Archive

Archive for November 14, 2011

Chandar, ritrovata mappa orografica degli Urali

November 14, 2011 Leave a comment

Secondo l’agenzia di stampa russa Pravda, alcuni scienziati della Bashkir State University, negli Urali meridionali, stanno analizzando le proprie scoperte relative ad una misteriosa lastra di pietra che reca incisa una dettagliata mappa orografica; la stanno esaminando sin da quando, l’hanno prelevata dal villaggio di Chandar, vicino ad Ufa.
Il Professor Alexander Chuvyrov, a capo del gruppo specialistico di cartografi, geologi, fisici e chimici, ritiene di aver scoperto la prova dell’esistenza di un’antica ed assai evoluta civiltà – prova che sfida le convenzionali convinzioni sulla storia dell’umanità. Tanto per cominciare, la mappa orografica non è stata eseguita manualmente, ma tramite un antico strumento di incisione della pietra; così come rilevato dall’analisi a raggi X, essa è stata lavorata con strumenti di precisione ed inoltre raffigura una visuale che ha potuto essere tracciata soltanto con l’ausilio di una ricognizione aerea. Le dimensioni della lastra sono state determinate dopo che fu riportata alla luce dal retro di una casa del villaggio, e sono: 148 cm x 106 x 16 cm. Gli scienziati, dopo averla ripulita in laboratorio, hanno compreso di aver scoperto una mappa orografica (o piano) tridimensionale della regione di Ufa in scala 1:1,1 chilometri.
Essa, oltre a mostrare elementi identificabili quali fiumi e canyon, raffigura anche opere di irrigazione ed ingegneria civile, fra cui sistemi di canali dell’ampiezza di 500 metri e della lunghezza totale di circa 12.000 chilometri, nonché 12 dighe, ciascuna ampia dai 300 ai 500 metri, lunga circa 10 chilometri e profonda 3, per la cui costruzione sarebbe stata necessaria la movimentazione di oltre un quadrilione di metri cubici di terra. La lastra è costituita da tre strati: un primo di base, dello spessore di 14 cm, di dolomite dura, un secondo strato di vetro diopside, di composizione ignota alla scienza moderna, ed un terzo strato superiore, dello spessore di 2 mm, di porcellana di calcio per proteggere la mappa dagli urti.
Gli scienziati, allo scopo di determinare l’età della mappa, hanno eseguito analisi al radiocarbonio ed analizzato gli strati con un cronometro all’uranio, tuttavia i risultati non sono stati conclusivi. Inizialmente essi hanno pensato che il reperto potesse avere 3.000 anni, ma in seguito hanno scoperto, incastonate nella lastra, due conchiglie di una specie di crostacei esistita 500 e 120 milioni di anni fa – sebbene ciò non confermi che la mappa risalga effettivamente a quell’epoca.
La lastra inoltre contiene iscrizioni scritte in una lingua geroglifico-sillabica sconosciuta. Gli scienziati dapprima hanno pensato che la scrittura potesse essere una qualche forma di Cinese Antico poiché, nel 1995, il Professor Chuvyrov aveva esaminato le scritture lasciate dall’antico popolo cinese nel corso di possibili migrazioni verso la Siberia e gli Urali, tuttavia le loro ricerche di archivio hanno smentito questa ipotesi e la scrittura resta indecifrata.
Gli scienziati stanno considerando l’idea che la lastra sia soltanto un frammento di una mappa assai più grande, che stimano avere avuto le dimensioni di 340 x 340 metri e che è possibile che raffigurasse l’intera superficie del pianeta; ipotizzano che con tutta probabilità essa fosse situata nella gola della Sokolinaya Mountain ma che venne frantumata durante l’ultima era glaciale e le sue lastre si depositarono a Chandar ed in altri siti della regione di Ufa; continuano le ricerche di altre lastre e frammenti, che potrebbero agevolmente contarsi a centinaia.
Una mappa del genere è veramente riconducibile a quel periodo storico, dove il concetto di geografia non esisteva oppure siamo noi a non conoscere del tutto i nostri antenati?

