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Archive for January 23, 2012

Metallica, nuovo clamoroso concerto a Maggio 2012

Dopo 20 anni dall’uscita dell’indimenticabile disco ‘Black Album’, i Metallica tornano in Italia il 13 maggio prossimo allo stadio Friuli di Udine. Venti anni di successi in campo internazionale, consacrati come una delle più importanti band heavy metal di sempre. La tappa italiana di maggio è comprensiva in un tour europeo che toccherà molte delle più importanti città. L’evento è organizzato dalla Live Nation con Azalea Promotion e con il supporto dell’Agenzia del turismo del Friuli Venezia Giulia. Il concerto di Udine sarà unico nel suo genere perché la band esegiurà integralmente per la prima volta nella sua storia, il loro quindi album che ha già venduto qualcosa come 28 milioni di copie nel mondo.

Fonte: AGS Cosmo

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Morgellons, microcircuiti biotecnologici nelle urine

Rinvenire microcircuiti biotecnologici nelle urine può sicuramente lasciare allibiti, se non terrorizzati. Non sarebbe semplice svelare l’arcano se non si fosse a conoscenze di alcune tematiche che andremo qui a delineare. Molti saranno al corrente del fenomeno definito scie chimiche. Aerei non identificati (le mie ricerche continuano ormai da anni) rilasciano nell’aria  sostanze altamente nocive per la salute umana. Non si tratta naturalmente di aerei civili, né militari, come confermò l’ex Ministro della Difesa Ignazio La Russa, in risposta ad alcuni miei quesiti. Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito ad una mia lettera, non negò la
questione, ma la definì di competenza del sopra citato Ministero. Molti ricercatori hanno evidenziato che le scie chimiche contengono germi, metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario e un tipo di fibra di polietilene e silicio. In definitiva: nano fibre. Io stessa raccolsi una polvere molto strana, sulla quale si sono poi confrontati docenti di alcune università. Tralasciamo ora l’argomento scie chimiche e passiamo ad occuparci di una  terribile malattia, forse non ancora nota al grande pubblico. Morgellons è il nome dato nel 2002 dalla statunitense Mary Leitao ad una condizione caratterizzata da una serie di sintomi cutanei, quali fitte dolorose e lesioni permanenti alla cute. I pazienti sono affetti da un terribile prurito e dalla loro pelle fuoriescono filamenti sintetici che non hanno al mondo nulla di simile. Le fibre, bruciate a 700 gradi, anneriscono ma non si distruggono (fonte adnkronos  –www.adnkronos.com). La patologia è stata inizialmente considerata dalla comunità scientifica di natura psichiatrica. Molti pazienti hanno ricevuto la diagnosi di allucinosi parassitaria, cioè ossessione di essere invasi da parassiti. Il morbo è ora oggetto di studio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organo statunitense di ricerca e prevenzione della malattie. I malati si sono sottoposti ad esami dermatologici e psichici, inclusi esami del sangue, delle urine e biopsie cutanee. Ci avviciniamo così alla soluzione del mistero. La tossicologa Hildegarde Staninger ed il chimico Michael Castle hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate. I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti. La dottoressa Staninger ha determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia e che le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons, correlate inoltre ad un tipo di nanotecnologia. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo. E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoparticelle hanno la capacità di passare nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali.Ciò conduce ad un documento dell’Aeronautica denominato Hit Em Where It Hurts-Strategic Attack in 2025. Questo testo descrive come impiantare nella popolazione invisibili sensori biologici più sottili di un capello umano, diffondendo queste macchine nel cibo, nell’acqua e nell’aria.
Arriviamo, infine, alle analisi di un paziente affetto con ogni probabilità da Morgellons: nell’urina sono state trovate formazioni cristalline che, notevolmente ingrandite, appaiono molto simili a circuiti stampati. Microcircuiti biotecnologici! Questi oggetti sono piccolissimi e trasparenti. La scoperta lascia esterrefatti, ma pare confermare quanto finora delineato. Il fine di tutto questo, forse, resta ancora un mistero, ma c’è un’ipotesi sostenuta da alcuni ricercatori quali Carolin Williams Palit e Steven Quayle: forse le scie chimiche sono usate anche per trasformare gradatamente gli uomini in una nuova specie, in cui è superato il confine tra biologico ed elettronico? L’ipotesi non pare essere così peregrina, se esaminata alla luce della filosofia di Rudolf Steiner.
(Per le informazioni e le immagini qui contenute si fa riferimento al sito
http://www.tankerenemy.com).

