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Apocalisse, quel «vademecum» contro la degenerazione del potere

January 3, 2012 Leave a comment

Le due bestie della scrittura ci ricordano l’ arroganza delle dittature… Non è il racconto di una catastrofe ma una profezia di riscatto

A pocalisse, apocalittico: due termini che nel linguaggio corrente sono fortemente evocativi e sono generalmente intesi come sinonimo di catastrofe, di evento disastroso di dimensioni eccezionali, come profezia di eventi tragici o semplicemente come profezia del futuro. Nella Bibbia apocalisse (in greco apokálypsis ) significa invece ri-velazione, ossia l’ operazione con cui si alza il velo e di conseguenza il ricevere una conoscenza più profonda della storia. L’ apocalisse consente di vedere, per dono di Dio, che nella storia si oppongono il male e il bene, la volontà di Dio e l’ efficacia del Maligno, il Messia e l’ anti-Messia, i credenti-giusti e gli empi-malvagi. Al centro del libro dell’ Apocalisse, quello con cui la Bibbia si chiude, sta Gesù Cristo, il Signore, che è presentato mediante l’ immagine di un Agnello ucciso e risorto, vittima e vincitore, una vittima tra le vittime della storia eppure, nel contempo, un vincitore alla fine della storia, quando aprirà il Regno di Dio per l’ eternità. È il paradosso cristiano, il paradosso della croce: la debolezza si mostra forza, l’ abbassamento in realtà è gloria, la posizione del servo concede il vero primato, l’ essere vittima fino a versare sangue è condizione di resurrezione, perché l’ amore vissuto vince la morte. L’ Apocalisse è dunque un libro carico di speranza per chi è ultimo, povero, oppresso dall’ ingiustizia, ed è un libro che risuona come un estremo avvertimento per chi opprime, perseguita, pensa a vivere senza gli altri e contro gli altri. Nel capitolo 13, al cuore del libro, Giovanni, l’ autore dell’ Apocalisse, descrive una visione in cui si alza il velo sul potere di questo mondo. È una visione tragica, molto negativa del potere. In verità nel Nuovo Testamento ci sono altre visioni più positive, in cui il potere politico è letto non solo come necessario ma addirittura come rivestito del mandato di essere ministro di Dio per il bene della società (si vedano, in particolare, Rm 13,1-7 e 1Pt 2,13-17). Giovanni scrive invece in un tempo di persecuzione dei cristiani da parte dell’ impero romano, in un’ epoca in cui sperimenta l’ oppressione da parte del potere totalitario. Per questo contempla le possibili derive negative del potere politico attraverso la descrizione di due bestie. Mentre egli si trova a Patmos, una piccola isola del mar Egeo, vede una prima bestia che sale dall’ occidente, dal mare (Ap 13,1-10): è una bestia che ha un potere enorme (dieci corna), che esercita un grande dominio (dieci corone) e ha sette teste recanti ognuna un titolo blasfemo. Questi titoli rappresentano la pretesa del potere che appare sempre poliforme; la bestia vuole essere chiamata con i titoli che spettano solo a Dio: Divino, Signore adorabile, Salvatore… Giovanni ci mette di fronte al potere politico che ha la pretesa di essere totalitario e che si manifesta come bestiale e disumanizzante: il potere che vuole porsi sopra il bene e il male, che si fa applaudire e venerare, che estorce il consenso, che si vuole non giudicabile. Ma il potere totalitario domina perché gli umani lo lasciano dominare, fino a dire: «C’ è qualcuno simile alla bestia e capace di vincerla?» (cf. Ap 13,4). Di conseguenza la bestia si esalta, alza la voce, grida, vanta il consenso che le viene dato da una gente omologata, incapace di critica e di resistenza. Sicché, dice Giovanni, anche quando essa perseguita, opprime e toglie la libertà, anche allora sa sedurre, e dunque viene adorata: «La adorano tutti gli abitanti della terra ma non i seguaci dell’ Agnello» (cf. Ap 13,8). Questa è la religione del potere! Ma Giovanni vede apparire anche una seconda bestia, da oriente, dalla terra dell’ Asia Minore (Ap 13,11-18). Questa ha un aspetto meno grandioso, non sembra essere violenta: ha due corna come quelle di un agnello e quindi non fa paura; sembra anzi un profeta ma in realtà è un falso profeta. Qual è l’ identità di questa bestia? Come per la prima, su di essa vige il consenso degli interpreti dell’ Apocalisse di ieri e di oggi: questa bestia che è a servizio della prima, che ha le sembianze di un agnello ma quando parla ha la voce potente di un drago, è l’ ideologia, la propaganda. Essa serve la prima con la propaganda, con la pubblicità, con tutta la dotazione di mezzi in suo possesso per comunicare, per far apparire: fa erigere persino una statua al potere totalitario e mette a morte chi rifiuta di riconoscerla e di prostrarsi a essa. L’ asservimento al potere totalitario, l’ organizzazione del consenso sono perseguiti e garantiti dall’ opera di persuasione della seconda bestia, la quale ha una capacità enorme, opera cose straordinarie, desta ammirazione. Ecco dunque l’ opera della seconda bestia: seduce gli uomini, li omologa tutti culturalmente, li diverte e li aliena. Essa rappresenta il primato dell’ immagine, dell’ apparire, dell’ ostentazione del potere, dell’ arroganza della vita, è la vertigine della falsità. E gli uomini omologati applaudono, erigono una statua alla prima bestia, invocano il capo, il grande timoniere, il führer, il duce, l’ unto: siamo di fronte al culto della personalità. È proprio così e la nostra generazione conosce bene questa realtà, non foss’ altro che per aver visto erigere tante statue e monumenti al potere totalitario, salvo poi vederli miseramente cadere… Giovanni, infine, è ancora più preciso: questa bestia è così performativa da persuadere tutti, «piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi» (Ap 13,16), i quali sono inebetiti al punto di credere che il diritto di comprare e di vendere, di possedere e di essere ricchi equivalga all’ unica definizione possibile della vita. Ma in verità il marchio imposto sugli uomini dalla bestia è alienazione, omologazione, corruzione, falsità che si erge a sistema organizzato. Per chi legge con intelligenza l’ Apocalisse, questa non è descrizione di una catastrofe: è profezia che ci fa aguzzare gli occhi, per guardare in faccia con lucidità la possibile degenerazione del potere.

