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Mona Eltahawy, giornalista arrestata e molestata in Egitto

November 24, 2011 1 comment

La foto, pubblicata su Twitter a metà giornata, non lascia dubbi: i due avambracci sono ingessati. Bilancio: “Il mio braccio sinistro e la mia mano destra rotti, secondo le radiografia”. Mona Eltahawy, 44 anni, una famosa giornalista con la doppia nazionalità egiziana e statunitense, ex corrispondente della Reuters in Medio Oriente, è stata picchiata e molestata sessualmente dai poliziotti egiziani che l’hanno tenuta prigioniera per circa 12 ore nel palazzo del ministero dell’Interno, non lontano da Piazza Tahrir, nel centro del Cairo. Mona, che tiene un popolare blog e scrive fondi per il ‘Toronto Star’ canadese, il ‘Jerusalem Report’, il ‘Politiken’ danese e ogni tanto anche per il britannico ‘The Guardian’, ha raccontato la sua allucinante odissea attraverso i cinguettii di 140 caratteri del popolare servizio di microblogging (@monaeltahawy). Il messaggino più inquietante è delle 10.30 di oggi. Mona racconta in particolare di essere stata aggredita sessualmente da cinque o sei esponenti delle forze di sicurezza egiziane. Per ore la giornalista è stata poi tenuta al buio, con gli occhi coperti.

“In 5 o 6 mi sono venuti addosso – scrive Mona su twitter – mi hanno palpeggiato il seno e agguantato con violenza l’area dei genitali. Non so quante mani hanno tentato di penetrare all’interno dei miei pantaloni”. Nel messaggio successivo Mona ci va giù pesante: “Sono cani e i loro capi sono cani, Fuck the Egyptian Police”. Prima di essere arrestata e pesantemente maltrattata, Mona aveva coperto i movimenti di piazza nel centro del Cairo, annunciando tra l’altro che tra le vittime c’è anche un suo parente, e scrivendo parole dure nei confronti dei militari. A suo avviso, il Consiglio Supremo delle forze Armate sta gestendo la transizione democratica in maniera disastrosa. La sua vicenda non piace affatto alle autorità statunitensi, e al britannico The Guardian un diplomatico americano del Cairo spiega che quanto denunciato da Mona “è davvero preoccupante”. Per tali ragioni, aggiunge il diplomatico, “abbiamo contattato le autorità egiziane”, ma per il momento non fanno commenti. Nonostante le violenze, la giornalista riconosce di essere stata fortunata. “Dio soltanto sa cosa mi sarebbe successo se non avessi avuto la doppia nazionalità, oltre al fatto che scrivo e sono spesso in tv”. E poi: “Le ultime 12 ore sono state dolorose e surreali, ma so benissimo che mi è andata meglio rispetto a tanti altri egiziani”.

Fonte: Ansa

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“La Transavanguardia Italiana”, collettiva a cura di Achille Bonito Oliva a Palazzo Reale di Milano

