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“Blacklands” di Belinda Bauer, Marsilio Editore

Belinda Bauer
Blacklands
Marsilio
Euro 17,50

Steven Lamb ha 12 anni e un unico scopo: scoprire dove 20 anni prima è stato ucciso e sepolto suo zio Billy, fratello della mamma, per mano di un serial killer pedofilo, Arnold Avery, rinchiuso in carcere dove deve scontare 18 anni di reclusione per l’uccisione di altri bambini. Steven passa gran parte del proprio tempo libero, all’insaputa della sua famiglia, scavando buche nella brughiera di Exmoor, nella speranza di ritrovare il cadavere; non riuscendoci, decide di scrivere all’assassino chiedendogli, “gentilmente”, la precisa collocazione del corpo dello zio.
Quando il serial killer, in modo del tutto casuale, scoprirà che il mittente delle lettere è in realtà un bambino, inizierà un sottile e perverso rapporto epistolare con Steven.
Non accenniamo nulla allo svolgersi della trama di questo noir, se vogliamo un pò atipico, intitolato Blacklands, scritto dall’autrice inglese Belinda Bauer e pubblicato in Italia da Marsilio.
Ci piace invece sottolineare come sia molto bella la caratterizzazione di Steven, un ragazzino in apparenza come tanti altri, ma che in realtà soffre per la mancanza di un padre, per lo scarso affetto ricevuto dalla nonna, profondamente indurita da anni a causa della scomparsa del figlio, e dalla madre, serena solo nel momento in cui è affiancata dal “compagno” di turno. E’ a causa di questo contesto che in Steven scatta la voglia di riscattarsi: solo ritrovando il cadavere dello zio Billy ritiene che sia possibile  che all’interno della sua famiglia tornino serenità, equilibrio, affetto.
Altrettanto efficace è il ritratto del serial killer: Arnold Avery negli anni di prigione è stato bravo a dissimulare la sua vera natura, ma in realtà non è cambiato affatto e le lettere di Steve contribuiscono a far esplodere, in maniera incontrollabile, i suoi istinti.
Il libro è godibile e, malgrado il finale riconcili il lettore, una sottile sensazione di disagio pervade tutta la lettura, indubbiamente per via dell’argomento trattato.
I bambini dovrebbero essere intoccabili, sporcarne la purezza è un abominio; purtroppo ciò accade, anche spesso. Che il romanzo di Belinda Bauer faccia riflettere su questa apparentemente scontata asserzione, ci sembra che costituisca già un ottimo risultato.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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