L’ autore e l’ opera Il priore Padre Enzo Bianchi (nella foto) , guida la Comunità monastica di Bose (Biella). Dopo la laurea in economia, si è ritirato in solitudine in una cascina e ha fondato la sua comunità basata sul celibato, la preghiera e il lavoro. Oggi sono una settantina i monaci, uomini e donne, a Bose, non solo cattolici ma anche protestanti e ortodossi. Il testo L’ Apocalisse di Giovanni, conosciuta anche come Libro della Rivelazione, è l’ ultimo libro del Nuovo Testamento, uno dei più controversi e difficili da interpretare di tutta la Bibbia. Appartiene al gruppo di scritti neotestamentari noto come «letteratura giovannea», scritta, se non dallo stesso apostolo, nei circoli che al suo insegnamento facevano riferimento.

Bianchi Enzo

Fonte: Corriere Della Sera

Kepler, scoperto primo sistema solare confrontabile con il nostro

January 3, 2012 Leave a comment

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Dicembre 2011 è un mese che entrerà nella storia come la prima volta che l’umanità è stata in grado di rivelare un pianeta delle dimensioni della Terra attorno ad una stella confrontabile con il nostro Sole.
E’ quanto ha affermato François Fressin, ricercatore astronomo presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Fressinc e il suo team hanno usato il Kepler planet-hunting spacecraft, la sonda Kepler che va alla ricerca di pianeti per trovare due mondi rocciosi, uno appena un po’ più grande della Terra e l’altro leggermente più piccolo di Venere.
I due pianeti, chiamati Kepler-20e e Kepler-20f sono i più piccoli pianeti trovati finora. Essi hanno un diametro di 11 000 chilometri e 13 190 chilometri rispettivamente, pari a 0.87 e 1.03 volte le dimensioni della Terra. I ricercatori si aspettano che questi mondi abbiano una composizione rocciosa, tanto da poter stimare per essi una massa inferiore a 1.7 e 3 volte rispetto a quella terrestre.
I due mondi fanno parte di un sistema planetario multiplo composto da cinque pianeti orbitanti attorno alla una stella, che si trova a circa 1 000 anni luce di distanza da noi nella Costellazione della Lira.
“E’ possibile puntare in quella regione di spazio e dire che quella è la regione dove ha avuto inizio l’era delle eso-Terre” ha affermato Fressin, aggiungendo che i due mondi rocciosi sono troppo vicini alla loro stella, e quindi troppo caldi, per essere abitabili.
Kepler-20e ha un periodo orbitale di 6.1 giorni ad una distanza di 7.5 milioni di chilometri; Kepler-20f ha un periodo orbitale di 19.6 giorni ad una distanza di 16.5 milioni di chilometri. Grazie alle loro orbite strette, vengono riscaldati fino a temperature di circa 760 °C e 426 °C rispettivamente.
Il sistema solare in cui i pianeti si trovano è abbastanza inusuale dato che pianeti rocciosi e gassosi si alternano nelle loro posizioni anziché essere separati in due gruppi, come nel caso del nostro sistema solare, dopo i pianeti rocciosi (Mercurio, Venere, Terra e Marte) si trovano più vicini al Sole, mentre i pianeti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) si trovano più lontani dal Sole formando, in questo modo, due distinte regioni planetarie.
Nel caso del sistema Kepler-20, il primo pianeta è simile a Nettuno, il secondo è un pianeta roccioso, Kepler-20e; il successivo è un mondo ancora una volta simile a Nettuno, seguito da un mondo roccioso, Kepler-20f; infine, un altro pianeta simile al gassoso Nettuno.
“Quindi, un grande, un piccolo, un grande, un piccolo, un grande, che è una sequenza differente da qualsiasi altro sistema solare scoperto finora” ha affermato David Charbonneau dell’Harvard University. “Siamo stati sorpresi di trovare questo sistema di pianeti, molto diverso dal nostro sistema solare”.
Inoltre, tutti i pianeti si trovano entro una regione molto piccola, come se cadessero tutti entro l’orbita del nostro Mercurio. Se teniamo conto che la distanza Terra-Sole è di 1 Unità Astronomica (1UA), Mercurio si trova a circa 0.4 UA. Tutti i pianeti del sistema solare Kepler-20 sono concentrati in una zona molto piccola.
Questo sistema insolito di pianeti rocciosi alternati a pianeti gassosi potrebbe non essere una novità se confrontato con altri sistemi solari, a causa del fatto che il nostro campione di sistemi solari è ancora relativamente limitato.
“Questo è veramente un problema da spiegare alla nostra comunità scientifica” ha affermato Linda Elkins-Tanton, Direttrice del Carnegie Institution for Science’s Department of Terrestrial Magnetism a Washington. Forse il nostro sistema solare potrebbe far parte della minoranza dei tipici sistemi solari se confrontati fra loro.
