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“Al primo morso” di Lynsay Sands, Delos Books

October 10, 2011 Leave a comment

AL PRIMO MORSO di Lynsay Sands

Delos Books, Vampiri & Paletti, pagg. 384, euro 14,90

«Un assaggio non è mai abbastanza… Prendete un morso di una rinfrescante, divertente commedia vampiresca» Carly Phillips, autore bestseller del New York Times

Lissianna ha passato secoli a desiderare il suo uomo ideale, non un semplice spuntino veloce, e quest’uomo sexy nel suo letto sembrerebbe poter essere un candidato.
Ma c’è un’altra, più importante questione: la sua tendenza a svenire alla vista del sangue… un cavillo particolarmente seccante per un vampiro. Naturalmente non guasta che quest’uomo abbia un collo delizioso. Quale femmina vampiro a sangue freddo potrebbe trattenersi dal morderlo?

Il dottor Gregory Hewitt si riprende dallo shock di svegliarsi nel letto di uno sconosciuto… ma lo fa velocemente appena vede una bellissima donna sul punto di offrirgli una notte di selvaggia passione. Ma è possibile trovare il vero amore con una femmina di vampiro, o sarà solo un buon pasto? Questa è una domanda in cui Greg potrebbe voler affondare i denti…

Il lato rosa, sexy e leggero della rinascita della letteratura dedicata ai vampiri ha una sua nuova specialista: l’americana Lynsay Sands puntualmente nelle classifiche dei bestseller USA e ora in Italia con il suo secondo romanzo.

Il morso sarà anche il primo, ma lei non è seconda a nessuno. Perché Lynsay Sands è una che sui vampiri la sa lunga. L’autrice del ciclo dedicato ai vampiri canadesi Argeneau – che si distingue all’interno della letteratura sui succhiasangue per la forte vena di umorismo (ed erotismo al femminile) – arriva ora in Italia con un secondo romanzo, dopo il successo di Bianco, celibe & vampiro.

Naturalmente è di nuovo Delos Books a portare questo eccitante romanzo nelle librerie, insieme alle uscite di settembre 2011. Un libro che – come il precedente – fa parte della collana di recente costituzione denominata Vampiri & Paletti, destinata appunto ad accogliere tutti quei romanzi che dell’affascinante mondo dei nuovi vampiri esaltano il coté rosa, pieno di umorismo e di delicato erotismo: un mix che ha incontrato già i favori del pubblico femminile degli Stati Uniti e che ora si appresta a mietere vittime anche in Italia.

UN DIVERTENTE POUT-POURRÌ

Mescolare liberamente i generi, liberi da ogni vincolo, al fine di ottenere un divertissement che contenga in uguali dosi tutti gli elementi della lettura d’evasione leggera. È questo gioco “senza regole” che costituisce la ricetta di successo dei romanzi della Sands, che al pari di altre autrici come Kerrelyn Sparks sta spopolando nelle classifiche dei bestsellers. I suoi vampiri sono così diversi da tutti gli altri perché sdrammatizzano il lato più romantico e passionale (á la Twilight, per intenderci) — che fa tanto colpo sul pubblico più adolescente — e si rivolge a giovani donne adulte: le stesse che hanno amato Sex and the City, se volete, che ha stabilito un po’ i nuovi canoni di un certo immaginario femminile.

Anche nei romanzi della Sands quindi la donna è conquistatrice: un ruolo che diventa ancor più intrigante dal momento che le protagoniste sono immortali vampire che si intrattengono con giovani uomini sexy.

