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Mibi & Eurobijoux, salone dedicato all’accessorio moda più giocoso

October 25, 2011 Leave a comment

Apre oggi all’Ata Hotel Quark di Via Lampedusa a Milano il salone Mibi & Eurobijoux dove i bijoux della prossima primavera 2012 sono presentati in anteprima ai compratori italiani ed esteri che possono cosi completare i loro acquisti iniziati durante la Fashion Week.
L’accessorio è sempre più indispensabile per valorizzare il look. L’intento di Mibi & Eurobijoux è di far conoscere i pregi e il design della produzione europea e le 57 aziende provenienti da Italia, Spagna, Grecia, Francia rappresentano davvero i fiori all’occhiello del comparto.
Se nella primavera 2012 saremo spettatori del trionfo di collane e bracciali dalle dimensioni debordanti che mettono in ombra gli abiti. Curiosando fra gli stand di Mibi & Eurobijoux si respira già aria d’estate: tutto all’insegna della leggerezza di forme, pesi e materiali, tanti insetti e fiori. E’ il trionfo della natura e di paesi lontani. Le collane, i pendenti saranno regine sul campo; assisteremo ancora, soprattutto in primavera, al ritorno del girocollo po’ bon ton con note floreali, chiusure gioiello direttamente ispirate alla migliore tradizione orafa dai connotati vistosamente preziosi, oppure chiusure “scultura” di grande impatto visivo. Ha preso il via il “Best Style Award2, un concorso che mette in gara i vari produttori e le loro collezioni. I premi verranno assegnati domani, lunedì 24 ottobre alle 19,30 qui al Quark (la stampa è invitata) alla presenza del comitato organizzatore. I modelli esposti nell’area tendenze sono votati da chi visita la fiera e saranno comunicati alla stampa e sul sito della fiera Mibi & Eurobijoux.

Vincerà chi avrà usato:
i migliori materiali
il design più innovativo
chi ha creato lo stand più appealing.

All’insegna di un’eleganza rilassata, un mood enfatizzato dalla sovrapposizione di monili perfetti per creare una piacevole armonia di colori e materiali che sono ciò che ci vuole nella stagione estiva. Giocare un po’ ed evocare altri mondi che i designer uniscono piacevolmente. I colori sono quelli estivi, essenzialmente acidi, radiosi, classici abbinati ai colori forti, tenui per un pubblico di compratori attenti alle passerelle delle ultime sfilate. Una miriade di bijoux che sanno sempre conquistare la complicità femminile nei diversi momenti della giornata.
Momento di confronto fra stilisti e designer, piccole e medie aziende italiane ed estere, Mibi & Eurobijoux esprime tutto il talento di un comparto vivo e creativo che fa parte a pieno titolo della moda.
Nonostante il difficile momento del mercato, il fascino del bijoux è comunque capace di conquistare produttori e acquirenti. Un dettaglio insostituibile, in grado da solo di impreziosire lo stile di chi lo sceglie, di rendere anche un look semplice assolutamente trendy, di far sorridere ogni donna di una bellezza unica e sempre nuova.
Le tendenze per la prossima primavera estate sono diverse.

FUNNY
Allegria, vivacità, energia pura, accenni Pop: questi i cardini attorno ai quali nasce e si sviluppa il “Funny”. Parola d’ordine per questo tema è colore, dai fluo agli acidi, dai fuxia, ai gialli, ai verdi passando attraverso due toni neutri uno caldo e uno freddo. Superfici laccate, lucide, a specchio, sono il nuovo dictat sia per i tessuti che per i pellami e, di conseguenza per gli accessori moda pe12. Catene in pvc in colori fluo, fibbie vistose in colori sgargianti, plastiche e resine dalle forme morbide e bombate per ricami e applicazioni suggeriscono poi, una chiara ispirazione Pop. In primo piano anche le stampe che sono decisamente variegate; troviamo quelle con grandi macchie di colore, quelle astratte con pennellate grafiche e pulite, quelle digitali dal sapore tecnologico e moderno.

ESOTICO
Atmosfera da vacanza, sole, sabbia bianca, cocktail con ombrellino, flora rigogliosa. Cosa c’è di più esotico di così? Tutto in questo tema ha un sapore tropicale, le passamanerie dagli effetti baiadera, le piume soffici e multicolor o in resina opaca per gli accessori, le chiusure a forma di farfalla o di foglia, e poi le stampe che sono un inno all’allegria con disegni sarong, tye and dye, macro fiori, righe irregolari colorate effetto ombrellone, sia per i tessuti leggeri come i cotoni, i voile sia per quelli armaturati come i canvas o le stuoie.

