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“Il barbiere di Siviglia”, rappresentazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino a Firenze

November 22, 2011 Leave a comment

Il barbiere di Siviglia

Atto I. Quadro primo. Su ordine del conte d’Almaviva, Fiorello ha radunato una piccola orchestrina sotto la finestra di Bartolo, dietro la quale è tenuta nascosta la bella Rosina (introduzione “Piano, pianissimo”). Il conte raggiunge il suo servitore e intona una romantica serenata, con cui spera di guadagnarsi l’attenzione e l’amore della ragazza (cavatina “Ecco, ridente in cielo”). Invano: è costretto a licenziare la sua banda, che si allontana rumorosamente dopo aver ricevuto il compenso, quando si materializza per strada un curioso personaggio. È Figaro, il barbiere di Siviglia, che canta la sua gioia di vivere e le proprie insostituibili qualità professionali (cavatina “Largo al factotum”). Il conte, che già da tempo conosce Figaro, lo mette a parte del suo impossibile amore per la ragazza che ha incontrato al Prado. Ma oggi è un giorno fortunato: Figaro può essergli utilissimo, perché già svolge un certo numero di mansioni per conto di Bartolo, il tutore di Rosina. Mentre stanno parlando, quest’ultima getta dal balcone un biglietto per l’innamorato sottostante. Malgrado il pronto intervento di Bartolo, il messaggio riesce ad arrivare al conte, che le risponde con una canzone appassionata, accompagnandosi alla chitarra: si dichiara innamorato di lei ma, perché non sia il titolo nobiliare ma solo l’affetto sincero a muovere la ragazza, si cela sotto il finto nome dello studente Lindoro, che «non può darvi, mia cara, un tesoro» (canzone “Se il mio nome saper voi bramate”). Poiché la ragazza non può rispondere dal balcone, il conte decide di andare a conoscerla personalmente proprio a casa sua, nella tana del lupo: a Figaro il compito di escogitare un piano di successo. Il barbiere, stimolato dal generoso compenso promesso, elabora una strategia originale per far incontrare i due amanti, eludendo la sorveglianza occhiuta del tutore: il conte dovrà travestirsi da soldato di un reggimento di passaggio a Siviglia, con il pretesto di un ordine di alloggio presso Bartolo; e, perché le sue mosse sembrino meno calcolate, dovrà fingere di essere ubriaco. Orgoglioso l’uno del proprio ingegno (nonché entusiasta per la promessa di «oro a bizzeffe» da parte del conte), animato dalla speranza più viva l’altro, i due si lasciano dandosi appuntamento alla bottega di Figaro (duetto “All’idea di quel metallo”).
Quadro secondo. A casa di Bartolo, Rosina ripensa lusingata all’irruzione del giovane Lindoro nella sua vita: è decisa a tutto pur di coronare il reciproco desiderio, e la paventata, probabilissima opposizione del tutore non potrà nulla per contrastarla (cavatina “Una voce poco fa”). Arriva Figaro per parlarle, ma deve nascondersi per il sopraggiungere di Bartolo, allarmato dall’iniziativa del barbiere. Intuito che si sta tramando qualcosa di poco chiaro, il tutore decide di affrettare i tempi per le nozze che ha progettato con la sua pupilla. Avvisa perciò Don Basilio della decisione, e riceve da questi ulteriori motivi di preoccupazione: è stato visto a Siviglia il conte d’Almaviva, di cui è noto l’interesse per Rosina; l’unico modo per debellare la sua insidiosa concorrenza è rovinarne la reputazione calunniandolo (aria “La calunnia è un venticello”). Rimasto solo, Figaro avverte Rosina del destino che l’aspetta: la ragazza non si dà per vinta, anzi gli chiede informazioni su quel bel giovane che ha visto dal balcone; Figaro lo spaccia per suo cugino, innamoratissimo di lei. Quando il barbiere le chiede di vincere la timidezza e inviare un biglietto a Lindoro, la finta innocente lo prende dalla tasca già bell’e pronto: «Ah, che in cattedra costei / di malizia può dettar» (duetto “Dunque io son… tu non m’inganni?”). La stesura del biglietto non è sfuggita però al sospettoso Bartolo, che ha notato l’inchiostro sul dito della ragazza, un foglio mancante e la penna temperata: le chiede invano una confessione e, infuriato perché Rosina lo considera tanto credulone, minaccia di chiuderla in camera a chiave la prossima volta che dovrà assentarsi (aria “A un dottor della mia sorte”). Poco dopo, quando la cameriera Berta va ad aprire alla porta, si trova di fronte una scena bizzarra: un soldato ubriaco che avanza con la spada sguainata (finale primo: “Ehi, di casa! Buona gente!”). Tra un’infinità di mosse febbrili d’inaudita confidenza (insulti, abbracci), il conte consegna a Bartolo l’ordine di alloggiarlo a casa sua. Arriva intanto Rosina, che il tutore vorrebbe allontanare: il finto soldato le si rivela come Lindoro e cerca di consegnarle un biglietto. Intanto Bartolo ha trovato l’esenzione dall’alloggio di militari: inutilmente, perché il conte minaccia battaglia, e ne descrive il piano con grandi movimenti, che occultano il passaggio del biglietto a Rosina. Bartolo però ha visto tutto, ma Rosina è ancora più abile, e riesce a sostituire il biglietto di Lindoro con la nota del bucato. Pianti della ragazza, insulti reciproci, una sciabola sguainata, l’arrivo di Don Basilio e infine quello di Figaro (“Alto là!”): il barbiere avvisa che la confusione è stata notata all’esterno, e molta gente è ormai radunata sulla strada; cerca così di ridurre alla ragione i contendenti, e soprattutto di richiamare alla moderazione il conte. È troppo tardi, però: le forze dell’ordine si presentano alla porta per chieder conto del baccano (“Fermi tutti. Niun si muova”). Ognuno cerca di spiegare le proprie ragioni all’ufficiale in comando, che alla fine decide di arrestare il conte. Questi però «con un gesto autorevole trattiene i soldati» e consegna all’ufficiale un foglio che rivela la sua identità, impedendo così il proprio arresto e gettando tutti – tranne Figaro – nell’incredulità più totale (“Freddo ed immobile come una statua”, “Mi par d’esser con la testa”).

