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“Portraits”, personale della fotografa Melissa Marchetti a Terni

October 20, 2011 Leave a comment

Terni – Venerdì 21 ottobre alle h 19:00 presso la Galleria dA.Co. inaugura la mostra personale della fotografa umbra Melissa Marchetti: Portraits. Una mostra curata da Valentina Gregori e dall’Associazione Culturale Downtown di Terni in via del tribunale n°9.
L’esposizione presenta solo una parte degli scatti fotografici che Melissa Marchetti ha raccolto in un più ampio progetto intitolato Raccontare una donna. Presso la Galleria dA.Co. la pubblicazione in un libro di questo progetto è disponibile alla vendita.
Attraverso l’obbiettivo di Melissa Marchetti si mostrano e si raccontano alcune protagoniste del cinema e del teatro italiano. Ognuna di loro tenta di raccogliere i frammenti della propria identità lasciando allo sguardo della fotografa il compito di assemblarli in un’ immagine che riesca a raccontare una storia allo spettatore.
I lavori selezionati per questa mostra vogliono aprire una riflessione sulle potenzialità comunicative e interattive del ritratto fotografico, scrutare le dinamiche che si attivano a seconda dei soggetti immortalati.
// PORTRAITS |Mostra personale di Melissa Marchetti // 21 Ottobre | 16 Novembre a cura di Valentina Gregori in collaborazione con l’Associazione Culturale Downtown.
INAUGURAZIONE Venerdì 21 Ottobre 2011| h 19 @Galleria dA.Co.
CONFERENZA STAMPA Venerdì 21 Ottobre 2011| h 18 @Galleria dA.Co.

I’ll be your mirror”, collettiva alla Galleria Glenda Cinquegrana The Studio a Milano

October 20, 2011 Leave a comment

Milano- ‘I’ll be your mirror’ è il titolo della collettiva sul tema del ritratto, di scena allaGalleria Glenda Cinqugrana di Milano dal 16 novembre al 14 gennaio. La mostra comprende i lavori di Gianluigi Colin, Maurizio Galimberti, Nan Goldin, Federico Lombardo, Arash Radpour, Nathalie Rebholz, Pipilotti Rist, Persefone Zubcic, artisti che si sono cimentati, in modo assolutamente diverso l’uno dall’altro, nel genere del ritratto e dell’autoritratto. L’esposizione offre un punto vista ad ampio raggio su un genere classico dell’arte antica e contemporanea, attraverso una panoramica che abbraccia l’arte italiana e internazionale e che sviluppa il tema nel confronto fra media diversi: dalla fotografia, alla pittura digitale, al video, al collage su carta, fino alla polaroid.

Nel lavoro di Gianluigi Colin (Pordenone, 1965) il tema ritratto è affrontato non in sensoletterale, ma in chiave metaforica. Colin non ritrae personaggi ma i simboli che essiincarnano: quindi il femminile, la memoria, la celebrità, la violenza. Le opere di Nan Goldin (Washington DC, 1953) costituiscono la rappresentazione della sua vita e della sua cerchia di amici, personaggi deracinèe, prigionieri della dipendenza dal sesso e dalle droghe, che sono costantemente ritratti in atteggiamenti ambigui, apertamente disinibiti o illeciti.

I ritratti di Maurizio Galimberti (Como, 1956) rappresentano la produzione più conosciuta del  fotografo, che dal 1992, anno in cui vince il Gran Prix Kodak per la pubblicità, ha legato il suo nome alle più grandi case fotografiche come la Kodak e alle sorti della Polaroid storica. L’artista, che impiega la polaroid in forma di collage secondo una prospettiva time and space-based, costruisce il ritratto non solo tramite la combinazione di diverse angolazioni prospettiche, ma anche con la successione di momenti consecutivi nel tempo. E’ da una prospettiva multipla e frammentata che scaturisce l’immagine globale del personaggio. Per la mostra Galimberti presenta un inedito e intensissimo ritratto di Patti Smith, e uno storico ritratto di Sting, simulacri entrambi emananti carisma e spiritualità.

Federico Lombardo (Castellammare, Napoli, 1970), è noto per una ricerca pittorica che nel ritratto del volto umano ha trovato il suo punto focale. L’artista presenta i lavori della recente serie SL realizzati in pittura digitale, che costituiscono l’ideale prosecuzione della più nota produzione a olio e acquerello. Per Arash Radpour (Teheran, 1976) il ritratto costituisce lo strumento privilegiato tramite il quale accedere ad una complessa dimensione immaginativa del personaggio, in cui, con un procedimento nel quale determinante è l’interazione sensuale fra fotografo e oggetto, è difficile stabilire il confine fra personaggio/oggetto e il fotografo/soggetto.