È certamente anche il caso di Lissianna, la protagonista di Al primo morso, che in quanto vampira immortale ha una fame davvero millenaria di sangue e di… maschi. Ma ciò cui lei aspira non è un amore da mordi e fuggi, bensì una storia seria, destinata a durare. Il dottor Gregory Hewitt, che si trova a un certo punto nel suo letto, sembra essere la vittima, …pardòn, l’uomo giusto. Ma è chiaro che affinché la loro unione sia benedetta entrambi devono saper fare qualche compromesso. È la cosa non è affatto facile…

Fonte: Delos Books

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“Phobia 2” di Banjong Pisanthanakun, Paween Purikitpanya, Songyos Sugmakanan, Parkpoom Wongpoom (2009)

October 10, 2011 Leave a comment

Phobia 2 (Ha phraeng) è un film a colori di genere episodi, horror della durata di 125 min. diretto da Banjong Pisanthanakun, Paween Purikitpanya, Songyos Sugmakanan, Parkpoom Wongpoom,Visute Poolvoralaks e interpretato da Erika Toda, Charlie Trairat,Marsha Wattanapanich, Nicole Theriault, Dan – Worawech Danuwong, Kao- Jirayu La-ongmanee, Pongsatorn Jongwilak, Nattapong Chartpong, Wiwat Kongrasri, Ray MacDonald.
Prodotto nel 2009 in Thailandia e distribuito in Italia da Wave Distribution.

Film diviso in cinque episodi: nel primo, ‘Novice’, un ragazzo rifugiatosi in una comunità buddista nella foresta, si ritrova perseguitato da spiriti vendicativi. Nel secondo, ‘Ward’, il protagonista è in ospedale dopo essere rimasto ferito in un incidente e si ritrova accanto ad un misterioso santone, sospeso tra la vita e la morte. In ‘Salvage’ una mamma distratta cerca il proprio bambino in un autosalone di macchine usate, infestato da spettri di vittime di incidenti stradali. Nel successivoBackpackers i protagonisti sono due autostoppisti giapponesi, mentre nel conclusivo In the End, si ride sulle convenzioni del cinema horror asiatico.

Perché vederlo: Per rabbrividire con un horror a episodi che arriva direttamente dall’Estremo Oriente e cavalca l’onda del successo del capitolo precedente, 4bia. Cinque racconti dell’orrore realizzati da registi e sceneggiatori divisi tra spiriti vendicativi venuti dall’oltretomba, incidenti mortali che sospendono tra la vita e la morte, zombie affamati di umani e assetati di vendetta e perfino una parodia comica dai macabri risvolti.

Fonte: Movieplayer.it

““La verità nascosta” di Angelica Garnett, Dalai Editore

October 10, 2011 Leave a comment

Codice ISBN 88-7738-505
Autore Angelica Garnett
Traduttore Giovanni Calarco
Anno di produzione 2011
Pagine 224
Argomento Narrativa straniera
Prezzo: €19,00

In questo libro, a metà fra autobiografia e finzione, Angelica Garnett racconta attraverso quattro storie la sua lunga vita, nascosta dietro le voci femminili delle protagoniste.
In Com’era verde la mia valle… ci immergiamo nell’infanzia di Bettina per seguire le vicende di un ménage famigliare. Diversa in una famiglia di «diversi», Bettina cerca di essere accettata, fino alla tragica scoperta di segreti e inganni che, insieme al sopraggiungere della guerra, la forzerà a un’acerba maturità. Aurore descrive l’educazione sentimentale della timida e giovanissima Agnès nella Parigi degli anni Trenta, ospite presso Juliana e Gilles, una coppia di artisti. Abbandonati i sogni di una carriera teatrale, Agnès si ritroverà moglie e madre nella Londra devastata dai bombardamenti. Quando rincontrerà Juliana e Gilles, sarà la loro figlia, Aurore, attrice di talento, a risvegliare la sua gelosia finché si giungerà a un drammatico epilogo. La festa di compleanno e Amicizia narrano rispettivamente di Emily, per l’ultima volta in visita a un misterioso pittore morente, e di Helen, anziana artista, nella cui solitudine irrompono un giovane fotografo e una promettente scultrice: l’idilliaco rapporto prenderà una piega imprevista, amara e distruttiva.
Enigmatiche vicende famigliari, amicizie, tradimenti, rimorsi inconfessabili e, su tutto, l’incombente ombra di un passato irrisolto che continuamente riaffiora, danno vita a un quartetto di storie, che ritraggono ora il dissidio fra dedizione all’arte e ricerca di contatti umani, ora il bisogno dell’autrice di individuare il proprio posto non solo all’interno del suo circolo famigliare, ma anche in un mondo in perpetuo mutamento.

