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Archive for November 23, 2011

“Jeans Stories: racconti di vita di un jeans”, racconti di vita del jeans a Palazzo Giureconsulti a Milano

November 23, 2011 Leave a comment

Il reinventarsi, il raccontarsi per poi riscoprirsi diverso e sempre uguale: è il diario-esposizione di un materiale dalle 7 e più vite, versatile, eclettico e senza età, the neverending jeans. Si è svolta ieri, nella splendida cornice storica di Palazzo Giureconsulti“Jeans Stories: racconti di vita di un jeans”, un’ iniziativa unica e sorprendente, nata per stupire e affascinare i fan e non della ammirevole tela blu. Un evento creato su misura dall’incontro tra DeN Store e NABA supportato e fortemente voluto dallaFederazione Moda Italia che trova parte della sua ragion d’essere in un lavoro annuale nel quale gli studenti del triennio di fashion design Naba hanno dato nuova vita a uno dei tessuti più amati e diffusi della storia contemporanea. Un workshop proficuo e avanzato che ha permesso la stesura di un sopporto approfondito quale il Manuale del Jeans, uno strumento significativo e mirato che permette a chiunque ne possa usufruire, di ampliare il proprio patrimonio culturale di un mondo sempre in evoluzione quale quello del jeans.

Ma, forza portante dell’intera mostra, le creazioni – istallazioni degli stessi studenti, un’esplosione di jeans recycling e storie di accessori scaturiti da scarti apparenti, un mondo di patchwork intelligente e glamour, un vortice di orli alla scoperta e alla reinvenzione del denim più trendy. Seguendo la via di scampoli blu, un mondo di rinascita avvolto da luci soffuse, un diario di bordo di un racconto tutto moderno: gonne, cappe, abiti e accessori, un susseguirsi di scatti e una suggestione di accostamenti tra diversi tagli e lavaggi differenti. A coronare l’intera iniziativa, la presenza all’evento dell’istallazione realizzata in occasione dello scorso salone del mobile in collaborazione con Naba e lo studio viapiranesi, una cascata con pavimentazione annessa costituita interamente da orli di jeans di Den Store, un “abito per ambiente”, una eccitante e incantevole struttura dall’animo intelligente, Blind Wall, una tenda manifesto tridimensionale e una forestiera per uccelli in migrazione volta alla vestizione, nello scorso aprile 2011, della facciata sud del complesso Frigoriferi Milanesi.

La celebrazione quindi di un tessuto dall’animo forte e acuto, una tela nata per offrire conforto che sa rinnovarsi e riscoprirsi, una serata omaggio al denim in tutte le sue forme, al vestito di oggi e all’abito di domani, al jeans che non vive crisi.

Fonte: Noisymag

Simple Minds, concerto all’Alcatraz di Milano a febbraio

November 23, 2011 Leave a comment

In partenza per l’anno nuovo un breve tour della popolare band. Il tour partirà il 14 febbraio dal Portogallo e il 28 febbraio i Simple Minds si esibiranno a Milano all’Alcatraz. Gli artisti proporranno nei concerti che terranno, solo i brani facenti parte dei loro primi 5 importantissimi album che li portarono al successo. Lo show prevede una durata di due ore e mezzo in compagnia di buona musica e del carisma della band.

Fonte: AGS Cosmo

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Canneto di Caronia, un mistero irrisolto