SEDUZIONE DARK
Scenari lunari, notturni, sensualità pura, audace, con richiami ad atmosfere gotiche. Tutti i colori sono contaminati da tocchi di nero. Il rosso è il solo colore puro per la cartella colori.
Dictat di questo tema è sedurre ma con dettagli glam-rock. Spazio dunque agli effetti lucido-opachi per i tessuti, ai broccati serici, ai jersey fluidi, ai pizzi siliconati, alle perle nere ma con dettagli metallici, alle catene diamantate galvanizzate in rutenio, alla pelle morbida, supersottile, tagliata a vivo, con effetti metallizzati. Grande ricerca poi per le stampe che sono sbiadite, “impolverate”, aerografate, che enfatizzano l’atmosfera notturna riprendendo come soggetti ombre lunari o sagome di uccelli notturni.

ALTA SEDUZIONE
E’ l’apice del tema della seduzione. Le più classiche delle armi femminili sono ammesse anche se non manca un tocco di autoironia. Largo così a pizzi, reti, taffetà, tulle, broccati tono su tono, piccoli volants in raso su nastri elastici, chiusure a reggicalze, stampe con micro animalier, giochi di vedo non vedo, leziose applicazioni di jais sfaccettati abilmente posizionati ad ornare le scollature, il tutto per incarnare una creatura fatta di pura sensualità a metà strada tra una moderna Sofia Loren nel film “Ieri, oggi e domani” e la regina del Burlesque Dita Von Teese.
La stagione PE 2012 gli accessori moda che vedremo nei punti vendita e addosso alla donna saranno un tripudio di colori, forme, minuzie e appariscenze. Collane che accolgono perle e fiori, catene che s’incontrano in serie colorate, grandi ciondoli adornanti, pendenti multicolori, fantasie allegre e giocose per un look mai stanco.
Il salone ha voluto puntare i riflettori sull’appassionata ricerca stilistica in cui antiche tradizioni e nuove lavorazioni si intrecciano armoniosamente e nasce dalla passione e dall’impegno dei produttori italiani che hanno l’obiettivo di salvaguardare il loro prodotto Made e Designed in Italy.
A Milano, capitale della moda, non manca neanche quest’autunno l’evento sfavillante che vede protagonisti i bijoux più esclusivi. Estro e raffinatezza caratterizzano ogni singola creazione, espressione di squisita femminilità, capaci di esprimere la personalità poliedrica della donna con dettagli che non passano inosservati.
MIBI & EUROBIJOUX è un evento per i buyer promosso da EUROFASHION BIJOUX S.L. i cui fondatori sono Mibi Fabbriche Italiane (Associazione italiana fabbricanti di bijoux e accessori moda) e Sebime, analoga Associazione spagnola.
Uno degli obiettivi principali di EUROFASHION BIJOUX è di essere protagonista nelle maggiori capitali del fashion worldwide attraverso attività ed eventi in partnership volti all’internazionalizzazione e alla promozione dei bijoux “Made in Europe”.
La scelta di svolgere questa edizione a Milano è un omaggio alla città e un ulteriore conferma della vocazione sempre più fashion della città che è il vero punto di riferimento per tutti i buyer anche del settore bijoux e accessori moda.

http://www.mibi-eurobijoux.com e la mail info@eurofashionbijoux.com

Fonte: BlogModa

Categories: Moda Eventi Tags:

“I Funeracconti” di Benedetta Palmieri, Giangiacomo Feltrinelli Editore

October 25, 2011 Leave a comment

I Funeracconti
Benedetta Palmieri
Collana: I Narratori
Pagine: 144
Prezzo: Euro 14,00

“Ironia. Gli sembrava quasi una parola onomatopeica. Come se il suo suono fosse già di per sé beffardo. Si chiese distrattamente se quella piega ironica avesse a che fare con qualcosa che riguardava l’aldilà. Piuttosto che preoccuparlo, la cosa fu a un passo dal divertirlo”. Dieci racconti che iniziano quando tutto finisce. Benedetta Palmieri affronta uno degli ultimi tabù con ironia partenopea e scaramantico disincanto, perché dietro la paura della morte c’è un mondo da raccontare.
Il libro
Un presenzialista dei funerali. La capintesta di una blasonata agenzia di pompe funebri. Un parco a tema che promette di far morire dal divertimento. La redazione di “Glamourt”. Un collezionista di rarissimi carri funebri. Una dama di condoglianza. Un tumulatore di animali domestici. Un necroforo di fiori d’appartamento. Le ultime volontà di un uomo generoso. Un neo-defunto alle prese con la burocrazia.

Dieci racconti che iniziano quando tutto finisce.
Dieci racconti che giocano con la morte e con le sue innumerevoli declinazioni – qualche volta drammatiche, spesso assurde, sempre umanissime.
Dieci racconti e un filo che li tiene insieme.
Benedetta Palmieri affronta uno degli ultimi tabù con ironia partenopea e scaramantico disincanto, perché dietro la paura della morte c’è un mondo da raccontare.

