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Stagione dei Mille, Accademia Nazionale di Santa Cecilia

October 12, 2011 Leave a comment

ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA Fondazione
La Stagione dei Mille
Inaugurazione sabato 22 ottobre con la monumentale Sinfonia n. 8 di Gustav Mahler diretta da Antonio Pappano. Il ritorno il 20 novembre di Claudio Abbado che questa volta salirà sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nonché dell’Orchestra Mozart, per un originalissimo programma. Si fa sempre più saldo così il rapporto tra il celebre Direttore e l’Istituzione romana che insieme daranno vita a nuovi e molteplici progetti nell’arco dei prossimi anni.
Le linee programmatiche sono chiare e ben definite: repertorio vasto, variegato e aperto in tutte le direzioni, affidato a un’Orchestra che, per unicità di suono, duttilità e originalità interpretativa, occupa da tempo i primi posti nella classifica delle migliori compagini del panorama nazionale e internazionale; “grandi padri” della scena direttoriale mondiale allineati accanto alle più giovani ma sicure promesse; solisti tra i più celebri e celebrati, progetti originali e uno sguardo sempre attento ai linguaggi più innovativi della musica contemporanea. E’ la Stagione di Musica Sinfonica 2011-2012 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che si inaugura sabato 22 ottobre con la Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore di Gustav Mahler diretta da Antonio Pappano alla testa dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Una Stagione che si concluderà il 14 giugno 2012.
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ANTONIO PAPPANO ALLA NONA Sono nove gli appuntamenti con Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia. Il primo, come già accennato, è previsto per l’inaugurazione il 22 ottobre con repliche il 23 e il 24. Un organico strumentale di dimensioni grandiose, otto voci soliste che in questa produzione ceciliana allinea nomi del calibro di Manuela Uhl, Christine Brewer, Meagan Miller, Sara Mingardo, Maria Radner, Nikolai Schukoff, Christopher Maltman, Georg Zeppenfeld: è l’Ottava Sinfonia di Mahler che si aggiunge a quel doveroso omaggio dell’Accademia al grande musicista boemo – con l’esecuzione dell’integrale delle Sinfonie iniziato lo scorso anno – per celebrarne i 150 anni dalla nascita (nel 2010) e i 100 dalla morte (nel 2011). Accanto al Coro di Santa Cecilia ci sarà il China National Chorus prestigiosa compagine formata da oltre 70 elementi che vanta un’intensa attività concertistica in tutto il mondo. Attuale Direttore Ospite Principale è Vijay Upadhyaya, maestro di origini indiane ma di formazione austriaca. Alla figura di Faust si ispira il programma del secondo concerto diretto da Antonio Pappano previsto a novembre. In prima assoluta sarà presentato il nuovo lavoro di Matteo D’Amico (commissione dell’Accademia) dal titolo Veni veni Mephostophilis (…lente currite noctis equi) per tenore, (con il grande Gregory Kunde) coro femminile e orchestra su testi di Christopher Marlowe. Conclude la lisztiana Faust-Symphonie, che si aggiunge così alle iniziative di Santa Cecilia per celebrare il bicentenario della nascita del musicista ungherese. Il concerto è realizzato in collaborazione con Romaeuropa. Nel terzo appuntamento (novembre) il Direttore Musicale dell’Orchestra di Santa Cecilia dirige la giovanissima Yuja Wang – appena ventiquattrenne ma già celebrata pianista cinese – nel Concerto n. 2 di Bartók. A conclusione la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák, che diventerà una nuova produzione discografica per l’etichetta EMI. A gennaio si può ascoltare il Requiem di Mozart che Pappano dirige per la prima volta all’Accademia; successiva sarà la Sinfonia Concertante Hob. 105 di Haydn nell’esecuzione degli eccellenti Solisti dell’Orchestra di Santa Cecilia. Nel gennaio 2012 Maurizio Pollini compie 70 anni e Santa Cecilia vuole festeggiare questo traguardo dello straordinario pianista con un concerto diretto da Pappano, in cui Pollini sarà interprete del mozartiano Concerto per pianoforte n. 23 K. 488.
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Sempre a gennaio la bacchetta di Pappano si leverà su un programma di estremo interesse che prevede il Concerto per violoncello di Dvořák nell’interpretazione di Mario Brunello e la Sinfonia n. 1 di Edward Elgar, opera di ampie proporzioni e di notevole bellezza melodica, poco frequentata nei repertori italiani. E sempre sull’onda delle giovani star Janine Jansen a marzo sarà al fianco di Pappano nel Concerto per violino di Brahms cui segue la Sinfonia n. 5 di Prokof’ev. Sempre a marzo il podio dell’Orchestra di Santa Cecilia attende il “suo” direttore per la maestosa Sinfonia n. 8 in do minore di Anton Bruckner. Gli appuntamenti con Antonio Pappano si concludono a maggio con un concerto che impagina un programma particolare e raffinato, interpretato da straordinari artisti. Ai due pianoforti del Concerto di Martinů siederanno le sorelle Katia e Marielle Labeque, e soprano del Gloria di Poulenc sarà Sally Matthews. Il concerto, che si conclude con la mozartiana Sinfonia n. 35 “Haffner”, è realizzato in collaborazione con Amnesty International, in occasione dei cinquant’anni dalla fondazione.
IL RE LEAR DI CLAUDIO ABBADO Sono ormai anni che Claudio Abbado mantiene costante e salda la sua presenza a Santa Cecilia e da questa Stagione il rapporto di collaborazione tra il direttore milanese e l’Istituzione romana si farà sempre più stretto con progetti di ampio respiro che si realizzeranno con cadenza regolare nei prossimi anni. Una novità ci sarà già a partire dal 20 novembre quando Abbado salirà qui a Roma non solo sul podio della “sua” Mozart ma anche di quello dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia. Grande appassionato di cinema, Claudio Abbado ha a cuore da molto tempo un progetto legato alla settima arte, in particolare alla cinematografia russa e a compositori che per quest’ultima hanno scritto memorabili colonne sonore, tra cui Šostakovič e Prokof’ev. Nel concerto del 20 novembre, infatti, dirigerà le musiche che Dmitrij Šostakovič scrisse per il film King Lear (op. 137) di Grigorij Kozincev, unite alle musiche di scena per King Lear op. 58 dello stesso autore. Sulla rara esecuzione scorreranno le immagini del film girato da Kozincev nel 1970, proiettato in versione originale e con sottotitoli in italiano. Sempre d’ispirazione shakespeariana sarà inoltre La Tempesta fantasia sinfonica op. 18 di Čajkovskij eseguita in apertura del concerto.