Fonte: Invasione Aliena

Categories: Archeo, Mysterium Tags:

“Brera Incontra il Pushkin: Collezionismo Russo tra Renoir e Matisse”, collettiva alla Pinacoteca di Brera a Milano

November 14, 2011 Leave a comment

Una eccezionale sequenza di capolavori di Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse, Renoir, Picasso, Rousseau e Van Gogh dalle collezioni del Museo Pushkin di Mosca celebra lo straordinario incontro di due grandi musei del XIX secolo in occasione dell’Anno della Cultura Italia-Russia.

Dall’ 11 novembre 2011, nell’anno degli scambi culturali Italia-Russia, Brera ospita grandi capolavori dalle collezioni Schukin e Morozov Brera incontra il Pushkin Collezionismo russo tra Renoir e Matisse Dall’ 11 novembre 2011 al 5 febbraio 2012 alla Pinacoteca di Brera una eccezionale sequenza di capolavori di Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse, Renoir, Picasso, Rousseau e Van Gogh dalle collezioni del Museo Pushkin di Mosca celebra lo straordinario incontro di due grandi musei del XIX secolo in occasione dell’Anno della Cultura Italia-Russia. L’esposizione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Museo Statale delle Belle Arti Puškin e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Lombardia Occidentale, è curata da Caterina Bon Valsassina, Sandrina Bandera e Irina Antonova ed è in reciprocità della mostra su Caravaggio che lo Stato Italiano presenterà al Puškin da dicembre 2011: come per le opere di Caravaggio è una mostra dei record, con diciassette dipinti assicurati per quasi un miliardo di dollari. Agli albori del Novecento due collezionisti russi, commercianti di tessuti, Sergei Schuckin e Ivan Morozov diventano con la loro passione per l’arte, testimoni di tutte quelle novità e stimoli che hanno caratterizzato l’Europa a cavallo dei due secoli: le esposizioni universali, l’affermazione della fotografia, la pittura en plein air, i Salon e i caffè parigini, lo studio della forma estrema e del colore puro. Grandi mercanti e viaggiatori, i collezionisti Schukin e Morozov, in anni diversi, divennero i migliori clienti delle più importanti gallerie di Parigi, come Druet, Durand-Ruel, Kahnweiler, Vollard. In mostra una delle migliori opere della seconda fase cubista di Picasso, Ritratto di Ambroise Vollard, che Ivan Morozov acquistò probabilmente perché conosceva da vicino questo marchand, di certo non per una particolare sensibilità nei confronti del cubismo. Lo stesso Vollard che definì Morozov “un russo che non contratta!” non perché agisse affrettatamente ma piuttosto con slancio e passione. “Arrivati a Parigi scendevano dal treno ed erano già nelle botteghe, davanti ai loro occhi sfilavano tele come episodi di un film, tornavano a Mosca senza aver visto altro”. (Felix Féneon – direttore della Galleria Bernheim-Jeune)
Amici personali di molti artisti, acquistavano quadri che non interessavano né i collezionisti né i musei, seguendo ognuno i propri gusti e la propria indole. “Quando Morozov si recava da Ambroise Vollard – racconta Matisse – diceva: ‘Voglio vedere un bellissimo Cézanne’. Schukin invece chiedeva che gli mostrassero tutti i Cézanne che erano in vendita e faceva lui la sua scelta”. Come tutti i grandi mecenati non si limitarono solo ad acquistare ma arrivarono a sentire l’esigenza di commissionare quadri per essere ancor più partecipi nel grande gioco dell’arte. Schukin era diventato patron di Matisse, con ben 37 quadri del pittore nella sua collezione, e l’unione tra l’artista e il collezionista fu la condizione delle comparsa di molte opere eccezionali. Il formarsi del gusto del collezionista venne determinato certamente dalla sua attenzione per l’arte contemporanea ma svolse un ruolo importante lo stretto contatto con Matisse, che a sua volta divenne l’artista più “schukiniano” di tutti, ne sono un esempio i famosissimi Pesci rossi in mostra, dipinto nel 1912 subito dopo un soggiorno a Mosca. Nella casa moscovita di Schukin le tele di Matisse erano esposte nel salone centrale secondo la disposizione decisa dallo stesso artista. La vasta collezione schukuniana dei Picasso, oltre cinquanta tele, era costituita per lo più da opere del periodo cubista, in mostra un capolavoro assoluto, La Regina Isabeau. A presentare Picasso al patron russo fu lo stesso Matisse che condusse Schukin a casa del pittore, al Bateau-Lavoir, nel settembre 1908. Fernande Olivier, allora compagna di Picasso, nelle sue memorie descrive Schukin come “un uomo di bassa statura, palliduccio, con una gran testa e un volto simile a quello di un maiale. La forte balbuzie lo faceva soffrire, faticava a spiegarsi (…) Acquistò due tele pagando somme di denaro molto grosse e da quel momento divenne cliente affezionato”. La descrizione è probabilmente legata alla caricatura schizzata da Picasso, in cui Schukin è presentato in sembianze di porco. Il tono caricaturale viene motivato da alcuni studiosi con le speranze, allora deluse dell’artista, che il collezionista moscovita acquistasse un numero maggiore di suoi quadri. La delusione molto presto svanì e i due strinsero un rapporto fortissimo “Parlando di Picasso, Scukin non diceva che i suoi lavori gli suscitassero entusiasmo o che fosse il migliore di tutti, no, diceva che Picasso si era impossessato di lui, proprio come un’ipnosi o un sortilegio”. (Nikolai Preobrazenkij) I successi più straordinari delc ollezionismo dei due mercanti sono legati ad alcuni quadri in particolare: lo splendido Boulevard des Capucinnes di Monet, che segnò la svolta nel 1907 per Ivan Morozov che d’ora in poi avrebbe agito tanto in grande da superare talvolta lo stesso Schukin. Ivan Morozov spendeva negli acquisti di dipinti francesi da 200 a 300 mila franchi all’anno, che equivalgono ai nostri 750 mila euro/un milione e 125 mila euro, e in quindici anni riuscì a raccogliere oltre duecento opere attraverso le quali è possibile leggere l’evoluzione della pittura francese moderna. E poi ancora, i tre Cézanne Pierrot e Arlecchino, Acquedotto, acquistati nel 1904 da Schukin – il primo in Russia ad avere un Cézanne – e il Ponte sulla Marna a Creteil scelto da Morozov nella Galleria Vollard nel 1911. E Ehaiha Ohipa, altro capolavoro della sensuale ed esotica pittura del periodo tahitiano di Gauguin acquistato da Morozov nel 1907, e la Vista del ponte Sèvres del Doganiere Rousseau mai finora esposto in Italia. A Brera ad essere raccontata, per capolavori, è quindi la storia eterna della fascinazione dell’arte, delle passioni, dell’emozione che l’opera d’arte – quando è veramente tale – sa dare a chi la crea, a chi l’acquista e a chi, semplicemente, l’ammira.

