Archive

Archive for September 17, 2011

Bangkok, scimpanzè fa da mamma a due tigrotti

September 17, 2011 Leave a comment

Nello Zoo Samut Prakan Farm di Bankok, in Thailandia, da qualche giorno lavoratori e visitatori rimangono sistematicamente stupiti dalla scena di uno scimpanzè maschio che si sta prendendo cura di due cuccioli di tigre. Ma ciò che stupisce ancor di più è non solo il fatto che la scimmia è di genere maschile, ma che i due esemplari di tigre sono di provenienza asiatica mentre il primate proviene dall’Africa, pertanto anche differenze sostanziali derivanti dai luoghi d’origine dovrebbero far pensare ad un effettivo atteggiamento di distacco, ma la natura lascia sempre puntualmente a bocca aperta l’umanità. In alcune immagini e riprese rintracciabili su internet è commuovente vedere lo scimpanzè mentre è intento ad allattare i cucciolotti di tigre con un biberon.

Carla Liberatore

Categories: Curiosità, Natural World Tags:

Serra Lego, serra al Convent Garden da Sebastian Bergne

September 17, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

In questi giorni, durante il London Design Festival 2011, il designer inglese Sebastian Bergne ha realizzato una serra di Lego al Covent Garden.
Il tetto, le pareti sono costruite interamente con pezzi di Lego trasparenti, per sfruttarli in maniera funzionale all’ambiente della serra. All’interno ci sono piante e fiori che emergono da una base di mattoncini marroni.
La serra sarà visitabile fino al 25 Settembre, per tutto il periodo del London Design Festival.
Sebastian Bergne ha così commentato il suo lavoro “E’ stato un piacere essere coinvolto in questo progetto per Lego e il Convent Garden, ho così potuto realizzare uno dei sogni della mia infanzia, cioè costruire qualcosa di immenso e utilizzabile con i pezzi di Lego. Come nella maggior parte dei miei lavori, mi piace prendere un materiale e portarlo al limite delle sue potenzialità, in questo caso è stato interessante anche l’accostamento di un elemento plastico come i mattoncini della Lego con l’ambiente naturale di una serra.

Fonte: Linea Di Sezione

Marrakech Fair Art, seconda edizione della fiera internazionale d’Arte Moderna e contemporanea

September 17, 2011 Leave a comment

La seconda edizione della fiera internazionale d’Arte Moderna e contemporanea Marrakech Fair Art si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2011 al Palace Es Saadi, con la partecipazione di 45 gallerie internazionali che esporranno i loro artisti più importanti. Una ventina le new entry rispetto alla prima edizione, prova del fatto che questa fiera sta raggiungendo un livello qualitativo importante e riconosciuto. Oltre alla rappresentazione, molto importante, della scena contemporanea turca, con ben sei gallerie presenti (CDA Projects, PI Artworks, Empire Project, CAM Gallery, PG Art Gallery e Merkur), i saloni della fiera ospiteranno due dei principali attori della scena newyorkese: Metro Pictures e Edwynn Houk Gallery. Un altra importante galleria ha confermato la sua partecipazione a Marrakech Art Fair: si tratta della Galleria Continua con base a S. Gimignano, a Beijing (Cina) e a Le Moulin (Francia). La scena nord-africana (Marocco e Tunisia) e quella del MO sono rappresentate da tredici gallerie, di cui nove marocchine. La galleria FJ, L’Artothèque e Sous Sol Art Gallery hanno raggiunto le gallerie marocchine Galerie d’art L’Atelier 21, David Bloch gallery, Loft Art Gallery, Matisse Art Gallery, Galerie Shart e Venise Cadre-GVCC, oltre alle due gallerie tunisine Le Violon Bleu e Galerie El Marsa. Al loro fianco una galleria di Dubai, Art Space e l’ Arhr Gallery dell’Arabia Saudita. Tra le gallerie francesi cito l’arrivo di Albert Benamou, Aline Vidal, Daniela Da Prado Gallery, Galerie Dix9, Galerie Jean Fournier e Besseiche Lartigue, tutte new entry di questa seconda edizione insieme alla galleria russa Aidan Gallery e la galleria italiana Voice. A queste si affiancheranno le gallerie presenti l’anno scorso: JGM. Galerie Magnin-A, Jean Brolly, Galerie Di Meo, Galerie Dominique Fiat, Galerie Rive Gauche Marcel Strouk, Galerie Marie Vintoux, Piramidon, e  Centre d’art contemporani per la Spagna. Il percorso culturale di questa edizione testimonia in egual misura l’ambizione di questa fiera associando i migliori artisti video in diversi progetti in seno alla citta rossa. Il Colisée, mitico cinema di Marrakech, l’ESAV (Scuola Superiore di Arti Visive) ed altri spazi accoglieranno una programmazione voluta dal Centro Nazionale delle Arti Plastiche con video di artisti riuniti da due  coppie di collezionisti: Jean-Michel e Charlotte Attal, Jean Conrad e Isabelle Lemaître. Marrakech renderà omaggio al regista marocchino Nabil Ayouch (candidato agli Oscar) e presenterà due dei suoi lungometraggi, oltre ad una serie di giovani artisti marocchini come Whid El Moutanna e Hicham Jebbari.