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L’ORCHESTRA DEL TEATRO MARIINSKY IN RESIDENCE Una lunga “residenza” sarà quella di Valery Gergiev, direttore molto amato e sempre atteso nei concerti di Santa Cecilia e dell’Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo che sosteranno a Roma per più di dieci giorni nel mese di novembre. Il celebre direttore russo, che ha già diviso il podio con Pappano nell’esecuzione integrale delle Sinfonie di Gustav Mahler, porterà a compimento questo progetto produttivo di enorme impegno dell’Accademia con l’esecuzione delle Sinfonie n. 3, n. 4 n. 10 (l’Adagio) alla testa della compagine russa e della Sinfonia n. 7 sul podio, invece, dell’Orchestra di Santa Cecilia. La lunga “kermesse” di Gergiev e dell’Orchestra del Teatro Mariinsky si aprirà con il capolavoro lirico eseguito in forma di concerto dell’Evgenij Onegin di Čajkovskij dove sarà impegnato il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
I DIRETTORI E I SOLISTI: I GRANDI PADRI E LA NUOVA SCENA
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha sempre rivolto massima attenzione alle nuove generazioni di direttori, diventando così una delle istituzioni, a livello europeo, che può vantare una media d’età dei maestri ospiti tra le più basse. E anche in questa Stagione sono numerosi i nomi degli “under 30-40” che, tra debutti e ritorni, leveranno la bacchetta sull’Orchestra ceciliana.
In ordine di tempo il primo giovane debutto a Santa Cecilia sarà quello di Stéphane Denève, francese, acclamato lo scorso anno dello scaligero Faust di Gounod per la regia di Nekrosius. Attuale Direttore Musicale della Royal Scottish National Orchestra, alla quale Denève ha dato notevole impulso portandola a rinomanza internazionale, a breve sarà nominato Direttore Musicale della Radio-Symphonieorchester di Stoccarda. Tutto francese è il programma proposto a Roma nel progetto dal titolo Vive la France I in cui Denéve sarà affiancato da Enrico Dindo per il Concerto per violoncello n. 1 di Saint- Saëns. La seconda parte di Vive la France, invece, programmata a maggio 2012, avrà un “grande” francese, Lorin Maazel che poserà il suo gesto direttoriale sulle pagine di Fauré, Debussy, Ravel.
Daniele Rustioni è il secondo debutto nella new generation di direttori che insieme a Denis Matsuev, titanico pianista siberiano, straordinario e prodigioso interprete di Rachmaninoff a dicembre sarà protagonista di una serata tutta dedicata al compositore
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russo con l’esecuzione dei Concerti per pianoforte n. 2 e n. 3. A soli 27 anni Daniele Rustioni può essere considerato una consolidata realtà nel panorama musicale internazionale. Nel settembre 2010 ha debuttato al Teatro alla Scala mentre nel marzo 2011 ha diretto per la prima volta alla Royal Opera House, Covent Garden di Londra. Anche Andrés-Orozco-Estrada giunge per la prima volta a Santa Cecilia. Il giovane direttore colombiano sale sul podio dell’Orchestra per dirigere un altro giovanissimo talento, Rafal Blechacz – che il pubblico romano conosce bene nel suo più vigoroso virtuosismo – impegnato nel Concerto n. 4 per pianoforte di Beethoven. Seconda parte del concerto con la Sinfonia n. 7 di Dvořák.
E’ uno tra i compositori più affermati e interessanti della scena mondiale; è l’inglese Thomas Adès che a Santa Cecilia sarà – per la prima volta in Italia – anche in veste di direttore. A marzo, Adès offrirà al pubblico romano un concerto ispirato alla shakespeariana Tempesta con due delle sue più importanti opere, The Tempest (ouverture e scene) in prima italiana e Asyla. Completano il concerto Čaikovskij (La Tempesta op. 18) e Sibelius (Preludio e Suite n. 1 da La Tempesta).
Tra i ritorni della nouvelle vague direttoriale due tra i più brillanti risultati del Sistema Abreu: Gustavo Dudamel sul podio della Simon Bolivar Youth Orchestra e Diego Matheuz che a giugno dirige un concerto tutto dedicato a Čajkovskij. E sempre a giugno torna – per concludere la Stagione – un altro “figlio prediletto” di Abbado, Daniel Harding (attuale Direttore Ospite della London Symphony Orchestra) in un concerto che si preannuncia di estremo interesse. Infatti al pianoforte ci sarà il funambolico Stefano Bollani nella sua travolgente interpretazione del Concerto in sol di Ravel.
Svizzero, classe 1974, attuale direttore musicale dell’Opéra National de Paris torna Philippe Jordan che a gennaio 2012 sarà alla testa dell’Orchestra per dirigere – in prima italiana – “Conjurer” concerto per percussioni e orchestra (alle percussioni Martin Grubinger) del contemporaneo John Corigliano e la Decima Sinfonia di Šostakovič.
Da non mancare il concerto del giovane Vladimir Jurowski, presenza frequente nelle stagioni ceciliane che a febbraio dirige lo straordinario Evgeny Kissin nel Concerto in la minore per pianoforte di Edvard Grieg. Torna la lirica con Cavalleria Rusticana di Mascagni diretta da James Conlon con il grande mezzosoprano Luciana D’Intino.
Due i concerti dedicati agli oratori. Nella versione di Dublino è il Messiah di Händel di Fabio Biondi, alla testa dell’Orchestra di Santa Cecilia. Un cast d’eccezione darà voce al
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capolavoro händeliano come il soprano Carolyn Sampson, il mezzosoprano Romina Basso, il tenore Jeremy Ovenden e il basso Vito Priante. Fabio Luisi, invece, da quest’anno Direttore Principale Ospite del Metropolitan di New York, dirige Il libro dei Sette Sigilli di Franz Schmidt.
Per i “grandi padri” torna Yuri Temirkanov, direttore molto amato che nel primo di due appuntamenti dirige la straordinaria violinista georgiana Lisa Batiashvili nel Concerto per violino n.1 di Šostakovič del quale Temirkanov dirigerà anche Il Canto della foresta (tenore Mikhail Agafonov, baritono Vitalij Kowaljow). Nel secondo appuntamento Temirkanov leverà la bacchetta sulla Sinfonia n. 7 di Beethoven e la Sinfonia n. 2 di Brahms. E la Nona di Beethoven segnerà un altro atteso e gradito ritorno, quello di George Prêtre che quest’anno “compie” 50 anni a Santa Cecilia. Infatti il maestro francese ha debuttato all’Accademia nel 1962 con la Quinta Sinfonia di Beethoven.
LA MUSICA CONTEMPORANEA
Particolare attenzione è rivolta alla musica contemporanea. Nella nuova Stagione saranno presentate – in prima assoluta e in prima italiana – sei opere dei più interessanti compositori italiani e stranieri. Si parte con Veni veni Mephostophilis (…lente currite noctis equi) per tenore, coro femminile e orchestra su testi di Christopher Marlowe di Matteo D’Amico commissione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed eseguita in prima assoluta.
Sempre in prima assoluta sarà presentato il Concerto per Clarinetto del compositore francese Jean-Pascal Beintus. In prima italiana, invece, sarà “Conjurer” Concerto per percussioni e orchestra di John Corigliano compositore newyorkese e di Thomas Adés saranno presenti Asyla, composta nel 1997 e The Tempest (prima italiana) del 2004.