November 24, 2011 Leave a comment

Milano – Dal 24 novembre 2011 al 4 marzo 2012 si terrà a Palazzo Reale a Milano la mostra La Transavanguardia Italiana a cura di Achille Bonito Oliva con i protagonisti del movimento: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura di Regione Lombardia e dall’Assessorato Cultura, Expo, Moda, Design del Comune di Milano, ideato da Regione Lombardia – Cultura insieme a Spirale d’Idee e fa parte di un più ampio progetto che si inserisce nelle celebrazioni dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia.
Il progetto comprende un ciclo progressivo di sei mostre dedicato alla Transavanguardia, movimento che sin dal suo nascere ha saputo puntare sull’identità della cultura italiana, inserendola a pieno titolo, e con una sua peculiare originalità, nel dibattito culturale internazionale degli ultimi quarant’anni. Nello stesso tempo ha portato l’arte contemporanea nostrana a un livello di attenzione, da parte di collezionisti e musei stranieri, del tutto nuovo. Da qui l’esigenza di rivisitare, in questo particolare anniversario, motivi ispiratori, immaginario ed eredità di questa esperienza, sia ripercorrendone la storia con una grande esposizione retrospettiva, sia indagando gli esiti ultimi raggiunti dagli artisti – tutti ormai internazionalmente noti – che di tale movimento sono stati i protagonisti.
Teorizzata nel 1979 da Achille Bonito Oliva con un saggio su Flash Art e da questi presentata per la prima volta al pubblico alla XIII Rassegna internazionale d’arte di Acireale, la Transavanguardia ha la propria consacrazione ufficiale nella sezione Aperto ’80 della 39ª Biennale di Venezia, segnando un punto di rottura con le ricerche minimaliste, poveriste, processuali e concettuali che avevano dominato gli anni sessanta e settanta. All’idealismo progressista delle neo-avanguardie il nuovo movimento risponde con il ritorno alla manualità dell’arte e alle sue tradizioni, antiche e moderne, con il recupero di un’immagine che non si priva del piacere dell’opulenza, né dell’aura della rappresentazione. All’utopia internazionalista del modernismo e alla sua coazione al nuovo oppone il genius loci del singolo artista, ossia il territorio antropologico del suo immaginario, nonché l’esercizio disinvolto del nomadismo culturale e dell’eclettismo stilistico, che si nutre di memoria del passato e di citazioni dalla storia dell’arte, contribuendo in tal modo al più generale processo di rielaborazione della Storia e della soggettività avviato negli anni ottanta dal pensiero post-moderno.
Il progetto espositivo ha carattere progressivo: inizierà a novembre 2011 e si chiuderà nel 2012. Comprende una mostra collettiva sulla Transavanguardia e, a seguire, cinque personali dedicate ai suoi protagonisti. Il progetto è stato inserito tra le manifestazioni patrocinate dalla Presidenza della Repubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La mostra collettiva, curata da Achille Bonito Oliva, si terrà a Palazzo Reale a Milano, dal 24 novembre 2011 al 4 marzo 2012. Il comitato scientifico è composto da: Achille Bonito Oliva, Massimo Cacciari, Giacomo Marramao, Bruno Moroncini, Franco Rella, Gianni Vattimo. Di ciascuno dei cinque protagonisti della Transavanguardia raccoglie 15 opere, selezionate dal curatore, in collaborazione con gli artisti, tra le più significative, inedite o particolari della ricerca compiuta.
La mostra ruota attorno ad alcune tematiche comuni, che attraversano le diverse poetiche dei cinque artisti in mostra: il ritorno alla manualità della pittura, il narcisismo dell’artista, il doppio e l’altro, la violenza, la natura, l’incertezza della ricerca, l’inconscio, l’immagine tra disegno e astrazione, tra bi e tridimensionalità. Raccoglie in tutto 66 opere: 44 provenienti da musei, fondazioni, gallerie e collezioni private italiane, e 22 da musei e collezioni europee e dalle maggiori gallerie che hanno lavorato e promosso la Transavanguardia nel mondo.
In concomitanza con l’apertura della mostra, sei importanti istituzioni italiane organizzeranno, entro la fine del 2011, una giornata di approfondimento sulla Transavanguardia presieduta, ciascuna, da uno dei 5 filosofi del comitato scientifico, e contestualmente esporranno le opere della Transavanguardia presenti nelle loro collezioni. Alle giornate di studio prenderanno parte critici d’arte, curatori e direttori di museo. In dettaglio: Franco Rella al MART di Rovereto, con Elisabetta Barisoni, Andrea Bruciati, Martina Cavallarin e Giorgio Verzotti; Gianni Vattimo al Castello di Rivoli-Museo d’arte contemporanea, con Andrea Bellini, Danilo Eccher, Francesco Poli e Beatrice Merz; Massimo Cacciari a Palazzp Reale di Milano, con Laura Cherubini, Giacinto Di Pietrantonio e Marco Meneguzzo; Giacomo Marramao alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e la Fondazione MAXXI, con Massimiliano Fuksas, Andrea Cortellessa e Stefano Chiodi; Bruno Moroncini al MADRE di Napoli, con Angelo Trimarco, Eugenio Viola e Stefania Zuliani.
Il catalogo dell’esposizione, pubblicato da Skira Editore, Milano, comprenderà, oltre al saggio del curatore, Achille Bonito Oliva, e a scritti di Stefano Chiodi e Fredric Jameson, i testi dei cinque filosofi che compongono il comitato scientifico della mostra, e dei sei direttori di museo che ospitano le giornate di studio e le mostre-omaggio. Arricchiscono infine il catalogo le schede storico-critiche delle opere esposte a Palazzo Reale, un’antologia selezionata della critica sulla Transavanguardia e sui singoli artisti, le biografie dei protagonisti della Transavanguardia.
Le successive mostre personali saranno ospitate in altrettante città della Penisola rappresentative della storia e dell’identità italiana, oppure legate alle vicende stesse della Transavanguardia. Ogni mostra, accanto alla cura generale del prof. Bonito Oliva, include la collaborazione attiva di cinque critici d’arte responsabili di ciascuno spazio espositivo coinvolto nel progetto. Punteranno sulla recente produzione dei singoli protagonisti della Transavanguardia, partendo da un primo nucleo di opere storiche, per seguire l’evolversi nel tempo e gli esiti ultimi delle loro diverse personalità artistiche. In occasione di ciascuna mostra sarà pubblicato un catalogo edito da Giampaolo Preparo Editore, corredato dal saggio del curatore generale del progetto, Achille Bonito Oliva, e da un testo del critico d’arte che ha collaborato alla realizzazione dell’esposizione.
