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Archive for January 14, 2012

Stati Uniti, primo paese al mondo per investimenti in energie pulite

January 14, 2012 Leave a comment

Grazie al programma di sovvenzioni dell’amministrazione Obama.
Gli Stati Uniti hanno strappato il podio alla Cina nel 2011 come primo Paese al mondo per investimenti in energie “pulite”, grazie al programma di sovvenzioni sostenuto dall’amministrazione Obama. E’ quanto ha certificato la società di ricerca Bloomberg New Energy Finance, citata oggi dal Financial Times, sottolineando che è la prima volta, dal 2008, che Washington supera Pechino come principale mercato mondiale per investimenti in energie rinnovabili, biocarburanti ed efficienza energetica.
Un primato che però gli Stati Uniti potrebbe perdere di nuovo durante l’anno in corso, a causa della cancellazione di due importanti programmi di sovvenzioni pubbliche, lanciati nel 2009 nell’ambito del pacchetto di stimoli economici: i sussidi per i progetti a sostegno delle rinnovabili e i prestiti garantiti dal governo per incoraggiare gli investimenti privati nel settore.
Analisi e investitori hanno però sottolineato come il futuro del settore non dipenda dai sussidi, quanto da una riduzione dei costi tale da garantire all’energia eolica e solare di competere con i carburanti fossili.

Fonte: TMNews

Categories: Green Peace, LAMERIKANO Tags: ,

“Icone d’Occidente. Le Lacrime di Dio”, personale di Angelo Maineri presso lo Spazio Artes di Vigevano

January 14, 2012 Leave a comment

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La mostra mette in esposizione una quindicina di pitto – sculture della serie “Lacrime di Dio”, dove il maestro, unico nel suo genere, traduce la tradizione iconografica d’oriente in chiave contemporanea e occidentale. Le opere sono realizzate in resine, polvere di marmo, terracotta, vetro, alluminio e legno e rappresentano gli ultimi cinque anni di lavoro dell’artista, il ciclo, infatti, è stato presentato nel 2010 in occasione del trentesimo anno di attività dello scultore.
In mostra anche alcune opere del ciclo “Fuoriserie”, interventi su acciaio e metallo, realizzati nel 2005, con modellini in scala di Porche, Ferrari e Mercedes.
Per l’occasione sarà realizzato uno stampato/opera dal titolo “Menù Maineri” a cura di Matteo Maria Rondanelli edito da NUMEROZEROEDITORE.
Angelo Maineri nasce a Varese nel gennaio 1962. Dopo l’apprendistato svolto nello studio dello scultore Antonio Danzi, dal quale conosce le regole fondamentali del mestiere, frequenta la scuola di Scultura sotto la guida del maestro Giancarlo Marchese all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano. Vincitore di numerosi concorsi, nel 1992 realizza il trofeo per le edizioni annuali del Premio Internazionale Waterman, riconoscimento assegnato ai più illustri nomi della cultura e dello spettacolo. Nel 1999, il Comune di Marnate gli commissiona il Monumento allo Sport che viene posto all’ingresso del parco civico, mentre per il Convento dei Frati Cappuccini di Varese esegue in bronzo il monumento a S. Pio. Nel 2000 la Provincia di Varese lo incarica di realizzare il trofeo per il Premio Provincia di Varese che annualmente conferisce ai suoi cittadini più illustri. A giugno del 2001 è inaugurato il monumento Stele nel Comune di Comerio, e in autunno i rilievi in bronzo che decorano il Monumento ai Caduti di Olgiate Olona.
Inaugurazione: Sabato 26 novembre 2011 ore 18,00 presso lo Spazio Artes di Vigevano
Ingresso libero
Orario
Dal lunedì al venerdì 10-13; 15:30 – 19:30
Sabato e domenica su prenotazione
Per informazioni
Spazio Artes di Vigevano
Tel. 0381/70530
Web: www.artesitaly.com
Mail: artes.segreteria@alice.it

James Bond, bundle per omaggiare anniversario del cult movie

January 14, 2012 Leave a comment

Per tutti i fan della saga cinematografica ispirata ai celebri romanzi spionistici scritti da Ian Fleming, è in dirittura d’arrivo un bundle molto speciale contenente tutti i 22 film di James Bond in formato Blu-ray Disc realizzati fino a questo momento (il 23° uscirà il 31 ottobre 2012). I film sono stati rimasterizzati rigorosamente dalla Lowry Digital, leader globale del restauro digitale e del ripristino delle immagini fotogramma per fotogramma. Una vera occasione per poter apprezzare gli anni ’60 in cui Sean Connery interpretò (esattamente fino al ’71) il personaggio di 007. Disponibile da ottobre 2012, il cofanetto è già disponibile per la prenotazione su Amazon.it