Il Sentieri Selvaggi Ensemble proporrà (Stagione di Musica da Camera) una sorta di “opera collettiva” dal titolo Metropolis. Si tratta di un concerto che narra come la creatività musicale del nostro tempo incontri l’immaginario generato dalla metropoli: tutte le partiture in programma, infatti, sono influenzate da esperienze, visioni, corpi colori e suoni che abitano il paesaggio urbano nella quotidianità contemporanea. Le musiche sono di Del Corno, Gordon, Turnage, Boccadoro, qui impegnato anche come direttore, Andriessen, Galante e Martland.
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Di Jacopo Baboni Schilingi, quarantenne compositore milanese, sarà la prima assoluta (Commissione dell’Accademia, Stagione di Musica da Camera) di De la nature du sacre terzo quartetto per archi scritto da Baboni Schilingi all’interno di un ciclo che, nella sua versione finale, ne prevede cinque. Si tratta di una composizione per quartetto d’archi e live computer che rientra nel genere della musica interattiva. Ne saranno i musicisti del Quartetto Leonis.
LA STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA
Ricco e variegato anche il cartellone della Stagione di Musica da Camera 2011-2012 che, continuando l’omaggio a Franz Liszt nel bicentenario della nascita, si inaugura il 21 ottobre con Michele Campanella pianista di riferimento dell’interpretazione lisztiana. Del musicista ungherese il maestro campano eseguirà Gli anni di pellegrinaggio: terzo anno Italia e la Sonata in si minore.
I PIANISTI
Santa Cecilia è stata sempre scena privilegiata dei massimi pianisti e anche quest’anno come da tradizione, il gotha del pianismo mondiale sarà presente nella Stagione 2011- 2012. Dopo Campanella, si può tornare ad ascoltare Ivo Pogorelich che dopo una breve assenza dai palcoscenici riappare con il suo musicista d’elezione: Fryderyk Chopin.
Ama i lupi che alleva ed è una grande pianista: è Hélène Grimaud che a Santa Cecilia sarà a dicembre con un programma che da Mozart, Liszt arriva a Berg e Bartók, esaltando così quella duttilità insita nella bella pianista francese. La raffinatezza e la leggerezza di Andras Schiff si effonderanno nelle sue superbe interpretazioni bachiane suddivise in tre concerti. Nel primo recital (gennaio 2012) il pianista ungherese affronterà il Primo Libro del Clavicembalo Ben Temperato. Nel recital di febbraio Schiff eseguirà le Sei Partite e l’ultimo appuntamento lo vedrà impegnato nelle Sei Suite Francesi e nell’Ouverture alla francese (marzo 2012). Sempre a febbraio Maurizio Pollini sarà presente anche nella Stagione da Camera in un recital. Tra i sommi pianisti tornano Grigory Sokolov, sempre atteso e amato dal pubblico ceciliano e Radu Lupu che donerà emozioni immense con la sua
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interpretazione di Franck (Preludio, Corale e Fuga), Schubert (Improvvisi op. 142) e Debussy (Secondo Libro dei Preludi). Debutto a Santa Cecilia del pianista francese Alexander Tharaud che nella sua performance non sarà solo, ma si accompagnerà ai Solisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un programma dedicato a Bach e a Scarlatti, mentre Roberto Prosseda con il Gewandhaus Streichquartett sarà al pianoforte per il Quintetto op. 54 di Schumann.
LA VOCE E LANIMA
Un’ampia sezione sarà dedicata alla musica vocale con programmi originali e raffinati interpretati da artisti di grande calibro. Il baritono tedesco Christian Gerhaher sarà il protagonista di una serata dedicata ai lieder di Gustav Mahler e il grande tenore inglese Ian Bostridge, più volte applaudito dal pubblico di Santa Cecilia torna per dar voce allo schubertiano Winterreise.
Torna Cecilia Bartoli che insieme al mezzosoprano Ann Hallenberg saranno le protagoniste di un raffinato progetto dedicato alla voce dei castrati. Apprezzata dal pubblico romano nella mozartiana Messa in do minore diretta da Nagano, l’Hallenberg darà la sua splendida voce alla prima parte del progetto dal titolo Omaggio a Farinelli; musiche di Porpora, Broschi, Vinci e Leo, nell’interpretazione dell’ensemble Les Talens Lyriques diretto da Christophe Rousset impegnato anche al clavicembalo.
La Bartoli, invece, è la protagonista del secondo appuntamento con l’omaggio alla tradizione dei castrati. Il titolo della serata è Sacrificium, in cui il grande soprano romano con l’ensemble La Scintilla si fa interprete delle pagine di Caldara, Porpora, Araia, Leo e Vinci.
Il bravo Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, apprezzato dalla critica e dalle platee internazionali, sotto la direzione del suo maestro Ciro Visco, intonerà la struggente bellezza dello Stabat Mater di Dvořák. Chiude la Stagione di musica cameristica un altro grande ritorno: il 24 maggio la Sala Santa Cecilia sarà attraversata dalle straordinarie agilità della voce di Juan Diego Florez.
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IL TRIONFO DEGLI ARCHI
Anche alla musica per archi è dedicato un ampio spazio. Concerto di notevole interesse è quello che a dicembre vede impegnata l’Orchestra d’Archi di Santa Cecilia, realizzato in collaborazione con la Fondazione Pro Canale, istituzione che conserva e gestisce un importante patrimonio di strumenti storici ad arco. La Fondazione che ha sede a Milano mette a disposizione i propri strumenti musicali, permettendo così a musicisti professionisti (giovani e già affermati) di usufruire di strumenti importanti altrimenti inaccessibili. Nel concerto di Santa Cecilia, insieme a Enrico Dindo e al violinista Pavel Berman si siederanno ai leggii giovanissimi musicisti cui la Fondazione Pro Canale ha destinato, appunto, i suoi preziosi strumenti. Pertanto si potranno ascoltare dalle corde di questi archi di inestimabile valore le vivaldiane Quattro Stagioni, di Sarasate / Strel’nikov Fantasia su temi di Carmen e infine di Piazzolla / Dindo Le gran Tango. Dà il via alle ospitalità dei Quartetti il Quatuor Mosaïque formazione austriaca fondata nel 1987 che suona esclusivamente su strumenti originali e che presenta un programma di musiche di Haydn, Mozart e Beethoven; seguono il Quartetto Ebéne con Mozart, Schubert e Čaikovskij, il Gewandhaus Streichquartett di Lipsia con Haydn, Mendelssohn e Schumann (Quintetto con Prosseda al pianoforte), il Quartetto Hagen con Beethoven, Verdi e Mozart e infine il Quartetto Leonis con Baboni Schilingi, Reich e Ravel. Vivaldi: ovvero L’armonico Estro è il titolo del concerto dell’ensemble I musici e per i grandi interpreti Uto Ughi sarà ospite anche quest’anno con il suo viaggio in musica; Terre di destinazione la Russia, la Francia e il Belgio.
Ancora la Francia, con le sue suggestioni musicali e sonore, sarà protagonista con una delle più indiscusse orchestre della scena internazionale. Ad arricchire la nutrita Stagione da Camera di Santa Cecilia è l’orchestra Les Siècles fondata e diretta dal carismatico François-Xavier Roth che nella performance ceciliana leverà la bacchetta su La Mer e la Fantasia per pianoforte (pianista Alain Planès) di Claude Debussy e la Sinfonia Française di Théodore Dubois.
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“Il burattinaio” di Francesco Barbi, Dalai Editore

