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San Teobaldo Roggeri, misterioso retroscena tra culto esoterico e tradizione

Un nuovo post dedicato ai misteri della Mondovì esoterica, ultimamente un po’ marginalizzata. Più che di Mondovì si parla di Vicoforte, la Vico da cui deriva, appunto, il comune del Monte di Vico. La vicenda è ricostruita perfettamente in un interessante articolo dell'”Unione Monregalese“, il settimanale diocesano, e riguarda San Teobaldo Roggeri, il santo protettore di Vico, di Vico originario. Il santo sarebbe nato infatti a Vico nel 1100, e divenuto ad Alba un umile ciabattino, per poi lasciare questo lavoro per un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, da cui trasse spunto, al suo ritorno ad Alba, per una vita di servizio ai poveri.
Morto nel 1150, la sua tomba cadde in abbandono fino al 1429, quando fu riscoperta dal vescovo albese del periodo, che fece realizzare in suo onore il bel reliquiario rinascimentale che vediamo in copertina e ne ottenne la canonizzazione. Vicoforte, il paese natale, che nel 1604 ottenne in dono la reliquia del braccio, nel 1711 avviò un pellegrinaggio ad Alba per celebrare la testa del santo, pellegrinaggio periodicamente reiterato più volte nel corso del secolo, fino ad un ultimo nel 1786. Nel 1797, la comunità avviò l’elevazione di una chiesa al santo, ultimata nel 1821. Solo nel 1841 ne fu ammesso il culto immemorabile, su richiesta del vescovo albese.
Nel 1966, nominato Teobaldo patrono di Vico, il reliquiario della testa fu ottenuto dalla comunità vicese, che nel 1967 lo portò in pompa magna nella propria sede. Ma nel 1969 la reliquia sparì, e non se ne seppe più nulla; ancora nel 2001 era data come mancante.
Bene, ora il prezioso reliquiario vicese è riapparso presso il Museum of Arts di Minneapolis, la capitale del Minnesota, dove appare come dono di un mecenate locale.
Ovviamente, non si riuscirà mai a ricostruire correttamente il retroscena della misteriosa vicenda. Ma una linea di indagine che da buon ermetico mi permetto di suggerire è quella che vede San Teobaldo protettore iniziatico della carboneria, l’italica “massoneria del legno” che apriva le proprie riunioni con l’invocazione appunto a San Teobaldo e al Gran Maestro dell’Universo, versione carbonara dell’Architetto massonico. Vero è che, ufficialmente, si tratta del San Teobaldo di Provins (città esoterica quant’altre mai, al centro delle vicende del Pendolo di Foucault…), ma in ambito esoterico tutto è allusione deviata e dissimulante: entrambi in fondo furono santi caratterizzati dall’estrema umiltà, fino ad assumere per umiliazione la professione di mendicanti, praticamente coevi.
Il Teobaldo vicese, poi, era coevo dei templari, che proprio in quegli anni stabilivano una loro capitaneria in città, attestata nel 1158. “Teobaldo” significa del resto “forte capitano” in greco; un nome di stampo militaresco, dunque, che potrebbe riconnettersi a tale tradizione? Forse tale elemento “massonico” potrebbe giustificare il singolare mecenatismo statunitense. Ma ad ogni modo, San Teobaldo continua a interrogarci con lo sguardo penetrante del suo reliquiario, custode unico ed eterno del proprio stesso segreto. by Lorenzo

Categories: Mysterium Tags:
  1. Marty
    November 25, 2011 at 2:41 pm

    Interessantissimo articolo su un argomento di cui, ahimè, conosco poco e niente ma che trovo nondimeno affascinante. Ma quindi l´autore dell´articolo sostiene che la reliquia sia arrivata in America attraverso canali massonici? E perchè proprio là?

  2. Paolo Rastelli
    May 30, 2013 at 4:47 pm

    L’articolo dell’Unione è la ripresa di un articolo della Gazzetta d’Alba di una settimana prima. In ogni caso San Teobaldo sparì dalla cattedrale di Alba, probabilmente rubato, nel 1983. Ritrovato dai Carabinieri grazie all’articolo di Gazzetta, è stato restituito all’Italia e tornerà ad Alba, come pubblicato da Gazzetta, e dalla stampa, ad aprile di quest’anno.
    Paolo

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