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“Assassinato n. 48” di Mahmoud Darwish

Assassinato n. 48

Nel suo petto trovarono
una lanterna di rose
e una luna.

Giaceva morto su una pietra
trovarono… monetine
nella sua tasca,
e sopra di lui
una scatola di zolfanelli
e un passaporto.

Sul morbido braccio, invece,
c’erano dei tatuaggi.
La madre l’aveva baciato,
l’aveva pianto un anno dopo l’altro.

Spini cervini gli crebbero negli occhi
e le tenebre si addensarono.

Anche il fratello, quando crebbe,
e andò per le vie della città
cercandosi un lavoro, lo buttarono in cella.

Lui non possedeva un passaporto,
ma portava per le strade
una cassa di marciume… ed altre casse…

O bambini del mio paese:
così morì la luna!

poesia tratta dall’opera ‘La fine della notte’ – raccolta ‘I fiori del sangue’

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