October 12, 2011 Leave a comment

Codice ISBN 88-6620-103
Autore Francesco Barbi
Anno di produzione 2011
Pagine 544
Prezzo: €20,00

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.
Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria «ospita» in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione. Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Francesco Barbi è nato a Pisa nel 1975. Laureato in Scienze Fisiche, è insegnante di matematica e fisica nella scuola superiore. L’acchiapparatti, il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Dalai editore nel 2010, ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica.

Fonte: Dalai Editore

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{to} PUZZLE, mostra collettiva presso OTTO Gallery di Bologna

October 12, 2011 Leave a comment

OTTO GALLERY

inaugura sabato 15 ottobre alle ore 19:00 la mostra collettiva di

ANDREA FACCO GIANNI MORETTI GIOVANNI TERMINI

{to} PUZZLE

a cura di ALBERTO ZANCHETTA

Dopo il progetto {to} PLOT, presentato in anteprima ad ArtVerona 2011, la OTTO Gallery di Bologna è lieta di ospitare la mostra {to} PUZZLE che vede nuovamente coinvolti Andrea Facco, Gianni Moretti e Giovanni Termini.

A differenza del progetto {to} PLOT, in cui gli artisti erano invitati a relazionarsi in spazi delimitati a priori, la mostra a Bologna adotta un allestimento del tutto diverso, disponendo le opere con soluzione di continuità o di contaminazione reciproca. La miscellanea di opere, che rispetta criteri di prossimità linguistica e di analogia visiva, non intende proporre una tripersonale bensì un’esposizione corale. Com’è noto, il puzzle è un enigma che può essere risolto con molta pazienza ma occorre anche un metodo preciso per riuscire a far “coincidere i pezzi”. Tuttavia, nella lingua inglese il verbo to puzzle significa “confondere”, ed è proprio l’idea della miscellanea a definire un rimescolamento dei generi e delle problematiche che caratterizzano le ricerche dei singoli artisti. Mettendo in relazione i materiali poveri di Moretti con i materiali industriali di Termini e quelli pittorici di Facco, la mostra si pone l’obiettivo di verificarne le ricerche artistiche più che le opere in strictu sensu. Gli artisti, infatti, indagheranno il processo da cui ha origine il proprio lavoro, esercitandosi intorno al linguaggio dello scetticismo, di chi cioè questiona l’esistenza di ogni opera ricacciandola nel dubbio dell’origine. Come spiegano gli artisti: «la creatività si nutre dei conflitti che cerca di sedare inutilmente» [Termini], «il lavoro finale è un “incidente”» [Moretti], «dall’idea alla realizzazione c’è in mezzo tanto tempo e non sempre è divertente» [Facco].

Le opere di Gianni Moretti si arrovellano su un “processo costantemente frustrato”, sono esercizi – di aderenza, avvicinamento, approssimazione, misurazione, salvataggio – che fanno leva sull’ossessione e sul diritto all’errore, sancendone l’estetica. La predisposizione all’imprevisto e al disequilibrio diventa quindi lo strumento di comprensione e di significazione delle cose, capace di far aderire la realtà a un modello ideale che le preesiste nella mente. Giovanni Termini indaga invece il concetto di opera aperta e opera chiusa attingendo alla “estetica dei cantieri”, luoghi di seduzione e fonte d’ispirazione da cui poter attingere quella sovrastruttura che gli permetterà di approdare alla forma finale; le sue opere sono portate a misurarsi con lo spazio (solo apparentemente) vuoto, verificando le storie minime/residuali che in esso attendono di essere pensate. Il concetto del residuo è presente anche nella ricerca di Andrea Facco, il quale si cimenta con la grande tradizione pittorica ponendosi il problema di rivelarne il modus pingendi. L’infingimento delle immagini e lo svelamento della loro struttura sintattica (non più “a perdere”) vengono esplicitati attraverso il linguaggio meta-pittorico, che non intende dipingere aneddoti ma desidera piuttosto raccontarne la genesi creativa.

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SCHEDA TECNICA

Mostra: Andrea Facco – Gianni Moretti – Giovanni Termini

Titolo: {to} PUZZLE

A cura di: Alberto Zanchetta

Inaugurazione: sabato 15 ottobre 2011, ore 19:00

Durata: 15 ottobre – 19 novembre 2011

Sede: OTTO Gallery Arte contemporanea, via D’Azeglio 55

40123 Bologna, tel. 051 6449845 – fax 051 3393794

http://www.otto-gallery.itinfo@otto-gallery.it

Orari di galleria: martedì – sabato 10:30/13:00 – 16:00/20:00

Domenica e lunedì su appuntamento

Alessandro Caruana

October 12, 2011 Leave a comment

Alessandro Caruana si diploma in tromba nel 1996 presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e sempre presso il medesimo, nel 2008, consegue il biennio superiore di secondo livello con la votazione di 110 e lode. Dal 1998 inizia a partecipare ad audizioni e concorsi che lo portano a collaborare con orchestre e gli enti lirici quali: Orchestra Sinfonica di Savona, Filarmonica di Torino,  Filarmonica Italiana, Orchestra Guido Cantelli di Milano, Pomeriggi musicali di Milano, Orchestra Arturo Toscanini di Parma, Orchestra da camera di Mantova, Orchestra Nazionale della RAI, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Regio di Torino, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra della Svizzera Italiana.

Dal giugno 2005 occupa il posto di prima tromba presso l’orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

È docente di tromba da diversi anni presso gli istituti civici A. Gandino di Bra (CN) e Baravalle di Fossano, presso quest’ultimo frequenta un corso di perfezionamento con Roberto Rossi, prima tromba dell’Orchestra Nazionale della RAI, suo insegnante da diversi anni.

Fonte: laVerdi

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“Dalla Russia, Capricci e Balletti”, stagione sinfonica laVerdi presso l’Auditorium di Milano

October 12, 2011 Leave a comment

E’ all’insegna della Grande Madre Russia questo concerto per i contenuti e per i protagonisti sul palco. A cominciare dal Maestro Bushkov, una delle più interessanti “bacchette” sulla scena internazionale, già conosciuto e apprezzato come eccezionale violinista, che dirigerà laVerdi in un trittico davvero sorprendente per efficacia, spettacolarità e sicuro fascino.

Il concerto propone infatti in apertura il Capriccio italiano di  Čajkovskij, seguito dal Concerto per pianoforte, tromba e archi di Šostakovič, eseguito dai solisti Boris Petrushansky al pianoforte e da Alessandro Caruana alla tromba, per concludersi con Lo Schiaccianoci, ancora di Čajkovskij.

STAGIONE SINFONICA
Dalla Russia, Capricci e Balletti
giovedì 20 ottobre 2011 ore 20.30
venerdì 21  ottobre 2011 ore 20.00
domenica 23  ottobre 2011 ore 16.00
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

“Diario di una ferita palestinese” di Mahmoud Darwish

October 12, 2011 Leave a comment

Diario di una ferita palestinese

La mia bandiera é il color nero
il mio porto é una bara
e la mia schiena é un ponte.

