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Keith Rupert Murdoch

Keith Rupert Murdoch (Melbourne, 11 marzo 1931) è un editore, imprenditore e produttore televisivo australiano naturalizzato statunitense.
È fondatore e proprietario di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, probabilmente la maggior compagnia del campo a livello mondiale: la News Corporation.
Forbes stima nel 2011 il suo patrimonio in 7,6 miliardi di USD, questo fa di lui il 122º uomo più ricco del mondo.
Dopo aver iniziato con giornali, magazines e stazioni televisive nella sua Australia, le produzioni di Murdoch si espansero prevalentemente nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per poi approdare in quasi tutti gli angoli del pianeta (il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i 3/4 della popolazione globale).
Negli ultimi anni, Murdoch è diventato uno dei più importanti imprenditori del mondo nel digitale satellitare, nel campo cinematografico ed in molte altre forme di media.
Nel luglio 2005, Murdoch è diventato proprietario della community online MySpace.
Nel luglio 2011 il magnate e il suo impero vengono travolti dallo scandalo delle intercettazioni.
Vita
Keith Rupert Murdoch nasce a Melbourne nel 1931 da sir Keit Artur, giornalista, e da Elisabeth Green. Dopo la laurea al Worcester College di Oxford, torna in Australia alla morte del padre ed eredita il Melbourne Herald e l’Adelaide News. Nel 1969 torna in Gran Bretagna e compra News of the World e The Sun, pilastri della stampa tabloid. Nel 1976 parte alla conquista dell’America, mettendo le mani sul New York Post e sul New York Magazine. Nel 1981 torna a fare shopping in Gran Bretagna, dove si impossessa di The Times e Sunday Times. Nel 1989 si lancia sul satellite con Sky Television, che l’anno dopo si fonde con la concorrente British Satellite Braodcasting, dando vita a BSkyB. Mentre costruisce l’impero sul quale non tramonta mai il sole, l’imprenditore Murdoch tesse rapporti con la politica. Nei primi anni ’90 appoggia i governi di Margaret Thatcher e John Major, pronto però a sostenere il laburista Tony Blair durante la crisi irachena, contrastando l’ostilità della Bbc. Durante l’ultima campagna elettorale, però, appoggia David Cameron. Nel 1985 il tycoon prende la cittadinanza americana e compra gli studi della 20Th Century Fox a Hollywood, la catena di tv Metromedia, Tv Guide e la casa editrice Harper Collins. Poco dopo uno dei suoi colpi più grossi, che gli permette di entrare con forza nella scena politica americana: l’acquisizione della Fox, che sarà tra i più acerrimi nemici di Barack Obama. Nel frattempo lancia l’attacco in Oriente: nel 1993 si assicura la quota di maggioranza dell’emittente satellitare Star Tv. Nel 2005 compra il social network MySpace. Altro colpaccio nel 2007, quando rileva dalla famiglia Bancroft il gruppo Dow Jones e del Wall Street Journal, il quotidiano finanziario più noto e autorevole al mondo. Nella storia dell’aggressiva espansione con cui lo ‘Squalo dai denti lunghi’, come lo definì una volta il suo rivale tedesco Leo Kirch, ha messo in piedi il suo colosso c’è posto anche per lunghe frequentazioni italiane. La discesa in campo in Italia è del 1999, con la scelta di Letizia Moratti come presidente della News Corp Europe, seguita da una ridda di voci, sempre smentite, di una possibile cessione di una quota di Mediaset da parte di Berlusconi all’imprenditore australiano. Anche in Italia Murdoch sbarca con mire degne del suo impero multimediale: punta ad acquistare i diritti pay di tutto il campionato di calcio, ma l’iniziativa non va in porto perché il governo fissa per legge un tetto del 60% del calcio per le TV a pagamento. Una norma antitrust che facilita l’esistenza di due piattaforme digitali, Tele+ e Stream di cui Murdoch acquista a giugno del ’99 una quota del 35%, salita l’anno dopo al 50%. Nel ’99 tenta anche, invano, la scalata di Telemontecarlo. Nel 2002 nelle fauci dello Squalo finisce Tele+, che nel 2003 si fonde con Stream: nasce così Sky Italia. Con 4 milioni 870 000 abbonati e un fatturato da 2,7 miliardi di euro, Sky è oggi attore di primo piano nel mercato della TV italiana e protagonista di una competizione a tutto campo con Mediaset, cresciuta con forza nella pay tv sul digitale terrestre. Intanto è battaglia anche politica tra lo Squalo e il Cavaliere: dopo il raddoppio dell’Iva e i tagli ai tetti pubblicitari per la pay tv decisi dal governo Berlusconi, si aspetta a giorni la definizione del disciplinare e del bando della gara per le frequenze del digitale terrestre alla quale potrà partecipare, con la benedizione della Commissione europea, anche Sky.
I diari di Hitler
Nel 1978 Rupert Murdoch, allora editore del Sunday Times, fu coinvolto nel caso dei famosi falsi diari di Adolf Hitler: tutto iniziò in Germania dove un giornalista, che scriveva per il tabloid Stern, aveva la passione di collezionare cose e oggetti che erano appartenuti al Führer; un giorno costui conobbe un certo Konrad Kujau, falsario e imbroglione, che aveva l’abilità di imitare alla perfezione quadri di autore e di venderli a prezzi conferibili solo se fossero stati degli autentici capolavori. Kujau aveva anche un altro talento: quello di imitare alla perfezione la grafia altrui. Egli fece intendere al giornalista dello Stern di essere in possesso di alcuni diari che appartennero ad Adolf Hitler. Si misero d’accordo per un prezzo di molte migliaia di marchi a diario. Kujau prendeva tempo per scrivere dicendo che questi erano separati in varie parti “segrete” della Germania. All’inizio questi diari erano solo 5 o 6, successivamente iniziarono a moltiplicarsi. Il giornalista da semplice passione aveva intenzione di trasformare in scoop questa “scoperta” facendo spendere al giornale il restante capitale. Vennero convocati esperti che verificassero l’autenticità dei diari; ma, ormai, che fossero veri o falsi, non aveva più alcuna importanza: la macchina era già innescata.
In questo punto entrò in gioco Rupert Murdoch che allora era solo l’editore del Sunday Times. Fiutando l’affare, anche lui si era lanciato nella pubblicazione dei diari, senza aspettare il responso di un noto decano di qualche nota università da lui nominato.
Quando, successivamente, si accorsero che i diari erano falsi, sia lo Stern che il Sunday Times dovettero retrocedere rovinosamente.
Vita privata
Rupert Murdoch si è sposato tre volte: nel 1956 si sposò con Patricia Booker, hostess di Melbourne, con cui ha avuto la figlia Prudence Murdoch, nata nel 1958. Dopo il divorzio nel 1967, nello stesso anno si sposò con Anna Maria Torv Mann, giornalista del “The Daily Telegraph” di origini estoni, che gli diede tre figli: Elisabeth Murdoch (1968), Lachlan Murdoch (1971) e James Murdoch (1972). In seguito al divorzio nel 1999, Murdoch si è sposato con Wendi Deng, vice-presidente di STAR TV. Da quest’ultimo matrimonio sono nati due figlie, Grace (2001) e Chloe (2003).

Fonte: Wikipedia

 

 

 

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