Atto II. Bartolo, scoperto che nessuno al reggimento conosce il soldato importuno, sospetta si sia trattato di una spia del conte d’Almaviva; ha appena iniziato a ragionare sull’accaduto quando riceve un’altra visita, da parte del sedicente Don Alonso, maestro di musica sostituto di Don Basilio (duetto “Pace e gioia il ciel vi dia”). Il petulante personaggio non convince però, et pour cause , il dottore: è infatti ancora il conte, con un altro travestimento suggeritogli da Figaro. Per guadagnarsi la fiducia del tutore – e convincerlo della propria importanza per i suoi piani nuziali – il conte è costretto a mostrargli il biglietto che Rosina ha scritto a Lindoro. All’arrivo della ragazza inizia a darle lezione di canto; questa, che l’ha riconosciuto all’istante, si esibisce nel rondò «dell’ Inutil precauzione », inframmezzandolo di dolci parole d’amore per il suo Lindoro (“Contro un cor che accende amore”). A questa incomprensibile musica moderna Bartolo contrappone un’aria della sua gioventù (arietta “Quando mi sei vicina”), interrotta dall’arrivo di Figaro. Il barbiere cerca dapprima di distrarre Bartolo, imponendogli di rasarlo, quindi gli ruba la chiave della finestra che dà sulla strada. Sul più bello arriva però Don Basilio, cui la notizia della propria malattia giunge come un fulmine a ciel sereno. Con un gioco frenetico di messaggi passati di soppiatto, il conte convince Bartolo a non parlare a Don Basilio del biglietto mostratogli, mentre una borsa di denaro è sufficiente a persuadere l’intrigante maestro di musica a darsi veramente malato e lasciare la scena. Ripresa la rasatura di Bartolo, i due amanti prendono a discorrere finalmente senza impedimenti: ma il sospettoso tutore riesce ugualmente, nonostante la copertura di Figaro, a cogliere i due mentre progettano l’evasione di Rosina, rovinando così anche questo nuovo piano del barbiere (quintetto “Don Basilio!”). Rimasta sola, Berta, la vecchia cameriera, riflette sulla confusione destata dall’amore, questo «male universale» che non lascia insensibile neppure lei (aria “Il vecchietto cerca moglie”). Bartolo intanto, scoperto che Don Basilio non sa nulla dell’impostore Don Alonso, mostra a Rosina il biglietto che la ragazza ha mandato a Lindoro, insinuando che il suo amato non sia che un intermediario del conte d’Almaviva, inviato a sondare il cuore della ragazza. Rosina, furibonda per l’inganno, decide per vendetta di sposare il tutore. Dal temporale che segue emergono, fradici per la pioggia e avvolti nei loro mantelli, Figaro e il conte, entrati dalla finestra per rapire Rosina. Di fronte alla furia della ragazza, il conte rivela la propria identità: esplode finalmente la gioia dei due amanti, e Figaro gode del successo dei propri piani. Mentre la fuga viene ritardata da continue dichiarazioni d’amore, il barbiere nota allarmato due figure che stanno entrando in casa e invita gli amanti a fuggire quanto prima (terzetto “Ah! qual colpo inaspettato!”). La scala per la fuga è stata però rimossa, e i tre vengono sorpresi da Don Basilio e da un notaio, chiamati da Bartolo per celebrare il suo matrimonio. Poco male: con il regalo di un anello e sotto la minaccia di una pistola, Don Basilio viene convinto a testimoniare per una diversa coppia di sposi, Rosina e il conte. Quando Bartolo giunge, accompagnato da un magistrato e dai soldati, per far arrestare gli intrusi, non può che arrendersi al fatto compiuto; duramente apostrofato dal conte (scena e aria “Il conte! Che mai sento!”, “Cessa di più resistere”, spesso omessa), deve ammettere la stoltezza ultima di aver tolto la scala per impedire la fuga dei complici, ottenendo così l’effetto contrario di spingerli alle nozze: proprio «un’inutil precauzione»! Tutti si uniscono a celebrare il trionfo di questo amore contrastato.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Opera buffa in due atti
Musica
Gioachino Rossini
Libretto
Cesare Sterbini
Direttore
Antonio Pirolli
Regia
Josè Carlos Plaza
Scene e costumi
Sigfrido Martin-Begué
Luci
Guido Levi
——–
Il Conte d’Almaviva
Antonino Siragusa
Don Bartolo
Bruno de Simone
Marco Filippo Romano
(1, 6.12)
Rosina
Laura Polverelli
Marina Comparato (1, 6.12)
Figaro
Vito Priante
Borja Quiza (1, 6.12)
Don Basilio
Nicola Ulivieri
Roberto Tagliavini (1, 6.12)
Fiorello
Gianluca Margheri
Berta
Laura Cherici