Image credit: NASA/Ames/JPL-Caltech. Un confronto fra le dimensioni dei due pianeti Kepler-20e e Kepler-20f con i pianeti del nostro sistema solare. Il primo è leggermente più piccolo di Venere con un raggio 0.87 volte quello della Terra, il secondo è un po’ più grande della Terra, circa 1.03 volte. Venere è molto simile per dimensioni alla Terra con un raggio pari a 0.95 volte il nostro pianeta. 
Prima di questa scoperta il più piccolo pianeta conosciuto orbitante attorno ad una stella simile al Sole è stato Kepler-10b con un raggio di 1.42 volte quello terrestre, e con un volume pari a 2.9 il nostro.
Sia Kepler-20e che Kepler-20f orbitano molto vicini alla loro stella con periodi orbitali di 6.1 e 19.6 giorni, rispettivamente.Si ritiene che abbiano una composizione rocciosa con temperature elevatissime. Ci sono altri tre grandi pianeti gassosi presenti nel sistema solare scoperto da Kepler, conosciuti come Kepler-20b, Kepler-20c e Kepler-20d. Fonte NASA:  http://www.nasa.gov/mission_pages/kepler/multimedia/images/kepler-20-planet-lineup.html . 

I ricercatori ritengono più plausibile che i pianeti di Kepler-20 non si siano formati nelle loro posizioni attuali. Devono, invece, essersi formati lontano dalla loro stella e poi essere migrati verso l’interno, probabilmente attraverso le interazioni con il disco di materiale da cui tutti i pianeti e la stella si sono formati.
Questo ha permesso al sistema planetario di mantere la loro spaziatura regolare, nonostante le dimensioni dei piaenti si alternino tra grande e piccolo.
“Pensiamo che i pianeti siano migrati verso il Sole perchè non siamo in grado di immaginare una così ricca quantità di corpi tanto vicini alla loro stella, dove è caldo e solo alcuni oggetti si trovano allo stato solido” ha affermato Charbonneau. “Pensiamo anche il luogo di nascita di un mondo simile a Nettuno sia più lontano dalla stella e che poi nel corso del tempo i pianeti siano migrati verso il loro sole. Non saremmo sorpresi nell’osservare più sistemi solari simili a questo man mano che continuerà l’esplorazione”.
Forse ci vorrà del tempo perchè Kepler possa scoprire una terra simile alla nostra. La missione Kepler della NASA identifica oggetti di interesse andando alla ricerca di stelle che diminuiscono la loro luminosità, e questo si manifesta quando un pianeta transita di fronte alla stella. Per confermare il transito di un pianeta, i ricercatori cercano una stella perturbata dall’azione gravitazionale di un’altra stella compagna (che le orbita intorno o che è la stella di riferimento).
Il metodo utilizzato è noto come metodo della velocità radiale. Il segnale della velocità radiale di pianeti con una massa circa due volte quella terrestre è troppo debole per poter essere rivelato con le attuali tecnologie. Pertanto, tecniche differenti devono essere utilizzate per confermare o meno se l’oggetto trovato è effettivamente un pianeta.
Una varietà di situazioni differenti potrebbe imitare l’oscuramento di un pianeta in transito. Per esempio, una stella binaria ad eclisse, un sistema dove la luce di una stella viene nascosta dalla stella compagna quando le transita davanti o dietro, provocando una variazione di luminosità. Per escludere queste situazioni, la squadra di Kepler ha simulato milioni di possibili scenari grazie a Blender, un software personalizzato, sviluppato da Fressin e Willie Torrer del CfA. I ricercatori hanno concluso che è molto più probabile che Kepler-20e e Kepler-20f siano pianeti piuttosto che stelle.
Fressin e Torres hanno, inoltre, utilizzato Blender per confermare l’esistenza di Kepler-22b, un pianeta nella zona abitabile della sua stella che è stato annunciato dalla NASA il mese scorso, un mondo più grande della nostra Terra.
“Questi nuovi pianeti sono notevolmente più piccoli rispetto a qualsiasi altro pianeta scoperto fino ad oggi che orbita attorno ad una stella simile al nostro Sole”  ha concluso Fressin.
Fonte Universe Today: http://www.universetoday.com/91989/first-earth-sized-exoplanets-found-by-kepler/
Informazioni ulteriori su National Geographic: http://news.nationalgeographic.com/news/2011/12/111220-new-earth-size-planets-nasa-kepler-alien-space-science/
Articolo disponibile su Nature: Two Earth-sized planets orbiting Kepler-20 – Fressin et al., Nature, 2011, doi:10.1038/nature10780, pubblicato online il 20 dicembre 2011 su:http://www.nature.com/nature/journal/vnfv/ncurrent/full/nature10780.html
Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) Press Release:http://www.cfa.harvard.edu/news/2011/pr201134.html
NASA- NASA Discovers First Earth Earth-sizw Planets Beyond Our Solar System:http://www.nasa.gov/mission_pages/kepler/news/kepler-20-system.html .