Luigina Marchese

Fonte: AGS Cosmo

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Brasile, Awà in fuga dai taglialegna nella Foresta Amazzonica

January 23, 2012 Leave a comment

Gli Awà sono una tribù di cacciatori raccoglitori nomadi che vive in aree protette del Brasile. Sono sotto la costante minaccia dei taglialegna che operano anche a pochi metri dai loro territori, sferrando attacchi feroci a chiunque tenti di opporsi alla deforestazione selvaggia: nel corso dell’ultima violenta aggressione, secondo Survival, un bambino Awà sarebbe stato bruciato vivo.
Alcuni piccoli gruppi di Awá vivono braccati costantemente, in un fuga perenne che li porta da un angolo all’altro di quella che doveva essere la loro terra incontaminata, nello stato brasiliano di Maranhão, nella speranza di trovare rifugio negli ultimi brandelli di una foresta pluviale che è soggetta ad una distruzione sempre più incalzante; alcuni di essi sono sopravvissuti a brutali massacri, nel corso dei quali hanno visto i propri compagni e la propria famiglia trucidati da sicari assoldati da allevatori, coloni, taglialegna. Una sessantina di Awá sono sempre riusciti ad evitare il contatto con il resto del mondo, che del resto potrebbe essere loro fatale in primo luogo a causa della diffusione di virus contro i quali non sono immunizzati; rimasti completamente isolati nella riserva di Araribói, non sono, tuttavia, al riparo in alcun modo dalla avidità e dalla crudeltà umana.
Anche questo territorio, infatti, ufficialmente protetto assieme alla restante area in cui vivono i circa 355 Awá «contattati», è stato invaso negli ultimi anni dai taglialegna in maniera massiccia. Già negli anni ’70 la scoperta di alcuni giacimenti di ferro portò ad uno stravolgimento dell’ambiente improvviso e dall’impatto devastante: la costruzione di una miniera, con la conseguente creazione di una ferrovia che consentisse un rapido trasporto del materiale in direzione della costa, venne pagato a caro prezzo dalla popolazione indigena che subì violenze e soprusi di ogni tipo, cadde vittima delle malattie portate dai nuovi venuti, vide la propria foresta, da cui dipendevano e ancora dipendono per tutto, totalmente distrutta.
Gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi rimaste in Brasile ma non è escluso che, secoli addietro, fossero sedentari e vivessero coltivando manioca e cerali; è probabile che le ondate di coloni riversatisi su quelli che anticamente furono i loro territori costrinsero gli autoctoni a diventare vagabondi della foresta, alla costante ricerca di una via di scampo da massacri e schiavitù. Da quando negli anni ’90 una neo-nata sensibilità verso tematiche legate all’ambiente e, in generale, ai diritti umani ha portato al riconoscimento legale delle riserve protette, tuttavia, non si può certamente dire che la situazione dei popoli nativi sia migliorata in qualche maniera decisiva.
Nelle aree protette esistono ben tre grandi insediamenti abusivi, mentre moltissime zone sono state occupate dagli allevatori di bestiame: occupazione e disboscamento del territorio, pratiche entrambe illegali stando a quelle che dovrebbero essere le norme delle zone tutelate, continuano a crescere in maniera progressiva. Rilevamenti satellitari hanno appurato che in una delle regioni destinate agli Awá è sparito il 30% di foresta. L’invasione, dunque, non ha mai subito un vero momento di arresto ma è proseguita più o meno indisturbata anche nel corso degli ultimi decenni dimostrando che le autorità brasiliane non hanno ancora messo in atto delle misure efficaci per la protezione di questo popolo.
Anzi, non di rado si sono verificate situazioni gravissime in cui i nativi hanno subito brutali aggressioni da parte dei taglialegna fuorilegge, degli allevatori, dei cercatori d’oro. L’ultima preoccupante denuncia riguarda la scoperta di un’operazione di disboscamento condotta a soli 400 metri di distanza dal campo degli Awá incontattati: stando a quanto riportato da Survival le indagini condotte congiuntamente da una ONG brasiliana, dall’Ordine degli Avvocati del Brasile e dalla Società per i Diritti Umani del Maranhão avrebbero già raccolto prove che denuncerebbero che un violento attacco sarebbe stato sferrato contro i membri della tribù.
Ma non è tutto perché la denuncia di Survival parla di uno scenario ancora più macabro e tragico: dopo l’invasione della terra natale «protetta» degli Awá e dopo l’aggressione contro gli indigeni, sarebbero stati ritrovati i resti carbonizzati di un bambino, molto probabilmente bruciato vivo nel corso degli incidenti verificatisi. L’episodio risale a diverse settimane fa ed è ipotizzabile che da allora gli Awá siano fuggiti terrorizzati, abbandonando sul territorio le loro corde che, normalmente, utilizzano come ausilio per arrampicarsi sugli alberi; le tracce lasciate dai grossi veicoli usati dai disboscatori non lasciano alcun dubbio sugli intenti drammaticamente distruttivi dei taglialegna che sono penetrati in zona, violando la legge e seminando il terrore tra i nativi.
Il Dipartimento degli Affari Indiani del governo brasiliano, tuttavia, ha fatto sapere che non ha ancora confermato il ritrovamento della piccola vittima ustionata. Quel che è certo, per il momento, è solo l’amara condanna di un popolo totalmente indifeso che cerca solo di conservare qualche frammento di libertà e di terra, molto spesso al prezzo della propria stessa vita. Un destino che unisce gli Awá ai nativi che, in tutto il mondo e nella stessa America meridionale, subiscono soprusi e aggressioni di ogni tipo, per lo più, nell’indifferenza dei governi dei propri paesi.