November 23, 2011 Leave a comment

Canneto di Caronia sul finire del 2003 e l’inizio del 2004 fu attore di una serie di fenomeni ancora oggi non spiegati se non attraverso labili teorie tutte da provare, per cui vari oggetti in più abitazioni prendevano fuoco senza alcun motivo. Del caso se ne sono interessati fior fiore di scienziati, giornalisti, studiosi, ricercatori free lance e giornalisti di ogni genere. Canneto di Caronia è una frazione marittima della provincia di Messina in cui all’improvviso iniziarono a registrarsi dei fenomeni di autocombustione di oggetti di vario genere: Televisioni, poltrone, sedie ed altro ancora. Le autocombustioni sono state però precedute da piccoli quanto inspiegabili guasti agli elettrodomestici e nonostante l’intervento di tecnici ed elettricisti, dopo pochi giorni i guasti si ripresentarono puntualmente divenendo sempre maggiori e arrecando sempre più danni nelle case. In un primo momento si credette che ci fosse un problema di malfunzionamento di una centralina elettrica dell’ENEL, fra l’altro del tutto autonoma rispetto al resto della rete che quindi fu isolata, ma dopo poco iniziarono a prendere fuoco i contatori elettrici esterni alle case, il che convinse l’ente erogatore di energia a togliere la corrente elettrica in tutta la zona ma anche questo non bastò a far cessare i fenomeni infatti dopo poche ore vennero registrati dei casi di incendio a fili della corrente nelle abitazioni ed in altri contatori per l’energia. L’apice di fenomeni si registrò fra il 7 e l’8 febbraio del 2004, quando contemporaneamente andarono a fuoco diverse prese dalla corrente, fili elettrici e di nuovo contatori. Il quelle giornate alcuni testimoni oculari dell’accaduto raccontarono di aver visto la loro casa andare a fuoco senza alcun motivo e che prima che le fiamme divampassero in tutto l’appartamento riuscirono a portare fuori in giardino un divano e credendolo al sicuro, questo, dopo poco invece sprigionò delle fiamme. Un altro testimone oculare raccontò che in quei giorni alcuni tecnici dell’ENEL staccarono dalle prese della corrente e ammucchiarono senza alcun collegamento alla rete elettrica, alcuni fili e li posero davanti alle case e questi misteriosamente iniziarono a prendere fuoco, anche in quel caso senza alcun apparente motivo. I casi di autocombustione furono talmente tanti e frequenti che costrinsero il sindaco ad incitare i propri cittadini ad evacuare le abitazioni interessate dai fenomeni, cosicché il 8 febbraio del 2004, con tutte le case evacuate, i tecnici tolsero tutti gli impianti elettrici dalle abitazioni coinvolte e da quel momento cessarono i fenomeni di autocombustione. Le ipotesi, come già accennato furono molte, una di queste arrivò dalle parole del sindaco che dichiarò: “Sembra accertata la presenza di corrente elettrica nel terreno”. Dopo pochi giorni da questa dichiarazione, fu disattivata tutta la rete elettrica di Canneto di Caronia ma anche in quel caso altri 5 elettrodomestici presero fuoco all’improvviso. Non riuscendo a dare una spiegazione scientifica ai fenomeni, pensò bene dunque d’intervenire anche il Presidente Onorario dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, Padre Gabriele Amorth che disse: “La prima cosa da fare è chiamare un sacerdote per benedire le case. Accade ciò che accade normalmente quando il demonio entra nella vita di chi gli permette di entrare, bisognerebbe andare a fondo. Potrebbe anche saltar fuori che qualcuno da quelle parti si diverte con la magia, nera o bianca che sia, che è la porta d’ingresso preferita da Satana“. Ma a dare una spiegazione umanamente credibile ci pensò all’epoca la Protezione Civile per bocca del dirigente regionale, Tullio Martella, che dichiarò: “I fenomeni di Canneto di Caronia sono esclusivamente da imputare, con un ragionevole grado di certezza, a fenomeni naturali di tipo