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Halloween, la vigilia della festa di Ognissanti

October 29, 2011 Leave a comment

Halloween o, piu arcaico, Hallowe’en indica la vigilia della festa di Ognissanti, cioè il 31 ottobre. Il nome deriva dalla contrazione del nome medievale “All Hallows’ Eve”, dove Hallow è l’antico termine per Santo e Eve significa vigilia. La contrazione può derivare anche da “All Hallows’ Even” in cui Even significa sera, visto che nella tradizione cristiana il giorno di festa comincia con il vespero (tramonto) della vigilia. Il nome divenne in seguito Hallows’Even e poi Hallow-e’en e quindi Halloween.

Storia

La celebrazione della festa di Ognissanti, istituita da Papa Bonifacio IV nel 610 veniva celebrata il 13 maggio, come la festa di tutti i Martiri. La celebrazione al 1° novembre risale all’VIII secolo, quando Papa Gregorio III spostò la data. Questa scelta si inserisce nell’azione pastorale di questo pontefice e del suo predecessore, tesa alla conversione della Germania. Infatti in quelle regioni erano radicate le tradizioni del mondo celtico, che alla medesima data celebravano la festa di Samhain o Samain, una sorta di capodanno che separava il periodo estivo da quello invernale, con riferimenti anche al culto dei morti. L’intento era così quello di sovrapporre la nuova festività alla precedente per una rielaborazione dei miti celtici alla luce della nuova simbologia cristiana.

Secondo altre fonti, fu invece Sant’Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all’inizio di novembre al fine di spodestare il culto di Samhain, ancora molto popolare. Quell’anno l’Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l’opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti).

Dal 1630 al 1640 si ebbe una recrudescenza di proibizionismo, quando la Chiesa Inglese, in quel periodo di stampo Puritano, fece in modo di far sopprimere ogni tradizione di tipo pagano rimasta legata a Ognissanti e alla sua vigilia.

Poiché la figura dei santi è tipicamente cristiana, quindi posteriore alla religione druidica, un etimo fantasioso nato tra i cultori del Neopaganesimo fa derivare la parola da All allows even, cioè la sera in cui tutto è permesso, inclusa la credenza che i defunti escano dalle tombe per far visita ai vivi. L’improbabilità di questa etimologia risiede nel fatto che la parola Halloween è attestata per la prima volta in epoca molto recente, nel XIX secolo, esclusivamente negli U.S.A..

Feste pre-cristiane

I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi, un’usanza, peraltro, sopravvissuta anche in alcune regioni dell’Italia settentrionale ed in parte della Puglia e Basilicata. Da qui pare l’usanza del trick-or-treat (in italiano “dolcetto o scherzetto?”). Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all’uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.

Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: “Dolcetto o scherzetto?”. Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.

Con il dominio romano, Samhain fu assimilata all’equivalente celebrazione di Pomona, una festa del raccolto, cosicché uscì dai confini etnici sviluppandosi in diverse varianti. Dai Romani la festa fu chiamata Samonios.