Fonte: Gruppo Locale

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“Ode al giorno felice” di Pablo Neruda

January 3, 2012 Leave a comment

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

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Pensiero di Robert Francis Kennedy

January 3, 2012 Leave a comment

“Ogni volta che una persona si batte per un’idea, agisce nell’intento di migliorare la situazione degli altri, o si scaglia contro un’ingiustizia, mette in moto sottili rivoli di speranza che vanno a formare una corrente in grado di travolgere il più poderoso muro di oppressione e di resistenza”.

Profezia Maya, nessuna fine del mondo per il 2012

January 3, 2012 Leave a comment

E’ estremamente impossibile che il mondo finirà nel dicembre 2012. Non dobbiamo dare credito all’antico calendario Maya per prevedere questo. Lo affermano degli esperti della cultura mesoamericana.
E’ vero che il cosiddetto computo lungo del calendario Maya, che parte dal 3114 a.C., prevede per il 21 dicembre 2012 la fine del ciclo Bak’tun della durata di 400 anni. La fine di questo ciclo non corrisponde all’inizio di uno nuovo, bensì ad una sorta di “reset” del sistema, come se ad un certo punto noi cancellassimo dalla memoria del nostro computer tutti i dati che l’hanno rimepita al 99,99 % e ricominciassimo a scriverne degli altri, o se azzerassimo il contachilometri della nostra automobile che arriva a contare 99 999 chilometri fatti facendo ripartire da zero il contachilometri.
I Maya, secondo William Saturno, studioso di Archeologia Maya alla Boston University, amavano assistere alla fine di un lungo periodo, un evento meraviglioso ma non prevedevano che coincidesse con la fine del mondo. La fine del computo lungo era l’inizio di un nuovo ciclo, ha confermato Emiliano Gallaga Murrieta, Direttore per lo Stato del Chiapas dell’Istituto Nazionale Messicano di Antropologia e Storia. Un po’ come accade per il calendario cinese. Questo anno è l’anno del Coniglio, il prossimo sarà quello del Dragone e così via, scegliendo di anno in anno un animale differente.
Sulla fine del 13° Bak’tun i Maya non hanno lasciato molti riferimenti scritti: ne è stato trovato uno solo. Si tratta di una tavoletta di pietra ritrovata sul Monumento 6 del sito archeologico di Tortuguero, nello Stato messicano di Tabasco. A causa delle sue pessimi condizioni in cui è stata ritrovata la tavoletta non è facile da decifrare anche se molti ricercatori hanno tentato di farlo.
La più importante fra queste traduzioni rimane quella di Stephen Houston della Brown University e di David Stuart dell’Università del Texas, ad Austin, che risale al 1996. Da questo studio e dalla loro traduzione emerge che alla fine del 13° Bak’tun una divinità sarebbe scesa sulla Terra. Non si sa cosa sarebbe successo dopo, forse era riportata una profezia. E questi risultati di Hauston e Stuart furono citati su molti siti New Age, su forum, su libri e riviste, come se questa fosse la prova che Maya avevano previsto la fine del mondo. Recentemente i due studiosi hanno esaminato nuovamente i segni incisi sulla tavoletta concludendo che potrebbe non contenere alcun tipo di profezia, ma trattarsi, in realtà, di un riferimento al futuro per celebrare proprio il Monumento 6 dove è inciso.
Se leggiamo il post scritto da Stuart nell’ottobre scorso, “Maya Decipherment-More on Tortuguero’s Monument 6 and the Prophecy that Wasn’t” su: http://decipherment.wordpress.com/2011/10/04/more-on-tortugueros-monument-6-and-the-prophecy-that-wasnt/ , troviamo un esempio chiarificatore su questa tavoletta e sul suo significato [1].
