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“Frostbitten” di Anders Banke (2006)

September 28, 2011 Leave a comment

Non ha più senso parlare di “generi” ed “etichette” quando ci si trova davanti un film che vuole tendere alla poliedricità ed alla sperimentazione semantica senza intrattenere rapporti con possibili domande del pubblico.

“Frostbitten” è a metà strada tra l’horror e la commedia, ma è prettamente distante dalla parodia alla “Scary Movie”. Che cosa vuol dire “metà strada tra l’horror e la commedia”? Ci sarebbe da discutere per delle ore per rispondere alla domanda e forse non si riuscirebbe neppure a trovare una degna soluzione della questione. Oggi ci sono molti prodotti artistici che comprendono diverse etichette, e soprattutto etichette contrastanti fra loro.

L’horror per sua accezione è sempre stato motivo di comico, anche e solo perché l’argomento non è reale e quindi non può portare al tragico anche se muoiono tutti i protagonisti del film in modo traumatico. Quindi avvicinare l’horror alla commedia non è proprio così lontana come idea. Qual è dunque il problema? Il problema è che si è verificato un allontanamento dall’horror visto come “dannoso”, “non culturale”, “pauroso”, “forte”. Da lì ci sono state le scissioni e le ideologie fasulle su un genere che invece è più vicino alla risata ed al buon umore di quanto si pensa.

Un caso è per l’appunto “Frosbitten”, diretto da Anders Banke e vincitore nel 2006 del Miglior Film all’International Fantasy Film Award. Anders Banke ha esordito nel cinema come regista nel 2004 con “John Howe: There and Back Again”, segue “Frostbitten” nel 2006 e nel 2009 “Newsmakers”. Banke ha creato un prodotto all’occorrenza inquietante e ridicolo, tra il massacro e la salvezza, inserendo problematiche etiche e sociali di notevole importanza.

Protagonisti della pellicola sono degli adolescenti che cercano ancora il loro posto nel mondo, vivono in una cittadina ai confini con la pazzia in quanto un mese all’anno è sempre notte. “Frosbitten” però inizia con un flash back di alcuni soldati che durante la seconda guerra mondiale si imbattono nella fame e nel freddo. La guerra sta per terminare e trovandosi a girovagare in una foresta di neve pensano che sia quasi un miraggio una casa in quel desertico ambiente.

La casa però è abitata da due vampiri. La notte il vampiro più anziano apre la sua bara ed inizia un bel pasto ma viene ucciso dai soldati, prima però riesce ad infettare uno dei suoi assassini. Questo, il giorno seguente, si trasforma anch’esso ed uccide tutto il resto della squadra. Prima di lasciare quella casa però porta con se il secondo vampiro che non era stato ucciso ma sepolto con la bara. Il soldato cambia nome e diventa un  professore di medicina.

Nel presente del film il soldato è il Professor Gerhard Beckert (interpretato da Carl-Ake Eriksson), un noto conoscitore della biologia ed anatomia umana. Con la fine del flash back ci troviamo di fronte una donna e sua figlia Annika (interpretata da Petra Nielsen), per loro inizia una nuova vita, infatti si stanno trasferendo in questa cittadina ai confini con la luce. Annika dunque deve affrontare il fatidico primo giorno di scuola da forestiera. Una ragazza dal look molto curato e particolare, Vega (interpretata da Emma Aberg) le si avvicina subito. Vega è molto amichevole mentre Annika rimane schiva e dissociata per il nuovo incontro.

La contrapposizione tra vecchio e nuovo è palese, Banke ha voluto capovolgere la normalità per scuotere lo spettatore: il forestiero è diventato l’autoctono. Annika è schiva come se avesse sempre vissuto in quella città e non volesse integrare il nuovo, mentre Vega è desiderosa di nuovo, di far conoscenza. Annika e sua madre si sono trasferite a causa del lavoro della madre, è un medico e quando ha saputo che nell’ospedale della proposta di lavoro operava anche il famoso Professor  Gerhard Beckert si è buttata subito.

Le problematiche sociali che Banke inserisce all’interno di “Frostbitten” sono il disagio degli adolescenti, la loro libertà mentale che li porta al provare senza riflettere qualsiasi droga o qualcosa cosa che possa dare un aspetto diverso alla giornata. È la noia giovanile che disarma. I giovani della città sono capeggiati da Vega che continuamente cerca di modellare gli altri secondo il suo personale divertimento stando però attenta a non cadere nel tunnel.

Ma qualcosa di inaspettato accade. Ed il film prende una piega prettamente comico-realistica che offre allo spettatore un cambio di visione ed un cambio di prospettiva sia dei personaggi sia del pensiero stesso del regista. Banke cambia registro e tutto ciò che poteva sembrare prevedibile diventa imprevedibile per un film che rientra nei canoni dell’horror per la presenza vampiresca.