Al Sofitel sarà allestita la mostra fotografica itinerante “Fashion stills, si la mode m’était contée“, presentata dalla galleria Polka (Parigi). Vi ricordo inoltre che nell’ex sede della Banca del Marocco, sulla Place Jemaa el Fna, sarà presente una esposizione di fotografie e video d’artisti contemporanei del mondo arabo, titolata “Images affranchies“. Mi fermo qui dandovi l’appuntamento a questa prestigiosa fiera che Marrakech è orgogliosa di ospitare; un avvenimento culturale importante che riunirà esperti d’arte, personalità del mondo arabo e tanti appassionati che si ritroveranno nello spendido Palace Es Saadi, che già da solo vale la visita.

Organizzazione: Art Holding Morocco
Expo: Palace Es Saadi Garden & Resort – Rue Brahim El Mazini, Hivernage – Marrakech

Fonte: My Amazighen

Categories: Eventi Tags: ,

SlutWalk, donne marocchine all’attacco

September 17, 2011 Leave a comment

Il nuovo raggrupamento che farà accapponare la pelle e digrignare i denti ai tradizionalisti islamici  arriva nel reame marocchino. SlutWalk, la versione marocchina della “Marche des salopes”, ha visto la luce da qualche giorno su Facebook ed  ha riunito già oltre tremila membri, creando violenti critiche da parte dei conservatori islamici. “Marche des salopes” (tradotto  potrebbe significare la marcia delle ragazze dai facili costumi ma uso un francesismo), è nata il 3 aprile a Toronto, in Canada,  con l’obiettivo di lottare contro l’insistenza sessuale e le molestie  di cui sono vittime milioni di donne. Majdoline Lyazidi, una giovane marocchina di 20 anni, ha creato da un paio di settimane SlutWalk Maroc, una pagina Facebook seguitissima. “Difendetevi da sole, esigete rispetto”, la parola d’ordine. È usanza in Marocco ma non solo, di corteggiare ostinatamente e senza riguardi alcuno, le tante donne che si trovano per strada, nei locali, ovunque. Latin lover di passata memoria, giovani con ormoni a mille, caldi come dei boiler, alla vista di ragazze e  donne  in generale, quasi sempre vestite all’europea (sinonimo di leggerezza), si accanisco senza tregua seguendo le malcapitate chiedendo un appuntamento o quant’altro. Senza remore. Come se fosse la cosa più naturale del mondo e senza negazioni: “la voglio e l’avrò”. Motociclisti  che inchiodano per guardare e infastidire da vicino una bella ragazza, automobilisti che si dimenticano del semaforo quando attraversa una fanciulla, dando origine ad un campionario di pssss e pssstee degno di nota, e via discorrendo. “La vergogna deve cambiare campo!”, recita lo slogan di una ragazza che durante un intervista dichiara di non capire  perchè la società marocchina continui ad instillare alla donne la mentalità del “Non ti far violentare” al posto di “Nessuno ti deve violentare”, un processo senza fine di colpevolezza della vittima, con i suoi “se l’è cercata!”.  Il movimento ha un suo gruppo di sostegno nella figura del blogger Mahmoud Khattab che scrive sul suo blog: “Personalmente aderisco al movimento, per convinzione, e per paura. Paura per mia madre, per le mie sorelle, le mie zie..e aderisco perchè vedo una luce di speranza, piccola ma che merita di essere supportata, per una società che rispetti veramente le donne, le nostre donne, le vostre donne”. Lo Stato marocchino è d’accordo sul nome del movimento, alquanto imbarazzante per uno stato islamico?  Ad oggi nessuna dichiarazione ufficiale come nessuna data e luogo della prima manifestazione pubblica del movimento è stata comunicata. Staremo a vedere.

