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Archive for November 28, 2011

Smog, limitazioni del traffico contro l’inquinamento

November 28, 2011 Leave a comment

A Roma saranno adottate le targhe alterne: giovedì 1 dicembre si fermano le dispari. Lo ha deciso l’assessorato all’ambiente di Roma Capitale poiché le polveri sottili hanno superato il limite consentito dalla legge e le previsioni atmosferiche sono favorevoli al ristagno. Intanto domani è previsto blocco dei mezzi più inquinanti.
Le targhe alterne potrebbero essere adottate a Roma anche venerdì 2 dicembre, ma solo se non saranno scesi i livelli degli inquinanti. Questa è la prima volta che la Giunta Alemanno adotta il provvedimento delle targhe alterne. Domenica 20 novembre a Romaper la prima volta, per superamento dei limiti degli inquinanti,é stato deciso dall’Amministrazione capitolina il blocco totaledella circolazione dalle 8,30 alle 17,30.
“Si tratta di un provvedimento indispensabile per tutelare la salute dei cittadini che serve a limitare l’immissione in atmosfera delle particelle inquinanti”. Lo ha detto l’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti. “Siamo in presenza – ha spiegato – di una forte stabilità che non consente la dispersione degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera. Per questo abbiamo previsto la circolazione a targhe alterne in fasce temporali particolarmente critiche dal punto di vista del ristagno, che tuttavia si conciliano con le esigenze di mobilità della città. Il Campidoglio inoltre predisporrà – conclude l’assessore – un aumento della vigilanza urbana al fine di garantire i controlli e la fluidificazione del traffico, in particolare negli orari di avvio e di conclusione del provvedimento”.
A Milano no alle targhe alterne, limitazione del traffico privato dei veicoli Euro 3 diesel senza filtro antiparticolato dalle 8.30 alle 18.00 e un grado in meno di riscaldamento in tutti gli edifici pubblici e privati: sono queste le decisioni assunte a stragrande maggioranza dai 74 sindaci che hanno partecipato al tavolo organizzato dal Comune e dalla Provincia di Milano per combattere l’inquinamento. I veicoli commerciali diesel Euro 3 senza fap potranno circolaresolo dalle 10.00 alle 18.00. Le misure saranno in vigore da mercoledì a venerdì di questa settimana e lunedì e martedì della prossima.

Fonte: Ansa

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Climate Summit for a Living Himalayas, accordo per il clima

November 28, 2011 Leave a comment

Si sono incontrati al “Climate Summit for a Living Himalayas” di Thimphu
Paesi del tetto del mondo insieme per collaborare ad un accordo sul clima: in assenza di un patto globale India, Bangladesh, Nepal e Bhutan hanno concordato di lavorare insieme per affrontare gli effetti nocivi dei cambiamenti climatici nella regione
I quattro paesi si sono incontrati al “Climate Summit for a Living Himalayas” di Thimphu (Bhutan) per discutere insieme importanti questioni come sicurezza alimentare e risorse idriche. Per India, Bangladesh, Nepal e Bhutan risulta infatti fondamentale per l’irrigazione e il sostentamento alimentare, l’apporto di acqua dato dalla fusione dei ghiacciai himalayani: un processo che a causa dei cambiamenti climatici, come riporta il New Scientist, dovrebbe subire una drastica riduzione entro il 2050.
Per cercare di arginare il problema, al vertice i quattro paesi hanno sottoscritto un piano di cooperazione regionale su più punti: sicurezza energetica, tecnologie alternative, protezione dei sistemi naturali di acqua dolce, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza, protezione della biodiversità e uso sostenibile.

Fonte: Ansa

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John Major Jenkins, profezie del Codice Dresda

November 28, 2011 Leave a comment

2012? La fine del mondo? La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola. In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d’acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un’inondazione; la Terra è al buio, l’oscurità vince la luce. Ma secondo molti ricercatori sarà solo la fine di un Ciclo e l’inizio di una nuova Era.