CALENDARIO DELLE MOSTRE PERSONALI
– 9 dicembre 2011, MODENA
SANDRO CHIA: Modena, ex-Foro Boario, a cura di Achille Bonito Oliva e Marco Pierini e l’organizzazione della Galleria Civica di Modena.
– 10 dicembre 2011, PRATO
NICOLA DE MARIA: Prato, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, a cura di Achille Bonito Oliva e Marco Bazzini.
– 17 dicembre 2011, CATANZARO
ENZO CUCCHI: Catanzaro, MARCA-Museo delle Arti di Catanzaro e Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare (Cosenza), a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz.
– 1 marzo 2012, ROMA
MIMMO PALADINO: Roma, ex-GIL di Luigi Moretti, a cura di Achille Bonito Oliva e Mario Codognato e l’organizzazione di Civita.
– 15 marzo 2012, PALERMO
FRANCESCO CLEMENTE: Palermo, Palazzo Sant’Elia, a cura di Achille Bonito Oliva e Francesco Gallo e l’organizzazione di Civita.
GLI ARTISTI IN MOSTRA
Sandro Chia (Firenze, 1946) pratica una manualità assistita dall’idea e sostenuta da una perizia tecnica capace di utilizzare diverse “maniere”, al fine di formulare l’immagine cercata. I suoi personaggi sognanti e melanconici, spesso sospesi tra cielo e terra, abitano una pittura corposa e d’impatto cromatico, a volte mitigata nella sua calda esuberanza dal distacco dell’ironia. In cerca di un’interazione tra figurazione e parola, l’artista affida spesso al titolo il piacere di un motto di spirito inatteso, oppure ricorre a una didascalia o una poesia dipinte direttamente nel corpo dell’opera.
Francesco Clemente (Napoli, 1952) opera sulla citazione di culture lontane, come quella indiana, e sullo slittamento di significato di immagini preesistenti e simboli noti, che egli sottopone a un processo di variazioni e trasformazioni continue, al fine di schiuderli a un senso il più possibile aperto. Il corpo sensibile dell’artista è sempre evocato nella sua pittura, spesso tesa a esplorare l’impulso erotico e le sue relazioni con la creatività. Come fosse imbevuta di una disciplina orientale, questa sembra prodursi in Clemente senza sforzo, aliena da drammi e impacci intellettuali.
Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949) si muove in una giungla di segni febbrili, mescolando la storia dell’arte con il microcosmo di culture popolari solo apparentemente minori. Attratta dalla collisione tra elementi diversi, la sua pittura accoglie estensioni di ceramica e materiali extra-artistici, che la forzano a compromettersi con lo spazio del reale. Confronto, che l’artista attua attraverso la pratica della scultura e in installazioni composte dalla libera dislocazione di materiali usati come supporto dell’immagine, disegnata, dipinta o modellata.
Nicola De Maria (Foglianise, Benevento, 1954) abbraccia sin dall’inizio una pittura tesa a sconfinare dalla cornice del quadro e a invadere lo spazio ambientale, senza per questo incorrere nella presunzione delle Avanguardie d’inizio Novecento di cambiare il mondo attraverso l’arte. Astrazione segnica e geometrica e zone compatte di colore saturo scandiscono il suo linguaggio pittorico, capace di sondare e tradurre in immagine stati mentali e situazioni psicologiche. Il risultato è un’architettura lirica e polifonica, che ha in sé i movimenti invisibili della frase musicale: melodica o sincopata, allegra o tonante.
Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 1948) recupera moduli linguistici arcaici e immagini della tradizione mediterranea, dando vita a un’iconografia insieme fantastica e solenne. Assidua pratica del disegno e sperimentazione tecnica sostengono la sua ricerca poliedrica, segnata da un serrato dialogo tra bi e tridimensionalità. Questo si compie con l’introduzione nelle tele di forme modellate e oggetti di recupero, che presto vivono autonomamente nello spazio, da soli o all’interno di installazioni basate sull’accostamento di elementi plastici figurativi e scansioni astratte.
CALENDARIO “COSTELLAZIONE TRANSAVANGUARDIA”: GIORNATE DI STUDIO E MOSTRE-OMAGGIO
– Venerdì 11 novembre 2011: ROVERETO
Franco Rella e Achille Bonito Oliva, con Elisabetta Barisoni, Andrea Bruciati, Martina Cavallarin e Giorgio Verzotti
MART- Museo d’Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto: giornata di studio e mostra-omaggio
– Lunedì 28 novembre 2011: MILANO
Ore 11.00-13.00
Achille Bonito Oliva, con Laura Cherubini, Giacinto Di Pietrantonio e Marco Meneguzzo
Accademia di Belle Arti di Brera: giornata di studio
Ore 18.30
Massimo Cacciari con Achille Bonito Oliva
Sala convegni di Palazzo Reale: dibattito
– Lunedì 5 dicembre 2011: RIVOLI (TORINO)
Gianni Vattimo con Andrea Bellini, Beatrice Merz, Danilo Eccher e Francesco Poli;
Castello di Rivoli-Museo d’arte contemporanea: giornata di studio e mostra-omaggio.
La mostra Costellazione Transavanguardia – Castello di Rivoli (con opere di Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Mimmo Paldino) è allestita nella Manica Lunga dal 9 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012, insieme al progetto Nicola De Maria e le “scatole viventi”, a cura di Andrea Bellini e Achille Bonito Oliva.
– Mercoledì 9 novembre 2011: ROMA
MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo: la mostra Costellazione Transavanguardia: MAXXI, è allestita nella cornice dell’esposizione collettiva Il confine evanescente
– Martedì 6 dicembre 2011: ROMA
Ore18.00
Inaugurazione della mostra Costellazione Transavanguardia – GNAM
GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
– Mercoledì 14 dicembre 2011: ROMA
Giacomo Marramao e Achille Bonito Oliva, con Andrea Cortellessa, Stefano Chiodi e Massimiliano Fuksas
GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: giornata di studio e mostra-omaggio
– Lunedì 19 dicembre 2011: NAPOLI
Bruno Moroncini e Achille Bonito Oliva, con Angelo Trimarco, Eugenio Viola e Stefania Zuliani.
MADRE-Museo d’Arte contemporanea Donna Regina: giornata di studio e mostra-omaggio
INFORMAZIONI:
LA TRANSAVANGUARDIA ITALIANA
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
24 novembre 2011 / 4 marzo 2012
CONFERENZA STAMPA: mercoledì 23 novembre ore 11.30 | Palazzo Reale Sala Otto Colonne
GIOVEDI’ 24 novembre APERTURA GRATUITA DALLE 18.30 ALLE 22.30
ORARI
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI
€ 8,00 intero
€ 6.00 ridotto
€ 4,00 ridotto speciale
Info presso:
http://www.mostratransavanguardia.it
http://www.cultura.regione.lombardia.it
http://www.comune.milano.it/palazzoreale