Alla base degli elaborati tableaux fotografici di Nathalie Rebholz (Atene, 1978), si trova l’universo autobiografico dell’artista: i protagonisti delle sue fotografie sono gli amici, trasformati in oggetti delle sue costruzioni oniriche, in un immaginario visivo che da un lato trae a piene mani dall’arte simbolista e preraffaellita, dall’altro si nutre delle proprie mitologie, quali la mistica del femminile, i viaggi iniziatici e la ricerca edonista di una vita totale. In mostra un’opera permeata di poeticità visionaria intitolata Woman del 2003.  Pipilotti Rist (1962, Rheintal, CH) è una delle più celebri video – artiste internazionali. Per lei il video è la sede di tutto (pittura, tecnologia, linguaggio, musica,movimento, stupidità, immagini fluttuanti, poesia, commozione, premonizione della morte, sesso e amichevolezza). A partire da una matrice culturale ricchissima che trae le sue fonti dall’eredità dell’arte della performance, Persefone Zubcic (Pola, HR, 1982) elabora una poetica originale attorno al genere del ritratto e all’autoritratto, intesi come strumenti per mettere in pratica una ricerca sul tema dell’Uomo.

Galleria Glenda Cinquegrane: The Studio
via Francesco Sforza, 49
20122 – Milano
Opening: martedì 15 novembre 2011 ore 19,00
Da mercoledì 16 novembre al 14 gennaio 2012
dal martedì al sabato dalle 15 alle 19

“6 giorni sulla terra” di Varo Venturi [2011]

October 20, 2011 Leave a comment

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Suggestioni alienanti

Non fantascienza ma “realscienza”, secondo le parole del regista Varo Venturi, che ha scritto e diretto il film con l’idea di mostrare quella che, a suo avviso, sarebbe la realtà che si cela dietro le tante testimonianze (vere o presunte) di rapimenti alieni.

Davide Piso è un ricercatore universitario che da anni si occupa del tema dei rapimenti alieni. Tra lo scetticismo e l’aperta ostilità del mondo accademico, lo scienziato ha raccolto moltissime testimonianze sul tema, grazie a una particolare tecnica ipnotica che lo ha condotto a una rivoluzionaria teoria: dopo il rapimento, gli extraterrestri impianterebbero la propria personalità nel cervello del rapito (addotto) nutrendosi e arrivando gradualmente a controllare la sua energia vitale, quella che noi chiamiamo anima. Questa pratica, utilizzata dagli extraterrestri da millenni, avrebbe lo scopo di indebolire gradualmente la capacità di resistenza umana e realizzare infine quell'”incarnazione definitiva” che sancirebbe il dominio assoluto della razza aliena sulla Terra. Quando Davide si imbatte in Saturnia, studentessa che sostiene di essere stata addotta anni prima, tenta di ipnotizzare la ragazza ma qualcosa va storto; l’entità aliena, particolarmente potente, prende totalmente il controllo del corpo della giovane. Inoltre, Saturnia è figlia di una famiglia aristocratica che nasconde molti segreti; i genitori, evidentemente a conoscenza della condizione della ragazza, vogliono riaverla indietro e rivogliono anche l'”ospite” che la abita…La science fiction è un genere che, per le più svariate ragioni, non ha mai attecchito nel nostro paese; qualsiasi tentativo in tal senso va quindi guardato col giusto interesse. Sta di fatto che questo 6 giorni sulla terra, almeno nelle intenzioni del regista Varo Venturi, non voleva essere essere propriamente un film di fantascienza, ma, per usare le parole dello stesso regista, un’opera di “realscienza”: convinto assertore della teoria delle abductions extraterrestri, ispirandosi ai lavori del professor Corrado Malanga(esperto sul tema) Venturi ha scritto e diretto il film con l’idea di mostrare quella che, a suo avviso, sarebbe la realtà che si cela dietro le tante testimonianze (vere o presunte) di rapimenti alieni; sostenendo nel contempo con forza quelle teorie del complotto che da ormai molti anni sono corollario alle tesi degli ufologi, secondo le quali una cospirazione globale starebbe nascondendo, da tempo, la presenza e l’integrazione delle razze extraterrestri nella nostra società. Compito del critico cinematografico non è comunque quello di prendere posizione sull’argomento, su cui ognuno dispone di tutti gli strumenti per farsi una propria idea; se ci si limita a valutare serenamente l’opera (che vale a prescindere dalle intenzioni del suo autore) non si può che parlare di un film di fantascienza a tutti gli effetti, che del genere ha i ritmi e i meccanismi narrativi.