Nel 2009 durante un Convegno sul 2012, ho avuto il piacere di ospitare uno dei più famosi ricercatori sul 2012, il Dr. John Major Jenkins autore di Maya Cosmogenesis 2012. Con John abbiamo parlato molto sul 2012, oltre al fatto di aver toccato anche il discorso più triste, ovvero quello dei cataclismi che avrebbero colpito il nostro pianeta entro la data fatidica, che avevano profetizzato i Maya. In effetti questo popolo non ha mai profetizzato nulla e il perchè lo abbiamo capito dopo. I Maya esperti astronomi, avevano calcolato che la nostra Galassia effettua un giro completo ogni 26 mila anni e dopo questo giro (ciclo), di cui il prossimo terminerebbe il 21 Dicembre 2012, ne sarebbe iniziato uno nuovo. Dal centro della Galassia, prima della fine di questo ciclo, sarebbe fuoriuscita una potente energia dal centro galattico che i Maya chiamavano Hunab KU, la Farfalla Cosmica, da dove tutto ha origine: la Vita. Ma la scienza ha scoperto che al centro della Galassia esiste un Buco nero che viene chiamato Sagittarius A. Senbrerebbe che da questo Buco nero qualcosa sia fuoriuscito e la scienza ufficiale non ne sa dare una spiegazione plausibile. Rammento che Hunab Ku, come simbolo, viene generalmente associato al dio sole della cultura Maya, e simboleggia l´equilibrio e la vita (ricorda molto in questo il simbolo dello Ying e Yang, di cui richiama anche l´aspetto).

Sagittarius A l’ho definito una sorta di StarGate o portale. Infatti proprio da Sagittarius A e fuoriuscita la misteriosa energia che la scienza ufficiale ha registrato sotto forma di Radiazioni o Raggi Gamma. I Maya sapevano già di questa Energia e a loro volta, ne avevano previsto la fuori uscita al termine di ogni ciclo galattico. Le rilevazioni che le sonde spaziali hanno registrato, era quello che vedevano i Maya migliaia di anni fa. Si tratta di due strutture che si dipartono dal centro della Galassia e che emettono raggi gamma, cioè radiazione ad altissima energia. La loro natura è ancora piuttosto misteriosa. Le due bolle coprono circa metà del campo visibile da Terra e potrebbero essersi originate milioni di anni fa. I ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge in Massachusetts (USA) le hanno scoperte analizzando i dati delle osservazioni fatte con il telescopio spaziale Fermi e che sono disponibili pubblicamente a chiunque voglia farne uso per le sue ricerche.

Le due bolle erano rimaste finora invisibili, occultate in quella specie di nebbia di raggi gamma che pervade il cosmo. Che cosa abbia originato queste gigantesche strutture, per gli scienziati non è chiaro, ma le ipotesi non mancano. Forse si tratta del residuo di un’antica esplosione del buco nero che occupa il centro della nostra Galassia, oppure l’origine potrebbe essere una zona ad alta intensità di formazione di stelle che ha generato ammassi stellari molto massicci milioni di anni fa. Come abbiamo già detto sopra, il centro galattico è situato nella regione astronomica chiamata Sagittarius A, a 26 gradi e 45 primi rispetto alla longitudine zodiacale del Sagittario. Il centro galattico è calcolato a circa 26.000 anni luce dalla Terra. Un anno luce equivale a circa 9 miliardi di chilometri, ponendo così il centro galattico a circa 240 quadrilioni di chilometri dalla Terra. Ne consegue che la luce, i raggi X, i raggi Gamma e le onde radio impiegano 26.000 anni per arrivare dal centro della galassia alla Terra. Dato che anche un ciclo completo della precessione degli equinozi è di circa 26.000 anni, possiamo vedere un’importante sincronicità. Le due bolle di energia che oggi vediamo emanare dal centro della galassia, risalgono sicuramente all’ultimo allineamento del Sole con il centro galattico al solstizio d’inverno, esattamente un ciclo di 26.000 anni fa. Le bolle di energia hanno quasi invaso il nostro sistema planetario e gli effetti si sono già registrati e quindi fatti sentire attraverso misteriosi terremoti in tutto il mondo. Le irradiazioni di questa bolla gigantesca, non saranno visibili fisicamente ma si percepiranno a livello di coscienza e il tutto si concentrerà proprio il 21/12/2012, data in cui appunto questa energia si diffonderà su tutto il pianeta, resettando così le armoniche del DNA, dove è insita la coscienza dell’Uomo. Al termine di questo ciclo (fine Era) ci saranno cambiamenti tali da poter indicare che l’umanità è sul punto di compiere un “salto quantico” nell’evoluzione della coscienza.