elettrostatico. In base ad una modellizzazione del nucleo terrestre definita a ‘riccio’, una grande quantità di energia geotermica è capace di risalire verso la superficie terrestre attraverso vie preferenziali che culminano in punte, come gli aculei di un riccio. Nella zona quindi spunterebbe uno di quegli aculei. Questa energia provoca una rottura dei legami che costituiscono gli strati del sottosuolo, con un aumento della porosità ed un conseguente rilascio di elettroni liberi. Questi elettroni muovendosi liberamente nello spazio, in prossimità di materiali metallici creano dei condensatori di elevata capacità e tale fenomeno si realizza principalmente in presenza di conduttori elettrici. Tra le armature di questi condensatori si localizza una differenza di potenziale tale da creare un campo elettrico che, superando la rigidità dielettrica dell’isolante, lo perfora originando le scariche distruttive che sono causa dei principi di combustione rilevati”. Ma a smentire la sia pur accettabile spiegazione scientifica di Martella, fu l’INGV, il quale ente affermò che la natura non c’entrava proprio nulla poiché i loro tecnici avevano effettuato numerosi rilevamenti e misurazioni secondo cui tutto era nella norma. In effetti in seconda analisi, ripensando bene a quanto dichiarato da Martella, è impensabile credere che in una fenomenologia così accuratamente da lui descritta, alcuni contatori prendessero fuoco mentre altri ne rimanevano totalmente immuni. La dichiarazione dell’INGV fece quindi fare un immediato passo indietro alla Protezione Civile rispetto alle cause del fenomeno. Due delle più accreditate teorie sui fatti di Canneto, arrivarono a far pensare che si potesse trattare di fenomeni vulcanici. Infatti Caronia è molto vicina alle isole Eolie e per questo si pensò che i casi di autocombustione fossero direttamente collegati con i campi elettromagnetici che si generano nelle zone vulcaniche, i quali campi avrebbero causato un surriscaldamento delle apparecchiature elettriche e degli elettrodomestici fino a fargli prendere fuoco. L’altra teoria più accreditata fu quella riguardante la linea ferroviaria vicinissima alla zona abitata, la quale anch’essa avrebbe potuto generare dei campi di energia elettrostatica ed elettromagnetica. Per ciò che riguarda i fili elettrici, le prese di corrente e gli elettrodomestici, le due teorie sopra descritte di certo trovano un certo fondamento, c’è però da ricordare il fatto del divano che portato fuori di casa all’improvviso prese fuoco ed un altro fenomeno che si è registrato in quei giorni a Caronia e di cui nessuno, a parte qualcuno dei testimoni all’epoca presenti, ha voluto più parlare e cioè: I casi in cui sui display di diversi telefoni cellulari apparsero delle scritte strane e dei misteriosi segni che nulla hanno a che vedere anche con la più antica o sconosciuta lingua terrestre. E sempre riguardante il funzionamento degli apparecchi telefonici cellulari, sempre in quel periodo, altri testimoni ancora asserirono che ai loro telefonini capitava che si scaricasse all’improvviso la carica della batteria o che questa si ricaricasse inspiegabilmente. Infine all’epoca, nessuno si preoccupò di andare a rivedere se esistevano dei precedenti storici, che in effetti esistevano eccome. Ad esempio infatti, casi simili a quello di Caronia, furono registrati nel 1988 in Trentino Alto Adige e più in là nel tempo in almeno altre 3 parti del mondo di cui però oggi non si hanno più i dati. I fenomeni tuttavia cessarono, gli abitanti rientrarono nelle loro case ma a distanza di molti anni in effetti nessuno è riuscito mai a dare una spiegazione soddisfacente a quanto accadde in quei luoghi fra il finire del 2003 e l’inizio del 2004.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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Iran, approvate nuove sanzioni