Fonte: Oubliettemagazine

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“I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim”, esposizione al Lu.C.C.A. di Lucca

September 28, 2011 Leave a comment

Lucca – Dal 18 settembre 2011 al 15 gennaio 2012 si terrà al Lucca Center of Contemporary Art di Lucca, la mostra Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim.

La mostra, curata da Maurizio Vanni, porta alla luce una collezione, in gran parte inedita, di opere su carta di artisti del Novecento, appartenuta a Peggy Guggenheim. “L’intento – scrive Maurizio Vanni – è proprio quello di riscoprire il valore di una collezione su carta non importante solamente per gli autori che ne fanno parte, ma anche per i momenti, umani e culturali, che hanno contraddistinto la raccolta. In un certo momento della sua vita, infatti, Peggy Guggenheim cambiò radicalmente le sue abitudini dedicandosi con tutta se stessa all’arte moderna e alla visita degli studi di quegli artisti che, di lì a poco, avrebbero cambiato la storia dell’arte della propria epoca. Nessuno potrà mai dire con certezza quanto Peggy abbia contribuito al loro successo, ma certamente il Novecento deve molto a questa figura intraprendente, istintiva, sensibile, ma anche passionale, impulsiva, combattiva e lungimirante che ha trasformato un sogno in una meravigliosa ed eterna raccolta di carte rivelatrici di passioni, amori, conoscenze e memorie di un tempo senza tempo. I tesori nascosti della collezione corrispondono alle preziose facce dello stesso diamante che risponde al nome Peggy”.
L’attività di Peggy Guggenheim, mecenate e collezionista, rispondeva alla volontà di sostenere economicamente e moralmente gli artisti dell’avanguardia, ma anche a quella di istruire, gli altri e se stessa, all’arte del suo tempo. La sua lungimiranza andò ben oltre il lavoro di raccolta di opere rappresentative del mondo contemporaneo per la creazione di una collezione il più completa possibile. Peggy non si limitò a collezionare, ma si applicò per diffondere e affermare l’arte contemporanea non solo in America, ma anche in Europa e in particolare in Italia. Molto è stato scritto e detto su Peggy Guggenheim e la sua collezione, ma ancora non è stato valorizzato il suo apprezzamento per le opere su carta, dimostrato dal fatto che alla sua morte, nel 1979, più di settanta opere della sua collezione erano appunto su supporto cartaceo. Senza tener conto di tutte quelle opere che negli ultimi trent’anni della sua vita, dal 1949 al 1979, aveva donato a musei e istituzioni di tutto il mondo proprio per diffondere l’arte contemporanea. La scelta di rappresentare la collezione di Peggy attraverso i suoi disegni è quindi inedita e ha permesso di ricostruire i momenti salienti della sua vita e della nascita della sua collezione.
Tra le opere della collezione si trovano disegni di Pierre Alechinsky, Jean Arp, Alexander Calder, Willem de Kooning, Max Ernst, Lucio Fontana, Friedensreich Hundertwasser, Vasily Kandinsky, František Kupka, Man Ray, André Masson, Roberto Sebastian Matta, Piet Mondrian, Henry Moore, Pablo Picasso, Hans Richter, Diego Rivera, Mario Sironi, Tancredi Parmeggiani, Yves Tanguy, Mark Tobey e Emilio Vedova.
All’interno della mostra ci saranno alcune delle prime opere entrate a far parte della collezione di Peggy: Idee per scultura e Senza titolo di Henry Moore e Blu nel Blu di Kurt Schwitters furono acquisite, durante le mostre tenutesi alla Guggenheim Jeune di Londra. Altri disegni, invece, furono esposti nella nota galleria newyorchese Art of This Century: Ragazze tra gli archi di Pegeen Vail e Senza titolo di Raoul Hausmann, entrambe inedite al pubblico, oltre a Senza titolo di Jean Arp, Oceano 5 di Piet Mondrian, Verso l’altro di Vasily Kandinsky, Il postino Cheval di Max Ernst e Il sogno e la menzogna di Franco di Pablo Picasso dopo la scomparsa di Peggy.
Tra le opere della collezione Peggy Guggenheim che parteciparono all’esposizione della Biennale di Venezia del 1948, ventiquattro erano su carta e diciannove di esse fanno ancora parte della collezione. Tra queste saranno in mostra, oltre ai disegni già citati di Ernst, Kandinsky, Mondrian, Moore, Picasso e Schwitters, Senza titolo di Victor Brauner, Uccello affascinato da un serpente di André Masson e Pi di John Tunnard. All’esposizione era previsto che partecipasse anche il disegno di Roberto Sebastian Matta, Le driadi, ma Rodolfo Palucchini, segretario generale della Biennale, lo fece rimuovere perché lo riteneva troppo apertamente sessuale per essere presentato al pubblico. Peggy sarebbe felice di sapere che sarà invece presente nell’esposizione dei suoi disegni presentata al Lucca Center of Contemporary Art.
Inoltre, in mostra vi sono disegni che sono stati raramente esposti al pubblico: Vestaglia di Pierre Alechinsky, Le grand passage di Alexander Calder, Casa che protegge di Hundertwasser, Studio per Organizzazione di motivi grafici di František Kupka, Testa dada di Hans Richter e Senza titolo di Tancredi, oltre ai già citati disegni di Brauner, Hausmann, Pegeen e Tunnard.
Ricostruire alcuni dei più importanti momenti dell’arte del Novecento attraverso i disegni della Collezione Peggy Guggenheim e alcuni dei disegni che ne hanno fatto parte e che per donazione della stessa collezionista oggi si trovano al Museum of Fine Arts di Boston, al Museum of Modern Art di New York, al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, al Tel Aviv Museum of Art è una grande opportunità culturale e propedeutica alla partecipazione e alla condivisione delle proposte e delle sperimentazioni legate alle arti visive della nostra contemporaneità. Rivivere il passato in chiave contemporanea potrebbe voler dire progettare un futuro ancora più imprevedibile ed entusiasmante.
Molti artisti del secolo scorso hanno dedicato impegno e tempo ai lavori su carta, hanno affidato a questo supporto le loro performance più libere e le loro più ardite sperimentazioni. Questa mostra costituisce dunque anche l’occasione di ripercorrere una parte di storia dell’arte del Novecento da un’ottica assolutamente inaspettata.
Immagine: Vasily Kandinsky Verso l’alto (Empor), ottobre 1929 Olio su cartone, 70 x 49 cm.
Inaugurazione: sabato 17 settembre 2011 alle ore 19, Piazza San Francesco – Lucca
Per l’occasione Piazza San Francesco si trasformerà in un contenitore artistico grazie all’istallazione multimediale interattiva dedicata a Peggy Guggenheim realizzata appositamente dalla Compagnia TPO di Prato.

Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – Lucca
Orario mostra:
dal martedì alla domenica 10-19
lunedì chiuso
Biglietti: intero 7 euro; ridotto 5 euro

“Il cantastorie di Marrakech” di Joydeep Roy-Bhattacharya, Edizioni Mondadori

September 28, 2011 Leave a comment

“Ogni inverno compio questo viaggio a Marrakech per sfuggire al freddo pungente dei monti, del deserto o del mare, ma anche perchè sento il bisogno di venire a capo di quanto successe quella sera qui, nella Jemaa, su cui aleggiava la sensazione di qualcosa di sbagliato, quando ancora i due stranieri non avevano fatto la loro prima comparsa, che si sarebbe rivelata anche l’ultima. Essi, infatti, sono il mio tormento.”

Nella celebre Jemaa el Fna, la grande piazza che domina la medina di Marrakech, ascoltatori attenti e semplici passanti da anni si raccolgono attorno ad Hassan, un cantastorie che ama rievocare la vicenda di una coppia di stranieri svaniti nel nulla una sera di qualche anno prima. Tutti nella Jemaa el Fna avevano notato quella giovane americana, luminosa e bellissima, accompagnata da quell’indiano enigmatico, tutti ne erano rimasti come ipnotizzati, e ora sembra di vederli di nuovo apparire e scomparire tra i vicoli della medina, evocati in lampi di immagini e ricordi. Perchè ognuno ha un suo tassello da aggiungere alla storia che Hassan sta cercando di ricostruire nel tentativo di svelare il mistero di quell’inspiegabile scomparsa. Ciò’ che preme ad Hassan è scagionare suo fratello Mustafa, che contro ogni logica si è dichiarato colpevole dell’omicidio dei due giovani. Hassan è convinto della sua innocenza e ne cerca tenacemente il filo: per questo suscita le memorie e i racconti dei testimoni di quella notte. Ma più testimonianze raccoglie, più la realtà sembra farsi evanescente, perchè nessuno di quei tasselli combacia con gli altri, anzi, a ogni dettaglio che si aggiunge la verità sfuma ulteriormente, i fatti si fanno più elusivi. E quei due stranieri assumono un aura favolosa ed enigmatica come il loro destino, mentre il lettore è indotto a chiedersi se Hassan riuscirà mai nel suo intento o se invece, con crescente inquietudine, non sia lui stesso parte del mistero che lo ossessiona. Il libro di Joydeep Roy-Bhattacharya trasporta con grazia dal labirinto della medina di Marrakech alle distese del “deserto dell’amore“, dove il vento e la sabbia sembrano inghiottire nel nulla stranieri erranti e vagabondi. “Il cantastorie di Marrakech” capovolge le regole del mistery per offrire un mosaico di frammenti d’amore che sfida chiunque a riflettere sulla natura dell’immaginazione e della memoria, e sui legami con la verità e la bellezza. Senza intellettualismi, col passo della grande narrazione e un tono di suadente emotività, in una storia che chiede di essere letta con urgenza crescente a ogni pagina. Lo scrittore è nato a Jamshedpur, in India, e vive nei dintorni di New York. Il su primo romanzo è stato “Il Club Gabriel“. Con “Il cantastorie di Marrakech” da inizio ad una trilogia ambientata nel mondo islamico