Genere: collettiva, arte moderna
Autori: Pierre-Auguste RenoirPablo PicassoVincent Van GoghPaul GauguinHenry RousseauPaul CézanneClaude MonetHenry Matisse
Curatori: Caterina Bon ValsassinaSandrina BanderaIrina Antonova
Ufficio stampa: STUDIO ESSECIMONDO MOSTRE
Patrocini: promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Museo Statale delle Belle Arti Puškin e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Lombardia Occidentale
Email: brera.artimi@arti.beniculturali.it

“Degas e la Danza: Immaginando il Movimento”, mostra alla Royal Academy of Arts di Londra

November 14, 2011 Leave a comment

Il 17 Settembre 2011 la Royal Academy of Arts presenterà una mostra storica incentrata sulla predilezione di Edgar Degas per il movimento, presentandolo come L’Artista della danza. Degas e la danza: Immaginando il movimento traccia lo sviluppo del linguaggio figurativo del balletto durante la carriera di Degas, dal carattere piu’ documentale degli anni intorno al 1870, all’espressività voluttuosa dei suoi ultimi anni.

La mostra sarà la prima a presentare il progressivo coinvolgimento di Degas, con la figura in movimento, in un contesto di progressi paralleli nel campo della fotografia e del cinema. L’artista infatti era profondamente consapevole di questi sviluppi tecnologici, con cui spesso era direttamente coinvolto.

La mostra comprenderà circa 85 fra dipinti, sculture, pastelli, disegni, stampe e fotografie di Degas, così come fotografie di suoi contemporanei e documentari di primi film. In esposizione inoltre sara’ una selezione di opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private in Europa e Nord America, comprese sia le opere celebri che quelle poco conosciute.