Immaginiamo che uno scriba che vive a New York negli anni Cinquanta abbia voluto immortalare qualche avvenimento di grande importanza di quell’anno su un monumento di pietra. Un evento importante dell’epoca è stato sicurmaente la partita vincente dei New York Yankees nelle World Series, le finali del campionato americano di baseball. Se il nostro scriba immaginario usasse lo stesso espediente retorico utilizzato dallo scriba maya, l’iscrizione dovrebbe essere di questo tipo: “Il 7 ottobre 1950 i New York Yankees vinsero le World Series sconfiggendo i Philadelphia Phillies. Ciò accadde 29 anni dopo la prima vittoria degli Yankees nelle World Series, nel 1921. E così, 50 anni prima dell’anno 2000, gli Yankees vinsero le World Series”. Questo significa, secondo Stuart, che i Maya abbiano citato semplicemente un evento futuro di grandissima importanza storica, l’anno 2000 nel caso dell’esempio la fine del ciclo nell’iscrizione maya, solo per riferirsi all’evento passato che vuole celebrare. “È la struttura di molti antichi testi maya, compreso il Monumento 6 di Tortuguero”.
Il modo in cui i Maya hanno scritto questa tavoletta ha confuso i lettori e mai profetizzato la fine del mondo, anche se si riferisce alla venuta di un dio al termine del 13° Bak’tun.
“Il testo ha un senso più poetico”, prosegue Houston. “Dice: ‘Ecco, il 21 dicembre 2012 il dio scenderà sulla Terra per cominciare un ciclo nuovo, morirà il vecchio mondo e nascerà un mondo nuovo’. Ma è solo un modo poetico di scrivere” [Fonte National Geographic].
Sul Monumento 6 vi è pure incisa una data specifica, ma questa afferma che “non è seguita da un testo che dice che ci sarà la fine del mondo, che il mondo finirà tra le fiamme…  Quello non si legge da nessuna parte” afferma Houston.
Secondo il ricercatore, l’imminente fine del mondo del 2012 nasce dall’ezigenza degli Occidentali che in cerca di una guida, tornano al passati sperando che gli antichi li possano ascoltare e aitare a superare un presente molto difficile.

[1] For those who are unfamiliar with the more technical aspects of Classic Maya literary structure and discourse, I’ll illustrate this concept using a modern parallel. Let’s imagine that a scribe living in New York back in the year 1950 wanted to immortalize some great happening of that year on a stone monument. One momentous event of the time was the New York Yankees’ four-game sweep of the Phillies in that year’s World Series (it pains me a bit to write this today, being a traumatized Red Sox fan). If our imaginary scribe were to use the particular ancient Maya rhetorical device under discussion, he or she might say something like this: “On October 7, 1950, the New York Yankees defeated the Philadelphia Phillies to win the World Series. It happened 29 years after the first Yankees victory in the World Series in 1921. And so 50 years before the year 2000 will occur, the Yankees won the World Series” (little would the scribe know, unless he was a prophet, that the Yankees would win it all again in 2000). The last sentence of this commemorative statement is a projection forward to a date of calendrical importance — the fifty-year anniversary as well as the near-start of the new millennium — but notice how the writer swings back to highlight the real event at hand — the 1950 sweep. This is precisely how many ancient Maya texts are structured, including Tortuguero’s Monument 6. [Fonte: Maya Decipherment-More on Tortuguero’s Monument 6 and the Prophecy that Wasn’t di David Stuart].

Fonte: Gruppo Locale

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Angelina Jolie, nuovo film in Marocco raccontando la storia di Gertrude Bell

January 3, 2012 Leave a comment

L’attrice americana Angelina Jolie, girerà il suo nuovo film in Marocco, sotto la direzione del regista americano Ridley Scott. Il film sarà realizzato nelle regioni sud del reame marocchino. Il film racconta la storia di Gertrude Bell, braccio destro di Lawrence d’Arabia, e descrive  le avventure di questa pioniera inglese nel mondo arabo, dove realizzò le frontiere della Giordania e dell’Irak con il mitico avventuriero. La scenografia, firmata da Jeffrey Caine, descrive un ritratto dei più completi su questa donna che collaborò all’inizio del XX° secolo con i servizi inglesi prima di sostenere la rivolta araba contro l’impero Ottomanno.  Anche l’attrice americana Sigourney Weawer sta girando in Marocco, precisamente a Ouarzazate, un sequel di Alien sempre con il regista  Ridley Scott, oramai un aficionados degli studios open air marocchini.