“Il cantastorie di Marrakech” – Joydeep Roy-Bhattacharya – Mondadori – 19,50 Euro

Fonte: My Amazighen

“Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere”, mostra al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena

September 28, 2011 Leave a comment

Moda: gli abiti di Fernanda Gattinoni in mostra a Teatro Comunale
„E’ un evento più unico che raro e sarà in città per più di un mese. La mostra “Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere” sarà allestita al ridotto del Teatro Comunale dal 28 settembre al 30 ottobre“

„Il ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena si trasforma in incantevole palcoscenico per la mostra “Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere”. Dal 28 settembre al 30 ottobre sarà infatti possibile ammirare alcune delle creazioni più prestigiose della celebre Maison Gattinoni, la più longeva tra le italiane insieme a Ferragamo. Saranno esposti abiti di scena e del guardaroba personale di alcune delle dive più amate di tutti i tempi: Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Anna Magnani e altre ancora. Attraverso la sequenza di abiti proposta sarà possibile proiettarsi ai tempi della Dolce Vita e scoprire, prestando un po’ di attenzione, molte caratteristiche delle bellissime attrici che indossarono proprio quei magnifici vestiti. Oltre alla mostra, che è partita da Parigi e ha fatto il giro di molti capitali europee per approdare poi a Modena, è prevista anche una sfilata nella serata di mercoledì 28 settembree un concorso per giovani stilisti modenesi che potranno far conoscere le loro creazioni psottoposti ad un vero e proprio fashion scouting, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio, CNA e Lapam.“

„”E’ un evento straordinario – ha detto l’assessore Daniele Sitta-di altissimo livello e qualità e unico per le sue caratteristiche. Assume ancora più importanza per Modena perché cade proprio in un periodo di produzione della creatività locale e per questo stimolerà e favorirà ancora di più gli elementi vincenti della nostraeconomialegati alla moda”. “Siamo felici di essere in questo tempio della musica con la nostra mostra- ha commentato Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni – e siamo molto legati a Pavarotti: abbiamo sempre iniziato ogni sfilata con le registrazioni della sua voce perché,cominciando alla grande, le serate possono solo andare bene”.“

Fonte: Modena Today

Caseus Veneti 2011, settima edizione del concorso regionale del formaggio veneto

September 28, 2011 Leave a comment

1 E 2 OTTOBRE AD ARQUÀ POLESINE CASEUS VENETI: I VERI SAPORI NASCONO DA LAVORO AGRICOLO E QUALITÀ

(AVN) – Venezia, 27 settembre 2011

Sarà ospitata nel Castello di Arquà Polesine, in provincia di Rovigo, sabato 1 e domenica 2 ottobre, la settima edizione di Caseus Veneti, l’ormai tradizionale vetrina itinerante dei formaggi d’eccellenza che fanno buono il Veneto e soddisfatti suoi ospiti. La rassegna – concorso, che nel Castello polesano rinnova la tradizione di coniugare cultura e sapori del territorio, ha lo scopo di valorizzazione le produzioni lattiero-casearie regionali, assieme agli uomini e ai luoghi dove questi capolavori del sapore vengono prodotti. Ma è anche un’occasione di solidarietà (come di consueto sarà allestita “Forme di solidarieta”, punto vendita dei formaggi in concorso, la cui testimonial sarà  Eleonora Daniele. Il ricavato servirà a finanziare associazioni di aiuto ai meno fortunati) e soprattutto un modo per ricordare che questo patrimonio del gusto è messo a repentaglio da una mondializzazione invasiva dai sapori omogenei senza patria e senza anima, che non sa e non vuole esaltare i sapori “diversi” e tipici, ma soprattutto veri e spesso unici, che sono il frutto del lavoro agricolo e della qualità dei territori.