PROFEZIE DEL CODICE DRESDA

A quanto pare ciò che era stato profetizzato dal Codice Dresda dei Maya, si sta manifestando. Infatti in molte parti del mondo si stanno verificando inondazioni spaventose, con distruzioni di Quello che sappiamo per certo è che i Maya conferivano una grande importanza alla fine di ogni età.
La loro cosmologia prevedeva 5 grandi ere cosmiche, ognuna della durata di 5125 anni. Ogni era ha visto l’ascesa, lo sviluppo e il declino di una diversa razza.
Quattro ere sono già trascorse, concludendosi in grandi cataclismi: l’era dell’Acqua, l’era dell’Aria, l’era del Fuoco, l’era della Terra.

La quinta, l’era dell’Oro, quella in cui vivevano i Maya e quella nella quale viviamo e vivremo noi, ancora per pochissimo tempo, è l’ultima era di 5125 anni: è iniziata nel 3113 a.C. e terminerà nel 2012 d.C.
Per fine del mondo, i Maya quindi intendono la fine della quinta era. Il Lungo Computo ci dice che l’età dell’Oro terminerà al volgere del baktun 12, nel giorno del solstizio d’inverno, quando il Sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 25.625 anni.
Contemporaneamente, in quello stesso giorno, si verificherà un altro evento rarissimo, che si ripete ogni 25.920 anni: la Terra terminerà un giro precessionale completo intorno al suo asse, nel giorno in cui l’età dell’Oro volgerà al suo termine.
Che cosa succederà allora? Grandi cataclismi segneranno la fine della quinta era come avevano già in passato segnato la fine delle ere precedenti?
La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici Maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola.
In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d’acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un’inondazione; la Terra è al buio, l’oscurità vince la luce.
In questi anni le acque dei nostri ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmi preoccupanti e poi ancora il grande tsunami del 26 dicembre 2004 in Indonesia e la catastrofe di New Orleans del 2005, non ultimo il terremoto-maremoto che ha colpito il Giappone.


Il 21 dicembre del 2012 l’età dell’Oro si chiuderà sotto la violenza di una serie di inondazioni?
Siamo solo all’inizio dei mutamenti climatici che porteranno a degli sconvolgimenti su scala planetaria?
E’ forse questa la profezia dei Maya?
I Maya hanno definito gli ultimi 20 anni del Lungo Computo “il tempo del non tempo”, un periodo nel quale non è né giorno né notte, nel quale l’odio e la paura prevalgono. E fin qua si potrebbe in qualche modo essere d’accordo con loro.
Eppure la fine di questa era rappresentava per loro anche una possibilità, una possibilità di rinascita perché ogni ciclo che finisce lascia spazio al successivo.
E’ importante a questo punto stabilire un ulteriore parallelismo: il nostro calendario, il calendario gregoriano, ha come punto di riferimento la venuta al mondo di un grande uomo, Gesù, la cui nascita segna l’anno zero; il calendario maya regola il suo andamento prendendo come suo parametro l’universo, qualcosa che trascende l’uomo ma che lo contiene anche. Ciò che è catastrofico nella visione del singolo può non esserlo in una visione più ampia.
Narra il Popol Vuh che la linea nera della Via Lattea rappresenta l’entrata dell’aldilà. Ed è esattamente con quella zona della galassia che il Sole e la Terra, non  a caso, si allineeranno il 21 dicembre 2012.
Questo raro allineamento, che abbiamo visto essere tanto importante per i Maya al punto da fissarne la data e scolpirne la memoria perché attraversasse il lungo e faticoso cammino dei secoli, è fondamentale come è fondamentale tutto ciò che appartiene alle nostre più profonde radici.
Tutte le profezie Maya cercano di spingere la mente dell’uomo verso un cambiamento giacché l’Universo sta generando tutti questi processi affinché l’umanità si espanda per la galassia e comprenda così l’integrità fondamentale con tutto ciò che esiste. Per preparare l’umanità a fare questo passo finale, un passo verso il Quinto Ciclo e l’Era del Sesto Sole”.

Massimo Fratini

Fonte: Segnali dal cielo

Marocco, gran successo per gli islamiti del PJD

November 28, 2011 Leave a comment

I risultati definitivi delle elezioni legislative in Marocco hanno consacrato la vittoria schiacciante degli islamisti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD). Molti osservatori hanno interpretato questa vittoria come un effetto dell’onda d’urto generata dal Partito Ennadha in Tunisia. Ad ogni buon conto, l’eco di questa vittoria (1/3 dei seggi alla Camera dei Rappresentanti) sorpassa il semplice effetto “riflesso”. Interessante l’analisi di Hicham El Moussazi, analista politico per unmondelibre.com, che sviluppa le altre cause  che hanno motivato la scelta di 6 milioni di elettori marocchini alle legislative 2011, prime elezioni dopo il restyling della Costituzione del luglio scorso.