17 September – 11 December 2011

Royal Academy of Arts

Burlington House – Piccadilly Street -London W1J 0BD

Orario di apertura: 10.00-18.00 lunedì – giovedì (ultima entrata alle 17.30

Venerdi 10.00-22.00 (ultima entrata alle 21.30)

 

“eVolo Skyscraper”, limited edition book

November 14, 2011 Leave a comment

 

This slideshow requires JavaScript.

Title: EVOLO SKYSCRAPERS
Cover: Hardcover
Size: 9″ x 11.5″ x 2.5″
Pages: 1224
ISBN: 978-0-9816658-4-9
Limited edition: 500 copies

INTRODUCTION 

Established in 2006, the eVolo Skyscraper Competition  has become the world’s most prestigious award for high-rise architecture. The contest recognizes outstanding ideas that redefine skyscraper design through the implementation of new technologies, materials, programs, aesthetics, and spatial organizations. Studies on globalization, flexibility, adaptability, and the digital revolution are some of the multi-layered elements of the competition. It is an investigation on the public and private space and the role of the individual and the collective in the creation of dynamic and adaptive vertical communities.

Over the last six years, an international panel of renowned architects, engineers, and city planners have reviewed more than 4,000 projects submitted from 168 countries around the world. Participants include professional architects and designers, as well as students and artists. This book is the compilation of 300 outstanding projects selected for their innovative concepts that challenge the way we understand architecture and their relationship with the natural and built environments.

The projects have been organized in six chapters that describe the current position and the future of vertical architecture and urbanism. The first chapter, Technological Advances, is an investigation on the use of digital tools and computing fabrication. Ecological Urbanism explores sustainable systems, including new materials and clean energy generation processes to achieve zero-net-energy buildings. Projects that analyze the reconfiguration of existing cities and the colonization of new environments, such as underwater cities and floating habitats, are part of  New Frontiers.  The improvement of our way of living is the topic of the fourth chapter, Social Solutions, which is a collection of ideas that respond to social, cultural, and economic problems. A more experimental approach to architectural design is exposed in Morphotectonic Aesthetics, with proposals that use fields of data and self-regulating systems to respond to internal and external stimuli -the results are fascinating explorations of function and form. Finally, Urban Theories and Strategies  is a group of projects that establish new methods to alleviate the major problems of the contemporary city, including the scarcity of natural resources and infrastructure, and the exponential increase of inhabitants.

The eVolo Skyscraper Competition is a forum for the discussion, debate, and development of avant-garde architectural design in the 21st century. eVolo is committed to stimulating the imagination of designers around the world – thinkers that envision the future of our cities and a new way of life.

-> Order Limited Edition Copy of EVOLO SKYSCRAPERS


Categories: Art Livre Tags:

RePanettone, due giorni dedicati al re dei dolci a Milano

November 14, 2011 Leave a comment

“C’era una volta un re. Tutti lo conoscevano, tutti lo amavano, ma pochissimi sapevano che era un re. Finché un giorno, la città che tanti anni prima lui aveva lasciato per conquistare il mondo si ricordò chi lui fosse veramente. Da allora, i suoi concittadini organizzarono ogni anno una festa per celebrare la sua grandezza, che da quel momento nessuno mise mai più in dubbio.”

Torna per la quarta edizione a Milano, RePanettone: una festa dedicata al famosissimo dolce milanese per celebrarne i molteplici gusti, le mani sapienti degli artigiani che li realizzano e per farci pregustare il Natale. L’evento, ideato daStanislao Porzio, dopo la fortunata edizione londinese di ottobre presso l’Istituto Italiano di Cultura, avrà luogo nei giorni 26-27 novembre, orario 11-19, presso lo Spazio ex Ansaldo, via Bergognone 34. Da quest’anno con il supporto dell’ associazione Amici del panettone.

Le virtù che hanno reso popolare quest’evento (l’anno scorso 10 mila visitatori), la qualità e l’accessibilità, non si smentiscono neanche quest’anno. L’ ingresso è gratuito così come gli assaggi di squisiti panettoni artigianali in mostra, che verranno venduti al prezzo speciale di 19,00 euro al chilo, lo stesso dell’anno scorso. Restano immutate anche le finalità della festa, che intende riaffermare il rapporto particolare del capoluogo lombardo con il suo dolce, proponendo al grande pubblico il panettone in alcune delle sue più smaglianti interpretazioni, per far comprendere a quali vertici di eccellenza può arrivare il re della tradizione gastronomica milanese.