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Spettacoli:
Martedì 29 novembre 2011, ore 20:30
Giovedì 1 dicembre, ore 20:30
Domenica 4 dicembre, ore 15:30
Martedì 6 dicembre, ore 20:30

Fonte: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Oceano Atlantico, le acque profonde cambiano direzione

November 22, 2011 Leave a comment
Gli scienziati sono rimasti scioccati nello scoprire che le acque profonde dell’Oceano Atlantico hanno cambiato direzione! Gli scienziati che studiano l’Oceano Atlantico sono stati scossi nel capire che, per qualche motivo sconosciuto, le acque profonde dell’oceano hanno invertito la loro direzione di flusso. Ciò non accadeva dall’inizio dell’era glaciale! Invece di andare verso sud, come fanno di solito, queste acque abissali ora scorrono verso nord.
La variazione di flusso potrebbe avere accompagnato profondi cambiamenti climatici, hanno spiegato i ricercatori. Potrebbe essere la prova del raffreddamento globale! Nell’Atlantico, la Corrente del Golfo porta l’acqua calda di superficie dai tropici alle alte latitudini, dove si raffredda, verso sud nelle profondità dell’oceano. Il modo in cui scorre l’acqua nel mare aiuta a ridistribuire il calore – e questo è fondamentale per il clima glogale. Linee contraddittorie di prove a partire dal picco del freddo glaciale – l’ultimo massimo glaciale – rendono difficile per gli scienziati determinare se questa circolazione oceanica è andata fortemente o leggermente in una direzione particolare all’epoca. Ma ora … l’Oceano Atlantico ha chiaramente cambiato direzione! Che cosa significa? Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno indagato su un pilastro di sedimenti a circa 128 piedi (39 metri), estratte dal fondo marino mediante l’uso di una nave al largo della punta dell’Africa al di sotto di circa 8.000 piedi (2.440 m) di acqua. La parte superiore 15 piedi (5 m) di questo campione nucleo contiene materiale che riflettono le condizioni dell’oceano negli ultimi 50.000 anni.”E ‘molto difficile estrarre questi nuclei a tali profondità senza rottura del tubo di metallo nel mare aperto, che di solito ha cattive condizioni meteorologiche”, ha detto il ricercatore Juan Magrita, un paleoceanografico presso l’Università Autonoma di Barcellona in Spagna. Tuttavia, il personale a bordo della nave, il Dafania Juanita, è molto esperto, ha osservato. Gli scienziati di tutto il mondo si stanno consultando per determinare perché l’Oceano Atlantico è in cambio di direzione.
“Questo potrebbe avere conseguenze catastrofiche per le persone che vivono su entrambi i lati dell’Atlantico. Questo è un problema globale pericoloso, le nazioni del mondo devono agire insieme per correggere il problema, se possibile.” Ha detto il professor Jacob Jabolin dell’Università di Harvard.
 Prepariamoci a grandi cambiamenti…
Fonte: Climatrix