Fonte: My Amazighen

Governo Monti, campagna INPS contro contante per motivi di sicurezza

January 3, 2012 Leave a comment
Nel 2011 i furti negli uffici postali sono aumentati del 17%…
La manovra correttiva varata dal governo Monti ha previsto che dal 7 marzo le pensioni superiori a 1.000 euro non potranno più essere ritirate in contanti. La campagna dell’Inps contro l’uso del contante è legata alla semplificazione dei pagamenti delle pensioni ma soprattutto alla sicurezza.
In una lettera appena inviata dall’Inps a 450.000 pensionati con trattamenti superiori a 1.000 euro che ritirano ancora la pensione in contanti, il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha chiesto di indicare entro febbraio strumenti alternativi di pagamento della prestazione. La decisione è stata presa principalmente per motivi di sicurezza.
L’uso del contante – spiega Mastrapasqua – è rischioso per i pensionati stessi. Nel 2011 i furti negli uffici postali sono aumentati del 17% rispetto al 2010. Ricevere la pensione sul conto corrente o sul libretto postale è più comodo ma anche più conveniente. Invece di ricevere la pensione nei giorni prescritti si ha l’importo pensionistico accreditato dal primo giorno”.
Il presidente dell’Inps ha anche lanciato un appello al sistema bancario e postale “perché trovi prodotti senza costi per i pensionati”.
I pensionati che ricevono ancora la prestazione in contanti sono 2,2 milioni (450.000 con trattamenti superiori a 1.000 euro e 1.750.000 con trattamenti inferiori a questa cifra). Nel complesso i pensionati Inps sono 13,8 milioni.
Fonte: TGcom24
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Manovra fiscale, abruzzesi graziati dalla tassazione per pareggio di bilancio

