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Stati Uniti, simulazione piano d’emergenza possibile effetto guerra dei mondi wellessiano

November 7, 2011 Leave a comment

Mercoledì il governo federale sperimenterà per la prima volta l’Emergency Alert System: un avviso interromperà trasmissioni radio e tv simulando un’emergenza nazionale. Solo un test, ma qualcuno potrebbe fraintendere scatenando un’ondata di panico

Il terrore corre sul filo: del telefono e della tv. Alle due del pomeriggio di mercoledì prossimo l’intera America si fermerà tutta insieme: sperando di non doversi fermare mai più. “Questo è un test del Sistema di Allarme d’Emergenza! Questo è soltanto un test!”. La voce interromperà la radio che trasmette la canzone di Lady Gaga. Le immagini lampeggeranno sull’ennesima puntata di “Casalinghe disperate“. Dalle due del pomeriggio di Washington alle 11 del mattino delle Hawaii – nello splendore dei dei diversi fusi orari d’America – gli States si fermeranno tutti insieme per la prima volta.

Saranno soltanto trenta secondi. E sarà -appunto- soltanto un test. Ma pensate che cosa potrebbe accadere se milioni di americani venissero sorpresi all’improvviso dallo stesso annuncio che rimbalza contemporaneamente nei mezzi di comunicazione di tutto il paese: chi crederebbe che è davvero un test? Così, per non generare ulteriore panico, le autorità hanno deciso di informare la popolazione della simulazione in arrivo: annunciando in anticipo che tutti dovranno tenersi pronti, mercoledì, all’annuncio.

Ma c’è chi teme ondate di panico, effetto Guerra dei Mondi di Orson Welles.

Sembra uno scherzo ma è così. Del resto è la prima volta che si tenta un esperimento del genere su scala nazionale. Questi tipi di test vengono lanciati spesso a livello locale, cittadino e statale. Ma per collaudare la funzionalità del meccanismo, occorreva una sorta di prova generale. Solo il presidente degli Stati Uniti può dare l’ordine di un allarme a livello federale. E la Casa Bianca ha deciso che i tempi erano maturi per rispondere alle richieste della Fema, la protezione civile di qui, responsabile del lancio.
Ma perché proprio mercoledì prossimo? E perché a quell’ora? Mercoledì 9 – spiegano gli esperti della Fema – è stato scelto come giorno “cerniera” tra la fine della stagione degli uragani e l’inizio della stagione invernale. La Casa Bianca vuole che gli americani si preparino a rispondere al peggio: come per esempio hanno dimostrato di saper fare a New York quando questa estate è scattato l’allarme per l’uragano Irene. E le 2 del pomeriggio è un’ora scelta per non creare particolare disagio in un’ora di traffico (pensate alla gente sorpresa dall’annuncio in auto) e in modo da riverberarsi nell’orario di ufficio per tutta l’America.

Resta da chiedersi se radio e tv siano ancora i mezzi nei quali fare passare l’allarme-fine-di-mondo.L’Emergency Broadcast System fu lanciato per la prima volta nel 1963. Un secolo fa, in termini di comunicazione. E non è un caso che la stessa Fema stia già sperimentando l’allarme da spedire sui telefonini: che stanno velocemente diventando il mezzo su cui tutti spendiamo più tempo. Gli esperti giurano che sarebbe sicuramente più efficace. “Questo è un test del Sistema d’Allarme d’Emergenza! Questo è soltanto un test!”. Così il super-allarme suonerà presto sull’iPhone: sempre che regga la batteria.

Angelo Aquaro

Fonte: La Repubblica

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Aïd el Kebir, speculazioni da record