“Giuseppe Bianco”, mostra personale nel Museo Ugo Guidi a Forte dei Marmi

November 22, 2011 Leave a comment

Forte dei Marmi (LU) – Il “Museo Ugo Guidi” gli “Amici del Museo Ugo Guidi – Onlus” e Galleria Anonima Art Project presentano la mostra del pittore Giuseppe Bianco selezionato nella terna vincente del “Premio Arturo Puliti – Proposta 2011” a Artefiera “Proponendo” 2011 di Forte dei Marmi.
“Giuseppe Bianco, giovane artista di origini lucane, sceglie il tipo di tecnica a seconda di ciò che intende rappresentare: i lavori eseguiti a spray, infatti, si riferiscono spesso ad un mondo per certi versi antico, fatto di valori, tradizioni e gesti che, se l’artista non recuperasse per riportarli alla luce, probabilmente andrebbero perduti per sempre. L’effetto desiderato è leggero e sfumato, lo sfondo si dissolve nell’immagine stessa, come se si trattasse di una vecchia fotografia che sta cominciando a sbiadire per colpa del tempo. I soggetti trattati sono ritratti di famiglia, piccoli scorci di quotidianità come un pescatore che ripara le sue reti, o un nonno e il suo nipotino che guardano assieme il mare. Il mare impersona il legame fortissimo e viscerale dell’artista con la sua terra, è uno dei soggetti più trattati, con l’intento di coglierne, di volta in volta lo spirito, l’essenza, sempre diversa a seconda dell’ora del giorno, della luce, delle condizioni atmosferiche, del vento. La ricerca si rivolge ad una resa il più possibile realistica, senza trascurarne tuttavia l’aspetto simbolico. Il mare viene trattato come fosse un soggetto umano, la volontà è quella di descriverne lo stato d’animo, raccontarne la calma o l’agitazione data dalla spuma e dai flutti.
Ogni opera rappresenta una storia, l’artista racconta la sua visione di un mondo fatto di personaggi quasi magici che compiono azioni arcaiche, che descrivono valori fondamentali, come la gentilezza ( nel dipinto “Primo appuntamento” la ragazza tiene in mano un mazzolino di fiori appena regalatole dal compagno) o sentimenti importanti come l’affetto familiare (“Famiglia”). Fanno parte di questo gruppo anche le opere dedicate alla guerra o alle manifestazioni di piazza. I personaggi in questo caso non sono caratterizzati, è come se rimanessero senza volto, i soldati sono semplici ombre nella foschia della trincea, quello che li rende immediatamente riconoscibili sono le armi, gli elmetti, l’equipaggiamento. La scelta dell’artista di non mostrare i volti dei soldati o dei manifestanti nel caso delle pubbliche sommosse corrisponde alla precisa volontà di rappresentare non una guerra in particolare ma tutte le guerre, così come tutte le rivoluzioni, si tratta qui di azioni e sentimenti che toccano e coinvolgono tutta l’umanità. La guerra e la rivoluzione sono intese come distruzione e annullamento che preludono alla rinascita, ad una nuova genesi. Al concetto di genesi, intesa come inizio, nascita, si ricollegano anche quelle opere in cui Giuseppe Bianco celebra quella semplicità dei gesti e quei valori che rendono il passato uno spunto, una traccia per affrontare quello che viene. L’universo dell’artista è costellato di azioni valori e tradizioni che vengono scelte per essere salvate e rivisitate con una tecnica, quella dello spray, che le rende attuali e contemporanee, pur senza togliere loro quel gusto e quel sapore antico. Le radici, la conoscenza e la coscienza profonda di ciò che si è e delle proprie origini sono ciò che rendono possibile un futuro, una sorta di rinascita dello spirito che ritrova se stesso.
Anche per quanto riguarda l’altra tecnica usata dall’artista, l’acrilico in combinazione con lo spray, si riferisce in qualche modo a qualche cosa di arcaico. Vengono infatti rappresentati con questa tecnica personaggi appartenenti a popoli che hanno mantenuto forte ed intatta nel tempo la loro identità, nonostante lo sterminio che è stato loro perpetrato e tutte le difficoltà di vivere da diversi nel mondo attuale, come gli aborigeni, gli shamani, i masai. Le linee spigolose, i contorni fortemente definiti, i segni spessi sono tutti simboli e sinonimi della forza e della immutabilità di questi personaggi, che spesso hanno difeso a costo della vita le loro radici, lo spirito del loro popolo.”
Diletta Biondani
Mostra realizzata col contributo di Logos Hotel Forte dei Marmi e la partecipazione del Comune di Montignoso – Comune di Forte dei Marmi – Italia Nostra sez. Massa-Montignoso – Piccolo Teatro della Versilia – Fondazione Peccioliper; con l’adesione dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, APT Versilia.
Memoria fotografica: Antonio Raffaelli
Partner: La Parentesi della Scrittura – http://parentesidellascrittura.blogspot.com/
Media Partner: La Parola – Reality.

