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“Le parole perdute di Amelia Lynd” di Nicola Gardini, Giangiacomo Feltrinelli Editore

Le parole perdute di Amelia Lynd
Nicola Gardini
Collana: I Narratori
Pagine: 240
Prezzo: Euro 16,00
L’educazione sentimentale di un ragazzo con due grandi figure materne a confronto: la madre porti-naia alla scomposta ricerca di un riscatto sociale e la “maestra” Lynd, portatrice di sapere, rigore e disperazione.
Il libro
“Due giorni dopo, finalmente, arrivava in via Icaro 15 Amelia Lynd. Per una volta l’amministratrice non aveva esagerato. Questa non era una gallina, come la mamma aveva temuto. Proprio no. Questa era un uccello nobile e variopinto, che le ali le aveva per volare.
L’Italia che cambia degli anni settanta non sembra aver voglia di cambiare in via Icaro 15, Milano. Sì, certo, l’eco arriva anche lì ma Elvira, la portinaia, è, come un secolo prima, alla mercé di inquilini gretti, litigiosi, pettegoli. Un universo di maligne ottusità e luoghi comuni che tuttavia diventa teatro del mondo nell’immaginazione duttile e porosa di Chino, il figlio adolescente di Elvira. Quando, al quinto piano, prende casa Amelia Lynd, un’anziana signora dall’incedere altero, maniere impeccabili, madrelingua inglese, Chino ne avverte subito il carisma e ne diventa adorante discepolo.
Da dove viene? Cos’ha da nascondere? Qual è il suo segreto? Gli inquilini la mettono al bando, la ostracizzano. Chino si muove, con una sorta di strana ebbrezza, fra i sogni combattivi della madre – diventare proprietaria di uno degli appartamenti abitati dai suoi aguzzini – e le utopie della nuova madre-maestra dalla quale apprende la magia delle parole, le parole che raccontano e le parole che semplicemente dicono. Proprio allora la commedia quotidiana cede al dramma e le vicende di via Icaro e della sua portineria subiscono una fortissima accelerazione. E Chino deve imparare più in fretta, di che passioni, di che ambizioni, di che febbri è intessuta la vita.
Nicola Gardini racconta, con vigore e dolcezza, di un piccolo palazzo brulicante di caratteri variegatissimi che si apre però a una smagliante grandezza attraverso due indimenticabili figure femminili, porte di ingresso, l’una e l’altra in maniera diversa, al mistero di esistere.
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