La manifestazione è stata presentata questa mattina a Palazzo Balbi di Venezia dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato con il collega alla promozione e commercio estero Marino Finozzi e con Terenzio Borga presidente di Aprolav, l’associazione dei produttori latte del Veneto che cura l’allestimento della mostra – concorso. Quest’anno saranno in gara 320 formaggi suddivisi in 34 categorie: a testimonianza che sono gli stessi produttori a credere nella manifestazione. Al concorso sono coinvolti caseifici privati o cooperative, piccole aziende di trasformazione o malghe, stagionatori o affinatori che operano nella ricerca costante della qualità e nel rispetto delle tradizioni e delle ricette casearie regionali.

“Caseus Veneti – ha fatto presente Finozzi – ha richiamato ogni anno oltre 15.000 visitatori e l’attenzione dei grandi media nazionali e locali. È dunque un’opportunità sostanziale”. “Anche perché – gli ha fatto eco Manzato – abbiamo il dovere di salvaguardare un sistema produttivo che ha caratteristiche uniche, capace di produrre oltre 70 tipi di formaggi e di affermarsi di continuo sui mercati. Nello stesso tempo, mentre non siamo esportatori di preziosa materia prima di qualità, siamo importatori di derivati del latte che spesso si trasformano in caci di dubbio gusto e di sconosciuta provenienza. Siamo di fronte ad un comparto che conta 4.200 allevamenti  per un totale di 200 mila vacche da latte e 11 milioni di quintali prodotti, per oltre il 75 per cento trasformato in magnifici prodotti DOP. E oggi, in nome di una concezione che non liberà i consumatori dall’ignoranza e impoverisce i produttori, c’è chi vorrebbe consentire anche in Italia di prodotti ottenuti non con il nostro latte ma con derivati del medesimo importati dall’estero”. “Una evenienza – ha concluso Manzato – che vogliamo e dobbiamo impedire: non solo per le gravi conseguenze economiche e occupazionali, ma anche per salvaguardare la nostra cultura dell’eccellenza e la meritata fama mondiale delle nostre produzioni”.

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“Logos: festa della parola”, appuntamento al Parco delle Energie a Roma

September 28, 2011 Leave a comment

LOGOS – Festa della Parola.  Editoria – Teatro – Cinema – Musica – Writing – Incontri. al C.S.O.A. Ex Snia e al Parco delle Energie,  via Prenestina 173

Cinque giorni di presentazioni di libri, messe in scena, cinema, musica, reading, istallazioni e mostre, seminari e incontri, con la proiezione tra l’altro, in anteprima a Roma, di due film premiati a Venezia “Là Bas” di G. Lombardi e “In Attesa dell’Avvento” di A. Lavorato e F. D’agostino

Bellezza, paura, lavoro, sud, parole che pronunceremo per tracciare spazialmente e concettualmente un percorso di critica all’esistente da intraprendere insieme, per costruire collettivamente un discorso, uscire dal normale e riconoscere il comune che diversamente abitiamo e che dev’essere visto, toccato, digerito.

LOGOS – Festa della Parola  è  una manifestazione aperta in cui case editrici, lettori, autori, ricercatori, artisti, mediattivisti, portano le proprie espressioni. Perché la Parola che si vuole festeggiare è quella vitale. Una parola il cui significato vive nella ricerca dello sguardo, del suono, della carne. 

Partendo dalla Parola Orale, che viaggia, dalla Parola Scritta, che resta, incisa sui libri che si stampano per leggere e non per vedere, la Festa della Parola apre alle altre discipline nate dalla Parola – espressione primordiale del segno convenzionale.

LOGOS è un esperimento condiviso indipendente-mente da cosa meglio si vende e consuma. Per questo più di trenta piccoli e medi editori avranno spazio per diffondere le loro proposte e rivendicare, insieme ai lettori, la possibilità di poter scegliere liberamente cosa leggere. Per questo artisti, autori, attivisti, militanti avranno spazio per creare, comunicare e organizzarsi.

LOGOS è incontro tra individui, che lavorano, studiano, comunicano, oziano per ri-mettere in comune parole e socializzare saperi, per coordinare l’azione e metterci in movimento, rompere le gabbie e liberare i corpi. 

LOGOS è la parola che da cittadinanza, corpo agli invisibili, voce agli oppressi.

LOGOS è spezzare la penna, gettare la scarpa nell’ingranaggio, suonare un pianoforte sulla barricata.

LOGOS è la parola immaginifica, un racconto per piccoli e grandi che ci riporta oltre il presente.

LOGOS è una delle tante Mompracem che vogliamo costruire, isola di uomini liberi in un oceano di padroni e schiavi.