Fonte: Giangiacomo Feltrinelli Editore

“Lucinella” di Lore Segal, Edizioni Cargo

October 25, 2011 Leave a comment

Lucinella
Lore Segal
Narratori di Cargo
192 pp.
18,50 euro
978-88-6005-047-2

Traduzione di Natalia Stabilini

Spregiudicata, scostumata e scanzonata: è lei, Lore Segal, che questa volta ci guida tra poeti, scrittori e drammaturghi cheaffollano i salotti del West Side, bizzarri personaggi ritratti con tinte al vetriolo: scarpe lucide, completi blu da impiegato, abiti grigi dozzinali, pantaloni dalla foggia antiquata, calzamaglie da ciambellano uscito da un arazzo per andare a caccia di unicorni… Questa eccezionale quanto stramba corte dei miracoli accoglie una folla di falliti di successo che, tra conversazioni senza né capo né coda, rimandano ogni cosa dopo l’ultimo bicchiere mentre «non per malizia, ma per desiderio di comunione, fanno a pezzi gli altri poeti e se li offrono in pasto a vicenda». E nell’attesa dell’ispirazione che segnerà la svolta nella loro vita, gli artisti danno sfogo a manie e tic: matite che a furia di temperare si consumano, corse ad acquistare blocchi fiammanti pronti ad accogliere le loro nuove creazioni… In mezzo a loro c’è lei, Lucinella, voce narrante di questo romanzo dissacrante, che è anche un ritratto impietoso della New York “intellettuale” tra gli anni Sessanta e Settanta.

La stampa
Un romanzo divertente, intenso e commovente. Lucinella è sicuramente la figura più piacevole mai comparsa in un romanzo sugli scrittori newyorkesi. – John Leonard, «The New York Times Book Review»
Semplice, meraviglioso, magico. – John Gardner
Un lavoro sorprendentemente toccante di insolente idealismo, capace di mostrare tutta la follia umana. «The Financial Times»
Da capogiro! Un divertimento spudorato… pungente e dolce… Lore Segal rende divino ciò che è terreno e terreno ciò che è divino. «Los Angeles Times»
Hanno detto di lei – La Segal è maestra nell’arte di accalappiare il lettore. Luigi Sampietro, «Il Sole 24 Ore»
Ha tutti i numeri per conquistare molti lettori, esigenti e meno, e dosa, con un’abilità da vecchia volpe della letteratura e del cinema, la commedia e il dramma… in scorci e dialoghi degni della Paley e di Carver. – Goffredo Fofi, «Internazionale»
Hanno detto de Il suo primo americano – Un piccolo miracolo di composizione letteraria. Tiziano Gianotti, «D la Repubblica delle Donne»
Con il suo mix di ironia e disperazione, questo è considerato il grande romanzo d’amore dell’America multirazziale. «Grazia»
Hanno detto di Shakespeare’s Kitchen – Un vero capolavoro. – Ranieri Polese, «Corriere della Sera»
Uno dei romanzi più intensi della narrativa americana degli ultimi anni… – Gian Paolo Serino, «D la Repubblica delle Donne»

Fonte: Edizioni Cargo

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Quantum Levitation, alla scoperta della levitazione magnetica

October 25, 2011 Leave a comment

Come noterai dal video, Quantum Levitation è un fenomeno abbastanza interessante, e cercherò di spiegarlo utilizzando il sito web originale del progetto e le pagine di Wikipedia relative all’effetto Messner e alla Levitazione Magnetica. Come noterai dal video ci sono due oggetti necessari a far funzionare la levitazione: dei magneti (quei blocchi grigi) e il “disco”. Ed è proprio il disco la base di tutto. Quel disco speciale è formato da un sottilissimo strato di zaffiro, ricoperto a sua volta da una ceramica chiamata ossido di ittrio bario e rame. Quest’ultimo è l’elemento che fa da superconduttore, in realtà la ceramica non è un superconduttore di per se, ma lo diventa se raffreddata a -185 gradi centigradi, ecco la causa del fumo che hai visto nel video. Ma cos’è un superconduttore? È semplicemente un materiale che conduce l’elettricità con zero perdite di energia. Ora viene la parte complessa, sia da capire che da spiegare.
I superconduttori (in questo caso il nostro disco) e i campi magnetici non vanno d’accordo, quando il nostro disco viene raffreddato come ho detto diventa un superconduttore, e quindi, come caratteristica dei superconduttori, espelle il campo magnetico al suo interno, creando il fenomeno del diamagnetismo, ovvero, in parole povere, due materiali che si respingono (come accade con tutte le calamite). Questa relazione tra i superconduttori e i campi magnetici viene chiamata Effetto Meissner.
C’è però da spiegare un’altro fenomeno. Come mai nel video il disco rimane fisso e non esce dal campo magnetico?? Grazie allo spessore di qualche millimetro del disco il campo magnetico penetra nel superconduttore, creando una sorta di tubi di flusso del campo magnetico, tubi in cui si “incasta” il disco, e quindi si crea una “pista” aerea per il superconduttore. Questa forma particolare di levitazione è chiamata “quantum levitation”.