Oh,  autunno del mondo
che dentro di noi sei demolito
Oh, primavera del mondo
che dentro di noi sei generata.

Il mio fiore é rosso
il mio porto é aperto
e il mio cuore é un albero!

La mia lingua é il mormorio dell’acqua
nel fiume delle tempeste, negli
specchi del sole e del frumento
e nel campo di battaglia.

Forse alcune volte ho smarrito l’espressione
ma sono stato – senza vergogna – splendido
quando ho scambiato il mio cuore con l’oceano

Ho per te una parola, che non dissi  ancora:
l’ombra è sulla finestra, ed occupa la luna

Il mio paese é un poema,
in esso ero un suonatore
ma poi divenni una corda musicale!

Il geologo è occupato,
analizza  la sua roccia.
Cerca i suoi occhi
nelle rovine dei miti.
Vuole provare, che sono
un viandante senza occhi,
che non ho nemmeno una lettera
nel libro della civiltà!

Ma continuo a seminare i miei alberi,
senza fretta, e a cantare per il mio amore.

poesia dedicata alla poetessa Fadwa Tuqan

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“31 Ottobre” di Maurizio Clicech, Rupe Mutevole Edizioni

October 12, 2011 Leave a comment

31 OTTOBRE
Maurizio Clicech
Collana – La quiete e l’inquietudine – nr. 10
Euro 10,00

ISBN 978-88-96418-26-0

31 ottobre nacque dall’idea del 1992 di raccogliere alcune novelle che avevo scritto a corollario del mio primo romanzo, intitolato “Rio Ospo”.  Rio Ospo non venne mai pubblicato, in quanto legato alla contemporaneità del momento storico, era il 1980, e soprattutto al gruppo di amici che ne erano involontari protagonisti. Passato qualche anno alla ricerca infruttuosa di un editore disposto almeno a leggerlo, decisi di lasciarlo nell’oblio dei ricordi.

Rimasero le novelle.

Una, intitolata proprio 31 ottobre 1849, nella sua parte centrale divenne il “Prologo” del romanzo successivo.

Era il 1994, il 31 ottobre 1994. Ed era una pura casualità.

Trieste è un luogo strano, contradittorio. Nei risvolti di un feroce e radicato passatismo malinconico ed autonostalgico, possono nascere degli slanci di modernità pionieristica quasi fantascientifica, tanto che il tizio che dondola davanti a te in autobus, alle sette del mattino, potrebbe essere un ricercatore ritornato a casa dopo sei mesi di antartide, o peggio, un aspirante premio Nobel per la fisica.

Ma Trieste è anche un posto zeppo di gente ferita, dai ricordi ancora vividi di tragedie e sofferenze. Meglio non essere empatici se i luoghi della memoria sono gli stessi della propria contemporaneità.

Ciò nonostante, tutto va avanti.

Era la location ideale per la storia che avevo in mente, Trieste e soprattutto i suoi dintorni, e la sua gente, così diversa e mischiata da essere imparentata col mondo intero.

Iniziai a scrivere. Le sensazioni autunnali, i campi impensabili, la gente che incontravo, si fusero nella storia. Impiegai quasi un anno a completarlo. Poi, nulla. Anni di diversa difficoltà esistenziale mi spinsero a prediligere la composizione, e soprattutto la sintesi poetica.

31 ottobre rimase uno dei tanti file nel pc. Finchè non lo proposi a Rupe Mutevole, e finalmente venne pubblicato, a 15 anni dalla stesura.

Un avvenimento narrato è successo realmente, mentre i personaggi ed i loro nomi, le loro vicende, sono di pura fantasia. Gli spettri della storia purtroppo sono autentici.

Maurizio Clicech

Maurizio Clicech ha tra le dita una tastiera di luce, d’inquietudine meravigliosa e forte, come la luna che fa capolino mensilmente e si lascia scoprire. E’ questo ciò che mi viene da dire leggendo queste piccole perle di saggezza d’un libro che a mio avviso non sarà per tutti, ma per pochi attenti, capaci di comprendere, dotati di acutezza e di cultura, una raccolta con solo ventidue poesie che aprono però gusci durissimi e difficili da scovare, come scrigni contenenti rarità. Eccolo qui uno dei miei primi autori inquieti, capostipite di una corrente letteraria che sta accogliendo sempre più seguaci, ma il Nostro rimane un padre, un esempio, un folle sano. Sano nella forza e nei concetti, nelle corde speciali che qui si percepiscono in una maturità piena, sia estetica che umana. Non manca l’ironia dura, la tragica comprensione dei fallimenti umani, delle facciate da esibire di cui l’uomo si nutre per nascondere la propria miserabile essenza. E Clicech lo grida, non si fa scalfire da timori né da titubanze, lui corre dritto verso la conoscenza poiché sa, ha capito che la vita vola, è il soffio lungo al massimo cent’anni a cui tutti soccomberemo. Da lì la frenesia lucida che sovverte in maniera magica colori, espressioni, tematiche. Cosa importa se esistono le alienazioni da stress di guadagno, di potere e politica (  … Per soldi e potere ogni sistema tradisce, e per se stesso, di vanagloria perisce!), cosa se questa corsa è solo fatta di anse di tempo e noi lo rincorriamo come mediocri e ne facciamo santuari di futilità? La spugna impregnata di tasti dolenti schiaccia la penna e sbrodola verità che qui, alla luce di un cammino sempre in ascesa per l’Autore, vengono snocciolate con finezza, classe, vortici immateriali, spesso satirici, altre volte dolcissimi, profondi sempre e comunque.  Quindi l’esistenza non è una gara, non uno sfarzo di oggetti da possedere, bensì “Arcobaleni di sensazioni dal tavolino di un caffè,intorno bianca pietra d’Istria del mare il riverbero diffondere,sotto lo sguardo complice di Micheze e Jackeze, statue da sempre,l’orizzonte guardare”! Tale comprensione rimane il quid fondamentale di  SINTESI DI SEGNI, mi sovviene a questo proposito un poco il pensiero ginsberghiano, tipico della beat generation tradotto in inquietantismo, sì, nel senso più pacato del termine, laddove il senso putrescente del male sociale viene sterminato dall’ideale. Così eccola qui la vera poesia, lirica e musicale, dalle tonalità a tratti acute, che mai però stridono. Come non emozionarsi con il testo dal sapore leopardiano di Luna moderna nell’attesa?, o ancora, nella lirica Peripli : “… attorno al nostro sentire, di mare, di pace, nel volo immerso di un cormorano, turbini di argentei minuti guizzi sfidare, attorno al nostro volere, abitudinari bagnanti in circoli di mezz’acqua antico, desueto ciarlare, attorno al nostro domani, cerchi di bimbi felici il futuro sognare”. Grande Maurizio Clicech, che con questo suo ultimo lavoro sta conquistandosi sempre più il meritato podio.