LOGOS è al C.S.O.A. eXSnia Viscosa, un luogo liberato dall’egemonia dell’economico,  cornice e coprotagonista della manifestazione assieme al Parco delle Energie, spazi strappati alla speculazione dal 1995, esempio di pratiche per l’autogestione e per la costruzione di una città eco-sostenibile a misura di bambino.

Gruppo informale _ LOGORROICI_

Aggiornamenti e approfondimenti su www.logosfest.org

Per info: 3922899182, 3497591490, 3935693688 – parola@anche.no

LOGOS- FESTA DELLA PAROLA PROGRAMMA

mercoledì 28 settembre

“Mompracem!” Tributo a Salgàri

17:00 reading per ragazzi “Mompracem Vivrà“

19:00 reading “Lo Spleen di Mompracem – Yanez non ci sta” di e con F. Sottile

20:30 cinema “Capitan Salgàri” di M. Serrecchia con in regista presentano G. D. Maderna, N. Ruganti

22:30 musica “La parola al Tango“ Milonga Popolare con Duo Fourire e Jorge Omar Sosa 

giovedì 29 settembre

“Bellezza”

17:00 libro per ragazzi “Diego e i diritti dei lavoratori” di e con F. Fieromonti

18:00 libro “La Scoperta del Mondo” di L. Castellina, con l’autrice presentano G. Bompiani, S. Fondi

19:00 libro “America Profonda” di A. Portelli, con l’autore presentano B. Buonomo, M. Diletti

19:00 reading “Troyan. Virus lirico“

20:30 cinema – J.L. Godard “Histoire du Cinema” : (2A)  “Seul le cinéma” / (2B) “Fatale beauté” , a seguire “Priére pour Refusniks I – II”

22:00 teatro “Il giorno pù bello” di e con Balagan Teatro

22:00 musica J2P – Ask the Duck a seguire “Yellow Music DJazz Set” [resampling beats] by Mendo

venerdì 30 settembre

“Paura”

17:00 incontro “70 anni di faccende. Le donne raccontano il lavoro“ a cura del Centro Donne D.A.L.I.A.

17:00 lettura musicata di “Beatrice e la giostra magica” di e con A. Blažević

18:00 libro “Land Grabbing” di S. Liberti, presentano con l’autore G. Battiston, P. Bevilacqua

19:00 reading “Dino Campana: vita di un poeta” di e con Noi Nuvola Rossa

19:00 seminario ”Scrittura di confine” con V. Moroni (sceneggiatore di Terraferma)

20:30 libro “Diario di un clandestino” di R. Nini, presentano G. Colotti, M. Diop, A. Santilli

21:00 teatro “Dopo la Tempesta di Shakespeare” di e con La Voce della Luna

22:00 cinema “Là-Bas” di G. Lombardi, incontro con il regista

23:00 musica Têtes de Bois e Tonizingaro + Bu Cho. A seguire dj set

sabato 1 ottobre

“Lavoro”

dalle 11:00 writing “Lettere“ con Kim, Khem, Flus, Snoopy, …..

11:00 incontro “I ragazzi sanno leggere“

11:00 lettura animata di “Una zuppa di sasso“ di A. Vaugelade a cura di Ossidi di ferro

12:00 incontro “La parola e il cibo. Uso e abuso del genuino” con E. Di Renzo, O. Zanini De Vita

14:00 laboratorio TDO “Il museo del non detto” a cura di Parteciparte e Centro Donna D.A.L.I.A.

15:00 musica “Ottobrata romana” con Ponentino Trio e Pasquinotto

16:00 incontro “Internet: quale rivoluzione?“ con A. Di Corinto, artist*/attivist*/hacker

16:00 libro “Insegnare al principe di Danimarca” di C. Melazzini, presentano V. Borsetti, F. Feola, L. Rossamando

16:00 libro per ragazzi ” Floods” di C. Thompson

17:00 libro “Nuova Panda, schiavi in mano” presentano con il Gruppo Lavoro – CRS, Gruppo Inchiesta Operaia

18:00 libro “Ieri e Domani” di P. Ferraris, presentano con l’autore D. Zola, G. Monina, C. De Maria

19:00 reading Scrittori Precari

19:00 incontro “Lavorati – Il Corpo Soma” con G. Polo, Gruppo Lavoro del CRS, lavoratori e lavoratrici

20:30 cinema “La fabbrica Incerta“ di L. Rossomanno, presente il regista

21:30 libro “Alice in gabbia” di A. Gasparro e anteprima de “La ballata dei precari” S. Lombardi, presentano con le autrici E. Calderoni, G. Cioccolini, F. Pullano

