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Archive for November 5, 2011

“Aspettando l’Expo”, allestimento di Domenico Marranchino nello showroom Republic of Fritz Hansen di Milano

November 5, 2011 Leave a comment

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In dialogo tra pittura e design
L’incontro di Domenico Marranchino, artista lucano d’origine ma ormai milanese d’adozione, con la sedia Serie 7TM, capolavoro del design scandinavo progettato nel 1955 da Arne Jacobsen, è stato tanto più sorprendentemente appropriato quanto nasce per pura casualità.
Marranchino dipinge da alcuni anni paesaggi urbani della Milano moderna, interpretata come una “città che sale” in vista dell’Expo, fatta di cantieri, gru, alti palazzi in costruzione, ma còlta non nelle ore diurne della piena attività, del brulicare frenetico di persone e automezzi, bensì nei momenti più ripiegati dell’alba, del crepuscolo o della sera. Poche e rare figure, ritratte di spalle, animano queste composizioni, in cui si possono riconoscere senza difficoltà scorci e vedute di una Milano riprodotta fedelmente, ma immersa in una luce speciale, in un’atmosfera che esprime insieme partecipazione e distanziamento, sospensione ed emozione, oltre che affetto commosso per una città talvolta amata più da coloro che vi sono arrivati da altrove che da chi ci è nato.
La materia pittorica di Marranchino è densa, vibrante, spesso corrusca; ed è il colore a enucleare le forme, a dar corpo senza mediazioni alla realtà dell’opera. Un linguaggio che ha molto di spontaneo, di sorgivo, che non teme di manifestare il proprio sincero sentire senza intellettualismi. Dunque una creatività prorompente, calda, adorabilmente “meridionale”, che all’apparenza sembrerebbe quanto di più lontano dall’essenzialità misurata e “nordica” del design di Arne Jacobsen e di Fritz Hansen. Una sedia, la Serie 7TM, dalle linee così pure da essere ormai classiche e universali: un cult del Novecento e del Moderno (basti pensare che il prototipo è al MoMA di New York), realizzato in compensato curvato con impiallacciatura modellata e gambe di tubolare in acciaio; un oggetto leggero, semplice, comodo e funzionale, tra i più e più a lungo venduti nella storia del mobile.
L’idea di impiegare la Serie 7TM come inedito supporto per i dipinti di Marranchino è ardita, ma il risultato finisce per essere illuminante: le curvature del laminato dello schienale creano effetti di distorsione, sicché i grattacieli della nuova Milano assumono movenze sinuose e inattese, e la stessa forma della sedia genera un campo spaziale che suggerisce aggregazioni visive inusitate, accelerazioni improvvise e punti di fuga irregolari, scarti e obliquità. Insomma, un esperimento di notevole interesse, che affonda le sue lontane radici nelle anamorfosi e nelle bizzarrie percettive da Wunderkammer, ma che soprattutto è foriero di promettenti sviluppi nell’accostare il linguaggio della pittura a quello del design, e nell’applicare una sorta di prospettiva curva che potrebbe essere riallacciata a certe geometrie non euclidee, se non addirittura a complesse ipotesi della fisica contemporanea. Una ricerca che risulta evidenziata, in questi “oli su sedia”, anche dalla scelta di una quasi totale monocromia al blu, onde evitare esiti eccessivamente caleidoscopici e rutilanti.
L’immagine della città che emerge dal connubio tra l’inventiva di Marranchino e l’eleganza sobria della Fritz Hansen è insieme antica e futuribile, riflessiva ma piena di fiduciosa apertura: un inno alla positività del fare e del tentare sempre strade nuove.
Testo a cura di Paolo Bolpagni
Lo showroom Republic of Fritz Hansen ospita la mostra “Aspettando l’Expo” dal 27 ottobre al 22 dicembre. Un allestimento accattivante per presentare al meglio le opere di Domenico Marranchino, 30 sedie Serie 7 e 8 tele, che ben si accostano alla collezione Fritz Hansen dando vita ad un’ambientazione dinamica e contemporanea.
Per ulteriori informazioni, si prega di contattare: Chiara Pepe, cp@fritzhansen.com, +39 3470596010

Inaugurazione 27 ottobre ore 18
Showroom Fritz Hansen
Corso Garibaldi, 77 Milano
Orari: dal lunedì al venerdì 9-13 14-17
Ingresso libero