SILVIA DENTI

Fonte: Rupe Mutevole Edizioni

Steven Paul Jobs

October 12, 2011 Leave a comment

Steven Paul Jobs nasce il 24 febbraio 1955 a Green Bay, California da Joanne Carole Schieble e Abdulfattah “John” Jandali, i quali, essendo ancora giovani studenti universitari, lo danno in adozione quando è ancora in fasce; Steve viene adotato da Paul e Clara Jobs, della Santa Clara Valley, sempre in California. Qui trascorre un’infanzia felice, insieme alla sorella adottiva minore Mona e prosegue senza particolari problemi, denotando brillanti capacità scientifiche nel suo iter scolastico; si diploma a 17 anni (1972) alla Homestead High School di Cupertino, paese che diventerà il terreno dei quartieri generali della sua creatura futura: la Apple.
Nello stesso anno Steve Jobs si iscrive al Reed College di Portland, specialmente per rivolgere l’attenzione alla sua principale passione, l’informatica, ma la via accademica non viene percorsa per molto tempo: dopo un semestre abbandona l’università ed inizia a lavorare in Atari come programmatore di videogames, perlomeno fino a quando raggiunge il quantitativo di denaro necessario per poter partire per un viaggio verso l’India.
Al ritorno, nel 1974, coinvolge il suo ex compagno di liceo e caro amico Steve Wozniak (con il quale faceva parte dell’Homebrew Computer Club) nella fondazione di Apple Computer, società del tutto artigianale: con la “mela” i due muovono i primi passi verso la fama nel mondo dell’informatica, grazie ai loro modelli di microcomputer particolarmente avanzati e stabili, Apple II e Apple Macintosh; il costo iniziale viene sostenuto vendendo alcuni beni personali dei due fondatori, quali la macchina di Jobs e il calcolatore scientifico di Wozniak.
Ma la via per la fama spesso non si rivela tutto in piano e nemmeno facile da percorrere: Wozniak ha un incidente aereo nel 1983, dal quale si salva non senza ferite, ma sceglie di lasciare Apple per vivere la sua vita in altro modo; nello stesso anno Jobs convince John Sculley, presidente della Pepsi, a unirsi a lui: questa mossa gli sarà fatale poiché a seguito dell’insuccesso di Apple III nel 1985, Steve Jobs viene estromesso dal consiglio di amministrazione di Apple.
Il programmatore non si perde però d’animo e fonda la Next Computer con l’obiettivo di creare una nuova rivoluzione tecnologica. Nel 1986 compra la Pixar dalla Lucas Films. Next non funziona come il mercato richiederebbe, l’azienda produce computer migliori dei concorrenti, ma l’eccellenza viene annullata dai costi superiori delle macchine, tanto che nel 1993 Jobs è costretto a chiudere la sezione hardware della sua creatura. In altro modo si muove Pixar, la quale si occupa principalmente di animazione, sfornando nel 1995 “Toy Story – Il mondo dei giocattoli”.
Se Atene piange, Sparta non ride“, così si può tradurre la situazione che si crea nel frattempo in casa Apple: il Mac OS, sistema operativo delle macchine Apple è obsoleto, la dirigenza è quindi alla ricerca di un S.O. snello ed innovativo; in questo frangente Steve Jobs fa la figura del leone, riuscendo a far assorbire Next Computer da Apple, la quale fa rientrare le sue perdite finanziarie e fa ritornare Steve Jobs con il ruolo di C.E.O. (Chief Executive Officer). Jobs torna, senza stipendio, e rimpiazza Gil Amelio, licenziato per i suoi pessimi risultati: porta con sé NextStep, ovvero il sistema operativo che da lì a breve passa alla storia come Mac OS X.
Mentre Mac OS X è ancora in cantiere, Jobs introduce sul mercato l’Imac, l’innovativo computer All-in-one, che salva dal fallimento la casa americana; Apple riceve in breve tempo un ulteriore rilancio dall’introduzione dell’OS X, sviluppato su una base Unix.
Nel 2002 Apple decide di affrontare anche il mercato della musica digitale, introducendo sul mercato il lettore che ha rivoluzionato, più o meno consapevolmente, tale mercato: l’iPod. Legata a questo lettore, viene sviluppata anche la piattaforma iTunes, che diventa il più grande mercato virtuale di musica, creando di fatto una vera rivoluzione.
Negli anni successivi, dalla casa guidata dal CEO di Cupertino, vengono rilasciati altri modelli di successo: l’iBook (2004), il MacBook (2005) ed il G4 (2003/2004), che raggiunge la considerevole fetta del 20% di mercato del settore hardware.
La fervida mente del programmatore californiano non smette di rivoluzionare altri mercati: il nuovo prodotto si chiama iPhone, un telefono cellulare che, al di là della multifunzionalità, è di fatto il primo telefono completamente touchscreen: la vera grande novità è l’annullamento della presenza ingombrante della tastiera, che lascia così al dispositivo maggiore spazio alle immagini ed alle funzioni. Il prodotto, lanciato sul mercato il 29 giugno 2007, ha riscosso un enorme – benché previsto – successo, con più di 1.500.000 pezzi venduti nell’arco dei primi cinque mesi. In Italia arriva nel 2008 con la sua versione 2.0, più veloce, dotato di gps e ancora più economico: l’obiettivo dichiarato è quello di “essere ovunque“, replicando così il successo di diffusione dell’iPod. Con la diffusione delle applicazioni, rese disponibili sulla piattaforma online chiamata AppStore, e l’introduzione del modello “4”, l’iPhone non smette di macinare record su record.
Steve Jobs era stato colpito nel 2004 da una forma rara ma curabile di cancro al pancreas dalla quale si era ripreso. I segni di una nuova malattia si manifestano dopo quattro anni, così all’inizio del 2009 lascia i suoi poteri di amministratore delegato a Tim Cook, direttore generale di Apple.
Torna al lavoro e calca nuovamente il palco nel giugno 2009, quando presenta il rinnovo dell’intera gamma iPod. Appare in condizioni migliori rispetto all’ultima volta che si era mostrato al pubblico e nell’occasione ringrazia il ragazzo di vent’anni, deceduto in un incidente stradale, che gli ha donato il fegato, invitando tutti a diventare donatori.
Alla fine di gennaio 2010 presenta la sua nuova scommessa: il nuovo prodotto Apple si chiama iPad e introduce nel mercato una nuova categoria di prodotti, chiamata “tablet”.
Il 24 agosto 2011 cede definitivamente il ruolo di CEO di Apple a Tim Cook. Poche settimane dopo, la sua lunga lotta contro il cancro termina: Steve Jobs, una delle figure più importanti e significative dell’era digitale, muore il 6 ottobre 2011 all’età di 56 anni.

Fonte: Biografieonline

“Butterflies In My Room And In My Mind”, mostra fotografica di Carmine Arrivo da Le Biciclette Art Bar & Rosaspinto

October 12, 2011 Leave a comment

Le Biciclette Art Bar & Rosaspinto 

presentano:

“Butterflies In My Room And In My Mind” 

Mostra fotografica di Carmine Arrivo

Milano, Mercoledì 12 Ottobre 2011, ore 19.00

Come le farfalle con un battito d’ali dopo l’altro viaggiano verso la meta, allo stesso modo gli esseri umani, non senza traversie ed esitazioni, volano da situazioni precarie a realtà stabili, animati da un desiderio e da una volontà che si spingono oltre l’umana concezione. 