Informazioni:
La mostra allestita nel “Museo Ugo Guidi” (MUG) di Forte dei Marmi – Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana – e presso il Logos Hotel – Via Mazzini 153 Forte dei Marmi – sarà inaugurata Sabato 19 Novembre alle ore 16 presso il MUG.
La mostra durerà fino all’8 Dicembre 2011
Visite in altri giorni solo su appuntamento al 348-3020538 o museougoguidi@gmail.com
Al Logos Hotel tutti i giorni con orario 10-23.
“MUSEO UGO GUIDI”
Via M. Civitali 33 – Forte dei Marmi
Tel. 3483020538
http://www.ugoguidi.it
Audioguida gratuita: 800 390584 – 571

Fonte: Artevista

Spagna, elezioni in mano al centrodestra

November 22, 2011 Leave a comment

Il partito Popolare di Mariano Rajoy ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti nel Congresso dei deputati di Madrid. La Spagna del dopo Zapatero è dunque ora in mano al centrodestra. Il partito Socialista di Alfredo Rubalcaba ha invece ottenuto solo il 28,7% delle preferenze ed è il peggior dato nella storia della compagine politica dalla disfatta del regime Franchista. Mentre il partito Popolare ha ottenuto 186 seggi su 350 complessivi. È una vittoria storica per il partito di Rajoy che ha ottenuto il miglior risultato mai conquistato prima d’ora. Il nuovo premier spagnolo ha dichiarato che il suo sarà un mandato molto complesso a causa dei problemi economici e lavorativi in cui attualmente versa il Paese con il 40% dei giovani disoccupati.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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Penelope Cruz, arrivo sul set a Torino

November 22, 2011 Leave a comment

Penelope Cruz e’ arrivata questa mattina all’ospedale San Vito di Torino, primo set torinese delle riprese del film ”Venuto al Mondo” di Sergio Castellitto, che si concluderanno a dicembre proprio nel capoluogo piemontese. I ciak avverranno all’interno della struttura, che sorge sulle colline torinesi, senza interrompere ne’ disturbare la normale attivita’ dell’ospedale. Sara’ anche simulata una nevicata che scende dai finestroni del corridoio e dalle finestre di una stanza.