San Teobaldo Roggeri, misterioso retroscena tra culto esoterico e tradizione

November 24, 2011 2 comments

Un nuovo post dedicato ai misteri della Mondovì esoterica, ultimamente un po’ marginalizzata. Più che di Mondovì si parla di Vicoforte, la Vico da cui deriva, appunto, il comune del Monte di Vico. La vicenda è ricostruita perfettamente in un interessante articolo dell'”Unione Monregalese“, il settimanale diocesano, e riguarda San Teobaldo Roggeri, il santo protettore di Vico, di Vico originario. Il santo sarebbe nato infatti a Vico nel 1100, e divenuto ad Alba un umile ciabattino, per poi lasciare questo lavoro per un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, da cui trasse spunto, al suo ritorno ad Alba, per una vita di servizio ai poveri.
Morto nel 1150, la sua tomba cadde in abbandono fino al 1429, quando fu riscoperta dal vescovo albese del periodo, che fece realizzare in suo onore il bel reliquiario rinascimentale che vediamo in copertina e ne ottenne la canonizzazione. Vicoforte, il paese natale, che nel 1604 ottenne in dono la reliquia del braccio, nel 1711 avviò un pellegrinaggio ad Alba per celebrare la testa del santo, pellegrinaggio periodicamente reiterato più volte nel corso del secolo, fino ad un ultimo nel 1786. Nel 1797, la comunità avviò l’elevazione di una chiesa al santo, ultimata nel 1821. Solo nel 1841 ne fu ammesso il culto immemorabile, su richiesta del vescovo albese.
Nel 1966, nominato Teobaldo patrono di Vico, il reliquiario della testa fu ottenuto dalla comunità vicese, che nel 1967 lo portò in pompa magna nella propria sede. Ma nel 1969 la reliquia sparì, e non se ne seppe più nulla; ancora nel 2001 era data come mancante.
Bene, ora il prezioso reliquiario vicese è riapparso presso il Museum of Arts di Minneapolis, la capitale del Minnesota, dove appare come dono di un mecenate locale.
Ovviamente, non si riuscirà mai a ricostruire correttamente il retroscena della misteriosa vicenda. Ma una linea di indagine che da buon ermetico mi permetto di suggerire è quella che vede San Teobaldo protettore iniziatico della carboneria, l’italica “massoneria del legno” che apriva le proprie riunioni con l’invocazione appunto a San Teobaldo e al Gran Maestro dell’Universo, versione carbonara dell’Architetto massonico. Vero è che, ufficialmente, si tratta del San Teobaldo di Provins (città esoterica quant’altre mai, al centro delle vicende del Pendolo di Foucault…), ma in ambito esoterico tutto è allusione deviata e dissimulante: entrambi in fondo furono santi caratterizzati dall’estrema umiltà, fino ad assumere per umiliazione la professione di mendicanti, praticamente coevi.
Il Teobaldo vicese, poi, era coevo dei templari, che proprio in quegli anni stabilivano una loro capitaneria in città, attestata nel 1158. “Teobaldo” significa del resto “forte capitano” in greco; un nome di stampo militaresco, dunque, che potrebbe riconnettersi a tale tradizione? Forse tale elemento “massonico” potrebbe giustificare il singolare mecenatismo statunitense. Ma ad ogni modo, San Teobaldo continua a interrogarci con lo sguardo penetrante del suo reliquiario, custode unico ed eterno del proprio stesso segreto. by Lorenzo

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“Veicolo Adamantino”, mostra ispirata al The Don Gallery di Milano