In quest’edizione tra i numerosi espositori, alcuni tra i maestri assoluti del genere lievitati: Achille Zoia di Concorezzo (MB), Vincenzo Santoro di Milano, Luca Montersino di Alba (CN), Sal De Riso di Tramonti (SA), Claudio Gatti di Tabiano (PR), Paolo Sacchetti di Prato, Alfonso Pepe di S. Egidio Monte Albino (SA), Emanuele Lenti di Grottaglie (TA). Presenti anche quest’anno pasticcieri d’oltreconfine: i Fratelli Buletti, di Airolo, Canton Ticino (CH). Sarà della partita anche la Cooperativa sociale Giotto, di cui fanno parte i detenuti del carcere di Padova che da alcuni anni hanno intrapreso con ottimi risultati il mestiere di pasticcieri.

E ovviamente non mancherà un buon bicchiere di vino con cui accompagnare il re dei dolci, grazie al Consorzio Tutela Vini D.O.C. Colli Piacentini, partner della festa che sarà presente con la Malvasia dei Colli Piacentini, che in ogni sua versione, da quella frizzante a quella spumantizzata dolce, fino alla prestigiosa variante Passita, si abbina in maniera ideale con il panettone. Similmente ai panettoni, anche la Malvasia sarà in libera degustazione, previo acquisto di un calice che ogni visitatore potrà portare via con sé al prezzo di 3 euro. Come l’anno scorso una parte del contributo sarà devoluto in beneficenza alla CAF di Milano.

Ma la manifestazione, oltre a celebrare il gusto, sarà l’occasione per numerosi altri eventi, come la 13a edizione di Panettone d’Oro, Premio alla virtù civica di chi vive a Milano, non mancheranno i Laboratori del gusto, degustazioni di panettoni e vini a numero chiuso, grande successo dell’anno scorso, a cura di Slow Food® Milano con Patrizia Frisoli, e del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Colli Piacentini, con il sommelier AIS Giovanni Derba (ore 13, 15, 17 di sab e dom; la partecipazione, più una bottiglia del Consorzio, 10 €; prenotazioni tel. 02 2048 0319, o scrivere a porzio@repanettone.it).

Tante le novità rispetto all’edizione precedente tra cui il premio “I Custodi del Panettone”, riconoscimento agli imballi più funzionali, più ecosostenibili e più creativi per il dolce milanese, fortemente voluto da Comieco, sempre impegnato a sostenere l’invenzione cartotecnica e la sostenibilità. Ma anche la mostra “Leggende e modi di dire sul panettone”, con il contributo di Giorgio Maurie la Biblioteca Comunale Sormani di Milano, che hanno generosamente messo a disposizione testi e immagini. Insomma un evento da non perdere non solo per deliziare il palato ma anche per riscoprire così un dolce le cui origini sfumano nella leggenda, diventato famoso in tutto il mondo e da generazioni accompagna i giorni di festa del Natale.

L’evento è organizzato dall’Associazione Amici del Panettone, presidente Sabrina Dallagiovanna, segretario Stanislao Porzio. Prestigiosi i Patrocini concessi congiuntamente dagli Assessorati al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale e alla Cultura, Expo, Moda, Design del Comune di Milanoe dall’ Assessorato alla Sicurezza, Polizia provinciale, Protezione civile, Prevenzione, Turismo della Provincia di Milano. Main sponsor: Consorzio Tutela Vini D.O.C. Colli Piacentini, sponsor ufficiali: Mulino DallagiovannaComiecoA2AAMSA. L’evento gode della collaborazione di Amphibia, di X-Novo Design, di Lurisia, di Novotel e Ibis, diCastalimenti e della media partnership di Telenova e Radio Marconi.