Alberto Ziveri

Fonte: Skimbu


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“Provincia meccanica” di Stefano Mordini [2005]

October 25, 2011 Leave a comment

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Battaglia contro tutti

Se Mordini ha un ottimo punto di partenza in questo suo bizzarro nucleo familiare e gli sa costruire attorno ambienti realistici, è la vicenda in cui coinvolge i suoi eccentrici personaggi che risulta poco credibile.

Marco e Silvia Battaglia sono due giovani sposi con due adorabili figlioletti, un appartamento non esattamente elegante e immacolato, un cane e un iguana. Lui (Marco, non l’iguana) ha un lavoro umile, ma adatto alle sue esigenze: fa il turno di notte per guadagnare qualcosa in più e per passare le giornate con la moglie e i piccoli. Davis, il secondogenito, ha tre anni e sa gestirsi da solo: si prepara i pasti, va a dormire quando ha sonno ed è un campioncino di Tomb Raider alla Playstation. La sorella maggiore, Sonia, ha qualche problema con i compagni di classe e la mamma crede che sia in qualche modo colpa dell’istituto, per cui spesso e volentieri non manda a scuola la figlia. Le troppe assenze di Sonia finiscono per richiamare l’attenzione dell’assistenza sociale, che decreta di sottrarre la bambina ai genitori per affidarla alla madre di Silvia, una donna finemente borghese, che aveva sempre avuto da ridire sul ménage familiare dei Battaglia. La perdita di Sonia è un colpo tremendo per Silvia, che smette di parlare con il marito e si rinchiude in camera da letto…
Da qui prende le mosse Provincia meccanica, il film d’esordio di Stefano Mordini in concorso proprio in questi giorni al Festival di Berlino, che racconta la crisi di questa eccentrica famigliola di un non meglio precisato comune del Settentrione (ma il film è stato girato quesi interamente a Ravenna). E non sono neanche male, queste premesse. L’approccio al soggetto appare originale e gli attori sembrano in parte: Stefano Accorsi, tra il ruspante e il tenero, e Valentina Cervi nei panni di una sorta di risposta padana a Courtney Love, tutta rossetti audaci e mutande a vista. Il problema di Provincia meccanica, come ci si accorge presto, è proprio la famosa sceneggiatura “fortunata”, che la potente Medusa ha voluto finanziare e che il divo nostrano Stefano Accorsi ha voluto interpretare sullo schermo. Se Mordini ha un ottimo punto di partenza in questo suo bizzarro nucleo familiare e gli sa costruire attorno ambienti realistici, è la vicenda in cui coinvolge i suoi eccentrici personaggi che risulta poco credibile.Con il chiaro intento di dedicarsi ai personaggi centrali e fare del suo film un denso e sobriocharacter study, Mordini tralascia tutto il resto, e il mondo al di fuori del microcosmo dei Battaglia, quella società che non accetta i freaks dell’anticonformismo, è inadeguatamente rappresentata soltanto da uno sparuto e fiacco gruppo di personaggi secondari: un’assistente sociale che ha forse quattro battute e agisce con il benestare di autorità invisibili, il collega di Marco, un sindacalista di mezza età schiacciato dagli ordini “dall’alto”, e infine i genitori di Silvia, che si portano la piccola Sonia nella loro linda villetta patrizia, e il cui rapporto con la figlia, che dovrebbe essere la causa di tutta la catastrofe, non è minimamente indagato.
I dialoghi, che hanno un ruolo fondamentale nel character study, lasciano spesso a desiderare e non convincono soprattutto dal punto di vista linguistico: si offre uno spaccato sociale di provincia e nessuno che si lasci andare una sola parola in dialetto? Tutti, protagonisti e gregari, parlano un italiano ineccepibile, e l’unico a scivolare nel turpiloquio (in un totale di tre occasioni) è il personaggio di Accorsi, nei momenti di maggiore indignazione.
Ma, come accennato, il problema più cospicuo di Provincia meccanica sta nell’illogicità e nella resa interpretativa dei nodi centrali della sceneggiatura, di cui non vogliamo anticipare altro per non rovinare la sopresa a chi, nonostante la severità di quest’analisi, avrà giustamente ancora tutte le intenzioni di andare a godersi il film al cinema. Chi scrive, tuttavia, per integrità professionale e onestà verso i lettori, non può non ammettere che arrivare alla fine dei 107 minuti di Provincia meccanica non è stata un’esperianza particolarmente appagante da nessun punto di vista.

Alessia Starace