November 24, 2011 Leave a comment

Milano – Dal 10 novembre al 10 dicembre 2011 The Don Gallery ospita sui white walls del suo spazio di via Cola Montano 2501, uno dei pionieri dell’urban art italiana, con Veicolo Adamantino, una mostra che trae ispirazione dal Buddhismo tibetano Ghelupa.
A dare il titolo alla mostra è il Vajraiana, il Veicolo Adamantino, una pratica Buddhista Mahayana che dona all’uomo saggezza, padronanza fisica e psichica e la liberazione dal dolore, una liberazione che si raggiunge solo tramite l’illuminazione, stato di coscienza oltre la vita e la morte, già presente in noi stessi sepolto, ma con cui bisogna ritornare in contatto.
Nei lavori presentati in mostra l’artista omaggia questa filosofia orientale, che da sempre lo accompagna. Colori cangianti a base alcolica, opere di grandi dimensioni e una pittura fortemente espressiva e gestuale riportano negli spazi della galleria tutta l’energia e l’intensità di Vajrapani, una divinità Buddhista caratterizzata da continuo movimento, tensione e potenza, forte di un’energia che assoggetta i demoni interiori.
Ed è proprio Vajrapani che è presente, seppure celato tra le opere in mostra.
Presente ma apparentemente invisibile, individuabile solo grazie a uno sguardo concentrato e attento, uno sguardo intenso, lucido, rapido, mai affrettato, proprio come Vajrapani.
Ritrovare un tempo per l’osservazione, lasciandole un margine sufficientemente ampio perchè si trasformi in contemplazione, permette di rientrare in contatto con sé stessi. In questo senso i lavori dell’artista diventano un vero e proprio attivatore della creatività dello spettatore: le opere si fanno vive, le macchie di colore assumono forme e significati nuovi, cambiando a seconda della percezione di chi le guarda.
Un’interiorità evolutasi negli anni vissuti in un ambiente Buddhista, arricchitasi sui banchi della Bauhaus di Weimar in Germania, resa vibrante dagli anni di writing trascorsi nei depositi dei treni di Milano e dall’energia solare San Paolo del Brasile, dove ha dipinto con gli esponenti di spicco della street art brasiliana. Questa è la peculiarità sfaccettata di 2501, che fonde una ricerca filosofico-intimista con l’attitudine diretta e incisiva che caratterizza l’attività artistica in strada.
Questi due aspetti integrati nella ricerca dell’artista contribuiscono alla costruzione di un particolarissimo rituale del dipingere, un momento in cui l’impeto della gestualità tipico dell’azione nel public space incontra la meditativa pratica filosofica Buddhista. Dipingere allora diventa un vero e proprio rito di passaggio, una porta concettuale per avere accesso al proprio mondo interiore fatto di energia e quiete, di spazi mentali. Spazi ricolmi di energia giocosa e solare, come quella emanata dalle sue opere annegate nel colore. Spazi permeati dal silenzio meditativo, espresso nelle carte in cui 2501 con il pennello ha tracciato delicati intarsi di china.
Entrambi i supporti su cui l’artista lavora sono il risultato di un processo di ricontestualizzazione della tradizione delle tangke tibetane – composizioni pittoriche realizzate su lino bardato di seta e parte del background di 2501, che comprende la filosofia Buddhista tibetana e le sue pratiche. Ed è proprio questo bagaglio culturale che ha fatto si che l’atto del dipingere per l’artista divenisse mezzo di riflessione e introspezione, tramutandosi in rituale.
In mostra da The Don Gallery 2501 presenta un’enorme opera aperta costituita ad oggi da oltre cento disegni, ma in continuo ampliamento, un che rientra in Italia dopo esser stata presentato alla Black Book Gallery di Denver negli Stati Uniti, un trittico di acetati di grandi dimensioni, una serie di chine stese con pennino su carta, un’installazione site specific per lo spazio di Matteo Donini e un video realizzato in collaborazione con Alice Schillaci.
The Don Gallery, Via Cola Montano 15, Milano, http://www.thedongallery.com
Telefono: 02.22220128
Durata mostra: dal 9 novembre al 10 dicembre
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 14.00 alle 19.00. Sabato su appuntamento
Press: Elena Bari | NewRelease – 02.47956722
Testo critico e intervista a cura di Serena Valietti

Ferrara, interdizione al lancio delle palle di neve

November 24, 2011 1 comment

Attenzione a lanciare palle di neve. A Ferrara, puo’ costare caro. Il divieto di ”lanciare pietre, palle di neve, frutta o qualunque altro oggetto possa risultare di pregiudizio” e’ nella bozza del nuovo regolamento di polizia urbana in discussione. Divieto anche di ”coricarsi nei luoghi erbosi o recintati”. Inoltre la citta’ che ospita il festival internazionale dei buskers, impone ai suonatori di strada di non esibirsi per piu’ di quindici minuti in uno stesso luogo e mai oltre le 22.