November 7, 2011 Leave a comment

E’ la Festa del Sacrificio….per il portafoglio! Tra i discorsi rassicuranti del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca marittima e i prezzi esposti sul mercato, i consumatori diventano vittime. Vittime di una speculazione che li conduce ad indebitarsi per i loro obblighi religiosi. Nel momento in cui il Ministero annuncia che la disponibilità in ovini e caprini destinati all’abbattimento dell’Aïd sono stimati in 6 milioni di capi (4,4 milioni di ovini maschi, 1,6 milioni di agnelli e capre) e che la domanda si attesta sui 5,1 milioni di capi, il minimo dei prezzi sul mercato è di 2.500 dh a Rabat mentre a Casablanca le tariffe si avvicinano paurosamente ai 4.000 dh. La Grande Festa ha battuto quest’anno tutti i record in materia di prezzi e di ritorno sugli investimenti. Le transazioni sugli animali da macello in occasione dell’Aïd Al Adha 1432 permetteranno di realizzare una cifra d’affari che supererà i 7,8 miliardi di Dh, di cui la maggiorparte finirà (dicono gli economisti) nelle mani dei contadini e degli allevatori dei luoghi rurali del paese. Ho dei dubbi!

Credits: La Nouvelle Tribune

Fonte: My Amazighen

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“Tu chiamale se vuoi coincidenze” di Gabriele La Porta, La Lepre Edizioni

November 7, 2011 Leave a comment

Tu chiamale se vuoi coincidenze di Gabriele La Porta
COLLANA: VISIONI
TITOLO: TU CHIAMALE SE VUOI COINCIDENZE
QUARANTA STORIE REALMENTE ACCADUTE
AUTORE: GABRIELE LA PORTA
DISEGNI: DONATELLA SCATENA
PAGINE: 144
PREZZO: 16 EURO
Un libro come inno al “pensiero del cuore”, alla “necessaria follia”, alla “brillantanza della vita”: è Tu chiamale se vuoi coincidenze di Gabriele La Porta, pubblicato da La Lepre Edizioni nella collana Visioni e in uscita in tutta Italia il 23 novembre. Un affresco corale in cui confluiscono quaranta storie di coincidenze rivelatrici quanto inspiegabili, scelte dall’autore tra le migliaia pervenutegli attraverso il suo blog e i suoi programmi radiotelevisivi.
Tu chiamale se vuoi coincidenze riunisce episodi diversissimi tra loro, ma tutti scaturiti da intuizioni, premonizioni, illuminazioni, intermittenze imprevedibili dello spazio-tempo. Coincidenze che rivelano, anche solo per un attimo, ciò che Jung chiama sincronicità, attraverso situazioni in bilico tra la nostra dimensione ordinaria e un universo “altro”, dove le cause si mischiano agli effetti e il passato si sovrappone al presente.
Situazioni che sfuggono alla comprensione razionale e si lasciano interpretare soltanto da un pensiero aperto a tutte le ipotesi, consapevole che l’uomo – per dirla con Shakespeare – è fatto della stessa sostanza dei sogni.
Tra le coincidenze narrate molte sono quelle vissute in prima persona dall’autore; le altre, come spiega lui stesso «sono in gran parte arrivate a me quasi da sole, mediante racconti che numerose persone mi hanno inviato per lettera, per e-mail o mi hanno riferito direttamente a viva voce, aprendo a me e ora a voi il loro cuore».
In Tu chiamale se vuoi coincidenze le voci di personaggi famosi (da Pupi Avati e Clint Eastwood a Francesco Totti) si intrecciano con quelle della gente comune, i “giorni qualunque” con date cruciali della storia. Nelle vicende narrate fanno spesso irruzione l’arte, la musica, la letteratura, i versi di poeti di ogni tempo, da Pascoli a Baudelaire, a Marina Cvetaeva. Le coincidenze di pura gioia coesistono con quelle di dolore, le agnizioni con le perdite. Ogni lettore può potenzialmente riconoscersi in questi racconti, dove il comune denominatore insieme al soprannaturale è l’amore, profuso o negato, in tutte le sue declinazioni.
Gabriele La Porta (giornalista e docente universitario, già direttore di Rai2 e di RaiNotte, dal 2010 direttore di Ecoradio, già autore di oltre quaranta saggi e di cinque dizionari sulla psicologia junghiana) propone con queste quarata testimonianze un affettuoso “racconto di racconti”, nel quale si sottolinea il valore universale delle coincidenze come veicolo di meraviglia e sublime, antidoto al dolore del mondo e del pensiero.
Tu chiamale se vuoi coincidenze è illustrato da Donatella Scatena, che ha dato leggiadre sembianze feline ai protagonisti delle storie e ai loro personali angeli. Un concentrato di levità e immaginazione, in felice sintonia con il testo.

