHIZINES
SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA
26 gennaio-23 febbraio
Via Bergognone 27 | lun-ven 15-19 ingresso libero – INAUGURAZIONE 26 GENNAIO ORE 18.30
Curatore: Elias Redstone
Exhibition Design: AA Exhibitions
Graphic Design: Folch Studio
Catalogo: Bedford Press

Science, alghe brune fonte di biocarburante

Il batterio è stato modificato in laboratorio e pare riesca a ‘digerire’ lo zucchero producendo etanolo. Così le alghe brune, che si trovano comunemente in natura, potrebbero diventare una preziosa fonte di biocarburante. Infatti il batterio in questione trasformerebbe lo zucchero contenuto nelle alghe brune producendo a sua volta l’etanolo. La ricerca illustrata sul giornale scientifico ‘Science’, segna un consistente passo in avanti per la futura produzione di biocarburanti.

Fonte: AGS Cosmo

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