Fonte: Ansa

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Agile, scoperto acceleratore cosmico

November 24, 2011 Leave a comment

Agile, il satellite italiano della ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha rilevato un acceleratore di particelle nel resto di supernova W44. Il satellite ha rilevato protoni accelerati che si scontrano con il gas. Con questa scoperta si risolve il problema riguardante la sorgente di raggi cosmici ad alta energia.
L’origine dei raggi cosmici che viaggiano a velocità maggiori di quelle degli acceleratori terrestri era rimasta sempre un mistero ed era studiata già da diversi decenni.
Una delle ipotesi possibili riguardava le esplosioni di supernove che con l’energia dell’esplosione potevano “lanciare” con grande forza la materia nello spazio. Ma nessuna evidenza era riuscita a dimostrare questa ipotesi.
La prova che si era cercata a lungo era l’emissione di raggi gamma con caratteristiche specifiche derivate dal decadimento di particelle (pioni neutri) prodotte unicamente nelle interazioni protone-protone.
Agile è attivo proprio per rilevare i raggi gamma. Su un campione di circa 10 SNR ben studiate, il team AGILE sta ora pubblicando le più recenti scoperte sul resto di supernova W44 che si trova a circa 6000 anni luce dalla terra. I dati di AGILE mostrano molto chiaramente un’emissione gamma che coincide con gli shock più evidenti prodotti dall’esplosione di W44 avvenuta circa 20000 anni fa.
“Siamo molto eccitati”, dice Andrea Giuliani che è il primo autore dell’articolo di AGILE, “Nel caso di questa sorgente molto interessante abbiamo potuto analizzare in grande dettaglio il segnale nei raggi gamma insieme all’emissione radio. Confrontando queste due emissioni, abbiamo verificato minuziosamente l’ipotesi che siano i protoni accelerati a produrre l’emissione gamma osservata e non gli elettroni. C’è stata di grande aiuto la “firma del pione neutro” che è evidente dai dati di AGILE”. “L’emissione di raggi gamma è concentrata soltanto dove il gas è compresso dallo shock in pieno accordo con ciò che ci aspettiamo dai modelli di accelerazione dei raggi cosmici”, dice Martina Cardillo, una coautrice dell’articolo.
Il Principal Investigator di AGILE, Marco Tavani (INAF), aggiunge che “le caratteristiche spettrali di AGILE rendono possibile la rivelazione di raggi gamma proprio in corrispondenza delle energie a cui irraggiano i pioni neutri con una firma inequivocabile. E’ la prima volta che viene ottenuto questo risultato ed esso conferma l’ipotesi che gli shock delle SNR accelerino protoni. Altre analisi future sono necessarie per verificare se tali osservazioni siano in grado di spiegare anche altre proprietà dei raggi cosmici e la loro propagazione nella Galassia”.
“Il tracciatore gamma – osserva Guido Barbiellini, rappresentante dell’INFN in AGILE – con la sua sensitività alle energie dei fotoni di decadimento del pione neutro e la sua risoluzione spaziale sembra essere stato progettato per la riuscita di questa importante ricerca sugli acceleratori di particelle della nostra galassia”.
“A dispetto delle sue piccole dimensioni” dice Enrico Flamini, Chief Scientist dell’ASI, “AGILE ha raggiunto un’ottima performance a costi molto bassi grazie alla sua tecnologia innovativa. Da questo punto di vista, AGILE ha mantenuto la sua promessa amplificata dalla sinergia con Fermi e dal ruolo importante che la comunità scientifica italiana e l’ASI giocano nelle due missioni.  Infatti oltre ad aver realizzato ed operare la missione AGILE, l’ASI supporta l’analisi dati sia per AGILE che per Fermi presso l’ASI Scientific Data Center a Frascati”.