Disegni di Donatella Scatena
Ognuno di noi ha almeno una storia segreta da raccontare, un episodio straordinario che lo ha indotto a riflettere sulla vita e sul destino. Questo libro raccoglie alcune di queste vicende: sogni premonitori, defunti che suggeriscono comportamenti e azioni decisive, coincidenze inspiegabili che mutano il corso di una vita. Ciò che accomuna queste storie è l’elemento miracoloso, soprannaturale, il palesarsi di una soluzione positiva in situazioni che sembrano senza via d’uscita. Quale significato dobbiamo attribuire alle cosiddette coincidenze?

GABRIELE LA PORTA Direttore di Rai2 nel 1994, dal 1996 al 2010 ha diretto RaiNotte, passando poi alla rete televisiva Cinquestelle. Da giugno 2010 è direttore di Ecoradio. Giornalista e docente universitario (insegna Filosofia Antica e Filosofia dell’Interiorità all’Università di Siena e presso l’Istituto “H. Bernheim” di Verona), ha pubblicato più quaranta saggi, tra cui Giordano Bruno, Grandi castelli, grandi maghi, grandi roghi, Il ritorno della Grande Madre, La Magia e il Dizionario dell’Inconscio e della Magia.

Fonte: La Lepre Edizioni

Antartide, alieni sotto i ghiacci

November 7, 2011 Leave a comment

Sollevate i ghiacci del Polo Sud come un coperchio e troverete un continente di terra (e questo è noto). Meno noto è che sia un patchwork di torrenti, fiumi e laghi. C’è chi ne ha contati 150, ma sono solo i maggiori, estesi almeno quanto i famosi Grandi Laghi del Nord America. Rappresentano un mondo nascosto, incapsulato in un’altra era geologica, come se non appartenesse a questo pianeta. Alcuni ricercatori, per dare un’idea eloquente, paragonano l’Antartide alla luna di Giove, Europa, una palla perennemente ghiacciata che custodisce un oceano liquido e al momento segreto. In un caso e nell’altro c’è chi pensa che quelle ricchissime riserve d’acqua siano un brodo accogliente per la vita. Microrganismi diversi da tutto ciò che conosciamo e quindi perfetti per affibbiare loro la definizione di «alieni», parola capace di procurare sempre brividi fantascientifici. Adesso si sta avvicinando il momento di passare dalla fiction alla scienza vera e più entusiasmante, pulsante di radar e computer, ma anche di uomini e donne coraggiosi. Se Europa dovrà aspettare ancora, ci si prepara a curiosare nell’altra realtà – l’Antartide, appunto – che di extraterrestre ha moltissimo. Tre missioni sono al via, con l’obiettivo comune di bucare il mantello gelido e vedere ciò che nasconde. Inglesi, americani e russi sono pronti a spiare quelli che in gergo definiscono «ambienti subglaciali» e che potrebbero essere rimasti isolati per centinaia di migliaia e in alcuni casi anche milioni di anni. Suona come un’avventura e in effetti lo è. I laghi sotterranei si collocano su un immaginaria linea curva, che attraversa il Polo da Est a Ovest: il Vostok, il Whillans e l’Ellesmere. Giacciono a profondità variabili, tra i 3 e i 4 chilometri, come scatoloni sigillati. Li si vuole raggiungere con trivelle progettate appositamente ed esplorare con sonde e robot, raccogliendo campioni unici, di acqua e di sedimenti (e chissà che in quelle «carote» non riposino i tanto attesi batteri). Poi sarà la natura a riparare velocemente le ferite nei ghiacci che, una volta ricongelate, non lasceranno tracce. Non sono pochi i critici che considerano le missioni un’imperdonabile violazione di habitat vergini e, quindi, i team si difendono prima ancora di entrare in azione: assicurano che agiranno con mano leggera e che staranno attenti a evitare i pericoli di contaminazioni. Ma naturalmente i dubbi non si sbriciolano. Al punto che gli americani, pronti a inoltrarsi nel lago Whillans nella stagione 2012-2013, criticano i russi, i più vicini alla meta, di non aver preso sufficienti precauzioni. Loro sono appena a una trentina di metri dal soffitto di cristallo che li separa da acque antiche oltre 30 milioni di anni e già a gennaio potrebbero fare qualche clamoroso annuncio. E non sono certo bastate le parole del direttore Valery Lukin, che al recente meeting dell’American Geophysical Union a Baltimora ha snocciolato promesse e garanzie. La frenesia imposta dalla nuova grande gara internazionale (a un secolo esatto dall’altra sfida polare, quella tra Amudsen e Scott) potrebbe generare disastri? Intanto, mentre gli inglesi assicurano di farcela entro pochi mesi, geologi e climatologi si interrogano sugli scenari che riusciranno a decifrare: vogliono indagare i movimenti di lungo periodo dei ghiacci, le espansioni e le contrazioni che ne hanno regolato la presenza e l’assenza negli ultimi 2 milioni e mezzo di anni e raccogliere così indizi inediti sulle fasi di caldo e di freddo della Terra, oltre che su come sono oscillate nel tempo le caratteristiche dell’acqua e dell’aria. «Con tutti questi progetti in corso è come andare a pescare alle Everglades, sulle Montagne Rocciose e nel Nord del Canada – ha scherzato Robin Bell della Columbia University di New York -. Ogni carniere sarà diverso dagli altri e di sicuro impareremo un sacco di cose nuove». E’ così che dev’essere un’avventura.