Walt Disney affermana “Chi più sognarlo può farlo”: via libera quindi al sogno per arrivare con successo al traguardo.

Questa è la storia di Elena, che come tante altre persone dalla provincia approda alla metropoli, alla volta proprio di stabilità. Una stabilità conquistata e meritata, la cui ricerca parte da una camera in affitto in condivisione, dove nulla e tutto è suo, dove lo spazio e il tempo assumono un carattere tanto relativo quanto assoluto, in cui notte e giorno scandiscono solo il naturale susseguirsi delle giornate. 

Il suo arbitrio rimane in secondo piano, le sue abitudini si piegano a quelle delle sue coinquiline, i suoi ritmi non sono più automatici ma condizionati: una libertà vigiliata, un vagabondare domiciliato. 

Un luogo che non le appartiene, dove ogni cosa le è vagamente famigliare ma tremendamente estranea. Ecco quindi che vestiti, libri, scarpe, CD, riviste, scatole….semplicemente oggetti, si caricano di significato, divengono parte di lei, evocando e dicendo. A questi dettagli associa emozioni, ricordi, pensieri, momenti della sua vita. 

Dettagli che vengono immortalati prima della sua partenza dall’amico Carmine Arrivo, secondo il quale “la casa non è un traguardo così come per i nostri genitori. Ma il punto di partenza dal quale disegnare il tutto”

Un’amicizia grazie alla quale dalle fotografie trapelano il pathos e l’intensità emotiva di determinati momenti della vita che improvvisamente vengono alla luce con tutto il loro “non detto” e “non condiviso”, vuoi la difficoltà a spiegare da un lato e a comprendere dall’altro. 

Un progetto nato per gioco, dal desiderio di avere degli scatti della stanza in affitto in condivisione prima di lasciarla e dalla necessità di tenere vivo nel tempo il ricordo di quegli anni. 

Quale miglior espendiente della fotografia e della sua forza evocativa, quindi, per raccontare l’insofferenza, la chiusura e l’introspezione ma anche la spinta a volare alto verso una dimensione propria.   

Carmine Arrivo è nato a Pompei, nell’agosto del 1978. 

Da sempre appassionato di fotografia, si affaccia alla pratica dopo il diploma, districandosi tra le prime nozioni fondamentali: diaframma, otturatore, profondità di campo, studio della luce. Approda, senza tralasciare conoscenze e fascino dell’analogico, al digitale, apprezzandone versatilità ed immediatezza. Tra le numerose collaborazioni dell’artista ricordiamo il progetto “Roma EUR: non solo geometrie”, la partecipazione al lavoro collettivo “Tra utopia e realtà… Corviale” con una serie di scatti sul quartiere romano Corviale per il XV Municipio di Roma e Corviale Urban LAB. Ha esposto il progetto analogico sul Cammino di Santiago pubblicato successivamente su repubblica.it. Per tre anni consecutivi è stato selezionato per MArteLive e, nel Giugno 2010 ha esposto il progetto “Dead Alone In The Park…” al FACTORY LOFT LA VETRERIA – LABORATORIO DIGIGRAPHIE CILAB.IT Epson – Milano. Nel 2010 ha lanciato “Emozioni Tanguere” la sua ricerca sul tango argentino successivamente pubblicata su repubblica.it, ospitata alla IV Edizione del Festival Internazionale “MujeresTangoFestival” di Napoli ed alla rassegna culturale VOGARTEXHIBITION del VOGA VANVITELLI di Napoli. Con “Dead Alone In The Park…” vince MArteLive 2010 ed ottiene la menzione speciale Massenzio Arte che gli permette di accedere alla finale del “XIV Premio Internazionale Massenzio Arte”. Ha partecipato al Think Tank Festival 2010 con il progetto “Irish Life No Classic Reportage” collaborazione di prospettive diverse. Dal 2011 entra nella rosa dei Fotografi Certificati DIGIGRAPHIE ® by Epson. Nel 2011 partecipa al ciclo di collettive “Sospesa” con la Direzione Artistica RosaSpinto dove presenta una personale interpretazione dell’esistenza femminile. Nel 2011 omaggia Pistoia e la riedizione storica della festa di S. Jacopo con il reportage “Pistoia. Living Giostra dell’Orso”. E’ inserito nelle ScuderieMArteLive progetto che coinvolge tutti i migliori artisti selezionati nel corso degli anni durante il contest nazionale MArteLive. Collabora con RosaSpinto. Officina di arti e mestieri, che coinvolge il più ampio spettro di espressioni artistiche.

A sonorizzare la serata DJ S-HE, un concentrato di matrice postpunk e wave, volto a una ricerca continua all’interno della musica elettronica, senza però trascurare le migliori proposte indierock.  

In mostra fino a Giovedì 20 Ottobre 2011

Carmine Arrivo
www.carminearrivo.it
Le Biciclette Art Bar + Ristorante
Via Gian Battista Torti, 1
Milano
http://www.lebiciclette.eu/
Ufficio Stampa e Direzione Artistica Rosaspinto
Indira Fassioni
press@rosaspinto.it
+39/3338864490
http://www.rosaspinto.itpagina facebook http://www.facebook.com/pages/ROSASPINTO/107767055930798