Il carattere low-budget dell’intera operazione non si traduce, per fortuna, nel look sciatto che abbiamo visto in analoghi tentativi: la fotografia si rivela invero abbastanza curata e, saturando spesso i toni, riesce a donare all’immagine quell’aspetto, tra il cupo e l’onirico, che aiuta la suggestione di molte sequenze. Nonostante qualche problema tecnico derivato da un mixaggio audio non sempre gestito al meglio, si nota lo sforzo dei realizzatori di portare nelle sale un prodotto ben confezionato, a dispetto delle difficoltà produttive. Quello che tuttavia lascia un po’ perplessi è una certa confusione narrativa, una sceneggiatura che da una parte sembra parlare un po’ troppo il linguaggio degli iniziati (il narrativamente necessario scetticismo di fronte a fatti – in sé – straordinari non trova praticamente spazio in personaggi che sembrano accettare l’incredibile con assoluta naturalezza) e dall’altra mescola un po’ disinvoltamente le suggestioni stile X-Files, accenni di horror psicologico e il tema delle possessioni demoniache, rischiando di perdere il centro del tutto e di lasciare un po’ confuso lo spettatore che si aspettava, semplicemente, un’opera di fiction con uno sviluppo narrativo chiaro. Un appunto che pure si potrebbe muovere a una regia comunque discreta (che gestisce anche bene le sequenze d’azione) è l’aver scelto un registro a tratti troppo esplicito, specie nelle sequenze iniziali: la forma delle creature extraterrestri sarebbe stato meglio suggerirla soltanto, lasciando il resto, come da sempre insegna il miglior cinema fantastico, all’immaginazione dello spettatore.

Nonostante ciò, e nonostante i limiti intrinseci di un film pensato in un’ottica “militante” (quella di chi è convinto della bontà delle tesi presentate nella pellicola), 6 giorni sulla terra si rivela comunque un’operazione curiosa, che non annoia ma presenta, se non altro per il suo carattere insolito, qualche motivo di interesse: puramente cinematografico per chi di abductions e teorie del complotto non vuole sentir parlare, divulgativo e di propaganda (togliendo qualsiasi accezione negativa al termine) per tutti gli altri. Il grado di questo interesse dipende da quale sia, delle due parti, quella in cui lo spettatore decide di collocarsi.

Marco Minniti
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“Le Voyage Initiatique”, mostra fotografica collettiva prosso Spazio Meme di Carpi

October 20, 2011 Leave a comment

Le Voyage Initiatique
Tre Fotografe, Tre Colori, Tre Passi verso la Metamorfosi
Mostra fotografica collettiva con Aëla Labbé  (Francia),
Corinne Rozotte (Francia),
Nicol Vizioli (Italia).
a cura di Alice Mazzini in collaborazione con Res Pira

Inaugurazione  Sabato 5 Novembre 2011 ore 19, aperitivo con la Donna Barbuta e lettura del palmo.
Durata esposizione: dal 5 al 27 Novembre 2011 presso Spazio Meme, via G. Bruno 4 Carpi (Mo)
Orari di apertura della mostra: dalle 17-20 ad esclusione del Martedì,
Sabato anche dalle 9.30 alle 13.