Jack-o’-lantern e le origini irlandesi

Intagliare delle zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all’interno è il tradizionale rito di Halloween. Queste zucche si chiamano “Jack-o’-lantern” perché traggono origine dall’omonima leggenda irlandese, tipica di questa ricorrenza. La leggenda racconta che il fabbro “Stingy Jack”, ubriacone e dissoluto, vendette l’anima al Diavolo per pagare i suoi debiti di gioco. Incontrato il Demonio la sera di Halloween, Jack gli offrì da bere. Questi accettò, per poi poter riscuotere il dovuto. Jack però sfido il Diavolo, dicendo che dubitava che potesse trasformarsi in qualsiasi cosa volesse. Il Diavolo si trasformò in una moneta che avrebbe pagato la bevuta, e gli eccessi, di Jack. Il fabbro però fu lesto a mettere la moneta in tasca, assieme ad una croce d’argento che possedeva, impedendo così al Diavolo di ritrasformarsi. Jack si accordò con il Diavolo perchè lo lasciasse in pace per un anno, con il proposito nel frattempo di cambiare vita e redimersi. Il Diavolo accettò, ma Jack lasciò trascorrere il tempo senza ravvedersi e senza curarsi della moglie, dei poveri e andare in chiesa, come si era proposto. Quando l’anno successivo al giorno di Halloween il Diavolo si presentò, Jack riuscì ancora a bleffarlo, riuscendo a fare con lui un patto che prevedeva che non l’avrebbe preso per dieci anni. Però l’anno seguente Jack morì. Rifiutato dal Paradiso, si presentò all’inferno, ma anche qui il Diavolo, in base al loro patto lo rifiutò. Quando Jack si allontanò dalla porta dell’inferno, il Diavolo gli scagliò un tizzone ardente, che Jack pose dentro una rapa cava, per farsi luce nel suo eterno vagare alla ricerca di una dimora. Questa legenda irlandese voleva far meditare, specie i più piccoli, sulla condotta di vita e quanto fosse brutto il vagare nelle tenebre (reali e simboliche). Divenne tradizione scavare le zucche e illuminarle all’interno con una fiamma, per esporle di notte.

Quando si vedono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi, si dice che sia Jack O’Lantern che vaghi in cerca di riposo.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti le diverse tradizioni legate alla festa di Ognissanti confluirono, fino ad arrivare alle consuete moderne celebrazioni. Fu la massiccia immigrazione irlandese del XIX secolo a portare nel nuovo mondo la tradizione di Halloween. Qui però trovare le rape adatte ad essere scavate era più difficile e quindi queste vennero sostituite con le zucche.

Nell’Epoca Vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, negli Stati Uniti, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa.

Già nel 1910 le fabbriche statunitensi producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa. Prende in questo periodo la connotazione di notte degli scherzi o notte del diavolo, durante la quale ci si abbandonava all’anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l’annullamento della festività. Con la Seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.

Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. L’aspetto pedagogico e di monito rappresentato dal mondo dell’oltretomba e dal Diavolo ne è divenuto l’aspetto preponderante e sostanzialmente ludico, facendo perdere l’originale significato.

I riferimenti nella cultura statunitense sono molteplici. Nella nota serie I Simpson, molte puntate, una per stagione televisiva, sono dedicate ad Halloween, sotto il nome (in italiano) di La paura fa novanta.

Tradizioni simili in Italia

L’uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Liguria, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell’Emilia-Romagna, dell’alto Lazio e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome d iZozzo.[1]

Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono le celebrazioni che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d’oltreoceano, in diversi paesi si preparano le Concas e sos mortos (le teste dei morti), ovvero zucche intagliate a forma di teschio, illuminate da una candela, in altre località si svolge il rito de “Is Animeddas” (Le animelle), de Su bene ‘e is animas, o de su mortu mortu, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni[2][3]. Questo rito in Molise viene chiamato “l’anim’ de le murt”.

Posizioni religiose

All’interno della Chiesa cattolica alcuni vescovi si sono espressi più volte contro tale festa.[4][5] Secondo il portavoce dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Halloween sarebbe un “giorno particolare significativo per i satanisti in cui vengono celebrate numerose messe nere e riti satanici”. Secondo l’associazione “l’elogio del macabro, non sarebbe altro che un modo subdolo per avvicinare anche i più piccoli al Satanismo”.[6][7]

Ovviamente le religioni neopagane hanno una posizione opposta e contestano la discriminazione subita ed il fatto che le chiese più diffuse etichettino di satanismo e demoniaco tutto ciò che concerne questa festività. Infatti proprio tra il 31 ottobre e il 1º novembre alcuni dei principali culti neopagani celebrano Samonio: tra questi i Wiccan, per i quali Samonio è una delle festività maggiori, nello specifico quella in cui allegoricamente il Dio muore e la Dea ne piange la scomparsa;[8] e i ricostruzionisti celtisti, per i quali è una festività etnica tradizionale.[9]