Angelica Garnett (Charleston, 1918), figlia di Vanessa Bell – sorella di Virginia Woolf – e Duncan Grant, ha trascorso la sua infanzia circondata dall’atmosfera intellettuale della sua famiglia e respirando il clima del Bloomsbury Group, di cui è l’ultima erede. Ha studiato recitazione, per poi dedicarsi al disegno, alla pittura, all’illustrazione e alla decorazione. Nel 1942 ha sposato David Garnett, da cui ha avuto quattro figlie. Vive in Francia. Con Ingannata con dolcezza (La Tartaruga edizioni, 2011) ha vinto numerosi premi tra cui il J.R. Ackerley per la migliore autobiografia.

Fonte: Dalai Editore

“UN/CANNY | UN/CANDY”, mostra di Silja Yvette al PricewaterhouseCoopers di Milano

October 10, 2011 Leave a comment

Milano – Il concetto di Silja Yvette è interdisciplinare, l’estetica delle sue opere, pitture, plastici, oggetti quadri e fotografie è molteplice. L’artista indaga processi decisionali di individui nella loro rilevanza per il sistema ed il margine di manovra individuale nella massa dalla cui forza suggestiva dipende.
Si occupa sia della questione su come la conoscenza ha potuto ottenere valore per l’azione umana sia come e tramite quale potere reale o apparente soggetti vengono costituiti e disciplinati.
In questo ha un forte interesse per colui che incatena se stesso abbandonando confortevolmente le visioni di autodecisione e funge come il suo attore dominante.
UN/CANNY/UN/CANDY mostra giuochi di sensi che si incollano e l’arginamento dell’articolazione di volontà come conseguenza d’abbagliamento di promesse. Linearità e devianza, retinatura e renitenza, direzione della rete, dose e ambiguità, distruzione e libertà, sono principi che guidano le opere di Silja Yvette.
Silja Yvette è nata a Erlangen in Germania il 7 maggio 1986. È cresciuta a Kassel, Aquisgrana, Bad Hamburg (G) e Imperia (I). Per lo studio si è trasferita a Francoforte, città in cui ha concluso quest’anno la laurea in arti figurative presso la Städelschule, rinomata scuola d’arte. L’artista vive e lavora a Francoforte e Imperia.

*UN/CANNY | UN/CANDY*
*Silja Yvette*
Dal 13 al 28 ottobre 2011
Inaugurazione 13 ottobre – Ore 18.30
Seguirà cocktail
PricewaterhouseCoopers | Via Monte Rosa 91 | Milano

“Straniero in una città lontana” di Mahmoud Darwish

October 10, 2011 Leave a comment

Straniero in una città lontana

Quando ero giovane e bello
la rosa era la mia dimora
e il mio mare erano le sorgenti.

Ma la rosa è diventata una ferita
e le sorgenti un’arsura.

Forse sei cambiato molto?
No, non sono cambiato molto

Quando torneremo come il vento
verso la nostra terra
guarda bene la mia fronte
vedrai le rose diventare palme
e le sorgenti diventare sudore.

Mi troverai come ero prima
giovane e bello.

poesia tratta dall’opera ‘Muoiono gli uccelli in Galilea’

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“Tracce Creative” creatività dell’industria culturale italiana presso Universitá Cattolica del Sacro Cuore di Milano

October 10, 2011 Leave a comment

Nasce un progetto di ricerca sulla creativitá dell’industria culturale italiana, composto anche di una serie di conferenze sul tema, che si terranno dal 12 ottobre al 30 novembre 2011.
La location è l’Universitá Cattolica del Sacro Cuore, una delle eccellenze italiane. L’ateneo è sede di un centro di ricerca, OSSCOM, che si occupa di media e industrie culturali, e che è promotore, insieme a TBWA Italia, -un’agenzia pubblicitaria- della serie di eventi.
Il progetto verrá presentato domani alle h.11 nella Cripta dell’Aula Magna dell’Universitá, alla presenza dell’Assessore alla cultura e all’Expo del Comune di Milano, Stefano Boeri, Fausto Colombo, direttore di OSSCOM e Marco Fanfani, CEO di TBWA Italia.
Qui il calendario degli eventi.