Fonte: Fanpage

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“Crampton Hodnet” di Barbara Pym, Astoria Edizioni

January 23, 2012 Leave a comment

Barbara Pym
Crampton Hodnet
traduzione di Bruna Mora
13,5 x 19 cm, 260 pp.
euro 16,00
ISBN 978-88-96919-12-5

Oxford, anni trenta. La signorina Doggett, un’insopportabile vecchia signora, riempie la propria esistenza organizzando tè e criticando la moralità altrui. La sua dama di compagnia, Jessie Morrow, una trentenne gentile, intelligente e spiritosa che sa di essere considerata socialmente “priva di valore” per via della sua età e della sua posizione, osserva con ben celata ironia ciò che avviene attorno a lei. Francis Cleveland, professore di mezz’età e nipote della signorina Doggett, pensa di essere stufo della vita matrimoniale. Sua figlia, la bella Anthea, attende affannosamente l’amore romantico, da qualsiasi parte provenga.
In queste esistenze, relativamente placide, entrano tre individui: il signor Latimer, un giovane curato di bell’aspetto che va a pensione pressola signorina Doggett; Barbara Bird, una studentessa per la quale l’amore è affascinante solo nella sua versione platonica; e Simon Beddoes, l’azzimato figlio di un diplomatico che comincia a corteggiare Anthea, suscitando nella vecchia prozia sogni di fastosi matrimoni. Commedia degli equivoci, delle bugie e dei fraintendimenti che così spesso dominano i rapporti umani. A partire dal titolo: un nome inventato di un posto inventato, destinato a coprire una bugia.