Fonte: Noisymag

Categories: Eventi Tags: ,

“La Maestà del Museo Puškin di Mosca” alla Galleria degli Uffizi di Firenze

November 14, 2011 Leave a comment

La mostra è frutto degli scambi culturali in occasione dell’anno delle celebrazioni Italia – Russia 2011, organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri di concerto con le corrispondenti Istituzioni russe.
È il secondo appuntamento accolto nei suoi musei dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze nel corso dell’anno. Il primo ha visto esposti al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti i Tesori del Cremlino nel corso dell’estate scorsa.
Questa volta teatro dell’esposizione è la Galleria degli Uffizi, che accoglie una grande tavola duecentesca (cm 246 x 138) raffigurante la Madonna col Bambino in trono e diciassette storie della Vita di Maria dal Museo Pušhkin di Mosca, cui dalla Galleria fiorentina era pervenuta (nell’ambito del medesimo progetto) la Pallade e il centauro di Sandro Botticelli.
Si tratta di un importantissimo dipinto italiano del XIII secolo, pressoché sconosciuto anche agli studiosi di pittura primitiva, acquistato nel 1863 sul mercato antiquario a Roma dal viaggiatore e collezionista russo Petr Ivanovic Sevast’janov, noto e appassionato collezionista di antichità cristiana,. Come afferma la Soprintendente Cristina Acidini “se le vie del collezionismo d’arte antica talora separano, spesso le vie dell’amicizia tra grandi istituzioni museali riescono a riunire, almeno temporaneamente”: questo è successo, e sarà un evento proficuo anche per il progresso degli studi delle origini della pittura italiana.
L’opera – che sarà esposta dal 18 ottobre nella sala 2 della Galleria (Sala delle Maestà) a diretto confronto con le tre grandi Maestà di Cimabue, di Duccio e di Giotto, delle quali rappresenta un illustre precedente ideale – si mostra in chiaro debito con la cultura pittorica bizantineggiante fiorita in vaste aree della penisola italiana nel corso dei secoli XII-XIII, la cosiddetta «maniera greca» di cui parla Giorgio Vasari nelle sue Vite.
Il vasto pubblico degli Uffizi avrà l’opportunità di apprezzare un autentico capolavoro delle origini della pittura italiana e di valutarne il vivace linguaggio narrativo espresso nelle diciassette storie poste ai lati del gruppo centrale della Madonna col Bambino. I visitatori potranno indagare da vicino un dipinto affascinante e tuttora assai misterioso per quanto riguarda la sua originale provenienza, la sua matrice culturale, le fonti iconografiche, la datazione e l’attribuzione. Una parte della critica identifica l’opera con quella tavola raffigurante la Vergine con molte storie intorno, menzionata in alcuni documenti degli anni 1274-1276 dove si elencano varie opere che Coppo di Marcovaldo e il figlio Salerno avrebbero dovuto eseguire per il Duomo di Pistoia. Un’altra parte invece dissente dal diretto collegamento dell’opera con Coppo – patriarca della pittura fiorentina – e in modo più prudente pone l’esatta definizione critica del dipinto al centro del dibattito degli studi di uno dei periodi più belli e misteriosi dell’arte italiana, perché ancora relativamente sconosciuto e poco indagato.
La tavola del Pušhkin viene affiancata nella mostra attuale al Crocifisso n. 434 e alle Stimmate di San Francesco degli Uffizi e ad un’altra tavola francescana raffigurante San Francesco e otto storie della sua vita proveniente dal Museo Civico di Pistoia, per suggerire l’ipotesi che tutte e quattro spettino alla stessa mano di un maestro di cui ancora si ignora l’identità anagrafica, ma che negli studi è denominato per l’appunto ‘Maestro della Croce n. 434 degli Uffizi’.
Dice Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi: “La Maestà del Pushkin l’abbiamo chiesta in ossequio al principio, cui sempre cerchiamo d’attenerci, di allargare il campo degl’interessi dei visitatori. Il dipinto non può certo dirsi di quelli che garantiscono il successo mediatico. Ma gli Uffizi – grazie a Dio – non ne hanno bisogno. Compito della Galleria credo sia piuttosto quello di farsi strumento d’un approccio meno conformistico alle creazioni d’arte figurativa; e la temporanea enucleazione (tramite accadimenti come l’attuale) di un’opera o d’un artefice meritevoli d’una più diffusa conoscenza, reputo possa risultare di grande giovamento allo scopo”.
La mostra e il catalogo, edito da Giunti, sono a cura di Angelo Tartuferi.
L’esposizione è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi e Firenze Musei e dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il Museo Pušhkin.

