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Archive for September 26, 2011

Ricerca scientifica inglese, prosecco benefico per la salute

September 26, 2011 Leave a comment

RICERCA SCIENTIFICA  INGLESE: PROSECCO FA BENE A CUORE E CERVELLO, BEVETELO!

“Bevete ‘il Prosecco’, fa bene alla salute! Uno studio ‘from UK’ della Reading University, afferma che i “vini bianchi con bollicine” favoriscono il benessere di cuore e cervello. La ricerca, datata qualche tempo fa, e che non ha quasi per nulla fatto parlare i media locali e nazionali, ha affermato che il vino Prosecco è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che permettono di diminuire l’ipertensione e proteggono il sistema cardiovascolare. Speriamo che ‘La notte della Ricerca’ sia l’occasione per far parlare di questa importante scoperta”. 

Così, dalle pagine di proseccobattistella.com, i viticoltori della Casa spumantistica Battistella, produttrice di ‘Battistella, il Prosecco’, affermano quanto utile il Prosecco sia nella cura e prevenzione di alcune patologie.  L’azienda trevigiana partecipa oggi a ‘La notte della ricerca’ di Padova con degustazioni ed analisi sensoriali. Ricercatori di tutta Europa si danno appuntamento nella città del Santo per incontrare il grande pubblico con workshop, incontri, spettacoli, visite guidate. L’iniziativa, finanziata dalla Commissione Europea, ha come partner le Università venete di Padova, Verona e Venezia. Il programma è online alla pagina http://www.venight.it/it/padova_9.htm.

Presso lo spaccio aziendale in Via delle Comune 16 a Pianzano, Treviso, la casa spumantistica produttrice di Prosecco offrirà a tutti i winelover che faranno visita in azienda un calice di Prosecco e lo staff si preoccuperà di veicolare l’importante risultato dello studio inglese.

“ll gene “Dxs”, individuato dai ricercatori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e che determina l’aromaticità delle uve, è una tangibile scoperta di come la ricerca italiana sia viva, seppur spesso trattata come settore di serie D, forse E.

Il problema sono sempre ‘i schei’, servono più fondi alla ricerca, anche in enologia e viticoltura! UK docet” affermano i Battistella.

Il secondo problema, soprattutto italiano, è che “quando si introduce un linguaggio più complicato come quello della genetica – afferma il professor Attilio Scienza, tra i massimi esperti mondiali di vitivinicoltura – il consumatore ha subito un atteggiamento di sospetto, c’è paura della scienza. Dobbiamo superare questa barriera, dando una maggiore informazione, con razionalità. Dovremo fare sempre più i conti con il Dna, con la genetica, ma sono parole che il consumatore ha paura di pronunciare, e dovremo fare in modo di adattarle per far passare in modo positivo il messaggio del vino come “prodotto tecnologico”, che vuol dire anche salubrità, sicurezza, rispetto della salute”.

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Gunther von Häagen-Dazs, plastinazioni virtuali della crema gelato

September 26, 2011 Leave a comment

Un video che ha suscitato in me grande curiosità! In riferimento al fenomeno di Body Worlds, The Art of Bleeding, una troupe multimediale di Los Angeles specializzata in prestazioni mediche ha creato questa installazione video unendo la figura bizzarra del creatore della Body World, Gunther von Hagen, e l’amata crema gelato, Häagen-Dazs.

Cadaver Crunch e Blackberry Necrosis… esilarante!

