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Archive for January 11, 2012

“MM – Hasta la Muerte/Fino alla Morte”, collettiva alla Galleria Miomao di Perugia

January 11, 2012 Leave a comment

MM: il titolo della mostra curata da Alberto Zanchetta può essere inteso come un acronimo di memento mori così come della Galleria Miomao, che la presenta. Ispirandosi alla lettura critica elaborata dal curatore nel fortunato saggio Frenologia della vanitas. Il teschio nelle arti visive (Johan&Levi, 2011), l’esposizione mette a confronto diversi stili ed epoche, soggetti e tecniche che concernono i simboli della morte, presentandosi quindi come una grande “danza macabra” in cui artisti, disegnatori, incisori, illustratori, fumettisti si trovano a dialogare senza discrimini né gradualità nelle tecniche o nelle discipline. Nell’intento di evidenziare uno sguardo (sempre nuovo, sempre diverso) sui simboli dell’arte macabra, la mostra riunisce le opere di trentaquattro autori, tra grandi maestri del passato e artisti dell’odierno panorama nazionale e internazionale, che si sono cimentati con l’iconologia della vanitas. Motivo centrale dell’esposizione è il teschio, simbolo per eccellenza della morte: effige plurisecolare che rispecchia le comuni ossessioni della società, in ogni luogo e in ogni epoca. E icona onnipresente nella vita quotidiana, dalla moda ai gioielli, dall’arte al design, dalla musica ai fumetti, dal cinema alla televisione; rammentandoci la fine di tutte le cose, le teste di morto che si affastellano in questa mostra sembrano suggerirci – in gran silenzio, e a denti stretti – significati escatologici che abbiamo dimenticato, o più semplicemente ignorato nel corso degli ultimi anni. Che siano gioviali o grevi, gaudenti o truculenti, gli scheletri e i teschi che affollano queste opere sprezzano la vanità delle cose terrene, inducendoci così a una vertiginosa riflessione ontologica.
Gli artisti
Paolo Bacilieri (Verona, Italia, 1965); Donald Baechler (Hartford, Stati Uniti, 1956); Armin Barducci (Bolzano, Italia, 1976); Cristiano Baricelli (Genova, Italia, 1977); Alessandro Bazan (Palermo, Italia, 1966); Andrea Bruno (Catania, Italia, 1972); Luca Caimmi (Fano, Italia, 1978); Cristiano Carotti (Terni, Italia, 1981); Andrea Chiesi (Modena, Italia, 1966); Daniel Clowes (Chicago, Stati Uniti, 1961); Frédéric Coché (Pont-à-Mousson, Francia, 1975); Alberto Corradi (Verona, Italia, 1971); Gianluca Costantini (Ravenna, Italia, 1971); Olivier Deprez (Binche, Belgio, 1966); Marco Fantini (Vicenza, Italia, 1965); Omar Galliani (Montecchio Emilia, Italia, 1954); Peter Kuper (Summit, Stati Uniti 1958); Laurina Paperina (Rovereto, Italia, 1980); Magnus (Bologna, Italia, 1939 – Castel del Rio, Italia, 1996) ;  Miguel Ángel Martín (León, Spagna, 1960); Conrad Meyer (Zurigo, Svizzera, 1618-1689); Mike Giant (Upstate New York, Stati Uniti, 1971); Nero (Faenza, Italia, 1980); Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, Italia, 1720 – Roma, Italia, 1778); Massimo Pulini (Cesena, Italia, 1958); Yuri Rodekin (Ufa, Baschiria, 1960); Max Rohr (Bolzano, Italia, 1960); Félicien Rops (Namur, Belgio, 1833 – Essonnes, Francia, 1898); Richard Sala (Oakland, Stati Uniti, 1955); Spider (Firenze, Italia); H. Simon Thomassin  (Parigi, Francia, 1654-1733); Nicola Verlato (Verona, Italia, 1965); William Marc Zanghi (Wichita, Stati Uniti, 1972).
La mostra – 11 febbraio – 31 marzo 2012
vernissage – sabato 11 febbraio 2012, ore 18.00
orari – da martedì a sabato, dalle 15 alle 19 – altri orari su appuntamento
dove – Galleria Miomao – Via Podiani, 19 – Perugia
info
info@miomao.net
tel. 347 7831708
sito web
www.miomao.net