Barbara Pym – Raramente a una scrittrice è capitato di essere considerata “fuori moda” in vita per poi essere riscoperta, sempre in vita, come un classico: è quello che è successo a Barbara Pym (1913-1980), laureata a Oxford, che inizia a pubblicare nel 1950 suscitando stima e simpatia da parte del pubblico e della critica. Ma nel 1963 il suo editore dichiara che non c’è più un pubblico per i suoi libri, e l’autrice li vede andare fuori commercio uno dopo l’altro. Nel 1977, il “Times Literary Supplement” fa un’inchiesta sugli scrittori più sottovalutati del secolo e due autori di fama indicano il nome di Barbara Pym. In poco tempo, vengono ristampati i suoi vecchi libri, che diventano bestseller e sono tradotti in moltissimi paesi stranieri, ed escono tre nuovi romanzi. Dopo la morte, per volontà di Hazel Holt, la sua curatrice letteraria, ne vengono pubblicati altri tre, tra cui Crampton Hodnet.

Da allora la reputazione di Barbara Pym non ha fatto altro che crescere. Paragonata a Jane Austen per la capacità e la grazia sopraffine con cui ritrae il quotidiano e le relazioni umane, Pym trasforma l’ordinario in straordinario. L’ironia con cui descrive il mondo è pungente ma affettuosa e serve ad accettare le quotidiane, inevitabili ingiustizie dell’esistenza.

Fonte: Astoria Edizioni

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Marrakech, nuova stazione di riciclaggio delle acque

January 23, 2012 Leave a comment

Ci sono voluti sei anni di lavori per far partire il nuovo sito del trattamento delle acque usate a Marrakech, con un potenziale di produzione di oltre 33 milioni m3/annui. La stazione, inaugurata dal Re Mohammed VI, tratterà tutte le acque usate della città pari a 120.000 m3 al giorno. Progetto ineguagliato nel continente africano, la stazione dispone di tecnologie avanzate in materia d’energia  autoprodotta che coprirà il 43% dei propri fabbisogni, oltre ad un impianto di deodorizzazione delle acque trattate per non inquinare la zona. Voluta da un consorzio pubblico-privato, la stazione ha richiesto un investimento di 1,23 miliardi di Dh, coprendo così le spese vive dell’impianto, le 5 piattaforme di pompaggio e degli 80 km di conduttore. I  33 milioni di m3 d’acqua prodotti, sono destinati ai 5+14 campi da golf della città e della Palmeraie, fatto salvo pioggie intense che potranno coprire il fabbisogno. Le acque recuperate vanno ad incrementare le riserve convenzionali  in continuo sollecitamento dalle irrigazioni dei golf e dai numerosi giardini cittadini che sottraggono enormi quantità di acqua alle coltivazioni. Il bisogno annuale della città è pari a 350 milioni di m3, numeri che richiedevano alla Radeema (Società Nazionale delle acque potabili) molti acquisti di palliativi per ottemperare alle numerose richieste, sempre più pressanti a causa anche della scarsità delle pioggie di questi ultimi anni.

Fonte: My Amazighen

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Mistero globale, strani suoni straordinari avvertiti nel mondo