Fonte: Centro Ufologico Taranto Magazine

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“Di passaggio” di Jenny Erpenbeck, Zandonai Editore

November 7, 2011 Leave a comment

Jenny Erpenbeck
DI PASSAGGIO
Heimsuchung
Traduzione di Ada Vigliani
ISBN: 978-88-95538-61-7
Anche la casa tace dunque, al pari del suo proprietario, e come sempre quando regna il silenzio, ciò può significare che nasconde un segreto, ma anche – più semplicemente – che è deserta
Una tenuta nelle campagne del Brandeburgo viene suddivisa tra le quattro figlie di un vecchio possidente terriero. La parte più modesta, un bosco su cui sorge una piccola casa con un grande giardino e l’accesso diretto al lago, è affidata all’ultimogenita, Klara, che proprio nelle acque di quel lago decide di togliersi la vita. Tra cessioni ed espropri, l’abitazione passa di mano in mano, testimone silenziosa di violenze e passioni, urla e sospiri dei suoi inquilini, tutti inesorabilmente alla ricerca dello Heim, di un luogo in cui sentirsi “a casa”. Undici le vite, undici i destini che si danno il cambio, incastrandosi come tessere di un raffinatissimo mosaico naturale, su cui però la storia lascia le sue indelebili impronte, dalla tragedia della guerra all’orrore dei campi di concentramento, dalla sofferenza dei vinti all’arroganza dei “liberatori”.
A scandire il ritmo di questo racconto fuori dal tempo – ma dal tempo profondamente segnato – è la presenza costante della dodicesima tessera, il giardiniere, l’unico a credere soltanto nella natura e nell’alternarsi delle stagioni, il solo a prendersi cura della casa, con immutata devozione, fino alla fine.
Jenny Erpenbeck (1967), nata a Berlino Est ed erede di una dinasta di scrittori della DDR, ha una formazione accademica musicale e teatrale. È stata allieva, tra gli altri, di Ruth Berghaus e Heiner Müller. Il suo libro d’esordio, Geschichte vom alten Kind(Racconto della bambina vecchia, 1999), ne ha rivelato il precoce e originale talento, mentre il più recente Di passaggio, tradotto in una dozzina di lingue e straordinario successo di critica e pubblico, l’ha consacrata come uno degli astri nascenti della letteratura tedesca

