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Archive for January 2, 2012

Marocco, paese di contrasti

January 2, 2012 Leave a comment

I nomi amazigh (berberi) ancora protagonisti in Marocco e pare che i marocchini amazigh non siano ancora usciti dal dimenticatoio e dal razzismo. Ancora un contrasto nel dispositivo della nuova Costituzione , difficile da capire e in quali termini reale. Numidia, bellissimo nome a consonanti latine, è usuale tra gli amazigh. La piccola Numidia è nata da qualche giorno a Aïn Alleuh, avvenimento gioioso che è stato festeggiato in due modi, secondo le usanze e i costumi della regione. Sin qui tutto bene. Ma, una volta passata la festa, si è dovuto ricorrere alle burocrazia per adempiere a tutte le formalità amministrative. Fatto salvo che la famiglia Saïdi si è vista rifiutare l’iscrizione della piccola sul registro dello Stato civile a causa del nome, Numidia, essendo incompatibile (ignoriamo con cosa!!!). Lunedi’ 26 dicembre 2011, il responsabile del servizio anagrafe ha rifiutato questo diritto al felice papà di Numidia, spiegando che questo nome non figura sulla lista ha disposizione dell’ufficio, quindi impossibile registrare la neonata. In cambio, al papà è stato offerto di scegliere un nome direttamente dalla lista a disposizione (ovviamente nomi arabi). Ma di quali diritti umani si parla in Marocco se non esiste neppure la possibilità (libertà) di scegliere un nome al proprio bambino? Un nome splendido che non attenta sicuramente alla morale, alle pruderie, alla religione o alla patria, quindi perchè rifiutarlo? È inammisibile, ancor più se si pensa che l’amazigh è stato costituzionalizzato ed è equiparato con tutti i diritti dei marocchini di origini arabe. Benvenuti nel paese dei contrasti, a volte stridenti!

Credits: La Nouvelle T.com

Fonte: My Amazighen

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Elton John, preferenza per Justin Timberlake nei panni del film autobiografico

January 2, 2012 Leave a comment

La Pop-star Elton John vorrebbe che Justin Timberlake fosse a vestire i suoi panni nel film autobiografico su cui sta lavorando. Lo ha dichiarato in un’intervista al Los Angeles Times, precisando che il film verrà presto presentato ufficialmente.
Al quotidiano americano, Elton John ha solo anticipato che lo sceneggiatore è Lee Hall, già autore del film ‘Billy Elliot’. Alla domanda su chi vedrebbe bene nei suoi panni, ha risposto: “Non lo so. Ho una lista di nomi ma il primo è Justin Timberlake, perchè mi ha già interpretato nel video ‘Rocket Man’ di David LaChapelle ed era bravissimo”.
Il film potrebbe anche lanciare nuove canzoni, ha aggiunto, ma soprattutto offrirà “uno sguardo surreale sulla mia vita”, in stile ‘Moulin Rouge’. “Non voglio che sia una normale biografia, perchè la mia vita non lo è stata”, ha concluso.