Sono già stati soprannominati ‘i suoni dell’apocalisse’, poiché fin dai primi giorni di questo 2012, i fenomeni straordinari di strani suoni avvertiti in tutto il mondo e ripresi con le telecamere di improvvisati reporter, si stanno moltiplicando in maniera esponenziale. A qualunque latitudine e longitudine, a migliaia di chilometri di distanza, miriadi di testimoni stanno raccontando sulla rete, le loro esperienze dirette con questo anomalo quanto arcano fenomeno del quale la scienza ufficiale si guarda bene di parlarne e dare dunque delle risposte. I suoni in questione sono molto forti e strani, a volte metallici, a volte appaiono come boati, talvolta somigliano al rumore di eliche che spostano il vento, ma i testimoni in ogni occasione, pur riconoscendo che i rumori potevano provenire dall’alto, guardando il cielo si sono resi conto che sopra le loro teste non vi era niente, almeno all’apparenza, di anomalo. Anche i Italia c’è chi giura di aver ascoltato rombi anomali, ad esempio nelle valli del Trentino, fenomeno risalente a circa un anno fa e di cui poi non si è più parlato e quindi non si hanno più notizie. Solo nel mese di gennaio 2012, le segnalazioni di questo fenomeno sono arrivate a frotte da varie parti del mondo, dall’Ucraina alla Bielorussia, dagli USA alla Francia e così via in tutto il pianeta al punto tale che si comprende con angosciante esattezza che non esistono delle zone in particolare in cui si verificano, ma che tale fenomeno riguarda il mondo nel senso più globale. I suoni misteriosi però, pare che si stiano facendo sentire in maniera più copiosa, da circa 2-3 anni a questa parte, ed è assolutamente difficile riuscire a connotarli con qualcosa di umanamente conosciuto per poterli spiegare. Nel video che segue, sono riportati alcuni dei luoghi in cui questi suoni sono stati avvertiti e registrati dalle telecamere: http://youtu.be/zrnTcgv1_Oc
Le ultime segnalazioni, condivise sul web, arrivano dalla Costa Rica, in cui i suoni misteriosi sono udibili al link: http://youtu.be/dGkuaSvDnpA
Fenomeni simili con suoni spesso diversi fra loro sono stati letteralmente registrati e ripresi dalle telecamere anche in:
Colorado: http://youtu.be/JArPkrS4LYQ
Canada: http://youtu.be/xf4e-AxJ7nM
E Taipei: http://youtu.be/aSZ3YQ41sUc
Quest’ultimo in particolare è risalente al 16 agosto 2011. Pare che i suoni misteriosi abbiano caratteristiche così forti da turbare il sonno delle popolazioni dei luoghi in cui vengono percepiti, per cui evidentemente si propagano nell’aria con una straordinaria forza in decibel, che però fin’ora nessuno si è mai preoccupato di misurare, ma ciò dipende con molto probabilità dal fatto che fino ad oggi, i testimoni di questi fenomeni non dispongono delle necessarie attrezzature, cosa che invece potrebbero avere gli studiosi accreditati dalla scienza ufficiale, i quali però non si stanno per niente prendendo cura di queste vicende. Per esperienza umana diviene naturalmente evidente che la scienza accreditata non studia quei fenomeni ai quali già in partenza non sa dare una spiegazione scientifica plausibile e quando prova a darne una, di solito è talmente infantile da rivelarsi non solo menzognera ma anche sciocca agli occhi dell’umanità. Sembra però che questo fenomeno di strani suoni nel cielo non sia riconducibile soltanto a questi ultimi tempi, c’è stato un caso simile in Messico, verso la metà degli anni ’70, in cui per molto tempo, in una zona centrale di quello Stato, i cittadini di un centro piuttosto popoloso, hanno avvertito costantemente sopra le loro teste, un rumore sordo e intermittente simile forse a quelli che vengono avvertiti oggi nei cieli dell’intero globo. Un’altra testimonianza è relativa ad un fatto simile accaduto in Italia, nella zona dell’Appennino centro meridionale, fra l’autunno-inverno del 82-83. Di questo episodio rimangono pochissime testimonianze le quali tuttavia assicurano che per almeno 3 mesi, nei cieli della loro città, hanno avvertito uno strano suono intermittente ma costante, che arrivava fino dentro le case con porte e finestre chiuse, tanto che era forte. Il suono percepito dai cittadini appenninici, era simile al rumore di alcune pale che smuovono l’aria tutta intorno. Non rimane che attendere nuove segnalazioni che di sicuro non tarderanno ad arrivare, con l’auspicio che qualcuno o qualcosa riesca a dare una esauriente spiegazione di questi fenomeni che ad oggi rimangono ancora un mistero.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