Note

  1. ^ Alessandro Fornari, Le feste dell’anno, in Cultura contadina in Toscana, vol II. L’ambiente e la vita. Firenze, Bonechi, 1989. p. 281.
  2. ^ Giovanni Maria Bellu. «Halloween? In Sardegna sono certi “La festa è nata sotto i nuraghi”»repubblica.it, 31 ottobre 2007.
  3. ^ Le zucche di Halloween? Un’antica tradizione (anche) Sarda: tutto su “Sa Conca e Mortu”, “Is Animeddas” e su “Mortu mortu”. in sardegna.blogosfere.it
  4. ^ Halloween, rito satanico. Il Secolo XIX.
  5. ^ La Chiesa all’attacco di Halloween: “Festa pagana, non merita soldi”. La Repubblica.
  6. ^ Halloween? È un rituale satanico. 30.10.2009. URL consultato il 30-10-2009.
  7. ^ Halloween, Satana non è invitato. 30.10.2009. URL consultato il 30-10-2009.
  8. ^ Starhawk (1979, 1989). The Spiral Dance: A Rebirth of the Ancient Religion of the Great Goddess. New York, Harper and Row. ISBN 0-06-250814-8
  9. ^ Adler, Margot (1979, edizione rivisitata nel 2006) Drawing Down the Moon: Witches, Druids, Goddess-Worshippers, and Other Pagans in America Today. Boston, Beacon Press ISBN 0-8070-3237-9. pp.3, 243-299

Fonte: Wikipedia


Asteroide 2005YU55, passaggio imminente vicino alla Terra

October 29, 2011 Leave a comment

Un asteroide grande piu’ di una volta e mezzo un campo di calcio passera’ ad appena 0,85 distanze lunari tra l’8 e 9 Novembre 2011. Scoperto in data 28 Dicembre 2005 da Robert McMillan del programma Spacewatch vicino a Tucson in Arizona, 2005 YU55, questo e’ il nome in codice dell’oggetto spaziale, si ritiene che sia un corpo scuro quasi sferico dal diametro di 400Mt. Secondo il programma Near Earth Object della Nasa”anche se classificato come un oggetto potenzialmente pericoloso”, 2005Yu55 non rappresenta una minaccia di collisionecon la terra almeno per i prossimi 100 anni. Tuttavia e’ la prima volta che si e’ riusciti a prevedere l’avvicinamento di un asteroide con largo anticipo,il prossimo appuntamento sara’ con (153814)2001WN5 nel 2028 che passera ad 0,6 distanze lunari dalla terra.A questo proposito sia l’ESA che la NASA stanno sviluppando un programma per sventare una potenziale collisione con un futuro oggetto spaziale. L’ESA ha in programma di effettuare un test su un asteroide entro il 2015 nel tentativo di deviarne la traiettoria,questo test verra’ effettuato anche sull’asteroide Apophis che ha una possibilita’ su 250000 che possa impattare con il pianeta terra nel 2036.

Fonte: Terra Real Time

La traiettoria di 2005Yu55 nel suo avvicinamento alla terra

“Halloween – Il Ciclo della Vita nella Vigilia d’Ognissanti”, Samahin a San Severino Marche

October 29, 2011 Leave a comment

Il Ciclo della Vita nella Vigilia d’Ognissanti (Halloween)
31 ottobre 2011
Samahin a San Severino Marche (MC)

Com’è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT. anche quest’anno verrà celebrato il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.
In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del Cristo.
La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo “si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale.
La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween.
Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua.
Quest’anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato.
Paolo D’Arpini

Programma del 31 ottobre 2011:
h. 17.00 – Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni
h. 20.00 – Accensione del fuoco e desinare conviviale
h. 22.00 – Riordino della casa e dei luoghi

Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:
Paolo – 0733/216293
Lucilla – 338.7073857
Sonia – 333.7843462
circolo.vegetariano@libero.it

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Eris, declassato decimo pianeta del sistema solare

October 29, 2011 Leave a comment

Eris, il piu’ grande pianeta nano del nostro sistema solare, e’ stato ‘ridimensionato’. Le nuove osservazioni pubblicate su Nature di un gruppo internazionale di ricercatori tra cui alcuni italiani, hanno determinato che si tratta di un oggetto piu’ piccolo di quanto stimato finora. Dopo aver perso pochi anni fa lo status di pianeta, Eris ha perso ora anche il primato di piu’ grande tra i cosiddetti nani risultando poco piu’ piccolo di Plutone, anch’esso declassato nel 2006.