Marrakech, vademecum di un anno…

January 2, 2012 Leave a comment

“Marrakech volta pagina e persevera sulla via del dinamismo e del progresso“. Anche se funestata dall’atto terroristico odioso e abietto, il 28 aprile 2011 al Café Argana, nella mitica Place Jemaa el Fna, in un tentativo smisurato di colpire il cuore turistico di Marrakech, la città ocra è uscita quasi indenne, determinata e più forte che mai, perseverando nel suo dinamismo economico e turistico a passi da gigante.  Certamente l’atto criminale dell’Argana è stato duro non soltanto per le vittime, le loro famiglie e i loro parenti, ma anche per l’insieme dei marocchini senza eccezioni. I cittadini non hanno esitato a uscire per strada condannando vigorosamente la violenza e l’oscurantismo, in uno slancio di solidarietà e di cordoglio senza precedenti, al fine di dimostrare a tutto il mondo che il Marocco è terra di pace, di apertura, di coesistenza e di dialogo tra le diverse culture e civilizzazioni. Questa effetiva solidarietà è passata velocemente oltre le frontiere nazionali, al di là delle dichiarazioni ufficiali della Comunità Internazionale, e di fatto tanti turisti stranieri hanno scelto la città ocra come destinazione del loro soggiorno per dimostrare a tutti che il terrorismo è cieco, senza origini ne nazionalità e che puo’ uccidere in ogni istante, non importa dove.  Molti altri turisti hanno rifutato di fermare il loro soggiorno subito dopo l’attentato, continuando la loro vacanza in segno di solidarietà con il Marocco tutto.  Per manifestare questa simpatia e questa compassione con la città e i suoi abitanti, molte personalità del mondo politico e artistico, della scienza, dell’economia, della cultura e dello sport, sono affluite in massa, sia dal Marocco che dai cinque continenti, con un sguardo al luogo dove è avvenuto il dramma, rivolgendo una preghiera o un pensiero alle vittime. La mitica Place Jemaa el Fna ha continuato ad essere il luogo magico e irreale che è da secoli, ricordato con la celebrazione del X° anniversario della proclamazione come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Sempre in questo spirito, una azione molto originale e inedita è stata creata il 7 marzo scorso, chiamata “un week-end al succo d’arancia”, che ha portato sulla Place oltre mille persone, tanti marocchini uniti ai turisti per raccogliere fondi in aiuto dei commercianti della zona toccata dal triste vento. Marrakech ha sempre suscitato l’ammirazione degli organizzatori di congressi ed eventi di grande spessore. La prova provata, anche con un congiuttura economica internazionale morosa, è stata la numerosa serie di eventi a vocazione nazionale, regionale, continentale, che ha toccato i diversi settori economici, finanziari, politici, culturali, scientifici e sociali. In questo quadro, la città ha accolto il 21 gennaio 2011 il Forum delle Casse di Risparmio, un avvenimento svoltosi sotto il tema “Il ruolo delle casse di risparmio: quale risparmio per gli investimenti a lungo termine?”, a cui hanno partecipato tredici paesi. Gli specialisti della sicurezza in Africa si sono ritrovati dal 20 al 23 gennaio 2011 per la seconda conferenza internazionale sulla sicurezza nel continente africano, il cui incipt èstato “L’Africa davanti al terrorismo, Aqmi una minaccia strategica?”.  Ad aprile, la società di Telecomunicazioni Arabsat ha tenuto la sua 34° assemblea generale mentre si svolgeva il Congresso Mondiale della Federazione Internazionale dei Topografi, con la partecipazione di 1.700 ingegneri provenienti dai quattri lati del mondo. Marrakech ha poi ospitato, nel mese di ottobre, la 4° sessione della Conferenza degli Stati che partecipano alla Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione. I neurologhi del mondo si sono ritrovati dal 1 al 18 novembre nel quadro del Congresso Mondiale di Neurologia, un avvenimento che ha riunito qualcosa come 3.000 specialisti provenienti da tutto il mondo. Dall’11 al 13 dicembre scorso, gli specialisti della finanza e delle questioni borsistiche si sono riuniti nella ville rouge in occasione della 15° Conferenza annuale dell’African securities exchanges association (ASEA). Sul piano culturale Marrakech non ha perso terreno dedicando innumerevoli eventi culturali e artistici, tra cui il Festival Internazionale del Film di Marrakech, che ha spento quest’anno undici candeline.  Nell’ambito sportivo, oltre all’organizzazione di una serie di manifestazioni  molto importanti come la maratona internazionale, il 4 giugno scorso si è inaugurato il nuovo stadio di Marrakech, dai Leoni dell’Atlas davanti alla nazionale algerina, partita conclusasi con un 4-0, poi ancora davanti alla nazionale della Tanzania, finita con un 3 a 1 (9 ottobre), tutto nell’ambito delle eliminatorie della Coppa d’Africa (CAN 2011). La città ha inoltre accolto il primo Salone Internazionale dello Sport (15-20 marzo), il 32° Congresso ordinario della Federazione Internazionale di Handball (2-5 maggio) e della Federazione Africana Handball (5-7 maggio). Destinazione faro per numerosi investitori stranieri, principalmente del settore turistico e hôtelier, Marrakech ha conosciuto uno stress notevole nel settore, superato anche grazie all’apertura di diversi hôtels e resort come il prestigioso Four Seasons, la cui cerimonia è stata presieduta il 9 novembre scorso, dal principe Moulay Rachid e dallo sceicco Al Walid Ibn Tala Al-Saoud. In cifre, i progetti realizzati nel 2011 hanno richiesto oltre 3,5 miliardi di DH generando 5.250 posti di lavoro diretti, per una capacità alberghiera supplementare di 5.360 letti.  Per numerosi  professionisti del settore, questa performance devo essere tradotta come un carico di fiducia nelle capacità della città assicurando cosi’ il suo sviluppo e il suo posizionamento come destinazione indimenticabile del turismo mondiale.