Fonte: Noisymag

“Anomalie d’autore” di Alessandro Erato, Sabina Nuzzo, Sonny Raciti e Francesca Zaccaro, Rupe Mutevole Edizioni

October 10, 2011 Leave a comment

ANOMALIE D’AUTORE

Collana Trasfigurazioni

ALESSANDRO ERATO – SABINA NUZZO – SONNY RACITI – FRANCESCA ZACCARO

Euro 10,00

Isbn 978 88 6591 109 9

Pagg. 124

In copertina “Abbandoned” ©Fabio Costantino Macis
fabiocostantinomacis.carbonmade.com

L’essere presenti in absentia, modificare la conoscenza dell’attimo per renderlo anomalo e nello stesso momento costante, un turbinio di lessemi incastrati dal getto liquido ed autoritario dell’inchiostro.
Quattro autori, Alessandro Erato, Sabina Nuzzo, Sonny Raciti e Francesca Zàccaro, che evadono il silenzio giornaliero per imbandire la tavolata di Apollo di versi pregevoli e di idee rivelate che si rispecchiano nell’universale stupore della ricercatezza incline alla linearità dell’espressione.
Le quattro sillogi presenti all’interno della raccolta “Anomalie d’autore”, “In principio: emozioni”, “Il leggero soffio”, “Racconti di Caronte” e “D’acqua e d’amore”, rientrano in un progetto di espansione della prospettiva di semantica poetica che vuole instaurare un rapporto bilaterale tra autore e lettore, così da rendere atipico il concetto stesso di intimismo per accogliere l’interno come esterno attraverso le sensazioni dell’altro e la percezione dell’Io.

Alessia Mocci

Fonte: Rupe Mutevole Edizioni


“HE-arts”, i cuori di Alessandro Gedda al Museo dell’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo

October 10, 2011 Leave a comment

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07 Ottobre 2011 –  11:00 – 06 Novembre 2011 – 19:00

San Pietroburgo – Accademia Russa di Belle Arti – ALESSANDRO GEDDA. HE-ARTS

Titolo
“HE-arts”, I Cuori di Alessandro Gedda
Luogo San Pietroburgo
Data 7 ottobre- 6 novembre
Sede espositiva Accademia Russa di Belle Arti
Indirizzo 17, Universitetskaya Naberezhnaya
Orario ore 11.00-19.00

Testo

Sarà ospitata fino al 6 Novembre a San Pietroburgo, al Museo dell’Accademia Russa di Belle Arti, l’esposizione personale di Alessandro Gedda, intitolata “HE-arts”.

In mostra trenta opere di grandi e piccole e dimensioni, una ricerca sulla materia che apre ad emozionanti rappresentazioni. Dipinti, destrutturati, incatenati: i cuori di Alessandro Gedda assumono una dimensione dominante e raccontano la forza, lo smarrimento, le vibrazioni, di ogni passione. La mostra è anche il frutto di un progetto itinerante “Art Around The World” nato per catturare le mille sfaccettature del mondo, le sue energie, i suoi colori, e di trasmetterli istantaneamente sulla tela, senza aspettare di dover tornare a casa. Nei cuori di Alessandro Gedda, ritroviamo “forma, contenuto ed essenza”: quanto Alessandro ha sempre fatto con la sue opere. Un connubio con la materia, sapientemente cercato ed ottenuto con grande personalità.

“Con questa mostra inizio una stagione nuova del mio viaggio creativo – afferma Alessandro Gedda – il dettato di un’interiorità che vuole trasmettere emozioni e lo fa dando forza ma anche volubilità al nostro muscolo vitale, il fulcro pulsante dei nostri battiti di vita.”