21:30 cinema “Je suis Simone (la condition ouvrière) ” di F. Ferraro, presente il regista

23:00 musica Funkullisto. A seguire dj set

domenica 2 ottobre

“Sud”

dalle 11:00 poesia istantanea con Iago

11:00 libro “Guida alle Librerie Indipendenti di Roma“ + incontro tra lettori, librai e editori

12:00 incontro “Lo sfruttamento è servito” con E.Pugliese, ALAR, Equosud, Via Campesina

15:00 musica “Ottobrata romana” con Banda Jorona

15:00 laboratorio  “Per fare un libro… ci vuole la carta!” a cura di Ossidi di ferro

16:00 incontro “150 anni di questione meridionale: colonialismo, sottosviluppo e sfruttumanto nel mezzoggiorno” con F. Arminio, A. Lavorato, U. Santino, P. Scimeca, L. Vasapollo, portuali di Gioia Tauro

reading per bambini “ La bella quasi addormentata” a cura di Ossidi di ferro

17:30 TAVOLA ROTONDA “Festa della Parola“

19:00 cinema “In Attesa dell’Avvento” di F. D’Agostino e A. Lavorato, presenti i registi

20:00 cinema “Malavoglia” di P. Scimeca, presente il regista

WWW.LOGOSFEST.COM

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“Biennale Bus”, primo viaggio per le scuole in occasione della 54. Esposizione Internazionale d’Arte

September 28, 2011 Leave a comment

Primo “Biennale Bus” dedicato alle scuole in occasione della 54. Esposizione d’Arte /34.573 i biglietti venduti alla 68. Mostra del Cinema (+6%) / 251.940 i visitatori finora alla 54. Esposizione d’Arte (+13%) / Miglioramenti strutturali del sistema delle sale al Lido

Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, si è riunito in data odierna nella sede di Ca’ Giustinian.

Il Presidente ha informato il Cda che oggi stesso si è svolto il primo viaggio del “Biennale Bus” – collegamento automobilistico per ragazzi delle scuole dal Veneto a Venezia – organizzato dalla Biennale in occasione della 54. Esposizione Internazionale d’Arte (Giardini-Arsenale, fino al 27 novembre 2011), nell’ambito delle attività Educational che si realizzano anche grazie al contributo della Camera di Commercio di Venezia.

Questa prima corsa del “Biennale Bus” (addobbato di rosso e bianco, i colori della Biennale) ha visto protagonisti ben 50 bambini di due classi della Scuola dell’infanzia “Il Girasole” di Conselve (Pd), con partenza del “Biennale Bus” da Conselve alle 9.30, imbarco sul vaporetto della creatività, il “Biennale Vap”, al Tronchetto alle ore 11.00, e attività di laboratorio con le due classi ai Giardini dalle 13.00 alle 15.00.

Il  “Biennale Bus” è stato organizzato per la prima volta quest’anno dalla Biennale per far fronte alle numerose richieste delle scuole che sempre più prenotano dal Veneto le attività Educational, e soprattutto per agevolare quelle più periferiche e meno collegate con vie ferroviarie. In tal modo si offre inoltre alle scuole e ai ragazzi un servizio di accoglienza e assistenza prima di iniziare le attività educational in sede di Esposizione.

Il servizio gratuito “Biennale Bus” sarà attivo, su prenotazione, fino al 27 novembre 2011 (data di chiusura della 54. Esposizione d’Arte) con 4 corse a settimana, per un potenziale totale di 8 classi a settimana.

L’offerta Educational della Biennale ha come primi interlocutori le scuole di ogni ordine e grado e gli insegnanti, che in oltre 1000 hanno partecipato quest’anno alla presentazione dei programmi 2011. Le iniziative, condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale, mirano a un coinvolgimento attivo dei partecipanti. Nel 2010 l’attività Educational ha registrato complessivamente 17.883 presenze dalla Regione del Veneto.

Il Cda ha quindi udito una relazione generale su impianti e tecnologie del sistema delle sale cinematografiche al Lido, e ha concordato sulla predisposizione di piani e programmi relativi sia all’impiantistica generale, sia al sistema digitale, da monitorare ed elevare nella qualità e nelle prestazioni. Ha concordato inoltre sulla predisposizione di un programma di contenimento dei costi di allestimento che permetta – con i risparmi così conseguiti – l’allestimento per la 69. Mostra del Cinema 2012 di una sala del tipo “Perla 2”, per cui sono in corso colloqui e approfondimenti per la ricerca del luogo adatto.

Il Cda ha quindi approvato – come ulteriore stadio del programma di riqualificazione delle sale storiche del Lido – il progetto definitivo per la Sala Darsena, per cui sono in corso colloqui con l’Autorità comunale per il reperimento delle risorse.