Marius Creati

Mahmoud Darwish, una vita per la pace

September 26, 2011 Leave a comment

Mahmoud Darwish  è nato in Galilea (Palestina sotto il mandato inglese), il 13 marzo 1941, nel villaggio di Al-Birwah, ed è morto il 9 agosto 2008 a Houston, in Texas. Massimo esponente della poesia palestinese, erudito e filosofo, è stato sempre, profondamente, un attivista della lotta del suo popolo, senza mai smettere di sperare e credere nella pace. Ha pubblicato venti libri di poesie, sette opere in prosa ed è stato redattore di diverse pubblicazioni, come Al-Jadid (Il Nuovo), Al-fair (L’Alba), Shu’un filistiyya (Affari palestinesi) e Al-Karmel. La sua figura è riconosciuta universalmente dalla sua poesia che si concentra sulla nostalgia della patria perduta e le sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue.  Negli anni ’60, Darwich si iscrisse alpartito comunista di Israele, ma è più noto il suo interesse in seno all’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Venne eletto membro del comitato esecutivo dell’OLP nel 1987 lasciando poi l’incarico nel 1993, in protesta contro gli accordi di Oslo. Dopo oltre trent’anni di esilio, raggiunse la Palestina sotto condizioni, e si stabilì a Ramallah. Mahmoud Darwich è il secondogenito di una famiglia musulmana sunnita, proprietari terrieri, con quattro fratelli e tre sorelle.  Il suo villaggio venne raso al suolo nel 1948 e la famiglia fuggi’ in Libano, dove vi restò un anno, per rientrare poi clandestinamente in Palestina, scoprendo che sui resti dei loro villaggio fu costruito un nuovo villaggio ebreo. Si trasferirono dunque a Dair Al-Assad.  Il poeta iniziò  i suoi studi primari a Dair Al-Hassad, sempre in stato di allerta per non essere scoperto dalla polizia israeliana e più tardi, terminò gli studi secondari a Kufur Yasif. Poi partì per Haifa. La sua prima raccolta di poesie venne pubblicata quando aveva appena 19 anni (Asar bila ajnjha – Uccello senza ali). Nel 1964 sarà riconosciuto internazionalmente come la voce della resistenza palestinese grazie a Awraq Al-zaytoun (foglie d’olivi).  Questa raccolta raccoglie la poesia Carta d’Identità.  Alla fine dei suoi studi, Mahmoud iniziò la pubblicazione delle poesie e degli articoli in giornali e settimanali come Al-Itihad e Al-Jadid, diventandone poi il redattore. Nel 1961 raggiunse segretamente le fila del partito comunista d’Israele, il Maki. Sarà imprigionato diverse volte a causa dei suoi scritti e alla attività politica tra il 1961 e il 1967. In quel periodo Darwich sognava la rivoluzione e cantava la sua patria, la difesa dell’identità negata e la solidarietà internazionale. La poesia Identità (io sono arabo), la più celebre nella raccolta Rami d’olivo, pubblicata nel 1964, uscì dalle frontiere palestinesi per diventare un inno cantato in tutto il mondo arabo. Durante l’estate del 1982, il poeta è a Beirut, città che è oggetto di bombardamenti dal 12 giugno al 13 agosto. L’armata israeliana stava cercando di catturare i membri dell’OLP e Darwich guidò la resistenza palestinese nella sede israeliana del Qasidat Bayrut e Madih al-xill al’ali. In seguito si  auto-esigliò prima al Cairo, poi a Tunisi e infine a Parigi. Nel 1987 venne eletto nel comitato esecutivo dell’OLP. Un anno più tardi, nel 1988, una delle sue poesie, Attraversando le parole passanti, venne discussa alla Knesset : era accusato di incitare la fuoriuscita degli ebrei da Israele. Darwich si difenderà spiegando che dovevano uscire dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. La poesia esclamava: “Allora, lasciate la nostra terra. Le nostre rive, il nostro mare. Il nostro grano, il nostro sale, le nostre ferite”. Nel 1995 fece ritorno a Ramallah, con un visto per visitare l’anziana madre e riuscì in seguito ad installarsi in città. Ramallah divenne poi nel 2002 un campo di battaglia . Nel marzo del 2000, il ministro israeliano dell’Educazione propose di inserire nei testi scolastici alcune sue poesie,senza successo. Mori’ nel 2008, il 9 agosto, in seguito a diversi interventi chirurgici al cuore, in un ospedale di Houston, in Texas.  Le sue spoglie arrivarono dagli Stati Uniti e ricevette gli onori sia ad Ammam, in Giordania, che a Ramallah. I funerali videro la presenza delle più alte cariche dello Stato palestinese tra cui Abbas. E’ sepolto in un terreno adiacente il Palazzo della Cutura di Ramallah. L’opera di Darwich, essenzialmente poetica, è una vera difesa alla sua terra, al suo popolo, ad una cultura millenaria. Una sola idea, un solo corpo:la Palestina!  La solitudine dell’esilio esprime appieno l’accettazione nobile e coraggiosa della disperazione più profonda che generò arte, una carica poetica intensa e sofferente.  Il fantastico Trio Joubran ha accompagnato con il suono dei loroOud alcuni recitals di Mahmoud Darwish, di cui l’ultimo ad Arles nel luglio 2008. Nel 2002, la cantante Dominique Devals e la Compagnia Laccarrièremisero in musica “Undici astri sull’epilogo andaluso”, undici  poesie che evocavano la partenza degli arabi dalla Andalusia. La musica di questa produzione fu firmata da Philippe Laccarrière, contrabbassista jazz. In musica venne poi trasportato il discorso/poema in omaggio agli Indiani d’America del poeta, interpretato per la prima volta in presenza di Darwich nel novembre 2006 nella sede dell’UNESCO. Sulla sua lapide è inciso:

In questa terra,

 la signora di tutte le terre

 qualcosa che merita la vita

Fonte: My Amazighen

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“Profeti, Marinai E Balene” di Vinicio Capossela, recensione del nuovo album