Nei prossimi mesi nell’affascinante palazzo sede della Accademia Russa di Belle Arti dove si sono diplomati molti degli artisti russi, Alessandro Gedda, immerso nelle maestose sale che fanno da cornice all’educazione artistica di San Pietroburgo, coinvolgerà gli studenti delle accademie durante sessioni workshop di realizzazione dal vivo, di arte nata a contatto con altri luoghi e verità.

“In ogni luogo anche un punto di partenza per dare vita ad un nuovo ciclo di opere con lo slancio emotivo che nasce dall’incontro con nuove realtà”- aggiunge Alessandro.

All’apertura della mostra, appresa la notizia della scomparsa di Steve Jobs, l’artista ha deciso di realizzare, durante i workshop con gli allievi, una grande mela destrutturata; l’opera sarà posta in vendita e al ricavato sarà aggiunto un importo paritetico donato dall’artista per poi devolvere la somma complessiva alla ricerca scientifica.

Il libro catalogo della mostra, contiene quasi un centinaio di immagini delle opere HE-arts che ci guidano come se fossero appunti di un lungo viaggio itinerante: il “percorso dei cuori” che ha già toccato la Triennale di Milano, Miami, la Vogue Night milanese per raggiungere la Russia.

Alessandro Gedda vive e lavora a Milano. Ha esposto in oltre 50 mostre in tutta Italia con sedi di rilievo quali: Roma-De’ Medici, Firenze-Biennale, Bolzano- Kunstart, Museion, museo d’arte moderna e contemporanea, Milano Triennale, Fondazione Maimeri.

Paolo Paolucci, mostra al Palazzo Ducale a Urbino

October 10, 2011 Leave a comment

Urbino (PU) – Il giorno di sabato 8 ottobre 2011, Giornata del Contemporaneo, si inaugura alle ore 17,00 nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale a Urbino la mostra dedicata allo scomparso artista marchigiano Paolo Paolucci (1945 – 1997).

La mostra e il catalogo, a cura di Bruno Marcucci, è promossa dall’Amministrazione di Tavoleto, comune di nascita dell’artista, dalla famiglia e dall’Associazione Contemporaneo di Cagli, ricevendo il patrocinio e contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti e il Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino.
La mostra è stata fortemente voluta da un comitato costituitosi nel decennale della morte dell’artista che si avvale del contributo di studiosi e critici d’arte nonché di artisti che a vario titolo hanno conosciuto o collaborato con Paolo Paolucci tra i quali: Mariano Apa, Giancarlo Bassotti, Bruno Corà, Bruno Ceci, Aldo Iori, Eugenio De Signoribus, Mauro Panzera, Carlo Ceci, Concetto Pozzati, Pier Paolo Calzolari, Carlo Cecchi, Nevio Mengacci, Rossano Guerra, Giovanni Lombardini, Bruno Mangiaterra, Vitaliano Angelini, Giorgio Cutini, Bruno Marcucci, amico fraterno dell’artista e anima del comitato, e molti altri.

La mostra è un primo atto dedicato alla figura dell’artista marchigiano di cui gran parte dell’opera, soprattutto quella in terra senegalese, è ancora poco conosciuta. In mostra sono esposti lavori che coprono l’arco temporale dal 1967 al 1997, dalle prime opere accademiche a quelle più sperimentali e degli anni sessanta e primi settanta, da quelle legate all’introspezione e all’analisi di un primitivismo espressivo proprie del suo lungo soggiorno senegalese al ritorno alla figurazione che precede la sua prematura scomparsa.

Un catalogo accompagna l’esposizione con saggi sull’opera di Paolo Paolucci, di Aldo Iori e Mauro Panzera, con ricca documentazione relativa alle opere e alla vita, un’antologia critica con testi dell’artista e contributi di coloro che hanno conosciuto o presentato l’opera di Paolucci.

In mostra sarà inoltre proiettato materiale audiovisivo sull’artista e il clima culturale d’epoca.