Fonte: Gaya News

Salaheddine Mezouar, dichiarazioni del leader

November 24, 2011 Leave a comment

Tre giorni dopo il meeting del partito della colomba a Meknés, le dichiarazioni del suo leader, Salaheddine Mezouar, attuale ministro delle Finanze del governo uscente, sono sulla bocca di tutti gli abitanti delle capitale delle olive. In effetti, il presidente del Rassemblement national des indépendants (RNI), che ha riunito oltre 6.000 simpatizzanti in un palazzetto dello sport situato nel centro di Meknés, è andato giù duro contro Abbas El Fassi, capo del governo in carica e segretario del Partito dell’Istiqlal, e contro Abdelelilah Benkirane, segretario del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD). Il candidato del RNI nella circoscrizione di Meknés-Ismaïlia, dove sei seggi sono al potere attualmente, ha denigrato il suo capo del governo senza risparmiare nulla dichiarando che “Abbas El Fassi non ha mai aperto bocca, neppure per evocare i grandi problemi del paese”. E sapete perchè? Secondo Mezouar il primo ministro ha paura di perdere il suo posto e si preoccupa per alcune famiglie che in egual misura perderebbo il loro posto di potere, che occupano dal 1956! Poi la palla passa contro Benkirane, islamista del PJDdichiarando che “il PJD non è altro che politica folkloristica”. Rincara la dose su Benkirane che secondo lui non è un premier e quindi significa che non c’è democrazia in seno al PJD e che lo Stato dovrebbe aiutarlo per farlo diventare premier. Ha proseguito il discorso interrogandosi sul programma di Benkirane che vorrebbe ricalcare per il suo paese il modello Turchia. Ironicamente Mezouar durante il suo comizio si è così espresso:” Ma caro signore Benkirane, la Turchia è uno Stato laico e noi, noi siamo uno Stato islamico! Volete che il Marocco diventi uno Stato laico? Anche noi?”. Ovviamente una domanda che ha sapore di presa in giro in quanto il PJD è il primo partito islamista del paese. Le proposte del ministro delle Finanze Mezouar hanno rapidamente fatto il giro dei bar e delle terrazze di Meknés, città che è considerata come una delle più ferventi sostenitrici del PJD. Ovviamente sono arrivate le risposte alle dichiarazioni di Mezouar, alcune esageratamente forti, altre con aggettivi del tipo “ingiurioso” e “fuori luogo”. Per un membro dell’ufficio esecutivo del PI, “Mezouar è un errore di casting del governo uscente”. Abbas El Fassi, sottolinea dal canto suo che “il bilancio del mio governo è molto positivo anche se un ministro delle Finanze contesta le sue azioni; lo stesso ministro che si oppone al dialogo con le diverse centrali sindacali bloccando di fatto le ambizioni del governo”. E Hamid Chabat, segretario dell’UGTM, conferma: “Cosa si puo’ sperare da qualcuno che ha di fatto preparato un putsch contro il suo presidente, Mustapha Mansouri, con la benedizione e la grazia del PAM (Partito Autenticità e Modernità)”. Aggiungendo che Mezouar sta deragliando. Nella capitale ismaelita, secondo Chabat, Mezouar ha “sporcato una campagna elettorale violando tutte le regole etiche”. Al di fuori, alla vigilia delle elezioni, i partiti della Koutia (USFP, PI, PPS) sono saliti sul crinale per denunciare “le manovre che vogliono creare una breccia del processo democratico mettendo in discussione la credibilità delle prossime elezioni legislative”. In un comunicato congiunto, le tre formazioni politiche hanno “messo in guardia le autorità locali contro queste depravazioni deunciando vigorosamente la messa in opera di un portafoglio ministeriale dai fini puramente elettorali”. Il tuonante Benkirane è andato ancora più lontano affermando che “le dichiarazioni di Mezouar sono dettate da Ilyass El Ammari e Fouad Ali El Himma”. Ad ogni buon conto, i meknassis si dichiarano irritati da queste querelle politiche. Quello che è importante per la città è che esca dalla letargia e che si sviluppi come le altre grandi città del paese, esprime uno studente in un intervista a L’Economiste. Un altro aggiunge: “La nostra regione è la più povera a livello nazionale. Attendiamo che l’élite politica porti investimenti, crei dei posti di lavoro e lotti contro la precarietà….senza troppi combattimenti tra galli”. Il messaggio è stato lanciato e molto chiaramente. Se Mezouar è dato come favorito in città, grazie anche all’immagine del defunto militante del RNI Alami Tazi, vero è che dovrà smacchiare tante tacche molto sporche. Staremo a vedere, domani è il grande giorno e i giochi sono ancora in corso.

Credits: L’Economiste – Youness SAAD ALAMI

Fonte: My Amazighen

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“Giancarlo Ossola Interni del secolo breve”, personale alla Galleria d’arte La Colomba di Lugano

November 24, 2011 Leave a comment

Lugano (CH) – Giancarlo Ossola (Milano, 1935) è alle sue origini artistiche un giovane di talento che con originalità e certa immaginifica visione – tra paesaggio di natura e artificio urbano si inscrive nella corrente neoinformale degli anni Sessanta. Si riscatta in itinere dall’imprinting dei maestri dell’ultimo naturalismo lombardo, guardando, nella sua città, all’avventura figurativa in solitario di Franco Francese e all’esperienza del ‘realismo esistenziale’ – in particolare Vaglieri e Guerreschi – e, in Europa, ai grandi figurativi critici: Bacon, Giacometti, Freud.
Ciò che decide del destino artistico di Ossola e della sua generazione è il definitivo esilio degli oggetti dalla loro origine di materia e di manufazione come atto, sia pure via via ridotto, di creazione. Nell’esilio dell’oggetto, nella sua fluttuazione sradicata, è la fine del residuo senso, della residua creatività e storia del lavoro umano. E dei luoghi del lavoro. Così il lavoro umano giunge al grado zero alla fine del processo di estraniazione e alienazione. La pop art – habitat degli oggetti di serie e di consumo – propone un universo oggettuale svincolato da qualsiasi origine e una quotidianità ‘liberata’ dalle stratificazioni della memoria, dalla Storia. Il secolo breve finisce sancendo l’assenza di senso del lavoro (manuale, intellettuale) e l’inutilità della memoria (fine della Storia). Ossola aggredisce questa condizione generale, attento piuttosto alla predicazione classista e terzomondista degli artisti e degli oggetti dell’arte povera (antagonista della pop art) e orienta la sua pittura non solo a rappresentare l’enigma dell’esilio degli oggetti, ma il vuoto dei luoghi della manufazione, la rovina del lavoro e dei luoghi del lavoro. Gli spazi desolati, in cui la presenza umana è cancellata, che il secolo nel suo declino ci consegna. Le grandi cascine svuotate di una civiltà contadina estinta – gigantesche architetture prive di senso, oggetti mostruosi – le grandi fabbriche svuotate della fine della civiltà industriale e della crisi, geometrie urbane senza funzione. Grande artista del nostro tempo, egli riscatta e intercetta – in questi vuoti e ambiti desolati – voci e tracce dell’umanità collettiva che vi ha transitato. Migrazioni, un’epica. Spazi del lavoro, ma anche della contenzione, della costrizione (le carceri del ‘Lissandrino’, l’amato Magnasco ne sono un dichiarato antefatto). Remoti, eco di presenze e di umane catastrofi nel secolo delle grandi guerre e dei lager, transiti e porte carraie per una realtà altra da noi, oltre noi. Le sue tele fremono di presenze appena estinte, di tracce di materia e del lavoro dell’uomo, di resti e residui, di fantasmi. Interni che ne sono colmi. Vuoti che lo raccontano. Spazi che ci appartengono, restituiscono un senso, un racconto, figurano la Storia del secolo breve da cui veniamo, fanno da prefazione – da porta – al millennio della Krisis verso cui andiamo.
Informazioni:
Giancarlo Ossola Interni del secolo breve, a cura di Piero Del Giudice. TELE, TEMPERE SU CARTA, DISEGNI 1962-2010
GALLERIA D’ARTE LA COLOMBA via al Lido, 9 – CH LUGANO tel. +41 91 972 21 81 orari: da martedì a sabato 14.00 – 18.30 domenica e giorni festivi 14.30 – 18.00
fino al 20 dicembre 2011
vernice sabato 12 novembre ore 17, 30