In seguito all’importante successo del PJD nelle legislative in Marocco, si potrebbe pensare ad un voto dovuto all’onda d’urto creato dalla primavera araba  che ha visto l’emergenza di un islamismo politico come forza sul quale credere e contare. Certo, il successo del “modello turco”, coniugato al successo di Ennadha in Tunisia e la futura vittoria dei Fratelli Musulmani in Egitto, verosimilmente ha donato delle idee agli elettori marocchini. Tuttavia, l’ampiezza della vittoria del PJD (1/4 dei seggi), in un paese chenon è inscritto in una logica rivoluzionaria ma piuttosto evoluzionaria, nell’immagine di integrazione del PJD nei campi della politica (contrariamente a Ennadha in Tunisa a ai Fratelli Musulmani in Egitto che erano esclusi dalla politica), lascia pensare all’esistenza di altre motivazionidietro alla scelta degli elettori nel votare PJD. In primis, si tratta di un voto-sanzione al governo uscente dopo un bilancio scarso dei partiti della Koutla (Unione Socialiste delle Forze Popolari, Partito per il Progresso e il Socialismo, Partito dell’Istqlal) che hanno gestito gli affari del paese dal 2007. I problemi di disoccupazione, di povertà, di corruzione e di ineguaglianze sociali hanno certamente esasperato i marocchini. Gli elettori hanno perso  fiducia nei partiti politici che rappresentavano, ai loro occhi, a lato dei fedelissimi e degli apparati del Palazzo, i principali  responsabili del sotto-sviluppo del paese.  Poi, gli eletti del PJD hanno fatto valere la loro “verginità” politica (nessuna partecipazione ai governi precedenti) e la loro moralità tutta islamica, vendendo un certo proibizionismo tanto ricercato dagli elettori, riscaldati da decenni di corruzione e di nespotismo, senza parlare delle false promesse. Il PJD ha offerto un corpo elettorale meno esposto all’usura  e agli scandali, importanti dettagli che invece sono storianegli altri partiti. Oltre l’88% dei candidati a queste elezioni si sono presentati per la prima volta, ma nella struttura dello scrutigno attuale, solole teste di serie delle liste contano realmente, vedi vecchi notabili di regime, specialmente nei partiti della Koutla e del G8 (raggrupamento di partiti centristi riunitisi per fare opposizione al PJD). Il partito islamico rappresenta l’alternativa meno corrotta agli occhi degli elettori marocchini che hanno deciso di tentare l’esperienza e regalare una chanse ad una nuova alternanza, questa volta  nata da una base popolare.  Dal loro canto, i candidati del PJD hanno fatto prevalere la lotta alla corruzione (sistematica e radicata nel tessuto sociale del paese) come il loro principale credo. Un messaggio che ha trovato un largo consensus tra gli elettori perchè semplice. La semplicità è stata il fattore determinante sull’efficacia della loro campagna elettorale. I rappresentanti del PJD, dalla sua nascita, hanno sempre adottatoun discorso semplice e molto vicino alle preoccupazioni quotidiane nei differenti strati della società marocchina. Hanno comunicato con la maggioranza dei cittadini evitando un linguaggio foriero di ideologie e di termini tecnici come invece hanno fatto gli altri partiti; fattore percepito dai cittadini come “snobismo politico e sociale”.  Al contrario, si sono appoggiati su di un discorso moralista verso la vita politica con referenze esimbologie religiose, eliminando dai loro discorsi le condanne ai Festivalmusicali o ai concerti di Shakira, promettendo di non voler proibire il consumo di alcolici, ma insistendo perchè la  libertà di coscienza non figuri nella nuova Costituzione. Dichiarando di non voler entrare nella vita privata dei marocchini, hanno messo in primo piano  la loro volontà di ristabilire la giustizia sociale, la lotta contro la corruzione, il combattere l’economia capitalista, conoscendo a priori che la lotta contro la cattiva governance è stata la principale rivendicazione dei manifestanti marocchini. Infine, il successo attuale non è solo il risultato di una campagna elettorale di qualche settimana, ma il frutto di diversi anni passati “sul campo”. In questo senso, il partito islamico è riuscito a costruire una base popolare solida grazie alle sue opere sociali e di carità (vedi Fratelli Musulmani). Occupando il terreno sociale trascurato dallo Stato, ha costituito un vivaio di voci riconoscenti che non possono fare altro che produrre della riconoscenza, sostenendo il partito in toto. Questa strategia sociale di “vicinanza” è già stata testata in altri paesi, dalla Palestina con Hamasarrivando al Ennadha tunisino, passando per i Fratelli Musulmani in Egitto. Senza dimenticare che i pidjisti partecipano alla gestione del paese a livello locale sin dal loro debutto negli anni 2000. Il loro bilancio resta, malgrado qualche caso, molto apprezzato dai cittadini che vivono in piccoli comuni e dalle collettività locali gestite dagli eletti del PJD, cosa che ha incoraggiato a votarli in massa. Questo spiega in gran parte la solidità della loro base elettorale che ha loro permesso di raccogliere mezzo milione di voti contrariamente ad altri partiti dove la debolezza della loro base li ha resi più vulnerabili alle congiutture e ai cambiamenti di opinione.  Senza dimenticare che il PJD ha svolto una campagna elettorale moderna facendo un buon uso delle nuove tecnologie dell’informazione ad immagine e somiglianza di quelle usate dalle rivolte arabe. Contrariamente ad altri partiti, non si sono accontentati dei meetings popolari e/ o tradizionali e alvolantinaggio, ma hanno utilizzato Internet e i network sociali  per diffondere i loro messaggi toccando così altri target di elettori, in primis i giovani. Ricordiamo qui che il PJD è il partito che dispone del più importante sito web politico tra tutti i partiti concorrenti e che è il solo a possedere una radio sul web. Se l’ascesa degli islamisti era nell’aria da tempo, cio’ non toglie che offrendo la maggioranza dei voti al PJD, i marocchini hanno voluto inviare un segnale forte e chiaro a tutte le forze poltiche del paese, che devono scegliere la competenza  e la serietà nella loro pratica politica a discapito del titolo nobiliare, eredità, posizione sociale e quant’altro. Il PJD sarà all’altezza dela fiducia accordatagli dal popolo marocchino? Solo il futuro potrà dirlo.