Fonte: My Amazighen

Categories: Amazighen, Sententia Tags:

WikiLeaks, USA e Marocco

September 17, 2011 Leave a comment

Gli Stati Uniti fecero pressione nel dicembre 2009 sul Marocco perchè si opponesse ad una risoluzione del Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU che condannava l’islamofobia e l’interdizione dei minareti. Tutto questo segnalato su un cablo diplomatico americano pubblicato dal sito WikiLeaks. Il testo sulla “diffamazione delle religioni” proposto dal Pakistan a nome della organizzazione delle Conferenze islamiche (OCI), venne adottato nel marzo 2010 con una risicata maggioranza di 20 voti contro 17. Otto dei 47 paesi  si astennero.  Questo cablo, datato 28 dicembre 2009, precisa che la “delegazione americana” in Marocco voleva spingere il governo marocchino e la società civile ad astenersi al sostegno del “progetto di risoluzione”. “La nostra argomentazione è doppia: convincere il Marocco a non votare per questa risoluzione che rinforzerebbe la sua vocazione di paese a maggioranza musulmana ma tollerante e a continuare ad essere la voce della ragione all’interno della Lega Araba”, aggiunge il cablo diplomatico americano, citato martedi’ scorso dal quotidiano arabofono al-Khabar. Ma nel marzo 2010, il Marocco votò a Ginevra in favore della risoluzione del Consiglio dei Diritti dell’Uomo, condannando l’islamofobia e il “profilo etnico e religioso delle minoranze musulmane oltre all’interdizione dei minareti”.  L’Unione Europea e gli Stati Uniti, che si erano fortemente opposti a questa risoluzione l’avevano qualificata come “strumento di divisione”.  La risoluzione ONU era stata difesa dall’ambasciatore pakistano Zamir Akram, stimando che era destinata a proteggere contro l’antisemitismo, la cristianofobia e l’islamofobia.

Fonte: My Amazighen

Categories: Amazighen Tags: , ,

Arti Grafiche Boccia, raccontarsi al territorio mediante creatività urbana

September 17, 2011 Leave a comment

Arti Grafiche Boccia sceglie la Creatività Urbana per raccontarsi al territorio

L’azienda, una delle più significative realtà dell’industria tipografica italiana, sceglie la street art affidandosi ad INWARD, l’osservatorio internazionale sulla creatività urbana, coordinatore per il Ministro della Gioventù ed il CNEL del primo Tavolo Tecnico sul tem

Sono le gigantesche nove B dipinte da alcuni tra i più importanti creativi urbani italiani sulla facciata esterna dello stabilimento di Salerno della Arti Grafiche Boccia Spa a stupire le migliaia di passeggeri che ogni giorno viaggiano in treno ed in auto tra Campania e la Calabria.

E le nove B nascono dal progetto Alephactory di INWARD, l’osservatorio internazionale sulla creatività urbana, coordinatore per il Ministro della Gioventù ed il CNEL del primo Tavolo Tecnico sul tema, realtà unica al mondo nel suo genere, animata dai presidenti di tutte le Associazioni per la Creatività Urbana d’Italia, alcuni dei quali direttamente coinvolti in questa produzione artistica.

L’azienda, una delle più significative realtà dell’industria tipografica italiana, caratterizzata da un’elevata vocazione al mercato europeo e del Mediterraneo, sceglie così di raccontarsi al territorio e ai principali stakeholders del settore. Le nove B contribuiscono ad accendere i riflettori sul nuovo capannone rilevato pochi anni fa e nel quale sono presenti alcuni dei più innovativi impianti, prime installazioni in Europa, per la stampa di quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, stampati per la grande distribuzione organizzata ed etichette per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food

Il progetto è stato raccontato nel volume “Alephactory – Arti Grafiche Boccia sceglie la Creatività Urbana”, che si apre con la prefazione del Presidente della Commissione Cultura di Confindustria Alessandro Laterza e con il saggio istruttivo del direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli Mauro Giancaspro.