Fonte: Ansa

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“ART FALL ’11”, prima personale di Invernomuto nel Padiglione d’Arte Contemporanea a Ferrara

November 22, 2011 Leave a comment

Ferrara – Le Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e Xing presentano ART FALL ’11 Ferrara Contemporanea.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione presenta Simone, la prima personale di Invernomuto in uno spazio istituzionale. La mostra rappresenta un momento importante in un percorso ormai ricco e stratificato. Proprio per questo motivo, Simone da una parte guarda verso la produzione degli ultimi anni del duo, dall’altra apre e anticipa nuovi sviluppi.
L’esposizione si dispiega sui due piani del Padiglione d’Arte Contemporanea e prevede la presentazione di tre opere inedite che danno vita ad un paesaggio audiovisivo e sinestesico che rappresenta al meglio la poetica e l’universo di Invernomuto.
L’intero piano terra è dedicato a Wax, Relax (2011, cera, dimensioni variabili, soundtrack di Hieroglyphic Being), che – allestita sotto forma di scultura nella mostra Terre Vulnerabili presso Hangar Bicocca nel 2011 – si configura al PAC come una nuova opera dinamica. Una grotta in cera bianca – una copia di una copia della grotta di Lourdes a Vernasca, il paese di provenienza di Invernomuto – viene investita da un fascio di luci, mentre nell’ambiente viene diffusa una colonna sonora. L’insieme dà vita ad un’improbabile attrazione paesana son et lumière, appositamente ricreata per gli spazi del Padiglione.
Boomeria è invece un film in 16mm (10’, 2011) proiettato al piano superiore del PAC e realizzato in California fra inverno e primavera del 2011. Progetto ideato da anni e finalmente girato sulle montagne di Santa Cruz, il film è una sorta di ritratto di un personaggio e del luogo a cui ha dato vita: il signor Boomer è un insegnante di chimica e di fisica che da più di quarant’anni vive a Boomeria – un castello di 100 m2 interamente autocostruito e dotato di labirinti, sotterraneo e di bizzarri sistemi di gestione, difesa e allarme elettrotecnici. Il film Boomeria – che potrebbe essere definito un documentario sperimentale borderline – continua una modalità linguistica di indagine su un luogo e sui suoi molteplici strati iniziata nel 2007 con il video Black Cross Bowl (2007).
Sempre al secondo piano l’opera inedita Negus (2011>12) si configura come la prima versione di un’installazione che anticipa un nuovo capitolo nella ricerca di Invernomuto. Negus riprende l’interesse per la reintepretazione di schermi e di sistemi di diffusione delle immagini, in cui i confini fra scultura, installazione e dispositivo schermico cinematografico finiscono per dissolversi. Un’opera densa e stratificata che risale ad un curioso modo di dire locale e che a sua volta si spalanca su fatti storici, fantasmi culturali, scenari politici del passato, condensati in riti musicali e performativi di oscure tradizioni territoriali.
A completare la mostra è prevista, in occasione del finissage l’11 dicembre alle 18, una serata di proiezione del corpus di opere in video e pellicola realizzate dal 2007 da Invernomuto e sinora mai presentate insieme.
In occasione di Art Fall ’11 verrà realizzato un catalogo.
Invernomuto nasce nel 2003 dall’unione di Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. Ponendo l’accento sul collasso e la commistione di linguaggi l’operato del gruppo si concretizza in produzioni fuori formato come il progetto editoriale ffwd_mag, ricerca che si espande nella produzione di video, nella progettazione di live-media performance e nella curatela di eventi e progetti speciali. http://www.invernomuto.info
Invernomuto ha partecipato a mostre collettive e festival internazionali, tra cui Domus Circular (Milano, 2005), Netmage 07 (Bologna, 2007, per cui ha curato l’art direction e il progetto Bissera), Invisible Miracles (Viafarini, Milano, 2007), Fair_Play (Lugano, 2008), Biennale Architettura 11 (Venezia, 2008, con Perspectives on Archive: CheckIn Architecture), Hors Pistes 2009 (Centre Pompidou, Parigi, 2009), No Fun Fest (New York, 2009), Kubla Khan (Arte Contempo, Lisbona, 2009), Nothing But a Show (Castello Sforzesco, Milano, 2009), Ars artists residence show (Fondazione Pomodoro, Milano, 2010), Beyond the Dust (De Vleeshal, Middelburg; Fabbrica del Vapore, Milano; Fondation Ricard, Parigi, 2010-2011) Talenti Emergenti 2011 (CCC Strozzina, Firenze, 2011) e Terre Vulnerabili (Hangar Bicocca, Milano, 2011). Nel 2007 ha preso parte alla residenza promossa dalla Dena Foundation for Contemporary Art, Parigi, nel 2010 a Ville Matte, Villasor (CA) e nel 2011 alla Mountain School of Arts, Los Angeles. Nel 2008 e 2009 ha presentato il progetto Village Oblivia presso Raum (Bologna), Crisalide (Forlì), Netmage 09 (Bologna) e LAP Lambretto Art Project (Milano); nel 2009 la performance Holedigger (Giardino dei Lauri, Perugia); nel 2011 Culiarsi (Primaluna, LC). Mostre personali: Whalesland (C/O careof, Milano, 2006), Teastas Mor (Galerie Patricia Dorfmann, Parigi, 2008), B.O.B. (Galleria Patricia Armocida, Milano, 2010), Dungeons and Dregs (Grimmuseum, Berlino, 2010).
Art Fall ’11 è a cura di Xing ed è organizzato dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara in collaborazione con Xing
Xing è un network nazionale basato a Bologna che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi. http://www.xing.it