“Comunicazione è design”, incontro alla Triennale di Milano

November 24, 2011 Leave a comment
Comunicazione è design
25 Novembre 11

Orario: Ore 18.00
Luogo: Triennale di Milano
Ingresso: libero

L’incontro nasce per presentare la collana editoriale “Design della comunicazione”, un progetto che si sviluppa nell’ambito dell’attività di ricerca e didattica di Design della comunicazione del Politecnico di Milano per FrancoAngeli Edizioni.
La presentazione della collana è un’occasione per riflettere sulla disciplina, sullo stato dell’arte del progetto di comunicazione, in una fase in cui la comunicazione, nel grande sviluppo della cultura mediatica, è sempre più trasversale e richiede un sapere progettuale articolato.
Il design della comunicazione è presente là dove la cultura si fa editoria, dove i sistemi di trasporto si informatizzano, dove il prodotto industriale e i servizi entrano in relazione con l’utente. È in azione nella grande distribuzione dove il consumatore incontra la merce, nella musica, nello sport, nello spettacolo, nell’immagine delle grandi manifestazioni come nella loro diffusione massmediale.
La collana, dunque, si pone l’obiettivo di far emergere la densità del tessuto disciplinare che caratterizza questa area del progetto e di dare visibilità alle riflessioni che la alimentano e che ne definiscono i settori, le specificità, le connessioni.
In questo scenario, la collana (che si articola in due sezioni i SAGGI e le PROSPETTIVE) è un punto di convergenza in cui registrare riflessioni, studi, temi emergenti; è espressione delle diverse anime che compongono il mondo della comunicazione progettata e delle differenti componenti disciplinari a esso riconducibili (www.designdellacomunicazione.it).
Porteranno il loro contributo sul tema, Arturo Dell’Acqua Bellavitis, presidente Fondazione Triennale di Milano, Giovanni Baule, presidente Corso di studi in Design della comunicazione del Politecnico di Milano e direttore della collana, Vanni Pasca, storico del design, Presidente dell’Associazione italiana storici del Design, Mario Piazza, designer e docente di Design della comunicazione presso il Politecnico di Milano, Giancarlo Iliprandi, designer e Ugo Volli, semiologo, presidente del Corso di laurea magistrale in Comunicazione e cultura dei media dell’Università di Torino.

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FIFM 2011, omaggi e master class

November 24, 2011 Leave a comment

Affermando una volontà di ecletticismo, il Festival Internazionale del Film di Marrakech mette in onore quest’anno Mohammed Bastaoui, il nostro Marco Bellocchio, Terry Gilliam, Shah Rukh Khan, Forest Whitaker e Roschdy Zem. Dopo James Caan, Larbi Doghmi, Harvey Keitel, Kiyoshi Kurosawa e Mohamed Abderahmane Tazi, onorati nel 2010, il Festival continua ad affermare il suo ruolo di crocevia nella cinematografia mondiale rendendo omaggio a delle forti personalità che arrivano da orizzonti diversi. Il Festival offre inoltre agli studenti, al pubblico di Marrakech e a tutti i professionisti del settore, l’ occasione straordinaria di oltrepassare lo schermo e guardare il cinema nei suoi processi di fabbricazione. Dopo Francis Ford Coppola, Jean-Pierre e Luc Dardenne e Lee Changdong nel 2010, il FIFM 2011 propone una serie di Master Class e incontri con i registi Jean-Jaques Annaud, Marco Bellocchio, Nuri Bilge Leylan, Terry Gilliam e Roland Joffe che si riveleranno nelle vesti insolite di insegnanti.

Fonte: My Amazighen