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Setta di Brescia, liberata una donna ridotta in schiavitù

Il fatto è avvenuto lo scorso 23 agosto, quando Emanuela Saretti è stata liberata grazie ad un blitz dei Carabinieri. La donna era da tempo tenuta segregata e schiavizzata da alcuni esponenti dell’ormai nota setta ‘della porta accanto’, di cui il capo spirituale è una sedicente stregona che asserisce di essere la reincarnazione della Vergine Maria, di nome Fiorella Tersilla Tanghetti. I Carabinieri hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti della Tanghetti e di altre 11 persone, all’interno della casa in cui è stata trovata la Saretti. Il reato contestato pare sia proprio quello di riduzione e mantenimento in schiavitù, in quanto nel decreto viene ipotizzato che Emanuela Saretti, invalida al 100% è stata oggetto di soggezione continuativa che l’avrebbe portata ad un totale annichilimento mediante brutali punizioni corporali. Secondo l’accusa, inoltre, i membri della setta e con la Tanghetti a capo, avrebbero fornito alla Saretti delle false informazioni su ciò che avveniva all’esterno della comunità in cui era rinchiusa e questo bombardamento di false informazioni con tutte le violenze conseguenti, si sarebbe perpetrato per diversi anni. L’intento dei membri della setta e della Tanghetti era quello di non farla parlare con nessuno di tutto quello che avveniva all’interno della struttura. La Saretti, oltre a tutto il resto, pare fosse costretta a lavorare per 15 ore al giorno non retribuita. Questa ennesima vittima della setta di Brescia pare che fosse stata affidata alla comunità della Tanghetti grazie ad una consulenza tecnica depositata presso il giudice tutelare, in cui sembra che falsamente si affermava che la Saretti fosse stata oggetto di abusi sessuali da parte del proprio padre, facendo sì che la sistemazione all’interno della struttura della setta apparisse la più idonea a lei.

Carla Liberatore

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