SERVIZI MOSTRA
TITOLO
AGLI ALBORI DELLA PITTURA FIORENTINA
La Maestà del Museo Puškin di Mosca
SEDE ESPOSITIVA
Galleria degli Uffizi, Sala delle Maestà, n. 2, Firenze
PERIODO DELLA MOSTRA
18 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012
Galleria degli Uffizi

PREZZO DEL BIGLIETTO (COMPRESO IN QUELLO DELLA GALLERIA)
dalle 8.15 alle 16.00 intero: € 11.00; ridotto: € 5.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni
dalle ore 16.00 alle 18.50 intero: € 10.00; ridotto: € 5.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25anni
Gratuità del biglietto in ogni fascia oraria per i cittadini dell’U.E. sotto i 18 e sopra i 65 anni
ORARIO
Martedì – Domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.20
Chiuso il lunedì

APERTURE SERALI
in occasione del ‘Martedì in arte’ il 25 ottobre, 29 novembre e 27 dicembre ingresso gratuito dalle ore 19.00 alle ore 23.00
SERVIZIO DIDATTICO PER LE SCUOLE
Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione
Costo di € 3.00 ad alunno.
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883
SERVIZIO VISITE GUIDATE PER GRUPPI
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383
e-mail: firenzemusei@operalaboratori.com


“La Creazione” di Filomena Cecere e Roberto Carlo Deri, GDS Edizioni

November 14, 2011 Leave a comment

Libro: La Creazione

Collana: Le più belle storie della Bibbia
Autori: Filomena Cecere – Roberto Carlo Deri
Editrice: GDS Edizioni di Gianpiero Grasso
Pagine: 84
Kit: Libro
Cd audio con la narrazione della storia
Distribuzione: Colibrì
Prezzo: euro 10.00
La collana “Le più belle storie della Bibbia” si propone di narrare ai piccoli lettori i racconti biblici più noti.
La Creazione, L’arca di Noè, Le storie dei tre patriarchi Abramo, Giuseppe e Mosè, La vita di Gesù, Gli Apostoli, sono solo alcuni esempi degli argomenti trattati nella raccolta.
Un modo per conoscere la Sacra Bibbia, un libro antico dalla storia straordinaria, capace di incantare intere generazioni.
Ogni libro è strutturato in capitoli per rendere più accessibile e accattivante la lettura.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta metodologica, per questo ogni volume, oltre al tradizionale contenuto religioso, ha in dotazione:
•un cd, grazie al quale ci si può immergere nell’ascolto del racconto
•un album da colorare annesso al volume
•una sezione dedicata ai giochi e alle domande annesso al volume
•matite colorate
affinché il messaggio passi attraverso un apprendimento multiplo.
Tutto questo per consentire al bambino di apprezzare il valore storico e comprenderne il messaggio religioso attraverso un approccio didattico e creativo.
Gli autori di tutti i volumi dell’intera collana sono gli scrittori:
Filomena Cecere
Ha conseguito il Magistero in Scienze religiose presso l’Ecclesia Mater di Roma. Insegnante di religione cattolica alla scuola primaria statale da quindici anni. È autrice di romanzi fantasy, gotici e di diversi racconti noir. Oltre ad essere curatrice della collana e autrice dei testi, ha realizzato le copertine, le illustrazioni interne e i giochi presenti nei volumi.
Roberto Carlo Deri
Laureato in lettere e in scienze antropologiche. È insegnante di lettere. È stato docente presso l’Università Popolare per la cattedra di “Antropologia del mistero” e “Medicine tradizionali e alternative”. Collabora in qualità di antropologo medico nel campo psichiatrico presso varie cliniche. Ha pubblicato vari articoli per magazine e saggi relativi al cinema. Oltre ad essere autore dei testi ha prestato la sua voce per le narrazioni dei cd audio.
Il libro verrà ufficialmente presentato giovedì 26 maggio dalle 19.30 alle 21.30 presso la Locanda “Il paradiso del diavolo” viale San Giovanni Bosco n° 69-71 zona tuscolano Don Bosco (Metro a fermata Giulio Agricola) Roma.
Modererà la presentazione Sergio La Cavalla
Nadia Turriziani

Fonte: GDS Edizioni