SNOWEEK, sport fashion events a Courmayeur

January 23, 2012 Leave a comment
SNOWEEK è l’evento che dal 28 gennaio al 5 febbraio 2012 vedrà diventare Courmayeur teatro di una serie di iniziative legate al mondo dello sport, del glamour, dell’arte, della cultura e del gusto.
Ancora una volta la splendida stazione ai piedi del Bianco diventerà protagonista della stagione invernale offrendo alle migliaia di appassionati che affollano le sue piste e i suoi ritrovi mostre d’arte, degustazioni di maitres chocolatier, esibizioni acrobatiche sulla neve di velivoli speciali, presentazioni di libri e molto altro ancora.
SNOWEEK 2012 vuol essere il punto di partenza di un’avventura destinata a diventare nei prossimi anni appuntamento irrinunciabile della stagione invernale.
Snow week : Sports , Fashion events presso la stazione sciistica più prestigiosi d’Europa,
La mozzafiato Courmayeur
28.01.2012
Mostra di pittura – Alberto Garbati
Da sabato 28 a domenica 29 gennaio presso MUSEO TRANSFRONTALIERO DEL MONTE BIANCO
Courmayeur (Aosta)
Via Mario Puchoz 4 (11013)
il famoso artista, architetto e pittore Alberto Garbati esporrà una serie di sue opere d’arte.
Grazie a una sua personale e particolare tecnica, inserisce grattacieli, case e strade dove tutto è cemento e vetro e tutti gli elementi si intersecano tra loro.
Da non perdere!!

New Venue
I am proud to announce one of the most important events in the Italian winter calendar
Snow week : Sports , Fashion events at the most prestigious skI resort in Europe,
the breathtaking Courmayeur
From Saturday 28 to Sunday, January 29 MUSEO TRANSFRONTALIERO DEL MONTE BIANCO
Courmayeur (Aosta)
Via Mario Puchoz 4 (11013)
the famous artist, architect and painter Alberto Garbati exhibit a series of his works of art.
Thanks to his personal and particular technique, insert skyscrapers, houses and streets where everything is concrete and glass and all the elements intersect each other.
Don’t Miss it!!!!

SPONSORS:
BREITILING,LINDT,VANITY FAIR

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“Le parole perdute di Amelia Lynd” di Nicola Gardini, Giangiacomo Feltrinelli Editore

January 23, 2012 Leave a comment
Le parole perdute di Amelia Lynd
Nicola Gardini
Collana: I Narratori
Pagine: 240
Prezzo: Euro 16,00
L’educazione sentimentale di un ragazzo con due grandi figure materne a confronto: la madre porti-naia alla scomposta ricerca di un riscatto sociale e la “maestra” Lynd, portatrice di sapere, rigore e disperazione.
Il libro
“Due giorni dopo, finalmente, arrivava in via Icaro 15 Amelia Lynd. Per una volta l’amministratrice non aveva esagerato. Questa non era una gallina, come la mamma aveva temuto. Proprio no. Questa era un uccello nobile e variopinto, che le ali le aveva per volare.
L’Italia che cambia degli anni settanta non sembra aver voglia di cambiare in via Icaro 15, Milano. Sì, certo, l’eco arriva anche lì ma Elvira, la portinaia, è, come un secolo prima, alla mercé di inquilini gretti, litigiosi, pettegoli. Un universo di maligne ottusità e luoghi comuni che tuttavia diventa teatro del mondo nell’immaginazione duttile e porosa di Chino, il figlio adolescente di Elvira. Quando, al quinto piano, prende casa Amelia Lynd, un’anziana signora dall’incedere altero, maniere impeccabili, madrelingua inglese, Chino ne avverte subito il carisma e ne diventa adorante discepolo.
Da dove viene? Cos’ha da nascondere? Qual è il suo segreto? Gli inquilini la mettono al bando, la ostracizzano. Chino si muove, con una sorta di strana ebbrezza, fra i sogni combattivi della madre – diventare proprietaria di uno degli appartamenti abitati dai suoi aguzzini – e le utopie della nuova madre-maestra dalla quale apprende la magia delle parole, le parole che raccontano e le parole che semplicemente dicono. Proprio allora la commedia quotidiana cede al dramma e le vicende di via Icaro e della sua portineria subiscono una fortissima accelerazione. E Chino deve imparare più in fretta, di che passioni, di che ambizioni, di che febbri è intessuta la vita.
Nicola Gardini racconta, con vigore e dolcezza, di un piccolo palazzo brulicante di caratteri variegatissimi che si apre però a una smagliante grandezza attraverso due indimenticabili figure femminili, porte di ingresso, l’una e l’altra in maniera diversa, al mistero di esistere.