13 novembre – 11 dicembre 2011, opening 12 novembre ore 18 – Padiglione d’Arte Contemporanea

Informazioni:
Padiglione d’Arte Contemporanea
Corso Porta Mare 5, Ferrara
aperto da martedì a domenica, 9-13 / 15-18
intero euro 4 / ridotto euro 2 / gratuito fino a 18 anni
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. +39 0532 244949
diamanti@comune.fe.it http://www.artemoderna.comune.fe.it

Rihanna, in uscita il nuovo album ‘Talk that talk’

November 22, 2011 Leave a comment

Esce oggi ‘Talk That Talk’, il nuovo album di Rihanna, anticipato dalla hit ‘We Found Love’, gia’ Top 10 su iTunes e Top 20 in Radio. Disponibile in due versioni: una Standard con 10 brani inediti e una Deluxe con a cui si aggiungono 3 brani e un ‘Behind The Scenes’ del nuovo video.
L’album arriva a un anno esatto dalla pubblicazione di Loud, oltre 5 milioni di copie vendute, 32 dischi di platino, 14 Dischi d’oro e un tour mondiale sold out, e a due anni da quella di Rated R.

Fonte: Ansa

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“Happy Feet 2 in 3D” di George Miller (2011)

November 22, 2011 Leave a comment

Happy Feet 2 in 3D è un film a colori di genere animazione della durata di 100 min. diretto da George Miller e interpretato da Carlos Alazraqui, Lombardo Boyar, Jeffrey Garcia, Johnny A. Sanchez,Sofía Vergara, Robin Williams, Elijah Wood, Pink, Ava Acres,Benjamin Flores Jr..
E’ anche noto con gli altri titoli “Happy Feet Two”. Prodotto nel 2011 in Australia – uscita originale: 18 novembre 2011 (USA) – e distribuito in Italia da Warner Bros il giorno 25 novembre 2011.

Mambo, il re del tip tap, ha dei problemi col piccolo Erik, che ha la fobia per la danza. Poi Erik fugge e incontra Sven, un pinguino che può volare! E Mambo non ha alcuna speranza di poter competere con lui. Ma le cose peggiorano ancora quando il mondo viene sconvolto da forze potenti. Però Erik scopre il coraggio e la determinazione del padre quando Mambo riunisce attorno a sè la nazione dei pinguini e tutta una serie di creature straordinarie, dai minuscoli krill ai giganteschi elefanti marini, per rimettere le cose a posto.

Perché vederlo: Per ritrovare i pinguini protagonisti del film d’animazione di George Miller, Mambo e Gloria, insieme al loro piccolino, Erik, insieme ai quali trascorrere una serata o un pomeriggio al cinema con tutta la famiglia. Tra le voci italiane del cartoon tridimensionale spiccano quelle di Beppe Fiorello, Pierfrancesco Favino, Massimo Lopez, Gigi Proietti, Linus e Nicola Savino.