WEBCredits -Afrik.com –  Hicham El Moussaoui analista politico –  Un Monde Libre

Fonte: My Amazighen

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Christian Bale, ultimo ciak nel ruolo di Batman

November 28, 2011 Leave a comment

Christian Bale non tornera’ a vestire i panni di Batman. ”Venerdi’ e’ stata l’ultima volta che ho tolto il cappuccio”, ha detto l’attore al termine delle riprese di ‘The Dark Knight Rise’, l’ultimo episodio della trilogia diretta da Chris Nolan, che arrivera’ al cinema la prossima estate. ”E’ come dire addio ad un vecchio amico”, ha commentato l’attore, che ha iniziato a interpretare l’eroe mascherato nel 2005.

Fonte: Ansa

Silvio Berlusconi, stop alle discussioni sul nuovo governo

November 28, 2011 Leave a comment

”Non vale la pena continuare a parlare di restrizioni, di nuove imposte, di modifiche negative per le famiglie e le imprese. Tutto questo introduce un fattore psicologico che e’ il primo fattore di crisi per cui riduci i consumi e rendi difficili gli investimenti”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Milano al termine dell’udienza Mills precisando che le misure presentate da Mario Monti in Europa sono quelle ”varate dal mio governo”.

Fonte: Ansa

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“I castelli perduti del Lazio” di Luca Bellincioni e Daniela Cortiglia, Eremon Edizioni

November 28, 2011 Leave a comment
TITOLO: I castelli perduti del Lazio
AUTORE: L. Bellincioni, D. Cortiglia
PAGINE: 204
ILLUSTRAZIONI: 260 colore
FORMATO: 16 X 23
ISBN: 978-88-89713-27-3
EURO: 19.00