Fonte: Ansa

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“Halloween al museo”, serata Halloween al Museo di Storia Naturale “La Specola” di Firenze

October 29, 2011 Leave a comment

Lunedì 31 ottobre 2011, il Museo di Storia Naturale “La Specola” di Firenze promuove, dalle 19.00 fino a mezzanotte, una “Serata di Halloween” tra gli animali della notte, le cere e le collezioni del Salone degli Scheletri. Gli operatori del museo saranno a disposizione di tutti i visitatori, grandi e piccini, per guidare le visite al Salone e alle collezioni zoologiche. L’evento non prevede iscrizioni, l’accesso alle sale del Museo sarà garantito fino al raggiungimento della capienza massima della struttura, momento per momento. Per il Salone degli Scheletri, vista la bassa capienza consentita, saranno organizzati in biglietteria turni per garantire a tutti l’accesso. La biglietteria (al 2° piano) aprirà alle ore 19.00, per partecipare al laboratorio il costo è di € 2,50 a partecipante + biglietto d’ingresso.
Per informazioni: www.musesplorando.it

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“Le avventure di Tintin: il segreto dell’unicorno” di Steven Spielberg, Warner Bros

October 29, 2011 Leave a comment

Le avventure di Tintin: il segreto dell’unicorno (The Adventures of Tintin: Secret of the Unicorn) è un film a colori di genere animazione, avventura, ragazzi, giallo della durata di 107 min. diretto da Steven Spielberg e interpretato da Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig,Nick Frost, Simon Pegg, Toby Jones, Mackenzie Crook, Daniel Mays, Gad Elmaleh, Joe Starr. E’ anche noto con gli altri titoli “Le Avventure di Tintin: il Segreto del Liocorno”. Prodotto (anche in 3D stereoscopico) nel 2011 in USA, Belgio, Nuova Zelanda – uscita originale: 21 dicembre 2011 (USA) – e distribuito in Italia da Warner Bros il giorno 28 ottobre 2011.

Tintin deve risolvere un enigma legato a un antico tesoro appartenuto a Sir Francis Haddock, antenato di Captain Haddock. I due si mettono alla ricerca del tesoro facendosi aiutare da un carcerato in fuga che ha tentato di localizzare il tesoro già in precendenza, dai due pasticcioni Detective Thompson e Thomson e dal supporto scientifico del Professor Calculus.

Perché vederlo: Per assistere al risultato della collaborazione tra Steven Spielberg (regista e produttore) e Peter Jackson (produttore) qui al lavoro sul primo adattamento di un popolare fumetto del belga Hergè. Una vivacissima avventura impreziosita da un tocco di mistero, incentrata su un tesoro da recuperare.

Fonte: Movieplayer.it

“Danzatori di luce”, personale di André Che Isse allo Spazio Tadini di Milano

October 28, 2011 Leave a comment

DANZATORI DI LUCE André Che Isse
Inaugurazione giovedì 27 Ottobre 2011 ore 18,30 con performance accompagnata dal vivo dalla viola di Paolo Botti.