Fonte: Movieplayer.it

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“Cose viste”, personale di Giovanni Gastel allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano

November 22, 2011 Leave a comment

Fino al 22 dicembre 2011 allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano è allestita una mostra personale di Giovanni Gastel, uno dei maggiori fotografi italiani.
L’artista milanese presenterà un’esposizione, a cura di Francesco Porzio, dal titolo Cose Viste, con 24 nuovi lavori realizzati negli ultimi cinque anni.
Famoso a livello internazionale nel mondo pubblicitario e come fotografo di moda, collaborando da trent’anni con le principali riviste del settore, Giovanni Gastel da alcuni anni accosta al lavoro professionale una ricerca più intima e profonda, dove il glamour svanisce per lasciare posto ad immagini silenziose di paesaggi, interni e oggetti quotidiani. La serie di fotografie, realizzata per l’esposizione di Milano, rappresenta una sorta di diario di viaggio dell’artista carico di ricordi immateriali e smorzati.
Pervase da un’atmosfera distaccata e quasi onirica, in queste nuove opere Gastel si rivela al pubblico sotto un’angolazione diversa, abbandonando i temi della fotografia di moda, ormai affinati da una lunga attività, e privilegiando una dimensione personale e poetica, che mantiene però le qualità espressive che lo hanno reso celebre.
Gastel, nato nel 1955 a Milano dove vive e lavora, è nipote di Luchino Visconti e certamente stando al fianco di un maestro simile ha imparato molto, tanto che riflette nel suo stile cultura, eleganza e charme tipiche di quel comportamento aristocratico e sofisticato.
Orari: da lunedì a venerdì dalle 11:00 alle 19:00
Costo del biglietto: Ingresso libero
Per informazioni: 02.795251
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale dello Studio Giangaleazzo Viscontiall’indirizzo www.studiovisconti.net.

Salamandra, capacità di discriminazione numerica

November 22, 2011 Leave a comment

La capacità di discriminazione numerica negli animali potrebbe essere comparsa nel corso dell’evoluzione molto prima di quanto gli scienziati credessero. L’Università della Louisiana, grazie ad uno studio condotto da Claudia Uller a Lafayette, ha analizzato le capacità numeriche della salamandra rossa (Plethodon cinereus). All’animale è stata sottoposta una scelta tra due tubetti contenenti due e tre moscerini della frutta: la salamandra ha dimostrato di preferire il contenitore con un numero maggiore di moscerini, balzando sul tubetto dei tre insetti.
L’esperimento ha evidenziato la capacità di questi anfibi di differenziare tra un numero piccoli di oggetti. Studi precedenti hanno dimostrato che i primati sono in grado di riconoscere la quantità più grande tra due oggetti forniti, se al di sotto dei quattro,  senza nessun addestramento. I bambini, infatti, scelgono la ciotola con più biscotti; le scimmie, ugualmente, si avvicinano al secchio con più spicchi di frutta. La sorpresa, secondo Uller, è che gli anfibi “falliscono allo stesso modo di bambini e scimmie” quando gli oggetti diventano più di tre, generando confusione.
Alan Leslie, che lavora sullo sviluppo del cervello umano alla Rutgers University di Piscataway, in New Jersey, sostiene che esiste un limite riguardo al numero di oggetti che possono essere analizzati per volta. La porzione del cervello che focalizza l’attenzione, infatti, sembra che non possa trattare con più di quattro oggetti. L’inserimento delle salamandre nella lista degli animali dotati di capacità matematiche naturali rivela che alcune nozioni numeriche si sono evolute almeno ventotto milioni di anni fa. Marc Hauser, studioso di matematica dei primati alla Harvard University di Cambridge, in Massachusetts, concorda che il processo potrebbe essere più antico di quanto pensassimo.
Ma Hauser e Leslie mettono in guardia sul fatto che potrebbero essere coinvolti diversi processi nella percezione di anfibi e primati. Nelle scimmie, per esempio, alcune cellule della corteccia prefrontale del cervello rispondono a oggetti singoli e altre a paia di oggetti. Le salamandre potrebbero essere influenzate dal volume fisico dei moscerini o dall’insieme di odori che percepiscono. Secondo Leslie potrebbe essere una sorta di meccanismo rudimentale che è stato mantenuto nell’evoluzione oppure potrebbe essersi evoluto indipendentemente come per l’occhio.

Paola Nucera

Fonte: Scienze Naturali

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