Aïd el Kebir, fortunati i negozianti

November 5, 2011 Leave a comment

Mancano due giorni all’Aïd el Kebir. I belati dei montoni risuonano da qualche giorno in tutti i quartieri della Medina medioevale. Gli odori forti trapassano le narici ad ogni angolo di strada per ricordarci la data del grande giorno. L’Aïd Al-Adha è la festività che necessita in assoluto di più preparazione. La febbre degli acquisti raggiunge il suo massimo in questa settimana: oltre al mitico montone che si dovrà  poi nutrirlo a casa serve acquistare le spezie, i tajine per cuocerlo, le corde, il carbone, nei nuovi coltelli e portare ad affilare quelli vecchi. Poi, cosa importante, è necessario fare acquisti alimentari per almeno un a settimana perchè tanti commercianti nella medina chiudono i battenti per diversi giorni. Per i commercianti è chiaro che l’Aïd è una grossa opportunità da prendere al volo. A partire dai trasportatori, passando per gli arrotini, i venditori di utensili e i proprietari di garage che vengono trasformati in stalle per la vendita dei montoni. Non necessitano quest’ultimi di autorizzazioni e molte persone si trasformano in venditori di montoni tout court. Oggi, in giro per i souk  della medina  tantissimi venditori ambulanti che sistemano la loro mercanzia sulle strade ppubbliche : qui vengono chiamati « ferrachas » e sono, neanche a parlarne,  abusivi. Molte persone poi, attendono l’Aïd per rinnovare la cucina. In effetti, le promozioni sono ovunque e i commercianti di elettrodomestici si fregano le mani. Tutti i marchi cercano di attirare i clienti con dei prezzi promozionali, regali, offerte del tipo prendi due paghi uno e nei grandi magazzini le vendite hanno ripreso fiato dopo alcuni mesi di calma piatta. I prezzi abbordabili e i crediti invogliano all’acquisto, senza pensarci troppo. Se la carne di montone cucinata in mille modi resta il piatto clou per i marocchini durante l’Aïd, i dolci e il cioccolato sono presi di mira per questa occasione; senza dimenticare bibite gassate di ogni tipo che sono promozionate ovunque e richieste da tutti durante l’Aïd el Kebir.

Le drogherie, i supermercati e i grandi centri commerciali sono presi d’assalto dai consumatori che si approvigionano di enormi quantità di limonate, aranciate, acqua minerale e quant’altro stipate ovunque. Il tasto dolente di tutta questa storia è che tante famiglie marocchine vivono una situazione finanziaria precaria. Vacanze, Ramadan, rientro scolastico, tanti avvenimenti che hanno messo a dura prova le casse famigliari. Tutto questo rappresenta il periodo di punta per le società di credito al consumo in Marocco. E quest’ultimi si fanno in quattro in materia di comunicazione. Tutto nella norma tenendo conto che la cifra d’affari di queste società in queste settimane raddoppia, con buona pace dell’Islam che reputa il credito “Haram“, proibito. La festa del sacrificio ha una notevole importanza sociale per i marocchini, ma ultimamente, si sta affacciando una nuova categoria di persone che decidono di “zappare” la festa del montone. In effetti, in questi ultimi anni, una sempre più numerosa fascia di persone pensa che l’Aïd el Kebir sia una vecchia abitudine démodéé e sempre più out. Non festeggiano e ne sono fieri. “Ogni anno, aprofitto delle vacanze dell’Aïd per viaggiare con mia moglie e rilassarmi. E’ molto meglio che sgozzare un montone. Non sono più vacanze così ma una corvée”, ha dichiarato ad un giornale arabono Lachen, impiegato di banca. Prendendo coscienza di questo fenomeno, le agenzie di viaggi e gli hôtels hanno moltiplicato le loro offerte per attirare sempre più nuovi clienti. Convengono tutti sul fatto che una vera recrudescenza della domanda di viaggi arriva in questi giorni. Senza fare troppa pubblicità, dicono le agenzie marocchine, rimarcano la forte progressione delle richieste di viaggi sia all’interno del paese che verso la Turchia, l’Egitto, Singapore, il Belgio e l’Europa in generale. Con buona pace dei poveri montoni.

Credits: interviste raccolte da Le Matin

Fonte: My Amazighen

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