November 23, 2011 Leave a comment

L’Unione Europea ha raggiunto un accordo per estendere le sanzioni contro l’Iran, che coinvolgono in maniera diretta 190 nominativi fra personalità del regime ed entità economiche alle quali verranno congelati sia i visti d’ingresso e sia i beni personali all’estero. La misura è stata approvata dalla maggioranza dei Ministri europei e sarà in vigore dal prossimo 1 dicembre. Il pacchetto mira a colpire con delle sanzioni aggiuntive, quelle entità economiche legate al programma nucleare iraniano e al settore del gas e del petrolio.

Fonte: AGS Cosmo

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“Eldorado”, il primo romanzo di Vladimir Luxuria

November 23, 2011 Leave a comment

Edizioni Bompiani – Collana Narratori Italiani

Pagine 320, Prezzo € 18,00 

E’ l’immagine emblematica del romanzo: Karl muore dopo un intervento ‘riparativo’ intrapreso dai medici nazisti per eliminare la sua omosessualità. Mentre muore sente il sangue che scende dalla testa e pensa di avere sui capelli una corona di spine. Ma nel delirio terminale riesce a sintetizzare la storia dell’evoluzione così: “dalla scimmia eterosessuale a Oscar Wilde!” Eldorado è un romanzo che tocca tanti luoghi dell’omofobia di ieri e di oggi, dall’olocausto degli omosessuali alle minacce al circolo ‘Mario Mieli’ di Roma di poco tempo fa, ma lo fa dosando con sapienza i toni della tragedia e dell’ironia.

Raffaele, il protagonista, è un anziano omosessuale originario di Foggia, trasferitosi a Milano da molti anni. Lo spaccato che si apre sulla sua vita non è confortante: uscire e frequentare un locale gay lo espone alla derisione e al disprezzo dei giovani frequentatori. Nel cuore del libro c’è anche una questione poco conosciuta: com’è, cos’è, la terza età per un gay? Tutti si interrogano sul fatto se omosessuali si nasca o no, ma in pochi sanno come, gay, si invecchia.

Ma Eldorado, il primo romanzo di Vladimir Luxuria – titolo ispirato al nome dello storico locale omosessuale berlinese chiuso dai nazisti dopo la promulgazione del Paragraph 175 che nel 1933 consegnò migliaia di gay alle carceri e ai lager – è soprattutto un viaggio nella memoria.

L’inizio: Raffaele dà un passaggio a un ragazzino che sembra intenzionato a sedurlo, ma che appena giunti in periferia estrae un coltello, lo picchia e gli porta via la macchina. La triste vicenda è l’occasione per riandare al passato: ai tempi che precedettero la seconda guerra mondiale, quando Raffaele si esibiva en travesti all’ Eldorado, insieme a due “sorelle”, Franz e Karl. Il destino avrebbe bussato alla porta ben presto: un’irruzione delle SS, l’arresto, il rimpatrio per Raffaele, e per Karl e Franz la tortura e la deportazione ad Auschwitz, verso il nulla. Luxuria scrive pagine importanti sui modi della detenzione nei lager, alle torture eugenetiche, e compila una lista infinita di morti nel lager di Sachsenhausen.

Raffaele intraprenderà un viaggio verso est per fare i conti con ciò che di tragico e inaudito è accaduto negli anni del nazismo. Tornerà non privo di speranza, sapendo che essa passa attraverso la memoria personale e collettiva, e deve essere scandita dalla lista di quei nomi che hanno pagato a caro prezzo la propria voglia di libertà e di amore. Vladimir Luxuria torna con un romanzo ironico e intelligente, che con grande pudore e fermezza denuncia le umiliazioni estreme subite dagli omosessuali in uno dei momenti più bui della storia umana, ma ci ricorda anche che la vita ha in serbo sempre grandi sorprese, fosse pure per chi ha molto sofferto.

Fonte: Vladimir Luxuria

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“I poeti morti non scrivono gialli” di Björn Larsson, Iperborea

November 23, 2011 Leave a comment

I poeti morti non scrivono gialli
titolo originale: Döda poeter skriver inte kriminalromaner
prima edizione: 2011
lingua originale: Svedese
traduzione di: K. De Marco
pagine: 360
euro: 17
nazione: Svezia
n. 9 Ombre
ISBN: 9788870914092