Fonte: My Amazighen

Cita, morto lo scimpanzé del film ‘Tarzan’

January 2, 2012 Leave a comment

Recitò nella serie di film degli anni ’30 con Johnny Weissmuller…
Addio a Cita, la scimmia di Tarzan. E’ scomparso a 80 anni uno degli animali più famosi della storia del cinema, che ha recitato nella serie di film degli anni ’30. Lo scimpanzé che interpretava il miglior amico del signore della giungla è morto in Florida la vigilia di Natale e la notizia è stata data dal Suncoast Primate Sanctuary di Palm Harbor che lo ospitava ed è riportata da diversi siti come “Entertainment Weekly”, che lo annovera tra i primati più famosi del grande schermo.
La direttrice del centro Debbie Cobb ha detto che a causare la morte è stato un problema ai reni e ricorda Cita come una scimmia che “amava dipingere con le mani, vedere la gente sorridere e con modi di fare e comportamenti quasi umani”. Cita è stata protagonista di diversi film della serie di Tarzan interpretati dal nuotatore campione olimpico Johnny Weissmuller. Il suo ruolo era prevalentemente comico, ma spesso partecipava all’azione comunicando con gli altri animali della foresta. E’ un personaggio nato dalla fantasia di Hollywood, non era presente nella serie di romanzi di Edgar Rice Burroughs.
Il suo vero nome era Jiggs e dopo aver vissuto per anni nella proprietà di Weissmuller, era arrivato nel centro di Palm Harbor intorno al 1960, diventando presto uno degli scimpanzé più longevi. Anche al cinema sarà sempre ricordato, al pari di altri animali storici come Lassie.

Fonte: TMNews

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“Sorolla – Giardini di luce”, personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