Milano, Spazio Tadini (via Jommelli, 24) 27 ottobre – 11 novembre 2011
Il pensiero e i muscoli di un danzatore hanno attraversato lo spazio per tramutarsi in oggetto altro, in rappresentazione di quel legame tra corpo e mente capace di accendere o spegnere un’emozione come schiacciando l’interruttore della luce.
Il lavoro di Andrè Che Isse è il risultato di due percorsi artistici diversi: danza e pittura. Entrambi convivono in lui e nella tela, dove traspone la sua visione del corpo e rappresenta la condizione umana.
“Ho creato una danza di immagini pittoriche – dice Andrè Che Isse – ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti. Dopo 16 anni di danza ho sentito la necessità di fissare il pensiero sulla tela. Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo: corda cucita su tessuto intelaiato, che mi permettesse di rivelare la plasticità coreografica nella sua materia, nel suo geometrico perimetro di filo”.
Il tessuto e il filo sono elementi importanti nel suo lavoro. Al corpo è data la possibilità di animarsi perché esiste un collegamento tra mente e muscolo, tra materiale e immateriale. Il filo conduttore scelto da Che Isse è una corda che ne disegna la figura, i suoi muscoli e ne rivela, al tempo stesso, la complessità di legami e vincoli a cui il corpo deve sottomettersi. Per compiere questo svelamento Che Isse usa la luce:
“La luce posta dietro la tela svela l’anima, manifestando il “labirinto” dell’artefice. Percorsi molteplici di filo in una costruzione geometrica, un’architettura vista in pianta, stanze infinite della mente in complesse connessioni, sinapsi, come punti di fuga in un quadro rinascimentale. Due opere diverse in una stessa tela”.

Un intreccio che è una trama, un nuovo ordito sulla tela, che colloca quel corpo nel pieno delle sue possibilità espressive, all’interno di una storia, di un ambiente sottoposto a rigide regole fisiche e matematiche. Tutto questo si scopre agli occhi dell’osservatore, quando le tele si illuminano. Allora quello che prima si vedeva, ovvero un corpo che aveva trasformato e liberato in un gesto la sua energia psichica, in una visione bidimensionale, piatta, pesante e priva di ombre o chiaroscuri, si trasforma, in altro. Il corpo acquista volume, rilievo, colore, calore, svela i suoi tratti compositivi e i fili che lo reggono, quasi lo imprigionano, evocando uno scenario da teatro per burattini. Come nei pittori classici, nel lavoro di Che Isse, la luce acquista dunque una simbologia forte che entra nel corpo e lo colloca in un nuovo spazio nuovo, vicino al divino, così come facevano i pittori del XV secolo che davano solo ai personaggi vicini a Dio il potere di emanare luce. Ma questa sua vicinanza alla divinità ne evidenzia il suo dualismo tra autore e attore.
Emerge così una dialettica: la luce è ciò che scopre la trama, i legami che vincolano il corpo, ma dallo svelamento nasce un nuovo senso dell’essere e di libertà.
I lavori di Che Isse tradiscono questa ricerca di libertà anche quando non sono retro illuminati. Esprimono un desiderio dell’uomo di oltrepassare i limiti imposti dalla fisiologia e dalla “trama” di cui l’artefice rimane misterioso: il divino? Noi stessi?. Lo si evince da alcune pose o movimenti impossibili dei corpi o di parti di esso che Che Isse ha dato ad alcune sue figure.
Egli gioca con il vedo non vedo, con il sono e appaio, con il posso e non posso.
L’interruttore, strumento dell’osservatore, trasforma lo stesso in deus ex machina, colui che interviene svelandone la trama e può decidere in maniera decisiva sulla storia o la coreografia e, quindi, il movimento del danzatore sul palcoscenico. L’osservatore – uomo può quindi decidere di accendere o spegnere la luce, di guardare dentro o limitarsi a guardare lo specchio, di riconoscersi o conoscersi.
Shakespeare lasciava che Amleto si tormentasse con la domanda “Essere o non essere?”. Ieri come oggi la danza tra i due opposti rimane, ma con la consapevolezza che abbiamo acquisito più strumenti di illuminazione e che siamo, forse, noi stessi a scegliere di smorzare la nostra libertà ed intensità espressiva restando, di conseguenza, al buio.