Un’opaca sera di febbraio, l’editore Karl Petersén raggiunge impaziente il porto di Helsingborg. Nella ventiquattrore una bottiglia di champagne e un contratto per il poeta Jan Y. Nilsson, a cui ha chiesto di scrivere un giallo, sicuro bestseller già venduto ai più prestigiosi editori d’Europa. Ma il poeta accetterà di firmare? Si piegherà alle basse leggi di quel mercato che, con la sua ricerca di una poesia alta ed essenziale, ha sempre snobbato? La risposta è definitiva: Petersén trova Jan Y. impiccato a bordo del peschereccio in cui viveva. Si è suicidato? Il commissario Barck non ha dubbi: i poeti si uccidono, non vengono uccisi. Eppure i motivi per farlo fuori non mancano, a cominciare dal lauto compenso che Jan Y. avrebbe presto incassato e dal materiale scottante sugli squali della finanza che il suo romanzo era pronto a denunciare… Nell’età dell’oro dei thriller, Björn Larsson scrive “una specie di giallo” che è un gioco letterario di raffinata ironia e autoironia, per indagare l’essenza stessa della scrittura e della vocazione artistica. In una sferzante satira di un mondo editoriale all’isterica ricerca del prossimo successo, solo un “poliziotto-poeta” è in grado di scoprire le associazioni nascoste, di rivelare l’inatteso, di afferrare le verità che si celano dietro le apparenze.

Björn Larsson, nato a Jönköping nel 1953, docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia, dopo il successo de La vera storia del pirata Long John Silver, Il Cerchio celtico, Il porto dei sogni incrociati, i numerosi premi ricevuti e gli altri titoli già pubblicati da Iperborea.

Fonte: Iperborea

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“Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello”, mostra sull’epoca d’oro dell’Urbe

November 23, 2011 Leave a comment

IL RINASCIMENTO A ROMA. NEL SEGNO DI MICHELANGELO E RAFFAELLO
25 ottobre 2011 – 12 febbraio 2012Roma, Fondazione Roma Museo, Palazzo Sciarra
La mostra “Il Rinascimento a Roma” indaga e approfondisce, per la prima volta, tutti gli aspetti artistici, architettonici ed urbanistici del Cinquecento a Roma. Curata da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, l’esposizione si articola in sette sezioni, che documentano il percorso artistico del XVI secolo, attraverso il passaggio dall’alto e superbo magistero dell’arte del primo Rinascimento, ancora sostanziato dalla cultura umanistica, ad un’arte fortemente condizionata da una nuova e coinvolgente spiritualità religiosa. In mostra sono esposti capolavori di Raffaello, quali l’Autoritratto e il Ritratto di Fedra Inghirami – entrambi prestati eccezionalmente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze – di Michelangelo, quale il David-Apollo proveniente dal Museo Nazionale del Bargello, di Sebastiano del Piombo, quale il Ritratto del cardinale Reginald Pole dell’Ermitage, e di molti altri artisti, tra cui Perin del Vaga e Francesco Salviati.
Per l’occasione la Fondazione Roma ha provveduto a restaurare alcune importantissime opere, tra cui la Pietà di Buffalo (Stati Uniti) di ambito michelangiolesco (con attribuzione a Michelangelo stesso da parte di alcuni studiosi), che verrà esposta in mostra dopo il restauro.
La mostra presenta anche apparati didattici e integrativi del tutto inediti come la ricostruzione tridimensionale della Loggia di Psiche di Raffaello.
IL RINASCIMENTO A ROMA.
Nel segno di Michelangelo e Raffaello
Museo Fondazione Roma
Palazzo Sciarra
Via Marco Minghetti 22
Roma
Dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012
Orari: tutti i giorni 10.00-20.00, la biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso
Biglietto: intero 10 €; ridotto 8 €
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 06.399 678 88
(da lunedì a venerdì ore 9.00>18.00, sabato ore 9.00>14.00)
www.fondazioneromamuseo.it
Didascalie:
Raffaello Sanzio
Autoritratto
1509
olio su tavola, cm 47 x 35
Firenze, Galleria degli Uffizi