Gianni Morandi, ispirazione d’antan per la coppia inedita Morandi – Papaleo

January 11, 2012 Leave a comment

Il cantante racconta l’inedito duo che condurrà Sanremo.
Sanremo scalda i motori. A poco più di un mese dal via, i conduttori del 62esimo Festival della Canzone Italiana si raccontano sul settimanale “Chi”: Gianni Morandi e Rocco Papaleo, una coppia inedita. “Penso spesso a Walter Chiari e Paolo Panelli, a Tognazzi e Vianello, a Cochi e Renato. Non saremo come loro ma ci possiamo ispirare – ha dichiarato il cantante, per il secondo anno consecutivo al timone del Festival – Saremo liberi di prenderci in giro sulle nostre differenze”.
“Ho conosciuto Rocco l’anno scorso perché voleva venire a Sanremo a cantare – ha rivelato Morandi – si era presentato in concorso dicendo che ama la musica e scrive canzoni da anni. Gli abbiamo spiegato che preferivamo cantanti che facessero quello di professione, ma mi era rimasto impresso”. La salita sul palco dell’Ariston di Papaleo è stata dunque solo rimandata: “Ho visto il suo film ‘Basilicata coast to coast’ e ho deciso che lo avrei voluto sul palco con me per una serata – ha affermato il cantante bolognese – Ci siamo parlati e abbiamo pensato di vivere tutta quest’avventura insieme”.
Rocco Papaleo, comico di professione, fa dello humor il suo biglietto da visita: “Non farò jogging all’alba con Morandi – ha scherzato l’attore lucano – Nella mia vita ho sempre camminato, è la mia filosofia”. Attore, musicista, regista, com’è inquadrabile Papaleo? “Definitemi voi, sono trasversale – ha concluso – Con tutti i nomi che c’erano in lista chiamare me è stata una scelta controcorrente. Ma, come caratterista, ho una certa esperienza”.

Fonte: TMNews

Lindsay Lohan, trattative per interpretare Elizabeth Taylor

January 11, 2012 Leave a comment

Lindsay Lohan è in trattative per interpretare Elizabeth Taylor in un film per la tv della casa di produzione americana Lifetime. Lo ha confermato l’Hollywood Reporter, il progetto potrà prendere inizio verso maggio, dopo un anno dalla scomparsa dell’attrice dagli occhi viola. La Lohan di recente ha posato sulla storica rivista “Playboy” incarnando i   panni di un’altra icona cinematografica, Marilyn Monroe.
Il film, “Elizabeth & Richard: a Love Story”, racconterà l’amore tra Elizabeth Taylor e Richard Burton e sarà prodotto da Larry Thompson. Modella e attrice, la Lohan doveva interpretare sul grande schermo anche Linda Lovelace, la star di “Gola profonda” nel biopic “Inferno: A Linda Lovelace Story” diretto da Matthew Wilder, ma è stata sostituita da Malin Akerman proprio in seguito alle vicende giudiziarie che l’hanno vista protagonista. La sua ultima apparizione al cinema è in “Machete” di Robert Rodriguez.

“Shame” di Steve McQueen [2011]