Melina Scalise

ANDREA CHE ISSE
Dal 1996 al 2011: 20 personali di cui 14 in cui era sempre correlato il lavoro pittorico alla danza.
2006 – Galleria Annovi-Arte Contemporanea (Sassuolo, Mo) personale “I Danzatori degli dei”, venti tele retroilluminate davanti alle quali avvenivano performance con musicisti dal vivo.
2010 – Spazio Tadini, Milano. Collettiva “La Natività”
per la danza:
Acquisita una base di tecnica tersicorea ‘Classica’ da maestri quali Jozo Borcic, Robert Strajner, Deborah Weaver, René LeJeune, ho condotto per una quindicina d’anni ricerca sulle qualità del moto, sulla plasticità del corpo, sulla geometria degli arti e delle direzioni nello spazio acentrico, in fieri ad architetture coreografiche di matrice astratta.
Ha danzato le sue ideazioni in differenti appuntamenti:
RECITARCANTANDO ’86 di Cremona – ‘Omaggio a Kingo’ presso la galleria d’arte Il Mercante a Brera (Mi);
BIENNALE ’88, Palazzo Re Enzo a Bologna; allestimento estivo del teatro Romolo Valli a Reggio Emilia, 1989; seminario tenuto all’ACTOR STUDIO di Roma nell’ ’89; rassegna culturale estiva dei ‘Cortili’ a Modena, 1990;
BIENNALE DES JEUNES CREATEURES D’EUROPE DE LA MEDITERRANEE; MARSEILLE 1990;
sala ‘Corto Circuito’ TIRDANZA, 1991, Modena;
sala ‘Corto Circuito’, TIRDANZA, 1992, Modena;
auto-video-produzione 1992;
partecipazione con video a DANZA VIDEO 1992 Milano;
auto-video-produzione 1993;
libreria Croce a Roma con la presentazione di Giorgio Albertazzi;
auto-video-produzione 1994;
spettacolo teatrale ‘Sotto il segno di Caino’ al Teatro Spazio Zero di Roma per la regia di Giorgio Albertazzi, gennaio 1995;
‘Performance per Kingo’ presso lo Studio D’Ars a Milano, 1996;
performance al Forte Crest di Milano, estate 1996
Orario apertura mostra: da martedì a sabato 15:30-19; in occasione di eventi serali fino alle 22:30

“I gatti come gli angeli” di Marge Piercy

October 28, 2011 Leave a comment

I gatti come gli angeli

Gatti come angeli dovrebbero essere magri;
maiali come cherubini dovrebbero essere grassi.
La gente sta solitamente nel mezzo, un nodo
d’osso che spunta dal ginocchio che vorresti
imbottire, un rotolo di ciccia che penzola
dalla cintura. Ti auto-punisci.
una di quelle palle di gomma che hanno i bambini
che rimbalzano sempre sulla
paletta, ripicchiando sulla stessa superficie.
Vorresti essere snella e liscia
come una saetta.
Quando ero giovane
amavo uomini spinosi con ghigni ascetici
tutti gomiti e parole e cartilagini
costoluti come chiglie grigio-nebbia sulla riva,
facce taglienti che accecano
come lame lucenti, il mento
rivolto al saccheggio come una prora Egea.

Ora cerco uomini le cui pance serene
mostrano piacere per la carne e per la tavola,
uomini che vengono in cucina
e si siedono, che non pensano che a pelare patate
gli diventi piccolo; uomini con dita
larghe e palle violette come fichi,
uomini con rughe gualcite e l’aspetto
stropicciato adatto ai letti recentemente
usati bene.
Non ci è richiesto
di sembrare quattordicenni malnutriti
malgrado quello che impone
la moda. Tu sei fatto per tirare un carro,
per sollevare un carico pesante e reggerlo,
e trascinarlo su per la salita, e sono così
anch’io, corpi contadini, rustici, solidi
belle pentole d’argilla scura che sanno
stare al fuoco. Quando mettiamo le pance
insieme non facciamo rumori metallici
rimbalziamo sulla buona imbottitura.