Michelangelo Buonarroti
Apollo-Davide (part.)
fine 1530
marmo, cm 39 x 146
Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Manifattura Urbinate, bottega di Orazio Fontana
Piatto con Scena di trionfo
1565-1571 circa
Terracotta smaltata, diametro 46 cm, altezza 6 cm
Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Jacopo Sansovino (?)
Progetto per San Giovanni dei Fiorentini, pianta (a sinistra) e sezione (a destra)
1518
Vienna, Albertina

Categories: Vernissages e Mostre

“La Pena di morte italiana” di Samanta Di Persio, Rizzoli

November 23, 2011 Leave a comment

Autore: SAMANTA DI PERSIO
Titolo: LA PENA DI MORTE ITALIANA
Editore: RIZZOLI
Collana: SAGGI
Pagine: 270
Prezzo: 15,00 EURO
Anno prima edizione: 2011
ISBN: 17047449

“Questo libro è un coro dolente di voci che ci racconta di gironi infernali dove la pena di morte è inflitta senza sentenza, senza colpe, senza testimoni e soprattutto senza colpevoli.” dalla Prefazione di Beppe Grillo
Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi sono morti in circostanze oscure dopo l’arresto da parte delle forze dell’ordine. Casi ormai emblematici che grazie allo sforzo delle famiglie sono arrivati in tribunale. Ma per poche storie che hanno conquistato le prime pagine dei quotidiani, ce ne sono molte altre che l’opinione pubblica ha dimenticato o ignorato. Come quella di Niki Aprile Gatti, arrestato per una frode informatica in cui è coinvolta la società dove lavora.
Unico tra i 18 accusati, accetta di collaborare, e cinque giorni dopo viene trovato impiccato in prigione. Come può un laccio da scarpe aver retto il peso di un ragazzo di 92 chili? E Fabio Benini, morto a trent’anni di infarto alle Vallette di Torino: soffriva di anoressia, aveva perso 50 chili e collassava due volte al giorno, perché nessuno ha saputo intervenire?
Non bastano il sovraffollamento e l’inadeguata assistenza psicologica e sanitaria a spiegare queste storie: spesso sono proprio le forze dell’ordine a macchiarsi di omissione di soccorso, abusi e violenze contro i detenuti che dovrebbero proteggere e rieducare. Crimini che restano quasi sempre impuniti, grazie a una rete di silenzi e depistaggi in cui la giustizia sembra incapace di fare chiarezza. In questo crudo racconto di troppe morti sospette, Samanta di Persio ricostruisce, attraverso verbali e testimonianze dei famigliari, gli episodi più inquietanti, fa il punto sulle indagini in corso e denuncia il silenzio delle istituzioni. Perché l’Italia per legge non ammette la pena di morte e la tortura, ma forse le tollera quando avvengono dietro le sbarre.

Samanta Di Persio, giornalista, collabora con “Articolo21” e “Micro-Mega”. Ha pubblicato con le edizioni Casaleggio Associati Morti bianche e Ju tarramutu, distribuiti sul sito http://www.beppegrillo.it

Fonte: Rizzoli

 

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Persone bilingue, di fronte alle decisioni scelgono più in fretta