Stefano Campagna

Fonte: Skimbu

Keith Rupert Murdoch

January 14, 2012 Leave a comment

Keith Rupert Murdoch (Melbourne, 11 marzo 1931) è un editore, imprenditore e produttore televisivo australiano naturalizzato statunitense.
È fondatore e proprietario di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, probabilmente la maggior compagnia del campo a livello mondiale: la News Corporation.
Forbes stima nel 2011 il suo patrimonio in 7,6 miliardi di USD, questo fa di lui il 122º uomo più ricco del mondo.
Dopo aver iniziato con giornali, magazines e stazioni televisive nella sua Australia, le produzioni di Murdoch si espansero prevalentemente nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per poi approdare in quasi tutti gli angoli del pianeta (il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i 3/4 della popolazione globale).
Negli ultimi anni, Murdoch è diventato uno dei più importanti imprenditori del mondo nel digitale satellitare, nel campo cinematografico ed in molte altre forme di media.
Nel luglio 2005, Murdoch è diventato proprietario della community online MySpace.
Nel luglio 2011 il magnate e il suo impero vengono travolti dallo scandalo delle intercettazioni.
Vita
Keith Rupert Murdoch nasce a Melbourne nel 1931 da sir Keit Artur, giornalista, e da Elisabeth Green. Dopo la laurea al Worcester College di Oxford, torna in Australia alla morte del padre ed eredita il Melbourne Herald e l’Adelaide News. Nel 1969 torna in Gran Bretagna e compra News of the World e The Sun, pilastri della stampa tabloid. Nel 1976 parte alla conquista dell’America, mettendo le mani sul New York Post e sul New York Magazine. Nel 1981 torna a fare shopping in Gran Bretagna, dove si impossessa di The Times e Sunday Times. Nel 1989 si lancia sul satellite con Sky Television, che l’anno dopo si fonde con la concorrente British Satellite Braodcasting, dando vita a BSkyB. Mentre costruisce l’impero sul quale non tramonta mai il sole, l’imprenditore Murdoch tesse rapporti con la politica. Nei primi anni ’90 appoggia i governi di Margaret Thatcher e John Major, pronto però a sostenere il laburista Tony Blair durante la crisi irachena, contrastando l’ostilità della Bbc. Durante l’ultima campagna elettorale, però, appoggia David Cameron. Nel 1985 il tycoon prende la cittadinanza americana e compra gli studi della 20Th Century Fox a Hollywood, la catena di tv Metromedia, Tv Guide e la casa editrice Harper Collins. Poco dopo uno dei suoi colpi più grossi, che gli permette di entrare con forza nella scena politica americana: l’acquisizione della Fox, che sarà tra i più acerrimi nemici di Barack Obama. Nel frattempo lancia l’attacco in Oriente: nel 1993 si assicura la quota di maggioranza dell’emittente satellitare Star Tv. Nel 2005 compra il social network MySpace. Altro colpaccio nel 2007, quando rileva dalla famiglia Bancroft il gruppo Dow Jones e del Wall Street Journal, il quotidiano finanziario più noto e autorevole al mondo. Nella storia dell’aggressiva espansione con cui lo ‘Squalo dai denti lunghi’, come lo definì una volta il suo rivale tedesco Leo Kirch, ha messo in piedi il suo colosso c’è posto anche per lunghe frequentazioni italiane. La discesa in campo in Italia è del 1999, con la scelta di Letizia Moratti come presidente della News Corp Europe, seguita da una ridda di voci, sempre smentite, di una possibile cessione di una quota di Mediaset da parte di Berlusconi all’imprenditore australiano. Anche in Italia Murdoch sbarca