January 2, 2012 Leave a comment

La mostra che Palazzo dei Diamanti ha in programma per la primavera 2012 presenterà per la prima volta nel nostro paese l’opera di Joaquín Sorolla (1863–1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna.
Esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla è oggi considerato una delle personalità più affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste.
Ferrara Arte rende omaggio al maestro valenciano con una mostra organizzata in collaborazione con il Museo de Bellas Artes dell’Alhambra di Granada e il Museo Sorolla di Madrid, che la ospiteranno dopo l’esordio italiano, e curata da un comitato di esperti quali Tomás Llorens, Blanca Pons-Sorolla, María López Fernández e Boye Llorens.
L’esposizione mette a fuoco un momento cruciale della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione per il tema del giardino e dall’incontro con l’Andalusia. In questa fase della sua vita, nonostante il successo e gli incarichi ufficiali, Sorolla continua a riflettere sulle possibilità della propria pittura e sviluppa una produzione originale caratterizzata dalla poetica del silenzio e dell’intimità e da un linguaggio raffinato, che rivelano sorprendenti assonanze con la sensibilità simbolista e modernista del suo tempo. La rassegna indaga per la prima volta questo processo di introspezione e questa ricerca di essenzialità, gettando nuova luce sulla personalità artistica di Sorolla. Sarà, inoltre, l’occasione per approfondire il rapporto intercorso tra l’artista spagnolo e Giovanni Boldini.
Ad aprire la mostra sarà un’importante serie di ritratti della famiglia del pittore nella cornice di giardini con fontane del 1906-07: capolavori come María vestita da contadina valencianaSaltando con la corda o Guardando i pesci, nei quali le figure si fondono nell’atmosfera sfavillante di pennellate di colore puro o disegnano sagome sinuose su lucenti specchi d’acqua, in un gioco di corrispondenze tra il soggetto e il paesaggio che preannuncia la modernità dell’ultima produzione di Sorolla.
Di fondamentale importanza nell’evoluzione del suo percorso artistico è la scoperta dell’Andalusia dove il pittore soggiorna ripetutamente tra il 1908 e il 1918. La suggestione che riceve da quei luoghi è tale da segnare profondamente lo stile della sua tarda maturità, nel quale si coglie un progressivo passaggio dal naturalismo alla ricezione di risonanze simboliste. La mostra ricostruisce le tappe dell’incontro con quella terra e con quella cultura millenaria, a partire dal grandioso paesaggio della Sierra Nevada che offre materia per visioni liriche e cristalline, fino allo studio di soggetti andalusi come nella visione raccolta di Joaquína la gitana o nel più spettacolare Patio de artistas del Café, interpretazioni originali lontane dagli stereotipi del folklore locale.
Ma ad ispirare Sorolla in Andalusia sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell’Alhambra di Granada e dell’Alcazar di Siviglia, come dimostra la straordinaria serie di dipinti che l’artista dedica a questi temi nel corso di un decennio, restituendo tutto il fascino di quei luoghi appartati e solenni, che avevano esercitato una profonda influenza anche sulla poesia e sulla musica spagnola dell’epoca. In queste composizioni, da cui è bandita la presenza umana, le architetture vegetali, i marmi, le ceramiche, le fontane, la luce e i colori danno vita a una polifonia sensoriale ricca di risonanze. Il pennello dell’artista si sofferma sui riflessi dell’acqua, sulla luce che sembra dissolvere le geometrie architettoniche e sul mosaico cromatico dei giardini, protagonisti di una pittura che parla una lingua sempre più pura e raffinata.
L’esperienza andalusa impone una profonda metamorfosi all’opera di Sorolla che culmina nelle opere ispirate al giardino della nuova casa di Madrid. L’anziano pittore aveva dedicato molte energie alla costruzione di questo luogo, che fu concepito sul modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, arrivando perfino ad importare dall’Andalusia fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali, con una passione che ricorda quella profusa da Monet nel suo stagno di ninfee. E come Monet a Giverny, Sorolla trova nel proprio giardino una fonte inesauribile di spunti per tradurre sulla tela la lezione di essenzialità e lirismo appresa in Andalusia.
Nelle sale di Palazzo dei Diamanti si svilupperà un racconto avvincente, intessuto di rimandi all’esperienza biografica di Sorolla e alla cultura contemporanea, attraverso una selezione di circa 60 dipinti ed un piccolo nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca il Museo Sorolla.
17 marzo – 17 giugno 2012
Orari di apertura
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
9.00-19.00 orario continuato
Aperto anche: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)
Palazzo dei Diamanti: Corso Ercole I d’Este, 21 – 44121 Ferrara
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. 0532.244949 fax 0532.203064 e-mail diamanti@comune.fe.it
Servizi in mostra
Accesso e servizi per disabili, deposito zaini, borse ingombranti e ombrelli gratuito, audioguide, bookshop a ingresso libero
Contatti: e-mail: diamanti@comune.fe.it