September 26, 2011 2 comments

Profeti, Marinai E Balene è l’ultimo lavoro discografico del cantautore Vinicio Capossela.
Nel nuovo album Vinicio ed il mare si fondono in un unico elemento. Una buona parte dell’ album, infatti, è stata registrata all’Isola di Ischia. Per le registrazioni il cantautore ha ritenuto necessario far issare un vecchio pianoforte a coda nella sagrestia del Castello Aragonese di Ischia posta ad 80 metri sul livello del mare.
La forte passione per il mare ha spinto Vinicio fino ad Ischia. La voce ed il pianoforte sono stati registrati nel Castello Aragonese  accompagnati dal suono del mare e dallo stridio dei gabbiani. La ricerca di un contatto forte con il mare e la sua mitologia bisognava aspettarselo da Vinicio.
Le registrazioni, però, si sono divise tra Ischia, Creta, Berlino e Milano.  Profeti, Marinai e Balene è un doppio album che non possiamo considerare come un disco come tanti, ma dobbiamo considerarlo come una vera e propria opera d’arte.
Per le registrazioni sono state utilizzate la viola barocca, la sega musicale, il santur, le percussioni indonesiane e tanti altri strumenti.
In Profeti, Marinai e Balene Vinicio sperimenta molti suoni, canta del mare accompagnandosi con i giusti suoni. Il cantautore si imbarca in questo viaggio tra balene, polpi, sirene, madonne delle conchiglie che si muovono in 19 brani tutti da ascoltare.
Il brano che  apre il primo disco è Il Grande Leviatano, il cui testo è tratto dal Moby Dick di Hermann Melville, tradotto da Cesare Pavese. Fin da subito ci si rende conto del distacco avvenuto dal Tom Waits  per abbracciare suoni universali, con una canzone teatro che lascia esterrefatti. E’ un album che ti entra dentro, i cori ti avvolgono con la loro profondità e ti portano in un vortice su un mare immenso, quello stesso mare che ti si presenta dinanzi agli occhi mentre ascolti il disco. Quello stesso mare da dove nasce l’album di Vinicio.
A costo di sembrarvi ripetitiva, ma questa è un’opera d’arte che deve la sua vita al mare, alla mitologia.
Tra i brani migliori che colpiscono fin dal primo ascolto  vi sono senza alcun dubbio Vinicolo, Billy Budd, La Bianchezza Della Balena. E’ affascinante anche La Madonna Delle Conchiglie che “è arrivata restituita dal mare, senza carte, senza la scorta, senza permesso, senza permesso”.
Marinai, Profeti e Balene è uno tra i migliori album degli ultimi dieci anni che appartiene alla scena cantautorale italiano.
Anche Le Sirene, Calipso, I Fuochi Fatui e l’Oceano Oilalà sono brani che fin dal primo ascolto ti rapiscono del tutto.
In alcuni passi sembra di ascoltare il Vinicio dei brani contenuti nei primi dischi, ma dopo aver ascoltato interamente il doppio album ci si rende subito conto che si tratta del nuovo Vinicio, si tratta di un Vinicio Capossela unico.
Le voci dei marinai, dei profeti, delle balene vengono direttamente dalla letteratura. L’ispirazione di Vinicio Capossela per questo doppio album si può rintracciare in Melville, Omero, Celine.
Profeti, Marinai e Balene è un album da ascoltare con attenzione, perché non può sfuggire niente.
Profeti, Marinai e Balene è un’opera d’arte da cui risulta difficile separarsi.

Fonte: Musica10

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Roentgensatellit, minaccia imminente incombe dal cielo

September 26, 2011 Leave a comment

Non c’è pace per la terra.Passata la paura per la caduta del satellite della Nasa “Uars”, sul territorio canadese, una nuova minaccia incombe dal cielo. Infatti un altro satellite, ormai in “pensione” da anni, si sta già preparando ad impattare contro l’atmosfera terrestre nelle prossime settimane. Si tratta di un vecchio satellite tedesco, denominato “Roentgensatellit“, che è stato spento nel 1999.
Il satellite era stato lanciato dalla Florida nel Giugno del 1990. Per ben nove anni “Roentgensatellit“, con due telescopi,  ha studiato la nascita delle stelle, trasmettendo alla Terra immagini a raggi X delle comete; della Luna o della galassia Andromeda e rivoluzionato così l’astronomia negli anni 60. Dopo aver chiusi anni di onorata carriera il rottame spaziale ha vagato senza meta, portandosi sempre più vicino all’atmosfera, fino ad esserne risucchiato.Il satellite “Roentgensatellit“,  dal peso di ben 2,4 tonnellate, entrerà nell’atmosfera nel lasso di 5 settimane.