“Il cuore di quest’iniziativa di cultura e di impresa – scrive il Presidente della Commissione Cultura di Confindustria Alessandro Laterza-  sta nel ricordarci la dimensione specifica della piccola e media impresa come progetto di vita. La promozione del marchio aziendale viene rovesciata in una sollecitazione creativa ad un’ideale comunità di artisti. L’esperienza d’impresa viene tradotta in emozione visiva trasferita anche a chi attraversa l’area industriale. Il racconto azienda poi viene incastonato nella narrazione del progetto artistico. Questo ci ricorda che per chi produce beni c’è si una bellezza intrinseca all’apparato produttivo, ma ci può essere anche l’idea di coltivare un germe di bellezza che genera una produttività diversa”.

“Alephactory – dichiara il Presidente di Arti Grafiche Boccia, Orazio Boccia – è stata un’esperienza pienamente integrata con il nostro modo di essere e di porci verso le svariate espressioni della società. I bellissimi murales che occhieggiano ai nostri visitatori e che, per quanto abituati alla loro presenza, continuano a rallegrare i nostri sguardi, sono anche un segno dell’attenzione che Arti Grafiche Boccia pone al mondo dell’arte, alla cultura, a ciò che di innovativo e positivo si esprime nella società. Sono diventati un ‘pezzo’ di azienda, lo rivendichiamo con orgoglio; vogliono essere la dimostrazione di quanto abbiamo investito emotivamente, oltre che come filosofia d’impresa, in questa piccola ulteriore avventura.”

“Arti Grafiche Boccia – rimarca il direttore di INWARD, Luca Borriello – ha compiuto una scelta strategica puntando sulle Associazioni per la creatività urbana, rivolgendosi alle più alte professionalità creative italiane attive nel campo, in linea con uno stile aziendale che fa della ricerca della qualità e dell’eccellenza il suo credo quotidiano. Oggi questo è uno dei progetti di cui si parla di più tra gli addetti ai lavori a livello mondiale.”

“Arti Grafiche Boccia – sottolinea il direttore di Race Communication Roberto Race, che cura la comunicazione strategica l’azienda – ha deciso di raccontare la sua storia di successo a modo suo: descrivendo i traguardi raggiunti da una realtà passata da azienda di famiglia ad impresa comunità che scommette costantemente su se stessa, attraverso la forma di arte contemporanea più innovativa, apprezzata e fatta propria anche dalle più importanti multinazionali”.

Con il progetto Alephactory, infatti, Arti Grafiche Boccia entra nel “club” delle realtà che hanno puntato sulla creatività urbana, come Adidas, Nike, Atari, Ecko, Volkswagen, TIM, Volvo, Calvin Klein, Figurine Panini, Seven, Fiat, MTV, Kuwait Petroleum Italia, Eagle Pictures, Intesa San Paolo, Walt Disney. Quest’ultima, mesi fa, con il progetto BLOC28, ha “trasformato” in un writer il suo personaggio di punta, Topolino.

Le foto del progetto sono scaricabili da:

https://picasaweb.google.com/robertorace/ArtiGraficheBocciaSceglieLaCreativitaUrbanaPerRaccontarsiAlTerritorio?authuser=0&feat=directlink

Il catalogo del progetto è scaricabile da:

http://issuu.com/artigraficheboccia/docs/catalogo_alephactory_agb

Il video sul progetto è visionabile su Youtube:

http://www.youtube.com/user/ArtiGraficheBoccia

Cina, robot al posto degli operai nella fabbrica Foxccon

September 17, 2011 Leave a comment

La Foxccon è la più grande azienda produttrice di componenti elettronici al mondo e ha in progetto di assumere per i prossimi 3 anni qualcosa come 300 mila robot nelle fabbriche sparse in tutta la Cina. Tale decisione arriva a causa dei suicidi registrati fra gli operai della fabbrica, sottoposti a turni di lavoro stremanti con oltre 100 ore di straordinario al mese e che vivono in quartieri-ghetto di proprietà dell’azienda. I suicidi dei dipendenti si sono verificati fra il 2010 ed il 2011, ai quali seguirono una serie di agitazioni da parte dei lavoratori che ottennero un incremento medio dei salari di circa il 20%. La Foxccon che è una compagnia Taiwanese, impiega attualmente 100 mila dipendenti tutti provenienti dalle zone più povere della Cina e ha stimato che nei prossimi 3 anni potrebbe dover aumentare le unità lavorative fino a 300 mila ma che tuttavia è intenzionata a sostituirle con dei robot.

Carla Liberatore

Categories: Attualità, Warning Tags: ,