Il Cda ha poi esaminato i risultati della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica svoltasi dal 31 agosto al 10 settembre 2011, di cui è stato sottolineato in particolare l’aumento del 6% dei biglietti venduti per unità di proiezione sull’edizione 2010 (sono stati venduti complessivamente 34.573 biglietti). Significativo anche l’incremento degli accrediti Industry Trade (venditori e compratori dell’Industry Office della Mostra), che negli ultimi tre anni sono passati da 578 (2009) a 951 (2010) fino a 1.031 (2011).

Il Cda ha inoltre preso atto con compiacimento che, tra le finalità della Mostra del Cinema, si è consolidato quest’anno  il progetto di diffusione dei film “dopo la Mostra”, che dopo i tradizionali decentramenti di Venezia (centro storico e terraferma, 1-11 settembre), Roma (12-18 settembre) e Milano (15-21 settembre), vede realizzarsi nel 2011 la seconda edizione di “Treviso in Mostra” (26-30 settembre) e nelle prossime settimane analoghe rassegne a Napoli (1-7 ottobre), a Mantova (11-14 ottobre) e nel Veneto (seconda metà di ottobre).

Il Cda è stato infine informato del positivo andamento della 54. Esposizione Internazionale d’Arte diretta da Bice Curiger, che ha raggiunto i 251.940 visitatori (+13% sull’edizione 2009) e del positivo avvio in termini di presenza di pubblico e riscontro di stampa del 55. Festival Internazionale di Musica (24 settembre – 1 ottobre) diretto da Luca Francesconi.

Venezia, 27 settembre 2011

“Surfing in my heart”, mostra fotografica di Dario Ponzo a Milano

September 28, 2011 Leave a comment

Twelve presenta “Surfing in my heart”

Mostra Fotografica di Dario Ponzo a cura di Indira Fassioni

Vernissage – Mercoledì 28 Settembre 2011, ore 19.00

Il confronto con sé, con la natura, con il mondo, in un crescendo di sensazioni e percezioni è ciò che contraddistingue la fotografia di Dario Ponzo, giovane fotografo milanese che ama definire la fotografia “il più bel dono che la vita gli ha fatto”, da quando a 23 anni gli è stata regalata la prima compatta, il passaggio all’entry-level e poi alla professionale è stato breve e naturale, scandito da un turbine di emozioni e animato dalla voglia continua di confrontarsi.

Questo confronto il leit motiv che caratterizza gli scatti in mostra: il mondo del surf protagonista, in tutta la sua spettacolarità ancestrale e in tutto il suo fervore magnetico.  L’onda come allegoria della difficoltà, che spinge l’uomo all’azione per superarla e mirare diritto all’orizzonte del proprio destino.

E quindi, affrontare l’impeto delle onde per conquistarle, dominarle e infine scavalcarle…una dopo l’altra. Uno scontro-incontro tra l’essere umano, nella sua solitudine, e la natura nella sua magnificenza.

Infinitesimo e infinito che incrociano i loro sguardi, micro e macrocosmo che per un istante si trovano uno di fronte all’altro. Una convivenza breve, il tempo di uno sguardo, di un tocco, per poi proseguire ciascuno per la propria rotta. Una “sfida” che sa di incantesimo e magia. Una “sfida” che sa di intesa, che crea tra l’uomo e la natura un’armoniosa complicità.

Ad allietare l’aperitivo la musica di Deejay Dave (Davide Monteverdi) dj, consulente musicale, giornalista musicale, ideatore della One Night Razzputin.

La serata inaugurale del 28 settembre vedrà la collaborazione del marchio Carlsberg, presente con il progetto “Drink Different”: per una sera lascia a casa la macchina e muoviti in ecologia!

A tutti coloro che si presenteranno in bicicletta birra a 3,50€: vieni in bici e goditi la birra!

A seguire, Special Party  per festeggiare l’apertura della stagione Twelve

La mostra “Surfing in my heart” inaugura la stagione 2011-2012 del Twelve che, come ogni anno, si preannuncia ricca di eventi e cultura.

Nel cuore di Porta Romana, aperto da mattina a sera Twelve il locale con “più anime” rinnova il suo amore per l’arte.  Ogni mese il locale offrirà una cornice artistica differente, nulla escluso: quadri, foto, oggetti di design, reading di poesia e tutto ciò che è amore per l’arte.

In Mostra fino al Domenica 6 Novembre 2011

 Vernissage

 Mercoledì 28 Settembre 2011, ore 19.00

Numeri utili

Twelve

Viale Sabotino 12, Milano – Ingresso libero

tel. 02.89073876

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