con mire degne del suo impero multimediale: punta ad acquistare i diritti pay di tutto il campionato di calcio, ma l’iniziativa non va in porto perché il governo fissa per legge un tetto del 60% del calcio per le TV a pagamento. Una norma antitrust che facilita l’esistenza di due piattaforme digitali, Tele+ e Stream di cui Murdoch acquista a giugno del ’99 una quota del 35%, salita l’anno dopo al 50%. Nel ’99 tenta anche, invano, la scalata di Telemontecarlo. Nel 2002 nelle fauci dello Squalo finisce Tele+, che nel 2003 si fonde con Stream: nasce così Sky Italia. Con 4 milioni 870 000 abbonati e un fatturato da 2,7 miliardi di euro, Sky è oggi attore di primo piano nel mercato della TV italiana e protagonista di una competizione a tutto campo con Mediaset, cresciuta con forza nella pay tv sul digitale terrestre. Intanto è battaglia anche politica tra lo Squalo e il Cavaliere: dopo il raddoppio dell’Iva e i tagli ai tetti pubblicitari per la pay tv decisi dal governo Berlusconi, si aspetta a giorni la definizione del disciplinare e del bando della gara per le frequenze del digitale terrestre alla quale potrà partecipare, con la benedizione della Commissione europea, anche Sky.
I diari di Hitler
Nel 1978 Rupert Murdoch, allora editore del Sunday Times, fu coinvolto nel caso dei famosi falsi diari di Adolf Hitler: tutto iniziò in Germania dove un giornalista, che scriveva per il tabloid Stern, aveva la passione di collezionare cose e oggetti che erano appartenuti al Führer; un giorno costui conobbe un certo Konrad Kujau, falsario e imbroglione, che aveva l’abilità di imitare alla perfezione quadri di autore e di venderli a prezzi conferibili solo se fossero stati degli autentici capolavori. Kujau aveva anche un altro talento: quello di imitare alla perfezione la grafia altrui. Egli fece intendere al giornalista dello Stern di essere in possesso di alcuni diari che appartennero ad Adolf Hitler. Si misero d’accordo per un prezzo di molte migliaia di marchi a diario. Kujau prendeva tempo per scrivere dicendo che questi erano separati in varie parti “segrete” della Germania. All’inizio questi diari erano solo 5 o 6, successivamente iniziarono a moltiplicarsi. Il giornalista da semplice passione aveva intenzione di trasformare in scoop questa “scoperta” facendo spendere al giornale il restante capitale. Vennero convocati esperti che verificassero l’autenticità dei diari; ma, ormai, che fossero veri o falsi, non aveva più alcuna importanza: la macchina era già innescata.
In questo punto entrò in gioco Rupert Murdoch che allora era solo l’editore del Sunday Times. Fiutando l’affare, anche lui si era lanciato nella pubblicazione dei diari, senza aspettare il responso di un noto decano di qualche nota università da lui nominato.
Quando, successivamente, si accorsero che i diari erano falsi, sia lo Stern che il Sunday Times dovettero retrocedere rovinosamente.
Vita privata
Rupert Murdoch si è sposato tre volte: nel 1956 si sposò con Patricia Booker, hostess di Melbourne, con cui ha avuto la figlia Prudence Murdoch, nata nel 1958. Dopo il divorzio nel 1967, nello stesso anno si sposò con Anna Maria Torv Mann, giornalista del “The Daily Telegraph” di origini estoni, che gli diede tre figli: Elisabeth Murdoch (1968), Lachlan Murdoch (1971) e James Murdoch (1972). In seguito al divorzio nel 1999, Murdoch si è sposato con Wendi Deng, vice-presidente di STAR TV. Da quest’ultimo matrimonio sono nati due figlie, Grace (2001) e Chloe (2003).