Il 5 Novembre 2011 Spazio Meme inaugura la seconda esposizione della stagione 2011-2012 con il progetto Le Voyage Initiatique, già presente nel programma ufficiale dell’ultima edizione del festival Fotografia Europea 2011 di Reggio Emilia, svoltosi dal 6 all’8 maggio.
Attraverso l’incrocio di sguardi di fotografe italiane e straniere, Le Voyage initiatique immagina un percorso di trasformazione intima, segreta e simbolica dell’essere umano da Albero Secco ad Albero Fiorito.
Il processo alchemico non è solo un viaggio iniziatico a livello spirituale, ma anche a livello fisico e materiale; la chimica alchemica è indissolubile dall’aspetto più metafisico e mistico. Se l’Uomo trasmuta nella sua intimità, anche il mondo esterno cambia, il Paese dunque e, ad un livello più ampio, il pianeta. Così in alto come in basso, insomma, in un percorso in cui il microcosmo è in relazione con il macrocosmo e l’Uomo è in relazione con l’Ambiente.
Nero (Nigredo), Bianco (Albedo) e Rosso (Rubedo) sono i colori di tre delle fasi principali del processo alchemico, momenti di una trasformazione auspicata del Paese e dell’essere umano.
La Nigredo (Opera al Nero) è morte apparente, distruzione, vuoto, silenzio e cenere, allora forse è anche il tempo presente. Dal nero la vita torna lentamente a manifestarsi. È il preambolo di nuova linfa, resurrezione, germoglio. Nella visione di Corinne Rozotte sono piccoli segni, oggetti di vita riconoscibili, nella cenere, nella sfocatura del presente.
Inoltrandosi il viaggio si fa sempre più nascosto e segreto. L’Albedo (Opera al Bianco) è l’arrivo della luce dopo la purificazione, è un ulteriore passo nel percorso di rinascita e conoscenza. L’attimo illuminato caravaggesco è quello dei lavori di Nicol Vizioli. Una luce che illumina l’Uomo di nuovo, un Uomo sognato, mutato, dipinto nella sua peculiarità.
La Rubedo (Opera al Rosso), infine è l’infiammarsi di pura essenza. Nulla come l’infanzia è disarmante ed immacolata purezza, incantevole nell’interpretazione di Aëla Labbé.
Le Voyage Intiatique parte dal presupposto che quanto c’è di più alto in questo mondo parla un linguaggio simbolico, passando attraverso una comunicazione segreta tra anima ed anima.
“Ma il vero significato dell’iniziazione è  che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un’ombra, che questa vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno, o, in altre parole, che quanto vediamo è un’illusione. L’iniziazione è il dissolversi – un dissolversi graduale, parziale – di questa illusione.”  Pagine Esoteriche, F. Pessoa (1888-1935)

Collegamenti utili
http://res-pira.blogspot.com/
http://www.spaziomeme.org/content/
Contatti
Per Res Pira:
Alice Mazzini
alicerespira@gmail.com
Per Associazione Culturale Meme:
Francesca Pergreffi
francesca@spaziomeme.org

“Beautiful Temptations party”, prima beauty taverna d’Italia al Vic’ Street di Napoli

October 20, 2011 Leave a comment

 

“BEAUTIFUL TEMPTATIONS PARTY” AL VIC’ STREET NASCE A NAPOLI LA PRIMA BEAUTY TAVERNA D’ITALIA

 

Da venerdì 21 ottobre il Vic’ Street di via Martucci, ogni 15 giorni, cambierà pelle trasformandosi in un insolito “centro benessere” con menu light vegetariano, trattamenti estetici, suggerimenti per trucco da femme fatale e per tagli e acconciature all’ultima moda, consigli su nutrizione e piccoli “ritocchi”. Poi, per bruciare calorie, tutti sui tavoli al ritmo di tammurriata, infiammati dalla vox energica di Ciro Gargiulo. Metti una sera a cena, in una delle taverne più gettonate di Napoli, uno stuzzicante menu vegetariano light, genuino e soprattutto molto gustoso. Aggiungi una buona manciata (gratuita!) di trattamenti di bellezza con annesso “trucco e parrucco”, consigli su nutrizione e “correzioni” estetiche e gadget ad hoc. Mescola bene gli ingredienti ed annaffiali con ottima musica live da cantare e ballare tutti insieme appassionatamente sui resistenti tavolacci in legno del delizioso locale di Chiaia, così da bruciare – divertendosi – un bel po’ di calorie… valida alternativa ai monotoni tapis roulant. Il tutto sulle note del patron Ciro Gargiulo e della sua affiatata band. Et voilà la prima tappa del “Beautiful Temptations party”, una delle chicche Fall-Winter 2011-2012 del Vic’ Street di via Martucci che, con cadenza bimensile, si trasformerà nella prima Beauty Taverna d’Italia.

Debutto, venerdì 21 ottobre, a partire dalle ore 21, con una originale remise en forme post vacanze per stravolgere, o solo migliorare, il proprio look tra un boccone, una tammurriata e un mare di sorprese a tema… Un rendez vous unico, nato da un’idea di Mariagrazia Poggiagliolmi, Annalisa Palmieri e Maria Napoletano, aperto naturalmente anche ai signori uomini, sempre più vanitosi, che potranno così scoprire, tra un ballo senza (s)ballo e l’altro, le ultime novità anti-age, i trattamenti più cool per il contorno occhi, i capelli e non solo, gustando buon cibo 100% natural, succhi, tisane, te e infusi. E prima di andar via, beauty bag per tutti traboccanti di campioncini tutti da provare. Tra i professionisti coinvolti: il chirurgo plastico Claudio Nappo, la nutrizionista Patrizia Isita, la make up artist Maria Sorvino e tanti altri.

Prenotazione obbligatoria per consentire a tutti di usufruire dei trattamenti offerti durante la serata. Costo della serata all inclusive: 20 euro

Vic’ Street – Via Martucci 44 – Napoli – 081662423


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