Joaquín Sorolla Bastida

January 2, 2012 Leave a comment
Joaquín Sorolla Bastida nasce a Valencia nel 1863. Qui frequenta l’Accademia di Belle Arti dal 1878 al 1881.
Inizia a dipingere en plein air incoraggiato da uno dei suoi insegnanti, Gonzalo Salvá e successivamente dal pittore Ignacio Pinazo Camarlench. Nel 1884 vince una medaglia di seconda classe all’Esposizione Nazionale di Belle Arti e ottiene una borsa di studio per l’Italia assegnata dalla Amministrazione provinciale di Valencia. Nel 1885 si reca a Roma e, da lì, a Parigi, dove entra in contatto con le poetiche naturaliste. Di ritorno in Italia visita diverse città. Nel 1887 si stabilisce ad Assisi e, in quella occasione, comincia a realizzare scene di ambientazione valenciana sotto l’influenza di José Benlliure y Gil. Si dedica quindi alla pittura di genere che caratterizzerà in buona parte la sua produzione successiva.
Nel 1888 sposa Clotilde García del Castillo.
Nel 1889 ritorna a Parigi per visitare l’Esposizione Universale. Ha modo di conoscere meglio le moderne tendenze pittoriche del realismo e del naturalismo che esercitano sull’artista una notevole influenza, sia dal punto di vista stilistico che contenutistico.
In questi anni si afferma anche grazie alla partecipazione alle esposizioni nazionali e internazionali dove riceve importanti riconoscimenti: nel 1895 un suo dipinto, Il ritorno dalla pesca, viene acquistato dallo Stato francese per il Musée de Luxembourg. Si dedica in misura sempre crescente al ritratto, genere del quale diverrà un esponente di spicco.
Nel 1890 nasce la sua prima figlia, María Clotilde, nel 1892 Joaquín e nel 1895 la terzogenita Elena.
Nel 1900 partecipa all’Esposizione Universale di Parigi dove vince il Grand Prix. In tale occasione conosce i pittori John Singer Sargent, Anders Zorn e Giovanni Boldini dei quali diviene amico; la conoscenza della loro opera è determinante per Sorolla che in questi anni si impone come uno dei più celebri ritrattisti della Belle Époque. Il pittore spagnolo è al culmine della carriera, la sua produzione è brillante, la sua sensibilità e la velocità di esecuzione gli permettono di creare opere di grande fascino in cui la luce ha un ruolo fondamentale. Oltre ai ritratti, che gli garantiscono buoni guadagni, Sorolla si avvicina al paesaggio, viaggiando in diverse regioni spagnole per cogliere le sfumature di ciascun luogo. Continua a dedicarsi alla pittura di genere e, dal 1907, inizia gli studi sui giardini, stimolato anche dai suoi viaggi in Andalusia.
Il successo internazionale del pittore è sancito da una serie di mostre personali nelle principali città europee e statunitensi. Tra queste Parigi (1906); Berlino, Düsseldorf e Colonia (1907); Londra (1908) New York, Buffalo e Boston (1909); Chicago e Saint Louis (1911).
Nel 1911 Sorolla riceve un’importante commissione dalla Hispanic Society of America di New York per un imponente progetto decorativo dal titolo Le province spagnole, conosciuto oggi come Visione della Spagna. Per realizzarlo, viaggia per quasi otto anni alla scoperta degli usi e costumi iberici da tradurre nella sua opera. Durante le pause di questo lavoro dipinge in maniera estremamente sintetica, eliminando il superfluo per confrontarsi con l’essenza, cercando sempre nuove strade per interpretare la luce.
Sorolla si spegne il 10 agosto 1923 a Cercedilla (Madrid).