January 3, 2012 Leave a comment

Manovra di Natale, abruzzesi graziati dalle tasse locali: in calo ticket sanitari e accise sulla benzina…
Se gli abruzzesi si ritroveranno a pagare nuove tasse, sarà solo “colpa” del Governo Monti, perchè da Palazzo Silone, sede della Regione, nessuna mano si è allungata verso le loro tasche. È questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato questa mattina dal Governatore Gianni Chiodi e dall’assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci che, in conferenza stampa a Pescara, hanno illustrato i particolari della manovra finanziaria approvata dal Consiglio a poche ore dal passaggio al nuovo anno.
“Non un solo euro di ulteriore tassazione è stato imposto ai cittadini abruzzesi” hanno tenuto a specificare. “L’Abruzzo, da regione più tassata d’Italia nel 2008, si colloca al settimo posto delle regioni che hanno tasse più basse”.
Un pareggio di bilancio che regala soddisfazione ai due, mentre per gli abruzzesi coincide con una diminuzione dei ticket sanitari e delle accise sulla benzina, diminuita di poco più di 2 centesimi e mezzo di euro. “Un pareggio niente affatto scontato” afferma il presidente “visto che in 40 anni di regione ciò non è mai accaduto”. Tutto merito, secondo Chiodi, di una “sana, oculata, etica gestione del bilancio”.
“Non ho contratto nessun nuovo debito per conto degli abruzzesi” ha precisato “e, inoltre, la bassa fiscalità regionale aumenterà di certo la competitività del territorio sul fronte dell’attrazione di nuovi investimenti”.
Chiodi ha, quindi, rivendicato come dato politico essenziale e discriminante, rispetto alle precedenti gestioni politiche, la capacità riformistica, fondamentale, per esempio, sul piano del contenimento dei costi della politica. Il riferimento è al taglio agli enti e ai consigli di amministrazione, alla “riforma epocale” della riduzione delle Asl, al taglio ai consorzi fidi, alle centinaia di Ipab, alle Comunità montane, ai vari carrozzoni. Che, in soldoni, si traducono in “circa duecento poltrone in meno a carico delle tasche dei cittadini”, a testimonianza del fatto che la “cultura amministrativa ispirata ai principi e ai valori di questa Giunta” è quella relativa alla norma che vieta la nomina politica per revisori dei conti, firmata dai consiglieri di opposizione Maurizio Acerbo e Antonio Saia, oltre che dallo stesso Chiodi.
“Con il centro sinistra eravamo arrivati ad introdurre lo spoil system anche per i revisori dei conti” ha detto ancora il Governatore, che ha definito questo atto una “vergogna”. “Potevamo farlo anche noi” ha aggiunto “ma abbiamo voluto ridare dignità a funzioni e ruoli garanti della correttezza dei conti. Bisogna avere il coraggio di guardare le cose con onestà e di ammettere che questo è un Abruzzo irriconoscibile. Per questo non capisco chi ci accusa di un deficit di riformismo. Vorrei che mi si citasse un solo Governo regionale che in così poco tempo ed in un condizioni generali così compromesse abbia deciso riforme tanto epocali come la soppressione di Arssa, Aptr, Fira servizi ed altro”.
Ma, nel concreto, quali sono le novità introdotte dalla Finanziaria? Oltre al non inasprimento della fiscalità e alla diminuzione dell’accise sulla benzina e dei ticket sanitari, Chiodi ha ricordato la riforma dei trasporti con l’unificazione delle aziende e l’abbassamento dei costi di gestione. Sul fronte sanità, per il secondo anno consecutivo, si riafferma il pareggio di bilancio e all’opposizione il Presidente tiene a chiarire: “Non esistono 40 milioni di buco”. Sempre per restare in tema sanitario, Chiodi ha citato la norma a sostegno dei nefropatici per il rimborso mensile per le dialisi domiciliari, cui si aggiunge quella che dà la possibilità ai cittadini degenti di avere assistenza in corsia da familiari e non, anche per le comunicazioni delicate e sensibili. Riferendosi poi alla disputa sulla paternità degli emendamenti, il presidente ha detto che gli “emendamenti passano solo se c’è una maggioranza che li accoglie e li vota, e questa maggioranza è di centro destra”. Poi ha stigmatizzato con forza “certe pratiche che sottoponevano alla magnanimità del politico di turno il sostegno a strutture eroganti addirittura livelli essenziali si assistenza. Una forma di dipendenza che abbiamo evitato, tra gli altri, alla casa di cura Madre Ester, al Piccolo principe, al San Tommaso, all’Anfass di Sant’Atto, al Cireneo”.
Sul piano della organizzazione regionale, Chiodi ha citato l’inserimento della norma che trasforma i dipendenti Arssa in dipendente regionali. “Inizia un percorso di ristrutturazione del sistema organizzativo e noi puntiamo ad un aumento della produttività e al contenimento delle dinamiche di crescita dei costi del personale”.
Nel 2012 prende l’avvio anche il cosiddetto ciclo delle performance. “Vogliamo incentivare chi lavora e disincentivare chi non dà il massimo. Non è possibile l’uguaglianza a scapito del merito. La disuguaglianza, cioè distinguere sulla base dell’intensità dell’impegno, non è tabù”. Di fatto il personale dirigente è stato ridotto del 30 per cento, passando da 120 a 81.
Sui Fondi europei, Chiodi ha smentito tutte le voci “allarmate che vorrebbero un Abruzzo fanalino di coda sul piano della spesa delle risorse comunitarie”, mentre per quanto riguarda il Fers è stato raggiunto il “30 per cento in più dell’obbiettivo che fa escludere il disimpegno automatico dei fondi”. Stesso discorso per il Fondo sociale con “un’ottima performance”, mentre l’Abruzzo è la prima regione in Italia per la spesa dei fondi comunitari destinati all’Agricoltura. “Ottimo l’obiettivo di spesa” per l’Ipa, dove l’Abruzzo è anche è autorità di gestione.
E come non parlare dei fondi Fas. “Siano stati l’unica regione ad averli avuti per intero pur essendo stata l’ultima a presentarli” ha puntualizzato Chiodi. “La disponibilità di cassa, come è noto, non dipende dall’Abruzzo ma dallo Stato. Mi auguro che non si interrompa il processo di spesa”.