Acqua, bene primario della natura

November 7, 2011 Leave a comment

ACQUA
1. Il 75% degli americani è cronicamente disidratata. (Probabilmente si applica alla metà della popolazione mondiale).
2. Nel 37% degli americani, il meccanismo della sete è così debole che è scambiato per fame.
3. Anche una lieve disidratazione rallenta il metabolismo fino al 3%.
4. Un bicchiere d’acqua può cancellare il senso della fame a mezzanotte per quasi il 100% della dieta studiato in una università di Studio di Washington.
5. La mancanza d’acqua, il grilletto # 1 di stanchezza durante il giorno.
6. Ricerca preliminare indica che 8-10 bicchieri di acqua al giorno possono significativamente ridurre schiena e dolori articolari per un massimo di 80% dei malati.
7. Un semplice calo del 2% in acqua del corpo possono crearci a breve termine memoria, problemi con la matematica di base e difficoltà concentrandosi sullo schermo del computer o su una pagina stampata.
8. Bere 5 bicchieri di acqua al giorno diminuisce il rischio di cancro al colon del 45%, in più è possibile ridurre drasticamente il rischio di seno
il cancro del 79%., e uno è del 50% in meno di probabilità di sviluppare cancro alla vescica.

Stai bevendo la quantità di acqua si dovrebbe bere ogni giorno?

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“La donna in gabbia” di Jussi Adler-Olsen, Marsilio Editore

November 7, 2011 Leave a comment

Jussi Adler-Olsen

La donna in gabbia

pp. 464 , 1° ed.
Euro 18.50
2011
isbn: 978-88-317-0894-4

traduzione di Maria Valeria D’Avino

Arriva anche in Italia il giallista danese più venduto di sempre, autore di una serie da 5 milioni di copie, in uscita in 30 paesi

L’esordio di un nuovo, straordinario personaggio destinato a restare a lungo nel cuore e nella mente dei lettori: il detectiveCarl Mørk

La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?
Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all’omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perché? Cinque anni dopo, Carl Mørck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Mørck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.
Primo episodio di una serie che ha venduto milioni di copie nel mondo, La donna in gabbia è una gara contro il tempo dal ritmo inesorabile, un thriller di grande tensione, con un’originale, trascinante vena comica, che ha fatto di Jussi Adler-Olsen il nuovo protagonista del giallo nordico.
C’è bisogno di creare una nuova sezione di Jussi Adler-Olsen il nuovo protagonista presso la Direzione anticrimine della polizia. come il simbolo del Partito Danese sulla scheda elettorale. Il suo obiettivo sarà di riprendere le indagini La chiameremo “Sezione Q”: Q, capisci, speciale per la comunità. Casi di speciale interesse, si potrebbe dire. su casi archiviati che abbiano un’importanza
BESTSELLER INTERNAZIONALE
La donna in gabbia è stato tra i primi tre libri più venduti in Danimarca per oltre un anno, e nella top ten tedesca per sessanta settimane consecutive
Diritti cinematografici e televisivi acquistati da Network Movie, ZDF Enterprises, ZDF e Nordisk Film, gli stessi produttori dei film tratti dalla Millennium Trilogy di Stieg Larsson
Vincitore del Glass Key Award, il Premio per la letteratura gialla più prestigioso della Scandinavia

Ted Prize Wish, l’arte può cambiare il mondo?

November 7, 2011 Leave a comment

Forse non lo sapete, ma il TED (di cui vi ho ampiamente parlato negli ultimi mesi) prevede anche un premio annuale di 100.000 $ che devono essere devoluti in beneficienza. Il vincitore poi è chiamato a tenere un discorso chiamato TED Prize Wish nel quale si deve proporre un modo per cambiare il mondo. Quest’anno ha vinto un artista di strada, JR, e la domanda da cui è partito per il suo discorso è “Could art change the world?” (L’arte potrebbe cambiare il mondo?)
Lo so, vi ho abituati diversamente. Di solito vi metto subito il video con qualche riga di spiegazione e lascio che il resto lo faccia il discorso della persona che si trova sul palco del TED. Questa volta però vorrei spendere due parole perchè penso sia importante capire quello di cui parla JR nel video. Naturalmente se preferite sentirlo direttamente dalle sue parole, potete saltare lo scritto e andare subito al filmato.