Marocco, donne all’attacco contro il Governo

January 23, 2012 Leave a comment

L’universo femminile politico marocchino ha protestato calorosamente, giovedi’ scorso, durante la presentazione del programma del nuovo Governo, presieduto da Abdelilah Benkirane (segretario del PJD, partito islamico), davanti alle due Camere del Parlamento. Tutte quante alzavano dei cartelli del Movimento per la Democrazia Paritaria mentre davanti al Parlamento moltissime altre manifestavano durante il discorso del capo del governo. All’interno dell’Emiciclo i membri del Governo hanno preso il loro posto, 30 uomini e una sola donna, che quasi annegava in un mare di uomini. “Una donna e 30 uomini?, è questa la parità?”, chiedeva con forza una attivista del Movimento per la Democrazia Paritaria prima di avere un pensiero per la ministra velata Bassima Haqaoui. Per poi pariodare la canzone e intonare il refrain “di 30 uomini al governo, e io, e io, e io”. Giovedì scorso le donne hanno  protestato, rivendicato e fustigato. “La nostra presenza qui è un modo per dare voce alla dignità, all’uguaglianza e alla democrazia”, gridava una marocchina in collera. Tutti quelli che hanno risposto all’appello del movimento nato alla vigilia delle elezioni legislative sono corsi per gridare tutta la loro indignazione, tutta la loro collera per questa retromarcia della democrazia e di tutte le conquiste acquisite  a suo tempo dai marocchini. “Chi osa ancora parlare di democrazia se la metà della società è stata esclusa dai comandi del potere? E dire che la Costituzione prevede la creazione di un consiglio di uguaglianza! La composizione del governo capitanato da M. Benkirane dimostra che l’uguaglianza non è che uno slogan, un discorso. Per quanto riguarda la parità, siamo molto lontani”, ha affermato un militante dei Diritti Umani. Ad ogni buon conto, le iniziative femminili si moltiplicano. Una petizione è stata avviata dall’Associazione Women’s Tribune, sotto forma di lettera aperta indirizzata al capo del Governo e ai partiti politici, lettera che denuncia la quasi assenza delle donne nell’attuale governo, oltre alla sottorappresentazione negli stati maggiori di tutti i partiti politici nazionali. La petizione si spinge più lontano chiedendo un rimpasto ministeriale e domanda espressamente alla capo dell’esecutivo di identificare nell’immediato i mezzi per correggere questa ingiustizia che crea un grave danno all’immagine del paese, sia al suo interno che all’estero. Inizia bene il nuovo Governo, dopo le tante promesse nella campagna elettorale a favore delle donne marocchine come la non obbligatorietà nell’indossare il velo, la parità tra i sessi e molto altro ancora. Parafrasando una famosa canzone si trattava di “parole, parole, parole”.

Fonte: My Amazighen

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