“New Generation”, prima edizione del festival leoniceno delle arti audio-visive

October 12, 2011 Leave a comment

Lonigo – dal 14 Ottobre al 03 Novembre, in collaborazione con MV Eventi, Arte Sgarro e Consulta giovanile di Lonigo, la Città di Lonigo presenta “NEW GENERATION”, prima edizione del festival leoniceno delle arti audio-visive.
Nato da un’idea della MV Eventi e promosso dall’Assessorato alla Cultura, il festival vedrà il Patrocinio della Provincia di Vicenza e della Regione Veneto.
New Generation sarà un grande contenitore di arte, concerti, conferenze e workshop in eventi sparsi per tutta la città, con l’obiettivo di raccontare il mondo di una generazione sicuramente spaesata dalla situazione internazionale, ma con una grande volontà di lottare e di mettersi in gioco.
Le giornate di Sabato 15 e Domenica 16 Ottobre ospiteranno il School Happening Day, che si terrà presso l’Istituto Comprensivo Scuola Media C. Ridolfi dalle ore 9.00 alle ore 19.00, e saranno un momento di incontro e di offerta formativa per gli Istituti di Lonigo e Noventa Vicentina.
Palazzo Pisani, con oltre 500 metri quadri di sale espositive nella splendida cornice di un palazzo di metà 500, sarà il punto focale del festival con l’esposizione di oltre 40 opere provenienti da tutta Italia di pittura, fotografia, pittura digitale, graphic art, video art, installazione e site specific.
Ad aprire la New Generation venerdì 14 ottobre sarà il Lord Byron Pub di Piazza Garibaldi che ospiterà l’opening party con lo show di Gino Vanz,dj e producer leoniceno ormai a livello internazionale, dopo aver portato i sui set in numerosi locali anche esteri, primi fra tutti l’Ocko di Praga e El Divino di Palma di Maiorca.
Il concerto vedrà la partecipazione di Dario Copiello al sax,  jazzista attivo da anni nel panorama veneto dove si esibisce con numerose jazz band di spessore e la proiezione parallela del video “Ho ucciso un fiore per te”, opera concettuale dell’artista jesino Lorenzo Carotti.
Dj set saranno invece protagonisti sabato 15 e sabato 22 Ottobre al Garden Cafè del Parco Ippodromo (ore 21.30) mentre, sabato 29 Ottobreal Lymbo Pub di Madonna di Lonigo Tonylamuerte one man bandaccenderà gli animi con il suo inconfondibile rock-blues explosion show.
La sede leonicena della Banca di Credito Cooperativo di Pojana Maggiore presenterà, venerdì 21 Ottobre alle ore 16.30, la mostra personale della pittrice Tina Sgrò, artista calabrese presente alla 54° Biennale di Venezia che, con il suo indubitabile talento, si è prepotentemente inserita in quell’area espressiva che tenta di rinnovare l’iconografia del paesaggio metropolitano, portandovi il proprio contributo personale con l’elaborazione di una originale cifra stilistica e di un particolare modo di vedere e di rappresentare la scena urbana.
Parte rilevante della manifestazione saranno, inoltre, una serie diconferenze e discussioni dedicate ai giovani e presentate in Biblioteca comunale e a Palazzo Pisani dove Alberto Zanchetta, Lara Meneghini, Matteo Vanzan, Francesco di Pasquantonio e Giulio Vanzan si alterneranno in un ciclo di meeting su esperienze di vita, arte, musica, letteratura, fotografia e stili di vita.
“Erasmus: a life experience” sarà invece la conferenza, organizzata dalla Consulta Giovanile di Lonigo giovedì 20 ottobre alle ore 21.00 presso Palazzo Pisani, dove i giovani avranno la possibilità di confrontarsi e raccontare la loro esperienza di studio all’estero, in una giornata dedicata al confronto e allo scambio di informazioni di chi vuole intraprendere questa esperienza.
Oltre 30 gli artisti coinvolti, al fine di presentare uno scorcio di alcune delle più interessanti realtà contemporanee italiane, da Tina Sgrò(vincitrice del Premio Arte Mondadori 2006 e presente alla 54a Biennale d’Arte di Venezia) ad Alia Scalvini (vincitrice del Premio Terna 2009 per l’installazione ed il site specific), da Gianluca Stumpo (esposto alla Brick Lane Art Gallery di Londra) a Roberto Cavalli (vincitore del Premio Arte Mondadori 2006 sezione fotografia), passando per Fabio Panichi (vincitore del Premio Italiano per “Surrealism 2008 Competition”), Manuela Luzi, Silvia Censi, Alessandro Perocco, Davide Longfils, Alessandro Troso, Carlo Chechi, Francesco di Pasquantonio, Lorenzo e Fabrizio Carotti, Danilo Martinis, Quiet Esemble e molti altri.
“Il concept del festival” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “nasce da una riflessione sulla celebre frase di Giorgio de Chirico “Vi sono degli uomini, dei quali probabilmente anche voi fate parte, che, arrivati a un limite della loro arte, si sono domandati: dove andiamo?” e si pone l’obiettivo di scoprire oggi coloro che rappresenteranno, un domani, un nuovo passato verso cui confrontarsi.”
Dopo un Novecento così appassionante e ricco di emozioni, dove sta proseguendo l’arte?
L’analisi dello scorso secolo, quando si parlava delle nuove generazioni, porta a considerare che i grandi maestri dell’Arte oggi ammirati (e non parliamo solo di pittura, ma anche di cinema, musica, teatro, letteratura ecc) hanno indagato, e realizzato, quello che tutti noi oggi consideriamo il nostro patrimonio culturale ( basti pensare, ad esempio, all’Informale, all’arte astratta, l’Optical art, la Pop Art, la Transavanguardia, ecc)
Quali sono oggi le tecniche espressive, i soggetti rappresentati, i materiali usati da una generazione dal futuro sempre più incerto?
LUOGO: Comune di Lonigo
DURATA:  14 Ottobre – 03 Novembre 2011
SEDE MOSTRA: : Palazzo Pisani – Piazza Garibaldi Lonigo (Vi)
ORARI MOSTRA: giovedì – venerdì 16.00 / 19.00 sabato e domenica 10.00 / 12.00  16.00 / 19.00
Informazioni e programma: www.mveventi.com
Contatti:
Comune di Lonigo – Assessorato alla Cultura – tel. 0444 720214 – 720215 Email: cultura@comune.lonigo.vi.it
MV Eventi – tel. 366 – 207 47 61 Email: mv_eventi@yahoo.it  Web:www.mveventi.com

PROGRAMMA DEL FESTIVAL
Venerdì 14 Ottobre
Lord Byron Pub – Opening Party:  Gino Vanz featuring Dario Copiello
Proiezione dell’opera di Lorenzo Carotti ore 22.00
Sabato 15 Ottobre
Istituto Comprensivo Scuola Media Carlo Ridolfi – School Happening Day
Offerta formativa Istituti Lonigo – Noventa Vicentina dalle 9.00 alle 19.00
Palazzo Pisani – Inaugurazione mostra New Generation ore 18.00
Garden Cafè – After Party with dj set performance ore 21.30
Domenica 16 Ottobre
Istituto Comprensivo Carlo Ridolfi – School Happening Day
Offerta formativa Istituti Lonigo – Noventa Vicentina dalle 9.00 alle 19.00
Palazzo Pisani – Conferenza “Fotografare un punto di vista”
a cura di Francesco di Pasquantonio ore 18.30
Mercoledì 19 Ottobre
Biblioteca comunale – Presentazione libro “Frenologia della vanitas.
Il teschio nelle arti visive” di Alberto Zanchetta ore 21.00
Giovedì 20 Ottobre
Palazzo Pisani – Conferenza “Erasmus: a life experience”
a cura della Consulta giovanile di Lonigo ore 21.00
Venerdì 21 Ottobre
BCC – Inaugurazione mostra personale di Tina Sgrò ore 17.00
Sabato 22 Ottobre
Palazzo Pisani – Presentazione  libro “Il coraggio di essere felici”
di Giulio Vanzan ore 17.00
Garden Cafè – Dj set performance ore 21.30
Mercoledì 26 Ottobre
Biblioteca comunale – Conferenza: “Lifestyle: l’underground giovanile dall’Iran all’Italia” a cura di Lara Meneghini ore 21.00
Sabato 29 Ottobre
Lymbo Pub – Madonna di Lonigo
Tony la muerte one man band ore 22.00
Domenica 30 Ottobre
Palazzo Pisani  – Uscita fotografica “Urban Assault” a cura di ARME
ore 17.00
Mercoledì 02 Novembre
Biblioteca comunale – Conferenza: “Independent Music”
a cura di Matteo Vanzan ore 21.00
La manifestazione è stata resa possibile grazie al prezioso aiuto dei due affermati brand della moda americana ed inglese DC Shoes(www.dcshoes.com) e Boxfresh (www.boxfresh.co.uk), Khriò(www.khrio.com), brand di calzature casual da donna, in puro stile italiano, e Living Colours, tattoo & body piercing.

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