JR

JR è un artista di strada francese che ha cominciato a 15 anni facendo graffiti per le strade e sui tetti di Parigi. Un giorno trovò una macchina fotografica e decise di fotografare i suoi amici durante questi atti vandalici per poi stampare le foto e attaccarle ovunque in quella che viene chiamata street exhibition.
La vera svolta però si ha nel 2004, 4 anni dopo i primi lavori di meta-arte, in seguito ad alcune rivolte nella periferia di Parigi. Gli amici di JR in quell’occasione vengono dipinti come mostri a causa dei disordini e quindi lui decide di andare a fotografarli facendogli fare espressioni che i mostri li richiamavano davvero. Ha stampato queste foto con una grandezza di 6×8 metri e ha deciso di incollarli sui muri della Cité des Bosquets (Montfermeil, France). Ebbe così tanto successo con questi poster che vennero trasferiti davanti al municipio in modo che tutti potessero vederli.

L’arte di JR ha capito che poteva tirare fuori l’arte dai posti più improbabili grazie a qualche fotografia, un po’ di carta e della colla vinilica.
Non voglio anticiparvi quali lavori ha fatto e quale sia la portata dei risultati ottenuti, ma sappiate che se si fa chiamare JR è perchè qualche nemico se l’è fatto e quindi il suo nome per intero rimane un segreto. Tra le altre cose con il suo progetto d’arte è diventato un ospite indesiderato in molti Stati.

Il discorso di Ted

Dopo avervi raccontato in sintesi la vita artistica di JR, posso finalmente lasciarvi al video che illustra come l’arte possa cambiare il mondo e come quella dell’artista francese lo stia già facendo.

E ora, dopo aver seguito tutto il discorso, pensate anche voi che l’arte possa cambiare il mondo? Pensate che il desiderio che JR esprime alla fine possa avverarsi?
Se i lavori di JR vi hanno appassionato, vi invito a visitare il suo sito web, dove trovate anche i riferimenti ai progetti in corso e i contatti nel caso decidiate anche voi di avviare il vostro progetto.

Fonte: Skimbu


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Aïd El Kebir in pillole…

November 7, 2011 1 comment

L’Aïd El Kebir, chiamata anche Aïd al-kebir o Iad al-Adha, significa letteralmente « La Grande Festa » ed è considerata la più importante festa religiosa del mondo musulmano. In diversi paesi dell’Africa come il Mali, il Niger, il Senegal e il Benin la festa dell’Aïd El Kebir è chiamata Tabaski, mentre per una parte degli Amazighs (berberi) dell’Africa del nord è chiamata Tafaska. Secondo la storia questa festività religiosa  commemora la fedeltà verso Dio di Abramo (Ibrahim, considerato il primo musulmano) che non esitò a voler sacrificare il figlio Ismaele (Ismaël) e dimostrare così la sua sottomissione. La Grande Festa sancisce la fine del pellegrinaggio alla Mecca, chiamato Al Hajj, che ha luogo ogni anno il 10 del mese del Dhou Al Hjjja, ultimo mese del calendario musulmano. Il giorno della celebrazione di questa importante festa religiosa chiamata popolarmente ”la festa del montone”, per via del sacrificio di milioni di montoni in tutti i paesi di fede musulmana, varia geograficamente secondo la fase lunare quindi è possibile stabilire con precisione la data solo qualche giorno prima.  In Marocco è prevista per lunedi’ 7 novembre 2010. In seguito posterò su questa festa che coinvolge tutto il Reame e che dura generalmente dai 2 ai 4 giorni, con consigli di viaggio per chi ha in programma una visita. Lo sconsiglio già sin da ora agli animalisti in genere e ai deboli di stomaco.

Fonte: My Amazighen

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Canarie, nuovo vulcano in emersione

November 7, 2011 Leave a comment

Giungono notizie dalle Canarie che la fase surtseyana dell’eruzione a El Hierro è iniziata. Esplosioni di cenere miste ad acqua vengono espulse fuori dal mare ogni 30-40 minuti. Le eruzioni surtseyane avvengono quando un magma di qualsiasi composizione viene eruttato da un vulcano la cui bocca si trova al livello dell’ acqua; si ha in tal caso un elevato numero di esplosioni continue con formazione di nuvole piroclastiche che assumono una forma particolare detta cipressoide o a coda di gallo. Il termine “surtseyano” deriva dall’ Isola di Surtsey (Islanda) nata dal mare da un’ eruzione con le caratteristiche sopra descritte.

Fonte: L’Ex Pianeta di Dio 

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