January 11, 2012 Leave a comment

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Prigionieri della vergogna
Con Shame Steve McQueen supera lo scoglio della seconda opera, confermandosi come uno dei più interessanti filmaker in circolazione. Al centro del suo film, la difficoltà del protagonista di cambiare e di relazionarsi con qualcuno al di là del sesso.
Con Hunger nel 2008 si era immediatamente posto all’attenzione della critica internazionale fino ad conquistare la Camera d’Or per il miglior esordio al Festival di Cannes e decine di altri premi in tutto il mondo. Con questo Shame il britannico Steve McQueensupera il difficile scoglio della seconda opera e si conferma come uno dei più interessanti filmaker in circolazione: per capacità tecniche e virtuosismi, per colpo d’occhio, per direzione degli attori, in particolare quel Michael Fassbender che proprio con Hunger si era fatto notare dal mondo intero e aveva iniziato la sua prestigiosa carriera internazionale.
Nell’interpretare Brandon, infatti, un businessman newyorkese ossessionato dal sesso in tutte le sue manifestazioni, Fassbender si spoglia di ogni pudore e si affida corpo e anima al suo regista che, da par suo, non abbandona nemmeno per un secondo il suo protagonista ma anzi lo cerca insistentemente con primi piani e lunghissimi piani sequenza, come quello già cult in cui Brandon fa jogging per le strade di New York che sembrano fotografate quasi dal Kubrick di Eyes Wide Shut. Ma se nell’ultimo film del Maestro era il tradimento a trascinare il suo protagonista nella notte per le strade della città che non dorme mai, qui è esclusivamente quel senso di vergogna richiamato dal titolo, vergogna per la propria ossessione e per l’incapacità di controllarsi, ma vergogna soprattutto per l’impossibilità di relazionarsi con gli altri se non attraverso un sesso fine a se stesso, senza alcuna traccia di intimità, tenerezza o sentimento.
La similitudine tra i due film di McQueen sono proprio nell’interpretazione di Fassbender molto fisica in entrambe le pellicole: ma se in Hunger il corpo rappresentava l’unica arma su cui poteva contare il Bobby Sands chiuso in carcere per liberare le proprie idee, in Shame è proprio il corpo e l’impossibilità di controllare le proprie pulsioni a relegare Brandon in una situazione apparentemente senza via di uscita, una vera e propria prigione metaforica. Ed è sempre un corpo, quello nudo della sorella Sissy, ospite del suo appartamento per qualche giorno. a provocare un vortice incontrollabile di tentazioni prima, un’ultima possibilità di redenzione dopo.
Il sesso è presente nella pellicola dall’inizio alla fine, attraverso nudi integrali dei protagonisti e scene di amplesso esplicite che soltanto grazie al rigoroso tocco del regista non sforano nella pornografia; ma non è questo l’argomento centrale del film ma piuttosto la difficoltà di questa persona di cambiare e di relazionarsi con qualcuno al di là del sesso. Per questo ancor più importanti delle bellissime sequenze con camera a mano, molto spesso senza dialogo ma impreziosite da una colonna sonora classica, sono i momenti in cui i protagonisti si parlano, si spiegano, si urlano addosso. McQueen da regista esperto seppur giovane sa come rendere al meglio questi momenti, come far emergere ed esplodere le interpretazioni (e se Fassbender è fantastico a soffocare le proprie emozioni dietro una maschera di apparente freddezza, Carey Mulligan è bravissima a tenergli testa nel ruolo della sorella) e sceglie di farlo con lunghe sequenze ad inquadratura fissa, puntata direttamente sui volti dei suoi attori che anche in questo caso non possono nascondersi o tirarsi indietro in alcun modo, ma sono ancora una volta costretti a mettersi a nudo, senza vergogna.

Luca Liguori

Fonte: Movieplayer.it

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Liberalizzazioni/ Consumatori, benefici per 900 euro a famiglia

January 11, 2012 Leave a comment

Per lasciarci alle spalle la fase di preoccupante recessione in cui si trova il Paese è necessario ripartire dalle liberalizzazioni. A chiederlo sono le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori secondo cui “la ricaduta positiva sarebbe di circa 21,6 miliardi di euro, con benefici fino a 900 euro annui a famiglia”.
“Un processo necessario – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – non solo per modernizzare il Paese, dotandolo di servizi qualitativamente più elevati, maggiormente efficienti e competitivi, ma anche per abbandonare i tristi primati per le tariffe più elevate, che deteniamo ancora in molti settori”.
“È ora di svoltare pagina – aggiungono – liberando il mercato dai pesanti vincoli che hanno come unico scopo quello di proteggere interessi, privilegi e rendite monopolistiche. Dai trasporti ai carburanti, dalle farmacie agli ordini professionali, rendendo più competitivi questi settori si otterranno importanti benefici per le famiglie.

Fonte: TMNews

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