Bisturi molecolare, cura efficiente per le malattie genetiche

January 2, 2012 Leave a comment

Come vi avevo accennato in un precedente articolo, al giorno d’oggi il fronte biomedico è in continua espansione; a seguire scopriremo l’unica cura efficace per le patologie genetiche, ovvero quell’insieme di patologie provenienti dai difetti del DNA.
DNA e malattie genetiche
Il nostro corpo, come saprete, è composto da cellule; all’interno del nucleo delle stesse secernono gli acidi nucleici: DNA e RNA. Il DNA è di fondamentale importanza poiché attraverso le informazioni genetiche che esso contiene, permette la produzione di molecole fondamentali per la formazione dell’organismo vivente (questo processo si chiama Biosintesi). Le sequenze di acidi nucleici danno luogo ai geni che sono in grado di convogliare lo sviluppo fisico/comportamentale di un essere vivente; l’insieme dei geni che compone il DNA si chiama Genotipo. Purtroppo il funzionamento di questi geni può essere compromesso attraverso anomalie quali mutazioni o alterazioni che impediscono una regolare produzione di proteine: è così che nei termini più comuni si parla di difetti nel DNA o più correttamente di malattie genetiche. Se queste alterazioni colpiscono le cellule germinali (che danno luogo all’ovulazione nelle donne e allo sviluppo di spermatozoi nell’uomo) allora si parla anche di malattie ereditarie. Tra queste cito l’emofilia, fibrosi cistica, ADA-scid e la distrofia muscolare.
Cure presenti
Le malattie di cui sopra in passato portavano alla morte mentre oggi, attraverso terapie, riescono ad essere alleviate. La difficoltà nel curarle si deve alla loro complessità cellulare: infatti gran parte dei vaccini  hanno il compito di sostituire il gene alterato nel nucleo con un altro gene modificato. La precisione però, ha sempre avuto un limite ed in molti casi il gene immesso si posizionava nel punto sbagliato della catena di DNA, rischiando l’alterazione di altre funzioni cellulari. Grazie ai virus contenuti nei vaccini, è stata possibile la cura dell’ADA-scid, malattia che priva le difese immunitarie, in 18 soggetti bambini. Questa terapia verrà offerta dai servizi sanitari entro breve.
Cure future
L’Istituto San Raffaele Telethon di Milano, attraverso il laboratorio sperimentale diretto da Luigi Naldini, che si occupa di terapie geniche, ha messo appunto una nuova cura, il bisturi molecolare, che vede come protagonista un legame chimico di enzima e metallo, capace di spezzare la parte danneggiata della catena dell’acido nucleico (DNA).
Il bisturi molecolare è costituito da un enzima combinato a molecole complesse, dette dito di zinco (contenenti metallo), che si legano esclusivamente ad una specifica sequenza delle basi di cui è formata la catena di DNA. Scegliendo il giusto mix di zinc finger, si può così far avvenire il taglio nel punto giusto del DNA. In questo modo la cellula con il genoma tagliato cercherà di riparare il danno, mentre noi gli forniremo una sequenza di DNA contenente il gene corretto, che verrà inserito nel punto esatto in cui serve.
Queste le parole del professor Naldini, rilasciate in una recente dichiarazione.
Opinione personale
Mi è capitato di confrontarmi con persone che diffidano da campagne come Telethon, in quanto dubbiosi dell’operato svolto. Il traguardo biomedico/biotecnologico di cui ho discusso in questo articolo, è la prova che le nostre donazioni non sono vane e che il futuro, potrebbe riservarci qualche altra sorpresa positiva per noi e per gli altri. Speriamo solo che anche il nostro governo abbia l’intenzione di investire maggiormente nell’istruzione e nella ricerca, poiché come abbiamo potuto osservare, i risultati possono arrivare. Manca solo la consapevolezza del ruolo che la ricerca svolge in un paese civile.

Stefano Campagna

Fonte: Skimbu