Fonte: Wikipedia

 

 

 

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Serena Dandini, debutto su canale LA7

January 14, 2012 Leave a comment

“The show must go off”, il nuovo programma che Serena Dandini condurrà dal 14 gennaio il sabato sera su La7. “Sembra un classico show del sabato sera, ma vi assicuro che visto da vicino non lo è, anche se non mancheranno la musica, i balletti e anche la gara canora con bambini molto inquietanti” risposte della conduttrice alla presentazione del nuovo programma. “Volevamo ritornare ad essere una factory, trovare nuovi talenti sia tra gli autori che tra gli attori: in Rai non era possibile, invece qui ci siamo riusciti” che ha assicurato di non pensare a rivalse di nessun tipo sulla Rai, che aveva cancellato all’improvviso il suo “Parla con me”: “Io amo la Rai, spero che si riprenda, ma è importante dimostrare che esiste anche la concorrenza”  sottolineando poi: “La Rai soffre della malattia delle segnalazioni, come tutto il Paese. Credo che ci si debba liberare da quella malattia e riprendere la strada della meritocrazia”. Invece il nuovo programma de La7 sarà dunque un mix di finte fiction che raccontano un “Paese reale” molto primitivo, spot del Governo che hanno per protagonisti “L’Italia dei serissimi”, la musica è curatas dal gruppo di Elio e le storie Tese, e molte le  interviste  iniziando (nella prima puntata ad Andrea Camilleri e Tiziano Ferro). E nella prima puntata ci sarà anche in voce il direttore della Rai Lorenza Lei imitata da Fiorello, che definisce la Dandini “la vecchia malata di sesso”, e il suo nuovo programma “una ciofeca”. Varietà, satira, intrattenimento, e approfondimenti con le interviste, dunque, senza nostalgia per l’era Berlusconiana: “Non ce la facevamo più a fare battute sui capelli, i tacchi, il bugna bunga. Oggi c’è una nuova linfa e molti nuovi spunti. E poi la satira di qualità serve ad alleggerire il clima di ansia in cui viviamo” queste le sue dichiarazioni. La Dandini sarà affiancata anche questa volta  da Dario Vergassola, e ci saranno i protagonisti di “Parla con me”: oltre a Elio e la sua band, Diego Bianchi-Zoro, Ascanio Celestini, Lillo e Greg, Max Paiella, Andrea Rivera, Paola Minaccioni e Federica Cifola, con una partecipazione di Neri Marcorè nei panni di un politico, e una possibile incursione di Corrado Guzzanti: “Può darsi che quest’anno venga a farci una sorpresa” ha affermato la Dandini. A proposito delle aspettative sugli ascolti la conduttrice ha minimizzato: “Oggi La7 fa l’1,5 %, speriamo di raddoppiare” ha detto, mentre il direttore dei programmi della rete Paolo Ruffini ha definito The show must go off “un’alternativa al sabato sera della tv, come La7 è la vera alternativa al resto della tv in Italia”.

 

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Mario Monti, taglio epocale delle auto blu di rappresentanza

January 14, 2012 Leave a comment
Monti ha firmato il Dpcm che taglia le auto di rappresetanza anche agli organi di rilievo costituzionale e agli enti locali.
Monti va giù duro sulle auto blu: i dipendenti della P.A. dovranno rinunciare alle auto di rappresentanza prendere i mezzi pubblici anche se sono più lenti. La priorità, infatti, non sarà la maggior efficienza del mezzo, ma il risparmio. E la nuova regola vale per tutti, anche per gli organi costituzionali e gli enti locali.
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato, su proposta del ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, un Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) sull’utilizzo delle autovetture di servizio e di rappresentanza da parte delle pubbliche amministrazioni. In base alle modifiche apportate, informa una nota del ministero, il Dpcm 3 agosto 2011 sarà applicato anche agli Organi Costituzionali (ad esclusione, come espressamente previsto dall’articolo 2, comma 2, del decreto 98/2011, delle auto in dotazione al Capo dello Stato, ai presidenti del Senato e della Camera, del presidente del Consiglio dei ministri e del presidente della Corte costituzionale e le auto blindate adibite ai servizi istituzionali di pubblica sicurezza), nonché alle regioni e agli enti locali. Inoltre, il mezzo pubblico dovrà essere utilizzato tutte le volte che ciò determinerà risparmi per la P.A. indipendentemente dalla valutazione della sua efficacia.
Infine, l’acquisto o la presa in possesso delle autovetture di servizio dovranno essere comunicati immediatamente al Dipartimento della funzione pubblica, e non più nei successivi 30 giorni, in modo che non sfuggano al monitoraggio gli utilizzi di durata inferiore al mese.
Inoltre, il ministro Patroni Griffi, a una settimana dalla conclusione del censimento permanente delle auto blu, comunica che su 8.145 amministrazioni tenute a inviare le informazioni richieste hanno risposto, ad oggi, circa 5.600.
Nel complesso le auto al momento censite sono circa 50.000. A causa della complessità delle informazioni richieste e per consentire la massima adesione delle amministrazioni il Dipartimento Funzione Pubblica ricorda che il termine entro il quale tutte le amministrazioni, centrali e locali, sono tenute a fornire i dati è il 20 Gennaio; dopo tale data scatteranno le verifiche da parte dell’ispettorato della funzione pubblica.
Al termine del censimento saranno resi pubblici i dati pervenuti ed indicate le misure attraverso le quali il Dipartimento per la Funzione Pubblica estenderà i propri controlli sulle modalità, limiti e legittimità di utilizzo delle autovetture pubbliche accertando che le misure di taglio di spesa previste nel DPCM del 3 Agosto e nei dl 98/2011 e 78/2010 siano realmente attuate.
Fonte: TMNews
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