La mostra di Paolo Paolucci presso le Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino è l’occasione per iniziare una riflessione sull’opera dell’artista a più di dieci anni dalla sua improvvisa scomparsa. Figlio del Montefeltro, Paolucci rappresenta una tessera di quel mosaico di “identità marchigiana” che si è manifestata e realizzata, fuori dai confini regionali e nazionali e precisamente a Dakar, dove l’artista ha operato a lungo nella capitale dello stato africano del Senegal, partecipando alla formazione di una nuova generazione di artisti senegalesi e dove alcuni anni fa una grande mostra istituzionale, voluta dagli allievi, dalla comunità di artisti, architetti e allievi gli reso un appassionato omaggio.

La mostra italiana è quindi parte di un ampio progetto, sostenuto dagli amici e dalle amministrazioni locali, che prevede l’inizio di un doveroso lavoro sull’opera dell’artista con il recupero e la catalogazione dei lavori e una rivisitazione critica del percorso artistico di una figura che a pieno titolo si colloca nel contesto culturale marchigiano e non solo.

La mostra è un evento molto particolare che permette anche al grande pubblico di venire a conoscenza di una vicenda artistica dalle caratteristiche insolite. La comunità culturale con questo atto si fa carico di iniziare un percorso che riporti a memoria non solo la figura di Paolo Paolucci ma di un complesso clima e giacimento culturale che proprio dagli anni sessanta prende le mosse e determina il fiorire di esperienze e di eventi che hanno segnato la cultura italiana

Nella situazione di oblio, perdita e revisione che sta caratterizzando la memoria dei decenni passati il lavoro di lettura critica e di esposizione dell’opera di Paolo Paolucci diviene particolarmente importante perché esso è emblematico di un possibile mutamento di tendenza e di appropriazione di un’identità culturale.

Paolo Paolucci è nato il 15 agosto 1945 a Tavoleto in Provincia di Pesaro Urbino, ha frequentato la Scuola del libro di Urbino – avendo come insegnante Carlo Ceci – e nel 1967 si è scritto all’Accademia di Belle Arti della stessa città – presso la quale erano docenti alla cattedra di pittura Concetto Pozzati e Pier Paolo Calzolari-. Partecipa al formarsi di un gruppo molto attivo all’interno dell’Accademia, facendo anche frequenti spostamenti all’estero. Nel 1970 parte del gruppo, tra cui Paolucci, è presente alla Rassegna del Centro Culturale San Fedele di Milano. Nel 1971 dopo il diploma parte assieme all’amico pittore Bruno Marcucci per l’Africa fermandosi per 23 anni in Senegal. Ha insegnato a Dakar nella Scuola nazionale d’arte e presso la Facoltà di Architettura continuando parallelamente la sua ricerca creativa. In questo lungo periodo africano, Paolucci legge molto le opere di C.G.Jung delle quali rimane profondamente segnato. Nel frattempo ha disegnato arredamenti totali di intere ville di personaggi di Dakar. Nel 1991 il critico Mariano Apa lo invita al Premio Marche, premessa del suo ritorno definitivo nel giugno del 1994. Appena tornato ha lavorato a stretto contatto con vecchi amici. Su invito di Carlo Cecchi ha esposto con una personale alla Fabbrica delle Arti di Filottrano e nella collettiva Natura a Fossato di Vico. Nel 1994 ha inaugurato un nuovo spazio anconetano Kn con una sua mostra personale. Si è spento per malattia improvvisa il 21 febbraio 1997  in Ancona.

Info:
Evento:  Mostra “Paolo Paolucci 1967-1997”
Luogo: Sale del Castellare del Palazzo Ducale, piazzale Duca Federico, Urbino, PU
Inaugurazione: sabato 8 ottobre 2011 ore 17,00
Periodo: 8 ottobre –  1 novembre 2011
Orari di  apertura: da  martedi a domenica:  10:00 – 13:00 / 16:00 – 19:00

Comune di Tavoleto 0722 629128 – giunta@comune.tavoleto.pu.it