È stata poi la volta dei fondi a pioggia alla cultura, tema rispetto al quale il Governatore ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Magari avessimo avuto 7 milioni di euro per la Cultura! Ci siamo limitati a rifinanziare leggi regionali a sostegno delle principali iniziative, quindi non abbiamo erogato nessun contributo a pioggia. Alle imprese che hanno lamentato lo spostamento di risorse dal Fondo unico per le attività produttive, non è stato certo per mia volontà. lo Stato dal 2011 ha annullato il Fondo. Monti lo va spiegando: non è più periodo di finanziare lo sviluppo attraverso la spesa pubblica perchè di somme non ce ne sono più”.
Sulla diminuzione delle accise sui carburanti, Masci ha precisato che “si tratta di decisione derivante da una legge pubblicata sul Bura ad inizio di novembre”, appellandosi “a quanti, tra gli operatori delle stazioni di vendita di carburante, non avessero ancora adeguato i prezzi, a farlo al più presto”.
Riferendosi, poi, alla manovra approvata in Consiglio, l’assessore ha parlato di “bilancio della svolta. Abbiamo chiuso il bilancio avendo davanti una prospettiva sicuramente positiva perchè finalmente si cominciano a vedere i primi risultati di una gestione oculata e corretta della sanità e del bilancio. Si pensi che se fossimo stati costretti, come alcune Regioni canaglia, ad aumentare l’addizionale Irpef dello 0,30 per cento e l’addizionale Irap dello 0,15 per cento, i cittadini abruzzesi sarebbero stati caricati di ulteriori 51 milioni di euro di tasse. Grazie alla politica virtuosa portata avanti nei tre anni di gestione di questo Governo regionale, anche l’Abruzzo potrà utilizzare i fondi dell’addizionale a vantaggio dei cittadini. Dal prossimo mese di aprile, infatti, una volta ottenuto il disco verde dal tavolo di monitoraggio, dovrebbero rendersi disponibili 40 milioni di euro. A quel punto, la scelta da compiere sarà quella di ridurre le tasse o di offrire maggiori servizi alla collettività”.
Risorse già liberate sono, invece, quelle relative al bollo auto. “Dieci milioni di euro all’anno” ha aggiunto Masci “ che prima erano vincolati al pagamento dei debiti della sanità. Lo scorso 14 dicembre, il tavolo di monitoraggio interministeriale ci ha dato la possibilità di utilizzare quella somma per il bilancio regionale e noi l’abbiamo impiegata per finanziare il sociale ed in parte il settore dei trasporti”.
Nel 2015, inoltre, 42 milioni di euro di cartolarizzazioni andranno in scadenza e queste risorse verranno liberate a vantaggio del bilancio regionale così come ulteriori 20 milioni di euro di mutuo nel 2016. “La prospettiva si fa sempre più rosea” gongola l’assessore. Infine, buone notizie anche sul fronte del gettito fiscale. Dopo il terremoto, lo Stato riteneva che per l’Abruzzo ci potesse essere una diminuzione di gettito fiscale di circa il 10 per cento per il triennio 2009-2011. “Nei giorni scorsi, invece, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del Governo che ha riassegnato all’Abruzzo sul capitolo delle addizionali Iperf ed Irap ben 7 milioni di euro all’anno. Questo perchè, nonostante la crisi e la situazione difficile situazione conseguente al sisma, l’Abruzzo ha dimostrato grande vivacità ed il gettito fiscale è stato largamente superiore a quanto preventivato”.
Il commento del vice capogruppo regionale Idv, Cesare D’Alessandro. Non poteva iniziare diversamente, il 2012, se non con la grande ‘balla’ di Chiodi: “non abbiamo tassato gli abruzzesi…”. La prima frottola dell’anno è perciò del nostro Presidente, che ritiene di poter dire tutto e il contrario di tutto, avendo però fallito in ognuno dei suoi compiti: dalla ricostruzione dell’Aquila alla Sanità, dalla riduzione degli sprechi allo sviluppo dell’economia. Chiodi avrebbe potuto parlare dell’azzeramento dei fondi per le politiche giovanili, per gli artigiani, per il commercio, dei pochi spiccioli per i disabili e per il sociale; avrebbe anche potuto dirci perché non ancora arrivano, a distanza di tre anni, i soldi promessi dal Governo Berlusconi. Ma non l’ha fatto! Ha avuto, invece, la sfacciataggine di negare le nuove tasse.  Da ultimo l’aumento del 10 per cento del bollo auto, che va a sommarsi all’accisa prima messa e poi tolta solo a parole. Tant’è che l’Assessore Masci, consapevole della ‘fesseria’ fatta dal Governo regionale, non può far altro che “invitare” i distributori a limare il costo del carburante e rimettersi al loro buon cuore.  Gli aumenti dell’Irpef, dell’Irap, dell’Iva, l’imposta sui fabbricati, le tasse sul gas e l’energia elettrica, i pedaggi… Non una voce contro tutti questi aumenti! Chiodi non è stato neppure capace di eliminare – come, invece, ha fatto il Governo nazionale – la tassa regionale per il diritto allo studio che ancora grava su chi frequenta l’Università aquilana. La cosa peggiore è che tutti gli aumenti non serviranno neanche un po’ a ridare fiato alla nostra economia, ma solo a garantire il livello della spesa corrente, il più alto da sempre. Ha omesso di dire – volutamente – che le riforme annunciate rimangono sulla carta, avendone prorogato di molto l’attuazione. Un cinismo senza pari che gli consentirà di gestire le proprie clientele politiche sino al termine di questa Legislatura. A pagare le spese delle riforme non attuate saranno, però, tutti gli abruzzesi. Chiodi, in questo modo, certifica il fallimento del suo Governo, incapace di produrre una sola misura per lo sviluppo, incapace di ridurre la spesa improduttiva, incapace di ricostruire l’Aquila, incapace di darci una sanità migliore; capacissimo, però, quando si tratta di tartassare i contribuenti e negare anche l’evidenza.

Fonte: City Rumors

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