November 23, 2011 Leave a comment

Secondo uno studio condotto dall’Università Vita-Salute e dall’Irccs San Raffaele di Milano in collaborazione con gli atenei di Hong Kong, Londra e Barcellona, per prendere in fretta una decisione che può fare la differenza è bene aver imparato due lingue in tenera età.
Gli scienziati hanno confrontato due gruppi di persone, uno formato da cittadini dell’Alto Adige, bilingui dall’infanzia ( tedesco-italiano) e il secondo monolingue, composto da persone della stessa età con lo stello livello educativo e socio-economico. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a compiti cognitivi, alcuni molto particolari, mentre i ricercatori attraverso tecniche avanzate di neuroimaging hanno misurato le attività cerebrali.
La “voxel-based-mophometry” che serve a misurare la densità di materia grigia nel cervello. “Abbiamo dimostrato che i bilingui hanno più materia grigia nella corteccia del cingolo anteriore, la struttura più importante nel monitorare le nostre azioni e decisioni. Abbiamo inoltre evidenziato che vi è una correlazione positiva tra la loro performance nel risolvere conflitti cognitivi e lo spessore della materia grigia del cingolo anteriore”.
Ha spiegato Jubin Abutaledi, docente di neuropsicologia al Vita-Salute San Raffaele e primo autore dello studio. Dallo studio risulta che i bilingui sono mentalmente più efficienti, infatti pur essendo più veloce usano meno risorse dal cervello. L’origine di questo vantaggio neuro-cognitivo potrebbe risiedere nella necessità di imparare fin da piccolissimi a tenere distinti due idiomi, senza mescolarli. ”Il risultato di questo studio porta ulteriori evidenze a supporto dell’idea che imparare più di una lingua, il più precocemente possibile, possa conferire un vantaggio anche in termini di capacità che con il linguaggio non sono direttamente connesse”. Ha così concluso il docente.

Fonte: Scienze Naturali

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“Salvate Violetta!”, rappresentazione al Teatro Goldoni di Firenze

November 23, 2011 Leave a comment

Salvate Violetta!
per raccontare La Traviata di Giuseppe Verdi
progetto Musica Sì
Augusta Gori e Agnese Bizzarri
Teatro Goldoni

Il progetto Musica Sì, finanziato dalla Fondazione Carlo Marchi, in collaborazione con l’Associazione Culturale NarrArti e Maggio Formazione, promuove il teatro e la musica come strumenti educativi. La musica viene intesa come strumento per sviluppare le capacità cognitivo/relazionali attraverso l’apprendimento della sua storia, dei suoi autori e dell’ascolto. La partecipazione attiva a molteplici laboratori teatrali contribuiranno ad affinare e sviluppare la sensibilità dei bambini alla musica, al racconto e al disegno. Dopo la prima fase didattica e formativa, che per quest’anno scolastico si svolge nel Comune di Bagno a Ripoli, il percorso si conclude con la messa in scena dello spettacolo teatrale Salvate Violetta! di Marco Zannoni che avvicinerà i piccoli spettatori all’opera lirica La Traviata di Giuseppe Verdi. Il testo di Marco Zannoni, Salvate Violetta! si avvicina all’Opera La Traviata, grazie ad un congegno scenico.
Si crea un personaggio, un vero e proprio volano di raccordo con i bambini: Violetta, la domestica di Giuseppe Verdi. Violetta semplifica e concretizza tutto ciò che nell’Opera appare astratto.
1852. Verdi chiuso nel suo studio, crea le arie di quella che sarà, La Traviata. Il librettista Francesco Maria Piave a casa Verdi. I tre cantanti, la Soprano, il Tenore ed il Baritono, provano nello studio del Maestro. Verdi stesso li accompagna al pianoforte. Violetta ascolta le arie ed origlia le animate conversazioni tra il Maestro e gli interpreti. Si farà così una sua propria immagine dell’altra Violetta. Violetta Valery, quella sventurata, le è entrata nel cuore. Il suo disperato amore per Alfredo! Anche ammalata!? E si accalora e si rivolge al pubblico. Riassume, mette al corrente e racconta i nuovi sviluppi della storia mentre denuncia gli innumerevoli mali delle ingiustizie sociali. Ma ormai tutto è perduto! Il dramma si consuma sulle pagine scritte.
finanziato da: Fondazione Carlo Marchi
collaborazione con: Maggio Formazione
realizzazione: NarrArti
Augusta Gori
progetto: Marco Zannoni
testo: Aurelio Scotto
musica: Beibei Li, Leonardo Sgroi
cantanti: Augusta Gori, Marco Zannoni
attori: Barbara Maranini
assistente alla regia: Augusta Gori
età: 8-14 anni
sede: Teatro Goldoni
data e orario: 2/ 3 febbraio 2012 ore 10:00 e ore 20:30; 4 febbraio 2012 ore 16.30
durata: 60’