Le leggende popolari, l’arte e la letteratura, e in tempi più recenti il cinema, hanno raccontato i manieri in rovina come luoghi magici e misteriosi, consegnandoli per sempre all’immaginario collettivo. Nel Lazio i ruderi di rocche, castelli e fortezze costituiscono un elemento importante nel patrimonio monumentale: e non potrebbe essere altrimenti in una regione sempre al centro delle vicende umane, che a lungo dovette proteggere la “città eterna” da invasioni d’ogni sorta e che al contempo fu teatro dei feroci scontri fra le casate della nobiltà capitolina. La guida, nel tracciare un itinerario dedicato ai “fortilizi perduti” del Lazio, vuol porre in evidenza la loro straordinaria varietà architettonica e paesaggistica: dalle solitarie e silenziose rocche della Tuscia, con i loro panorami mozzafiato, ai ruvidi e turriti castelli della Sabina e del Cicolano, spesso incastonati in scenari fiabeschi; dalla sognante e malinconica Ninfa, persa in un angolo stupendo dell’Agro Pontino, alle possenti fortezze della Ciociaria, situate alle pendici di maestose montagne. Percorrere questo Lazio spesso “dimenticato” equivale a riscoprire una terra dal fascino incomparabile, che offre una miriade di paesaggi “antichi” in cui le rovine storiche sono un elemento costante. La guida, scritta da due profondi conoscitori del territorio laziale, fornisce indicazioni precise e dettagliate su come raggiungere i luoghi, spesso isolati ed altrimenti difficili da visitare; particolare attenzione è inoltre conferita ai dintorni e alle possibilità escursionistiche dei siti descritti, nonché alle tradizioni artigianali, al folklore e ai prodotti enogastronomici delle diverse zone, al fine di suggerire veri e propri itinerari turistici di uno o più giorni.

Fonte: Eremon Edizioni

Ken Russell, muore il famoso regista britannico

November 28, 2011 Leave a comment

Il famoso regista britannico Ken Russell e’ morto all’eta’ di 84 anni. Nato a Southampton nel 1927, Russell e’ diventato famoso internazionalmente nel 1969 con il suo ‘Women in Love’ (Donne in Amore), adattato dall’omonimo romanzo di D.H.Lawrence, con Glenda Jackson e Oliver Reed. Il film, che a suo tempo fece scandalo (tra l’altro per una famosa scena di lotta tra due uomini nudi) ottenne una serie di nomination gli Oscar, tra cui quella per il miglior regista.

Fonte: Ansa

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“I piatti più piccanti della cucina tatara” di Alina Bronsky, Edizioni E/O

November 28, 2011 Leave a comment

I piatti più piccanti della cucina tatara
Alina Bronsky
Collana: Dal Mondo
Area geografica: Letteratura tedesca
Traduzione: Monica Pesetti
ISBN: 978-88-6632-029-6
Pagine: 256
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2011
«Chiunque sia rimasto un po’ bambino non può che amarli: i cattivi, come i bambini,
si sentono al centro del mondo e non lo temono. La parola “impossibile” esula dal loro vocabolario. Sono temibili e spietati, bugiardi e ciarlatani, avidi e inconsolabili. Sono imprevedibili. Magnetici. Creativi. Sanno che c’è qualcosa da fare, subito e a ogni costo. Non ci pensano due volte. Si deve rubare il tesoro? Uccidere il re? Distruggere il pianeta? E che ci vuole?». Così scrive Pierdomenico Baccalario sulla Repubblica.
Certo è meglio non incontrarli nella vita reale i cattivi, ma incontrarli nelle pagine di un libro può essere invece appassionante.
La protagonista di questo romanzo della Bronsky è così. Crede sempre di agire per il meglio degli altri, e delle altre, figlia e nipote. E invece le strumentalizza, le manipola,
non si ferma davanti a nessuna nefandezza.
Mette la propria smisurata energia al servizio solo di se stessa e del suo interesse.

Alina Bronsky è nata nel 1978 in Russia ed è cresciuta in Germania.
Attualmente vive a Francoforte, dove lavora come copywriter e redattrice.
Nel 2010 le Edizioni E/O hanno pubblicato La vendetta di Sasha, il suo debutto letterario, nominato per uno dei più prestigiosi premi letterari europei, l’Ingeborg Bachmann Preis.

Fonte: Edizioni E/O

Katy Perry, possibile ruolo di Marilyn Monroe per Broadway

November 28, 2011 Leave a comment

‘La mia settimana con Marilyn’ e’ appena uscito nei cinema americani, ma qualcuno sta gia’ pensando alla prossima mossa per celebrare la bionda icona sexy. Il produttore Harvey Weinstein ha dichiarato ai siti di gossip americani che se la pellicola funziona vorrebbe realizzare un musical ispirato al film che vede Michelle Williams nel ruolo di Marilyn Monroe. E per calcare il palcoscenico di Broadway il ‘boss’ di Hollywood ha pensato alla formosa cantante Katy Perry nel ruolo della vamp.

Fonte: Ansa