Cats like angels

Cats like angels are supposed to be thin;
pigs like cherubs are supposed to be fat.
People are mostly in between, a knob
of bone sticking out in the knee you might
like to pad, a dollop of flab hanging
over the belt. You punish yourself,
one of those rubber balls kids have
that come bouncing back off their own
paddles, rebounding on the same slab.
You want to be slender and seamless
as a bolt.
When I was a girl
I loved spiny men with ascetic grimaces
all elbows
and words and cartilage
ribbed like cast up fog-grey hulls,
faces to cut the eyes blind
on the glittering blade, chins
of Aegean prows bent on piracy.

Now I look for men whose easy bellies
show a love for the flesh and the table,
men who will come in the kitchen
and sit, who don’t think peeling potatoes
makes their penis shrink; men with broad
fingers and purple figgy balls,
men with rumpled furrows and the slightly
messed look at easy of beds recently
well used.
We are not all supposed
to look like undernourished fourteen year
old boys, no matter what the fashions
ordain. You are built to pull a cart,
to lift a heavy load and bear it,
to haul up the long slope, and so
am I, peasant bodies, earthy, solid
shapely dark glazed clay pots that can
stand on the fire. When we put our
bellies together we do not clatter
but bounce on the good upholstery.

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Tumori, ricerca per cura con l’Ecstasy

October 27, 2011 Leave a comment

I ricercatori avevano già intuito da tempo che l’Ecstasy avesse qualche proprietà antitumorale, ma un gruppo di studiosi dell’Università di Birmingham e del Western Australia, pare ne sia riuscito a moltiplicare l’efficacia. Di certo ci vorranno anni ed anni di accurate ricerche e riscontri continui, si parla di almeno una decina di anni affinché tale ricerca possa dare i primi sostanziali frutti in materia ma a quel punto, l’Ecstasy, la droga oggi così tanto diffusa nelle discoteche e fra i giovani, potrà giocare un ruolo importante nella cura di varie forme di tumore in particolare quelle del sangue come la leucemia, i linfomi e i mielomi. I ricercatori sperano di poter raggiungere nuovi traguardi in questo ambito grazie alla già nota proprietà dell’MDMA di distruggere alcune cellule tumorali. Gli studiosi proveranno a reingegnerizzare chimicamente l’Ecstasy attraverso l’eliminazione di alcuni atomi ed inserendone dei nuovi, attualmente pare siano già riusciti ad ottenere una variante cento volte più efficace contro le cellule tumorali, ciò significa che la sostanza a quel punto non solo funziona meglio allo scopo ma che genera anche minori effetti dannosi sul cervello. Come ha spiegato John Gordon dell’Università di Birmingham, pare che l’Ecstasy sia attratto dal grasso delle membrane delle cellule cancerose e che sia capace di romperle distruggendo la cellula stessa e tali cellule cancerose appaiono più vulnerabili di quelle sane a questo meccanismo di rottura. Sempre secondo Gordon, in alcuni casi, il nuovo composto rielaborato in laboratorio, è stato capace di annientare il 100% delle cellule tumorali e ora si dovranno individuare quelle che sono più sensibili al farmaco. Anche se la ricerca è ancora in fase primordiale, secondo i ricercatori ci sono buone speranze per il futuro.

Carla Liberatore

Micheal Jackson, imminente film biografico

October 27, 2011 Leave a comment

‘Michael Jackson: The Life Of An Icon’: s’intitola cosi’ il film biografico sulla popstar realizzato da David Gest e che in Italia uscira’ da Universal in dvd il 23 novembre. Katherine, la madre di Michael, dichiara: ”Questo film commuove fino alle lacrime e portera’ la gente a capire chi realmente era ed e’ l’uomo al di la’ della musica.” Per il lancio mondiale, ci sara’ un evento a Londra mercoledi’ 2 novembre all’Empire Leicester Square, cui parteciperanno i Jackson.

Fonte: Ansa

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