Nella migliore delle ipotesi brucerà al rientro o cadrà in mare. Esiste tuttavia il rischio che alcuni pezzi possano cadere fino al suolo.
Nel caso si schiantassero su una città o su aree industriali le conseguenze potrebbero essere gravi, per non dire devastanti.Per il momento è ancora troppo presto e prematuro dire con precisione quando, nell’intervallo di tempo accertato, entrerà nell’atmosfera terrestre e dove potrebbero eventualmente precipitare con esattezza i vari pezzi.Il tutto dipende infatti anche dall’attività solare. Degli eventuali danni sono responsabili sia il paese proprietario del satellite sia quello che lo ha lanciato: in questo caso la Germania.
Da qualche tempo è fuori controllo ma viene monitorato da terra con sistemi radar molto sofisticati. Non è escluso che questo movimento incontrollato sia da attribuire ad un violento impatto con qualche altro rottame spaziale (qualche altro satellite ormai non più utilizzato) avvenuto qualche anno fa sopra l’orbita della terra.
Nello Spazio ci sono più di 42.000 tra rottami e frammenti, e queste sono le conseguenze che ne paghiamo …

Daniele Ingemi

Fonte: MeteoWeb

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“100 Days Of Active Resistance” di Vivienne Westwood, Damiani Editore

September 26, 2011 Leave a comment

100 Days Active Resistance
Vivienne Westwood
30.00 EUR
978-88-6208–188-7
pagine: 184
illustrazioni: 100
rilegatura: brossura
uscita: settembre 2001

Nel 2010, Vivienne Westwood e Lee Jeans hanno lanciato un manifesto online intitolato 100 Days of Active Resistance. Il sito invitava il pubblico a sottoporre un’opera d’arte, uno slogan o una fotografia legati al tema proposto dalla Westwood di “Active Resistance to Propaganda” (Resistenza attiva alla propaganda), partendo dall’idea che la cultura ha la possibilità di elevare l’uomo e salvarlo dall’autodistruzione. Secondo la stilista, “non basta interessarsi alla politica mondiale, guardare film e leggere bestseller; queste sono tutte cose superficiali, devi andare più a fondo se vuoi comprendere chi sei, dove va il mondo e come si potrebbero migliorare le cose. Ci vuole una cultura che può essere acquisita solo diventando autodidatti: gli esseri umani dovrebbero essere lo specchio del mondo.” A partire dall’8 settembre 2010, per 100 giorni, è stato selezionato e presentato sul sito un lavoro al giorno, e l’iniziativa si è conclusa con una mostra che esponeva i contributi più interessanti. Questo volume riproduce i lavori selezionati e insieme rappresenta una testimonianza del progetto.

Fonte: Damiani Editore

Google, rivoluzionaria ricerca per immagini

September 26, 2011 Leave a comment

Provare per credere! Google lancia in versione beta la sua innovativa e potente ricerca per immagini (images.google.it). Si sa, un’immagine vale più di mille parole. Niente più frase o termini chiave, la ricerca parte da un’immagine da trascinare nell’apposito riquadro. Google a questo punto riconosce la foto, dice di cosa si tratta con i relativi link pertinenti, e trova immagini simili, o la stessa foto in diverse dimensioni e risoluzioni, in pochi secondi. Dal quadro al paesaggio, dal monumento all’oggetto, dalla pianta al simbolo grafico, Google, grazie al suo enorme database, è in grado di riconoscere ogni cosa. Quante foto abbiamo in archivio sul nostro computer, che non siamo più in grado di identificare, per aver omesso di scrivere la didascalia? La ricerca “semantica” per le immagini, in grado di leggere i pixel delle foto, è stato reso possibile anche, grazie all’algoritmo di ricerca che Google ha apportato qualche mese fa. Secondo Amit Singhal di Google, ricercare sul Web, diventerà in futuro una pratica sempre più semplice e immediata. Tuttavia se il sistema di riconoscimento dei visi, dovesse essere messo in atto, come quello ideato ad esempio da Facebook, la foto scattata di una persona che non conosciamo, ad esempio, potrebbe rivelare la sua identità: una prospettiva non proprio rallegrante!

Fonte: Futurix

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Leica Talent, 24 talenti per 36 fotografie

September 26, 2011 Leave a comment

Partito il progetto LEICA Talent 24 talenti per 36 fotografie. Ed è già successo. 

LEICA Talent

Leica cerca fotografi di talento, per dare loro visibilità e un’occasione di mostrare il proprio valore, e lo fa con un concorso che a poco tempo dal lancio è già un successo.24 talenti della fotografia saranno selezionati dopo una fase iniziale di “scrematura” e competeranno nella fase finale utilizzando una LEICA X1 ceduta in comodato d’uso da LEICA.

Il tema è la propria città e si dovranno realizzare 36 fotografie con LEICA X1 per raccontare il proprio punto di vista del proprio luogo di residenza.

Le selezioni avvengono invece registrandosi al sito apposito di cui trovate link qui sotto, ed inviando tre fotografia di qualsiasi tema e soggetto e scattate con qualsiasi fotocamera e qualsiasi elaborazione successiva.

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